Conoscenze Religiose
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Riassunto:
La Custode del Meriggio si dirige verso il Palazzo Reale con l'idea di andare a trovare Hagall e parlare con Nymeria della situazione dell'Isola Sacra. Sul suo cammino, invece, incontrerà la drow vista lune addietro in locanda. Si intratterà dunque con lei confrontando la Triade e Lolth.
//Commento: Assurdamente incapace a fare i riassunti
Cmq mi sono divertita un sacco, non capita certo tutti i giorni di chiacchierare con una drowa
Risale a quando Nivi non era ancora Stella ed Ilyth non ancora matrona
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NIVIENNE { Cittadella --> Giardini } – { Una fiammella si aggira per la cittadella questa notte, perché una fiammella errante potrebbe sembrare la rossa Custode, mancano pochi giorni e la luna sarà al suo splendore, al suo culmine alta nel cielo. Cammina la Fenice, lasciando che il fruscio della veste la accompagni docilmente, al fianco destro pende l’athame dal manico scarlatto, così come al collo sarebbe ben visibile il ciondolo a forma di stella nel quale è incastonato il rubino che alle figlie di Cerridwen sono votate. I riccioli corvini sono raccolti in un’alta treccia ed a loro volta adornati con delle piccole perline rosse. Si muove fra quelle vie, quasi le conoscesse a memoria, ma sol una potrebbe esser per questa sera la sua meta. Il palazzo reale. Vorrebbe parlare con Nymeria, molte le cose che scuotono il suo animo e l’isola stessa ultimamente, ma nello stesso istante la preoccupano ancora le condizioni di Hagall, vuole rivederla. Lascerebbe così vagare lo sguardo arrivata ai giardini dinanzi al palazzo, per vedere se v’è qualcuno che potrebbe riconoscere, per poi infine posarsi sul portone d’ingresso. }
ILYTH_ (giardini) Un angolo buio, una nera figura ammantata, solo bianchi capelli che una lieve brezza smuove, occhi rossi come il fuoco che sondano l'oscurità, tratti elegantemente minuti e perfetti, un corpo da favola...insomma un sogno notturno (//XD) oppure un nero incubo che potrebbe lentamente trainare la notte di luna splendente verso un baratro fatto di ombre e sussurri che si levano lenti verso il cielo. Il nero pentacolo di ossidiana ben nascosto tra i seni che si sollevano ad ogni respiro, alcuni ragni che attratti osservano intorno a lei, il nero Strale degli ancestrali, l'apprendista morta e rinata maga sotto gli occhi di una luna nera. Non vi è più alcun segno del nero uroboro che gli antichi le hanno segnato sul petto in quella notte nella quale dalla fortezza si è levata una luce che si è sparsa a dimostrare a tutti il potere delle gocce e degli ancestrali. Una curiosità insita negli occhi che nel buio osservano una figura di fuoco avanzare (infravisione 1), attende in silenzio, attende di rivedere il maledetto ranger Luce portatore di facezie o il capo dei cavalieri a cui molto ha mostrato dei drow e dal quale qualcosa in cambio prima o poi di certo pretenderà. Odore di umano che arriva sino a lei (senso sviluppato olfatto), si solleva il capo a catturare ciò che il vento trasporta, odore di femmina umana, spezie e profumi, fiori e terra.
