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Wednesday, February 15, 2012 9:23 PM
Role : Fortezza Ancestrale
ELKRANET ( Esterno verso Fortezza / Niente Effigi ) Osserva con fare attento le costruzioni che riempono la cittadina, le sorpassa, le aggira avvalendosi della notte ove il suo essere lo agevola a sfruttare le ombre, il freddo non è un problema, tanto meno l'asenza di presenza fin qui non incontrate, eppure nella sua attenza manovra ve qualcosa di celato che pochi sanno, il suo abbigliamento è quello del soldato, armatura completa, elmo indossato, armi ai fianchi in dotazione personale, il brunito metallo ricoperto da rilievi d'argento e avvolto alle spalle da un manto simile alla notte, ma prima di stelle, il suo passo e fluido e veloce ( agilità +1 ) i suoi sensi nativi migliorati attivi e presenti, e già i suoi occhi sopra la media fendono le distanze oscure ( Capacità di razza: Infravisione +1 ) tanto da riuscira già ad intravedere quel portone che dovrebbe già essere il varco da superare, sempre ch ele indicazioni siano state esaudive e precise, questa parte della città è ancor molto sconosciuta all'Alato, anche se in realtà tutto lo è ancora, o in realtà e lui che lo vuolo vedere così, dallo sguardo fine presume che non oltre i 5 mt lo separino da quel intarsiato legno che mostra una certa forza di costruizione.
ALEXANDRA {{ Sala Comune }} § [[ S’agita, sinuoso e stuzzicante, il denso e purpureo nettare entro l’argenteo calice, che vien fatto oscillare con dei movimenti del polso circolari, lenti, delicati. Se ne sta lì, appoggiata sul davanzale della finestra che dà al cortile interno, per metà seduta su di esso, con la gamba appoggiata sulla superficie marmorea e liscia fasciata dall’elegante abito, mentre l’altra permane leggermente flessa e il piede tocca il pavimento della sala. La testa è leggermente piegata sulla spalla destra, fievolmente scoperta dal taglio orizzontale dello scollo abbellito da morbida e calda pelliccia bianca che trattiene maggiormente il calore corporeo in quella gelida stagione. Il calice vien infine sollevato, i movimenti vengono arrestati senza pietà, facendo selvaggiamente arrestare il sinuoso oscillar del vino speziato ivi posto, a riempirlo sino a tre quarti della capienza della coppa. I capelli dal caldo tono biondo rame son raccolti sul capo, con sottili nastri e pettini argentei, unici gioielli ch’il suo corpo potrebbe vantare, all’occhio critico d’una comune cittadina. M’invero i beni più preziosi sono ai suoi fianchi, e nascosto nell’interno dello stivale dx. Sul fianco dx vi sono veleni e pozioni, ben allineati, mentre sul sx un pugnale estremamente affilato, dalla testa di drago. Dentro lo stivale, invece, un pugnale dalle fattezze comuni, da usare in caso d’emergenza. Osserva il giardino, attraverso il vetro imperlato d’umidità, con espressione distante, apparentemente passiva, smorta, m’invero dentro di sé c’è tutto, fuorché pensieri cerei. C’è un’anima di fuoco che pulsa in un’armatura di ghiaccio. ]]
ELKRANET ( Esterno verso Fortezza / Niente Effigi ) Altri particoli che possano indurre il mezzelfo a pensare che questo sia un posto sicuro non ne ricaverà osservando le mura le cornici o quant'altro possa richiamare al nome di ^^ Fortezza ^^ questa costruzione, ma se una cosa la imparata bene e non dare nulla per scontato mai, ma le valutazioni saranno date in seguito, in fondo se uno della fratellanza è stato richiesto, vi saranno evidenti motivazioni che vuole scoprire in prima persona, avanza con linea retta scelta come direzione, il destro davanti al sinistro e viceversa un istante dopo, tanto lesto quanto preciso, magnacale anche nel cammino, così da raggiungere quanto prima una distanza sufficente ad osservare a pochi palmi dagli occhi l'ingresso, o almeno quello che secondo indicazioni dovrebbe esserlo, le sua mani sono avvolte in quelle protezioni fatte di metallo e cuoio, ciò non impedirà all'Alato di far si che scorrano a levare quell'elmo che ha protetto il suo viso fin al raggiungimento del luogo, un lieve piego del capo verso le spalle farà si che la lunga chioma corvina si raccolga unita in una caduta alla schiena, il viso da predominanza elfica si mostrerà cosi nella sua personale lucentezza, fatta di un trapelabile e ombroso fare che non mostra alcuna possibile emozione, come fosse una maschera che indossa dalla nascita, o meglio dire dalla nuova nascita. Lasciera intercorrere alcuni instanti per trovare il miglior punto ove percuotere 3 colpi distanziati nel tempo per annunciare che la sua presenza necessita di una risposta.
