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cadmo1355
Tuesday, March 08, 2005 9:10 AM
Buddismo e Società n.104 maggio giugno 2004
Speciale:
Il panico sparisce se affronti la vita
di Riccardo Plati


La paura della morte è una battaglia in corso. Sempre. Un elemento con cui lotti ogni istante, che ti accompagna, ti sta al fianco. Io ho iniziato la mia pratica buddista con la paura. Nella mia agenda di urgenze ci sono stati subito gli attacchi di panico. Pensa che ero arrivato ad aver paura che i miei amici non rispondessero al telefono alle mie richieste di aiuto. Quindi una paranoia assoluta. Eppure la mia pratica ha avuto un buon avvio proprio per questo, perché non ci potrebbe essere coraggio se non ci fosse la paura. È come dire che vediamo una cosa illuminata solo perché dall'altra parte c'è il buio.
Comunque, i miei attacchi di panico non sono finiti da subito, solo per il fatto di recitare Daimoku. Ho dovuto lottare.
Mi ricordo che una volta mia moglie doveva partecipare a un corso buddista e io sarei dovuto rimanere con mio figlio piccolo; stavo malissimo semplicemente all'idea che lei partisse e ci lasciasse soli. Allo stesso tempo ero consapevole che non potevo dissuaderla dal partire se le volevo bene, perché lì lei sarebbe cresciuta, anche se per me ogni volta che rimanevo solo era una sfida. Lo è tuttora, ma poi uno si abitua ad andare a recitare Daimoku appena riconosce il primo sintomo della paura. Mi ricordo quella sera che lei partiva di aver pianto davanti al Gohonzon come un ragazzino, ma una frase di Nichiren Daishonin mi incoraggiò molto: «Una mosca blu, se si posa sulla coda di un buon cavallo, può viaggiare diecimila miglia» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 1, p. 31). Il cavallo è il Gohonzon, se mi ci fossi appoggiato ce l'avrei fatta. Con questa consapevolezza mi sono alzato, sono andato nella stanza del piccolo dove c'era anche mia moglie e la preoccupazione era svanita: ho percepito che tutta la mia vita era lì, in quel momento, per la prima volta ho vissuto in modo intenso e concentrato e ho sentito di non essere mai stato così felice. Non lo dimenticherò mai.
Come ti ho detto: la battaglia è sempre in corso. Lo è con la malattia, quando si confonde con la morte, e lo è con la paura di star solo.
Per dirti, tempo fa ho avuto un incarico di responsabilità nella Soka Gakkai che sapevo mi avrebbe costretto a viaggiare, ed ero fuori di me dalla paura di viaggiare da solo. Ho accettato pensando che sarei partito con altri, ma ogni volta in cui si riaffacciava l'ipotesi di andare da solo nella mente tornava l'onda nera della paura. Eppure come una mosca blu sono salito su treni e addirittura su aerei da solo, vincendo tutte le mie crisi. Ora le riconosco le crisi: sudarella, dissenteria, paralisi alle gambe. I sintomi sono sempre quelli. Il corpo me li trasmette ma la mente è come se andasse oltre, si staccasse da quei segnali per andare verso la vita come è veramente e, come mi è capitato, mi ritrovo a fare quello che devo fare nonostante i sintomi di quel terrore che ho dentro. Mi è successo di recente: avevo deciso di portare sulla neve mio figlio con altri papà e bambini ma alla fine mi sono ritrovato solo ed è iniziato il panico. Non potevo dire ad Andrea: «Non andiamo più», ma allo stesso tempo ho iniziato a sentirmi male. Mi ricordo di essermi svegliato la notte con gli incubi ma per la prima volta nella mia vita da buddista invece di alzarmi e andare davanti al Gohonzon a recitare in preda al terrore ho detto: «La notte è fatta per dormire, e io dormirò». Così è stato, e il giorno dopo ho passato una delle più belle giornate della mia vita.
Se devo concludere con due soluzioni a cui sono arrivato e che mi hanno aiutato a superare gli attacchi di panico direi che la paura c'è quando tu subisci e non c'è quando tu vivi la vita come una sfida, se la affronti. Questo atteggiamento, come dice il presidente Ikeda nel Mondo del Gosho, è quello che ci permette di trasformare il nostro karma nella nostra missione.
La paura è mancanza di fede, e per vincerla bisogna imparare a credere nell'insegnamento di Nichiren Daishonin, allenandosi a pensare che la vita è veramente così come è descritta nel Gosho. Per fare questo ci vuole concentrazione davanti al Gohonzon, bisogna recitare Daimoku con l'intenzione di cercare la nostra Buddità. Ci vuole un pizzico di follia, un andare contro, un abbandonarsi.
In definitiva, la paura nasce dalla preoccupazione di una cosa che non c'è ancora o non c'è per nulla. Quello che ti blocca è la paura di un pensiero, l'anticipazione di un evento che non c'è. Se ti concentri sul momento presente svanisce. Vivendo l'istante al cento per cento la sconfiggi.
(a cura di Roberto Carvelli)
ros.castiglioni
Tuesday, March 08, 2005 10:49 AM
ciao mario, proprio una bella lettura.....anche io credo fermamente che abbiamo perso un po' la "fede"....e la paura vince.
Anni fa, quando ero molto + credente di adesso (non voglio dire che bisogna credere in Dio, ma comunque il credere in Qualcosa/Qualcuno....), io vivevo meglio.....ero + tranquilla, xe' comunque quando dovevo affrontare situazioni difficili, sentivo di non essere "sola".
Ora invece mi sembra di essere sola "contro tutti", contro tutto il male.....e così arriva la paura.....
La paura di cose che non conosciamo bene....e' vero.

