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 3/11/2012 11:20 AM | |
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 3/11/2012 11:31 AM | |
vivamaidire, 11/03/2012 11.20:
direi che dade può stare più che tranquillo, allora....
[Edited by (trekapo) 3/11/2012 11:32 AM]
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 3/11/2012 1:46 PM | |
vivamaidire, 11/03/2012 11.20:
Lo Scudetto?
Certo, se le ottanta squadre che ci sono prima di noi dicono "non gioco più, me ne vado", è possibile vincerlo...
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 3/11/2012 2:46 PM | |
vivamaidire, 11/03/2012 11.20:
Come dicono sempre i nostri: "Se venisse un epidemia, gli aerei cadessero e i treni deragliassero, forse."
Addio care vecchie bolle, ci mancherete molto, non vi dimenticheremo mai.
 e magari pure la bacheca! |
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 3/11/2012 3:07 PM | |
Da "Repubblica" di oggi:
Testo nascosto - clicca qui
SKOPJE - "Non avete capito niente. Lazio-Genoa l'ha fatta Sculli, non Mauri". Sculli? Sicuro? "Sculli. Con gli amici suoi di Genova. Al cento per cento. Anzi no, a un milione per cento. Se volete ve ne parlo. Però non qui, non ora".
"Andiamo in un posto più tranquillo, in montagna, dove saremo solo noi. Ho fatto preparare la cena a un mio amico". Sono le tre e mezza del pomeriggio, a Skopje, e quella che Hristiyan ha in mente è una cena molto, molto lunga.
Hristiyan è Ilievski, il principale latitante del calcioscommesse. Lo cerca la polizia, e l'Interpol. Secondo la procura di Cremona è la pedina chiave, l'uomo che avvicinava i giocatori di serie A per "fare le partite", li contattava tramite intermediari, li aspettava in albergo o nei ritiri con le borse piene di soldi, e li convinceva con le classiche "offerte che non si possono rifiutare". La mattina del primo giugno scorso, mentre Beppe Signori finiva in manette insieme con gli altri complici, lui è scappato dalla sua casa di Cernobbio e si è rifugiato qui, in Macedonia, protetto dalla propria fama e da un manipolo di bodyguard che lo chiamano boss. La strada per arrivare alla "casa dell'amico" è uno sterrato contorto e brullo che prima di arrampicarsi sulla roccia attraversa il quartiere albanese della città. Un incubo balcanico di strade e palazzoni grigi. Se non fossimo dentro la sua Bmw X5 bianca lucente, Hristiyan sputerebbe ad ogni incrocio per il disgusto di vedere così tanti albanesi in giro. Ma siamo in macchina, quindi si limita a bestemmiare. Attraverso la tela di un borsello nero accarezza il corpo della pistola, piccolo calibro con intarsi in legno, e poi sibila qualcosa in macedone. La "casa dell'amico" in realtà è un "ristorante privato" chiuso al pubblico ma attrezzato per servire in un ambiente lussuoso una manciata di ospiti particolari: la discrezione si paga in contanti.
"IL MIO NUMERO FORTUNATO"
Hristiyan è sterminato: un metro e novanta di altezza, peserà non meno di 110 chili. È un ex agente della polizia speciale macedone: la guerra del Kosovo gli ha lasciato una cicatrice sul viso e un'altra, molto più grande, che parte dal mignolo della mano destra e finisce all'altezza del polso, dove si confonde con l'inchiostro di un enorme "5" tatuato tanti anni fa. "È il mio numero fortunato", ride alludendo a chissà cosa. Perché, in questa storia, tatuaggi e cicatrici non sono un dettaglio. Anzi. La prima cosa che raccontano ai magistrati i calciatori avvicinati da Ilievski è proprio quel segno profondo sull'arcata sopraccigliare "di quell'uomo brutto", descritto come "enorme" e "silenzioso". "Brutto? - ride Ilievski - A me non sembra. Mia moglie dice di no. Certo è mia moglie... Comunque quelle cose di me le ha dette Micolucci. Me la ricordo quella notte, al parcheggio. Lui doveva darmi dei soldi da scommettere su una partita. Ed è vero che non parlavo, perché ero stanco. Ero partito in macchina da Cernobbio ed ero arrivato fino ad Ascoli. Era buio e lui parlava e parlava, e cercava di convincermi ad accettare un pagamento con assegni invece che in contanti. Guardavo davanti e così lui di me ha visto solo la cicatrice... mi spiace che si sia spaventato. Anzi no, non mi spiace. Però dire che il mio ruolo era quello di far paura ai giocatori è ridicolo".
