Tappa 6: sabato 30 Luglio (Crostis!!!)
Se lo Zoncolan è sempre lo Zoncolan, il Crostis è, senza dubbio, di un altro livello! Superiore, ovviamente! Finalmente, dopo che già nel 2009 avevo cercato di inserirlo a margine del nostro giro estivo dolomitico, quest’anno ho piegato le resistenze dei miei soci e sabato 30 Luglio siamo saliti alla strada asfaltata più alta dell’intero Friuli Venezia Giulia. Meglio sorvolare sul fatto che, per convincere i miei soci “pantofolai-gazzettiani”, sia servito l’inserimento nel percorso del Giro d’Italia e, quindi, tutta la pubblicità connessa… Nonostante le mille rassicurazioni, qualche borbotto sul tratto in sterrato c’è stato fino alla mattina, addirittura da parte dell’unico munito di MTB… Sì, proprio Mangio, quello che sono anni che stresso con il Sommeiller.
Per questo appuntamento tanto atteso possiamo contare anche sulla compagnia di Mirko, che sfrutta un viaggio in Carnia dei suoi genitori per aggregarsi e conquistare finalmente anche lui questa salita di tutto rispetto. Se fin dal lunedì mattina avevo capito che il Manghen sarebbe rimasto in testa alle classifica per difficoltà delle salite affrontate, il Crostis si può certo inserire al secondo posto, dato che ha 1450 m circa di dislivello. Lo Zoncolan non è difficile, ne è una prova Mangio che arriva tranquillissimo forte del suo rapportino: è faticoso e duro muscolarmente, ma credo che anche i vari passaggi dei professionisti abbiano dimostrato come siano altre le salite che fanno la vera selezione. E il Crostis è così, una salita lunga e costante, dove chi ne ha può scavare solchi di minuti e minuti. Ma oggi non si spinge, si vuole solo salire e gustarsi la salita.
Arrivato Mirko al nostro albergo, partiamo attorno alle 9 verso Comeglians, che raggiungiamo rapidamente. Si potrebbe far partire la salita prima del paese, quando con una prima rampa attorno al 9% si stacca sulla destra del fondovalle la strada per Comeglians e Ravascletto, ma c’è poi il “centro” pianeggiante. Nemmeno prendere come riferimento il bivio che si stacca a sinistra per Mieli – Tualis – Monte Crostis credo sia la soluzione adatta, perché dopo le due brevissime gallerie c’è piano e persino una discesina. Io ho fatto partire il tempo dal cartello dell’organizzazione del Giro d’Italia, che credo lasceranno sempre, che man mano ci aggiorneranno su distanza alla meta, quota e pendenza del prossimo Km, in stile Alpi francesi) che recitava 14,1 Km (se non erro), in sostanza dove si inizia veramente a salire dopo una sorta di ponticello (dovremmo essere a quota 565 m). Attenzione: l’altimetria su salite.ch non è corretta! La salita arriva ben più in alto dei 1934 indicati: il cartello in cima, collocato dall’organizzazione del Giro d’Italia, recita 1982 m e forse ci sono pure 4m in più. La rilevazione del sito, probabilmente, è “schiacciata”, anche come quote iniziali (sebbene lì di pochi metri). Dovremmo essere, con una certa precisione, attorno ai 1420 m di dislivello di salita (dal punto che ho indicato).
Io e Mirko, da buoni membri del Forum dello Scalatore, in salita pedaliamo con maggiore facilità degli altri e ci avvantaggiamo, pur tenendo sempre un ritmo abbastanza tranquillo e regolare, chiacchierando praticamente per tutta la salita. Di paesaggi non ce ne sono fino quasi in cima: si è costantemente immersi in un bel bosco, che di certo aiuta nei giorni più caldi, su una strada di certo non ampissima ma nemmeno stretta, con molti tratti di asfalto nuovo perfetto. Basta dare un’occhiata all’altimetria per farsi un’idea di cosa ci attende: quasi 14 Km praticamente costanti al 9-10% di pendenza media, dove spesso è frutto di un succedersi di rampe all’11% e qualche momento di respiro. La salita non è mai terribile, specie se impostata ad un ritmo non eccessivo, e si riesce a godersela: questa sì che è una vera salita! A dare qualche riferimento ci pensano i cartelli “del Giro d’Italia”, collocati in realtà in un modo un po’ misterioso: prima ogni Km, poi a certe quote “notevoli” e tonde, poi a frazioni di Km, infine, negli ultimi 2,5 Km, cartelli collocati in modo sbagliato (mezzi chilometri che durano 900m e quote palesemente sbagliate). In ogni caso, questi cartelli aiutano e confortano, per quanto scandiscano lentamente il cammino.
