|
 1/4/2006 1:36 PM | |
Ciao ragazzi, ho notato che in questo forum ci sono parecchi utenti appassionati di cinema e di dvd.
Visto che anche io adoro il cinema e i dvds, pensavo che sarebbe bello postare quì le critiche dei films che + vi piacciono e le recensioni dei dvd più interessanti in modo da poter scambiare pareri e idee x arricchire le nostre dvdteche...
Aspetto, numerose, le vostre risposte.<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da MJArtist81 04/01/2006 13.37</i>]</font></p> |
| |
| | | | Post: 2,694 | Registered in: 10/21/2003 | Location: MILANO | Age: 38 | Gender: Male | Dangerous Fan | | |
|
 1/4/2006 1:52 PM | |
|
| |
|
 1/4/2006 4:41 PM | |
Scritto da: masaricca 04/01/2006 13.52
eh?  ma perchè no?
[SM=x47946]
|
| |
| | | | Post: 2,053 | Registered in: 10/15/2004 | Location: VARESE | Age: 22 | Gender: Female | Dangerous Fan | |
|
 1/4/2006 4:54 PM | |
Scritto da: masaricca 04/01/2006 13.52
You'll be my Angel, forever.
MJ 1958/2009 |
| |
|
 1/4/2006 5:27 PM | |
vabbè, moderatori kiudetemi sto topic ke è meglio... |
| |
| | | | Post: 493 | Registered in: 5/10/2009 | Location: FIRENZE | Age: 26 | Gender: Male | Invincible Fan | | |
|
 1/4/2006 5:40 PM | |
io la trovo una bella iniziativa
Angelo |
| |
| | | | Post: 2,054 | Registered in: 10/15/2004 | Location: VARESE | Age: 22 | Gender: Female | Dangerous Fan | |
|
 1/4/2006 5:41 PM | |
invece non è una cattiva idea!!!
inizio io con un film che mi era piaciuto molto e mi aveva comunicato tanto.
FINDING NEVERLAND
ANNO: 2004, Gran Bretagna / U.S.A.
GENERE: Drammatico
REGIA: Marc Forster
CRITICA a cura di Claudia Scopino: La forza dell'immaginazione. E' questo il tema principale del film diretto da Marc Forster e interpretato da un cast che si avvale dei bravissimi Johnny Depp, Kate Winslet, Dustin Hoffman e Julie Christie. Forster è sicuramente uno dei registi più adatti per questo tipo di progetto, avendo dimostrato di saper caratterizzare con rara umanità e profondità personaggi difficili come la vedova Halle Berry e il solitario Billy Bob Thornton di "Monster's Ball", e di saper donare un'intimità fuori dal comune al complesso rapporto creatosi tra loro. Con Alla Ricera dell'Isola che non c'è - Finding Neverland però Forster ha dovuto spingersi ancora oltre: qui non vi è solamente il dramma familiare e l'amore tra i protagonisti, ma anche una parabola sull'immaginazione visivamente dotata di grande potenza e impatto. La storia racconta infatti la vita dello scrittore James Barrie, uomo insolito tormentato dalle difficoltà letterarie che lo hanno colto ultimamente, e che riesce a superare solo quando conosce la tenera famiglia Davies, composta dalla vedova Sylvia e dai suoi quattro simpaticissimi figli. La felicità che prova nel trascorrere il suo tempo con i suoi nuovi amici lo aiuteranno a comporre il suo capolavoro, Peter Pan. Il racconto segue proprio il processo di ispirazione dello scrittore, e da questo nascono le scene più toccanti e commoventi dell'intero film: con il solo potere della mente, un cane può trasformarsi in orso, un giardino in una nave o nel Far West e una recita teatrale può trasformarsi nell'Isola che non c'è. Alla Ricera dell'Isola che non c'è - Finding Neverland è un ottimo film perché equilibrato nello sviscerare i suoi temi, i punti centrali sono pochi ma esplorati in modo eccellente. Il bisogno di credere e di fuggire, anche solo temporaneamente, dalla realtà opprimente di tutti i giorni è quello che insegna James ai quattro bambini, intristiti dalla perdita del padre e preoccupati per la terribile salute della madre: a volte, quando la realtà si fa troppo dura per continuare a essere felici, può essere sufficiente crearsi un mondo proprio, un mondo fatto di fate, giochi e tanto verde. L'Isola che non c'è è in tutti noi, magica ed eterna, nascosta in un angolo della nostra mente alla quale possiamo ricorrere in tutti i momenti più difficili. Barrie regala a Peter Pan questa grande verità, la facoltà di credere può davvero rendere tutto più semplice, anche la morte, così terribile e devastante, può perdere per qualche minuto la sua forza distruttiva per essere annientata dall'immensa forza della mente e dell'immaginazione. Ma anche l'altro lato di Finding Neverland, quello drammatico che inquadra una situazione familiare davvero complessa, è diretta da Marc Forster con una delicatezza che riesce a rendere estremamente veritieri i rapporti tra i personaggi. Barrie trova rifugio in Sylvia e la sua famiglia, un mondo dove finalmente non ci sono limiti e neanche buone maniere troppo restrittive, ma solo affetto e divertimento. Fondamentalmente è proprio lo scrittore il vero Peter Pan, come d'altronde gli dice lo stesso bambino al quale si è ispirato, un uomo vivace che non ha fretta di crescere e ricorda con nostalgia i momenti più felici, dove l'anima poteva esprimersi senza nessun tipo di limite. Dolcissimo il rapporto che si crea con i bambini, fatto di rispetto e affetto, e assolutamente struggente l'amicizia tra Barrie e Sylvia: l'amore è reciproco ma la situazione familiare di entrambi e la malattia di lei saranno purtroppo un ostacolo insuperabile. Il cast è uno dei migliori visti quest'anno: da due grandissimi attori come Dustin Hoffman (breve ma incisivo) e Julie Christie (splendido il cambio del suo personaggio, scettico di fronte alla fantasia e nell'epilogo la prima ad emozionarsi per Peter Pan) fino ai giovani ma già eccellenti Kate Winslet e Johnny Depp. La prima, alle prese con una parte misurata e quasi sottotono, evita i drammatismi facili e sceglie la via della sfumatura, fatta di piccoli sguardi, lacrime, gesti. Johnny Depp trova con questo film uno dei suoi personaggi più riusciti, evidenziandone tutti i lati, da quello giocoso a quello serio fino a quello di figura paterna. Profondo e commovente, Alla Ricera dell'Isola che non c'è - Finding Neverland è uno dei film più belli a raccontarci il legame tra fantasia e realtà, tra il disincanto dell'età adulta e la freschezza dell'età infantile, tra l'arte e la vita. Barrie non potrebbe scrivere senza la realtà alla quale ispirarsi, ma allo stesso tempo non potrebbe scrivere senza la sua infinita fantasia. Finding Neverland ci insegna una grande cosa, una lezione che spesso gli adulti dimenticano, e che i bambini sempre ricordano: niente è impossibile. Perché l'immaginazione non ha limiti.
