| | | | Post: 11,677 | Registered in: 3/10/2005 | Location: PINEROLO | Age: 40 | Gender: Male | | | |
|
11/16/2010 4:44 PM | |
radcla, 16/11/2010 16.00:
In realtà diversi partiti si sono espressi a favore di una riforma della legge elettorale. Alcuni addirittura spingono per un governo "a tempo" che abbia come programma la sola riforma della legge per poi andare a votare.
A parole sono tutti bravi.
Sinceramente a me quello della legge elettorale sembra il classico slogan da campagna elettorale, dimenticato non appena si è votato.
Un po' come il mantra del conflitto d'interessi, eccellente slogan elettorale, puntualmente dimenticato e/o disatteso. Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo.
(Voltaire)
 ma difendiamo anche la grammatica Italiana 
Sai cosa scrivere? Allora posta!
Non sai cosa scrivere? Allora spamma!
 <-- IO -->
I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac Man avesse influenzato la nostra generazione ora staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva."
(Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989)
Pochi anni dopo nacquero le feste rave, la musica techno e l'ecstasy...
|
|
11/16/2010 5:07 PM | |
Arjuna, 16/11/2010 16.44:
A parole sono tutti bravi.
Sinceramente a me quello della legge elettorale sembra il classico slogan da campagna elettorale, dimenticato non appena si è votato.
Un po' come il mantra del conflitto d'interessi, eccellente slogan elettorale, puntualmente dimenticato e/o disatteso.
Ma se fosse l'unico punto programmatico di un governo di larghe intese e breve durata, come in molti paiono auspicare, la cosa da slogan si trasformerebbe in concretezza. E una volta realizzata, andremo a votare.
A me non dispiacerebbe se le cose dovessero prendere ora questa piega. |
| | | | Post: 11,678 | Registered in: 3/10/2005 | Location: PINEROLO | Age: 40 | Gender: Male | | | |
|
11/16/2010 5:39 PM | |
radcla, 16/11/2010 17.07:
Ma se fosse l'unico punto programmatico di un governo di larghe intese e breve durata, come in molti paiono auspicare, la cosa da slogan si trasformerebbe in concretezza. E una volta realizzata, andremo a votare.
A me non dispiacerebbe se le cose dovessero prendere ora questa piega.
Lo spero vivamente anch'io, ma sono molto dubbioso.
Intanto già un governo di larghe intese e breve durata lo vedo molto di difficile realizzazione.
Poi c'è almeno una proposta di nuova legge elettorale? Una base su cui lavorare?
O si parla genericamente di cambiare la legge elettorale, ma senza dire come? Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo.
(Voltaire)
 ma difendiamo anche la grammatica Italiana 
Sai cosa scrivere? Allora posta!
Non sai cosa scrivere? Allora spamma!
 <-- IO -->
I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac Man avesse influenzato la nostra generazione ora staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva."
(Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989)
Pochi anni dopo nacquero le feste rave, la musica techno e l'ecstasy...
|
| | | | Post: 269 | Registered in: 10/7/2010 | Location: MONZA | Age: 50 | Gender: Male | | | |
|
11/16/2010 8:57 PM | |
A proposito di legge elettorale, ci sarebbe anche da fare un piccolo ma sostanziale cambiamento:
"ci si può candidare solo nel collegio di residenza"
Ovviamente nessun partito ci starebbe, ma eliminerebbe lo scandalo dei capilista candidati in cento posti, che poi scelgono il collegio solo in base a quale primo dei non eletti voglione favorire (o sfavorire).
E poi sarebbe possibile trombare un pezzo da novanta: pensate che goduria vedere Silvio B. non eletto ad Arcore, o Di Pietro bocciato a Montenero di Bisaccia, restare fuori dal Parlamento!
Tra l'altro ci sarebbe una corretta reppresentanza dei cittadini.
Sembra una cosa giusta e semplice, tanto giusta e tanto semplice che non l'approveranno mai!
Qualcuno sa cosa succede negli altri paesi? fabius039 |
| | | | Post: 9,390 | Registered in: 5/26/2005 | Location: COLOGNO MONZESE | Age: 39 | Gender: Male | | Sportivo ipercafone | |
|
11/17/2010 9:56 AM | |
Arsenio Lupin, 16/11/2010 11.15:
si è anche dimostrata inefficace, avendo prodotto maggioranze instabili e due legislature morte a metà del loro cammino.
Questa descrizione dei fatti è un po' strumentale: credo che se l'interruzione delle legislature fosse colpa delle leggi elettorali, in Italia non ne esisterebbe una che funziona !!!!
We'd all like t'vote for th'best man, but he's never a candidate (Frank McKinney "Kin" Hubbard). |
| | | | Post: 9,391 | Registered in: 5/26/2005 | Location: COLOGNO MONZESE | Age: 39 | Gender: Male | | Sportivo ipercafone | |
|
11/17/2010 9:59 AM | |
radcla, 16/11/2010 16.00:
In realtà diversi partiti si sono espressi a favore di una riforma della legge elettorale. Alcuni addirittura spingono per un governo "a tempo" che abbia come programma la sola riforma della legge per poi andare a votare.
Chi è arroccato nella posizione di volerla mantenere sono solo i due partiti che sostengono il governo che sta cadendo: PdL e Lega.
Il problema non è che ci sono diversi partiti che spingono per una riforma della legge elettorale, ma il fatto che non sono d'accordo su quale adottare.
Per cui se la posizione di Lega e PDL è strumentale per andare subito al voto, altrettanto strumentale è la posizione di PD, UDC, FLI che con la scusa di riformare la legge (ovviamente sempre detto in maniera generica, senza mai specificare COME) vogliono creare un governo diverso da quello attuale. We'd all like t'vote for th'best man, but he's never a candidate (Frank McKinney "Kin" Hubbard). |
| | | | Post: 9,392 | Registered in: 5/26/2005 | Location: COLOGNO MONZESE | Age: 39 | Gender: Male | | Sportivo ipercafone | |
|
11/17/2010 10:01 AM | |
radcla, 16/11/2010 17.07:
Ma se fosse l'unico punto programmatico di un governo di larghe intese e breve durata, come in molti paiono auspicare, la cosa da slogan si trasformerebbe in concretezza. E una volta realizzata, andremo a votare.
