Ecco che torno a farmi vivo, ad un anno di distanza dalle mie prime recensioni (
Iseran e
Scheidegg), con la descrizione di un altro fantastico giro lungo le bellissime salite che le Alpi ci offrono.
E proseguo questa mia carrellata col più bel giro che, finora, io abbia mai fatto: il Susten-Grimsel-Furka, in piena Svizzera tedesca!
Non sono certo il primo a parlarne (il Sito [URL=www.salitomania.it]www.salitomania.it, che peraltro me l’ha fatto conoscere, ne offre ai suoi visitatori una splendida descrizione), ma non potevo (dopo averlo fatto tre volte: una all’anno dal 2006 ad oggi!) non cimentarmi anch’io nel provare a descriverne le meraviglie che questo tracciato offre al “salitomane” che decide di percorrere le sue strade!
Non so se riuscirò a rendere l’idea, ma credetemi: se vi piace pedalare lungo splendidi scenari d’alta montagna (pascoli, ghiacciai, dighe, laghi artificiali,vette over 4000m) poche altre “gite” vi sapranno regalare soddisfazioni più di questa!
Dati tecnici:
Percorso: Goeschen, Wassen, Sustenpass, Innertkirchen, Grimselpass, Gletsch, Furkapass, Realp, Hospental, Andermatt, Goeschen.
Lunghezza: 120 km circa
Dislivello totale: 3.400 m circa
Grafico:
Eventuali deviazioni consigliate:
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Steingletscher (al km 27): stradina a pedaggio che s'intrufola direttamente all'interno dello splendido ghiacciaio (aggiungete 6km e circa 250m di dislivello);
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Oberaar See (al km 76): stradina a senso unico alternato che fiancheggia dall'alto i laghi artificiali che caratterizzano il Grimselpass e che termina di fronte alla spettacolare diga circondata da vette "over 4000" (aggiungete 11km e circa 300m di dislivello);
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Goschener Alp (direttamente da Goschenen): salita isolata che permette di raggiungere la diga "dall'altra parte" del ghiacciaio del Rodano (aggiungete 19km e circa 750m di dislivello)
Le salite:
Wassen - Sustenpass: da 920 m a 2224 m in 17,4 km
Innertkirchen - Grimselpass: da 625 m a 2165 m in 26,0 km
Gletsch - Furkapass: da 1760 a 2431 m in 10,2 km
La località di partenza:
Goschenen è il primo paese che si incontra non appena superato il traforo del San Gottardo (ovviamente per chi proviene dall’Italia).
Francamente il trasferimento in auto era una delle cose che mi davano più da pensare, nel progettare questa “gita” in giornata, soprattutto per il passaggio attraverso il tunnel del San Gottardo (avevo letto di code kilometriche...), e invece mi sono dovuto ricredere.
L’inizio del tunnel è distante circa 120km dal confine con l’Italia (pertanto un’ora circa di Autostrada) e, se partite presto, in modo da essere per le 7:00 al massimo ad Airolo difficilmente troverete coda (a meno che non scegliate di viaggiare in uno di quei giorni da “bollino rosso”!).
Un po’ diverso il discorso per quanto riguarda il ritorno; difatti l’immissione nel tunnel da Goschenen non è sempre possibile (poiché quando c’è molto traffico, essendo l’ultimo svincolo prima del San Gottardo, l’entrata viene chiusa): fate quindi attenzione quando state percorrendo la rotonda che vi immette nell’Autostrada se è segnalata o meno la possibilità di accedere al traforo. Se non è possibile entrare non perdetevi d’animo: potete o proseguire fino a Wassen e quindi immettervi nell’Autostrada sorbendovi tutta la coda per entrare nel Traforo o (meglio!) fare dietrofront, salire in auto fino al Passo del San Gottardo e da lì scendere ad Airolo.
In ogni caso io, quando sono andato di sabato (e quindi senza TIR), non ho mai trovato vietato l’accesso al Traforo.