ALEXANDRA {{ Sala Comune }} § [[ Abbassa il calice fin in grembo, dopo averne sorseggiato il contenuto socchiudendo gli occhi, come a voler concentrarsi sulle papille gustative invece che su ciò che vede giù, su quel manto erboso ove i fiori fiamma cerulea risplendono nella notte, facendo quasi impallidire la luna col suo chiarore. Toc. Toc. Toc. Degli echi, sinuosi e potenti, echeggiano dal portone principale, sbattendo selvaggiamente le pareti nude e di scuro marmo, sin a raggiungere l’enorme sala comune, spoglia d’arredi, se non le poltroncine poste innanzi al focolare più in avanti. Sussulta appena, il liquido all’interno del calice, mentre l’Eletta riabbassa d’istinto la gamba destra, ponendo ambedue i piedi, fasciati da comodi stivaletti di cuoio nero, sul pavimento del grande salone. Schiena dritta, apparenza marziale e implacabile, labbra tinte di carminio strette fino a quasi a formare una linea sottile e perfetta. Attende pochi istanti, immobile come una statua e poi appoggia il calice sul davanzale, iniziando a muoversi attraverso la sala, sin a raggiungere l’arco, dal portone ben schiuso, per raggiungere in tutta fretta l’Atrio d’ingresso. Tac. Tac. Tac. Echeggiano, leggeri, i passi dell’Eletta, mentre il corto tacco del comodo stivale batte sullo scuro marmo di quello spoglio corridoio. Spoglio, sì. Ci sono solo torce per rischiarare l’ambiente, nient’altro. Inizia a scender le scale, ripide e ancor perfette malgrado gli anni che son trascorsi ormai, da quando la Fortezza più eretta, in tempi in cui la cittadina non esisteva, c’era solo la Torre oscura, nient’altro poi. ]] Chi è? [[ Domanda rapidamente, imperiosa e gelida, mentre scende l’ultimo gradino, rimanendo a 3 metri dal grande portone rinforzato internamente in ferro, per proteggere al meglio ciò che la dimora custodisce gelosamente. ]]
ELKRANET ( Esterno/Ingresso / Niente Effigi ) Non avrà bisogno di osservarsi alle spalle, vi è un senso predominate che garantisce la copertura da presenze per lui ( Sensi sviluppati: Udito ), cosi troverà nell'attesa il tempo di arretrare un passo si che chiunque possa aprire porta o eventuali spioncini avrebbe la sua intera figura slanciata per intero, come per le spalle anche per il fronte l'oto attende un segnale che non è solo in questa notte presso la Fortezza, gli sfugge un pensiero che a chi ha richiesto la sua presenza sia stata data comunicazione dell'arrivo, sfugge veloce perchè non darà la minima impressione che gli interessi veramente, il lungo attendere farà si che possa ricercare il tempo utile anche per sfilare quei guanti che proteggono le sue si più esili mani rispetto ad un umano, ma non per questo meno possenti e sopratutto più agili, i guanti saranno, come l'elmo in fondo, fissati al cinturone che è dotato di appigli appositi come ha voluto fosse costruito, liberando cosi le estremità degli arti superiori al pari del viso. Sulla sua figura di armato non vi si trovano ne effigi, ne simboli che riportino la sua appartenenza alla congrega, non necessita nulla di tutto cià un vero Cavaliere, che sia dell'isola o come nel suo caso della Città Bianca, il fu " Primo di Eldatar " attenderà pochi istanti ancora nel silenzio della notte prima di undire ciò che almeno sembra riempire il vuoto fatto dalla inerme azione dell'attesa, quel qualcosa si traduce in una voce del tutto sconosciuta ma percepibile come fosse al suo fianco, e con la intensità necessaria andrà a rispondere * vengo dall'isola * vago per ovvi motivi sarà il suo dire, ma aggiungerà melodico * cerco Alexandra * almeno spera di aver pronunciato bene il nome.
