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Le brutte notizie non vengono mai da sole...Last Update: 10/28/2011 11:25 PM
10/28/2011 3:59 PM
 
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...soprattutto se le porta il Tatuato.


Riassunto:Dopo aver letto della morte di Aaron alla Rocca ed averne chiesto i dettagli, Azarim riceve da Aspis alcune preliminari informazioni in attesa di un incontro faccia a faccia col mercante. Nel frattempo però, chiede ad Aingeal di incontrarla, per comunicarle la brutta notizia. A modo suo.

Commento:
Posto solo ora dopo una settimana incasinata, chiedendo scusa del ritardo... Va a finire che 'sta ragazzetta si fa voler bene pure dal Tatuato. Forse... Un giorno...


§§


Missiva di Aspis
:
[La missiva viene lasciata alla bettola
a nome del Tatuato.]
Ucciso dagli uomini di Sharden.
Se hai bisogno di conferme sai dove
trovarmi. Se cerchi vendetta, anche.
Aspis


AZARIM || Barca - Pressi Approdo | °°Homid°° || Dannati Barcaioli. Il Tatuato siede con le braccia conserte a poppa della piccola bagnarola che un bifolco qualunque sta governando, cercando di non farla sbattere troppo violentemente contro il punto d'attracco. Lo sguardo del Mannaro è perso sul profilo dell'Isola che si è gradualmente ingrandito negli ultimi minuti, fino a diventare l'ambiente verdeggiante e accogliente che ora si specchia nelle sue iridi giallastre; una strana sensazione di disagio gli serpeggia nella mente, una sorta di timore reverenziale probabilmente derivante dalle storie assurde che i barcaioli hanno messo in piedi per evitarsi la traversata del Lago. Torna ad osservare l'uomo a prua della barchetta, impegnato nel suo mestiere. Questo bifolco in particolare ha infine ceduto... ha chiesto di essere pagato tre volte più il solito prezzo e ora che la barca è ormai a destinazione e che il Mannaro gli allunga un sacchetto tintinnante, si ritroverà in tasca quattro volte le monete del prezzo di partenza. Al Tatuato non piacciono i numeri dispari.


AINGEAL { pressi approdo } ° { E’ volata giù dalla loggia percorrendo il sentiero ripido di corsa fino ad inoltrarsi nella foresta per riversarsi verso il piccolo molo dell’isola. Ha rallentato il passo, solamente quando il sentiero ha iniziato a riempirsi di ciottoli, quando la vegetazione si è diradata a tal punto da lasciare intravedere le acque del lago. La spada, legata al fianco sinistro, tintinna appena al suo incedere, ma non si accorge nemmeno di quel suono, ha solo il cuore nelle orecchie che le martella in maniera assordante. Ha intrecciato i capelli in una morbida treccia, ma la corsa ha liberato qualche ciocca ramata, andando ad incorniciare un visetto troppo serio. Stringe tra le dita quel foglio ormai troppo accartocciato, dopo aver riletto e riletto quelle poche righe. Il sentiero si apre finalmente sulla piccola spiaggetta di ghiaia, lo sguardo oltrepassa il pontile di legno cercando la piccola imbarcazione sulla quale dovrebbe arrivare quell’uomo dalla pelle disegnata. }


AZARIM || Approdo - Sentiero | °°Homid°° || Quasi come un sottile filo legasse i destini dei due, anche Azarim stringe la missiva ricevuta dalla figlia di Cornero, rigirandosela fra le mani mentre all'orecchio gli giunge lo sciabordio della barca che vorrebbe allontanarsi. Ruota appena il viso in direzione del barcaiolo, quanto basta per farsi udire ''Vattene senza aspettare il mio ritorno e ti darò motivi più validi di un Lago nebbioso per aver paura.'' ringhierebbe nervosamente, guardandosi attorno per cercare di orientarsi. Un nuovo sguardo alla missiva, non è che la giovane gli abbia poi dato molte indicazioni per raggiungerla. Alza le spalle con noncuranza, prendendo a far risuonare le assi del pontile del suo passo pesante e del tintinnìo dei bracciali dorati alle caviglie. Proprio mentre ripone la missiva in una tasca della casacca smanicata e aperta sul petto che indossa, in fondo al sentiero che conduce all'attracco gli sembra di scorgere una sagoma familiare. Avanzerà fino al limitare delle assi di legno, prima di fermarsi impettito e fiero ad aspettare di poter riconoscere la giovane. Le ultime luci del giorno che muore si riflettono sul cranio lucido del Tatuato che con la coda dell'occhio cerca quello spicchio di Luna che gli ricorda chi o cosa è da tempo diventato.


