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Taccuino di poeta II (solo alcuni pensieri taglienti)Last Update: 8/20/2007 3:48 PM
8/12/2007 7:52 PM
 
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Eccovi un altra dose di sentenze taglienti, paradossi al limite del non sense e riflessioni estetiche nascoste sotto la battuta da cabaret... Se vi sentite chiamati in causa da certi passi particolarmente cattivi, ricordate che strutturalmente l'aforisma è verità in eccesso e battuta che si fà giudizio, non una valutazione equanime e obbiettiva verso il destinatario. a voi giudicare quanta verità si cela sotto i miei pensieri. a presto, ave

1) A chi sostiene il poeta debba mettersi nel foglio nudo come appena partorito, dico: non sai che la metà del fascino di una bella donna consiste nell’essere vestita?

2) Ci sono verseggiatori che vogliono farci credere che l’io presentato nella loro lirica è il loro io di tutti i giorni… forse vivono perennemente come fossero in posa per una fotografia?

3) Il problema di una poesia giocata sul parossismo del sentimento è che il fastidio nel leggerla è superiore all’intensità del sentimento evocato.

4) Preferisco essere considerato un pessimo poeta alla seconda lettura che un genio alla prima.

5) Lo scadere nel sentimentalismo di una buona poesia mi dà lo stesso sgomento di un attore che ferma la recita per recarsi d’urgenza alla toilette.

6) Erano pessimi poeti: facevano il verso al verso.

7) Il pudore del poeta è un invenzione del critico letterario.

8) nell’intestino della poesia ci sono parole incagliate e decomposte, stilemi in perpetua digestione, sentimenti conditi con salse indigeribili: bisogna avere lo stomaco di ferro e le dita affilate d’un chirurgo per metterci le mani e non sporcarsi.

9) Ci sono ancora cariatidi che vivono dei residui estetici del primo ‘900 i quali vorrebbero farci credere che la poesia è tanto più poesia quanto meno dice e più allude: sono i figli naturali della “Mattina” di Ungaretti e della “lirica pura”, personaggi che preferiscono vivere sotto 4 mura portanti al posto d’una casa a 2 piani… con tetto annesso.

10) Il poeta è il violinista delle parole: tende le corde della proposizione e le sconquassa con l’archetto degli accenti.

11) Una poesia che non può essere tradotta in tela è una pessima poesia… o una fotografia.

12) Nel verso dimostrava i suoi 30 anni e nel spiegarlo ragionava come un 15enne: la poesia rende maturi.

13) Voleva che in ogni sua poesia ci fosse della vita vissuta: non tollerava il paradiso se non come sketch da cabaret.

14) Spesso cito, riutilizzo, riprendo e rielaboro: amare la mia aiuola non significa disprezzare quella del vicino.

15) Paradosso floreale: la gran parte dei poeti miei contemporanei desidera che i propri versi siano fiori di campo… sono l’unico rimasto a coltivare girasoli? Eppure sono i loro versi ad essere oppiacei: anestetizzano l’arte con la vita e viceversa.

16) Quando non ho più idee su come finire un verso mi rivolgo al sentimento.

17) Il suo verso balbettava, gemeva, farfugliava: lui pensava che i sentimenti parlassero così.

18) Sui minimalisti: hanno demolito la grande poesia sostenendo fosse inutile continuare ad assordare il lettore con trombe e fanfare, ma il loro ronzare d’ape senza miele sfibra molto di più.

19) Pensava che la somma di molte emozioni facesse un sentimento.

20) Chi ha bisogno di un emozione per scorgere un sentimento, è chi sa leggere i testi solo se scritti in grassetto.
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8/13/2007 1:11 AM
 
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1) A chi sostiene il poeta debba mettersi nel foglio nudo come appena partorito, dico: non sai che la metà del fascino di una bella donna consiste nell’essere vestita?
- Non credo che fare la popò sul foglio sia fare poesia.
Buono il paragone con la bella donna!

4) Preferisco essere considerato un pessimo poeta alla seconda lettura che un genio alla prima.
- Ok, leggerò anche la seconda volta.

5) Lo scadere nel sentimentalismo di una buona poesia mi dà lo stesso sgomento di un attore che ferma la recita per recarsi d’urgenza alla toilette.
- Piutosto che la faccia sul palco...

6) Erano pessimi poeti: facevano il verso al verso.
- Non pegio di chi per essere di-verso diventa noiosamente in-verso.

8) nell’intestino della poesia ci sono parole incagliate e decomposte, stilemi in perpetua digestione, sentimenti conditi con salse indigeribili: bisogna avere lo stomaco di ferro e le dita affilate d’un chirurgo per metterci le mani e non sporcarsi.
- Scusa, ma un purgante... no?

9) Ci sono ancora cariatidi che vivono dei residui estetici del primo ‘900 i quali vorrebbero farci credere che la poesia è tanto più poesia quanto meno dice e più allude: sono i figli naturali della “Mattina” di Ungaretti e della “lirica pura”, personaggi che preferiscono vivere sotto 4 mura portanti al posto d’una casa a 2 piani… con tetto annesso.
- In quanto a "Mattina" temo che il 90% di quelli che la citano ignorino il titolo, quando, invece, questo è fondamentale.

...
11) Una poesia che non può essere tradotta in tela è una pessima poesia… o una fotografia.
- Non ci sto! Una bella fotografia è arte come una bella pittura o una bella poesia. Tradurre poesia in pittura o in fotografia e viceversa è come tradurre una poesia in prosa o in un'altra lingua: può anche piacere ma non è mai come l'originale.

