Titolo: Dissonanze Armoniche
Autore: Zero
Genere: Thriller, Noire, Introspettivo
Rating: R per contenuti violenti
Tipo: Oneshot
Commento:
Questo racconto colpisce un occhio attento per la sua finissima costruzione. Si tratta, in tutta evidenza, di un racconto studiato nei minimi dettagli. Questa costruzione così meticolosa, però, non determina una fastidiosa macchinosità del racconto. Leggendo, alle volte si avverte l'attrito degli elementi costitutivi del brano, ma il complesso appare sufficientemente naturale.
Di che si tratta? L'idea è davvero particolare. Il racconto non ha la minima unità temporale, i flashback riemergono devastanti all'interno della placida e meticolosa descrizione di un uomo che si specchia e si lava le mani.
C'è stato un omicidio. All'inizio del racconto l'autore ci descrive con precisione e maestria una scena in cui l'assassino, a delitto compiuto, si guarda allo specchio. Le metafore utilizzate sono aggressive, c'è un frequente uso di termini violenti anche in questa descrizione statica. Ecco che però sullo schermo di chi legge appaiono strani simboli, imprecazioni in grassetto; sbucano da una trabquilla descrizione.. Il racconto è corrotto? E' leggibile? Certamente sì. Urla e suoni di qualcosa che è già avvenuto si precipitano nel testo e contrastano fortemente con la statica descrizione. Ma ecco che l'autore ci presenta una seconda parte del racconto dove ci avvisa della presenza di flashback. La fredda descrizione di un omicidio, come una perversa sinfonia che aumenta con l'aumentare della violenza e de sangue che sgorga su lenzuola bianche... La frase finale è un autentico capolavoro e conferisce al breve brano un'idea di compiutezza.
Mi è sembrato utile presentarvi questo racconto per la pregevole tecnica costruttiva. E' molto interessante vedere come l'autore riesca a far sembrare naturale unimpianto accuratamente studiato e realizzato a parole. L'idea di base, il racconto ccorrotto, è davvero originale e ben sviluppata. Qui, però, vorrei fare una piccola annotazione. Purtroppo, la scrittura ha i suoi limiti. E' impossibile riprodurre rumori, suoni.. Ci si prova, ma non ci si riesce bene come per esempio si riuscirebbe con la tecica cinematografica. Ecco, è un ottimo racconto, ma sarebbe un ancor più ottimo cortometraggio.
[Modificato da Referenti del Comitato 07/10/2006 23.53]