AINGEAL { approdo -> pontile } ° { La pazienza non è mai stata una sua virtù, passeggia avanti e indietro come un cigno in cattività, chiuso in una gabbia troppo piccola per poter anche solo spalancare le ali. Perché mai un uomo che conosce appena dovrebbe portarle notizie di suo padre? Perché non è venuto lui stesso? Aveva detto che avrebbe avuto piacere a passare del tempo con sua figlia, perché mandare una terza persona allora? Troppo impegni burocratici? Si costringe a fermarsi anche se la sua mente, incapace di darsi delle risposte, continua ad arrovellarsi e a chiedersi il motivo di quella missiva da parte del “tatuato”. Alza la mano nella quale tiene chiusa la missiva inviatale dall’amico (?) di suo padre, per leggerla ancora una volta. } …Se mi interessa avere ancora sua notizie…? Certo che mi interessa, perché non dovrebbe interessarmi sono sua figlia… forse non gli è chiaro il concetto di famiglia… [ °°Aine, non sai nemmeno chi sia quest’uomo e che rapporto lo lega a… tuo padre… così come non conosce te. TU sei certa che sia saggio incontrarlo?°° ] Il tintinnio prodotto dai bracciali dell’uomo catturano l’attenzione del giovane cigno, riprendendo a camminare fino nei pressi del pontile di legno, fino a riconoscere in quella sagoma, l’uomo con cui ha scambiato qualche parola al palazzo del governatore. [ “SI!” ] Chiude così il contatto con il simbionte prima di rivolgersi al mannaro. } Sid vobis Ser! Fatto un buon viaggio? { Si sforza di mantenere, almeno apparentemente, una certa calma, anche se vorrebbe inondarlo con le sue innumerevoli domande. }


AZARIM || Approdo - Sentiero | °°Homid°° || La risposta del Tatuato alla domanda di Aingeal è poco più che un basso ringhio di disapprovazione, seguito da un'occhiataccia scoccata al barcaiolo che infine sembra aver deciso che le monete di Azarim hanno il colore giusto e che aspetterà che abbia finito coi suoi affari. ''Diciamo che ora capisco perchè non hai fatto spesso visita a tuo padre.'' Alla fine se ne è convinto, la ragazzina gli somiglia a sufficienza per esser davvero sua figlia, dunque merita di sapere... Solo adesso però Azarim si rende conto che è venuto fin qui per dire a una ragazzina che le è morto il padre e che non ha la minima idea di come cominciare. L'espressione dubbiosa che striscia fra i tatuaggi che gli adornano il viso, dice molto di quell'improvviso ripensamento. In fondo non deve nulla nè a lei nè al Vecchio... aveva degli accordi con lui, tutto qui. Se s'è fatto ammazzare non riguarda certo un Bastardo di Luna. ''Passi da Barrington altrettanto raramente, immagino...'' commenta, ascoltando spezzarsi l'ultima speranza che in qualche modo la giovane abbia letto il messaggio della Rocca. Dunque tocca davvero a lui? Sospira..