A me non dispiacerebbe se le cose dovessero prendere ora questa piega.
La cosa è ovviamente auspicabile, se non altro perchè PRIMA di fare questo "minigoverno" ci sarebbe accordo sulla legge da fare.
Che poi, se non sbaglio, questa è la posizione dell'IDV.
Devo dirti sinceramente quante possibilità dò che succeda questa cosa ? We'd all like t'vote for th'best man, but he's never a candidate (Frank McKinney "Kin" Hubbard). |
| | | | Post: 11,681 | Registered in: 3/10/2005 | Location: PINEROLO | Age: 40 | Gender: Male | | | |
|
11/17/2010 10:01 AM | |
Napolitano media: intesa sulla crisi
Il 14 il voto alle Camere sul governo
C'è l'accordo tra Fini e Schifani: il 13 dicembre Berlusconi riferirà
al Senato e a Montecitorio, poi la conta.
Ira di Barsani: hanno preso 15 giorni di troppo.
E Bossi insiste: "Dureremo fino al 27 marzo 2011"
ROMA
L’attesa «consultazione» di un’ora al Quirinale con il presidente del Senato Renato Schifani e con il presidente della Camera Gianfranco Fini ha consentito a Giorgio Napolitano di sciogliere l’intricato nodo dei voti sulle mozioni di sostegno e di sfiducia al Governo ottenendo la precedenza per l’esame della legge di bilancio, che dovrà ottenere il via libera dalle Camere entro la prima decade del prossimo mese.
La mediazione del Colle
Al vertice è stato stabilito che «subito dopo» il voto finale sul bilancio, previsto entro il 10 dicembre , entrambe le mozioni saranno discusse lo stesso giorno, il 13 dicembre nei due rami del Parlamento e saranno votate il giorno dopo. Quindi, come sottolinea il comunicato diffuso dal Quirinale, «con la concorde adesione delle forze parlamentari» è stata accolta la sollecitazione del capo dello Stato, formulata nei giorni scorsi, di dare priorità assoluta, come nel 1994, ai documenti di bilancio «nell’interesse generale del paese nelle attuali difficili vicende finanziarie internazionali». Napolitano non è entrato, nè poteva farlo, nella definizione del calendario parlamentare. Si è limitato ad auspicare, come si legge nella nota ufficiale, «una costruttiva intesa fra i presidenti delle Camere e tra gli organismi rappresentativi dei due rami del parlamento», cioè le rispettive conferenze dei capigruppo.
L'intesa tra Fini e Schifani
Ci hanno pensato i presidenti delle Camere che, subito dopo l’incontro con il capo dello Stato, senza por tempo in mezzo, prima di lasciare il Quirinale hanno deciso di riunirsi fra loro e hanno abbozzato l’intesa sul calendario che sarà sottoposta ai capigruppo. Nel corso di quest’incontro, Fini e Schifani hanno indicato date precise: approvazione della legge di stabilità e del bilancio entro il 10 dicembre; dichiarazioni di Berlusconi al Senato la mattina di lunedì 13 dicembre; discussione della mozione di sfiducia delle opposizioni il pomeriggio dello stesso giorno a Montecitorio; votazioni il giorno successivo in entrambi i rami del parlamento. È evidente che il prevedibile voto di sfiducia alla Camera aprirà formalmente la crisi di governo, mentre il voto favorevole che il centrodestra si attende al Senato potrà rafforzare la richiesta di Berlusconi e della maggioranza, sostenitori delle elezioni anticipate, di sciogliere in anticipo solo l’assemblea di Montecitorio. Una richiesta politica. Ma di fronte ad una crisi formale di governo, l’articolo 88 della Costituzione assegna questa ed altre decisioni al presidente della Repubblica.
Si conoscerà prima l'esito del Senato
E' evidente tuttavia che il risultato del voto di palazzo Madama sarà recedente a quello di Montecitorio, essendo l’assemblea di senatori la metà di quella dei deputati con tempi di votazione e proclamazione del risultato assai diversi. Nella nota ufficiale, Napolitano si è limitato a sottolineare: siamo in presenza di «una crisi politica, culminata nella presentazione alla Camera di una mozione di sfiducia al governo ai sensi dell’articolo 94 della Costituzione e nella richiesta del Presidente del Consiglio di rendere comunicazioni al Senato e alla Camera». In mattinata, inaugurando la restaurata Biblioteca del Quirinale, il capo dello Stato aveva fatto trapelare la sua determinazione a tenere saldamente il timone fino all’ultimo giorno del Settennato, e anche le sue amarezze. «Spero - ha detto - di non essere costretto, da qui al 2013, a rifugiarmi in questa Biblioteca come in un’oasi rispetto a un mondo politico e istituzionale perennemente perturbato. Mi auguro di potere venir qui serenamente».
Le reazioni
Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani accusa il premier: «Abbiamo visto le date. Il governo si è voluto prendere 15 giorni di troppo traccheggiando e facendo melina sulla legge di stabilità». «Berlusconi faccia un passo indietro, perchè le elezioni anticipate sono un ricatto e in questo contesto sarebbero espressione di pura follia», è il monito del leader Udc, Pier Ferdinando Casini. La Lega esce del coro e Bossi se la cava con una battuta: «Il governo durerà fino al 27 marzo». È questa,infatti, la data utile per portare a casa il federalismo fiscale. Poche parole, quelle del Senatùr, per far capire che l’asse con Berlusconi è saldo e che ormai la Lega punta al voto anticipato, ma ovviamente non prima di aver incassato almeno una prima parte della riforma federalista. L’intervento del Capo dello Stato viene accolto con soddisfazione dal Carroccio. «Paga un po' di qua e un po' di là. Bisogna mantenere la pace», spiega Bossi ai cronisti a Palazzo Madama che gli chiedono un commento. La Lega, d’altronde, intende mantenere un canale privilegiato con il Quirinale: sono lontani i tempi in cui i rapporti tra il Colle e gli esponenti leghisti erano tutt’altro che distesi.
FonteDisapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo.
(Voltaire)
 ma difendiamo anche la grammatica Italiana 
Sai cosa scrivere? Allora posta!
Non sai cosa scrivere? Allora spamma!
 <-- IO -->
I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac Man avesse influenzato la nostra generazione ora staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva."
(Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989)
Pochi anni dopo nacquero le feste rave, la musica techno e l'ecstasy...
|
| | | | Post: 9,393 | Registered in: 5/26/2005 | Location: COLOGNO MONZESE | Age: 39 | Gender: Male | | Sportivo ipercafone | |
|
11/17/2010 10:02 AM | |
fabius039, 16/11/2010 20.57:
A proposito di legge elettorale, ci sarebbe anche da fare un piccolo ma sostanziale cambiamento:
"ci si può candidare solo nel collegio di residenza"
Ovviamente nessun partito ci starebbe, ma eliminerebbe lo scandalo dei capilista candidati in cento posti, che poi scelgono il collegio solo in base a quale primo dei non eletti voglione favorire (o sfavorire).
E poi sarebbe possibile trombare un pezzo da novanta: pensate che goduria vedere Silvio B. non eletto ad Arcore, o Di Pietro bocciato a Montenero di Bisaccia, restare fuori dal Parlamento!
Tra l'altro ci sarebbe una corretta reppresentanza dei cittadini.
Sembra una cosa giusta e semplice, tanto giusta e tanto semplice che non l'approveranno mai!
Qualcuno sa cosa succede negli altri paesi?
Negli USA è obbligatorio risiedere nel distretto in cui ci si candida.
Ma essendoci l'uninominale, i distretti (per la Camera) sono relativamente piccoli.
In un sistema proporzionale ci possono essere distretti elettorale grandi come tutta la Lombardia ... [Edited by paperino73 11/17/2010 10:03 AM] We'd all like t'vote for th'best man, but he's never a candidate (Frank McKinney "Kin" Hubbard). |
|
11/17/2010 3:01 PM | |
paperino73, 17/11/2010 10.01:
La cosa è ovviamente auspicabile, se non altro perchè PRIMA di fare questo "minigoverno" ci sarebbe accordo sulla legge da fare.
Che poi, se non sbaglio, questa è la posizione dell'IDV.
Devo dirti sinceramente quante possibilità dò che succeda questa cosa ?
Se non si apre un tavolo, non verranno mai fuori le singole proposte e le possibilità di incontro attorno a un "qualcosa" che possa sintetizzare la volontà di tutti.
Come anche le possibilità di scontro totale, in quanto può verificarsi anche che si è tutti arroccati su posizioni non sintetizzabili tra esse.
Ma per sapere ciò occorre iniziare a lavorare in tal senso, anche parallelamente all'approvazione della legge di stabilità, in modo da abbreviare i tempi.
|
| | | | Post: 17,662 | Registered in: 10/15/2001 | Location: PONTEVICO | Age: 40 | Gender: Male | | | BROCCOLO D'ORO per 4 edizioni dal 2003 al 2005 | |
|
11/18/2010 9:11 AM | |
paperino73, 17/11/2010 9.56:
Questa descrizione dei fatti è un po' strumentale: credo che se l'interruzione delle legislature fosse colpa delle leggi elettorali, in Italia non ne esisterebbe una che funziona !!!!
Ciò non è del tutto vero, in quanto il tanto vituperato Mattarellum ha prodotto due legislature consecutive da 5 anni.
It's been a long time since I Rock and Rolled,
It's been a long time since I did the Stroll.
Ooh, let me get it back, let me get it back,
Let me get it back, baby, where I come from.
It's been a long time, been a long time, been a
long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time.
|
| | | | Post: 4,971 | Registered in: 10/12/2001 | Location: ROMA | Age: 38 | Gender: Male | | | |
|
11/18/2010 9:20 AM | |
la cosa piu' importante e' cambiare con chiunque voglia farlo questa schifosissima legge elettorale, definita " porcata " dal suo stesso geniale inventore ...  .. personalmente tornerei al mattarellum .. |
| | | | Post: 9,394 | Registered in: 5/26/2005 | Location: COLOGNO MONZESE | Age: 39 | Gender: Male | | Sportivo ipercafone | |
|
11/18/2010 10:28 AM | |
Arsenio Lupin, 18/11/2010 9.11:
Ciò non è del tutto vero, in quanto il tanto vituperato Mattarellum ha prodotto due legislature consecutive da 5 anni.
tecnicamente il mattarellum ha prodotto:
1 legislatura di 2 anni;
1 legislatura di 5 anni con 4 governi e 2 maggioranze;
1 legislatura di 5 anni con 2 governi e 1 maggioranza.
io resto convinto che la stabilità non dipenda dalla legge elettorale, ma dal comportamento dei gruppi parlamentari. We'd all like t'vote for th'best man, but he's never a candidate (Frank McKinney "Kin" Hubbard). |
| | | | Post: 11,695 | Registered in: 3/10/2005 | Location: PINEROLO | Age: 40 | Gender: Male | | | |
|
11/19/2010 5:52 PM | |
Le due camere voteranno le mozioni di fiducia e di sfiducia il prossimo 14 dicembre
Lo stesso giorno arriverà il verdetto della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento
Abbiamo una data, intanto. Tra poco meno di un mese – ventotto giorni, per la precisione – la Camera e il Senato saranno chiamate a esprimersi sulla loro fiducia al governo Berlusconi. È questo il risultato dell’incontro di questo pomeriggio tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e i presidenti delle camere, Gianfranco Fini e Renato Schifani.
L’accordo sui calendari del parlamento prevede che la legge finanziaria sarà esaminata nei venti giorni e approvata definitivamente entro i primi dieci giorni di dicembre. La mattina del 13 dicembre il presidente del Consiglio farà le sue annunciate comunicazioni al Senato. Nel pomeriggio comincerà il dibattito alla Camera sulla mozione di sfiducia presentata da PD e IdV. La mattina del giorno dopo, contestualmente, Camera e Senato voteranno le due mozioni: quella della Camera è una mozione di sfiducia presentata dall’opposizione, quella del Senato è invece una mozione di sostegno al governo presentata dalla maggioranza. Secondo quanto stabilisce la Costituzione, è sufficiente che una delle due camere neghi la fiducia al governo perché questo debba dare le dimissioni. In questo momento Lega e PdL sembrano avere la maggioranza al Senato ma non alla Camera.