NIVIENNE { Giardini } – { Si muove lentamente la rossa Custode, ancora all’entrata dei maestosi giardini che adornano la piazza e l’ingresso del palazzo reale, che si staglia dinanzi a lei imponente come non mai. Non porta doni questa sera con lei, soltanto la voglia di rivedere le sorelle. Il vento tiepido dell’isola sacra parrebbe lambirle la pelle del collo e solleticarle i pochi riccioli che sono scappati all’acconciatura. Sguardo che si sposta di quando in quando sull’erba, fra le siepi ed oltre la fontana, sino ad arrivare sul fondo della piazza, in un angolo. Uno strano movimento la attrae, una strana luce che par una macchia candida, come fiori che sbocciano a primavera. Fruscio della veste che si arresterebbe per un solo istante, così come i di lei passi, lasciando che lo sguardo possa metter meglio a fuoco quella strana figura che le par di intravedere. E lascerebbe che il passo nuovamente riprenda, avvicinandosi un poco curiosa, anche se è ancora lontana. Vorrebbe comprender meglio di cosa si tratti la rossa Custode. Solo esser tranquilla che non possa divenir un pericolo, qualunque cosa sia. }
ILYTH_ (giardini) Un nero anfratto in cui la maga ha deciso di attendere, non è paziente per sua natura ma per ottenere ciò che desidera..e ciò che vuole sono risposte, risposte su quelle inquietanti figure di cui le ha parlato il ranger, risposte sull'armata delle fiamme. Nulla le interessa che non sia il preservare sè stessa ma giurando agli antichi ella a giurato di preservare le gocce e l'equilibrio. Un lezzo che ha già sentito, annuserebbe l'aria che le trasporta l'afrore tipico delle femmine umane e un sorriso appuntito spunterà sul volto nero come una pietra di ossidiana, tagliente e forte *Arcane Imperia* sussurrerebbe nelle ombre verso Nivienne facendo appena un passo avanti. Una figura talmente esile che potrebbe essere scambiata per una piccola bambina da chi non la conoscesse anche se sarebbe presto intuibile e facile da capire quale nero aspide crudele e privo di pietà si nasconda e annidi invece nel suo grembo. Le par di ricordare che sia una delle donne del tempio, una di quelle donne che venerano la dea che su quelle terre in molti chiamano Madre o Triade (conoscenze religiose 1). Ha già visto quel volto in locanda ed ella non scorda mai i>>
* perso invii Ilyth
NIVIENNE { Giardini } – { E si avvicinerebbe ancora la rossa Custode, lasciando che lo zefiro tiepido si insinui fra loro portandole quella voce dalle ombre, simile a quella di un boia che dona l’ultima parola al condannato, crudele e priva di pietà (//Empatia lv. 1), insieme a quell’odore che parrebbe di muschio. Un odore che le ricorderebbe in parte la fortezza, anche se ne ha conosciute solo poche stanze, chissà cos’altro si nasconde fra quelle mura? E si avvicinerebbe ancora la Fiamma all’Ombra tinta di bianco, lasciando che i loro occhi finalmente si incontrino. Labbra che si stringerebbero appena, al ricordo di quel volto visto in locanda lune addietro. No, non può dimenticare quegli occhi. Le Figlie dell’Isola Sacra sono addestrate per questo, il Segreto è fatto di ricordi e parole, non di scritti. Eppur non potrebbe veder cosa si cela davvero nei propri occhi la figura che le sta innanzi (//Imperturbabilità lv. 4). Sa che ha innanzi un’ancestrale ora, un’anima dedita all’equilibrio, ma addirittura un drow può entrarvi? Nei suoi occhi non v’è paura, e forse non vi si potrebbe legger nulla, semplici specchi in cui si potrebbero riflettere quelli di Ilyth. Labbra
rosse e carnose che si riaprirebbero a loro volta. } Rispectae Aveas { Finalmente sono una di fronte all’altra. Si può fidare di un’ancestrale drow? Dopo che lo stesso esercito delle fiamme ne ha alcuni fra le sue fila? }
ILYTH_ (giardino) Sorriderebbe con elegante astio senza celarlo appositamente, solo un saluto uscirebbe dalle labbra dell'altra mentre tutto si nasconde dietro il suo volto privo di espressione. Un passo di lato *Ho voglia di passeggiare, ero qui per caso* direbbe con tono dolciastro *MI sono fermata a riposare e siete giunta voi* e riderebbe con il suo tono rauco e stizzoso mentre il ragno con delicatezza scenderebbe dalla sua mano s poi sul suo corpo sino a terra tornando fra le ombre *Una creatura adorabile non è vero* direbbe seguendo con fervido sguardo amorevole il piccolo essere che cercherebbe la sua strada verso la ragnatela *NOn credo vi sia nulla che possa essere dolce come lo zampettare di un aracnide* gorgoglierebbe per poi fermarsi *IO Vostro nome?* quasi un ordine il suo, un ordine degno di una jabress dei drow *IlYth della stirpe ancestrale se vi steste chiedendo chi sono* altalenante come una scintilla di fuoco che si solleva e poi ridiscende, come un'onda del mare, come un drow.