-----------------------------
You'll be my Angel, forever.
MJ 1958/2009 |
| |
|
 1/4/2006 6:05 PM | |
Continuo io con un classico poco popolare ma interessantissimo.
[IMG]http://www.mostradelcinemadivenezia.tv/2004/it/storia_mostra/images/desertr-64.jpg[/IMG]
[G]Il Deserto Rosso[/G]
[G]Regia[/G]
Michelangelo Antonioni
[G]Con: Monica Vitti, Carlo Chionetti De Pra, Richard Harris
Italia-Francia, 1984
Durata: 120’[/G]
[G]Trama[/G]
Un incidente d'auto provoca in Giuliana uno choc che, aggravato dall'ambiente particolare in cui la professione del marito (ingegnere elettronico) la costringe a vivere, si tramuta in uno stato di continua nevrosi depressiva. Corrado, un amico del marito, si sente attratto verso la donna e tenta di aiutarla ad uscire dalla sua solitudine piena di incubi, intrecciando con lei una fuggevole ed amara relazione. Tale esperienza non fa che aggravare lo stato depressivo della donna che si vede inconsapevolmente ingannata anche dal suo figlioletto, il quale finge d'essere colpito da una grave malattia. Fallito il tentativo di porre fine violentemente alla propria esistenza senza scopo, Giuliana continuerà la sua vita in precario equilibrio tra rassegnazione e pazzia.
[G]Critica di Alberto Moravia[/G]
La vicenda di Deserto rosso, l'ultimo film di Michelangelo Antonioni ha il merito d'una semplicità lineare. Una donna, moglie d'un industriale di Ravenna, in seguito ad un incidente automobilistico, s'è ammalata di nervi. Dire che è nevrotica è dir poco; siamo quasi al limite della follia. La signora soffre soprattutto d'un sentimento continuo di paura. Tutto le incute spavento: la fabbrica del marito, la salute del figlio, la propria solitudine, i rapporti con la gente, la natura e le cose. Capita a Ravenna un giovane industriale alla ricerca di tecnici per impiantare una fabbrica in Argentina. Costui, che pare soffrire anche lui della stessa angoscia, fa un po' di corte alla donna la quale, in un momento di crisi (ha temuto che il figlio si fosse ammalato di paralisi infantile) gli cede. Ecco tutto.
A ben guardare è l'adulterio tradizionale (diciamo così) di tipo borghese. L'adulterio cioè consumato per inquietudine bovaristica. Questo non è nuovo in Antonioni il quale viene dalla borghesia e ne interpreta la crisi. Nuovo semmai è il ricorso esplicito alla nevrosi cioè ad una condizione morbosa che interessa più la medicina che la cultura, con la correzione però di proiettarne i sintomi su uno sfondo, appunto, culturale. Così Deserto rosso è la descrizione d'una nevrosi che, come avviene sovente oggi, s'innesta direttamente nella situazione storica dell'alienazione di origine capitalistica e industriale. Semplice malattia ai tempi di Charcot, la nevrosi, nel film di Antonioni, diventa facilmente condizione umana. Gli è che mentre la nevrosi è rimasta quella che era, la storia o quello che di solito si chiama storia, s'è mossa e l'ha investita d'un significato che un tempo non aveva.
Il paragone con certi film di Bergman potrebbe tuttavia illuminarci sopra il carattere specifico dell'operazione di Antonioni. Si vedrebbe allora che Antonioni è più moderno di Bergman nel senso di rappresentare e far parte d'una società nella quale il processo dissolutivo è più avanzato che in quello del regista svedese. Anche Bergman descrive una nevrosi: ma pur non cadendo in una caratterizzazione clinica di tipo positivistico e conservando le implicazioni culturali, mette una distanza oggettiva di specie naturalistica tra lui e il personaggio. In Deserto rosso, invece, Antonioni s'identifica con la protagonista. In realtà non è il personaggio di Antonioni ad avere paura bensì, sia pure con le attenuazioni e i filtri propri dell'arte, Antonioni stesso. Diremo con questo che Antonioni è nevrotico? Non lo diremo certamente, diremo piuttosto che non c'è in lui né la volontà né l'aspirazione a mettersi fuori della nevrosi, cioè a dare un nome alla crisi storica che purtuttavia egli indica chiaramente come la vera causa della malattia. Con ostinazione Antonioni si tiene dentro i limiti del suo personaggio: vuol farci credere che non ne sa un punto più della sua adultera borghese. In questo modo riesce è vero a sfuggire alla tentazione ideologica: ma rischia però di cadere nell'astrazione d'un continuo stupore di specie onirica.
