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[QUEST A.F.] )O( Combattiamo per Avalon! )O( (ok)Last Update: 11/1/2011 7:54 PM
10/24/2011 12:28 AM
 
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Per master EREBO

Riassunto:
La Somma Stella e la Stella del Meriggio si trovano nei Giardini Interni del Tempio per compiere un rituale, rivolto sia a Cerridwen che a Rhiannon. Entrambe chiedono, seppur con parole differenti, dove l'Armata delle Fiamme si trovi e come combatterla, con l'aiuto del pugnale e della radice bruciata trovata dall'Armata Reale e, ovviamente, con il supporto della Dea.

Commento:
Per prima cosa, devo ringraziare i Furor Gallico per l'aiuto nelle invocazioni

Ecco qualche link affinchè Erebo non impazzisca:

1.Testo del rituale
2. Scheda di Callista e Scheda di Nivienne. Ma non le conosci a memoria, ormai???
3. Raccolta dei materiali in foresta
4. Giocata in cui Griffit e Ciara trovano il pugnale
5. Griffit porta il pugnale al Tempio
6. Ciara porta la radice bruciata al Tempio

Dovrebbe essere tutto!!!



CALLISTA {.Giardini Interni.} . La notte non è giovane, il tramonto è solo un ricordo sfuggente nella mente degli Avalonesi e la parte di coloro che sono mortali, rivivranno solamente alle prime luci dell'alba. La luna sopra le due figure è calante, o per meglio dire, radiante. Gli occhi dal taglio leggermente felino della Somma Stella la cercano, nell'immensità del cielo punteggiato da cristalli e nel silenzio del Tempio. L'energia è in movimento e questo momento non è stato scelto a caso dalle due Figlie del Tempio. Una lunga veste nera scivola sulle ossa della più alta delle due, la più magra, quella che porta con sè i segni visibili di quel lungo digiuno a cui si è sottoposta per trovarsi pronta a ricevere la Saggia dentro di sè. Eppure sulla pelle sente ancora l'odore e il calore di colui che le ha donato le sue energie nel meriggio trascorso. Lo stesso che ha raccolto quel pugnale che la sua mano sinistra regge, un'arma dell'esercito delle Fiamme, con un ragno sull'impugnatura e qualche goccia di uno strano liquido violaceo, ormai seccata, sulla lama, rivolta verso terra. Innocua. E' solo un mezzo, così come lo sono quei gusci di uova di falco, l'ala della farfalla e il bozzolo. Cercati nella Foresta di Luce, abbandonati verso una nuova vita, verso la rinascita. E' questa l'emozione che riesce a condividere con la Stella al Meriggio al suo fianco. La rivincita. La rinascita. L'Isola non può vivere con quei parassiti che lentamente la stanno divorando. Lei, la Dama del Lago, sente, attraverso il contatto con i piedi nudi sul terreno, il suo lamento, il suo dolore. E non può far altro che condividerlo, come se quel pugnale fosse nel suo cuore anzichè tra le sue dita candide. La stella tinta d'oscurità che vive e sorveglia tra le bionde sopracciglia è la prima ad avvertire il potere di Cerridwen, una volta raggiunta la zona dei Suoi giardini. La sacra Torcia arde, senza mai spegnersi. E' quella la loro meta, quello il destino di una notte. Nessuna parola viene rivolta a Nivienne, non ce n'è bisogno, entrambe sanno cosa devono fare. Legata alla cinta che stringe i fianchi spigolosi della mezzelfa non c'è il sacchetto delle rune, solo l'athame dal manico nero. E due ciondoli scivolano sulla scollatura della sua veste, i doni che la Dea e il Pendragon hanno scelto per lei.

