Ardia.
Monday, May 28, 2012 9:25 PM
Riassunto: Al Tor, Arshal e Latis s'incontrano per la seconda volta e la sacerdotessa ne approfitta per porre alcune domande al druido sui rapporti passati delle loro due congreghe.

ARSHAL [Sentiero/Cima] i piedi scalzi salgono il sentiero che porta al Tor e quelli della Magistra sono passi lenti, ma per nulla misurati. Non ha fretta e la mente è immersa nei propri pensieri, in preparativi che presto dovranno essere fatti. Non porta nulla con sé, non è per ragioni che riguardano le sacerdotesse che si sta recando al Tor e in realtà non ha bisogno di simboli che siano >>
ARSHAL >> sempre presenti, ha la sua stella che spicca indelebile sulla fronte ambrata, ad indicare a chiunque a chi la appartiene la sua vita. I capelli sono stati lasciati liberi di muoversi e ricadono lisci lungo la schiena, ma le due ciocche che contornano il viso sono state portate dietro la nuca ed intrecciate tra loro, in modo che il volto stesso sia perfettamente visibile. Il Sacro Cerchio >>
ARSHAL >> è vicino, gli occhi chiari si fermano sulle alte pietre e leggermente il passo della sacerdotessa s'affretta, in modo del tutto spontaneo.

LATIS [tor] la figlia del nord è appoggiata contro una delle pietre che formano il sacro circolo, rimanendo a metà fra l’interno e l’esterno. Le mani sono incrociate dietro alla schiena e toccano la fredda e solida pietra, mentre il viso è scoperto, incorniciato dai corvini capelli che scendono scomposti al lato del pallido volto che viene delicatamente illuminato dalla falce di luna. >
LATIS >>I grigi occhi dello skald sono fissi sulla luna, ma i pensieri sono lontani… sospirando abbassa appena il capo spostando lo sguardo sull’altare solitario ed immerso nella pace, un vago sorriso solca ora le rosee labbra del bardo al ricordo del suo personale beltane… di nuovo >
LATIS >>la dama risolleva i grigi e tempestosi occhi a fissar la luna e le stelle in cerca di una risposta.. come se loro, da muti spettatrici, potessero consigliarla…ma non è di silenzi che ha bisogno lo skald… non questa volta… le labbra si muovono appena in una silenziosa pregiera..mentre gli occhi si socchiudono per qualche istante.

ARSHAL [Tor] e finalmente gli occhi di Arshal sembrano mettere a fuoco la scena che hanno davanti, mentre i pensieri vengono relegati in un angolo della sua mente. Ci sarà tempo per pensare e preparare ogni cosa, ora può concedersi qualche istante per osservare. Vede la dama ferma sul perimetro del Cerchio. Le labbra si schiudono, prima ancora di poter vedere che quelle dell'altra si stanno >>
ARSHAL >> muovendo senza emettere alcun suono, prima ancora di riconoscere il volto di chi ha davanti ''Rispectae Aveas, milady.'' un saluto formale e cortese, considerato d'obbligo verso la persona presente in precedenza nel luogo, ma che ancora non annuncia alcuna volontà precisa nei confronti di quella stessa persona. Avanza ancora, fino a ritrovarsi a due metri dalle pietre e infine sì, >>
ARSHAL >> comprende d'aver già incontrato il volto che ha davanti.

LATIS [tor] il medaglione di congrega è celato sotto la scollatura dell’abito e ad ogni respiro preme contro il petto della nordica, ma la dama sembra ignorarlo, la lieve brezza sembra dar voce alla silenziosa preghiera della nordica, fino a quando un saluto non irrompe nella mente dello skald, I grigi occhi si schiudono e, dopo aver lanciato un ultimo sguardo alla luna, volge il viso verso il >
LATIS >>sentiero fissandosi sulla nuova venuta, Sebbene sia notte la vicinanza è tale che l’irlandese riesce a vedere il volto della sacerdotessa, indugiando con lo sguardo sulla stella che porta tatuata in fronte , e rendendosi conto solo dopo qualche istante che ha già visto quella donna, * dia abar et sid et naturalis..* . mentre pronuncia queste parole le mani scivolano sulla pietra >
LATIS >>tornando ai fianchi della dama … Lo skald lascia che il canto della notte colmi il silenzio, lasciando così alla nuova giunta la decisione se continuar la conversazione o dirigersi all’interno del sacro circolo, mentre i grigi ed inquieti occhi della nordica si fissano in quelli dell’altra dama

