Autrice:
Francine
Titolo:
GOLD!
Categoria: Anime & Manga- Sottosezione Saint Seiya
Rating: G
Note: Alternate Universe (AU)
Capitoli: 8
Stato: Completa
Una piccola premessa è d’obbligo. Questa storia è la seconda di una trilogia ancora in corso d’opera quindi mi sembra doveroso spiegare le motivazioni che mi hanno fatto scegliere ‘GOLD!’, nonostante sia attualmente in fase di revisione, e non ‘Il Rimpianto di una Stella Cadente’ che la precede cronologicamente e nella quale la protagonista di GOLD!’ viene introdotta. La pur ottima ‘Il Rimpianto di una Stella Cadente’ come struttura e narrazione non si discosta da quelle del ‘Saint Seiya’ originale, nonostante si tratti di un AU. Segreti, combattimenti, corse contro il tempo per la salvezza di Athena, avversari in armatura e un mega-cattivo da buttare giù dal posto in cima al mondo in cui si è messo.
In GOLD! tutto questo l’autrice se lo lascia alle spalle. Prende la sua eroina/alter ego (per favore, non chiamiamola Mary Sue. Non se lo merita davvero…)e la trasporta in un contesto completamente diverso. In questo mondo insolito per una storia ispirata a Saint Seiya, la Sicilia di metà degli anni ’80, l’avventura di una ragazza braccata affonda nel quotidiano ed è qui che l’autrice dà il meglio di sé, nel fondere l’interiorità e le sensazioni della protagonista con l’ambiente che la circonda, trasformando il suo racconto in un quadro vivido di sensazioni. Siano le pennellate che descrivono un mazzo di rose dal colore insolito, oppure il profumo di un piatto tipico che arriva dalla cucina, o ancora i colori grotteschi tanto in voga in quegli anni nell’abbigliamento, i gingilli improbabili che chi ha vissuto quel periodo in pieno non può negare di essersi messo addosso, l’accenno al dialetto locale, il Saint in avanscoperta che, dopo aver affrontato dozzine di avversari nella sua ‘carriera’ non sa come togliersi d’impaccio quando viene scambiato da una fan per un cantante in auge (un autentico quadro comportamentale dell’epoca…), ogni dettaglio contribuisce a rendere il racconto vivido, così come le visioni di Françoise, le sue illusioni, che siano ricordi o illusioni mandatele da un sicario sue tracce, sono fredde e impalpabili. È quindi l’universo canonico di ‘Saint Seiya’ a essere freddo e impalpabile, rapportato alla selvaggia vitalità dell’esistenza quotidiana. Ma l’eroina in quel mondo di carta deve comunque tornare. È stata creata con uno scopo e nonostante si legga tra le righe una forma di rimpianto per il vecchio bonario che si è preso cura di lei, per la gelateria in cui lavora e l’improbabile uniforme che è costretta a indossare, perfino per l’acida professoressa, più minacciosa di un dio infuriato, dopo la battaglia, perché battaglia c’è e ci deve essere, la decisione che Françoise prende, fa venire quasi voglia di lasciarla andare per la sua strada e fermarsi ancora per un po’ di tempo, nonostante lei non ci sia più, a un tavolo all’aperto, sotto il sole a picco, guardare la gente che passa e aspettare che magari lei cambi idea e torni indietro.
[Modificato da JeanGenie 09/07/2005 8.53]
[Modificato da Referenti del Comitato 07/10/2006 16.40]