"COME TONY MONTANA"
E allora, qual era il suo ruolo? "Quello di uno che scommette. A me e a Gegic (l'altro latitante di questa storia, ndr) ci hanno chiamato gli Zingari, Gipsy, come se fossimo una mafia. In realtà non siamo zingari e non siamo nemmeno un gruppo. Noi compriamo informazioni e scommettiamo. E basta. Mi chiamano i calciatori e mi dicono: "20mila su questo o su quel risultato". E io lo faccio facilmente, perché la gente si fida". Chi sono i calciatori? "Una trentina, 90 per cento di squadre di serie B, il resto di A. I nomi non te li dico, io non sono uno scarafaggio, io gli scarafaggi li schiaccio, come dice Tony Montana (Scarface, ndr). Lo conosci, no?" sorride, si china, solleva l'orlo dei pantaloni per mostrare il volto di Al Pacino che si è fatto tatuare sul polpaccio. "Ho letto Puzo (autore de Il padrino), conosco a memoria Scarface: so come ci si comporta, io".
Perché il cuore del calcioscommesse, secondo Ilievski, sono proprio i calciatori: "In Inghilterra non succede, in Italia invece sì: si mettono d'accordo, poi scommettono e vendono le informazioni. Quando le vendono a noi, o quando noi le scopriamo ci puntiamo sopra forte. Altrimenti le vendono a qualcun altro. Alla mafia siciliana, a quella albanese, agli ungheresi oppure a Beppe Signori che è uno dei capi del calcioscommesse in Italia. A tutti. Spesso sono gli stessi dirigenti dei club a mettersi d'accordo. Alla fine dello scorso anno, sono venuto io personalmente in Italia. Era quasi tutto già deciso, chi vinceva lo scudetto, chi andava in Europa, chi finiva in serie B. Quindi è stato un "festival". C'erano sei squadre che ritenevamo affidabili: Sampdoria, Cagliari, Bari, Lecce, Siena e Chievo. E noi abbiamo fatto un mucchio di soldi".
"SONO ANDATO A FORMELLO"
Sono le otto di sera. Le ciotole con le salse all'aglio e allo yogurt sono ormai relitti al centro del tavolo. Quello che Ilievski ha presentato come "l'amico" sta servendo la carne alla griglia. Hristiyan l'accompagna con grappa macedone, versata da un alambicco di rame. "Un sacco di soldi li abbiamo fatti anche con Lazio-Genoa. È andata così: io cercavo da un po' di parlare con qualcuno della Lazio, per avere informazioni sicure. Ma non ci riuscivo. Sono andato a Formello, vero, ma lì non ho incontrato nessuno. Però mi hanno detto: "Guarda che la partita è fatta. L'ha fatta Sculli. L'accordo è 1-1 per il primo tempo, poi nel secondo tempo partita vera, anche se alla fine il Genoa ha poi dato i tre punti alla Lazio che doveva andare in Champions" (la circostanza risulta anche dagli atti dell'indagine, mentre Sculli al Quello che "ha detto" è Zamperini? "Non sono uno scarafaggio, io. Il nome di Zamperini non lo farò mai. Gli ho rovinato la vita chiedendogli di trovarmi delle informazioni sul campionato di Serie A e adesso lo difenderò fino alla fine. Non sono come Gervasoni, uno che fa le estorsioni. Dopo la prima parte dell'inchiesta, quest'estate voleva andare da Mauri, "se non mi dà un milione di euro vado a Cremona e racconto tutto", aveva detto. Quello che so io è che quella dritta era giusta, Sculli ha "fatto" la partita e io ci ho guadagnato un sacco di soldi. E come me mezzo Lazio, inteso come regione, lo sapevano tutti". Come confermano anche i flussi delle giocate.