Nel film di Antonioni ci sono due realtà, quella degli uomini e quella delle cose. Nelle cose è trasferita l'angoscia degli uomini i quali, forse per questo, risultano, rispetto alle cose, svuotati, casuali, descritti in aneddoti di scarsa incisività.
Nessun volto umano in Deserto rosso è così mistico e reale come i pezzi di muro, i tubi, le cartacce e gli altri innumerevoli oggetti sui quali l'obbiettivo di Antonioni indugia con una attenzione meditabonda, luicida, delirante. Gli è che Antonioni vede il mondo attraverso gli occhi della protagonista; e questa mentre ha rapporti nutriti con le cose, non ne ha nessuno con gli uomini. Antonioni non vuole sporcarsi le mani con la psicologia, questa fangosa facoltà soltanto umana; e così si dedica con passione alle cose. Senza dubbio Deserto rosso è il film italiano nel quale il colore è stato adoperato sinora con maggiore eleganza, capacità plastica, maestria: senza dubbio Antonioni non aveva mai fatto dire alle cose, ci si consenta il bisticcio, tante cose. Ma come nelle rappresentazioni della pittura informale e della decorazione musulmana, si direbbe talvolta che in Deserto rosso la figura umana sia di troppo. Tant’ è che le parti più belle sono quelle, come per esempio la sequenza della favola, in cui l'azione, già tenue, s'interrompe del tutto. Monica Vitti è, con bravura e intensità, la protagonista e bisogna riconoscere che la sua nevrosi è credibile e al tempo stesso non compromette la sincerità e violenza del breve rapporto d'amore. Accanto a lei Richard Harris, l’amante, una parte difficile, riesce ad essere molto efficace.
Vi consiglio la versione edita da "Cinema Forever", restaurata e ricca di contenuti speciali
|
| |
|
 1/4/2006 6:12 PM | |
[IMG]http://giotto.ibs.it/vjack/z99/7321958183199.jpg[/IMG]
[G]Il colore viola[/G]
[G]Titolo originale:[/G] The color Purple
[G]Nazione:[/G] Usa
[G]Anno:[/G] 1985
[G]Genere:[/G] Drammatico
[G]Durata:[/G]152'
[G]Regia:[/G] Steven Spielberg
[G]Cast:[/G]Danny Glover, Whoopi Goldberg, Margaret Avery, Oprah Winfrey, Willard E. Pugh, Akosua Busia, Desreta Jackson.
Produzione: Quincy Jones, Steven Spielberg, Kathleen Kennedy, Frank Marshall
[G]Trama:[/G]In Georgia, nei primi anni del nostro secolo, Celie, una adolescente di colore, viene violentata da colui che essa ritiene sia suo padre e dà alla luce due figli, che le vengono sottratti. L'uomo la cede ad Albert, un vedovo con quattro bambini, nero anche lui, uomo violento e manesco. A Celie non resta che l'affetto per Nettie, la sorella minore, che un giorno si presenta a casa. Ma Celie non è che una schiava, disprezzata e maltrattata dal marito, che comincia ad insidiare Nettie. Respinto con forza, Albert caccia di casa Nettie, a cui non resta che promettere tra le lacrime alla sorella l'invio di lettere. La perversità dell'uomo arriva al punto di nascondere le missive che per anni Nettie spedirà a Celie, che continua a condurre una misera esistenza. Albert le porta in casa l'amante, una cantante di colore, di nome Shug Avery, che però diventa amica di Celie, apprezzata e fatta oggetto d'affetto per la sua bontà e pazienza. Mentre Nettie si è fatta missionaria e vive in Africa del Sud presso la famiglia del pastore che, a suo tempo, aveva adottato i figli di Celie, la vita di questa continua tra incessanti alternative: il figlio maggiore di Albert, Harpo, si sposa con Sofia, giovane ed energica che paga con otto anni di carcere un gesto di ribellione contro la moglie del sindaco, per tornare poi, distrutta nel morale, in famiglia. Harpo ha messo su un modesto locale, in cui talvolta si esibisce, cantando "spiritual", la bella Shug, finalmente sposatasi. E Shug, a suo tempo respinta dal locale pastore suo padre, alla fine, cantando insieme ai fedeli un inno di gioia al Signore, con lui si riconcilia. Celie e Shug hanno scoperto in un nascondiglio tutte le lettere di Nettie alla sorella: Celie è felice. Per di più eredita casa e proprietà del suo vero padre. E lì accoglie, un giorno, Nettie che le porta in visita Olivia ed il fratello. Nella gioia generale, resta isolato Albert, invecchiato ed escluso dal proprio egoismo.
[G]Critica:[/G]"Film con soli interpreti di colore, lontano dagli abituali cliché di Spielberg vede una eccezionale interpretazione di Whoopi Goldberg nel ruolo della protagonista". ("Teletutto"). "Tratto dal romanzo di Alice Walker. Spielberg ha rischiato la materia epica del romanzo con i colori romantici dell'elegia smussando le tinte, attenuando i paesaggi spinti. La Goldberg un po' teatrale ma bravissima". (Laura e Morando Morandini, "Telesette"). "Spielberg stanco di film fantastici e avventurosi, tenta la carta del grande affresco storico sociale a mezza strada tra "Via col vento" e "Radici" sulla base di un romanzo di Alice Walker. Un film di grande valore spettacolare e con una grande protagonista". (Francesco Mininni, "Magazine italiano tv").