Lo stesso giorno, il 14 dicembre, arriverà la sentenza della Corte Costituzionale riguardo la legge sul legittimo impedimento, il provvedimento che ha sospeso i processi a carico del premier consentendogli di non presentarsi in aula nel caso di impegni istituzionali importanti. L’eccezione di incostituzionalità è stata formulata dai giudici del tribunale di Milano che si occupano del processo sul caso David Mills, nel quale Silvio Berlusconi è imputato. Secondo i magistrati milanesi, il legittimo impedimento è in contrasto con il terzo articolo della Costituzione, che prevede l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini e con l’articolo 138 che stabilisce le regole per l’approvazione delle leggi costituzionali. Se la Corte Costituzionale dovesse accogliere i rilievi sollevati dal Tribunale di Milano, Silvio Berlusconi non potrebbe più far ricorso al legittimo impedimento e dovrebbe dunque affrontare subito il processo.
FonteDisapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo.
(Voltaire)
 ma difendiamo anche la grammatica Italiana 
Sai cosa scrivere? Allora posta!
Non sai cosa scrivere? Allora spamma!
 <-- IO -->
I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac Man avesse influenzato la nostra generazione ora staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva."
(Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989)
Pochi anni dopo nacquero le feste rave, la musica techno e l'ecstasy...
|
| | | | Post: 11,703 | Registered in: 3/10/2005 | Location: PINEROLO | Age: 40 | Gender: Male | | | |
|
11/22/2010 3:06 PM | |
Casini apre ad un allargamento della maggioranza all'Udc
Mano tesa del leader centrista: serve un governo di armistizio.
Il gelo del Pd: stop alle tattiche.
E Maroni frena: "Chi perde sta all'opposizione".
A Berlusconi: "Serve una maggioranza ampia"
ROMA
Ieri Emma Marcegaglia aveva invitato l'Udc a riflettere se entrare nel governo. Meno di 24 ore dopo, il leader centrista Pier Ferdinando Casini raccoglie l'appello e torna ad aprire all'ingresso in un Berlusconi-bis per «un governo di armistizio». Ma i paletti che Casini mette per chiedere «un cambiamento vero perchè non ci piace la Lega e non ci fidiamo delle promesse di Berlusconi» provocano la reazione tiepida del Pdl. Ed il gelo della Lega: «Il governo di armistizio non so cosa sia, per me chi vince governa, chi perde sta all'opposizione», taglia corto Maroni.
L'ipotesi di un Berlusconi bis con l'ingresso dei centristi, sostenuta dal leader Fli Gianfranco Fini a Bastia Umbria, sembrava essere stata sepolta tra i veti leghisti ed il ritiro della delegazione dei finiani dal governo. Ma dopo aver per giorni insistito sulla necessità di un governo di responsabilità nazionale senza Berlusconi, Casini lancia oggi, chiudendo l'assemblea nazionale dell'Udc, segnali di disgelo con una proposta che il coordinatore di Fli Adolfo Urso giudica «seria». «Se vogliono cambiare, ci siederemo al tavolo ma ci aspettiamo fatti», è l'invito del leader Udc al quale seguono subito le «condizioni»: Berlusconi, spiega il presidente Udc Rocco Buttiglione, si dimetta e poi sia alla guida di un esecutivo bis dove cambi agenda e alleati. «Si cambi davvero - avverte il leader Udc - non ci piace la Lega e non ci fidiamo delle promesse di Berlusconi».
Mentre apre alla maggioranza, l'ex presidente della Camera si allontana dal Pd: «Non fa le scelte che deve fare, dovrebbe avere il coraggio di scindere, di rompere i rapporti con questa sinistra estrema». Il «pragmatismo» democristiano di Casini piace al vicepresidente Pdl Osvaldo Napoli che vede nella proposta «l'unica via per mettere carburante alla legislatura altrimenti destinata al naufragio causato da Fini». Il coordinatore Pdl Sandro Bondi mette a sua volta i paletti perchè l'incontro maggioranza-Udc si realizzi: Casini «si dimostri capace di formulare un giudizio più equilibrato e più adeguato sul governo Berlusconi» e allora «potrebbe forse profilarsi un ruolo di responsabilità politica e istituzionale da parte dell'Udc». E, traduce il portavoce Pdl Daniele Capezzone, riconoscere i meriti del governo significa «non chiedere le dimissioni del premier».
Discorso già chiuso, invece, per il Carroccio, indicato da Casini come una delle spine del fianco dell'esecutivo. «Se la Lega è indigesta, Casini non si segga al tavolo, resti in piedi con il cerino in mano», ironizza il senatore Pier Giorgio Stiffoni. Mentre non usa metafore il ministro Maroni: «Questo governo di armistizio non so cosa sia, stimo Casini ma resto favorevole ai sani principi della democrazia: chi vince governa, chi perde sta all'opposizione». Quindi ripete il refrain leghista: il 14 dicembre «senza una maggioranza ampia si deve andare a votare». Difficile capire se Casini oggi abbia mosso una pedina nel complesso scacchiere della crisi. Il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo conferma che per ora non scende in politica, non vuole elezioni anticipate ma legge l'attuale situazione come «la fine di un ciclo». Non ha dubbi, invece, il segretario Pd Pier Luigi Bersani che insiste sulla necessità di «una stagione nuova»: «È incredibile che la discussione politica - afferma il leader Pd senza citare Casini - giri intorno a piccole tattiche di sopravvivenza e non intorno alle sfide cruciali dell'Italia».
FonteDisapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo.
(Voltaire)
 ma difendiamo anche la grammatica Italiana 
Sai cosa scrivere? Allora posta!
Non sai cosa scrivere? Allora spamma!
 <-- IO -->
I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac Man avesse influenzato la nostra generazione ora staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva."
(Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989)
Pochi anni dopo nacquero le feste rave, la musica techno e l'ecstasy...
|
| | | | Post: 11,707 | Registered in: 3/10/2005 | Location: PINEROLO | Age: 40 | Gender: Male | | | |
|
11/22/2010 5:34 PM | |
Bocchino: "Berlusconi non può usare né il nome né il simbolo del Pdl"
La sfida del capogruppo futurista «Meglio se fa un nuovo partito»
Bufera sui dirigenti in Campania
E Napolitano chiede più serietà
ROMA
In caso di elezioni anticipate Silvio Berlusconi non potrà usare il nome e il simbolo del Pdl. È quanto sostengono i finiani, che lanciano una nuova sfida al premier e chiedono l'avvio di una nuova stagione. Se sul tavolo del confronto non si discueterà di tre riforme (legge elettorale, fisco e un provvedimento economico importante) Fli annuncia che non voterà la fiducia all'esecutivo il 14 dicembre.
