Berlino Est, 1984. Il capitano Gerd Wiesler è l'abile, spietato, solerte agente HGW XX/7 della famigerata Stasi, la Polizia di Stato che crea un clima di terrore tra i cittadini della DDR. Per la sua abilità e lealtà il tenente colonnello Anton Grubitz gli affida il compito di mettere sotto stretta sorveglianza il drammaturgo di successo Georg Dreyman, autore apprezzatissimo e fra i più importanti intellettuali dal regime comunista. Infatti il ministro della cultura Bruno Hempf vorrebbe farlo imprigionare per avere via libera con la sua compagna Christa-Maria Sieland, celebre attrice teatrale, di cui è invaghito.
Il film ricrea a mio parere efficacemente il clima di assenza di libertà e sospetto soffocante del regime DDR. Trattati efficacemente i temi della libertà umana e della sua oppressione, del coraggio di fare scelte a costo di fronteggiarne le conseguenze, e della essenzialità dell'arte e del pensiero libero perché valga la pena vivere. Molto bello, toccante ed umano il personaggio dell'agente HGW XX/7.
Accennata una interessante riflessione su quanto necessiti coraggio la scelta che ciascuno fa di fronte ad un regime evidente ictu oculi, ma di quanto sia più insolito e necessitante ancor maggior forza schierarsi quando la perdita di libertà ed umanità (la Germania dopo la caduta del muro, nel discorso che fa a teatro il viscido ex ministro Hempf) sono più striscianti.
Film bellissimo e commovente, voto 8.
Peraltro ha vinto l'oscar per miglior film straniero
Modificato da Sig.Leonardodavinci 07/05/2007 17.31
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