COMPOSIZIONE DELL’ESERCITO ABBASSIDE
L’arrivo degli Abbassidi segnò una rottura radicale con le strategia e l’organizzazione del periodo omayyade. La stessa famiglia Omayyade fu privata delle cariche e molti membri assassinati o costretti all’esilio. Gli Abbassidi erano decisi a mostrare che il loro reggime era del tutto diverso: appartenevano alla casata del Profeta, erano i vendicatori di al-Husayn e di tutti gli altri martiri alidi, e il loro dominio avrebbe aperto le porte a un’era di giustizia davvero islamica.
Il primo periodo abbasside vede il sorgere di una classe di comandanti professionali, o quwwad (singolare qa’id). Il termine significa semplicemente capo. Erano soldati di professione, la cui unica entrata era lo stipendio, non erano difatti grandi proprietari terrieri e in genere non venivano reclutati fra gli aspra, l’antica aristocrazia tribale.
La nomina era resa evidente dalla assegnazione di una bandiera, la liwa e l’alam come segno di comando (i termini indicano entrambi stendardo, ma la liwa molto probabilmente indicava una nomina militare e alam o rayat invece indica l’emblema di un gruppo di parenti o anche l’emblema personale).
I quwwad di grado superiore provenivano da un numero limitato di famiglie, le quali avevano dovevano la posizione al ruolo che i loro capostipiti avevano svolto nella rivoluzione abbasside.
La diwan al-jund era il consiglio militare preposto al pagamento dei salari che assunse nel corso del tempo sempre maggiore importanza, decidendo così le cariche dei comandanti e il cui controllo divenne essenziale per garantire la stabilità del califfato (chi può permettersi di pagare i soldati, viene sempre eletto!).
L’esercito era diviso tipicamente in quattro gruppi o ceppi culturali(aqsam):
-la khurasania: indica gli originari sostenitori degli Abbassidi e sono originari del Khurasan e della Transoxiana, sono i naqib degli abbassidi, cioè i capi originari del movimento abbasside nella sua fase clandestina e i loro figli. Con gli abbassidi l’ahl al –Sham viene sostituita dall’ahl Khurasan che diviene la principale forza del califfato.
Erano un corpo di cavalleria pesante, muniti di armature(tajafif) e altre corazze di metallo e feltro, armati di foderi ricurvi, mazze (kafirkubat) e asce (tabarzinat). Si vantano dei loro terrificanti tamburi e dei loro enormi stendardi. Si allenano con sport come balzare al volo a cavallo o infilzare uccelli sulla punta della lancia o il birjas (quintana o bersaglio ondeggiante su un palo) in modo da poter eseguire manovre complesse come il karr ba’al-far, ossia compiere un inversione per attaccare dopo una fuga simulata.
-gli abna: sono ciò che rimane dell’ahl al-Sham, l’esercito siriano, che era stato pilastro del potere omayyade. Soppiantati dalla khurasania prima e poi dai turchi, questi uomini combattevano a cavallo usando spade corte, però si pone l’accento anche sulla loro importanza come fanteria con lunghe lance. Vantano l’abilità nell’arrampicarsi e irrompere entro le mura cittadine, e soprattutto sono abili nei combattimenti strada per strada, alle porte dei khandaq, nei vicoli (aziqqa) nei mercati e nei villaggi. Vennero poi divisi in due distinte unità, la jund e la shakiriya.
-i turchi e i fergani: “i turchi divennero i loro eserciti a causa della loro superiorità su tutte le altre razze per ardimento, audacia, coraggio ed intrepidezza. I nobili (dahaqin) della Transoxiana erano i loro (dei califfi) ufficiali (quwwad), il loro seguito (hawashi) e i loro servitori scelti, grazie all’attenzione che dimostravano durante il servizio, alla’ubbidienza e al bell’aspetto in uniforme. Così costituivano il seguito dei califfi, erano i loro fidi assistenti e i capi dei loro eserciti, come i turchi e i fergani, che formavano la guardia di palazzo (shihna).