Vi consiglio la versione a due dischi, dove si parla anche del nostro caro Michael.... :-) |
| |
|
 1/4/2006 6:26 PM | |
anche a me è piaciuto molto Finding Neverland  e poi il protagonista mi ricorda Michael..e già, chi sa perchè
Il Deserto Rosso non lo conosco...Il Colore Viola è un bel film però l'ho visto molto tempo fa...troppo tempo fa
uno di questi giorni lo rivedo
se non ricordo male, la musica del film è di Quincy Jones?
perchè si parla di Michael nella versione a due dischi?a proposito di che cosa |
| |
|
 1/4/2006 6:38 PM | |
a me piacciono i film sulla vita dei cantanti, poi se questi cantanti mi piacciono, bè, ancora meglio
ultimamente ho visto il film "Ray" e visto che a me è piaciuto volevo sapere cosa ne pensavate
qui ho trovato varie recensioni, ecco il link
http://it.movies.yahoo.com/7/0/44230.html |
| |
| | | | Post: 827 | Registered in: 3/2/2005 | Location: ROMA | Age: 27 | Gender: Male | HIStory Fan | |
|
 1/5/2006 5:20 PM | |
L'idea è interessante ma dovrebbe essere sviluppata meglio in quanto, alla lunga, potrebbe risultare un topic dispersivo e con commenti confusi.
"The city deserves a better class of criminal...
and I'm gonna give it to them." |
| |
| | | | Post: 11,446 | Registered in: 1/30/2002 | Location: BOLOGNA | Age: 39 | Gender: Male | Thriller Fan | |
|
 1/6/2006 2:41 AM | |
Scritto da: Vito302 05/01/2006 17.20
L'idea è interessante ma dovrebbe essere sviluppata meglio in quanto, alla lunga, potrebbe risultare un topic dispersivo e con commenti confusi.
Anche perchè si farà sicuramente confusione tra "recensione di un dvd" e "recensione di un film"... |
| |
|
 1/6/2006 12:17 PM | |
Scritto da: criticofan 06/01/2006 2.41
Anche perchè si farà sicuramente confusione tra "recensione di un dvd" e "recensione di un film"...
avete ragione, io ho postato solo le critiche per quanto riguarda il film "Ray"!
ecco, qui si parla anche del dvd, anche se non mi pare sia molto positiva come recensione  dice che è stato piuttosto deludente, specialmente per la scarità dei contenuti speciali...
http://next.videogame.it/html/articolo.php?id=5023
a me piace questo topic, però c'è poca partecipazione |
| |
| | | | Post: 547 | Registered in: 9/6/2005 | Location: SASSARI | Age: 21 | Gender: Female | Invincible Fan | |
|
 1/6/2006 2:16 PM | |
 questo topic proprio non fa per me!!!! è già tanto se ogni tanto sfrutto l'avere sky in casa!!!!! che poi in casa appunto a causa di sky dvd praticamente non ce n'è!!!!!!
ora vi faccio l'elenco:
full metal jacket (si scrive così?): mai visto
il gladiatore
qull'altro film con russel crow dove lui è il capitano della nave inglese e si batte con la francese...un bè bello quel film!!
la collezione di walt disney divisa tra le mie vecchie vhs e i nuovi dvd di mio fratello
notre dame (si scrive così??) de paris live arena di verona
mj live in bucarest
mj number 1's
ghost
mj the one
mj history 1
mj history 2
we are the world
mj live in seoul history tour
mj live yokohama
mj 30th anniversary
moonwalker
mj a remarkable life
mi manca mj la leggenda continua!! non riescono ad ordinarmelo!
vi piace la collezione??? poi c'è qualche vhs che io non ho mai assolutamente toccato...
ogni tanto però vado al cinema a vedere film di culto, classici tipo natale a miami, o quell'altro di pieraccioni...
insomma, sono una sicura futura critica cinematografica!!!!
scusate l'inutilità del post... [Modificato da ELIjack!! 06/01/2006 14.19] [Modificato da ELIjack!! 06/01/2006 14.21] |
| |
| | | | Post: 386 | Registered in: 9/23/2005 | Age: 22 | Gender: Female | Number Ones Fan | |
|
 1/6/2006 6:54 PM | |
TITOLO ORIGINALE: E.T.the extra-terrestrial
PRODUZIONE:USA
DURATA:1h 55'
GENERE: fantascienza
REGIA: Steven Spielberg
ATTORI PRINCIPALI: Henry Thomas, K.C. Mortel, Peter Coyote, Drew Barrymore, Sean Frye C., Thomas howell, Robert NacNaughtan, Richard Swingler, David M.O'dell, Dee Wallace-stone.
TRAMA:
Un astronave aliena è costretta a decollare lasciando sulla terra un membro del suo equipaggio. Il piccolo E.T. farà conoscenza con un bambino che gli si affezionerà moltissimo e che tenterà di proteggerlo dagli scenziati inviati dal governo per studiarlo.
RECENSIONE:
E.T. L'extraterrestre è uno dei primi film di Spielberg, uno dei migliori registi di Hollywood, autore di film come "Indiana Jones", "Jurassic park", "Shirdler list", ecc.
E.T. è una favola per grandi e bambini che presenta piani di lettura e un messaggio piu' profondo di quello che lascia credere. Tuttavia E.T. è anche un mix perfettamente riuscito di pothos, suspanse, buoni sentimenti e molto altro ancora, il tutto condito con ottime musiche sotto la sapiente regia di Spielberg. Ciononostante non sono pochi i bambini a cui il film non piace: a seconda del temperamento e delle fasce di età alcuni bambini vengono intimoriti dal piccolo alieno, altri ritengono il film tremendamente noioso in quanto carente di azione e innegabile mallenso, altri ancora lo giudicano un piccolo capolavoro.