NIVIENNE { Giardini } – { Smeraldine iridi che artiglierebbero quelle rosa pallido della drow, senza distogliere lo sguardo, se non per pochi istanti per guardare quella piccola e nera creatura zampettare dalle sue mani, fino a ridiscendere a terra e tornare fra le ombre di Rhiannon. Mentre sul viso dell’altra di disegnerebbe quello strano sorriso pieno d’astio nei suoi confronti o forse nei confronti dell’umanità tutta. Non si è mai soffermata a comprender l’animo di quelle creature. } E così passeggiavate. { Annuirebbe piano, il tono atono, ancora privo di inflessioni (//Imperturbabilità lv. 4)} E vi siete fermata a riposare fra le ombre { E’ormai avvezza a Callista, Chloe ed Hagall. Non ha paura delle ombre o del buio, ormai ha imparato che sono l’insieme del Suo Disegno. Ed infine le risponderebbe il tono questa volta fenderebbe l’aria come lama affilata di spada. } Il mio nome è Nivienne, Custode del Tempio e Prefetto dell’Isola Sacra. { Forse questo potrebbe farle comprendere che conosce Alexandra, colei che è anche la Prima Lady dell’Umana Razza, colei che è Arcimaga Ancestrale. Non le dice che dal saluto sapeva già che fosse un’ancestrale. Attende semplicemente la Fenice. Ha tempo da vendere. }
ILYTH_ (giardini) Non si soffermerebbe nemmeno ad ascoltare le sue parole, vuote di senso per lei le cariche umane che ella considera solo prive di alcuna utilità se non quella di permettere a qualche sciocco di potersi fregiare del titolo altisonante. Ciò che farebbe fremere la nera energia che vortica nel suo ventre e che come una palla di energia è pronta ad esplodere è il fatto di trovarsi di fronte ad una sacerdotessa, ad una di coloro che dovrebbero sapere qualcosa di quella dea, una miscredente umana *Voi dunque siete una delle sacerdotesse del tempio ma ditemi* e nel sussurrare queste parole di volgerebbe con un delirante sguardo famelico *Quali sono di dettami della vostra religione, quali sono le punizioni che vi impone se non rispettate ciò che vi è stato ordinato quali poteri la vostra dea* e quasi sputerebbe su quella parola *a voi che siete il suo clero e che la adorate e servite?* cammnerebbe al suo sinistro fianco, un'ancheggiare sensuale ed elegante che assomiglia al passo di una pantera in caccia, una sapiente che parla ad una sapiente, una sacerdotessa di lolth a confronto con una sacerdotessa della dea dellìisola.
NIVIENNE { Giardini } – { Nulla ha importanza se non quella stella che è marchiata come fuoco sulla sua fronte. Una stella incandescente fra quelle argentee dell’universo. Perché chi ha innanzi forse scherza con il fuoco senza saperlo. Se solo si lasciasse pervadere dall’estasi di Cerridwen, se la sua stella rifulgerebbe di tonalità rossastre, lei si ritirerebbe fra le Ombre, come è giusto che sia. E forse nemmeno quelle basterebbero per permetterle di stare al sicuro sul suolo sacro. La guarda dall’alto in basso come poche volte le è permesso fare, è una fragile umana, ma una Sacerdotessa della Triade e chi ha innanzi non lo deve dimenticare, indi il suo portamento si farebbe fiero passeggiando accanto a lei. E chi l’avrebbe mai detto che si sarebbe trovata in una situazione simile? } Noi siamo le Sue Figlie, le Sue Predilette. { Le rosse labbra si aprirebbero in un sorriso diverso da quello di Ilyth, quasi come se avesse detto la cosa più importante. Non sono serve al servizio della Triade, ma Figlie, non sono burattini, hanno la possibilità di scegliere, anche se il Destino di ognuna di loro è già stato imbastito. } Ea detiene un potere che Voi manco Vi potreste immaginare. Ricordate che state calcando suolo Sacro, questa è la Dea. { Ed un sopracciglio si inarcherebbe leggermente. Se lei è lì, è solo perché Ea l’ha permesso. }
ILYTH_ (giardini) Non comprende in alcun modo il modo di parlare di quella donna (//dificoltà di comprendere il diverso=malus di razza) e la osserverebbe di sotecchi con una espressione divertita ma austera *IO cammino dove ella ha il predominio ma se voi scendeste nelle oscure tenebre dell'abisso altre sarebbero le regole e altri i giochi che si presenterebbero ai vostri occhi* seria nel dire e convinta di ciò che afferma (capacità oratorie 1), è cresciuta nel convincimento che l'unica dea degna di nota si LOlth, che l'unica in grado di dare il potere che serve per dominare sia la dea ragno, la splendida e crudele mezza jalill (//femmina umana) dal corpo di ragno. Anni di accademia clericale che salgono a galla, anni di reminescenze che ormai scorrono nel suo sangue unitamente al suo sangue *Ditemi in cosa consiste il suo potere, come decide chi è degno di detenerlo, come lo dona? Il clero di LOlth è un clero femminile fatto di supremazia e orgoglio, non sono ammessi inutili maschi* e ringhierebbe parlando in lingua comune ma con un forte accento drowish.