È Italo Bocchino, capogruppo di Fli alla Camera a lanciare il guanto di sfida: «Dicono che Berlusconi stia preparando un nuovo partito per rinnovarsi in vista del voto- dice - comprendiamo la sua esigenza, anche perchè il nome e il simbolo del Pdl sono in comproprietà con Fini e non potrà utilizzarli».
E se il premier volesse «scendere in campo definendosi il vero centrodestra - prosegue Bocchino - per evitargli problemi giudiziari, che purtroppo non gli mancano gli comunichiamo che dal 17 maggio scorso il vero centrodestra è stato registrato da noi all'ufficio marchi e brevetti di Roma. Una ragione in più che prova che il suo non sarà il vero centrodestra italiano».
La replica del Pdl non si fa attendere e Sandro Bondi, coordinatore del partito bolla come «misere provocazioni da condominio» le parole del braccio destro di Fini.
Ma la questione del simbolo non è l'unica "grana" ad agitare le acque nel partito di Berlusconi. Il caso sollevato nel Pdl dalle annunciate dimissioni di Mara Carfagna riapre la polemica sulla gestione in Campania e si intreccia, anche a livello istituzionale, con l'emergenza rifiuti, casus belli che ha innescato la levata di scudi del ministro delle Pari opportunità. Oggi è il Quirinale a far sapere che la Presidenza della Repubblica «non ha ricevuto e non ha, quindi, potuto esaminare, nè prima nè dopo la riunione del Consiglio dei ministri di giovedì 18 novembre, il testo del decreto-legge sulla raccolta dei rifiuti e la realizzazione di termovalorizzatori in Campania, che sarebbe stato definito dal governo». Il Capo dello Stato, è dunque la posizione del Colle, «si riserva pertanto ogni valutazione sui contenuti del testo quando gli verrà trasmesso».
«Obiettivamente il problema esiste», aggiunge Ignazio La Russa spiegando di aver avuto un chiarimento con Mara Carfagna e dando atto al ministro per le Pari opportunità che il nodo Cosentino, quello è il «problema» che «oggettivamente esiste», sta sul tavolo del Pdl.
E anche Franco Frattini conviene che «se anche Cosentino prendesse il 75% dei voti al congresso locale, ci sarebbe da fare una seria riflessione sull'opportunità che possa essere rinominato». Frasi che scatenano la risposta di Edmondo Cirielli, presidente della Provincia di Salerno. «Mi spiace che Frattini dica certe cose. È strano che se il ministro Carfagna dice di dimettersi è un eroe, mentre alcuni deputati delusi dal comportamento ambiguo del governo che, di fatto, creava confusione minacciano».
FonteDisapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo.
(Voltaire)
 ma difendiamo anche la grammatica Italiana 
Sai cosa scrivere? Allora posta!
Non sai cosa scrivere? Allora spamma!
 <-- IO -->
I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac Man avesse influenzato la nostra generazione ora staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva."
(Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989)
Pochi anni dopo nacquero le feste rave, la musica techno e l'ecstasy...
|
| | | | Post: 1,233 | Registered in: 7/31/2007 | Gender: Male | | | |
|
11/24/2010 12:17 AM | |
Maggioranza sotto due volte alla Camera,
Berlusconi: ora serve responsabilità
Il premier striglia il Pdl: basta personalismi. Lega: fiducia ampia o al voto
di Federico Garimberti
ROMA - Nel giorno in cui il governo va ancora sotto (e per ben due volte) Silvio Berlusconi torna a far sentire la sua voce. E le parole del presidente del Consiglio suonano come un monito, un po' per tutti dentro il Pdl: basta personalismi, serve senso di responsabilita' ammonisce il leader del centrodestra che in vista della verifica parlamentare del 14 dicembre mostra i muscoli con una mobilitazione nazionale a sostegno dell'esecutivo.
Intanto la Lega continua a premere per il voto mettendo in dubbio che l'Esecutivo sia ancora in sella a gennaio. Nella giornata sono diversi i segnali che spingono il barometro a segnare tempesta, e cioe' voto anticipato. A cominciare da quello che succede a Montecitorio dove i finiani di Futuro e Liberta', a scrutinio segreto, votano con Udc, Pd e Idv. Risultato: la maggioranza viene battuta consentendo ai centristi di aggiudicarsi il seggio supplementare all'Europarlamento stabilito dalle nuove norme del trattato Ue. Come se non bastasse, i 'futuristi' ribadiscono che senza una svolta (ovvero le dimissioni) non daranno la fiducia il 14 dicembre: ''E' evidente che non ci sono le condizioni'', ammonisce Italo Bocchino. Il diretto interessato fa finta di nulla, tira dritto e bacchetta i suoi: ''Il governo incurante degli attacchi e delle polemiche continua a lavorare con ottimi risultati'', scrive in una nota. Per quanto riguarda il Pdl, aggiunge, ''conto di affrontarle quanto prima, con la consueta disponibilita' a prendere in considerazione le varie opinioni''. Nel frattempo, avverte pero', ''invito tutti al senso di responsabilita', alla sobrieta' al rispetto degli elettori che non approvano personalismi ed esibizionismi''. Parole, queste ultime, che molti leggono come dirette a Mara Carfagna. Il caso del ministro delle Pari Opportunita', del resto, continua a far discutere; Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, la candida al comune di Napoli, chiedendole pero' di risolvere con diplomazia i suoi problemi con Nicola Cosentino. Alessandra Mussolini, ritira la minaccia di non votare la fiducia, ma fa sapere (con un plateale bacio sulle labbra) di sostenere il coordinatore campano. La Carfagna, nel frattempo, incontra Gianfranco Micciche', leader della neonata Forza del Sud. Fra lei e Berlusconi, pero', resta il gelo dei giorni scorsi, anche perche' il premier ha bisogno di voti e Cosentino, acerrimo nemico della Carfagna, ne controlla parecchi in Aula. Berlusconi, comunque, sembra piu' che altro concentrato sul voto del 14. E' convinto di poter ottenere la maggioranza anche alla Camera, ma forse per forzare gli indecisi, pensa ad una mobilitazione l'11 e il 12 dicembre, fatta di incontri, gazebo e soprattutto raccolta di firme a sostegno del governo e della sua prosecuzione. Intanto, anche per sopire l'irritazione del Colle, invia il decreto sui rifiuti al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Che pero' non lesina bacchettate al governo, in particolare sulle risorse destinate alla cultura. Gianfranco Fini, per parte sua, prosegue nel tentativo di distinguersi dall'asse premier-Lega, tornando a battere il tasto delle riforme: ''Occorre fare un po' di restyling costituzionale'', dice il presidente della Camera, ''a cominciar dall'articolo 117 sulle competenze regionali''. Il Carroccio, altro protagonista della partita a scacchi della maggioranza, continua a premere per il voto: ''Con una fiducia fragile l'unica soluzione e' tornare alle urne'', chiarisce Roberto Maroni, secondo il quale l'eventuale crisi di governo non fermera' il varo dei decreti attuativi sul federalismo. Da tenere d'occhio, infine, Pier Ferdinando Casini - che Berlusconi continua a corteggiare in vista delle elezioni, finale che il premier continua a ritenere piu' probabile - che proprio con Maroni ha duettato nel corso della presentazione del libro di Bruno Vespa. Il leader Udc, dopo aver chiarito che votera' contro il governo, dice che in caso di crisi proporra' al Colle un governo tecnico. Eppure molti, Cavaliere per primo, continuano a sperare nei centristi.