ALEXANDRA {{ Sala Comune }} § [[ Rimane immobile, l’eletta, cristallizzata in quell’apparenza marziale, energica, severa. Ma dopo pochi attimi la linea ferra delle labbra si spaccherà flettendosi appena. No, non è un sorriso, solo un accenno di rilassamento. Potrebbe già intuire chi è, il motivo per cui è lì. Eppure non si fida, non se ha la certezza assoluta. ]] Chi vi manda? [[ Domanda, accostandosi di due passi, verso la manopola incastrata che, una volta sollevata, permette alla pesante sbarra di ferro che blocca il portone di scorrere nella fessura della nuda pietra e quindi di schiudere le pesanti ante del Portone. Avanza d’un altro passo, sollevando la mano sinistra e appoggiandone il palmo, quindi le dita, su quel legno compatto, antico, scolpito finemente per apparir liscio al tatto. Flette appena il capo verso la spalla destra, ma sarà di sol pochi centimetri, uno o due per l’esattezza, un movimento spontaneo, impercettibile, che l’uomo non potrà intuire non potendola vedere. Uomo. Non può sapere a che razza appartiene, quali tratti reca il suo volto, a che gilda realmente appartenga. Può sol usare la fantasia in quel pochi istanti che, probabilmente, la separano da un incontro. ]]
ELKRANET ( Esterno/Ingresso / Niente Effigi ) La voce gli conferma che è stato udito, il seguito forse gli permetterà di osservare chi sia l'intecolutrice del momento, di questa gilda conosce solo il nome e nessun componente, eppure fra tutti è stato scelto, un valido motivo di fondo ci sarà sicuramente, quello più veloce a cui ha pensato e per allontanarlo visti i recenti scambi di opinione con alcuni, l'Alato non è noto per il suo parlare tenue, tutte cose che non infrangono in nessun modo le barriere che indossa su di se il mezzelfo, è qui sotto ordine, e questo basta e avanza, una domanda supera il portone, una domand alogica e con tale metodo troverà la risposta dell'Alato * i Cavalieri di Avalon * poche ma significative parole di rimando che spera bastino per far proseguire gli accordi presi non muterà la sua posizione che resta almeno 1 mt distanziata dal pesante massiccio legno che funge da separè tra i due.
ALEXANDRA {{ Atrio }} § [[ Una parola magica vien pronunciata. Non è proferita in una lingua magica, non è il nome di un incanto, tantomeno sussurrata in qualche altra lingua. Eppure, come reazione, la Suprema farà scorrer la mano sinistra scorra verso il basso, il palmo smette di aderire, poi il pollice, l’indice, l’anulare e così anche le ultime due dita, mentre la mano raggiunge il fianco. Avanza d’un altro passo, un altro rintocco nella penombra del luogo, quindi ghermirebbe la manopola, sbloccandola, facendo poi scorrere la pesante sbarra di ferro nella nuda pietre e liberando così il portone da quella misura di sicurezza. Afferra la maniglia, posta sull’anta destra, tirandola con forza indietro, aprendo così il portone al Cavaliere richiesto a Gianpher pochi giorni prima, ed ora infine giunto, per espletare il suo compito. Cigolano gli antichi cardini durante tutta l’operazione, echi che pian piano si dissolvono. Melodie che si diradano nella notte silenziosa, infranta di tanto in tanto da gracchiar di corvi e altri volatili notturni. ]] Entrate. [[ Una sola parola, per ora. Non direbbe altro. ]]
ELKRANET ( Esterno/Ingresso / Niente Effigi ) Le attese non sono mai state il suo forte, al contrario di solo qualche ora prima presso i venefici ove il tutto si era tramutato in un rapido ed inaspettato ingresso, finito poi diversamente da come sperato, ma sono cose che già appartengono al passato per quanto riguarda il mezzelfo, il rapporto con gli umani privi di intelletto non sopo per lui fondamentali da proseguire con la parola, ma ora è altrove, in un lugo sconosciuto e dovrà adeguarsi alla situazione ancora sconosciuta anch'essa, le mani sono libere di adagiarsi ai fianchi non volendo tradire la sua difficle interazione con il mondo di queste terre fin da subito, e sforzerà il suo IO a mostrarsi calmo anche di fronte ad una attesa prolungata, ma in fondo giustificabile da parte di chi sta oltre quel portone, i rumori ufditi prima fanno comunque ben sperare il figlio della Serpe Alata ... sentirà prima e vedrai in seguito l'aprirsi di quello spiraglio sufficente a formare il passaggio verso l'interno, e su suo invito seguira il fare , un cenno del capo ringrazierà l'Umana che ora appare in volto, pochi passi, i sufficenti per ritrovarsi oltre il portone in quello che sembra un atrio, uno stop del paso per voltarsi sulla donna ancora sconosciuta * Alexandra potete dirmi come trovarla ? * solo queste parole usciranno dalle sua voce melodica, calma, stranamente calma.