AINGEAL { approdo -> pontile } ° { All’alfiere dorato scappa un sorriso a quella confessione di malessere, che sia dovuta alla magia dell’isola o al viaggio in barca, la ragazzina non può certo saperlo, ma il cipiglio sulla sua fronte si distende per un momento. } Credo che tutti si scelgano alla fine il luogo più congeniale per poterci vivere! Forse siete stanco… volete andare alla locanda? Di certo troverete buon cibo e ottimo vino! { Considerando l’ultima immagine del mannaro con la bottiglia vuota in mano, la proposta dovrebbe solleticare i suoi sensi. Per quanto le domande inespresse alberghino ancora nel suo cuore, non dimentica il principio dell’ospitalità, d’altronde può solo immaginare come si senta l’uomo, paragonando la sua sensazione di malessere quando approda in terraferma, a quella del tatuato. } Di rado mi reco a Barrington… la mia presenza è necessaria qui. Ma di tanto in tanto mi fa piacere andare a trovare mia madre e… mio padre! { Rafforza un sorriso ma più per convincere se stessa, che quella è una visita di pura cortesia, un messo inviato dal padre solo per informarla che è troppo occupato per andare a trovarla, considerato anche che non si era fatto nemmeno trovare l’ultima volta che la figlia si era recata a palazzo. }


AZARIM || Approdo - Pontile | °°Homid°° || Il pensiero del vino pare per un attimo accendere l'interesse del Tatuato, non tanto per se stesso quanto per la giovinetta che potrebbe aver bisogno di qualcosa di forte a breve... Poi ricorda di aver già tentato di offrirle da bere senza successo e allora scuote semplicemente il capo tenendo le labbra scure serrate, in un gesto lento e teatrale che è accompagnato dall'abbassarsi delle palpebre che nascondono per qualche istante quello sguardo dorato e ardente. ''Non è una visita di cortesia'' taglia corto, dimenticando tatto, educazione e un altro paio di buone maniere. ''Sono qui solo per dirti di tuo padre... ho lasciato per lui un messaggio non appena te ne sei andata da Palazzo. L'ho ritrovato esattamente dove l'avevo lasciato qualche giorno dopo.'' L'espressione è seria e la voce profonda, gli occhi del Tatuato non lasciano per un istante quelli della figlia di Cornero. ''Avevo degli affari in sospeso con lui... te ne ha mai parlato?'' sembra poi cambiare discorso, inclinando appena il capo verso la spalla. In effetti la possibilità che la figlia di Aaron possa evitargli di ricominciare tutto da capo è abbastanza allettante da costringerlo a fare almeno un tentativo, anche se nutre poche speranze che una ragazzina che vede a stento il suo vecchio possa sapere i dettagli di ciò in cui è invischiato.


AINGEAL { approdo - pontile } ° { Si smorza lentamente il sorriso, così come la voglia di muovere qualche passo, il movimento le avrebbe dato sicuramente un’occasione per tenere se non altro il corpo impegnato in qualcosa. Invece le si ghiaccia il sangue nelle vene, rimanendo immobile davanti a quell’uomo unicamente per la conoscenza che li accomuna. } Mi ha detto che a volte i suoi affari lo portano a viaggiare molto… è possibile che sia partito, del resto non credo che debba mettere a conoscenza chiunque dimori a palazzo dei suoi spostamenti…! { E’ quasi stizzita dalle parole del mannaro, ma le sue iridi non mollano la presa, rimanendo a fissare quegli occhi gialli. } Così come non sono a conoscenza dei SUOI affari, ci siamo trovati da poco…. { Si affievolisce la voce, un cenno di cedimento. La sua mente razionale sa probabilmente dove vuole andare a parare quell’uomo, ma il suo cuore si rifiuta categoricamente di prendere in considerazione una qualsivoglia informazione sul padre, che sia di natura negativa. } …tornerà come ha sempre fatto! { Rialza lo sguardo sul volto del mannaro stringendo appena i pugni innervosita dal tono usato dall’uomo. }