NIVIENNE { Giardini } – { Passi eppur sguardi che non smetterebbero di incrociarsi intrecciati gli uni agli altri. Smeraldo e rosa pallido, che strana tela si ritrova ad interpretar questa notte la rossa Custode. Sguardi, sorrisi divertiti, ma nello stesso tempo austeri. Un discorso fatto di imbeccate reciproche, quasi altisonante per chi potrebbe vedere quella strana coppia. } Ea è fatta di Luce, Fuoco ed Ombre. Se anche scendessi fra le ombre più oscure lei sarebbe sempre lì. Non può esistere l’Ombra senza la Luce, così come quest’ultima può annientarle. Ma cosa sarebbe questa terra senza il giorno o la notte? { La guarderebbe per un istante, lasciando che forse possa comprendere cosa sta dicendo, e forse insieme potrebbero pronunciar una sola parola. } Equilibrio. { Lei è l’Equilibrio. Lei è ovunque, anche fra le tenebre più dense. Ed infine annuirebbe alle sue parole, una supremazia femminile. } Anche noi, siamo le Sue Figlie. Vergine, Madre e Sapiente. Solo una donna nell’arco della sua esistenza può esser simile a lei. { Una nuova occhiata, fugace, come si può confrontare una Sacerdotessa della Triade con una di Lolth? Eppur ora loro lo stanno facendo. }
ILYTH_ (giardini) Ascolta la nera creatura, ascolta osservandola torva e cercando di paragonare, non riesce ad ammettere che esista un equilibrio parlando di religione, non è concepibile concettualmente una cosa del genere *Ma se voi dite che la vostra Dea è in tutto ed è equilibrio, come è possibile e concepibile che esistano anche altri Dei?* le chiederebbe avanzando quasi scivolando sui sassi pieni del fervore della scultrice di carni. *Come parlare di equilibrio se io e voi siamo convinte entrambe della giustezza delle nostre convinzioni?* la osserverebbe con un sorriso sarcastico ma profondamente intrigato dall'argomento.
NIVIENNE { Giardini } – { Passi che si susseguono sul selciato, lieve rumore di vesti che la accompagna. La guarda, la ascolta, smeraldine iridi che si riflettono in uno strano rosa pallido. Sopracciglio destro che si inarcherebbe leggermente, solita postura che viene assunta quando chi ha innanzi sembra non comprendere l’intera Triade. Semplici gesti che a volte tradiscono i suoi pensieri. Scarlatte e carnose labbra che si riaprirebbero di rimando. } Perché lei è. { Lei è tutto. } Lei è Equilibrio. { Risata sommessa, prima di continuare. } Tutti gli Dei sono un solo Dio e tutte le Dee una sola Dea. { E forse anche il Dio e la Dea potrebbero unirsi in un Uno più profondo. } Potreste girare il mondo e forse rimarreste sorpresa. La Vostra Dea magari si potrebbe chiamare in un altro modo e non Lolth in un’altra terra. { Poi si ferma per alcuni istanti, sospira. } Non è importante il Suo nome, ma Ea e se avete fede in Lei. { Non sa se è stata esaustiva, ma questo ciò che pensa. Cerridwen infuocante e penetrante respiro. }
ILYTH_ (giardini) Vorrebbe sorridere delle convinzioni di Nivienne, vorrebbe ridere di lei ma cercherebbe di trattenersi e di mantenere una espressione austera sul volto *Non credo che Lolth dividerebbe mai il suo spazio con alcuno, io credo che gli dei siano molti e che noi si scelga quale seguire a seconda di quanto ci viene inculcato dalla società in cui viviamo* una affermazioine quasi eretica che potrebbe costarle la vita se udita da orecchie che potrebbero riferirne. La osserverebbe con interesse nuovo *Il vOstro clero come si comporta con i maschi?* chiederebbe con un forte interesse per l'argomento *La vostra dea cosa pensa di loro?* insiste ancora.