Molti dei turchi erano catturati o acquistati come schiavi, molte volte poi liberati e così chiamati mawali o abid. Viene anche usato il termine ghilman (singolare ghulam), che significa paggio o giovane, attribuito ai soldati turchi che facevano parte del seguito di qualche comandante. Erano chiamati mawali non in senso di schiavi ma in riferimento che erano liberi legati pero ancora al califfo da vincoli di wala. Il fatto poi che ricevessero paghe in contanti in cambio dei loro servigi suggerisce che fossero stati liberati.
I turchi portarono poi con sé una figura militare radicalmente nuova: l’arciere a cavallo.
Vengo spesso poi menzionati i fergani, i quali condividevano con i turchi un diwan e sono definiti ajam, il che può significare che non erano mussulmani. Il principato di Fergana era situato nella valle omonima tra Uzbekistan e Tagikistan. Fergani e turchi erano spesso raggruppati assieme e almeno alcuni dei turchi venivano dalla stessa zona. Comunque erano chiaramente distinti, parlavano probabilmente una lingua iraniana e non erano assolutamente schiavi.
I ghilman anche se inizialmente schiavi, nel corso del tempo acquisirono sempre più importanza nell’esercito abbasside, divenendone così l’asse portante, sia come cavalleria sia come fanteria.
E da notare poi che più avanti nel tempo con il termine ghilman non si indicherà più solo i turchi, ma tutti i membri di questa classe guerriera, proveniente sia dalle regioni turche, ma anche da quelle iraniane irachene e yemenite.
-i magharibi(occidentali): questi costituivano un elemento importate e abitavano un quartiere proprio. Questi erano principalmente arabi del basso egitto. Probabilmente erano prigionieri catturati durante le campagne in egitto. Sembra che combattessero a piedi come fanti.
DIFFERENZAZIONE DELLE UNITA’:
Regolari:
Khurasani: come già citato, cavalleria pesante formata da nobili.
Ashab al-masaff/masaffiya: fanti usati come guardie di palazzo. Divisi in due gruppi, bianchi e neri. I bianchi comprendevano jannabiti e bassoriani e coloro che prestavano servizio alle porte dei comandanti. I fanti neri erano originari della nubia e dello zaghawa acquistati alla mecca e in egitto.
Ghilman e Mamalik(noti come hujariya): queste due categorie formavano la cavalleria. Erano divisi in askar al-khassa, ossia forze speciali. C’erano poi gli askar al-khidma, forze di servizio, con compiti di sicurezza nei dintorni della capitale. Dun, con compiti di polizia e riscossione di tasse.
Ghilman hujari: combattevano come arcieri a cavallo con corazze ed elmi pesanti
Ghilman sajidi: corpo di cavalleria noto anche come jabaliyun o uomini della montagna che veniva mantenuto dal signore dell’Azerbaigian, combattevano come arcieri a cavallo ma tenuti in minore considerazione rispetto ai meglio pagati hujari.
Rijjala: reparti di fanteria formati dai ghilman. Erano divisi tra veterani e giovani
Irregolari:
Beduini asadi:
Ayyarun: termini usati per indicare gli irregolari senza esperienza armati di scudi di giunchi o formati da stuoie incatramate, camagli (maghafir) di foglie di palma, mazze (kafirkubat), sacchetti di pietre e fionde. A volte armati di spade.
Qissi al-rijl: balestrieri
Muttawi’a: volontari / murtazaq: soldati regolari
Arcieri di Bukhara: presenti nel racconto di al-Tabari nel Ta’rikh
Zaffata: lanciatori di nafta. Accertati durante l’assalto di Badhdh.
Tala’i: esploratori
Murabitat: guarnigione locale di bassora
Rabita: guarnigione locale di mosul
Armi d’assedio:
Manjaniq(manjaniqat): mangano
Maqali: catapulte
Arrada(arradat): come un mangano ma piu piccolo, tipica arma antiuomo
Notizie in più:
Certificato l’utilizzo di pali/triboli detti hasak usati da Khazim per ostacolare la cavalleria kharijita.
Jara’id : unità inferiori ai 40 uomini
Manaqib: fra i 40 e i 300
Jamarat: compagnia tra i 300-500 uomini
Jaysh: esercito oltre 800 uomini
Jaysh Jarrar : esercito oltre 12000 uomini
Kardus: squadrone di cavalleria
Linee di battaglia: Qalb (centro), Maymana (ala destra), Maysara (ala sinistra)
[Edited by kismet87 2/27/2011 11:23 PM]