oddioo lo voglioooo!!!!!!!!
PRESENTAZIONE
Quello che Aerosol trovò nella foresta di Analgesya non era un fungo gigantesco come chiunque avrebbe potuto pensare: si trattava di una delle dodici uova di tacchino muschiato arrivate dalla voragine spazio-temporale della catena montuosa delle Verruche del Geco. Con la schiusa dell'uovo il destino dell'adolescente fu segnato: il suo compito sarebbe stato quello di diventare uno dei mitologici Poultry Riders e sconfiggere il cattivo Migarbangliorix, detto "L'Egemone", magari trovando anche il tempo per salvare la bellissima principessa elfa Aqwa. Lo aiuteranno un tizio di nome Cyro e il suo fedele pesce persico Matsugoro.
CEESYRA vs PALMYRA
Questa questione molto delicata riguarda la copertina del libro. Il personaggio principale della storia è Ceesyra, il tacchino femmina color rosa. L'editore, però, ha acconsentito la pubblicazione del libro soltanto se la copertina sarebbe stata con il tacchino color azzurro, per questioni di mercato in quanto richiama più alla storia originale. Joey, però, non si è dato per vinto e ha deciso di inserire questo breve paragrafo introduttivo nella sua parodia.
RIBELLATI
Cara lettrice, caro lettore,
concordi anche tu con me che la copertina di questo libro sia inadeguata ai contenuti in esso presenti?
Sei delusa/o dal fatto che lo splendido ritratto di Ceesyra sia stato sostituito da quello di Palmyra? Sappi che la colpa di questo ripugnante atto discriminatorio nei confronti del colore del piumaggio della tua tacchina muschiata preferita è tutta di Andrea - so tutto io - Salieri.
Se vuoi esprimere il tuo dissenso scrivendo una civile e-mail di protesta con oggetto "non discriminate Ceesyra" all´indirizzo di posta elettronica info@edizioniclandestine.com hai tutta
la mia simpatia.
Con affetto, Joey Luke Bandini.
Ecco per voi fans di Eragon, un'esclusiva anteprima della miglior parodia di tutti i tempi:
Aerosol andò a dormire come tutte le sere dopo una pesante cena a base di peperonata.
Prima di coricarsi ebbe l´impressione che il suo pesce persico gli augurasse la buonanotte, e pensò che quella sera la peperonata fosse stata un po´ troppo poco light... In genere le allucinazioni cominciavano solo dopo l´arrivo del sonno. Probabilmente anche i pigolii che sentiva erano da imputare alla cena anche se sembravano provenire da sotto il letto. Si trattava con tutta probabilità di scompensi pressori a livello circolatorio: tutto il sangue del suo corpo si mobilitava dai distretti periferici ad irrorare stomaco e intestino che si preparavano ad affrontare una lunga nottata di lavoro; in questo modo il cervello restava con una quantità di ossigeno minima e per sopravvivere allo stress da concentrazione elevata di anidride carbonica sganciava i contatti con la razionalità e lasciava che le sue cellule si riposassero facendo ricreazione.
Il sonno però non arrivava e il pesce continuò a parlargli nella testa:
-Dormi?
-No.
-Già.. Come si può dormire in una notte come questa!
-Come questa come?
-Come, come questa come? Non la senti?
-Cosa dovrei sentire?
-La creatura!
-Ma quale creatura, per carità! E poi lasciami stare. Tu non parli, sei solo un pesce!
Aerosol si scosse dal dormiveglia e accese la candela che teneva sul comodino per guardare il suo vecchio pesce che pinneggiava tranquillo nella boccia: sebbene stesse in silenzio sembrava sorridergli mentre boccheggiava. Il giovane decise di scendere a farsi una camomilla o una pinta di bicarbonato.Tornato nella sua cameretta lo accolse un forte pigolio che senza ombra di dubbio proveniva da sotto il letto. Si abbassò per dare un´occhiata e vide lo strano oggetto che lui stesso ci aveva nascosto che sembrava vibrare. Lo raccolse e lo posò sulle lenzuola.
-Come stai?
-Non lo so... Mi sento strano... Mi è parso di sentire questo coso che pigolava e addirittura l´ho visto muoversi...
-Sì, anche io sono emozionatissimo!
-...E poi, come se non bastasse sto parlando con un pesce...
-Non si tratta propriamente di parlare: è telepatia.
-Va bene- Pensò Aerosol. -Domani, quando avrò digerito sarà tutto finito. Per questa sera mi lascerò trasportare da questa assurda situazione. Di cosa vogliamo parlare?
-Prima di tutto del mio nome.
-Nemo è un bel nome.
-Non lo metto in dubbio, ma io mi chiamo Matsugoro.
-E´ un nome strano.
-Bellino il tuo!
-Va bene... Matsugoro... Dovrò farci l´abitudine, ma non è male.
-Grazie.
-Di nulla. Ma ora mi sai spiegare perché mi sembra che questo coso pigoli?
-Certo. Prima di tutto sappi che non si tratta di un coso ma di un uovo.
