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ladyariel
Thursday, May 03, 2012 12:01 AM



ARIEL (sentiero-cima) E’ scesa ancora la notte sulla sacra isola, e ancora una volta il cammino dell’arcimaga la conduce su strade distanti dall’amata fortezza, stretta nel cupo manto di velluto, sebbene il clima dell’isola non lo necessiti, i lunghi capelli raccolti, pallida in viso, quel viso che parrebbe non patire i segni del tempo ma che porta impresso tutta la saggezza dei suoi anni da ancestrale. E’ giunta col calar del sole all’attracco, sotto gli sguardi sospettosi di alcuni mercanti, ed ora incede lesta per giungere all’incontro che da tanto anela. Qui, in questo luogo che pochi tramonti prima l’aveva vista riunirsi alla precettrice, il sacro per eccellenza, il luogo più mistico della terra dell’estate, avanzerebbe con passo spedito lungo l’irto sentiero che conduce alla vetta, lo sguardo basso fisso su passi che non può vedere nella penombra della sera.

LATIS [cima-esterno circolo] il bardo è a qualche passo di distanza dalle poderose pietre che formano il circolo sacro, avvolta nel candido abito cerimoniale dello skald, osserva silente lo spettacolo. Le braccia sono incrociate al petto mentre la lieve brezza fa ondeggiare lievemente la seta dell’abito che sfiora l’esile corpo, mente i corvini capelli scendono scomposti ai lati del niveo volto, mettendone in risalto il pallore. I grigi e tempestosi occhi osservano il cielo che a poco a poco sta mutando sempre più verso le costellazioni estive. Un profondo sospiro anima il petto della donna mentre riporta lo sguardo sui dolmen e i menhir rimanendo ferma ed in silenzio, quasi fosse una statua, quasi stesse aspettando qualcosa o qualcuno. Ma alle sue orecchie giunge solo il richiamo stridulo di un corvo che vola ormai fra le ombre della notte, invisibile ad occhio umano.

ARIEL (cima) Il fiato si spezza, il respiro si farebbe più corto ad ogni passo che la separa dalla vetta, passi incerti e piedi ben puntati al terreno laddove il sentiero si fa più ripido e la vegetazione più fitta, e finalmente il profilo dei dolmen irrompe nello squarcio di cielo dinanzi ad ella, pallide stelle e la fioca luce della luna illuminano il cerchio, ma nulla scorge lo sguardo dell’ancestrale, eppur pochi giorni prima aveva ben compreso quanto si può celare all’occhio umano, avrebbe avuto bisogno ora dell’infallibile vista della shalafi, così, nell’incertezza ma con la speranza di trovare colei che cerca, prenderà a intonare un canto, una tetra nenia, a bocca chiusa, con un filo di voce, così da rivelar la sua presenza, con cautela, procederebbe dunque con passo più lento verso il cerchio.

LATIS [cima-esterno circolo] La figlia del nord socchiude per qualche istante gli occhi lasciandosi cullare dalla brezza che porta l’eterno profumo della primavera, mentre il ricordo inevitabilmente sfugge verso l’ultima volta che s’è trovata al tor con l’albino, alla sua personale celebrazione di Beltaine.. ma qualcosa fa sfumare nel ricordo i pensieri dello skald, una nenia sembra unirsi e farsi sempre più spazio nel canto della notte, un brivido percorre la schiena del bardo. Il canto si unisce alle ombre e danza con loro fino ad avvolgere l’irlandese che in questa notte porta la candida veste dello skald. Lentamente compie un mezzo giro su se stessa fissando poi i grigi e tempestosi occhi sulla figura che a poco a poco prende forma e si stacca dalla mantello della notte. Per un lungo istante rimane in silenzio osservando la dama che avanza. Un lampo sembra passare nello sguardo della donna, ma ancora tace dopotutto è molto che non vedere colei che considera più cara di una sorella.. e le tenebre di certo non facilitano il riconoscimento *dia abar* la voce dello skald è poco più di un sussurrò, ma basterà per arrivare all’orecchio della maga ...