"I SOSIA DI LECCE"
Ciò che colpisce sono gli aneddoti e i dettagli. Come "la faccia di Bentivoglio" quando Ilievski entrava nella sua stanza d'albergo prima di Palermo-Bari. "Masiello l'aveva costretto a incontrarmi per farmi vedere che la partita era aggiustata. Io gli avrei dato dei soldi per quella dritta, il Bari avrebbe perso quasi certamente e lui avrebbe fatto il colpo. Ma si vedeva da un chilometro di distanza che Bentivoglio se la stava facendo addosso: tremava, era pallido. Mi stavano truffando. E allo stadio si è visto subito. Così mi sono coperto: ho chiamato il mio amico Dan a Singapore (il capo del calcioscommesse mondiale, secondo i pm, ndr) e gli ho detto, "punta sul Palermo", così siamo andati in pari". Oppure come il "numero di Erodiani": il tabaccaio di Ancona, per farsi fare credito su una partita del Lecce si sarebbe presentato al casello autostradale insieme a tre "sosia" di giocatori giallorossi che dovevano garantire la combine: "Me ne accorsi subito, per fortuna, se no andavamo rovinati".
Hristiyan interrompe il suo racconto. Il padrone di casa ha messo a tutto volume "Caruso" cantata, al Pavarotti and Friends, da Pavarotti insieme a Dalla. Il viso di Hristiyan si contrae in un'espressione commossa, prossima al pianto, ma senza lacrime. "È la mia preferita", dice in italiano (e infatti costringerà il padrone di casa a rimetterla una dozzina di volte). "Comunque penso che prima o poi verrò in Italia. Io amo l'Italia. Mi farò un po' di carcere, lo so. Ma non posso continuare a vivere qui, così. Chiarirò tutto e tornerò a casa mia, a Cernobbio". Arrivano i dolci. Ma Hristiyan continua a mangiare salsicce affumicate. E a commuoversi per "Caruso". In carcere un sacco di gente gli farà delle domande, osserva il suo bodyguard. Proprio in quel momento un piccolo scarafaggio decide di attraversare la sala. Hristiyan lo guarda per un attimo. Lo raccoglie delicatamente. Lo mostra ai commensali. Sorride. Poi, lo schiaccia.
vivamaidire, 11/03/2012 11.20:
 Vmd, già la stagione è drammatica, non ti ci mettere pure tu
[Edited by mordenteddy 3/11/2012 3:08 PM] |
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 3/11/2012 4:12 PM | |
mordenteddy, 11/03/2012 15.07:
Da "Repubblica" di oggi:
Testo nascosto - clicca qui
SKOPJE - "Non avete capito niente. Lazio-Genoa l'ha fatta Sculli, non Mauri". Sculli? Sicuro? "Sculli. Con gli amici suoi di Genova. Al cento per cento. Anzi no, a un milione per cento. Se volete ve ne parlo. Però non qui, non ora".
"Andiamo in un posto più tranquillo, in montagna, dove saremo solo noi. Ho fatto preparare la cena a un mio amico". Sono le tre e mezza del pomeriggio, a Skopje, e quella che Hristiyan ha in mente è una cena molto, molto lunga.
Hristiyan è Ilievski, il principale latitante del calcioscommesse. Lo cerca la polizia, e l'Interpol. Secondo la procura di Cremona è la pedina chiave, l'uomo che avvicinava i giocatori di serie A per "fare le partite", li contattava tramite intermediari, li aspettava in albergo o nei ritiri con le borse piene di soldi, e li convinceva con le classiche "offerte che non si possono rifiutare". La mattina del primo giugno scorso, mentre Beppe Signori finiva in manette insieme con gli altri complici, lui è scappato dalla sua casa di Cernobbio e si è rifugiato qui, in Macedonia, protetto dalla propria fama e da un manipolo di bodyguard che lo chiamano boss. La strada per arrivare alla "casa dell'amico" è uno sterrato contorto e brullo che prima di arrampicarsi sulla roccia attraversa il quartiere albanese della città. Un incubo balcanico di strade e palazzoni grigi. Se non fossimo dentro la sua Bmw X5 bianca lucente, Hristiyan sputerebbe ad ogni incrocio per il disgusto di vedere così tanti albanesi in giro. Ma siamo in macchina, quindi si limita a bestemmiare. Attraverso la tela di un borsello nero accarezza il corpo della pistola, piccolo calibro con intarsi in legno, e poi sibila qualcosa in macedone. La "casa dell'amico" in realtà è un "ristorante privato" chiuso al pubblico ma attrezzato per servire in un ambiente lussuoso una manciata di ospiti particolari: la discrezione si paga in contanti.