ALEXANDRA {{ Atrio }} § [[ L’uomo fa il suo accesso nel grande atrio, spoglio anch’esso d’ogni arredo, fuorché quella sedia nell’angolo che veniva usata da Dierna per dar riposo alle sue membra nell’attesa ch’un mago o ospite giungesse alla dimora arcana. Non dona al cavaliere una sola occhiata, cogliendo tuttavia di sfuggita il suo armamento, completo, oltre che tonalità scure dei suoi folti capelli. Farebbe riaccostare l’anta e scorrer ancora una volta la sbarra lungo il portone, richiudendo e bloccando la manopola, così che sia impossibile scassinarla senza usar arti speciali. Sol alfine si volgerebbe, osservando il cavaliere sotto il chiaror delle torce appese nell’atrio, così come lui potrà ben osservarla in volto. Potrà notare che, seppur il vestiario sia molto elegante, esso è pratico e non è priva di armi, ben appese ai fianchi. Le mani si stringono all’altezza della vita, in una morsa letale, tanto che le nocche divengono ceree e l’epidermide dapprima pallida, poi diviene più colorita, in vece di quel temporaneo blocco di circolazione sanguigna. ]] Sono io Alexandra. Sono una Consigliera dell’Enclave di questa Dimora e vi porgo il mio benvenuto. Andiamo in Sala Comune, c’è più luce e più calore di qui. [[ Mormora, con tono cortese, seppur velato da autorità. Le mani vengono sciolte, il colorito torna a esser pallido mentre esse scorrono lungo la gonna nera e bianca damascata, adatta per quei climi gelidi, afferrandone i lembi e sollevandoli, nel mentre comincia a risalir le scale. Non attende una conferma, sa già che la seguirà. Non può essere altrimenti. ]]
ELKRANET ( Atrio / Niente Effigi ) Resterà con lo sguardo sulla donna, ovviamente troppo poco discreto il suo modo di fare, ma è tipico sia per la razza sia per la sua appartenenza del passato, agisce cosi libero da problemi, atto solo al servizio che in lui è cosa primaria, si sentirà osservato dall'umana non potrebeb essere altrimenti , sono sconosciuti per ora venuti ad un primo contatto, la voce della donna non trapela nulla di più che una sua sommaria presentazione * sono Elkranet, inviato al vostro servizio * cosi semplicemente si presenterà a sua volta, lasciando trascorrere senza intoppi il proseguo e l'invito della donna a recarsi altrove in quella sala ove a sua detta ve più luce, cosa che non servirebbe al mezzelfo, ma se adagia la donna ben venga anche la sopportazione supplementare, così pure per il calore non di certo sua primaria situazione * vi seguo * mormorerebbe appena udibile a lei.
ALEXANDRA {{ Atrio > Sala Comune }} § [[ Inizia a risalir quei ripidi gradini di scuro marmo, in silenzio, accompagnata dal calor delle torce che, quando vi si avvicina, intiepidisce il gelo ch’impera sulle pallide guance del viso, riscaldandole e donandole un lieve, impercettibile rossore. Tac. L’ultimo gradino viene superato, indi comincerebbe a muoversi lungo quel corridoio, un po’ più scuro, che termina con una porta sulla destra, che dà allo studio, e un arco sulla sinistra con le ante ben spalancate. Sarà proprio a quest’ultimo cui la donna indirizzerà i suoi passi, ben misurati e decisi, lasciandosi avvolgere dall’aeree tiepido dall’ampio salone, abbellito sol da poche cose. Statue lungo le pareti a dx e sx, cinte da armature ornamentali che cingono spadoni. Un mosaico, figurante un pentacolo dall’occhio infuocato, privo di palpebra, taluni potrebbero definirlo l’occhio d’Odino, il Dio della Magia, fra le altre cose. In fondo al salone v’è un enorme focolare, ch’occupa gran parte della parete ed è cinto da delle comode poltroncine scarlatte, intiepidite dalle fiamme che v’ardono, imperiose, selvagge, sensuali come sirene. ]] Cosa vi è stato detto, di preciso? [[ Domanda, piegando appena il capo verso la spalla destra, sii da poterlo vedere con la coda d’un occhio, blu come il mare in tempesta o all’inoltrato crepuscolo, denso come metallo fuso e profondo, come gli oceani. Uno sguardo inquisitore, ma anche curioso. Tornerebbe brevemente a osservar innanzi a sé, notando la figura della Servitrice, Dierna, che sboccia dall’arco che conduce ai piani alti e alla nicchia segreta che porta ai piani inferiori, alle segrete che s’estendono per miglia nel sottosuolo Barringtoniano. ]] Dierna, il nostro ospite è arrivato. [[ Non pronuncia altro, seppur in quell’osservazione siano celati ordini che il cavaliere non può intuire, per ora. ]]