-Un uovo? E quale creatura può mai deporre un uovo così grosso? Un drago?
-No. E´ un uovo di tacchino.
-Sì, e tu sei un barracuda che non è cresciuto perché ha mangiato poco da piccino.
-Non sto scherzando. E´ un uovo di tacchino muschiato. E a proposito della mia dieta... Il mangime liofilizzato mi fa schifo. Se ogni tanto riuscissi a procurarmi qualche verme o qualche larva di insetto te ne sarei parecchio grato.
-Non ho mai sentito parlare di tacchini muschiati.
-Prima che l´uovo arrivasse qua da un altro universo neppure io.
-Ammettiamo che tu non mi stia prendendo in giro... Come le sai queste cose?
-Me le ha dette la creatura che sta nell´uovo.
-Certo... Se parli con me perché non dovresti parlare con un tacchino muschiato alieno?
-Sento che c´è una punta di sarcasmo nelle tue parole. La creatura non mi ha propriamente detto di provenire da un altro mondo. Essendo rinchiusa in un guscio non ha idea di dove si trovi in questo momento. Ma dalla descrizione che mi ha fatto del suo luogo natio ho intuito che non potrebbe essere altrimenti. Inoltre, se proprio lo vuoi sapere, anche se ciò che sto per dirti potrebbe urtare il tuo orgoglio di specie senziente... La creatura ha voluto comunicare con me perché sono, a suo dire, la creatura più evoluta che abbia incontrato qui da noi.
-Cervello di gallina che non è altro!
Dall´uovo arrivò un pigolio più forte degli altri.
- Ti ha sentito!
Aerosol si avvicinò all´uovo. Dapprima lo contemplò con un misto di meraviglia e sospetto; poi allungò una mano e lo sfiorò delicatamente. Era caldo e liscio e quasi vibrava al suo tocco; anzi, non quasi, vibrava veramente, come un gatto quando fa le fusa.Dopo poco che il giovane aveva preso ad accarezzarlo i pigolii diventarono sempre più insistenti e le vibrazioni si amplificarono in frequenza e intensità. L´uovo cominciò ad oscillare sempre di più, fino a che una piccola crepa si aprì sul guscio in prossimità del polo superiore. Alla prima crepa ne seguì immediatamente una seconda e poi un´altra e poi un´altra ancora. Aerosol non sapeva più cosa pensare. Le sue allucinazioni notturne non erano mai state così vivide. Sotto il suo sguardo allibito dal gigantesco uovo uscì fuori una testa da pollo con tanto di becco e grossi occhioni espressivi. Il ragazzo dovette ricorrere al suo erogatore portatile di medicamento cortisonico.
La testa della creatura cominciò a dimenarsi forsennatamente e gli occhi le uscirono quasi dalle orbite per lo sforzo tremendo che stava facendo per liberarsi dall´involucro calcareo.
-Ha bisogno di aiuto.
-E allora fai qualcosa!
-Stupido ragazzino! Io sono la mente, il braccio sei tu! Mi dici come faccio a rompere il guscio?
Aerosol inalò un´altra dose e allungò le mani. L´uovo, una volta incrinato, risultava essere molto
più fragile di quanto non fosse ai primi test di compattezza che aveva effettuato con il mazzuolo da murature. Le pareti cedettero in poco tempo e subito ne sgusciò fuori un pulcinone implume color fucsia di una decina di kilogrammi di peso.Il ragazzo ripensò al sogno della notte precedente: l´uovo che in realtà avrebbe rinchiuso un segreto che avrebbe cambiato per sempre la sua vita... Si vide al centro dell´arena di un circo ambulante applaudito da una marea di persone giunte da ogni dove per ammirare il più famoso domatore di tacchini muschiati di tutta l´Analgesya, e la cosa non gli dispiacque! La creatura fissò Aerosol prima con un occhio e poi con l´altro studiandolo a fondo e poi emise un sonoro pigolio come a volergli comunicare qualcosa. Una risatina allegra trillò nella mente del giovane.
-Che hai da ridere?
-Ti ha chiamato mamma!
Aerosol svenne senza riuscire ad inalare un´altra dose dall´erogatore.Il pullus guardò Matsugoro
-Pio pio pio?
-Benvenuto. Anche io sono molto contento di vederti. Qualcosa di simile a un sorriso si dipinse sul becco del nuovo nato che tornò a rivolgere le sue attenzioni al giovane che giaceva sul pavimento.
-Pio pio pio?
-E´ tutto a posto. Mamma è solo molto stanca.
Ma si sa, i cuccioli hanno bisogno di attenzioni costanti... E i tacchini non vengono meno a questa regola. In cerca di considerazione, il pulcinone cominciò a becchettare la presunta mamma sulla testa e smise solo quando la stanchezza lo spinse ad accoccolarsi fra le braccia dello spossato genitore adottivo al quale nel frattempo era comparso sulla fronte un indelebile affettuoso ematoma a forma di cornetto portafortuna.