In definitiva E.T. è un ottimo film per adulti, ma non è sempre tra i film piu' amati dai bambini.
p.s. aldilà di ogni tipo di recensione E.T. rimane sempre il mio film preferito...il piccolo alieno dal cuore immenso, amico di tutti i bambini... [Modificato da jacksonFlavi 06/01/2006 18.55]
C:Documents and SettingsAdministratorDesktopHarry PC:Documents and SettingsAdministratorDesktopHarry Potter worldotter world
|
| |
|
 1/6/2006 8:02 PM | |
Direi allora di recensire solo i dvd che + ci piacciono.
Continuo io.
[IMG]http://adorocinema.cidadeinternet.com.br/filmes/de-lovely/de-lovely-poster04.jpg[/IMG]
[G]De-Lovely[/G]
Titolo originale: De-Lovely
Nazione: U.S.A., Regno Unito
Anno: 2004
Genere: Musical
Regia: Irwin Winkler
Cast: Kevin Kline, Ashley Judd, Jonathan Pryce, Angie Hill
Guests: Alanis Morisette, Elvis Costello, Natalie Cole, Robbie Williams, Sheril Crow, and many other...
Produzione: Rob Cowan, Charles Winkler, Irwin Winkler
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: Cannes 2004
15 Ottobre 2004 (cinema)
Trama:
De-Lovely è un originale ritratto musicale del compositore americano Cole Porter. Nel film Porter ricorda tutti i passi della sua vita e le persone e gli eventi che l'hanno caratterizzata diventano attori e azioni della rappresentazione.
Recensione:
Moltissime persone nella loro vita si sono imbattute in canzoni straordinarie senza sapere di chi fossero. Sentendo Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Louis Armstrong, fino ad arrivare a Bono degli U2 o ai Simply Red cantare "Night and Day" o "Ev'ry time we say goodbye", molti non si sono mai chiesti di chi fossero quelle meravigliose melodie. Forse questo è lo "svantaggio" di essere "soltanto" un autore. Fatto sta che quei brani sono stati creati da un'unica persona: Cole Porter. Al giorno d'oggi forse questo nome dice tanto solo agli appassionati, però c'è stato un periodo in cui quest'uomo era tra gli autori più richiesti al mondo. Ma chi era Cole Porter?
Il nuovo film di Irwin Winkler ci racconta esattamente la storia appassionata ed appassionante di questo autore e lo fa rendendolo umano. Se la struttura del musical potrebbe tendere ad idealizzare qualsiasi argomento, trasportandolo in un piano "altro", qui il regista cerca invece di tenere il personaggio ben ancorato alla terra. Ne esce fuori la figura di un uomo con tutte le sue debolezze e i suoi pregi (contrariamente ad un altro film del '46 di Michael Curtiz dove Porter era interpretato da Cary Grant e in cui il personaggio era molto idealizzato: il film era "Notte e dì").
La parte del leone ovviamente la fa la musica reinterpretata da grandi autori e interpreti di oggi: Robbie Williams, Alanis Morissette, Sheryl Crow, Elvis Costello (un film in cui appare anche solo per cinque minuti uno dei più grandi geni musicali del ventesimo secolo deve essere visto a priori!) e tanti altri. Ma è con l'interpretazione degli attori principali che il film raggiunge il suo scopo: emozionare. Kevin Kline è assolutamente strepitoso (ma chi l'avrebbe mai dubitato) e Ashley Judd è sua degna compagna. I due recitano, cantano, ballano e dimostrano di aver lavorato a fondo per entrare nelle parti.
La storia è quella di un uomo che è combattuto (ma neanche troppo) tra la sua omosessualità che, in questo caso, lo porta verso un amore carnale e la ricerca di un amore puro che sua moglie Linda rappresenta alla perfezione. E se sembra poco, basti dire che in mezzo c'è tutta una vita con le sue gioie, i suoi dolori, le sue imperfezioni, le lotte e le soddisfazioni. E la musica.
Se le melodie di Cole Porter dopo più di cinquant'anni sono riuscite ad arrivare fino ad oggi sembrando ancora nuove, allora vuol dire che quest'uomo ha trovato qualcosa che va al di là degli anni e va al di là dei luoghi. Forse ha trovato qualcosa che si può dire soltanto con la musica. Ma poi non è neanche così, forse ha solo detto cose "normali" che tutti noi proviamo almeno una volta nella vita. E magari è proprio questo che lo ha reso eccezionale.
D'altra parte abbiamo parlato "solo" d'Amore.
Renato Massaccesi
|
| |
|
 1/6/2006 8:07 PM | |
[IMG]http://www.affichescinema.com/insc_d/dolce_vita.jpg[/IMG]
[G]La dolce vita[/G]
Titolo originale: La dolce vita
Nazione: Italia/Francia
Anno: 1960
Genere: Drammatico
Durata: 178'
Regia: Federico Fellini
Cast: Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimée, Yvonne Fourneraux, Alain Cuny
Produzione: Riama Films, Pathé Consortium Cinéma
Distribuzione: Cineriz
Trama:
Roma anni '60. Massimo giornalista di un rotocalco scandalistico, si trova in mezzo ai vizi e scandali di quella che era definita "la dolce vita" dei divi del momento.
Vi consiglio questa versione, la migliore x qualità ed extra...