"IL MIO NUMERO FORTUNATO"
Hristiyan è sterminato: un metro e novanta di altezza, peserà non meno di 110 chili. È un ex agente della polizia speciale macedone: la guerra del Kosovo gli ha lasciato una cicatrice sul viso e un'altra, molto più grande, che parte dal mignolo della mano destra e finisce all'altezza del polso, dove si confonde con l'inchiostro di un enorme "5" tatuato tanti anni fa. "È il mio numero fortunato", ride alludendo a chissà cosa. Perché, in questa storia, tatuaggi e cicatrici non sono un dettaglio. Anzi. La prima cosa che raccontano ai magistrati i calciatori avvicinati da Ilievski è proprio quel segno profondo sull'arcata sopraccigliare "di quell'uomo brutto", descritto come "enorme" e "silenzioso". "Brutto? - ride Ilievski - A me non sembra. Mia moglie dice di no. Certo è mia moglie... Comunque quelle cose di me le ha dette Micolucci. Me la ricordo quella notte, al parcheggio. Lui doveva darmi dei soldi da scommettere su una partita. Ed è vero che non parlavo, perché ero stanco. Ero partito in macchina da Cernobbio ed ero arrivato fino ad Ascoli. Era buio e lui parlava e parlava, e cercava di convincermi ad accettare un pagamento con assegni invece che in contanti. Guardavo davanti e così lui di me ha visto solo la cicatrice... mi spiace che si sia spaventato. Anzi no, non mi spiace. Però dire che il mio ruolo era quello di far paura ai giocatori è ridicolo".
"COME TONY MONTANA"
E allora, qual era il suo ruolo? "Quello di uno che scommette. A me e a Gegic (l'altro latitante di questa storia, ndr) ci hanno chiamato gli Zingari, Gipsy, come se fossimo una mafia. In realtà non siamo zingari e non siamo nemmeno un gruppo. Noi compriamo informazioni e scommettiamo. E basta. Mi chiamano i calciatori e mi dicono: "20mila su questo o su quel risultato". E io lo faccio facilmente, perché la gente si fida". Chi sono i calciatori? "Una trentina, 90 per cento di squadre di serie B, il resto di A. I nomi non te li dico, io non sono uno scarafaggio, io gli scarafaggi li schiaccio, come dice Tony Montana (Scarface, ndr). Lo conosci, no?" sorride, si china, solleva l'orlo dei pantaloni per mostrare il volto di Al Pacino che si è fatto tatuare sul polpaccio. "Ho letto Puzo (autore de Il padrino), conosco a memoria Scarface: so come ci si comporta, io".
Perché il cuore del calcioscommesse, secondo Ilievski, sono proprio i calciatori: "In Inghilterra non succede, in Italia invece sì: si mettono d'accordo, poi scommettono e vendono le informazioni. Quando le vendono a noi, o quando noi le scopriamo ci puntiamo sopra forte. Altrimenti le vendono a qualcun altro. Alla mafia siciliana, a quella albanese, agli ungheresi oppure a Beppe Signori che è uno dei capi del calcioscommesse in Italia. A tutti. Spesso sono gli stessi dirigenti dei club a mettersi d'accordo. Alla fine dello scorso anno, sono venuto io personalmente in Italia. Era quasi tutto già deciso, chi vinceva lo scudetto, chi andava in Europa, chi finiva in serie B. Quindi è stato un "festival". C'erano sei squadre che ritenevamo affidabili: Sampdoria, Cagliari, Bari, Lecce, Siena e Chievo. E noi abbiamo fatto un mucchio di soldi".