ARIEL (cima) S’ Affievolisce il canto, svanendo nel silenzio del sacro monte, perdendo la sua eco nel rumore del vento tra gli alberi, ed è una nuova voce che nel vuoto prende vita, la voce della signora del nord, sua sorella, amica e guida di sempre. Un moto di allegria smuove per un attimo il corpo dell’arcimaga riconoscendo la voce dello skald, ed i passi mutano in una breve corsa verso quella voce “Latis?” proferirebbe indagando nella penombra e avvicinandosi alla figura da cui è giunto il saluto, e le sarebbe accanto in un istante, arrestando quella breve corsa “Dia abar mio skald..non chiedetemi come ma sapevo che avrei potuto cercarvi qui, l’avevo già sperato pochi giorni fa quando raggiunsi il sacro Tor con alcune consorelle, avevo sperato di cuore di potervi incontrare, come state?” lo sguardo si fissa su quel volto cercando espressioni e segni che il buio le nega.

LATIS [cima-esterno circolo] Il nobile skald rimane in silenzio mentre la sua voce si perde nel canto della notte, ma ecco che una voce conosciuta le fa eco, un sorriso si allarga sul niveo volto della donna, *Ariel!* osservando la maga avvicinarsi fino a fermarsi a pochi istanti da lei, senza pensarci il bardo allarga le braccia per abbracciare colei che considera come una sorella, *ariel mia cara che piacere rivedervi* stringendola.. da troppo tempo non vedeva l’amica e quel gesto, l’abbraccio, che per molti è comune è assai raro nello skald, sempre così distaccato e formale nei modi. Lentamente lascia andare la maga osservando il volto di lei, diverse in tutto, persino nell’aspetto ma simili fin troppo nell’animo. * voi come state!?, avrei voluto tanto venire a trovarvi ma sono stata trattenuta* fissando i grigi e tempestosi occhi in quelli dell’amica * ho pregato la madre ogni sera* sorridendo * io non mi posso lamentare* lasciando in sospeso il discorso ora è troppa la gioia di vedere di nuovo il cerimoniere, di essere nuovamente insieme.

ARIEL (cima) Ne era certa, nessuno al mondo aveva il potere di infonderle serenità e sicurezza come Latis, non era certo dato dalle loro parole o dai discorsi che avrebbero potuto affrontare, era la sua sola presenza a trasmetterle pace, in quell’animo indemoniato e ferito, il solo fatto di esserle vicino metteva a tacere ogni interrogativo, era come essere tornati a casa, alla terra natia, nella amata Islanda..ammesso e non concesso che fosse davvero quella la sua terra. Ma non v’era spazio per simili pensieri, ora era lì, in piedi accanto alla sua signora, l’istinto umano l’avrebbe di sicuro portata a desiderare quanto meno di stringerle una mano, come semplice segno di fratellanza e unione, ma la sua gelida natura le imporrebbe contegno, silenzio, riverenza. E quell’abbraccio la lascerebbe quasi senza parole per pochi istanti per poi riprender a parlare “E’ una gioia rivedervi. Sono stata a lungo lontana da tutto. E da tutti. Molte cose hanno gettato su di me il dubbio e lo sconforto, non sono sicura di avervi narrato ogni cosa, la mia stessa esistenza si è rimessa in discussione..'' un sospiro per poi riprendere ''Ma non voglio opprimervi con questi tetri racconti ditemi di voi, e ditemi del nostro popolo, mi sento così lontana e dispersa, come se fossi stata altrove per molto tempo, eppure non sono mai partita.'' concluderebbe con un velo di malinconia.

LATIS [cima-esterno circolo] sul niveo volto del nobile skald continua a troneggiare un live sorriso, dato non dalle parole della maga ma dal fatto che è lì, ancora una volta vicino a lei in quel luogo sacro� Attende ancora un istante prima di parlare mentre a poco a poco il sorriso si spegne,ma non la gioia di aver lì accanto l’amica e compagna di sempre. *mi avevate accennato qualcosa su vostro padre..*fermando il suo dire e ricordando quanto fosse sconvolta e scossa fin dalle radici quindi lentamente porta una mano a sfiorare quella dell’amica * A volte stare lontani da tutto serve, anche scappare può esser utile* sorridendo quasi a volerla incoraggiare *e credetemi l’ho provato * chinando appena il capo * ma ora siete qui è questo che conta, dopotutto siamo delle combattenti* guardandola negli occhi, cercando quel bagliore, quel fuoco che sa che arde anche dietro i chiari e pensosi occhi della maga . *il popolo del nord.. diciamo che sono tornata a battermi per lui è Beltaine e spero in una rinascita* chinando il capo , quindi si volge a guardare il tor muovendo un passo verso il circolo di pietre ..

