Ci siamo ritrovati ad Aosta il venerdì pomeriggio alle 5, con una giornata splendida, ma con vento di caduta dalle creste di confine svizzere.
L'allegria e il buon umore non ci fanno pensare troppo alla sofferenza fisica dell'avventura mentre già pregustiamo la bellezza dei panorami che vedremo nei giorni successivi.
La salita è iniziata tra grandi panorami valdostani, con un po' di fastidio per lo zainetto superleggero contenente il minimo necessario per le notti fuori; man mano che saliamo il vento è sempre più forte e freddo e le cime di confine sono addirittura coperte di nuvole nere!
Arriviamo al colle un po' provati dal vento contrario (la salita di per sè è lunga ma agevole), e ceniamo al colle.
Notte all'ospizio dei monaci e il mattino dopo la giornata è perfetta.
L'ospizio poco dopo l'alba
il tempo è perfetto, cielo blu pulitissimo
iniziamo la discesa del versante svizzero del gran San Bernardo tra nevai, cascatelle, e panorami glaciali
intorno a quota 2000 la strada si ricongiunge con la superstrada del traforo e si percorrono vari chilometri di discesa in galleria o semigalleria, occorre prudenza ed un fanalino posteriore, ma è tutta discesa veloce e passa in fretta. Somiglia un po' al lato nord del Sempione.
la strada poi si riapre e attraversa paesi, prati, boschi e giù fino ai 400 mt di Martigny, cittadina del cantone Vallese.
Il tempo di togliere i kway e attacchiamo la salita della forclaz, non lunghissima, ma un po' noiosa e con una pendenza elevata e costante che non lascia prendere il passo; non è da trascurare, anche perchè molto calda e senz'acqua sul percorso.
La parte bassa è panoramica e passa in mezzo ai vigneti (foto presa in prestito, ma assolutamente fedele: notare il muro laterale che si arroventa al sole e ci accompagnerà a lungo per i primi km)
Ora vado a nanna, buonanotte e arrivederci a presto.
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Duc in altum!