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Facebook   Le vite degli altri [Henckel von Donnersmarck, 2006]Last Update: 8/20/2007 11:52 PM
5/7/2007 4:56 PM
 
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Bagneddiano
Berlino Est, 1984. Il capitano Gerd Wiesler è l'abile, spietato, solerte agente HGW XX/7 della famigerata Stasi, la Polizia di Stato che crea un clima di terrore tra i cittadini della DDR. Per la sua abilità e lealtà il tenente colonnello Anton Grubitz gli affida il compito di mettere sotto stretta sorveglianza il drammaturgo di successo Georg Dreyman, autore apprezzatissimo e fra i più importanti intellettuali dal regime comunista. Infatti il ministro della cultura Bruno Hempf vorrebbe farlo imprigionare per avere via libera con la sua compagna Christa-Maria Sieland, celebre attrice teatrale, di cui è invaghito.

Il film ricrea a mio parere efficacemente il clima di assenza di libertà e sospetto soffocante del regime DDR. Trattati efficacemente i temi della libertà umana e della sua oppressione, del coraggio di fare scelte a costo di fronteggiarne le conseguenze, e della essenzialità dell'arte e del pensiero libero perché valga la pena vivere. Molto bello, toccante ed umano il personaggio dell'agente HGW XX/7.

Accennata una interessante riflessione su quanto necessiti coraggio la scelta che ciascuno fa di fronte ad un regime evidente ictu oculi, ma di quanto sia più insolito e necessitante ancor maggior forza schierarsi quando la perdita di libertà ed umanità (la Germania dopo la caduta del muro, nel discorso che fa a teatro il viscido ex ministro Hempf) sono più striscianti.

Film bellissimo e commovente, voto 8.

Peraltro ha vinto l'oscar per miglior film straniero



Modificato da Sig.Leonardodavinci 07/05/2007 17.31



Give this man a cigar
5/8/2007 10:30 PM
 
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freeforumzone.leonardo.it/viewmessaggi.aspx?f=21439&i...



Facciamo un confrontino aperto:

1994, le sentenze sull'Olympique Marseille:

-revocato titolo francese 92/93;
-retrocessione in Division 2;
-revoca dell'eventuale promozione in D1 nella stagione 94/95 (e fu quel che successe: nel 94/95 l'OM vinse senza problemi la B francese, ma si dovette fare un altro anno tra i cadetti)(col mitico Tony Cascarino in attacco, tra l'altro).
(Numero 6, post sulle sentenze, luglio 2006)

Dateci panem circenses e random post!
5/9/2007 2:09 AM
 
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1985: la STASI, polizia segreta del regime comunista della Germania Est, sorveglia uno scrittore sospettandolo di attività contro il partito disseminandogli in casa decine di microspie. Un grigio e anonimo funzionario è incaricato di ascoltare e trascrivere le conversazioni.
C’è tutto un cinema italiano che dovrebbe arrossire di vergogna davanti a un film come “Le vite degli altri”, limpido esempio di come un Paese con pochissima cultura cinematografica (la Germania), comunque nettamente inferiore rispetto alla nostra, sia riuscito a mandare a memoria la breve lezione che basta oggi per realizzare un film bello, importante e necessario senza essere tacciati di fare del cinema “d’élite” per pochi felici: coniugare l’impegno e l’intelligenza del cinema europeo con l’arte di saper raccontare delle storie, tipica del miglior cinema americano. Non c’è nulla della proverbiale e fantozziana “pesantezza teutonica” di un Fassbinder (diciamo) in questo film, diretto felicemente e scritto in stato di grazia da un giovane regista (33 anni) all’esordio. La compattezza della sceneggiatura, la cura per il dettaglio e la bravura nel raccontare qualcosa usando la minor quantità di dialoghi possibile fa pensare allo Spielberg maturo di “Schindler’s List” – col quale questo film ha qualcosa in comune, a parte l’ambientazione – e “Munich” (e l’unico difetto è tipicamente spielberghiano: l’abbondanza di troppi finali). Trio di attori perfetto: merita la citazione Ulrich Muhe, lunga carriera da attore televisivo, maiuscolo nel sintetizzare i propri laceranti conflitti interni in poche e impercettibili smorfie, come si confà ad un agente DDR. Nel quadro di un cinema tedesco molto più propenso a elaborare il lutto del nazismo piuttosto che quello del comunismo, è stata l’eccezione premiata con l’Oscar per il miglior film straniero.

Voto: 8-



Quando sono stato in RAI mi hanno detto: "Qui ci sono cinque cose su cui non puoi fare battute: la religione, l'omosessualità, le minoranze razziali, gli handicappati e il capo dello Stato". La prossima volta che tornerò in televisione, la prima cosa che dirò sarà "Cristo di un Dio, dice Ciampi, quella checca di un negro è zoppo!" (Daniele Luttazzi)


Ricevo i complimenti
per la mia suoneria
non più per gli occhi verdi
o per la simpatia
(Samuele Bersani - Caramella Smog)

"Avete Sky?"
(Cesare Previti, appena arrivato a Rebibbia)

Ma tu smettila di farti le seghe mentali.
O diventi Cechov.
(Fiki)

http://cinemascope85.wordpress.com - L'ennesimo inutile blog sul cinema

http://tennisblog.blogosfere.it/ - Un blog sul tennis. Ancora più inutile
8/20/2007 11:52 PM
 
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