NIVIENNE { Giardini } – { Continuano a confrontarsi una Sacerdotessa di Lolth ed una di Cerridwen. Molte volte ha già tenuto questo discorso, ma mai si sarebbe aspettata di farlo con una drow, ancestrale per giunta. Altrimenti, molto probabilmente, nemmeno avrebbe iniziato questo strano intreccio di parole la Rossa Custode. } Quindi Voi pensate che gli Dei siamo molti? { Voce calda d’estate che sferzerebbe l’aria in una domanda, alla quale si risponderebbe da sola. } Io no. { Forse troppo categorica? } Credo invece che la stoltezza del popolo sia quella di dargli nomi differenti, in base alle differenti culture. Se la società non inculcherebbe, come dite voi, la loro supremazia sul più debole, forse queste terre sarebbero migliori. Un unico Dio, un’unica Dea, oppure un’unica Entità significherebbero l’assenza di guerre basate sulla religione, non credete? { Ma che strani discorsi sta facendo con una drow? } Gli uomini. Beh, sicuramente ottimi combattenti. { Ma che altro vorrebbe sapere? } Ma non Sacerdoti della Triade.
ILYTH_ (giardini) *Lolth è unica,lei sa cosa vuole e non ammette che il suo clero creda in nessun altra divinità, ce lo insegnano sin da piccole e credo che non potrò mai abbracciare il vostro pensiero, Continuerebbe a camminare sistemandosi i capelli la jabress e stringendo il pentacolo con lòa mano destra *La mia dea propugna il caos, ama mettere gli uomini gli uni contro gli altri, ama mettere alla prova i suoi fedeli, ama fare in modo che essi capiscano quanto poco valgono ai suoi occhi.*Osserverebbe la rossa custode di sottecchi, uno sguardo rosso di rabbia rivolto in genere ad un miscredente *I nostri maschi servono solo per riprodurci e per lavorare per noi, non possono essere chierici di Lolth anche se alcuni di loro si affiliano a Vhaerun, il dio mascherato, un insulso maschio che Lolth ha accolto* e sputerebbe questa sentenza poi volgendosi ad osservarla *Domande?* Le chiederebbe.
NIVIENNE { Giardini } – { Smeraldine iridi che si artiglierebbero a quello sguardo rosa pallido, lasciando che tenti di percepirne i guizzi oppure quella strana rabbia che da lei proviene (//Empatia lv. 1). Camminerebbe e continuerebbe a guardar la drow sistemarsi i capelli ed il medaglione che tiene appeso al collo. } Da tradizione è il Re Cervo che si unisce alla Dea ad Imbolc, in modo che il suo seme vada a fecondare lei e la terra stessa. { Ma si tratta di una cosa differente, è un’Unione Sacra, questo forse Ilyth non potrebbe mai comprenderlo. } La Triade non mette i propri Figli uno contro l’altro, anche se giornalmente li mette alla prova. Lascia che essi stessi decidano della loro strada e del loro cammino, li lascia decidere e cadere se sbagliano. Ma è anche pronta a tendere una mano se questi ne hanno bisogno. { Concetti differenti i loro, pare. } Si, parlatemi ancora di lei. { Vuole comprendere questa strana malvagità. }
ILYTH_ (giardini) *Come scegliete questo re cervo?* chiederebbe interessata delle parole dell'altra *come si manifesta la vostra dea?* aggiungerebbe ora sedendosi su una panchina e attendendo che l'altra faccia altrettanto, sempre un bene conoscere il proprio nemico per poterlo abbattere *Lolth è relegata nei piani dell'abisso oscuro e da essi non si può muovere, ella viaggia sino al nostro piano materiale solo con la mente e riesce a farci raggiungere dalle sue ancelle infernali si tratta di entità gassose che vengpno evocate a suo nome e che comunicano il suo volere. Ella spesso mette alla prova i suoi fedeli per capire chi sia maggiormente degno di fiducia ma le interessa solo quello che vincerà per lei. e sogghignerebbe soddisfatta come per lei d'altronde *I maschi sono inferiori sia fisicamente che di cervello e il terzo maschio le viene sacrificato a tre giorni dalla nascita+ e la guarderebbe fissa per capire la reazione alle sue parole.