Le mie gambe, specie dopo un po’ di salita, stanno molto bene e pedalo con una certa facilità. Gli ultimi tre chilometri circa, però, non scherzano affatto: si è ormai completamente usciti dal bosco e si vede, sulla destra, buona parte della Panoramica delle Vette. Arriva qualche tornantino stretto, la strada è leggermente più sporca e ci si inerpica anche attorno al 15% per qualche tratto. Notevoli soprattutto due tornanti verso destra, estremamente panoramici verso nord-ovest e dove mi sbizzarrisco in acrobazie varie per fare foto in movimento (mi chiedo ancora come abbia fatto a non ribaltarmi…):
Nei tratti più ripidi aumento un po’ l’andatura, di necessità, dato che devo ricorrere al 28 e bisogna spingere a fondo sui pedali per non piantarsi. Guadagno qualche metro su Mirko, ma poi appena le pendenze mollano un attimo lo riaspetto, facendogli anche un paio di foto. Questo è lo scenario, quasi sospeso nel vuoto (alla nostra sinistra rispetto alla direzione degli ultimi chilometri avremo quasi costantemente un salto notevole rispetto alla vallata di Forni Avoltri). Queste sono altre rampe cattivelle:
Arriviamo così all’ultimo drittone cattivo, poi iniziamo a piegare lentamente verso destra, puntando la conca finale, e la pendenza molla leggermente fino alla cima:
Termino la salita in 1:22:14 h, soddisfatto e guardandomi costantemente in giro. Il referto del cardio confermerà le buone sensazioni: solamente 155 la FC media della salita! Pochissimo dopo arriva Mirko, anche lui entusiasta della salita: non scherza proprio!
Dopo un po’ arriva Cadel, piuttosto lanciato: ha atteso per un buon tratto gli altri due, allungando nella seconda parte. Nell’ordine arrivano poi Fabian, che ci regala una volata finale col rapportone, e staccato nettamente Mangio, che millanta dei fastidi al ginocchio e inizia a tartassare sullo sterrato.
Dopo varie foto, ci avviamo lentamente lungo la Panoramica… I miei soci son piuttosto paralizzati: ok non essere alpinisti e non essere avvezzi a sterrati e sentieri, ma avere così tanta fifa da stare incollati al lato opposto al “precipizio” (quale poi?! Io non ne ho visto nemmeno uno di vero precipizio…) era un qualcosa di esagerato. In realtà la strada è molto bella, larga e per lo più pianeggiante, quindi la velocità è sempre contenuta. Hanno collocato un sacco di reti, per lo più inutili tra l’altro, e qualcuno era divelta. Lo stato dello sterrato, a parer mio, era ottimo! Se pensiamo che quando doveva passare il Giro d’Italia l’avevano messo a puntino, che nel frattempo è piovuto e nevicato parecchio, che son passate tante moto (che scavano notevolmente questo fondo), direi che le poche buchette viste sono belle e che spiegate. Rischio di foratura praticamente nullo, pericoli veri non ce ne sono. Insomma, fattibilissimo per tutti in bdc!
Dato che sicuramente sarete curiosi, inserisco numerose foto della Panoramica delle Vette. Purtroppo la giornata non era perfetta e quindi, tra foschie e nuvole, il panorama non era al top, ma l’ambiente è molto suggestivo, sembra di essere molto più alti di quanto in realtà si è e lo sterrato dà quel tocco di divertimento ulteriore.
Questo è il primissimo pezzo di discesa, fotografato dalla cima: praticamente fino al limite destro della foto è tutto asfalto, per circa 500m.
Inizia quindi lo sterrato, con qualche leggero su e giù e qualche curva, mai pericolosa. Questo è il primo tratto, dove si intravedono le reti azzurre in un paio di semicurve.
Come avrete capito, nel primo Km si percorre la conca fino ad arrivare al lato opposto rispetto a quello di salita, iniziando poi a spostarsi lievemente verso nord-est. Questa, infatti, la vista verso la cima dopo circa 1 Km di “discesa” (ma la discesa vera inizierà solo 7,5 Km dopo la vetta):
E verso la nostra direzione di marcia! (notate lo sterrato: non ci saranno praticamente mai pietre più grosse di 2-3 cm, è quasi tutta ghiaietta piccola e terra)
Qui siamo ormai oltre la metà della Panoramica e questo è quanto ci siamo lasciati alle spalle:
Un dettaglio sulle reti collocate a bordo strada. Qui mi sono ancora rivolto alle spalle del cammino. Attenti a quel piccolo canalino contro-monte, se mai aveste anche voi l’idea folle di fare il pelo a quel lato…
Mentre mi diverto come un bambino a spingere un po’, specie non appena la strada sale leggermente, e mi immagino che figata sarebbe fare la Roubaix, indietro c’è Mangio andato completamente alla deriva. Ha spinto addirittura la bici a mano in un tratto, no comment…
Qui siamo praticamente alla fine dello sterrato, all’ultima curva verso sinistra. Se non avete fretta e vi piace guardarvi in giro, non dimenticatevi di guardavi ancora una volta alle spalle:
Dopo esattamente 7,5 Km dalla vetta, di cui 7 di sterrato, torna l’asfalto, si ha un tornante verso destra e inizia la discesa verso la Sella Valcalda.
Una discesa normalissima! Zero pericoli, giusto la strada piuttosto stretta (ma ho visto ben di peggio) e a tratti con asfalto molto granuloso, vecchio e sporco di ghiaia (alternati però a tratti con asfalto nuovissimo e liscio come un biliardo). Anche qui hanno collocato qualche rete in alto e molti parapetti, che stanno tra l’altro ancora aggiungendo. Bisogna stare attenti nei tratti più rovinati, ma la discesa nei tratti lisci è spettacolare!! Tecnica ma non eccessivamente, ha anche qualche bel tratto veloce e qualche semicurva da affrontare in piena velocità, man mano che attraverso il bosco ci si avvicina alla fine. Ecco, un piccolo problema potrebbe essere incrociare delle auto in senso opposto, ma non è che il traffico sia molto intenso… Ahah! Consiglio, comunque, di evitare magari di scendere la mattina presto, o, nel caso, fate un po’ più di attenzione.
Dopo aver atteso un quarto d’ora Mangio alla fine dello sterrato (e sì che c’eravamo fermati altre 2-3 volte prima…), dovremo attendere un po’ anche alla Sella Valcalda, dove arriverà piuttosto stravolto e molto lamentoso: se mai avevamo dei dubbi, abbiamo tastato con mano il suo spirito avventuroso. Anche se, pare, nemmeno tutti gli altri hanno apprezzato molto.
Salutiamo Mirko, che deve avviarsi verso Tolmezzo, e ci rituffiamo lungo la fantastica discesa verso Comeglians, dove non raggiungo i 71,8 Km/h del giorno prima (mi fermo a 69,8) ma riesco a non farmi recuperare da Fabian: sì sì, lentamente sto migliorando come discesista! Ripetiamo il pranzo rapido del giorno prima e pure l’arrivo in volata ad Entrampo, dove nuovamente Fabian fa valere i suoi cavalli (e la sua massa per accelerazione). Ma è tempo di partire, un po’ mesti, verso casa… Per oggi 43,43 Km e 1781 m di dislivello: numeri modesti, ma di alta qualità paesaggistica e d’avventura. Il Crostis m’è proprio piaciuto!
Termino la vacanza con qualche sassolino nelle scarpe ancora da togliere, rimandato ad anni venturi, ma con un buon bottino in saccoccia, per quanto effettivamente di chilometri ne abbiamo fatti pochi. Ma purtroppo l’allenamento complessivo era tutt’altro che ideale e fare più di così era difficile, specie con il meteo non troppo clemente dei primi giorni. In ogni caso, 373,42 Km e 11235 m di dislivello (10 GPM più mezzo, la Forcella Aurine) non si buttano via!!
Giorgio