NIVIENNE { Giardini di Cerridwen } - { La luce argentea della luna solletica le due figure che, fianco a fianco, camminano nei giardini interni del Tempio. La distanza fra loro par annullarsi quando le due stoffe di diversi colori si incontrano. Nero e Rosso. Le Ombre che si fondono con le Fiamme. Pochi istanti in cui sembrano unirsi, per poi nuovamente separarsi. In una eterna lotta oppure in una eterna danza. La notte le circonda, lasciando che il manto puntellato di stelle le conduca verso la loro meta. Una meta che però non smette mai di ardere e riverbera nella Sua Fiamma. La Sacra Torcia. Quanti meriggi ha calcato quel sentiero? Quante notti si è seduta sull'erba a pregare e pensare, rincuorata dalle Sue Fiamme? Ma questa volta non è da sola, la Somma Stella la accompagna. Non si scambiano parole o si perdono in frivolezze. Finalmente è giunto il tempo di richiedere una risposta alle domande che tanto anelano. Hanno avuto una visione a Beltane. Combatteranno. E non saranno sole, l'Isola tutta sarà al loro fianco. Ed anche lui. La veste scarlatta ne cinge la figura sinuosa come una giovane betulla, così come i riccioli corvini le scendono liberi e ribelli oltre le spalle, muovendosi in una silenziosa danza, ad ogni suo passo. L'athame dal manico scarlatto le pende alla cintola sul lato destro, come ogni giorno, da quando è divenuta Sua. La stella rossa, come il sangue più scuro, marchiata a fuoco sulla sua fronte risalta sull'incarnato roseo della Fenice. La Domina s'arresta, mentre lei compierebbe ancora alcuni passi, avanzando ed avvicinandosi alla Sacra Torcia. S'alza e s'abbassa il rubino, incastonato nel ciondolo a forma di stella, in concomitanza con il suo respiro. Respiro di fuoco, respiro di rivalsa. S'arresta infine tenendo stretto nella mano sinistra il corno di cervo, al quale sono state legate alla sommità delle penne di rondine. Un dono per una risposta. O almeno, spera vivamente ch'Ea vorrà donarne alle Sue Figlie. Eppur non sarebbe quello il dono, ma la mano destra s'alzerebbe lanciando fra le Fiamme, che ardono sempiterne, il diaspro rosso. Scarlatto e grande quanto il proprio cuore. Fiamme che sembrerebbero divorarlo, come la terra assetata del sangue di coloro che la tengono in catene. Smeraldine iridi che permarrebbero intrecciate a quella visione, mentre la voce della Stella del Meriggio s'alzerebbe. Scarlatte labbra che s'aprirebbero lasciando che l'urlo della Guerriera ne esca. } Madre, Guerriera! Una volta l’Isola era verde ed era forte, ora non riusciamo più a vederne il futuro! Combattiamo per Avalon, combattiamo per le nostre acque e i nostri alberi, combattiamo finchè non sarà ritornata nostra! { Combattiamo per l'Isola Sacra! } [ritualistica della dea lv 5]

CALLISTA {.Giardini Cerridwen.} . Si arrestano i suoi piedi, fermandosi a 5 metri dalla sacra Torcia, assorbendone il calore e la forza che dona alle Sue Figlie. Lascia che sia Nivienne la prima ad avvicinarsi, la prima ad iniziare, lei, la prediletta della Giusta. Le fiamme rimandano la sua figura, ma sono le ombre che la mostrano divenire più alta, nell'illusione di fare della romana una vera guerriera. E' quella la forza che si riflette anche nel volto d'avorio della fredda mezzelfa, pronta a sciogliersi per quel fuoco, per quel desiderio di scoprire la verità, per cancellare ogni orma dell'Armata delle Fiamme. La voce della Stella fuoriesce con tutte le energie, come se esplodesse in quella richiesta verso la Madre. Sul volto della Somma Stella non c'è sorriso, non ci sono lacrime. C'è solo la concentrazione dei passi che ora si muovono verso la Torcia e del vento che soffia tra le bianche betulle. Non esiste ormai più nulla di importante, nemmeno il calore del Palazzo Reale. Si muove come se fosse un'ombra e ne ha tutto l'aspetto: la veste, la stellina e il nastro con cui ha legato i biondi riccioli sono neri e sul suo viso nemmeno il dolore riesce a traspirare [//Imperturbabilità liv.6]. Con la mano libera, la destra, slega il sacchettino di iuta legato allo stesso athame che, oltre a contenere quei resti abbandonati dagli animali, esattamente come il corno di cervo e le ali di rondine che Nivienne porta in offerta, ha con sè pezzi di quella radice bruciata che Ciara ha strappato nello stesso punto in cui il pugnale è stato raccolto. Quei segni di una morte che diventa rinascita vengono sparsi nell'erba fresca dei Giardini, formando un cerchio che includa anche la figura della rossa Stella. Le labbra della Dama del Lago si muovono con lentezza, esattamente come i suoi piedi. Non c'è fretta, perchè la Triade non ne ha. { Con oscuri nembi del cielo, il vento ci dilania. La morte ci soccombe. Ciò che è dato ora è reso. } Restituisce alla terra quello che le appartiene, sigillando quello spazio prima che ogni invocazione venga urlata, cantata o sussurrata. C'è la morte a proteggerle, ora [//Ritualistica della Dea liv.6]