[IMG]http://image.www.rakuten.co.jp/espressoclub/img10521346837.jpeg[/IMG] |
| |
| | | | Post: 1,342 | Registered in: 11/25/2003 | Age: 30 | Gender: Female | HIStory Fan | |
|
 1/6/2006 8:24 PM | |
De lovely è davvero caruccio, soprattutto perchè c'è anche la mia amatissima Alanis (mih quanto è bella in quel film  )
io cmq metto la recensione del mitico The commitments...non mi stanca mai vedere questo film
TRAMA
Jimmy Rabbitte è un uomo con un grande sogno : portare la musica soul a Dublino. I suoi amici Derek e Outspan gli chiedono di dirigere la loro band e lui accetta, ma solo a determinate condizioni. Sul giornale locale mette un annuncio che dice:" ti senti un'anima soul?se si , c'è una band che ti aspetta."Così nascono The Commitments. Proponendo solo e soltanto soul music la band inizia ad affermarsi nel circuito dei pub cittadini, dove presto attira l'attenzione di un importante casa discografica! Ma con l'aumento della popolarità arriva anche la crescita dell'ego dei singoli componenti della band :i battibecchi dietro le qiunte portano The Commitments più sull'orlo della rottura che sulle ali della fama. Riuscirà Jimmy a riunire la band prima che venga sprecata l'occasione delle loro vite?
Caratteristiche Generali : (The Commitments - Edizione Speciale)
registi
Alan Parker
attori
R. Arkins M. Aherne A. Ball
2 (Europa/Giappone)
extra
Making of del film. Making of: la storia di "The Commitments". Filmografia di Alan Parker. Video musicale "Treat Her Right". Trailer promozionale. Trailer cinematografico. Opuscolo collezionabile.
divieti
Nessuno
Note
Il racconto della nascita e della fine
[Modificato da AlanisMorissette22 06/01/2006 20.28] |
| |
|
 1/6/2006 9:05 PM | |
Alanis grazie x la recensione, è un film che non conosco e che guarderò.
P.S. Scusa se non ti ho + risposto in ffz, con le feste è stato un casino, rimedierò al + preso!
[SM=x47938] |
| |
|
 1/6/2006 9:10 PM | |
Inchinatevi tutti davanti al capolavoro:
[G]DOGVILLE[/G]
[IMG]http://www.dvdbeaver.com/film/DVDReview/dogville/post3.jpg[/IMG]
Nazione: Danimarca/Svezia/France/Norvegia
Anno: 2003
Genere: Drammatico
Durata: 165
Regia: Lars Von Trier
Sito ufficiale: www.tvropa.com/Dogville
Cast: Nicole Kidman, Harriet Andersson, Lauren Bacall, Jean-Marc Barr, Paul Bettany, Chloe Sevigny, Patricia Clarkson
Produzione: Lars Jönsson, Vibeke Windeløv
Distribuzione: Medusa
Uscita prevista: Cannes 2003
07 Novembre 2003 (cinema)
Trama:
Promettendo di lavorare per la comunità, Grace, riesce a rifugiarsi nella cittadina di Dogville. Ma quando si sparge la voce che la donna é ricercata, gli abitanti della cittadina si dimostrano ostili nei suoi confronti...
Critica:
"Ogni generazione conta due - tre cineasti eccezionali. Von Trier (con Kitano, con Scorsese..) è uno di questi e il suo film ci stupisce una volta di più. In un certo senso 'Dogville' ribalta 'Dogma', il manifesto del '95: al posto dei luoghi autentici, della luce naturale e degli attori spontanei una scenografica convenzionalizzata come a teatro, luci artificiali, una superstar. Il film è diviso in nove capitoli e un prologo, come un romanzo, e raccontato dalla voce di un narratore onnisciente. Forse sono gli strumenti linguistici di un nuovo corso, che Lars chiama 'cinema fusionale' (cinema + teatro + letteratura), perfettamente funzionali alla realizzazione di un'atroce, magnifica parabola sui rapporti sociali. (...) Un film da Palma d'oro, dove Von Trier sfrutta al meglio il talento della Kidman: mostrare un viso d'angelo, facendo affiorare per gradi tutta la ferocia del personaggio". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 20 maggio 2003)
"L'ultima follia di Lars Von Trier è un film lungo tre ore, buio e bisbigliato, tutto girato in teatro di posa ma senza scenografie. C'è qualche mobile, ci sono i costumi e i rumori d'ambiente. Ma non ci sono gli ambienti. Niente case, niente strade, alberi o pareti. Solo segni e scritte per terra: casa di Chuck, viale degli Olmi, cespugli, etc. Quanto basta a creare Dogville, piccola città mineraria Usa negli anni della Grande Depressione. Ma non è una semplice follia. E' la premessa, geniale, di un film che non lascia nulla come prima. Né per il cinema né per il suo autore. (...) La grandezza di 'Dogville' sta anche nella sapienza dello script, nel cast, nella scelta di girare in Danimarca ma in inglese. Perché un paese è la sua lingua e c'è più America in Lauren Bacall, Ben Gazzara, James Caan, Chloe Sevigny, che in tutte le Montagne Rocciose. Dopo tutto, l'America è anche un luogo dell'anima. Il luogo in cui, oggi, i meccanismi del Potere sono più macroscopici. E riproducibili". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 20 maggio 2003)