Fonte: ANSA |
| | | | Post: 1,234 | Registered in: 7/31/2007 | Gender: Male | | | |
|
11/24/2010 12:17 AM | |
Seggi Ue, Pdl-Lega sotto alla Camera
Maroni: "Federalismo a rischio"
Voto a soprpresa sull'articolo 4 della ratifica delle modifiche al Trattato dell'Unione europea che assegna all'Italia un seggio supplementare del Parlamento europeo. Fli ha votato con Udc, Pd e Idv
ROMA - Maggioranza battuta per la seconda volta nell'Aula della Camera sull'articolo 4 della ratifica delle modifiche al Trattato dell'Unione europea che assegna all'Italia un seggio supplementare del Parlamento europeo. Dopo che, a scrutinio segreto, era stato respinto un suo emendamento all'articolo 4, la maggioranza aveva dato indicazione per votare contro l'articolo nel suo complesso "evitando un vulnus", come aveva spiegato Andrea Orsini del Pdl. Ma al momento del voto, l'articolo (anche in questo caso a scrutinio segreto) è passato con 292 sì, 250 no e un astenuto. Fli ha votato con Udc, Pd e Idv.
La norma prevede che i seggi a Strasburgo passino da 72 a 73 e che il seggio supplementare venga assegnato, in base alla logica del resto più alto, all'Udc. Il Pdl invece chiedeva col suo emendamento che l'assegnazione del nuovo seggio venisse effettuata con una nuova redistribuzione del voto e non secondo i conteggi fatti in base alla norma vigente nel 2009 quando si sono svolte le elezioni europee. Per effetto di questo meccanismo, il seggio in più sarebbe stato assegnato al Pdl e non all'Udc, come previsto invece con l'approvazione in commissione di un emendamento dell'opposizione. La maggioranza, però, è stata nuovamente battuta.
Un stop che getta nuove ombre sulla tenuta del governo. Tanto che il ministro dell'Interbo, il leghista Roberto Maroni non nasconde il pessimismo: "Non so neanche se arriveramo a fare il decreto di fine anno" sul federalismo.
Fonte: Repubblica |
| | | | Post: 1,235 | Registered in: 7/31/2007 | Gender: Male | | | |
|
11/24/2010 12:24 AM | |
Premier chiama Ballarò: prepotenti e mistificatori
Berlusconi interviene a sorpresa sui rifiuti: mantenute le promesse sull'emergenza
ROMA - ''Siete prepotenti e assolutamente mistificatori, le promesse fatte sull'emergenza rifiuti sono state assolutamente mantenute'': cosi' Silvio Berlusconi in una telefonata a sorpresa a Ballaro' si e' rivolto a Giovanni Floris per contestare un servizio sui rifiuti che negava fossero stati mantenuto gli impegni temporali indicati dal premier. ''Lei crede che la Rai sia sua, invece e' pagata da tutti gli italiani'', ha attaccato il premier rivolto a Floris che cercava di interromperlo per porgli delle domande. ''Siete i soliti mistificatori ma e' una tecnica che con me non funziona perche' se permette di tv ne so io piu' di lei''.
Nella telefonata, Berlusconi ha esordito parlando di un suo 'ritorno di protesta' a Ballaro', per un servizio dal contenuto ''assolutamente mistificatorio'' sui rifiuti a Napoli. ''Gli impegni sono stati mantenuti'', ha rimarcato Berlusconi che sul caso di Terzigno, ha sottolineato come la promessa sia stata mantenuta in anticipo rispetto all'impegno dei dieci giorni: ''In otto giorni la promessa e' stata completamente mantenuta'''. Anche per i rifiuti nel centro di Napoli ''e' stato rispettato l'impegno dei 3 giorni''. Quindi ''due promesse completamente mantenute'', ha alzato la voce il premier di fronte a Floris che lo incalzava per porgli delle domande. ''Lei deve smetterla di interrompere quando si tenta di dare una informazione corretta rispetto a un misfatto'', ha protestato Berlusconi che ha battibeccato con il conduttore che gli ricordava l'accordo fatto per trasmettere la telefonata, ossia che avrebbe risposto alle domande. ma il premier ha ribattuto: ''E' la solita prepotenza, lei crede che la Rai sia sua invece e' pagata da tutti gli italiani. Siete dei mistificatori e' la solita tecnica che non puo' funzionare con me che di tv, se permette ne so piu' di lei''. E' seguito il clic del telefono abbassato dal presidente del consiglio mentre Floris, dopo averlo invitato ad andare di persona in trasmissione (''lei e' oggi a Roma, non ha di sicuro difficolta' a raggiungerci'') ha chiosato: ''Lei si e' rimangiato la parola, e' un problema suo non nostro di Ballaro'''.