ELKRANET ( Sala Comune / Niente Effigi ) L'impatto con la diversa luce fa sospendere un solo istante gli occhi dell'Alato verso il basso, il necessario trascorrere del tempo utile per trovare una oppsizione delle iridi in modo naturale alla diversità di illuminazione, un secondo tempo pe run respiro con aria decisamente più calda dell'esterno , un qualcosa che non destabilizzerà il Cavaliere ma a livello fisico troverà le giuste contromisure, il passo dell'Alato seguirà quello meno lesto della donna adeguandosi alla velocità necessaria, il viso pulito lascia immune da variazioni della pelle ogni pratica emozione, non sono cose per lui quelle, lui fatto di sola logica , lui fatto di fisicità e basta, non trova difficoltà a superare i gradini e ritrovarsi così in quella sala comune, decisamente diversa al cospetto dello spoglio atrio, pur privo di interesse per gli abbellimenti non sfuggiranno i particolari veduti dirante questo tragitto seppur sono cose veniali per chi non le sa apprezzare come dovrebebro, per chi è cresciuto e vissuto principalmente in un campo di battaglia ogni cosa veduta qui è solo lusso, ma tant'è e tanto rimane ad uso di chi vive in questa dimora. Non risponderà immediato alla domanda della donna, lascierà trascorrere del tempo per assicurarsi ch'ella non abbia altro da aggiungere prima, dosando a pieno le parole ottimali con le quali rispondere * solo di essere al vostro servizio * in effetti non mente in nessun modo è all'oscuro di tutto, sa di essere li per aiutarli in difesa, cosa che in fondo predilige con gusto. Mentre alla presentazione di una ulteriore presenza farà solo un cenno con il capo, silente lei, silente lui, potrebbe pensare sia un altra ospite della dimora vista l'età = maghi, che strani pensieri ha l'Alato.
ALEXANDRA {{ Sala Comune }} § [[ L’anziana si muove immediatamente verso il passaggio segreto che conduce all’ala degli ospiti, oltre che sala da pranzo e cucina. Di certo il mezzo potrebbe scorger le sue movenze, mentre s’appresta a raggiunger una statua e, tirando una leva, a schiudere un passaggio dapprima racchiuso dalla pietra, sparendovi oltre. Persino l’Eletta si volgerà, alla fine, osservando quel cavaliere al chiaror più intenso della Sala, permettendogli di scorgere i lineamenti, forse persino le orecchie a punta qualora fossero scoperte, potrebbe comprendere che ha ben poco d’umano, essendone circondata e addirittura a capo. ]] Dovrete difendere questa dimora, da ogni attacco, poiché io e altri due maghi andremo in Guerra ad Avalon, per sopprimere l’Armata giù, nel loro covo. Il Il mio pensiero è che parte dell’armata, o altri nemici, possano penetrare in questa Fortezza durante l’assenza mia e dei maghi guerrieri. La servitrice che avete appena visto, Dierna, ch’or si sta occupando di riscaldarvi le coltri della vostra stanza e di portarvi lì un pasto leggero da consumare, ha ricevuto il preciso ordine, di recente, di non occuparsi più di far entrare ospiti. Saranno solo maghi, a farlo. Tuttavia una porta non è una valida difesa, così come non può esserla un solo mago, qualora vi possa essere un attacco, perpetrato da esterni o da qualche concittadino con strane idee. E’ per tale ragione che ho chiesto a Sir Gianpher di mandare un suo confratello, poiché le probabilità che quanto noi del consiglio riteniamo possibile, son molto elevate. [[ Mormora, tutto d’un fiato, osservando il mezzelfo dritto negli occhi bicromici, d’un colore ben diverso dai suoi, ma egualmente profondi, almeno in apparenza. Rimane immobile per tutta la durata dell’esposizione delle motivazioni che l’hanno condotto lì, seppur non abbia trattato approfonditamente l’argomento. ]] SE dovesse accadere, preoccupatevi delle persone… Vive. Del resto se ne occuperanno i Maghi con voi. [[ Lascia intuire che qualcosa di ‘non-vivo’ possa penetrare nella fortezza e, ovviamente, si riferisce al Signore delle Ombre. ]] Probabilmente non sarete solo, sto assoldando un’altra persona. In due riuscirete, in caso d’attacco, ad aver più possibilità. Ve la presenterò se dovesse accettare. [[ Aggiunge, piegando le labbra, tinte di carminio, in un debole sorriso di circostanza, perciò privo di calore. ]] Vi verrà dato ovviamente vitto e alloggio, un luogo ove allenarvi e domani vi verrà mostrata la Fortezza, così che possiate conoscerla e chiedere eventuali accorgimenti da prendere per proteggerla al meglio.