"Tanta letteratura. Risolta per di più con gli schemi del teatro. Lars von Trier, infatti, che firma il film, ha rinunciato del tutto a quelle teorie del suo Dogma 95 decise nel pretendere ambienti autentici, luci naturali e interpreti non professionisti. Ha immaginato una città solo indicata da segni sul pavimento, con case senza muri e con pochi arredi, facendo sentire i rumori di porte e finestre anche se non ci sono e costruendovi attorno delle cornici stilizzate al massimo, a cominciare dalle Montagne Rocciose risolte con la legna e cartapesta. In mezzo l'azione, con riferimenti, per tutti quei simboli di cose assenti, alla celebre 'Piccola città' di Thornton Wilder, capolavoro, negli anni Trenta, del teatro d'avanguardia. Però se questa azione si segue (spesso a fatica), lo si deve non tanto ai suoi snodi narrativi, statici, verbosi e prolissi, ma ai modi di regia con cui Lars von Trier l'ha, alla lettera, portata in scena. Composizioni figurative perfette, luci suggestive, quel nulla in palcoscenico che si fa vita reale, anche se dimentica il cinema. Grace è una Nicole Kidman ormai grande attrice. Con comprimari celebri al suo fianco, americani e scandinavi." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 7 novembre 2003)
"Lars Von Trier ha fatto con Nicole Kidman bravissima un film molto bello e un poco difficile. (...) Lo stile è quello drammatico delle opere di Brecht-Weill; distanza e distacco cancellano ogni emotività, commozione o sentimentalismo; secondo l'autore si tratta di 'cinema fusionale' che condensa teatro, letteratura, film. Ma potrebbe anche essere una parabola sul destino degli immigrati del Terzo Mondo in Europa: prima accolti con dimostrativo altruismo, poi sfruttati sul lavoro, poi maltrattati tanto da suscitare una aggressiva rivolta." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 7 novembre 2003)
"Anche con quaranta minuti in meno 'Dogville' rimane sufficientemente se stesso per dividere il pubblico come è successo a Cannes: qualcuno, convinto che Von Trier abbia inventato il cinema, l'amerà: qualcuno l'odierà, irritandosi per le trovate a effetto del danese; e qualcuno (fra i quali chi scrive) si collocherà nel mezzo, in una gelida indifferenza, la stessa che provammo all'uscita da 'Dancer in the dark'. Inutile dire che l'indifferenza è proprio ciò che manderebbe in bestia Von Trier, geniale press-agent di se stesso, regista in cui indubbio talento è finalizzato a far parlare sempre e comunque di sé. Von Trier vuole stupire, indignare, farsi amare o odiare. Con noi casca male: non lo amiamo non lo odiamo." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 7 novembre 2003)
"Nell'affrontare la descrizione di un paese dove non è mai stato, quasi imitando i nostri grandi americanisti da Vittorini a Pavese, Von Trier (anche se lo nega) si è ricordato di un dramma che ebbe successo poco prima della Seconda Guerra. Come in 'Piccola città' di Thornton Wilder c'è un narratore (presente però soltanto in voce), non ci sono scenografie realistiche, appena i tracciati sul pavimento dello studio e pochi elementi di arredo. Tira un'aria da vecchio teatro moderno che sulle prime sembra un residuo di avanguardismi superati, ma nel procedere dell'azione si entra nel gioco e se ne intendono la raffinatezza e la necessità. La suggestione nasce dallo stile (inquadrature, illuminazione, montaggio) e dalla presenza di attori che andrebbero elogiati uno per uno. Il sentimento che pervade la finta tragedia americana è di un pessimismo agghiacciante." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 8 novembre 2003)
"'Dogville' è agli antipodi di 'Witness' di Peter Weir (1985) e ricorda 'Gente di rispetto' di Luigi Zampa (1975). La sua morale è che nella plebe identitaria del paese o sei nato o resterai sempre un estraneo. 'Dogville' un film antiamericano? Ma la cittadina californiana, che sembra un'utopia è un incubo, è già nell'Invasione degli ultracorpi' dell'americano e hollywoodiano Don Siegel (1956). 'Dogville' condanna non l'America, ma il modo di vita dei piccoli centri; se condanna di più quelli dell'area germanico - scandinava protestante, è perché l'autore, regista e protagonista conoscono meglio quel mondo. Oltre a un'esigenza di risparmio, la riduzione degli ambienti a qualche sedia e qualche letto sul pavimento, con porte inesistenti e stanze dai perimetri indicati da righe di gesso sul pavimento, vuol far capire che ovunque ci siano poca gente e molta miseria, lì c'è una Dogville." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 7 novembre 2003)
La versione a 2 dischi è splendida!!! |
| |
| | | | Post: 1,344 | Registered in: 11/25/2003 | Age: 30 | Gender: Female | HIStory Fan | |
|
 1/6/2006 9:24 PM | |
Scritto da: MJArtist81 06/01/2006 21.05
Alanis grazie x la recensione, è un film che non conosco e che guarderò.
P.S. Scusa se non ti ho + risposto in ffz, con le feste è stato un casino, rimedierò al + preso!
[SM=x47938]
infatti attendevo una tua risposta  ma nada...