NIVIENNE { Giardini di Cerridwen } - { Si riflettono negli occhi color dei prati le fiamme che danzano davanti a lei. Le labbra morbide e scarlatte serrate. Le Fiamme, il Fuoco, l'estasi della Passione e della Guerra, il Sangue dei Suoi Guerrieri. Tutto nella Fenice potrebbe ricordare Lei questa notte. Cerridwen. Come ogni notte ed in ogni attimo da quando ha giurato di servirLa fedelmente. Ma no, non è Madre. Non questa notte, ma Guerriera. Incarna l'aspetto più terribile e temibile. E' assetata di sangue. Ma non di quello dei Figli dell'Isola Sacra, ma di chi osa calpestare il suolo di Avalon e di chi mette fine alla vita della propria progenie. Chiede Giustizia questa Notte e che l'Equilibrio dell'Isola delle Mele sia ristabilito. La voce di Callista si innalza, la sente spostarsi attorno a lei, lentamente, tracciando e chiudendo quel cerchio all'interno del quale dovrebbero essere al sicuro. La distruzione del nemico, per la vita dei Suoi Figli. E non ci sono più pensieri, sguardi o sospiri per nessun'altro. Se non per Lei. Perchè se mai vi fosse altro sentimento sarebbe ormai stato coperto da spessi strati di Fiamme. Ora è con Lei ed in Lei. La brama più di ogni altra cosa. Esiste soltanto Ea (//Volontà ferrea lv. 3, Imperturbabilità lv. 5). Gambe che si fletterebbero leggermente, e la veste scarlatta si gonfierebbe leggermente al contatto con il suolo, mentre affonderebbe nella terra il corno di cervo. Permarrendo sempre all'interno del Cerchio, di quel confine che è già stato segnato, ma il più possibilmente vicino alla Sacra Torcia. Le scarlatte labbra s'aprirebbero nuovamente, mentre la voce s'innalzerebbe fendendo l'aria. } Spirito e terra in un unico suono, l’eco della battaglia scalfito dal ferro. Combatteremo a spada tratta, sognando la nostra Isola libera! Il tempo è giunto e finalmente vedremo un nuovo fuoco purificatore! { Voce che risuona alta e fiera, prima che l'eco si perda nella notta e lei si stenda a terra. I piedi rivolti verso il corno e le Fiamme, mentre allargherebbe le braccia lateralmente, quasi a sfiorare tre punti di quella circonferenza. Sguardo che si poserebbe prima sulla Sacra Torcia, ed infine si perderebbe a fissare le stelle. (//Ritualistica della Dea lv. 5)}