ELKRANET ( Sala Comune / Niente Effigi ) Il grande focolaio presente in sala si fa sentire con i suoi emanamenti di calore e lo scoppiettio del legno che arde, farà in modo di restare il più lontano possibile se gli sarà permesso, temprato dalla vita il freddo è cosa più inerente al suo vivere da sempre, cresciuto nelle steppe gelide delle regioni Baltiche trova già molta difficoltà di ambientazione sull'Isola delle mele tanto da non amare profondamente i fuochi, ma di certo non lo dara ne a vedere ne a sentire alla rossa maga, nel mentre il passo sospeso per lunghi tratti permetterà al Novizio di controllare il suo abigliamento , sia mai detto che manchi in qualcosa non sarebbe da lui puntiglioso fino all'estremo anche nei più piccoli ed a volte insignificanti particolari, ma la cura di se stesso è da sempre punta di orgoglio dell'Alato, tanto che troverebbe la lunga chioma nuovamente scostata verso la propria sx cosa che gli farebbe sollavare la man dritta per ri_adagiarla come desidera, e non cela più le appuntite come un tempo, anzi le adorna con quegli strani orecchini che indossa di colori differenti, e proprio quelle orecchie diverse per forma e forza ( Sensi sviluppati: Udito ) gli permetteranno di captare la ripresa della prola da parte della umana, ed ogni suo sospiro che si possa aggiungere * capisco * esordirà semplicemente con una prola al lungo dire della donna, prenderà il suo volto per intero tra lo sguardo gelido che mostra senza retorica * sarà mia premura di esser pronto ad ogni intervento, qualora si renda necessario ... * starebbe per proseguire ma tacerebbe per ascoltare il finale del suo intervento, dopo alcuni istanti di silenzio concluderebbe il suo * presumo dal vostro dire che non è solo l'Armata che vi preoccupa, potrei saperene di più ? * anche se un minimo di sospetto logico sulla schiera nemica da sempre ci sarebbe, ma ciò che più attira dala parole della donna è quel ( Vive ) ch'ella pronuncia quasi in un sussurro * conosco poco della magia e delle ombre occulte, ma cosa intendete per Vive ? un Cavaliere non tralascia i feriti o i caduti ... * e come facesse un pò il superfluo e il non consapevole delle forze oscure che in fondo sa da quanto ricavato in magione, ma preferirebbe parole sue a testimoniarlo * dovrò sapere di più sulla vostra dimora, quali zone sarebbero le più accessibili da un attacco esterno, quali in cui io mi posso muovere liberamente senza intralciare la normale vita della vostra Congrega .. e sopratutto se avete un esterno accessibile * fa riferimento ad un giardino una zona verde tanto utile per lui * saprò chi mi affiancherà ? * sono molte le domande si cura dei dettagli come sempre, aggiungerà sul finire * che Dierna si occupi solo di parte degli sforzi verso me, la notte per me è solo parte di un giono che verrà presto, non necessito di riposare come molti * non dorme, non riposa come tutti, basta solo un pò d'aria in solitudine per ricaricare le batterie biologiche dell'Alato.
ALEXANDRA {{ Sala Comune }} § [[ Svelato, così, il mistero delle origini dell’uomo, nelle quali vene indubbiamente scorre sangue elfico, continuerebbe a osservarlo, nel mentre espone delle domande, ovvie sì, data la posizione che deve assumere. Ma cosa dirgli, di preciso? Di certo può affidarsi, data la gilda cui fa parte. Ha chiesto un armigero forte e adatto all’incresciosa situazione creatasi negli ultimi tempi. ]] Non è solo l’armata, no. [[ Sospira appena, indietreggiando appena, quanto basta per appoggiar il corpo, sin ai reni almeno, sullo schienale della poltroncina posta lì dietro. E avvolta dall’aura di fuoco ch’il caminetto espande, nel loco, luminosa e tiepida, continuerebbe a indagar sul volto del giovane cavaliere, come a cercar un appiglio, un indizio per approfondir quell’osservazione. ]] Avrete a che fare, probabilmente, con coloro che governano questa cittadina e con… Il signore delle Ombre, il Senzacorona.. Lord Kubren. Uno spettro, per così dire, molto potente, ch’impera nel Bosco Oscuro… Che di certo avrete ben osservato mentre raggiungevate la Cittadina. Ei comanda un esercito di creature erranti, morte, decomposte. Molti anni fa invase questa cittadina, con la sua.. armata. E per molti notti imperò fra le mura di Barrington. Ora, questa cosa sta per ripetersi, ma prima egli deve sottrarci qualcosa, facendosi ovviamente aiutare dai… [[ La mano sinistra verrebbe sollevata, sin all’altezza delle morbide curve del seno, ben celate dall’abito invernale. La mano si chiuderebbe in pugno, fuorché l’indice, che prenderebbe a indicar un punto verso sinistra. Non indica il muro, ma ciò che v’è oltre, molto, molto oltre: il palazzo accanto, ove il caos dimora. Non aggiunge altro, verbalmente, al riguardo. E’ tutto limpido, chiarissimo. ]] Dovrete