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Facebook   LIBRO "" I SOGNI D I H'ERMES "Last Update: 7/26/2007 2:36 AM
7/26/2007 1:23 AM
 
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H'ERMES
" I SOGNI D I H'ERMES "

Messaggero e testimone invisibile
di verità sconosciute occulte o deviate.

Incontro con Dio, Aldo Moro, Ustica, Altro disastro aereo,
Il Papa e la Madonna, Colonnello Gheddafi, Mickhael Gorbaciov,
Il disastro di Cernobyl, Il crollo del Muro di Berlino, Il mostro di Firenze,
Maurizio Costanzo e la mafia, La statuina della Madonnina di Civitavecchia, Silvia Melis, Missione spaziale USA, Corea del Nord, Area 51? Fidel Castro, Delitto D'Antona, Bernardo Provenzano,
Disastro del Sommergibile Kursk, Osama Bin Laden ricercato?




APPROFONDIMENTI.

Le Reincarnazioni: esperienze Astrali e commento.

Sedute Spiritiche: esperienze opinioni e riflessioni.

Corpo Astrale: spiegazioni e Pratica per uscire.

Il segreto svelato dei Tarocchi: esperienze e considerazioni

Esistono i demoni? Estensione di una analisi personale.


Recensione e sintesi storica del perché della nascita di questo libro.    
La narrativa esposta all’interno è il frutto di 21 diverse esperienze extra- corporee, realizzate attraverso i viaggi del mio Corpo Astrale.

I racconti riportati si basano su esperienze vissute nell’immediatezza degli eventi in narrativa, percorso reso possibile attraverso il recupero dei ricordi della memoria precedentemente assopita. