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5/25/2011 3:41 PM | |
Peccato, questa città.
Gli inverni così umidi,
così violente le estati.
Pochi alberi dalle chiome ampie.
Un male, i miei capelli tagliati.
Fossero abbastanza lunghi
sarebbero radici aeree, per esempio,
potrei trafiggere nuvole.
I piedi nudi a terra,
una pia illusione di stabilità.
Invece ecco i lapilli
sotto il manto, brutali,
pietre che schiantano i vetri.
Stiamo in città senza stagioni miti.
“L’oscenità è l’eccesso del visibile” J.Baudrillard
Se qualcuno mi chiedesse: "che cosa ami di più?" direi senz'altro: la mia solitudine. E comunque se mi chiedesse quello che detesto di più, direi lo stesso: la mia solitudine.
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5/25/2011 8:37 PM | |
è davvero difficile trovare un equilibrio, un punto d'intesa con la città e noi stessi.
bella poesia, Cara.
Anna
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5/25/2011 9:07 PM | |
piaciuta e apprezzata, soprattutto perché il discorso allarga il suo orizzonte alla situazione attuale così contorta e conflittuale, ed è difficile non aderire allo spirito che la percorre, di rammarico e di sconforto.
bellissime immagini, i capelli che potrebbero essere radici aeree e bucare le nuvole.
la bellezza diffusa nei versi trova il suo punto più alto nell'ultimo verso: stiamo in città senza stagioni miti.
bella perché appunto suggerisce collegamenti con la situazione che attraversa milano in questi giorni. |
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5/26/2011 9:32 AM | |
Buona prova Cara.
"Il poeta è puro acciaio, duro come una selce" Novalis
No Copyright: copia, remixa, diffondi.
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5/26/2011 6:03 PM | |
Intensa al punto giusto, trovo immagini scultoree, forti e sintetiche, e metafore di pari livello. Equilibrio di dolcezza e incisività, legame senso-fonetica secondo i passaggi. Riporto come esempio:
I piedi nudi a terra,
una pia illusione di stabilità.(1) (qui cambio anche fonetico)
Invece ecco i lapilli
sotto il manto, brutali,
pietre che schiantano i vetri.(2)
E l'endecasillabo canonico di 4^-8^, riassuntivo in chiusa "Stiamo in città senza stagioni miti".
Molto bella
[Edited by fabio9 5/26/2011 6:06 PM] |
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5/27/2011 8:46 PM | |
Analizzata perfettamente da Paolo e Fabio; a me non resta che applaudire l'estrema cura di questa tua elegantissima poesia.
ciao
susy |
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5/28/2011 7:15 AM | |
Ottima, non c'è che dire
Complimenti, Cara
jo |
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5/29/2011 6:06 PM | |
Bella lettura.
V. In nome del buon gusto la società sopprime qualsiasi tentativo inusuale.
J. Renoir |
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5/31/2011 5:31 PM | |
condivido pienamente i commenti precedenti
era tanto che non ti leggevo, spero che tu ti senta presto ancora così ispirata
un bacio Nina
"Ogni cavallo ha il suo modello di battaglia"
Alda Merini |
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5/31/2011 10:02 PM | |
è proprio bella Cara, ma tanto tanto
Stiamo in città senza stagioni miti.
Marilena
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6/2/2011 1:18 AM | |
Quelle "radici aeree", perdonami il gioco di parole, ma mi sembrano un poco tirate per i capelli. Per il resto sviluppi in modo semplice e pacato (forse poco chiaro?) una traccia che potrebbe aprirsi a molteplici interpretazioni come vedo dai commenti.
Davvero si riferisce anche al Pisapia vs. Moratti come ha scritto qualcuno?..perchè a me sembra qualche cosa di più personale..
Saluti.
s. |
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6/2/2011 3:19 PM | |
Grazie a tutti per i commenti e apprezzamenti.
Skorpio: no, non si riferisce necessariamente ad una situazione politica precisa, o ad un momento che Milano ha attraversato in maggio, ma alla mentalità milanese in generale. Se una volta era pacata e laboriosa, adesso mi sembra di cogliere sepre più arrivista. E' come se la "città senza stagioni miti" avesse influenzato il carattere dei suoi abitanti. Mi sono ispirata ad un vecchio saggio di Ortega y Gasset su come il clima influenzi il carattere dei popoli.
un besito
Cara
“L’oscenità è l’eccesso del visibile” J.Baudrillard
Se qualcuno mi chiedesse: "che cosa ami di più?" direi senz'altro: la mia solitudine. E comunque se mi chiedesse quello che detesto di più, direi lo stesso: la mia solitudine.
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6/2/2011 9:31 PM | |
Invece ecco i lapilli
sotto il manto, brutali,
pietre che schiantano i vetri.
Stiamo in città senza stagioni miti.
...un dipinto delle stagioni che cambiano anche dentro di noi...
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