ARSHAL [Tor] Arshal sceglie entrambe le cose...avanza, supera la donna e si porta all'interno del Cerchio, in modo che nuovamente un paio di metri le separino. Gli occhi chiari si fermano sull'altare, ma le labbra riprendono presto a muoversi e la voce ad uscire: calma, bassa e calda. ''lieta d'incontrarvi di nuovo...Latis, non è vero?'' davvero sono troppi gli eventi che la sua mente ha >>
ARSHAL >> dovuto assimilare nel trascorrere delle ultime lune e su alcuni particolari, come i nomi di chi s'è incontrato una sola volta, la mente vacilla.

LATIS [tor] La nordica rimane ferma, seguendo con lo sguardo i movimenti della sacerdotessa che le passa davanti, frapponendosi fra lei e l’altare. Il capo si muove impercettibilmente, *ricordate bene Milady Arshal* calcando sulla penultima parola, quasi volesse rimettere le distanze… * se non ricordo male ci siamo incontrate in foresta* esitando un istante * non è vero?* >
LATIS >>le braccia della nordica si sollevano fino ad incrociarsi sotto al petto, mentre anche l’ultima sillaba dello skald viene portato via dalla brezza serale carica dei profumi dell’eterna primavera dell’isola. Con un colpo di reni il bardo si discosta dalla pietra che segna il confine del sacro circolo varcando , di un passo, >
LATIS >>il limite del cerchio.. e socchiudendo gli occhi per un istante, per poi riaprirli e fissarli nuovamente in quelli della sacerdotessa in attesa di una risposta..

ARSHAL [Tor] non coglie il modo in cui Latis sottolinea la parola ''milady'', o forse, più semplicemente, non le importa...è cresciuta in un mondo dove le parole non erano particolarmente raffinate e per quanto possa imparare, continua a non dare troppa importanza ai termini che s'utilizzano, non finché il discorso rimane generico e formale, almeno. Dunque volta tranquillamente il capo, quando sente >
ARSHAL >> i passi dell'altra avvicinarsi e porta il proprio sguardo ad incontrare quello che le si para davanti. Muove il capo in segno d'assenso ''Sì, ci siamo incontrate in foresta, non molto tempo fa.'' per un istante pare soppesare ciò che sta per dire, come se fosse indecisa su quale piega far prendere al discorso, ma quando la voce torna a farsi sentire è la stessa di sempre, bassa e >>
ARSHAL >> il più possibile priva d'esitazioni ''In realtà, dopo quella notte ho ripensato a un discorso intrapreso tempo addietro con una vostra consorella e mi piacerebbe porvi qualche domanda, ma...l'ultima volta avete detto qualcosa a proposito della vostra poca conoscenza su quelli che sono gli usi dei druidi di Avalon.''

LATIS [tor] La figlia del nord osserva la sacerdotessa, fino a che gli sguardi non si incrociano, lo skald sostiene tranquillamente quello dell’altra donna accennando un sorriso udendo la sua risposta, sorriso che velocemente svanisce sentendo la bassa voce della sacerdotessa. Un profondo sospiro anima il petto della figlia del nord, di certo non si aspettava una simile conversazione, >
LATIS >>ma in fondo anche quell’argomento era compreso nella sua silenziosa preghiera lasciata incompiuta. * un discorso con una sconosciuta che vi è rimasto impresso per tutto questo tempo!?* la voce è bassa e musicale e ben si può cogliere una nota di sorpresa * dipende quali druidi..* sospirando e spostando >
LATIS >>per un istante lo sguardo sulle stelle * conoscevo molto bene i druidi… quelli che han contribuito a fondare l’isola..* rimanendo in silenzio per alcuni istanti e lasciando che la brezza sfiori il suo viso facendo ondeggiare i capelli e la nera veste * posso chiedervi come mai vi hanno colpito così tanto delle parole dette da una sconosciuta?* ..