"SONO ANDATO A FORMELLO"
Sono le otto di sera. Le ciotole con le salse all'aglio e allo yogurt sono ormai relitti al centro del tavolo. Quello che Ilievski ha presentato come "l'amico" sta servendo la carne alla griglia. Hristiyan l'accompagna con grappa macedone, versata da un alambicco di rame. "Un sacco di soldi li abbiamo fatti anche con Lazio-Genoa. È andata così: io cercavo da un po' di parlare con qualcuno della Lazio, per avere informazioni sicure. Ma non ci riuscivo. Sono andato a Formello, vero, ma lì non ho incontrato nessuno. Però mi hanno detto: "Guarda che la partita è fatta. L'ha fatta Sculli. L'accordo è 1-1 per il primo tempo, poi nel secondo tempo partita vera, anche se alla fine il Genoa ha poi dato i tre punti alla Lazio che doveva andare in Champions" (la circostanza risulta anche dagli atti dell'indagine, mentre Sculli al Quello che "ha detto" è Zamperini? "Non sono uno scarafaggio, io. Il nome di Zamperini non lo farò mai. Gli ho rovinato la vita chiedendogli di trovarmi delle informazioni sul campionato di Serie A e adesso lo difenderò fino alla fine. Non sono come Gervasoni, uno che fa le estorsioni. Dopo la prima parte dell'inchiesta, quest'estate voleva andare da Mauri, "se non mi dà un milione di euro vado a Cremona e racconto tutto", aveva detto. Quello che so io è che quella dritta era giusta, Sculli ha "fatto" la partita e io ci ho guadagnato un sacco di soldi. E come me mezzo Lazio, inteso come regione, lo sapevano tutti". Come confermano anche i flussi delle giocate.
"I SOSIA DI LECCE"
Ciò che colpisce sono gli aneddoti e i dettagli. Come "la faccia di Bentivoglio" quando Ilievski entrava nella sua stanza d'albergo prima di Palermo-Bari. "Masiello l'aveva costretto a incontrarmi per farmi vedere che la partita era aggiustata. Io gli avrei dato dei soldi per quella dritta, il Bari avrebbe perso quasi certamente e lui avrebbe fatto il colpo. Ma si vedeva da un chilometro di distanza che Bentivoglio se la stava facendo addosso: tremava, era pallido. Mi stavano truffando. E allo stadio si è visto subito. Così mi sono coperto: ho chiamato il mio amico Dan a Singapore (il capo del calcioscommesse mondiale, secondo i pm, ndr) e gli ho detto, "punta sul Palermo", così siamo andati in pari". Oppure come il "numero di Erodiani": il tabaccaio di Ancona, per farsi fare credito su una partita del Lecce si sarebbe presentato al casello autostradale insieme a tre "sosia" di giocatori giallorossi che dovevano garantire la combine: "Me ne accorsi subito, per fortuna, se no andavamo rovinati".
Hristiyan interrompe il suo racconto. Il padrone di casa ha messo a tutto volume "Caruso" cantata, al Pavarotti and Friends, da Pavarotti insieme a Dalla. Il viso di Hristiyan si contrae in un'espressione commossa, prossima al pianto, ma senza lacrime. "È la mia preferita", dice in italiano (e infatti costringerà il padrone di casa a rimetterla una dozzina di volte). "Comunque penso che prima o poi verrò in Italia. Io amo l'Italia. Mi farò un po' di carcere, lo so. Ma non posso continuare a vivere qui, così. Chiarirò tutto e tornerò a casa mia, a Cernobbio". Arrivano i dolci. Ma Hristiyan continua a mangiare salsicce affumicate. E a commuoversi per "Caruso". In carcere un sacco di gente gli farà delle domande, osserva il suo bodyguard. Proprio in quel momento un piccolo scarafaggio decide di attraversare la sala. Hristiyan lo guarda per un attimo. Lo raccoglie delicatamente. Lo mostra ai commensali. Sorride. Poi, lo schiaccia.
vivamaidire, 11/03/2012 11.20:
 Vmd, già la stagione è drammatica, non ti ci mettere pure tu
l'ho fatto per sdrammatizzare!!!!!
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| | | Post: 7,871 | Registered in: 6/15/2008
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 3/11/2012 5:48 PM | |
il "silenzio stampa" indetto dalla Juve è da lacrime agli occhi...
