Mercoledì 24 e Giovedì 25 Agosto
Sergio sapeva che in questa mia estate con alti e bassi, non avrei sfruttato appieno i giorni di ferie (sono andata via solo una settimana, che appena riesco vi racconterò), è così che mi ha proposto di passare due giorni nella sua casa di Godiasco: vitto e alloggio pagato, auto-navetta gratuita dalla stazione con trasporto bagagli, più pedalate organizzate. Potevo rifiutare?
Dopo l'arrivo alla stazione di Tortona ed il breve trasferimento in auto a casa, dove troviamo
Flavio e
Matteo ad aspettarci, siamo tutti e quattro pronti per partire in bici.
Sergio mi dice subito che il giro di oggi, per la presenza dei ragazzi, non sarà particolarmente impegnativo, mentre per domani ha in mente un programma più bellicoso.
Il mio pensiero corre tra due giorni, al giro da 150 Km. e 3300 m. di dislivello già programmato con
Nicko -
questo! - e la prospettiva di queste pedalate consecutive, non mi lascia del tutto tranquilla: a ragione!
Partiamo da Godiasco in direzione Varzi, la giornata è splendida e non troppo calda. Noto subito che
Flavio ha guadagnato qualche centimetro di statura, sta molto meglio in sella. Dopo i primi chilometri un po' più trafficati, deviamo dalla strada principale.
Sergio mi annuncia che stiamo per abbordare una delle salite simbolo dei ciclisti locali: il Castello di Oramala, con pendenze cattive nel tratto finale. "Se la fa fare ai ragazzi, non sarà impossibile" penso. Sbagliato. E' solo grazie al mio fido 33/30 che riesco a "domare" la punta massima del 20%,
Matteo stabilmente davanti a me.
Sergio dice che è la forza dei suoi 16 anni, ma non è solo questo: ci vuole la testa, la voglia di soffrire, di provarci: una salita che sfodera le pendenze più dure nel finale non la domi con la sparata estemporanea, devi "ragionarla", non basta avere la forza, bisogna saperla tirare fuori al momento giusto, e tutto questo
Matteo ce l'ha. Quando la salita spiana prima dell'ultimo gradone, lascio andare
Matteo e aspetto
Sergio e l'incredibile
Flavio, che non è da meno del fratello.
Ed ecco all'opera i due fratelli
La mano del fotografo è quella che è
, ma vado molto fiera della foto insieme ai due campioncini!
Panorama di... (?)
Dopo la sosta panino, condita da diverse chiacchiere, costeggiamo il Lago di Trebecco e torniamo a salire, questa volta lungo i tornanti del cosiddetto "Piccolo Stelvio": il paesaggio dei colli pavesi inizia ad essermi familiare, dopo i giri fatti con
Sergio e con
Pedra, anche se fatico sempre un po' ad orientarmi in questo infinito inseguirsi di colline. Dopo esserci fermati ad una inconsueta fontana che a seconda del pulsante premuto eroga a richiesta acqua naturale o frizzante (e perché non Coca Cola, già che ci siamo?

), ci avviamo a chiudere l'anello per arrivare alla casa in collina di
Sergio.
Il Lago di Trebecco, poco prima eravamo laggiù
Il paesaggio collinare dell'Oltrepò Pavese
Fontana con acqua a richiesta, quando me l'hanno detto pensavo fosse uno scherzo
Zavattarello e il suo castello
Sergio sembra non aver neanche iniziato la pedalata,
Matteo e
Flavio sono ancora belli pimpanti, forse (e senza forse) la più stanca sono proprio io, già questa mattina ero partita molto contratta e il mio pensiero va al giro di domani (se questa, secondo
Sergio, doveva essere la sgambata preparatoria, che avrà in serbo per me?!?) e a quello "bomba" di venerdì con
Nicko. Arriviamo ad un bivio,
Sergio mi dice: "qui c'è la direttissima per arrivare a casa nostra, vedi quel taglio verticale lassù nel bosco che passa da quella casa bianca? Bene, quella è la strada. Vuoi fare questa o l'altra, che conosci già?". Neanche il tempo di decidere se ascoltare la voce della "prudenza" (vai per la normale, pensa a domani e dopo) o quella dell'orgoglio (non vorrai tirarti indietro, vero?) che
Matteo innesta il rapportino e sale. Tutti dietro. Dopo un primo tratto aggredibile, la salita sfodera una rampa micidiale, che
Matteo mi anticipa nella descrizione metro per metro, un grande aiuto. Lo ammetto, non ho mollato perché avevo lui davanti e sapevo (speravo!) che il tratto non ero lunghissimo. Poco dopo arriva
Flavio, scortato da
Sergio: altro che gli Schleck, meglio, molto meglio i
Casellato Brothers!!!
"Io non ci vengo più con voi" gli dico, e loro si mettono a ridere.
Così finisce la prima giornata, ma solo quella sui pedali, perché la serata passata come loro ospite, calata nelle loro abitudini e nel loro calore familiare è qualcosa che resterà tra i ricordi più belli di questa estate.
Distanza: Km. 81,81
Dislivello: m. 1584
Media: 17,35 Km./h
(P.S.: Spero di aver azzeccato la sequenza delle località,
Sergio non mi ha ancora passato il link del giro, forse l'ha fatto apposta per vedere se.... ho studiato geografia!)
Fine prima parte.
[Edited by grigua 8/30/2011 11:52 PM]
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Un'emozione in più è terra conquistata,
non possiamo chiedere certezze a questa vita (R.Z.)
E' il tempo, sai, che ci misura,
che ci fa uomini o soltanto frenesia (R.Z.)