Tornando a Goschenen: troverete facilmente parcheggio non appena usciti dall’Autostrada seguendo le indicazioni per Goschener Alp; vi sono infatti diversi ampi parcheggi e diverse fontane pronte a riempirvi le borracce prima di iniziare la vostra splendida cavalcata!
Il percorso:
Come scritto, iniziamo il nostro percorso da Goschenen e, per riscaldarci (anzi: raffreddarci!), i pochi chilometri che ci separano da Wassen sono tutti i discesa: vestitevi adeguatamente perché nella stretta valle il sole sorge molto tardi e questo sarà il tratto più freddo in assoluto dell’intero percorso che farete (ancor più delle discese dagli oltre 2000m delle tre vette che andrete a conquistare).
Giunti a Wassen la deviazione a sinistra per il Sustenpass è facilmente individuabile.
Ci vestiamo “da salita” e attacchiamo con tranquillità uno dei più bei passi alpini della Svizzera, che si presenta subito con un paio di tornanti, di gallerie e di rettilinei che ci fanno rapidamente guadagnare quota.
Superati l’ultima galleria paravalanghe ed uno dei pochi rettilinei ombreggiati della salita, sbuchiamo nell’incantevole Meientall, dove ci aspetta l’unico chilometro dove possiamo “tirare il fiato”.
Dopodiché ci aspetteranno 11 km all’8% di pendenza media prima di arrivare al valico.
Quello che sulla carta è il tratto di salita più impegnativo dell’intera giornata, in realtà si rivela meno duro del previsto: la vallata è ancora fresca (il fattore caldo diventerà presto determinante ai fini della “fatica percepita”: ce ne accorgeremo sul Grimsel e sul Furka!), inoltre la pendenza è costante e senza strappi.
Quindi, più che per la durezza, il Susten rimarrà impresso nei nostri ricordi per il suo incedere senza tornanti fiancheggiando dall’alto l’idilliaca Meientall, per le numerose cascatelle laterali, per l’imponente guglia del Piz Titlis prima e la vetta innevata del Sustenhorn poi!
E – soprattutto – rimarrà nei nostri ricordi per il meraviglioso Steingletscher che ci attende dall’altra parte della galleria che divide versante est e versante ovest della salita.
Impossibile, specie all’inizio della discesa (segnalo una provvidenziale fontanella dall’acqua freschissima sulla destra all’altezza del primo tornante), non rimanere a bocca aperta di fronte al suo splendore:
La discesa attraverso la Gadmentall si rivela più lunga ed irregolare rispetto alla salita, ma anch’essa con panorami veramente degni di nota:
Cercate di riposarvi per benino durante questa discesa perché, non appena giunti ad Innertkirchen (già da me definito “crocevia” di numerosa salite: Susten, Grimsel, Engstlenalp, Brunig, Grosse Scheidegg), si gira immediatamente a sinistra per attaccare senza soluzione di continuità l’interminabile salita al Grimselpass!
Salita veramente lunga che può mettere in difficoltà non tanto per la sua durezza (in pochi tratti si supera il 10%) quanto per la quasi totale assenza di ombra. Ricordatevi pertanto di bere e bagnarvi con costanza nella prima parte dell’ascesa (quella più facile), altrimenti il caldo potrebbe giocarvi un brutto scherzo.
Attenzione soprattutto all’attraversamento quasi in falsopiano di Guttannen: lì troverete infatti le ultime fontane per i successivi 45 km! Per il prosieguo della scalata al Grimsel, la successiva discesa e addirittura per tutto il Furka non ci saranno infatti ulteriori possibilità di rifornimento idrico (l’unica crepa che finora ho riscontrato nella proverbiale “efficienza svizzera”): da lì in poi o vi fermerete nei locali di ristoro sui passi e/o a Gletsch o (come me...) vi rifornirete direttamente dalle fontanelle naturali che sgorgano in alcuni punti ai lati dell’asfalto (non sarà proprio super-igienico, ma non m’è mai successo nulla...).