CALLISTA {.Giardini Cerridwen.} . Sigilla il Cerchio la Dama del Lago, chiudendone all'infuori ogni pericolo, ogni presenza, ogni pensiero che potrebbe distruggere le loro preghiere. I lembi della sua gonna danzano tra le ombre, lo diventano esse stesse, nonostante le fiamme eterne della Torcia ricadano sui suoi riccioli dorati, disegnando forme che mai avrebbe pensato di riuscire a comprendere. Ora lei sa. Sa cos'è quel dolore, quella protezione che desidera, quel sangue che vorrebbe lei stessa spargere. Altro è il compito che la Triade ha a loro affidato e di certo non meno facile. Trasportata dalla voce di Nivienne, dalla voce della Guerriera, osserva per un attimo solo quel diaspro ch'ella ha gettato nel fuoco, come se volesse assicurarsi che il suo potere, quello di difenderle, sia attivo. E poi l'ultima briciola di coscienza reale dovrebbe venir cancellata, così come la sua stessa presenza di donna mezzosangue. Cerca quel contatto con le fiamme, con la terra e con l'acqua che scorre dentro il suo corpo. [//Imperturbabilità liv.6 - Volontà ferrea +3]. Non dovrebbe essere difficile trovarlo, ma nella mano sinistra regge ancora il pugnale dell'Armata delle Fiamme, con quel grosso ragno sopra l'impugnatura. Sa qual è il suo posto, sa come utilizzarlo [//Ritualistica della Dea liv.6], portandosi nel centro del Cerchio da lei stessa tracciato. Le gambe si piegano per avvicinarsi ai corvini riccioli della rossa Stella, posando sopra il suo capo, a contatto con l'erba, l'arma. Sarà solamente quello a dividerle, mentre la sua figura tinta d'oscurità scivola lentamente sulla stessa terra, divenendo l'esatto opposto di Nivienne. La testa non avverte il contatto con la Sorella, ma solo con la fredda arma. Solamente allargando le braccia, sfiorando le mani calde della Stella, stringendole alle sue, in un'unione che par impossibile da spezzare, avvertirà la Sua forza, quell'energia che appartiene solamente alle calde fiamme della Giusta. { Che le stelle mi mostrino, tra le maree del tempo, le battaglie e i guerrieri che andranno incontro al loro destino } No, nei suoi pensieri lui ora non c'è, anche se sarà uno di quei combattenti. La vita che ha messo nelle mani della Dea, dovrebbe permetterle di estraniarsi da ogni pensiero, lasciandola concentrata solamente sulle parole che naturalmente nascono dalle sue labbra [//Volontà ferrea +3] { Che le stelle mi permettano di scorgere, tra gli antichi alberi, coloro che vogliono distruggere la nostra terra. Che le stelle mi permettano di comprendere, tra le fiamme ardenti, i loro poteri! } I suoi occhi, sbiaditi al servizio dell'Oscura, fissano le stelle sopra di loro, cercandone una risposta [//Ritualistica della Dea liv.6]

NIVIENNE { Giardini di Cerridwen } - { E se vi fosse quel tiepido venticello primaverile che solitamente giocherella con le sue ciocche corvine, questa volta non se ne avvedrebbe. Permarrebbe immobile la Fenice. Lo sguardo fisso a ricercar le stelle, forse senza vederle realmente. Ora che la razionalità per le piccole cose fosse stata abbandonata. Abbandonandosi ad Ea. A quel potere, a quell'energia, che par risalire dalla terra e lambirle le vesti e le carni, tirandole fors'anche ogni singolo boccolo. (//Volontà ferrea lv. 3, Imperturbabilità lv. 5). Un tocco, forse più d'uno da parte della Dama del Lago quando andrà ad intrecciar le sue dita nivee a quelle rosse della Stella del Meriggio. Un'unione. Fra colei che riflette ogni Colore, ogni Speranza, ogni Passione, ogni Dolore e chi invece manifesta soltanto il calore delle Fiamme della Giusta. E si abbandonerebbe a quel contatto, lasciando forse che Callista assorba ogni stilla di quell'ardore impossibile da incatenare. Solo quell'arma a dividerle. Lascerebbe così che ogni percezione del mondo s'arresti per lasciarsi guidare da Ea. (//Ritualistica della Dea lv. 5). Inizierebbe così a batter a terra, con un ritmo cadenzato, quell'intreccio di Fuoco. Un ritmo simile al rullo dei tamburi prima che i Guerrieri scendano in campo. Un inno alla Guerriera. E se così fosse, la stella scarlatta marchiata sulla sua fronte incomincerebbe a rilucere del colore del Fuoco più puro (//Luce di Stella lv. 5). Stille di Fiamme che si riverserebbero fuori da lei, mentre le labbra morbide e scarlatte s'aprirebbero nuovamente. } Madre, Guerriera! { Voce che fenderebbe l'aria. } Nel cerchio magico ci incontriamo, sento il respiro dell’infinita spirale. { Che risuonerebbe morbida e vellutata. } Fai di me la tua arma, mostrami l’Isola come l’ho conosciuta, mostrami i passaggi oscuri per raggiungere le sue ferite, mostrami il sangue che si unisce alla terra e il fuoco che dà il proprio nome alle rocce! { Che s'innalzerebbe alta e fiera. Estatica. }