ARIEL (cima) “Già. Beltaine.” Un sospiro afferrando la mano dell’amica per un istante “E’ stato il Nord e le sue tradizioni a tenermi legata a tutto questo, in questo tempo ho dubitato delle mie radici certo, ma sono cresciuta nelle terre d’Islanda, anche se nutro dubbi sul mio sangue il mio cuore è per il Nord e per il suo popolo, per la sua storia, per le memorie di chi è stato e di chi verrà affinché si perpetui in eterno la leggenda, perché non si dimentichi come è nato il nostro amato clan, solo questo mi ha dato certezza e speranze, non è stato facile essere il cerimoniere senza sentire davvero le proprie origini, non mi sarebbe concessa alcuna incertezza amica mia, non a me che dovrei essere con voi una luce per le nostre genti” farebbe un passo verso il cerchio sollevando lo sguardo al cielo “E dunque Beltaine, da quanto tempo non festeggiamo insieme questo tempo di gioia? Sarebbe auspicabile come già vi scrissi di poter riunire il clan per celebrare questo momento, avete qualche idea in merito?”

LATIS [cima- circolo] La figlia del nord ascolta la maga , mentre vedendo che anche lei compie il passo verso il cerchio, riprende a proseguire fino a varcare quel sottile limite formato da antica magia e che ora può di nuovo sentire scorrere quel potere, in modo appena avvertibile ma l’avverte. *oh Ariel, non posso capire come vi siete sentita ma posso dirvi che qualsiasi sangue vi scorra in corpo voi appartenete al nord, siete cresciuta nella verde Islanda, vi sono stati tramandati gli insegnamenti riservati ai figli del nord, e voi più di ogni altra avete combattuto per il clan in queste terre* volgendo ora il capo per guardarla, mentre un lieve sorriso torna a dipingersi sulle rosee labbra * voi siete il Cerimoniere come io sono lo skald* chinando appena il capo, mentre una folata di vento fa ondeggiare la candida veste *da troppo tempo mia cara e dobbiamo rimediare, ci sono alcune novità e spero di potervi presto presentare il mio jarl, sono certa che vi stupirà piacevolmente* la voce del bardo è bassa e musicale e smebra unirsi al canto della notte ..

ARIEL (cima) Un luminoso sorriso s’accenderebbe sul viso della figlia dell’ars alle parole dello skald “Sapere che avete trovato uno jarl degno di tal nome mi riempie di gioia, da tempo quel posto è rimasto senza che un figlio del nord gli desse il giusto peso, quanti ne abbiamo visti passare, restare per un poco e ripartire, ma io e voi siamo rimaste, in qualche modo sopravvissute alle tempeste di queste terre e se vogliamo ai mutevoli cambiamenti che vi sono stati ai vertici della razza e perché no, del clan stesso. Belli erano i tempi in cui il nostro signore era Morgan Leah o sir Kazarkan, senza nulla toglier agli altri, sapete ciò che mi hanno lasciato nel cuore. Ma sono ansiosa di conoscere questa nuova leva del clan, sapendo che è stata una vostra scelta non posso che approvare e sperare di poterci incontrare quanto prima..quanto al dover rimediare, bhè se dovessimo misurare il tempo in cui sono mancati incontri e ricorrenze forse avremo da festeggiare ogni giorno che verrà sino alla fine dei tempi, ma un passo per volta, vi propongo di radunare per ora coloro che da più tempo conosciamo come membri di clan ed anche i nuovi, il tempo per grandi celebrazioni come furono un tempo, verrà, come è stato per me lo sarà anche per il clan, ripartendo dalle radici.'' Si dicendo poggerebbe una mano sulla spalla dello skald in cerca del suo sguardo.

LATIS [cima- circolo] Il nobile skald ascolta le parole dall’amica, mentre un ombra, come una nuvola davanti al sole, passa ad oscurare per un istante lo sguardo della dama, quei grandi nomi che ormai fan parte della storia del passato ancora la tormentano, e dopo un istante lo sklad solleva lo sguardo fissandolo di nuovo in quello dell’islandese * Oh Ariel, come al solito avete troppa fiducia in me* sorridendo * ma lady Laoghaire vi piacerà ne sono certa* sospirando * e provvederemo al più presto per fare una festa come ai vecchi tempi” perché il clan torni ad essere glorioso * guardando con fiducia l’amica di sempre * ma..*esitando qualche istante *vorrei farvi conoscere anche un’altra persona..l’ho già presentato a lady Rowan nella speranza che lo nominasse Signore dei tumuli ma quanto abbiamo ottenuto è una carica nell’esercito, ed ora sir Azhael sta lavorando per riformare l’esercito del nord* il nobile skald ferma per un lungo istante il suo dire, alzando poi lo sguardo verso gli astri notturni *sapere che siete ancora al mio fianco mi rende felice non saprei immaginare nessun altro a ricoprire la vostra carica..* tornano a fissare la nordica che la sta al fianco .