Ma torniamo alla salita...
La “vera” scalata al Grimsel possiamo dire che cominci a 1450m slm dove un cartello indicante l’11% preannuncia il tratto più duro della salita: i successivi 10 km presentano infatti due tratti riposanti in corrispondenza dell’attraversamento dei laghetti artificiali (vedi foto) e ben 8 km all’8% di pendenza media.
Caratteristici, in questa parte, il passaggio a tratti in pavé esterno alla galleria e i tornantoni finali con il Grimsel Hospiz che osserva le nostre fatiche da lontano.
Fatiche che si concludono in uno splendido pianoro (dal quale parte la splendida deviazione all’Oberaar See) ricco di rifugi e ristoranti e dove non manca il caratteristico laghetto...
Ma le nostre fatiche non sono finite: ci aspetta l’ultima fatica di giornata, il Furka.
E, prima di affrontare la salita più breve – ma dalle pendenze più “cattive” del tragitto – un altro indimenticabile spettacolo è pronto a svelarsi ai nostri occhi… Poco prima di affrontare infatti la discesa del Grimsel ecco cosa si presenta davanti a noi:
Il ghiacciaio del Rodano, in tutto il suo splendore, tagliato da un’infinità di tornanti asfaltati tra Furka, Grimsel, il pittoresco paesino di Gletsch, l’hotel Belvedere in lontananza, le vette del Vallese, il trenino a vapore... Semplicemente un belvedere indimenticabile!...
E gli ultimi chilometri in salita della giornata, quelli del Furka, pur essendo in teoria quelli meno impegnativi, potrebbero essere quelli che metteranno in difficoltà il “salitomane” poco accorto. Difatti, dopo la prima parte relativamente poco impegnativa, ci aspettano i 2 chilometri più ostici del tragitto: prima dell’Hotel Belvedere ci attendono alcune rampe oltre il 10% che, sotto il sole cocente del pomeriggio (su tutto il Furka non si segnala neanche un albero a regalarci la sua ombra!), e dopo oltre 3000 m di dislivello, si faranno senz’altro sentire.
Non resta altro che soffrire in silenzio osservando la serpentina dei tornanti che poco a poco “cede” sotto le nostre ruote e le vette intorno a noi che, via via che ci innalziamo, appaiono sempre più grandiose.
Quando alla fine, quasi in falsopiano, abbandoniamo la vista del Grimselpass, superiamo il valico e ci affacciamo nuovamente verso il Canton Uri possiamo veramente sentirci orgogliosi di noi stessi, consci di aver compiuto un’impresa ciclistica “mica da ridere”!...
Da lì ci attende meno di un’ora di discesa prima di rientrare a Goschenen.
La discesa del Furka presenta prima alcuni lunghi rettilinei (attenti all’asfalto che in questa parte non è perfetto ma pieno di avvallamenti), poi una serie di tornanti che sovrastano il paesino di Realp.
A Realp ricordiamo che, appena superata la piazza principale, c’è seminascosta sulla nostra sinistra la prima (provvidenziale!) fontanella dopo Guttannen (oltre 40 km fa...), per chi fosse rimasto a secco.
Riempite per l’ultima volta le borracce, proseguiamo diritti verso Hospental (bivio per il San Gottardo) e Andermatt (bivio per l’Oberalp pass) prima di tuffarci a capofitto nella gola dai ritmici tornanti che ci condurrà in un attimo al paesino dal quale eravamo partiti in mattinata.
Impossibile, una volta giunti al traguardo, non voltarsi alla propria sinistra per osservare le vette che circondano la Goschener Alp e che ci avevano accolto poche ore prima alla nostra uscita dal Traforo del San Gottardo.