AZARIM || Approdo - Pontile | °°Homid°° || Trattiene una smorfia di disappunto solo a fatica, vedendo spegnersi ogni possibilità di portare a casa qualcosa di utile da quell'incontro... e per uno che della propria utilità ha fatto la luce guida della propria miserabile vita, vuol dire aver attraversato il lago per nulla. Lo sguardo giallastro del Mannaro sembra però incapace di smettere di fissare il volto della ragazza, quasi come se l'aver perso entrambi una persona conosciuta da poco potesse in qualche modo legarli. Solo che questo, Aingeal non lo sa ancora. Le iridi di Azarim scivolano lungo il corpo dell'altra fino a posarsi sulla spada che porta al fianco, poi di nuovo sul suo viso, pensieroso. Se può portare una spada, puoi portare anche il peso di quanto sta per sentire, termina la propria riflessione. ''Aaron non tornerà, i suoi viaggi si sono conclusi da diversi giorni ormai... Se fossi passata dalla Rocca a Barrington, avresti letto un messaggio che annunciava la sua morte.'' Semplice come il gioco di un bambino, duro come un pugno sulle gengive. Tace qualche istante ancora, le braccia fino a poco prima conserte si sciolgono per lasciar che la mancina salga al capo glabro per carezzarne la peluria leggera che vi si affaccia, segno di un certo nervosismo che non ha ancora abbandonato il Licantropo da quando ha messo piede sull'Isola. Infine chissà da dove, sulle labbra si affaccia un grezzo ''Mi dispiace'', che per quanto egoistico e totalmente estraneo a quel che prova Aingeal, è pur sempre sincero.


AINGEAL { approdo - pontile } ° { Si scrutano a vicenda, l’uomo sarà abituato a usare quei modi tanto schietti, ma la ragazzina invero da poco ha iniziato il suo cammino già per altro pieno di ostacoli. La mano impugna l’elsa solo per trovare qualcosa da stringere, un contatto reale, vero, che le possa dare la sensazione del freddo acciaio, perché nulla delle parole che il mannaro pronuncia arrivano al cuore della giovane. La mente le registra, ma è totalmente incapace di elaborarle e renderle comprensive. Rimane ammutolita, le labbra si schiudono ma nessun suono verrà prodotto, lo sguardo fin troppo distante, vitreo. Le dita della mano destra stringono ancor di più l’elsa e con un movimento fluido ma veloce, estrarrebbe la spada dal fodero con uno stridio che sibila nell’aria, per puntarla contro lo sconosciuto. [ °°FERMATI AINE… TE LO ORDINO!°° ] Il simbionte, finora rimasto in disparte, ruggisce nella mente della giovane talmente forte da farla risvegliare da quel torpore incosciente. E sono le ultime parole del mannaro a scuoterla maggiormente. Quel “mi dispiace” dà valore e significato a tutto il resto. Il braccio teso, la muscolatura così contratta, non reggono il peso della spada, la cui punta vacillerà fino a toccare terra, fino a che le dita lasceranno completamente la presa dall’elsa facendola tintinnare a terra. Il capo si abbassa a guardare i propri piedi, così che i lunghi capelli le coprano in parte il viso. Le lacrime salgono prepotenti ad inondare i suoi occhi chiari e, quando alzerà nuovamente lo sguardo sul mannaro, scenderanno a rigar le gote appena arrossate. } Siete venuto per dirmi questo? Per dirmi che MIO padre è morto? Non conosco nemmeno il vostro nome… perché dovrei credervi? { A stento manterrà la voce ferma, presa forse più dalla voglia di dar sfogo alle sue lacrime e basta. }


AZARIM || Approdo - Pontile | °°Homid°° || La mano che carezza il capo rallenta il suo corso a metà del cranio per poi fermarsi completamente, mentre la reazione della giovane prende corpo e la sua mano va a stringere la spada che per pochi secondi resta lì a minacciare il Tatuato. Di tutte le reazioni, questa è forse quella che lo trova più impreparato e lo spinge a sgranare appena gli occhi con fare perplesso. Gli occhi di Azarim seguono la punta della spada che si abbassa, poi gli occhi umidi di Aingeal quindi di nuovo la spada. ''Ragazzina, non estrarre una spada se non sei disposta ad usarla...'' sibila fra le labbra, a metà fra un consiglio e una velata minaccia. ''E per cosa altro sarei dovuto venire? Sei sua figlia, no? Non vuoi sapere cosa gli è successo? Non vuoi sapere se c'è qualcuno che merita di avere quella spada nel petto per la morte di tuo padre?'' il tono ora si alza e solo per qualche strano motivo che rimarrà sconosciuto non si trasforma in un urlo. Sono domande che rivolge ad Aine ma che in realtà forse sta ponendo anche a se stesso: curiosità? desiderio di vendetta? Un distorto senso della giustizia per cui chi si è messo fra gli affari del Tatuato e quelli di Aaron, in qualche modo deve subirne le conseguenze? Nemmeno il Mannaro forse sa rispondersi, ma continua a fissare torvo la ragazzina, apparentemente incapace di comprenderne il dolore. ''Non è a me che devi credere... ti basta prendere una di quelle bagnarole, andare alla piazza di Barrington e mettere il naso sotto la Rocca dei messaggi!'' sbotta indicando con un cenno del capo la barca ormeggiata poco distante. ''Se l'avessi fatto prima mi sarei evitato questa stupida gita...'' e così dicendo parrebbe volerle voltare le spalle e lasciarla lì, con le sue lacrime e le sue recriminazioni.