CALLISTA {.Giardini di Cerridwen.} . Così come ormai è impossibile distruggere quell'intreccio di dita, quel fuoco che si unisce a ciò che la Somma Stella rappresenta, nella Triplice forma da Lei assunta, allo stesso modo è impossibile non lasciarsi contagiare da quel battere ritmato di pugni sulla terra. Come se volessero richiamare il sangue di quella terra, raggiungendone il cuore, per stabilizzarsi sulla sua stessa musica. E' un suono che gradevole raggiunge le orecchie appuntite della Dama del Lago, con gli occhi fissi in quel cielo che par eterno, nella speranza di riuscire a cogliere delle risposte tra quelle stelle [//Potere della Stella liv.6]. Solo il contatto con la sorella le impedisce di perdersi in quell'infinito, lasciandola ancorata alla terra, nel Cerchio che l'Isola le ha donato, tramite la natura. E la Sua presenza, che ora potrebbe diventare tangibile, illuminando la sua candida fronte d'ogni tonalità conosciuta, nella più splendente e allo stesso tempo più oscura delle luci [//Luce di stella liv.6], le permetterebbe di rimanere concentrata, di comprendere appieno il lavoro che stanno compiendo [// Volontà ferrea +3 - Imperturbabilità liv.6] { Con i tamburi giungono i corvi } E' stranamente pacata la sua voce, bassa e lenta. Come se li vedesse realmente quei neri volatili sopra di lei, quei messaggeri da cui ha preso la voce { Fanciulla vestita di nero che avanzi nel campo di battaglia, apri le tue ali, gli alberi e la terra sono pronti a raccontare la nostra battaglia! Lascia che io possa scorgere, tra le tue oscure piume nei tuoi occhi ciechi, l’arma per affrontarli e sconfiggerli! } Incalzano le sue parole e non esiste più la calma nel suo animo. Si fa incalzante la sua voce, seguendo il ritmo di quei tamburi invisibili sui quali le loro mani stanno battendo [//Ritualistica della Dea liv.6]

NIVIENNE { Giardini di Cerridwen } - { Le vesti rosse che paion esser risucchiate dalla terra, mentre i riccioli corvini sparsi sull'erba ne circondano la figura. Quasi come se l'erba stessa si stesse intrecciando a quel groviglio battagliero di boccoli. Ed è quello che lei percepisce. No. Non percepisce tutto ciò che potrebbe provar Callista. Ma solo la sofferenza per quell'Isola che deve difendere. Quella terra che s'apre e dalle quali ferite esce sangue impossibile da cancellare. Un nuovo intreccio, un nuovo riverbero. Al quale si artiglierebbe per mantenere appieno la concentrazione che ha ricercato e fors'anche infine trovato (//Volontà ferrea lv. 3, Imperturbabilità lv. 5). La voce di Callista la raggiungerebbe, una tonalità differente dalla sua. Voce atona che parla di corvi. Corvi che spera si innalzino e banchettino dei corpi di coloro che hanno messo in ginocchio la Sua Terra. Spera che Cerridwen farà Giustizia e che infine Arianrhod purifichi ogni pianta, ogni arbusto, ogni singolo granello di terra che compone l'Isola Sacra. L'unione che potrebbe portare alla salvezza. Batte il cuore della Fenice, lasciando che risponda al ritmo di quell'intreccio che >>
NIVIENNE continua a battere sulla Sua Terra. E quando la voce della Domina cesserebbe, le sue labbra si riaprirebbero. In un'eterna danza Passionale e Guerriera. } Io sono la Tua Arma, il Tuo Fuoco, il Tuo Sangue! { Le Fiamme la cingono, la divorano la bramano. E' sempre stata Sua. } Dammi la Forza che allontana ogni Ombra, dammi la Giustizia del tuo Alito ed il Cuore della Guerriera! { Il tono che risuonerebbe nuovamente orgoglioso, alto e fiero. Mentre la stella scarlatta sulla sua fronte continuerebbe a rilucere delle tonalità rossastre e pure del fuoco. (//Luce di Stella lv. 5, Ritualistica della Dea lv. 5) }