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| | | Post: 1,910 | Registered in: 2/10/2010
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 3/11/2012 6:32 PM | |
(trekapo), 11/03/2012 17.48:
il "silenzio stampa" indetto dalla Juve è da lacrime agli occhi...
Quando l'ho letto pensavo fosse uno scherzo. Quando gli arbirti "sbagliavano", sarebbe meglio dire truffavano, a loro favore dicevano: "Gli errori nel calcio capitano". Ora che sbagliano a loro sfavore, ma ricordo che c'era anche un rigore per il Genoa, dicono: "Guardate le immagini e capirete". Non hanno proprio vergogna. [Edited by dade 494 3/11/2012 6:32 PM]
Addio care vecchie bolle, ci mancherete molto, non vi dimenticheremo mai.
 e magari pure la bacheca! |
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 3/11/2012 6:34 PM | |
Mi limito a dire che da mesi mi auguro che lo scudetto venga vinto dal Milan.  Non aggiungo altro |
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 3/11/2012 6:39 PM | |
mordenteddy, 11/03/2012 18.34:
Mi limito a dire che da mesi mi auguro che lo scudetto venga vinto dal Milan.  Non aggiungo altro
 .
Come direbbe Maffoni "ho preso uno spavento" perchè ho capito quello che intendi (e non posso che sottoscrivere le motivazioni)
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| | | Post: 9,010 | Registered in: 2/22/2009
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 3/12/2012 10:37 AM | |
pelle d'oca
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| | | Post: 1,910 | Registered in: 2/10/2010
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 3/12/2012 1:59 PM | |
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 3/12/2012 7:19 PM | |
no ma mi dovete spiegare eh, mezza serie a piange ogni domenica, se si lamenta la juve ehhh... fanno pressione agli arbitri, rendono invivibile la vigilia della partita.
viva il silenzio stampa, anzi, auspischerei un bel silenzio stampa ad oltranza di tutte e 20 le squadre di serie a.
p.s. non c'era nessun rigore per il genoa, lo hanno detto tutti i quotidiani (gazzetta compresa, notoriamente filojuventina), programmi e persino conoscenti milanisti. ma vabbè, per dade è rigore e così sia. [Edited by bee-vis 3/12/2012 7:27 PM]
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 3/12/2012 7:28 PM | |
Non c'era rigore per il Genoa?
Il fatto che i giornali, Gazzetta compresa, sostengano il contrario è un motivo in più per ritenere che il rigore per il Genoa fosse sacrosanto [Edited by mordenteddy 3/12/2012 7:32 PM] |
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 3/12/2012 7:31 PM | |
non c'era rigore, pirlo va nettamente sulla palla (prendendola). e le gambe non se le può tagliare. molti sul momento han detto che era rigore, poi hanno rivisto e hanno detto che non c'era. ma per carità, non voglio minare le vostre certezze. [Edited by bee-vis 3/12/2012 7:32 PM]
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 3/12/2012 7:37 PM | |
Non sono per nulla d'accordo, ma non ho intenzione di tradire le mie abitudini: con gli juventini si può parlare di tutto, da figa in giù, tranne che di calcio. |
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 3/12/2012 8:18 PM | |
bee-vis, 12/03/2012 19.19:
no ma mi dovete spiegare eh, mezza serie a piange ogni domenica, se si lamenta la juve ehhh... fanno pressione agli arbitri, rendono invivibile la vigilia della partita.
viva il silenzio stampa, anzi, auspischerei un bel silenzio stampa ad oltranza di tutte e 20 le squadre di serie a.
p.s. non c'era nessun rigore per il genoa, lo hanno detto tutti i quotidiani (gazzetta compresa, notoriamente filojuventina), programmi e persino conoscenti milanisti. ma vabbè, per dade è rigore e così sia.
Non sono affatto d'accordo: non è facendo silenzio stampa che si fanno migliorare gli arbitri. Anzi si mette loro addosso più pressione che li porta a sbagliare ulteriormente. Io la partita della Juve non l'ho vista. Ma: Quelli che, Catersport, i miei 3 compagni di classe juventini, hanno ammesso che c'era rigore per il Genoa. Effettivamente il fatto che Caputi e Tombolini dicano che c'era il rigore per il Genoa mi fa dubitare, ma da come Idris si arrampicava sugli specchi ho capito che c'era. E mi fido più di Ferrentino (juventino) che di tutti i giornali sportivi del mondo messi insieme.