GELMINI: LA FAZIOSITA' DELLA RAI NON E' PIU' TOLLERABILE -''La faziosita' dei programmi Rai non e' piu' tollerabile''. E' quanto afferma il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini dopo l'intervento telefonico di Berlusconi nel corso della puntata di Ballaro' dedicata all'emergenza rifiuti. ''E' inaccettabile come il servizio pubblico italiano, pagato con i soldi dei cittadini - dice la Gelmini - impedisca ad un presidente del Consiglio di esprimere il proprio pensiero e le proprie opinioni''. ''Ormai in Rai - conclude - trova solo spazio chi denigra e deride questo governo e il presidente Berlusconi''
R IFIUTI: PRONTO IL DECRETO, CALDORO NOMINERA' DEI COMMISSARI - Sei giorni dopo l'approvazione, ''salvo intese'', da parte del Consiglio dei ministri, il decreto sui rifiuti sembra essere pronto. Con almeno una novita' nel testo rispetto a quello entrato in Cdm: il coinvolgimento delle province nella scelta dei commissari che dovranno realizzare i termovalorizzatori. Scelta che spetta sempre al presidente della Regione Stefano Caldoro.
Il testo arrivato al Colle, secondo quanto raccontano fonti di maggioranza, attribuisce infatti al governatore la possibilita' di ''nominare commissari straordinari che, attraverso procedure semplificate, diano il via ''alla realizzazione urgente'' degli impianti, per i quali comunque occorreranno tra i due e i tre anni se non sorgeranno ulteriori intoppi. Ma nella scelta dei commissari, Caldoro dovra' agire ''in raccordo con le province interessate'' - dunque con quella di Napoli guidata da Luigi Cesaro e con quella di Salerno guidata da Edmondo Cirielli - e ''fermo restando le procedure amministrative e gli atti gia' posti in essere''. Il testo arrivato al Quirinale, sempre secondo le stesse fonti, attribuisce inoltre ai commissari ''funzioni di amministrazione aggiudicatrice'' nella gestione delle gare d'appalto; commissari che potranno svolgere ''le funzioni del sottosegretario di Stato'', ''avvalendosi degli uffici della Regione e delle Province interessate''. Dunque le province dovranno essere consultate per la scelta dei Commissari. E forse non e' un caso che Cirielli mostri soddisfazione sottolineando come ''il decreto rispetta e valorizza appieno il ruolo della Provincia''. Anche Cesaro parla di un decreto ''positivo'' che ''ci consentira' di operare con maggiore concretezza'' perche' ''e' necessario raccordarsi con le diverse istituzioni per giungere insieme all'unico obiettivo'': risolvere l'emergenza. Dal canto suo Caldoro non parla anche se, dicono i suoi, e' tranquillo, anche perche' la sua richiesta al Cdm era di ''decidere ma non di gestire'', cosa che il decreto sancisce. Nel testo entrato in Consiglio dei ministri non c'era pero' alcun riferimento ai presidenti di provincia. Si affermava infatti che, ''al fine di garantire la realizzazione urgente di impianti nella regione Campania destinati al recupero, produzione e fornitura di energia mediante combustione di rifiuti, il ministro dell'Ambiente, d'intesa con il presidente della regione Campania, nomina un commissario ad acta...'' che ''in via di somma urgenza'' provvede ad ''individuare le aree occorrenti assumendo tutte le necessarie determinazioni''. E lo stesso comunicato di Palazzo Chigi, diffuso al termine della riunione, parlava soltanto di ''poteri commissariali'' attribuiti al presidente Caldoro. In ogni caso il Pdl sembrerebbe aver trovato l'intesa, dopo le polemiche tra i vari maggiorenti del partito in Campania culminate nell'annuncio di dimissioni da parte di Mara Carfagna. Tanto che lo stesso ministro per le Pari Opportunita', pur facendo trapelare di non aver ancora avuto in mano il testo del decreto, avrebbe mostrato ai suoi collaboratori ''ottimismo'' per una possibile soluzione dei problemi politici che aveva sollevato. Soluzione che potrebbe arrivare in via definitiva domani, quando alle 14 si incontreranno alla Camera tutti i Parlamentari campani, assieme al presidente della Regione Stefano Caldoro e al coordinatore regionale Nicola Cosentino, la cui gestione del partito era stata al centro del j'accuse lanciato dal ministro Carfagna.
Fonte: ANSA |
| | | | Post: 1,236 | Registered in: 7/31/2007 | Gender: Male | | | |
|
11/24/2010 12:27 AM | |
Berlusconi striglia i suoi
e in serata scenata a "Ballarò"
Il presidente del Consiglio in una nota: "Affronterò le questioni all'interno del Pdl ma invito tutti al senso di responsabilità, alla sobrietà, al rispetto dei nostri militanti e dei nostri elettori". Due giorni di mobilitazione per l'11 e il 12 dicembre. Poi, sui rifiuti, chiama in diretta Floris e lo attacca: "Promesse mantenute, siete dei mistificatori"
ROMA - Una mobilitazione per l'11 e il 12 dicembre con raccolta di firme a favore del governo e, probabilmente, un nuovo simbolo dopo il voto di fiducia. Su queste due direttrici si sta muovendo Silvio Berlusconi in vista della nuova fase che si aprirà dopo il voto del Parlamento, il 14 dicembre. Intanto striglia il partito, diviso e nel quale quasi ogni giorno si apre uno scontro interno. "Le questioni interne - dice - conto di affrontarle quanto prima con la consueta disponibilità a prendere in considerazione le opinioni. Nel frattempo invito tutti a senso di responsabilità, sobrietà, rispetto dei nostri militanti e dei nostri elettori che non approvano personalismi ed esibizionismi". Poi, in serata, telefona in diretta a Ballarò. Il programma affronta il tema dei rifiuti e Berlusconi vuole rivendicare l'azione del governo e le "promesse mantenute". Ma la telefonata degenera. "Siete dei millantatori", chiosa il presidente del Consiglio prima di interrompere la comunicazione.