ARSHAL [Tor] perché? Quant'è difficile rispondere alle domande a volte...''E' stato un discorso interrotto e mai ripreso, forse, per questo m'è rimasto impresso.'' scuote leggermente il capo ''Aggiungete il fatto che quella donna m'ha aiutata a risolvere un problema al Tempio, qualcosa di veramente assurdo e che difficilmente si dimentica.'' una breve pausa, il tempo di un respiro, poi la sacerdotessa>>
ARSHAL >> riprende a parlare ''In realtà si trattava soltanto di un vago discorso su ciò in cui i druidi credono, ma credo m'abbia colpita perché ho sempre saputo dell'esistenza di questa congrega e so che dovrebbe avere una certa affinità con noi sacerdotesse, qualcosa in comune...eppure ho ricordo di così pochi contatti e le vite di druidi e sacerdotesse sembrano del tutto separate.'' ora nella >>
ARSHAL >> voce risuona qualche indecisione, qualche dubbio ''Se parlate dei druidi di un tempo e di quelli che ora vivono in Avalon, saprete forse dirmi cos'è accaduto.'' se ha usato molte parole, in quell'ultima richiesta è diretta.

LATIS [tor] Il nobile skald ascolta le parole della sacerdotessa, mentre la luna della luna sfiora il suo pallido viso, un espressione sorpresa si può leggere su quel volto che par scolpito nella pietra, un vago sorriso colmo di malinconia si dipinge lentamente sulle rosee labbra del bardo * siete diretta milady* fissando i grigi e tempestosi occhi in quelli chiari della donna *cosa sia successo >
LATIS >>so.. forse ,come tutte le cose in natura, si è concluso un ciclo e ne è iniziato un altro sotto una nuova forma..* sospirando e desiderando ora di essere di nuovo vicino alla pietra per potersi appoggiare, per poter trarre la sua energia per scavare in quel passato che per anni l’ha tormentata e che ora è nuovamente tornato a sibilare venti di tempesta… * vi posso dire che in passato c’era>
LATIS >>un’aperta, ma rispettosa, rivalità fra le nostre due congreghe* sorridendo appena mentre la voce diviene più bassa fondendosi con la brezza serale * e i riti molto spesso venivano celebrati assieme in questo stesso luogo… * sospirando mentre le ombre appartenenti ai ricordi iniziano a danzare silenziose >
LATIS >davanti agli occhi dello skald * poi… ho lasciato la congrega, l’isola e la cittadina stavano attraversando l’ennesimo periodo di lotta, caos contro equilibrio… Emydea, l’ultimo arcidruido, lasciò l’isola poco dopo il mio abbandono con gli altri confratelli… e poi giunsero le nebbie… e quando finalmente si schiusero tutto era mutato…* sospirando >
LATIS >>e rimanendo in silenzio , fissando ora la luna ..

ARSHAL [Tor] lo skald parla di anni lontani, anni in cui lei ancora non era giunta ad Avalon. Arshal ascolta in silenzio e con attenzione. Alla fine di quel discorso, appare pensierosa ''Parlate di rivalità e allo stesso tempo di riti celebrati insieme. Devo immaginare che i druidi del passaoto venerassero la Dea nella forma in cui la venerano le sacerdotesse e se è così, >>
ARSHAL >> anche questo è cambiato? Perché la vostra consorella mi parlò soltanto della Madre e questo m'ha fatto pensare a differenze ben profonde tra noi e i druidi.'' qualcos'altro compare all'improvviso alla sua mente, un ricordo quasi scomparso, dato che lei non era presente in prima persona ''Un rito, in realtà, le sacerdotesse e i druidi hanno celebrato insieme, in tempi più recenti, ma non >>
ARSHAL >> mi pare che questo abbia avuto un seguito. Credete che vi sia qualche possibilità che un qualche contatto torni ad esistere? Non come quelli di un tempo, forse, dato che avete ragione: ogni ciclo ha una sua conclusione e viene sostituito da qualcosa di nuovo...ma non è detto che il nuovo non possa prendere qualcosa dal passato.''