E, perché no?, se avete ancora benzina, perché non provare a raggiungerle?... almeno fino a dove l’asfalto ce lo consente?!...
Le eventuali deviazioni
Steingletscher
Salita non ancora recensita dal Sito che si inoltra, su una strada a pedaggio perfettamente asfaltata, fin dentro il ghiacciaio che si ammira dal Sustenpass. La salita alterna strappi duri al 15% a brevi falsipiani e, nonostante sia molto breve, ci consente di superare quasi 250 m di dislivello terminando in un piazzale sterrato che “dà del tu” ai ghiacciai che lo circondano.
Non credevo fosse possibile che una strada asfaltata potesse condurmi in un paesaggio così di alta montagna:
Emozionante anche osservare da una prospettiva diversa il Sustenpass e il Sustenhorn, nonché tutti gli alpinisti che si arrampicano direttamente sul ghiacciaio.
Una salita “inedita” veramente indimenticabile!
Oberaar See
Salita che non scopro certo io, e che parte direttamente dalla sommità del Grimselpass.
La stradina strettissima corre parallela, ad altezze vertiginose, al Grimsel See ed alterna strappi over 10% ad antipatiche (soprattutto al ritorno...) contropendenze.
Il tutto termina a quasi 2400m di quota laddove possiamo ammirare il laghetto artificiale dell’Oberaar, con l’omonimo ghiacciaio che si tuffa direttamente nelle sue acque turchesi in un panorama dominato da alcune delle vette “over 4000” più importanti della Svizzera!
Goschener Alp
Anche questa salita non è ancora recensita dal Sito, pur essendo una salita di tutto rispetto (quasi 700 m di dislivello in meno di 10 km).
Porta direttamente dal centro di Goschenen alla diga che la sovrasta (a quota 1800 m), dove splendide vedute si aprono ai nostri occhi, sia verso la valle sottostante...
...sia verso il lago artificiale, completamente circondato da vette innevate e cascate fragorose, che la stessa diga genera (la foto non rende l’idea perché la luce e l’orario non mettevano certo in risalto lo splendore delle vette innevate...).
Ciclisticamente parlando, la salita presenta una prima parte con alcuni strappi ma una pendenza media decisamente “abbordabile” (5%) e gli ultimi 6 km con una pendenza media vicina al 9%!
Provvidenziali sono alcuni passaggi in mezzo alle piante e in alcune gallerie (piccole, brutte e non illuminate!) che permettono di portare un po’ di refrigerio in una salita altrimenti da “bollino rosso”, se fatta in pieno pomeriggio!
In definitiva...
Un percorso ad anello impegnativo, ricco di possibili deviazioni (oltre a quelle che ho segnalato si potrebbero aggiungere la Engstlenalp, il San Gottardo, l’Oberalp...), e pertanto da fare e rifare ALMENO una volta all’anno.
Il più bel giro, a mio parere, per paesaggi che le Alpi ci possano offrire (anche se un capitolo a parte, lo ammetto, lo meriterebbero le Dolomiti – sulle cui strade, ahimé, ho pedalato finora solo una volta in vita mia!).
E, soprattutto (perché era uno dei punti che mi “bloccavano” nell’intraprenderlo), logisticamente più vicino all’Italia di quanto uno possa immaginare (da Milano sono poco meno di due ore di auto).
Spero che la mia ricca recensione possa essere utile a qualcuno e, se volete ulteriori informazioni in merito, non avrete che da chiedere.
Se anche solo riuscirò a convincere uno di voi a provare a rifare la mia “gita”, vorrà dire che non avrò scritto tutto questo per niente...
Le foto sono tante, lo so, ma non sono proprio riuscito a metterne di meno.
Ho cercato di inserirne qualcuna scattata a giugno, qualcuna a luglio e qualcuna ad agosto, in modo da farvi vedere questi splendidi posti lungo tutto l’arco dell’estate.
Alla prossima,
Emiliano
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