
Il termine stregoneria, coniato nel sec. XVIII, sta ad indicare l'insieme di pratiche magiche e di rituali, spesso a carattere simbolico, che si distingue dalla religione in quanto si riferisce a forze occulte che l'officiante (stregone) cerca di dominare e di utilizzare per i propri fini. Il termine è spesso usato in senso figurato per indicare un'azione o realizzazione che appare prodigiosa, ma di cui si è portati a diffidare.
Il termine deriva dal latino strix con cui si indicava un rapace notturno (lo strige o barbagianni)che le leggende popolari accusavano (erroneamente) di succhiare il sangue delle capre. A questo uccello venne associata la strega (donna che prevedeva il futuro ed aveva affari con il diavolo, generalmente considerata maligna e malvagia) e le sue pratiche (la stregoneria).
La stregoneria, intesa come magia nera, è praticata in tutto il mondo; nel significato etnologico è forma diffusa soprattutto in Africa, sebbene non sia rara in America, in Oceania e in casi circoscritti in Asia.
Nel mondo occidentale, dal 1951 si possono identificare elementi di stregoneria nella Wicca nel Neo-paganesimo, movimenti molto diffusi nei Paesi europei ed anglosassoni e meno in Italia. Va sottolineato che nessuno dei due gruppi è in stretta relazione con il Satanismo, con le messe nere e con i sacrifici cruenti.
STREGHE
orrende megere, davanti al calderone, intente a preparare filtri ed orrendi malefizi ......... ma sarà poi vero?
La strega è una figura più vecchia del Cristianesimo. Chi non ricorda la maga Circe raccontata dai greci, la splendida donna che trasformava in porci i compagni di Ulisse, o la Medea di Euripide? Ma andiamo ancora più indietro nel tempo. Il poeta romano Ovidio chiamava strix un grosso uccello con la testa grande, due occhi fissi, il becco e gli artigli da rapace e le penne chiare.
È un uccello notturno che assomiglia a un gufo, capace, secondo certe credenze, di penetrare nelle case, protendere gli artigli verso le culle per afferrare i bambini e succhiarne il sangue. Vi era un modo, però, per tenerli lontani: veniva usata una pianta magica, l'aglio che era diffusissimo nella medicina popolare, per combattere veleni e malefici. Dal nome latino di questa creatura orrenda deriva il vocabolo medievale di stria che indica ancora oggi animali come la civetta o il barbagianni, simboli inquietanti di un mondo oscuro e impenetrabile.
Dal plurale di strix nasce il nome di strega, donna malefica che si trasforma nell' uccello mostruoso che succhia il sangue degli umani sorpresi nel sonno. Si racconta che streghe erano capaci di trasformarsi in animali, grazie alle loro doti magiche.
Questa convinzione popolare che le streghe riuscissero ad assumere sembianze di vari animali deriva probabilmente dall' uso delle Baccanti, adepte del dio orgiastico Bacco, di travestirsi con pelli di animali come gatti, lupi e uccelli notturni, ecc.. durante i loro sabba.
Un'altra caratteristica di queste streghe dell'antichità è la pratica del cannibalismo: già da Orazio si pensava che le streghe fossero cannibali e conseguentemente tra le popolazioni germaniche si ritrova la credenza delle streghe divoratrici di carne umana.
Tutto ciò serve a dimostrare che la stregoneria non è nata nel Medioevo e che le sue origini non possano essere del tutto attribuite all'influenza della Chiesa. Fin dall'antichità comunque le streghe venivano da tutti considerate donne di natura perfida, su questo tutti erano concordi. Esse erano delle donne dall'aspetto orribile, coltivavano arti magiche, erano capaci di gettare malocchio o di fare fatture oltre che possedere la capacità di predire la sorte e preparare filtri d'amore.
L'odierno termine inglese witch, che proviene dall'anglosassone wicca, ha come significato "donna sapiente" e dimostra come nella cerchia delle streghe rientrassero anche donne che possedevano un bagaglio di saperi e di rimedi, imparati dal contatto con la natura, donne che sapevano quindi curare e guarire con le erbe da cui estraevano strani unguenti e medicamenti.
Non è nemmeno azzardato asserire che non tutte le streghe oggi sono vecchie megere dall'aspetto deforme ed orribile.
A cavallo della loro scopa, simbolo da sempre della loro essenza, possiamo trovare anche delle stupende ragazze, moderne maghe Circe che con esse condividono sapienza nell'Arte e fattezze gradevoli.
Non tutte le streghe poi sono da considerarsi schiave del demonio, esistono infatti, come già detto, donne a conoscenza dei rimedi naturali, che leggono nel futuro e che si possono tranqillamente definire delle " streghe bianche" che con il male o con i sabba satanici non anno nulla da spartire.

[Modificato da .Seya. 01/09/2006 15.32]