fare molta attenzione, Cavaliere. Barrington è più pericolosa di Avalon. Ci sono molte creature oscure che si muovono fra le sue vie, esseri ch’appaiono umano eppure non lo sono. Vivi che sembrano tali eppure nei loro corpi impera solo la morte. Ma non c’è oscurità che non possa esser lacerata, straziata dalla Luce. [[ Mormora poi, enigmatica, mentre si distaccherebbe, con movimenti fluidi, dalla poltroncina, muovendo dei passi lungo la sala comune e facendo cenno all’uomo di seguirla. S’avvicinerebbe, in silenzio, al passaggio segreto che dà all’altra Ala del Piano. ]] Alla Fortezza si accede unicamente da un punto. E’ un portone molto spesso, come avete forse visto internamente è rinforzato in ferro, ci sono due pesanti sbarre per bloccarlo oltre che due pesanti blocchi di metallo brunito, per rinforzarlo. E’ difficile abbatterlo, naturalmente. Ma chi ha poteri magici potrebbe distruggerlo in poco tempo o, addirittura, passarvi attraverso lui stesso o altri. [[ Mormora, conscia ormai, al suo livello, che l’anima mundi è l’apice del controllo elementale. Altri potrebbero averne il Potere. ]] E sì, è probabile anche ch’incontriate stregoni sul vostro cammino, ma è una latente possibilità. In caso, qualora lo vediate immobile, vi consiglio caldamente d’ucciderlo senza remore. L’immobilità in uno stregone o mago presuppone l’inizio di un lancio d’incantesimo, che viene poi sottolineata da un’aura che ne cinge le membra subito dopo. Avrete per ciò gratuitamente accesso alle nostre pozioni, che potete portar con voi per difender al meglio la nostra dimora… Che possiede un ampio giardino che vi verrà mostrato. Se pioverà ci son altri spazi chiusi, che son stati liberati appositamente.
ELKRANET ( Sala Comune / Niente Effigi ) Forse in verità si attendeva cose diverse da queste, ma trova molto più interessante il tutto esposto sommario fin ora dalla maga, e non ha mentito sul riferimento scarso della magia, infatti in queste terre gli è del tutto sconosciuto sia l'impiego sia la forza in dotazione, le uniche cose non comune apprese vengono dagli socntri con le oscurità Baltiche frutto del suo combattere per le conquiste spietate dettate dalal volontà di un Re mai sazio di terre nuove, tutte cose che con queste lande non centrano ma che nel fu ^^ primo di Eldatar ^^ hann lasciato forti insegnamenti e dosi massicce di sete impagabile di sconfiggere il nemico prossimo. ha giurato fedeltà all'Ordine, e ciò implica rendersi partecipe di ogni missione, e difendere chi ha chiesto aiuto fa parte di queste, difendere la Magione diverrà per ora difendere la Fortezza, ugual misura, ugual forza d'impatto, nessun timore, e abbatere il nemico, ora Elkranet fa parte di queste mura, le difenderà come fossero sue. Non ha perso ne l'intera figura femminile, ne sopratutto il suo volto, non sa leggere dalle espressioni, ma comprende i dubbi che i volti possono mostrare anche involontariamente, e basta una smorfia, un respiro diverso, un semplice battere le ciglia prolungato per riassumere il tutto in un ... qulcosa non va ... non è necessario essere dei maestri in queste piccole cose, basta un poco di attenzione supplementare sulle persone e lei ora par inviarne molti di segnali, dal sospiro all'appoggiarsi allo schienale, lui è in piedi e dai suoi 190 cm non può che sovrastare in altezza l'umana e riuscire a vedere ogni dettaglio di lei grazie anche alla sua vista migliorata * Caos !* sfuggirà quasi esplosivo quel termine per riassumere in sintesi la prima parte della sua spiegazione, sulla seconda più oscura prenderà tempo per risponderle attendendo ch'ella termini il dire * quel nome purtroppo non mi è nuovo anche se mi sono basato su ricavi ottenuti in Magione, ma non ero al corrente dl pericolo passato ne tanto meno di quello più presente * ascolterà mutando solo un punto del suo viso, ovvero il sopraciglio dx il quale si muove ogni volta in cui apprende novità di cui era all'oscuro * Uomini che paion tali ma sono privi di vita ? la luce li abbatte ? volete dirmi che la luce ha più potere di una spada ... * non è una domanda o forse si, di certo tante nozioni tutte in una volta non sono semplici da memorizzare e scindere in liste differenti * sono stato informato , nelle mie ricerche sulla Armata di loro appartenent che usano la magia più oscura ... ma ciò è molto lontano da ciò che mi avete appena detto * accoglie con piacere il saper che vi sia una zona verde nella dimora, non chiedeva per ritrovarsi in attimi di serenità * vi ringrazio Alexandra * e sentir da lui dire grazie e molto raro * inizierà subito un giro d'ipezione se non vi disturba ... * ha bisogno di metabolizzare sula migliore funzione operativa, sa di avere appoggio dai maghi come ulteriore forza, ma basterà ? lui c'è, lui è pronto.