LATIS [tor] La figlia del nord torna a fissare la sacerdotessa * le cose sono cambiate per entrambe le congreghe e i culti son cambiati per entrambi credo.. ma per come la vedo io la Dea Madre è sempre lei.. sebbene i nomi siano mutatati, sebbene la si chiami con nomi diversi..* ascolta con attenzione le parole della giovane sacerdotessa * un rito? Le festività della terra sono segnate dai >
LATIS >>suoi ritmi, e sono riti che appartengono al nostri avi, non a due congreghe…* sorridendo appena e non vedo perchè non si potrebbe officiare riti in comune e facendo partecipare anche la popolazione… * sospirando nuovamente, questi discorsi pesano come un macigno sull’instabile animo dello skald * come mai vi interessa la storia della mia congrega? >
LATIS >>Forse non sono la persona più giusta per parlare di queste cose…* rimanendo in silenzio e fissando il volto dell’altra donna .

ARSHAL [Tor] la domanda dello skald la fa riflettere...è solo curiosità la sua, o cosa? ''Non è soltanto la storia della vostra congrega ad interessarmi. Dimoro sull'Isola da diverse lune, ormai, ma non da abbastanza tempo da aver visto mutamenti significativi come quelli di cui voi parlate e ciò che siamo proviene da ciò che prima di noi è stato.'' scuote le spalle, dovrà pensare meglio >>
ARSHAL >> a quella domanda, per poter dare una risposta a sé stessa, prima che ad altre persone ''Chiamatela curiosità, milady, se volete, o voglia di comprendere.'' le labbra si piegano appena in un sorriso, ma non è un sorriso che ha qualcosa d'amaro e che non s'estende agli occhi...eppure, le parole che seguono non hanno nulla d'amaro ''Ad ogni modo avete ragione, non importa come la si chiami, >>
ARSHAL >> non sono i nomi a definire l'essenza delle cose...forse, un giorno avremo tempo di parlare di quest'essenza, se la cosa v'aggrada.'' le parole tornano ad essere formali, come raramente escono dalle labbra della Magistra, sintomo che quella conversazione, per lei, sta giungendo al termine ''Ora temo di non aver tempo a sufficienza per disturbarvi con altre domande.'' e questa volta il >>
ARSHAL >> sorriso è più sincero, più allegro, anche se non particolarmente solare.

LATIS [tor] Il nobile bardo china appena il capo sentendo le parole della sacerdotessa * si è così… ma per i druidi c’è stata una vera e propria scissione, l’allora arcidruido prese tutti i miei confratelli e abbandonò l’isola portandosi via tutta la loro sapienza, ed i nuovi druidi suppongo che abbiano ricostruito tutto…* sospirando nuovamente per poi chinare ancora una volta il capo alle parole >
LATIS > della sacerdotessa, * avete ragione milady, per trattar certi argomenti bisogna esser lontani dalle braccia di Morpheo* sorridendo appena, quasi sentisse ora tutta la stanchezza del giorno… *spero che la Madre faccia incontrare nuovamente le nostre strade …* chinando appena il capo, ma in fondo lo skald ha ben poca voglia di tornar alla sua stanza, >
LATIS >>sebbene la stanchezza inizi a pesarle sugli occhi…

ARSHAL [Tor] china il capo a sua volta, in segno di congedo, mentre aggiunge ''Voi siete già qualcosa che non è andato perduto. Spero che la Madre decida davvero di far nuovamente incontrare le nostre strade.'' e detto ciò si volta, semplicemente, e s'incammina lungo il sentiero, nuovamente diretta al Tempio, senza più voltarsi. Ha più domande di quando è giunta, in realtà e domande che sono >>
ARSHAL >> emerse all'improvviso, domande che non possono trovare risposta ora e che non saranno rivolte solo allo skald. I passi, ora, sono svelti, anche se sa che le risposte non giungeranno presto, il suo corpo reagisce con la fretta, come se l'attività potesse far scorrere il tempo più rapidamente.
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