AINGEAL { approdo - pontile } ° { Rabbia, frustrazione. Si piega per riprendere la spada, impugnando nuovamente l’elsa ma lasciandola con la punta rivolta il basso. Sul suo viso chiazzato di rosso vi sono i solchi di quelle lacrime che non vogliono smetter di sgorgare. } Non mi dite il vostro nome eppure vi prendete la briga di venirmi a riferire che mio padre non c’è più! Se vi fosse importato di lui così tanto da voler vedere la spada nel petto di chi l’ha ucciso… perché non eravate al suo fianco allora? { La sua voce si alza di volume ma a stento riesce a fermare le parole che salgono prorompenti. Il suo petto si alza e si abbassa in maniera evidente, scosso per lo più dai singhiozzi. } Non siete certo venuto per me e non è la compassione che vi ha spinto a solcare le acque del lago… Volete un grazie, un riconoscimento? La vostra magnanimità davvero mi ha lusingata! { Cinica e frustrata, ma non riesce a reagire in altra maniera, continua a versare lacrime fin troppo amare per la sua età. Si accascia in ginocchio, contro chi dovrebbe lottare, se non contro se stessa. } Siete libero di tornarvene da dove siete venuto… { Sussurra appena, spossata dal dolore della perdita, affranta per non aver avuto la possibilità di conoscere meglio quella figura paterna. }


AZARIM || Approdo - Pontile | °°Homid°° || Due passi soltanto riesce a compiere prima di essere sommerso dallo sfogo di Aine come da un'onda di piena, come da una cascata di fango che si scivola lungo il costone della montagna senza curarsi di cosa succederà una volta che sarà passata sopra a tutto. I bracciali che fino a poco prima tintinnavano, si azzittiscono, lasciando nell'aria solo il rumore dei pugni di Azarim che si stringono, come cuoio sfregato su altro cuoio. Quando si volta, fra i disegni che decorano il volto del Tatuato serpeggia un malumore pericolosamente vicino alla rabbia. In realtà, sta forse sentendo la stessa frustrazione che vive Aingeal, anche se in maniera differente. Invertirebbe la marcia, rapidamente coprendo la distanza che lo separa dalla ragazzina in ginocchio, dimentico perfino della spada che ancora regge. Giunto al suo cospetto si chinerebbe in avanti quanto basta per posarle entrambe le mani sulle spalle, torcendo fra le dita il tessuto delle vesti che gli riuscirà di afferrare. Indi farebbe forza su gambe e schiena, gonfiando ogni nervo ed ogni muscolo delle braccia tatuate per sollevare da terra quei cinquanta piagnucolanti chili di ragazza, fino a che non sarà di nuovo in piedi... e poi ancora, nel tentativo di lasciarla con i piedi penzolanti sul pontile e il viso alzato fin quasi al proprio. Si sporgerebbe in avanti poi, quasi posando la propria ardente fronte su quella di Aingeal, sempre che la fanciulla sia spossata al punto da non reagire [Potenza +2]. ''Azarim!'' le ringhierebbe in viso “Il mio nome è Azarim.” sforzandosi di tenere a fuoco quel viso troppo vicino ai proprio dorati occhi. ''Non ho magnanimità... nè compassione... per te come non l'avrei avuta per tuo padre... e come non l'avrò per i responsabili della sua morte... quando li avrò trovati.'' Ogni frase è scandita e ritmata da profondi e feroci respiri che gonfiano il petto del Tatuato come il mantice di una forgia. ''Cercavo la figlia di un uomo dai nervi saldi e dalla mente affilata... e invece ho trovato una piagnucolante ragazzina che gioca a fare la guerriera...'' La rimetterebbe quindi a terra senza alcuna cortesia, anzi spingendola lontano da sè per non aver più il puzzo delle sue lacrime sotto il naso. ''Quando tornerà Aingeal Wright Cornero, dille che se vorrà saprà dove trovarmi...'' Niente altro, solo il tintinnare dei bracciali che sfuma insieme alla furia del Bastardo della Luna. Chissà che in quel suo modo strano e rude, non abbia fatto qualcosa di buono per la piccola, persa nella sua sorda sofferenza.