CALLISTA {.Giardini Cerridwen.} . Non c'è più distinzione tra lei e la Stella del Meriggio. Le parole che ognuna di loro pronuncia con sempre maggior trasporto, sono differenti, ma chiedono la stessa cosa. Si fondono insieme, così come fa il cielo con la terra, così come fanno le luci che pulsano dalle loro stelle [//Luce di stella liv.6], che dovrebbero riuscire a colmare il suo cuore, una volta gelido come le nevi, di ogni Sua carezza, che sia dolce, battagliera oppure terribile. Ed è così naturale stendersi tra le Sue braccia, abbandonare la terra che la sostiene per divenire Lei, lasciandosi cullare da una voce che sa essere tanto amorevole quanto dolorosa [//Volontà ferra +3 - Imperturbabilità liv.6]. Null'altro dovrebbe riuscir a percepire, non la vita della notte, non il vento che scivola tra quei boccoli di colori opposti. Si costringe ad abbandonare l'intreccio di dita con la rossa Stella, per terminare questo rituale; entrambe le braccia vengono quindi alzate, la seta nera scivola lungo i gomiti, rivelando il chiarore perlaceo della sua pelle, nei riflessi della luna. Si spingono all'indietro le mani, nel tentativo di riprendere il pugnale che giace là ove le due teste finiscono per sfiorarsi, con una piccola spinta da parte della Somma Stella. L'arma del nemico viene innalzata verso il cielo, verso le stelle, verso il manto d'oscurità che la sovrasta, nella continua richiesta dell'apertura di quel Velo, della possibilità di possedere la Sua saggezza [//Potere della Stella liv.6]. Ed è così che la sua voce nuovamente tuona, roca ma forte come la roccia { Che gli Spiriti degli Antichi mi mostrino la via, Fanciulla, Madre e Anziana, sciogli le catene che impediscono ai miei occhi di vedere oltre! } [//Ritualistica della Dea liv.6]


11/1/2011 7:54 PM
 
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Mi sono piaciuti moltissimo i riferimenti precisi a minerali e oggetti usati con le specifiche. Sono sicuramente utili ai master per capire che tutto non è scenografico ma pieno di significati. E' un buon sistema anche per vedere cosa viene focalizzato e cosa magari si tralascia nella "richiesta".

Vado a indicare cosa avviene:



"Dall'inizio dell'invocazione il pugnale viene irradiato da una luce violacea e malsana, che corre solo lungo la lama e come una sorta di pellicola.

Quando il rituale delle sacerdotesse finisce l'unica cosa che si muove è la luce viola che divenuta liquido si riversa dal pugnale come un rigetto. Cade in terra e tutto ciò che tocca muore, dall'erba ai fiori, finanche a un alberello appena spuntato lì nei pressi.

Nella visione che va a iniziare o forse è già iniziata, mani scure toccano il pugnale e lo ungono di uno strano liquido incolore,ma che sembra penetrare dentro l'acciaio della lama.

Cordigliera, un luogo aspro ma del quale si vede solo un pezzo, abbastanza per capire più o meno la zona ma non sufficiente per sapere di preciso dove. Un uomo, Fasangaard, viene condotto dentro. Una roccia si apre d'incanto a mò di passaggio ma è il corpo del druido a coprire alle Sacerdotesse la visuale sulla combinazione magica, paradossalmente.

Un duello. Drow dalla pelle castana contro alcuni viandanti sulla china, non appena la loro pelle viene aperta dalle ferite del pugnale questi iniziano ad agonizzare, i margini delle ferite si scuriscono e in meno dei secondi necessari a dire "cordigliera draconica" spirano.
Un uomo, umano in apparenza emerge da una roccia che si sposta per incanto ma aperta da dentro. Sembra contrariato per quella morte 'inutile' e con un colpo sbatte giù dalla rupe il drow che stringeva il pugnale,volano giù entrambi, il pugnale cade lontano dal corpo. L'erba che tocca muore.
Un altro elfo oscuro esce da dietro la roccia, lo riconoscono come Sayler, fissa con rancore l'uomo che ha ucciso il consimile. Entrambi portano il simbolo di una fiamma sul petto.

Fasangaard emerge spossato da dietro la roccia, liberato da Sayler, anche stavolta questa viene aperta dall'interno. Fasangaard lascia quel luogo e sui suoi passi si perde la visione. Che ne sia o meno la chiave."


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