Detto questo:
500
Addio care vecchie bolle, ci mancherete molto, non vi dimenticheremo mai.
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 3/13/2012 10:57 AM | |
bee-vis, 12/03/2012 19.19:
no ma mi dovete spiegare eh, mezza serie a piange ogni domenica, se si lamenta la juve ehhh... fanno pressione agli arbitri, rendono invivibile la vigilia della partita.
Ma se sbaglia mezza serie A, perchè deve farlo anche la Juve? Cosa siamo: come i bambini dell'asilo? Eddai su....
Sbagliano tutti i "lamentini" e non solo qui, ma anche sui giornali e in tv, si sono sempre fatti risaltare con toni negativi i lamenti di mazzarri, di mourinho, di zamparini, di leonardi e molti altri dirgenti e allenatori: la juve non è certo la prima in questo senso. Ovviamente quando a lamentarsi sono Juve, Milan e Inter la cosa fa più notizia ma è troppo comodo ricordarsi solo delle ingiustizie subite e non dei favori, caro bee...è troppo comodo...
bee-vis, 12/03/2012 19.19:
viva il silenzio stampa, anzi, auspischerei un bel silenzio stampa ad oltranza di tutte e 20 le squadre di serie a.
se il silenzio stampa fosse fatto per evitare di dire stronzate, lo renderei obbligatorio per tutti. Se fosse fatto partendo da questi presupposti...se...
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 3/13/2012 12:22 PM | |
Testo nascosto - clicca qui
Bisognerebbe poi chiedersi di cosa si deve lamentare la Juve, dopo quanto successo a Milano e a Genova.
Agnelli sr e Boniperti sostenevano di non voler essere provinciali come coloro che si lamentano: gli eredi o sono diventati provinciali oppure erano abituati fin troppo bene prima
«Abbiamo allestito una rosa molto ampia con tanti ricambi. Per esempio a centrocampo abbiamo 8 giocatori per 3 posti. Li cito a memoria: Gattuso, Albertini, Van Bommel, Emanuelson, Nocerino, Aquilani, PRENS, Flamini» (Silvio Berlusconi, intervento telefonico al «Processo di Biscardi»)
“Mi sto mangiando il secondo testicolo. Il primo l’ho già mangiato”. (Zamparini sull'esonero di Pioli)
[Edited by mordenteddy 3/13/2012 12:23 PM] |
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 3/13/2012 12:56 PM | |
Secondo me
Episodio 1: Non c'è rigore.Matri stratona prima Carvalho cercando di liberarsi tirando la maglio volontariamente e poi Carvalho lo cintura.Il primo fallo è di Matri.
Episodio 2: Il fallo di mano mi sembra involontario e colpa di Seitiro che è talmente leggero che quando la palla finisce sul piede involontariamente i finisce sul braccio è simile all'episodio del Bentegodi sanzionato con un rigore generoso all'Inter.
Episodio 3:L'utilità dei giudici di linea lo si vede in questi episodi.Gol regolare Pepe parte da dietro e batte Frey.Il guardalinee è coperto era indeciso ed ha alzato la bandierina sbagliondo errore umano.Se ci fosse stato il giudice di linea il gol sarebbe stato convalidato
Episodio 4: Grave errore di Rizzoli se agli Europei sorvola un fallo da rigore di questo genere Collina lo strangola.Rigore nettissimo e non solo ammonizione a Marchisio per chiara occasione da gol.Palacio con lo specchio libero calcia , Marchisio da dietro lo pesta falciandolo.Rigore negato al Genoa e un internazionale come Rizzoli non può non darlo.
Episodio 5: Andrea nel Milan aveva il vizio di entrare in quel modo ma va nettamente sul pallone mentre Rossi cerca il contatto con il giocatore della Juve.Non gli riesce e si tuffa.Fa bene Rizzoli a non dare la massima punizione
Risultato finale: 1-1 se il rigore veniva segnato
Detto questo il silenzio stampa della Juve è RIDICOLO che iniziano a prendersela con i loro attaccanti che non la mettono dentro
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