AINGEAL { approdo - pontile } ° { Con il viso chino a terra non può vedere il tatuato che piomba su di lei, sarà la sua ombra a coprirla, come se una nuvola volesse oscurare improvvisamente i raggi del sole. Fa appena in tempo ad alzare gli occhi esterrefatti sull’uomo da trovarselo talmente vicino da sentire l’alito caldo che le soffia sul viso. La alza da terra come se fosse una bambola di pezza fino a farle perdere aderenza con il terreno. I piedi ciondolano nel vuoto, le braccia inerme lungo i fianchi, la mano che stringe ancora l’elsa della sua spada. Le parole rotolano talmente vicino al suo volto che, se non fosse che la tiene inchiodata con quegli occhi gialli, potrebbe osservare perfettamente il tipo di dentatura del mannaro. Le parole sono spietate, più della notizia che le ha appena dato, impietoso come può essere solo un uomo indifferente al dolore altrui. } Mettetemi immediatamente a terra! { Scandisce fin troppo bene quelle parole dette a denti stretti, lemmi che hanno fin troppo effetto, perché viene quasi scaraventata via dal tatuato, non finendo con il sedere a terra per molto poco, trovando il giusto equilibrio per mantenere una postura eretta anche se sbilanciata, il che le farà compiere qualche passo indietro. [// agilità lvl 1] Stringe la mascella, mentre Nahorem ruggisce nella mente della giovane, per quell’atto vile. } Non ci provate più Azarim… Non provate a prendervi gioco di me… perché non sarà tanto la spada che vi farò assaggiare, ma la potenza del drago! { Sebbene gli occhi siano ancora lucidi, le lacrime hanno smesso di scorrere sulle gote dell’alfiere. I metodi forse usati dal mannaro possono essere discutibili, ma hanno fatto presa sul giovane alfiere che sfodera le unghie come un felino pronto ad attaccare. Lo segue con lo sguardo mentre si dirige nuovamente verso il pontile. } AZARIM! { Gli urla dietro per farsi sentire. } Tornerò a trovarvi… statene certo… ho il vostro stesso desiderio di conoscere il nome di chi ha messo fine alla vita di mio padre! { Di certo la sua voce sarà giunta alle orecchie del mannaro il quale, imperterrito, ricalca il pontile di legno per imbarcarsi nuovamente. Forse non sanno che entrambi hanno dato l’una qualcosa all’altro in questo pomeriggio, il cui sole va’ ormai spegnendosi al di sotto delle acque del lago. }



10/28/2011 9:39 PM
 
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Non capisco una cosa dal role...o forse non ho letto attentamente...Aine quindi non sa che è stato sharden....o si?
10/28/2011 11:16 PM
 
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Non so manco chi sia Sharden... in ON ovviamente!!!


Tohal Ishtuk Cavaliere del Drago d'Oro




Ogni volta che dico qualcosa di cui mi pento urlo “Non voglio perderti!” Ma in qualche modo so che non mi lascerai mai!

10/28/2011 11:25 PM
 
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Comunque.... è sempre un piacere giocare co sto omone burbero dalla faccia disegnata!!!!

E Aine... gli vuole già bene!!!!


Tohal Ishtuk Cavaliere del Drago d'Oro




Ogni volta che dico qualcosa di cui mi pento urlo “Non voglio perderti!” Ma in qualche modo so che non mi lascerai mai!

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