daienna
Tuesday, March 08, 2005 12:01 PM
Ciao,la storia di quest'uomo è un po' simile a tante altre storie e per conto mio anche piu' lieve.Cio' che mi fa paura non è trovarmi sola a prendere un qualsiasi treno o aereo o etc etc ..Anche se sono con gli altri,anche se prego un qualsiasi buddha,anche se cerco di sviare dalla consapevolezza della morte il mio pensiero in qualche modo ritorna sempre li'..Ed è questo che crea la mia angoscia:la consapevolezza che prima o poi ci sarà il vuoto.
ciao
Pippolina
Tuesday, March 08, 2005 1:35 PM
non vorrei essere acida .. però non è una grande novità quella che ho appena letto... quante volte ci siamo sentiti dire che le paure si superano solo affrontandole?????? Sarebbe più importante capire qual è il modo più adatto a noi per farlo.
La testimonianza di questa persona deve comunque farci capire che uscire dal panico non è impossibile!!

Buona giornata!!


ros.castiglioni
Tuesday, March 08, 2005 4:18 PM
lo so che sono sempre "le solite" cose.....ma rileggendole + volte queste esperienze spero che ci portino qualcosa di buono....!!!!
In fondo...ci passa davvero tanta gente.....
daienna
Tuesday, March 08, 2005 4:37 PM
Anche i piu' sono riusciti ad uscir fuori dalle pene d'amore,a smettere di fumare e da altri dolori...No non mi è di conforto il mal comune e la guarigione comune
Anche io ne son venuta fuori da certi dolori ma in che modo?Non illesa nel presente

ciao Ros

[Modificato da daienna 08/03/2005 16.38]

alessio982
Tuesday, March 08, 2005 9:58 PM
d'accordo con la frase di pippolina
Grazie Mario cmq, fanno sempre bene queste letture
ros.castiglioni
Wednesday, March 09, 2005 5:28 PM
lo so che nel caaso degli attacchi di panico mal comune NON E' mezzo gaudio......
Pero' penso anche che uno dei problemi grandi che si devono affrontare nel momento in cui si soffre di ansia, sia quello di sentirsi "normali" il piu' possibile, e io, quando leggo che molti ne soffrono e che molti ne escono, mi fa piacere.
Certo non e' la scossa che ti fa cambiare vita!!!

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