NIVIENNE { Giardini } – { La prima domanda le arriverebbe all’oto e sarebbe la prima alla quale risponderebbe. } Mediante una prova. Può essere differente d’anno in anno. Quest’anno, per esempio, si sono scontrati differenti guerrieri ed il vincitore s’è ancora dovuto battere contro il vero Re Cervo della foresta, il suo sangue doveva essere versato per Avalon, solo così sarebbe stato degno di unirsi alla Dea. { E per quanto riguarda la seconda domanda, ah e come si può spiegare a parole come la Triade tutta si manifesta? } Ea si manifesta in vari modi, in base ad ogni volto. Arianrhod come una Vergine e Sposa. Cerridwen come una donna gravida fatta di fuoco, guerriera temibile e bellissima. Rhiannon come la vecchia dalle dita ossute, pronta a penetrare nelle menti altrui ed a donar la morte. Ea si serve delle Sue Figlie. { La guarda, ma sa che lei non potrebbe comprendere. Ah, quasi vorrebbe farle vedere una sua manifestazione, ma sa che scapperebbe alla visione del Suo Fuoco. } Voi sacrificate la vostra progenie? { Non cela una certa sorpresa la sua domanda. Anche se lei stessa lo farebbe se mai Cerridwen glielo chiedesse. Appartiene a lei, ha giurato. }
ILYTH_ (giardini) *Così lei vuole e così noi facciamo* direbbe in modo grave e pieno di sussuiego *io non ho figli, e non ho ancora intenzione di averne ma vi assicuro che se avessi tre figli maschi il terzo lo porterei personalmente al suo altare donandole il suo sangue* e i suoi occhi sarebbero rossi di rabbia e di fastidio *Lolth è nella parte superiore del corpo una splendida femmina e in quella inferiore una ragno, avete voi un animale sacro?* saltano le domande che le sorgono alla mente e alle labbra mentre si toccherebbe la fronte nell'esatto punto in cui l'altra porta la stella *Cosa mi rappresenta?* le chiederebbe.
NIVIENNE { Giardini } – { Annuirebbe al suo dire, trovandosi d’accordo con lei. } Nemmeno io ho figli, per ora. Ma credetemi sulla parola, se Ea mi chiedesse di sacrificarlo, se mai lo avrà concesso, così sarà fatto. { Strana luce negli occhi verdi della custode, la vera e cruda verità. E’ questo ciò che Ea richiede alle Sue Figlie? Potrebbe essere una delle tante cose, si. } Un ragno? Una Dea ragno? { La guarda curiosa, ripensando al primo ragnetto che aveva visto zampettare lontano da lei? Ed al suo gesto meccanicamente porterebbe la mano verso la stella scarlatta che ha in fronte. } Cerridwen. Quella delle Sacerdotesse dell’Alba è bianca, quella delle Sacerdotesse del Vespro invece Nera. { Come le Ombre più Oscure. } E’ il marchio della nostra appartenenza ad Ea. Voi? Non ne avete alcuno? { La guarda curiosa. }
ILYTH_ (giardini) La ascolterebbe osservando la stella con interesse e poi scuoterebbe il capo *Fra la mia gente non abbiamo bisogno di distinguerci, tutte le femmine sono sacerdotesse di LOlth* direbbe con orgoglio e gonfiando il petto *Non serve essere iniziate, è sufficiente essere femmine perchè lei riponga la sua fiducia in noi* e si alzerebbe ora stirando la schiena e mettendosi diritta *Penso che io sappia ora a sufficienza della Vostra Cerridwen e che voi ne sappiate più di chiunque solchi di queste terre sulla religione drowish* glielo direbbe sogghignando quasi una minaccia *Nivienne io me ne vado ora* sussurerebbe con un soffio infastidito guardandosi intorno.
NIVIENNE { Giardini --> Palazzo Reale } – { Ascolta ed apprende in maniera attenta la rossa Custode su quella strana religione. Una Dea ragno, con donne al potere che relegano il sesso maschile alla servitù e per la riproduzione della specie. } Per noi è differente, tutti sono Suoi Figli. Ma solo chi è reputata degna può divenire una Sua Sacerdotessa. { Annuisce distrattamente alle sue parole. Non si era seduta la Fenice, ma rivedrebbe alzarsi la jallill stiracchiandosi. } Si, avete ragione. { Già, è la prima volta che le capita un così strano confronto. } Rispectae Aveas Ilyth. Salutatemi Alexandra. { Risponde con il Voi a quella specie di Tu, prima di darle le spalle a sue volta ed incamminarsi verso il Palazzo Reale. Non sa se riuscirà a vedere Hagall, è tarda notte ormai. Ma tenterà di parlare almeno con Nymeria. }
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