ARIEL (cima) Riflette. Medita per alcuni istanti spaziando con lo sguardo verso il cielo senza fissare nulla di preciso “Azhael dite? E’ un nome che mi ricorda qualcosa, un nome conosciuto e già sentito ma non ho memoria dove e come, di certo ne ho sentito parlare alla Fortezza. E’ quel che l’esercito del nord ha più bisogno, da tanto non abbiamo più avuto un guerriero capace di guidare il nostro esercito, che si può dire disperso e ne ha tutte le ragioni, senza una guida non può esserci unione.” Sorriderebbe infine alle ultime parole del bardo “Mi lusingate, questo tempo mi ha reso se possibile ancor più fredda di quanto già la mia natura mi ha donato, gli anni mi hanno insegnato che ogni cosa cambia e deve cambiare, il perpetuo moto di tutte le cose e l’equilibrio stesso sono retti dal cambiamento, perciò vi sono grata della fiducia e l’affetto che riponete in me, ma sono dell’idea che se un giorno venisse un cerimoniere il cui cuore sia pregno dell’amore per la terra del nord, egli sarebbe altrettanto degno di ricoprire questo ruolo, ed avere i privilegi che per molti anni son stati concessi a me, tra cui quello di servirvi ed avervi accanto mia cara Latis.”

LATIS [cima- circolo] La figlia del nord ascolta ancora le parole dell’amica, sagge come sempre, in fondo questa è la loro grande differenza, la maga calma e riflessiva, e lei l’irlandese col fuoco nelle vene, impulsiva fin troppo. *oh Ariel, sappiamo entrambe che la vera saggia siete voi, io creo soltanto un po’ di..* sorridendo un poco *trambusto* sospirando * sir Azhael è un cavaliere dei draghi e credetemi nei modi assomiglia a sir Kazarkan, durante l’incontro con Rowan mi son sentita fra l’incudine ed il martello * sospirando a quel ricordo * è certo di quel che vuole e credo che sia il tipo di uomo che se non gli viene concesso ciò che chiede se lo prende * fissando i grigi occhi in quelli dell’amica lasciando in sospeso il discorso..*il cambiamento.. certo ma tutto alla fine torna com’era per preservare l’equilibrio. Prego la madre che il giorno in cui le nostre strade si divideranno sia il più tardi possibile, siete una sorella per me e ci consociamo da così tanto tempo* sospirando, al Cerimoniere di certo non sfuggirà l’atteggiamento più aperto del nobile skald, segno inequivocabile che in lei qualcosa deve esser cambiato.

ARIEL (cima) “Kazarkan.” Pronuncia quel nome con la stessa enfasi con cui pronuncerebbe un incanto “Un uomo che ho amato al di là del suo scettro di Signore della Guerra.” Sogghigna quasi aggiungendo “Saggia dite, si, forse avete ragione, ma di questi tempi sono somigliata più a una folle in preda ad un delirio che non alla saggia che avete sempre conosciuto, ciò che era bianco e divenuto nero e quel che era nero è divenuto bianco e così all’infinito per molte, molte cose se guardate con occhio diverso, un tempo vivevo di assoluti e certezze, oggi le certezze nascono all’alba e periscono al tramonto, tutto è instabile tranne poche cose, voi per prima, gli ancestrali e tutto ciò che li circonda, il clan, il resto è solo un amabile contorno che muta come muta il vento.” Si stringerebbe nelle spalle al freddo soffio dell’aria “Mi piacerebbe che ci sia anche questo cavaliere al nostro, se così vogliamo chiamarlo, raduno, sono davvero curiosa di conoscere colui che somiglia al nostro amato sire, con la speranza che possa essere altrettanto amato dalle nordiche genti.”