Ipotesi di cambiamento. Fonti accreditate dicono che il premier ha in mente di cambiare. L'ipotesi è che dal simbolo scompaia la scritta 'Pdl': così resterebbe solo 'Berlusconi presidente' o 'Silvio Berlusconi'. Ma potrebbe scomparire anche il Pdl: il premier avrebbe intenzione di bruciare le tappe e lanciare il nuovo partito proprio dopo il 14 dicembre. La data che farà da spartiacque tra vecchio e nuovo corso, dopo la quale Berlusconi dovrebbe - secondo le fonti - evocare una sorta di nuovo 'predellino', una 'uscita forte' dal punto di vista mediatico. Intanto si lavora alla mobilitazione. Sabato 11 dicembre manifestazioni in tutte le regioni, fra piazze e teatri. Il 12 i gazebo con la raccolta firme per chiedere ai sottoscrittori di sostenere il governo che, scrive il Cavaliere in una nota, "ha messo a punto il piano per il Mezzogiorno che sarà approvato nel prossimo Consiglio dei ministri dopo aver varato nelle scorse settimane la legge sulla stabilità finanziaria, già approvata dalla Camera, il federalismo fiscale e il piano per la sicurezza".
La telefonata a Ballarò. Intorno alle 22 il premier chiama in diretta il programma di RaiTre. Si discute di rifiuti, lui parla di un "ritorno di protesta" riferendosi a quanto accadde la sera del 2 giugno scorso, quando a mandarlo su tutte le furie fu un servizio sulla manovra economica del governo. Anche in quel caso telefonata, rapido intervento e giù la cornetta. "Il servizio che avete mandato in onda è mistificatorio - dice - avete fatto vedere una mia garanzia circa la soluzione di un problema in dieci giorni e circa la soluzione di un altro problema in tre giorni. In dieci giorni, attraverso il nostro Dipartimento della Protezione civile, siamo intervenuti, abbiamo rimediato alla situazione ed evitato che i rifiuti producessero miasmi. E abbiamo risolto la situazione intorno al Vesuvio alla fine del nono giorno". Poi continua: "Tre giorni fa avevo detto che i rifiuti dal centro di Napoli, dovuti all'inefficenza delle aziende delagate dal Comune, sarebbero stati rimossi, siamo intervenuti con l'esercito e sono stati rimossi, le nostre promesse sono state mantenute e lei - intima al conduttore Giovanni Floris, che cerca di fargli una domanda - la deve smettere di interrompere quando una persona deve dare una spiegazione conseguente a un misfatto di informazione che è stato commesso".
Berlusconi a Floris: "Siete dei mistificatori". "Se vuole, può venire in trasmissione", dice Floris ma il presidente del Consiglio lo interrompe con toni molto nervosi: "Lei crede che la Rai sia sua ma è pagata dai soldi di tutti gli italiani", dice, mentre il sala monta un mormorìo pronunciato, "non rispondo alle sue domande, voi - continua - siete dei prepotenti e mistificatori, l'ottimo ministro Fitto (ospite in studio, ndr) vi saprà dare delle risposte", "questa vostra tecnica non può funzionare con me che se permette di televisione me ne intendo". E chiude il telefono.
Floris: "Il problema è suo, non di Ballarò". Floris precisa che "noi, come già accaduto, quando arriva una telefonata del presidente del Consiglio la prendiamo, poi se si rimangia la parola è un problema suo, non un problema di Ballarò". Un problema che Floris sollevò - sempre a cornetta riattaccata - anche il 2 giugno quando il premier disse che non era "accettabile sentire in una tv di Stato certe menzogne". Anche allora non lasciò il tempo alle repliche. E il conduttore, come anche stavolta, replicò - sempre a conversazione troncata - che "quello che non è accettabile in una tv di Stato è che si inizi un dialogo e poi si insulti buttando giù il telefono prima che arrivi la risposta". Questa volta il giornalista spiega che "l'identità del nostro programma è che possano confrontarsi il bianco e il nero, esporre le proprie idee e venire confutati o coroborati dalle domande del giornalista. Da dieci anni - continua Floris - Ballarò si caratterizza per questo confronto, con quest'ottica abbiamo sempre ospitato le telefonate di Berlusconi, verrà un giorno che in Italia si potrà far parlare destra, sinistra e centro e noi siamo qui ad aspettarlo. Domani si vota su Rai e pluralismo, e non vorrei che questo intervento sia pontiere del voto...".
Le reazioni. In studio a Ballarò c'è anche il deputato di Fli Fabio Granata. Che subito dopo la telefonata riprende il discorso interrotto e dice a Floris: "Lei mi chiedeva della leadership di Berlusconi, da questa telefonata le posso dire che noi non gli riconosciamo alcuna leadership, Berlusconi fa propaganda". Al presidente del Consiglio fa eco il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, che affida alle agenzie di stampa il suo pensiero: "La faziosità dei programmi Rai non è più tollerabile. E' inaccettabile come il servizio pubblico italiano, pagato con i soldi dei cittadini impedisca a un presidente del Consiglio di esprimere il proprio pensiero e le proprie opinioni. Ormai in Rai trova solo spazio chi denigra e deride questo governo e il presidente". Aggiunge Francesco Casoli, vice capogruppo Pdl a Palazzo Madama e membro della commissione di Vigilanza Rai: "E' inutile che Floris giustifichi la sua faziosità, basta solo ascoltare a chi sono indirizzati gli applausi di una claque ammaestrata per capire quanto Ballarò sia sbilanciato a sinistra. A Granata - aggiunge - faccio notare che Fini fa politica tanto quanto il premier solo che poi si nasconde dietro l'istituzionalità della sua carica".
Berlusconi, commenta il capogruppo dell'Idv, Massimo Donadi, "si conferma per quel che è, un venditore di fumo arrogante e mistificatore. Le bugie sull'emergenza rifiuti non hanno bisogno di spiegazioni, la realtà è sotto gli occhi di tutti". E Antonio Di Pietro: "L'aggressione a Floris è la prova provata che Berlusconi è abituato solo a utili servi e a discepoli consenzienti". Osserva Giuseppe Giulietti, portavoce dell'associazione Articolo21: "Se ancora ci fosse stato bisogno di un prova dell'assenza di equilibrio che caratterizza il presidente del Consiglio, è puntualmente arrivata. Per l'ennesima volta ha dimostrato che non è in grado di accettare il contraddittorio e che non accetta altro che domande concordate. Sarà bene che il presidente Galimberti e il dg Masi ricordino al premier che valgono anche per lui le regole del contraddittorio e della buona educazione".
Fonte: Repubblica |