12) Nel verso dimostrava i suoi 30 anni e nel spiegarlo ragionava come un 15enne: la poesia rende maturi.
-... una seconda lettura non avrebbe fatto male.

14) Spesso cito, riutilizzo, riprendo e rielaboro: amare la mia aiuola non significa disprezzare quella del vicino.
- Giusto!

20) Chi ha bisogno di un emozione per scorgere un sentimento, è chi sa leggere i testi solo se scritti in grassetto.
- Hai qualcosa contro i miopi? Guarda bene perchè qualcosa di piccolo sfugge anche a te.

Giancarlo
[Edited by Cobite 8/13/2007 1:13 AM]


...

- L'anima non la devi dare a nessuno. Il cuore sì, ma a quello è permesso di sbagliare... e sbaglia. - (Cobite)
8/13/2007 1:48 AM
 
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Re:
Nichilista errante, 12/08/2007 19.52:

Eccovi un altra dose di sentenze taglienti, paradossi al limite del non sense e riflessioni estetiche nascoste sotto la battuta da cabaret... Se vi sentite chiamati in causa da certi passi particolarmente cattivi, ricordate che strutturalmente l'aforisma è verità in eccesso e battuta che si fà giudizio, non una valutazione equanime e obbiettiva verso il destinatario. a voi giudicare quanta verità si cela sotto i miei pensieri. a presto, ave

1) A chi sostiene il poeta debba mettersi nel foglio nudo come appena partorito, dico: non sai che la metà del fascino di una bella donna consiste nell’essere vestita?

DIPENDE DAL POETA NUDO, SE FOSSE TOM CRUISE..



2) Ci sono verseggiatori che vogliono farci credere che l’io presentato nella loro lirica è il loro io di tutti i giorni… forse vivono perennemente come fossero in posa per una fotografia?


NON SOLO I POETI.



3) Il problema di una poesia giocata sul parossismo del sentimento è che il fastidio nel leggerla è superiore all’intensità del sentimento evocato.




4) Preferisco essere considerato un pessimo poeta alla seconda lettura che un genio alla prima.


PURE IO

5) Lo scadere nel sentimentalismo di una buona poesia mi dà lo stesso sgomento di un attore che ferma la recita per recarsi d’urgenza alla toilette.



6) Erano pessimi poeti: facevano il verso al verso.

ERANO DI-VERSI?

7) Il pudore del poeta è un invenzione del critico letterario.


VERO



8) nell’intestino della poesia ci sono parole incagliate e decomposte, stilemi in perpetua digestione, sentimenti conditi con salse indigeribili: bisogna avere lo stomaco di ferro e le dita affilate d’un chirurgo per metterci le mani e non sporcarsi.



PUBBLICITA' NON OCCULTA DI UN LASSATIVO SENZA CONTROINDICAZIONI

9) Ci sono ancora cariatidi che vivono dei residui estetici del primo ‘900 i quali vorrebbero farci credere che la poesia è tanto più poesia quanto meno dice e più allude: sono i figli naturali della “Mattina” di Ungaretti e della “lirica pura”, personaggi che preferiscono vivere sotto 4 mura portanti al posto d’una casa a 2 piani… con tetto annesso.


AD OGNUNO IL SUO STILE DI CASA....



10) Il poeta è il violinista delle parole: tende le corde della proposizione e le sconquassa con l’archetto degli accenti.



11) Una poesia che non può essere tradotta in tela è una pessima poesia… o una fotografia.



12) Nel verso dimostrava i suoi 30 anni e nel spiegarlo ragionava come un 15enne: la poesia rende maturi.



PRATICAMENTE COME UNA DONNA LIFTATA.




13) Voleva che in ogni sua poesia ci fosse della vita vissuta: non tollerava il paradiso se non come sketch da cabaret.





14) Spesso cito, riutilizzo, riprendo e rielaboro: amare la mia aiuola non significa disprezzare quella del vicino.


ESATTO, SI SA CHE E' SEMPRE PIU' VERDE.

15) Paradosso floreale: la gran parte dei poeti miei contemporanei desidera che i propri versi siano fiori di campo… sono l’unico rimasto a coltivare girasoli? Eppure sono i loro versi ad essere oppiacei: anestetizzano l’arte con la vita e viceversa.

16) Quando non ho più idee su come finire un verso mi rivolgo al sentimento.




17) Il suo verso balbettava, gemeva, farfugliava: lui pensava che i sentimenti parlassero così.



CURIAMOLOOOOOOOOOOOO

18) Sui minimalisti: hanno demolito la grande poesia sostenendo fosse inutile continuare ad assordare il lettore con trombe e fanfare, ma il loro ronzare d’ape senza miele sfibra molto di più.





19) Pensava che la somma di molte emozioni facesse un sentimento.





20) Chi ha bisogno di un emozione per scorgere un sentimento, è chi sa leggere i testi solo se scritti in grassetto.






EBBBRAVO IL NICHI.
[Edited by fiordineve 8/13/2007 1:50 AM]
8/20/2007 3:48 PM
 
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Grazie per i commenti Giancarlo e Maria Antonietta: avete giustamente risposto all'ironia con l'ironia. Per quanto riguarda l'aforisma sulla poesia come foto o come tela: per fotografia non intendevo la fotografia artistica, che fra l'altro nella maggior parte dei casi è fatta da pittori passati alla macchina o da fotografi cresciuti nelle scuole d'arte, , ma la fotografia dilettantesca che tutti noi facciamo, per immortalare i momenti significativi della nostra vita. ave
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