cmq the commtiments è ambientato in Irlanda..., io l'ho visto diecimila volta,,, sempre figo  come dice una mia amica di Turin |
| |
| | | | Post: 1,346 | Registered in: 11/25/2003 | Age: 30 | Gender: Female | HIStory Fan | |
|
 1/6/2006 9:42 PM | |
Harry ti presento Sally, altro bel film cult
Regia: rob reiner
Attori: billy crystal, meg ryan, carrie fisher
Genere: Commedia
Durata: 90 minuti
Anno di produzione: 1989
Recensione:
Finalmente in DVD la commedia-culto di Rob Reiner Possono un uomo e una donna essere amici, senza che il sesso ci si metta di mezzo? È questo l’assillante quesito, la cui risposta negativa viene prima smentita e poi confermata, all’interno della più bella, commovente, divertente e romantica storia d’amore che Hollywood abbia regalato al pubblico di tutto il mondo negli ultimi anni. Con uno sguardo estetico (gli scorci romantici di New York) e di contenuto al maestro Woody Allen, un’infallibile dose di ironia dovuta ad una sceneggiatura egregia (Nora Ephron, e il tocco femminile si sente, eccome) ed un cast senza punti deboli, dai protagonisti alle seconde file, Harry ti presento Sally si rivela un meccanismo cinematografico perfetto. Un film, cioè, che ha saputo parlare ad un’intera generazione, ma che ha astutamente ricordato antichi momenti magici ad un pubblico con qualche anno in più sulle spalle, abituato alle infallibili commedie americane degli anni cinquanta e sessanta, con Cary Grant & co. Harry (Billy Crystal) e Sally (Meg Ryan) sono due giovani appena laureatisi all’Università di Chicago: dal momento che entrambi devono raggiungere New York e poiché Harry è il ragazzo della sua migliore amica, Sally si offre di dargli un passaggio in auto. Durante il viaggio, il giovane marpione ci tenta, ma si vede opporre un netto e scandalizzato rifiuto dalla rigorosa ragazza acqua e sapone. Il viaggio è anche un’occasione per esporre le proprie visioni della vita: deliranti quelle del cinico Harry, impettite e un po’ frustrate quelle dell’altezzosa Sally. Giunti nella Grande Mela ci si saluta e addio. Cinque anni dopo, però, i due si incontrano nuovamente e le cose non sembrano andare meglio: brevi sprazzi di reciproca incomprensione ed un nuovo addio. Sarà solo cinque ulteriori anni dopo che la scintilla dell’amicizia scoccherà: Harry con un divorzio alle spalle, Sally determinata ad archiviare una convivenza che non la soddisfa. E sembra proprio che i due riescano ad essere grandi amici, benché uomo e donna: la vecchia teoria di Harry, che nega questa possibilità, traballa? Basta seguire, attraverso divertentissimi episodi, il cammino dei due, sempre fatalmente intrecciato, per capire che, dietro l’angolo, c’è l’amore della vita. Film da vedere, ma anche da ascoltare: la colonna sonora è di pura classe, piena zeppa di classici da brivido. In DVD, Harry ti presento Sally offre un buon pacchetto linguistico: l’audio garantisce, oltre all’italiano, l’inglese ed il francese, mentre la sottotitolazione comprende, oltre alle succitate lingue, l’olandese. Il fronte degli extra è fortunatamente rispettoso di un film così importante: il menù offre un divertente Making Of con interviste (soprattutto alla sceneggiatrice Nora Ephron ed al regista Rob Reiner), il commento audio dello stesso Reiner, alcune scene inedite (che alletteranno sicuramente i cultori del film), un trailer cinematografico ed il video musicale del classico “It Had To Be You” interpretato dal pianista, cantante ed attore Harry Connick Jr. La bella notizia è che ognuno di questi contributi speciali è debitamente sottotitolabile oltre che in italiano, in inglese, francese ed olandese.
[Modificato da AlanisMorissette22 06/01/2006 21.43] |
| |
| | | | Post: 564 | Registered in: 9/6/2005 | Location: SASSARI | Age: 21 | Gender: Female | Invincible Fan | |
|
 1/7/2006 12:10 AM | |
man mano che vedo le vostre recensioni in effetti mi viene in mente che li ho visti anch'io...per esempio harry ti presento sally o E.T. o dogville...quest'ultimo mi è piaciuto molto, però no sarei mai in grado di fare una critica!!!!! io di un film posso giusto raccontare la trama...sempre che me la ricordi!!!! cmq questo topic è un sacco intressante!! potrei improvvisamente diventare appassionata di cinema e tutto grazie a peppe!!!!!! |
| |
|
 1/7/2006 1:31 PM | |
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: ELIjack!! 07/01/2006 0.10
potrei improvvisamente diventare appassionata di cinema e tutto grazie a peppe!!!!!!  [/DIM][/QUOTE]
E ora ti faccio diventare io appassionata di dvd mia cara!
P.S. Ma il fanclub non lo fai +? |
| |
|
 1/7/2006 1:33 PM | |
[IMG]http://www.kinopolis.de/filminfo/o/img/othersplakat.jpg[/IMG]
The Others
Titolo originale: Los Otros
Nazione: Francia/Spagna/Usa
Anno: 2001
Genere: Thriller
Durata: 104'
Regia: Alejandro Amenábar
Sito ufficiale spagnolo: www.losotros.com
Sito ufficiale italiano: www.theothers.it
Cast: Nicole Kidman, Christopher Eccleston.
Produzione: Cruise-Wagner Productions, Las Producciones del Escorpión, Le Studio Canal+, Miramax Films, Sogecine.
Distribuzione: Lucky Red
Trama:
Inghilterra, 1945. Grace ed i suoi figli vivono in una grande casa isolata. I bambini soffrono di una strana malattia che li costringe a vivere al riparo della luce. Ma ciò che si nasconde dietro ogni spiraglio aperto, nella penombra dei lunghi corridoi, non è solo una minaccia alla salute dei bambini... |
| |
|
 1/7/2006 3:24 PM | |
scusatemi se vi assillo, ma nessuno mi ha detto cosa c'entra Michael ne "Il colore viola" |
| |
|
 1/7/2006 4:59 PM | |
Scusa, te lo dico io.
Nei contenuti extra, Whoopy Goldberg ricorda che per il suo provino per il film si trovò in una stanza con Quincy Jones e Michael jackson e dall'emozione quasi non riuscì a recitare.
Poi oprah Winfrey racconta come Michael avesse telefonato a Quincy con una scusa x fargli guardare la tv e notare Oprah x la parte ke poi fu sua.
Praticamente è grazie a MJ che Oprah ottenne la parte... |
| |
| | | | Post: 581 | Registered in: 9/6/2005 | Location: SASSARI | Age: 21 | Gender: Female | Invincible Fan | |
|
 1/7/2006 5:03 PM | |
Scritto da: MJArtist81 07/01/2006 13.31
E ora ti faccio diventare io appassionata di dvd mia cara!
P.S. Ma il fanclub non lo fai +?
 di cosa stai parlando?? |
| |
|
 1/7/2006 5:04 PM | |
non dovevi fare un fanclub su di me? |
| |