LATIS [cima- circolo] La figlia d’Irlanda ascolta la maga senza interromperla, conosce bene il mare in cui il cerimoniere si è trovato a nuotare, lo stesso mare in cui lo skald si trova a navigare ogni giorno. Il bardo socchiude per un istante cercando di capire e di sentire l’animo tormentato della sorella quindi riaprendo gli occhi posa una mano sulla spalla dell’amica * posso capirvi Ariel* chinando appena il capo e accennando ad un sorriso incoraggiante * manderò una missiva al sir in questione e se non dovesse esser presente alla festa bhè.. organizzerò un incontro con voi* guardandola fiduciosa, per poi lasciare scivolare la mano che era sulla spalla per riportarla al proprio fianco. *Ariel perché per questa notte non vi fermate sulla sacra isola, non credo che ai miei.. * esitando un istante* confratelli dispiacerà se vi fermate da noi* fissando i grigi occhi in quelli dell’ancestrale e attendendo una risposta che spera sia positiva .

ARIEL (cima) “Avrò senza dubbio il piacere di incontrarlo allora, quando il fato vorrà” rinfrancata da quei gesti e sguardi amichevoli tra di loro “Confratelli…..avete dei confratelli..” ripeterebbe con un espressione smarrita e perplessa “Mia cara mi sono persa più di qualche pezzo della vostra vita se oggi avete dei confratelli..siete entrata a far parte di una congrega? I..druidi?” azzarderebbe con fare incerto e interrogativo per poi ripartire più spedita “Bhè ovunque voi siate sarà un piacere per me poter essere vostra ospite, sempre che non arrechi disturbo o che non sia troppo impegno vi chiedo solo, di qualsiasi congrega si tratti di fare in modo che la mia sia una visita di amicizia, non sono sulla sacra isola in veste di ambasciatore degli ancestrali ma per voi e per il clan, se avete piacere accetterò''.

LATIS [cima- circolo] Di nuovo lo sguardo dello skald si posa sul volto dell’amica chinando appena il capo in segno di assenso, ma alla sua successiva domanda il bardo ,per un istante, distoglie lo sguardo sospirando profondamente * si i druidi..*per poi torna a fissare i chiari occhi dell’ancestrale * se volete non dirò neppure chi siete* sorridendo divertita *anzi potete stare nella mia stanza anche se non è certo quella che avevo in torre delle razze o a palazzo * sospirando nuovamente * sono così diversi da quelli che conoscevo e.. mi sento fuori luogo * volgendo ora le spalle all’altare e all’amica nella speranza che la segua attraverso il sentiero facendo a lei per prima quella confessione amara, ma che per certo lei saprà capire, dopotutto era già su quelle terre.. e
anche Ariel aveva vissuto le glorie del passato * comunque sia sono sempre stata allergica alle regole e gli anni mi han fatto solo peggiorare * sorridendo divertita mentre lentamente si avvia verso il sentiero che le porterà al rifugio ..

ARIEL (cima) “Non posso dire di capirvi appieno amica mia, è ben diverso il mio percorso dal vostro, non so cosa voglia dire lasciare una congrega per poi riprenderla molti anni dopo e trovarla cambiata, lontana dalle aspettative, eppur ricordo la storia dei druidi ma non ne conosco la realtà attuale, se ne vorrete parlare sarò lieta di ascoltarvi, nessuno meglio di voi sa quanto e in cosa posson esser mutati.” Si dicendo la seguirà verso la dimora dei Druidi “Resterò con voi così potrete raccontarmi ogni cosa e sogneremo Beltaine, ricordandola com’era negli anni passati, con i suoi fuochi e le danze, con il sapore del sidro e dell’idromele a rinfrancare gli animi, tutto tornerà.”

Riassunto. Dopo lungo tempo lo skald del nordico clan e il suo cerimoniere si ritroveranno sulla cima del sacro Tor, entrambe cambiate dai recenti avvenimenti si troveranno comunque legate come sempre. Lo skald coglierà l'occasione per informare il cerimoniere del nuovo Jarl e di colui che sta riformando l'esercito del nord, sir Azhael con la promessa di radunare il prima possibile tutti i membri di clan. Ariel scopre che Latis è tornata nella congrega dei druidi, come molti anni prima, ma con molto, molto meno entusiasmo.

Commento. Grazie Latis.



latis
Thursday, May 03, 2012 6:19 PM
mi mancava giocare con con l'altra decana del clan! a presto
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