ALEXANDRA {{ Sala Comune > Stanza Privata }} § [[ Annuisce, lentamente, alle sue parole con un cenno leggero di capo. Un nome. Un problema. La mano destra tornerà a scorrere lungo i fianchi e, nel mentre, non smetterà d’osservar in volto il mezzelfo, che la sovrasta d’una decina di centimetri con la sua altezza, eredità forse umana, poiché ha visto nordici molto alti, ma mai elfi con simili stature. ]] Qualche volta, sir, gli Elementi nuocono più d’una lama, così come, di seguito, anche la magia. I drow son un caso a parte, sia chiaro. Durante la guerra dovremo colpirli in ben altro modo [[ Mormora, forse per l’istinto di difender i segreti proferiti dall’Illharess, che non metterebbe mai in pericolo, avendo giurato e dovendola proteggere in quanto suo Artiglio. Proferirebbe con tono pacato, cortese e intinto di gelo come sempre, il volto imperscrutabile, le labbra morbidamente adagiate le une alle altre, gli occhi ch’osservano con costante intensità il volto dell’uomo, senza dar cenno, neppure involontario, di quella piccola menzogna. § Sotterfugio lvl.3§. ]] Vi mostrerò come raggiunger la vostra stanza, dopodiché potete ispezionare. Ma se vedete qualche mago presentatevi immediatamente come Guardiano, e che Lady Alexandra vi ha concesso di esaminare la Fortezza, per proteggerla al meglio. Venite, ora. [[ Aggiunge, infine, mostrandogli la leva segreta celata dietro il busto di Asher e attraversando un corridoio, munito d’innumerevoli vetrate che danno al grande giardino interno. Gli indicherà la strada da prendere per raggiunger la corte interna, quella per la sala da pranzo e, infine, anche la sua stanza, ove Dierna ha posto un vassoio con cibarie e bottiglie di vario genere. Sol a quel punto si congederà, ripercorrendo i suoi passi e dirigendosi verso il suo piano privato, i suoi appartamenti, ove di certo non si lascerà accogliere dalle coltri, ma espleterà dei compiti tralasciati nel meriggio appena trascorso. ]]
ELKRANET ( Sala Comune / Niente Effigi ) Mentre la mente lavora separatamente dal copro e va a rimarcare quelle parole dette dalla Suprema , che non si è annunciata come tale, il corpo agisce di conseguenza, la man dritta corre lungo il fianco attravers il petto sfiorando quel metallo brunito impreziosito da rifiniture d'argeto per recarsi in fine al mento, sul quale appoggia pollice e indice in un piccolo abbraccio, sengno più che evidente che sta meditando su tutta la serata e già anche oltre, Caos e altri sono dunque i nemici diretti della Fortezza, qualcosa in comune con la magione c'è dunque ... eppur lo stesso Caos è stato chiamato ad affiancare gli Isolani per difendere la terra sacra dagli usurpatori, ma gli stessi tramano altro dunque ? sono risposte che arriveranno a se un giorno, su questo il mezzelfo ne ha la certezza, Kubren e il suo esercito invece sono ancora misteri da illuminare ulteriormente, cosi come gli uomini vivi ma morti ... * ho avuto modo di studirne le fattenze fisiche, avendo presso di noi 3 corpi privi di vita appartenenti alla Armata ... sebbene in loro abbia riconosciuto qualcosa che mi unisce in parte a loro stessi, rinnego la loro forza d'invasione non la razza ... * ascolterà, osserverà le ultime direttive * sarò qui se avete bisogno, buon riposo Alexandra * chiude cosi vedendola allontanarsi, per lui la notte è appena iniziata come la missione e molto altro. (// uscita ) .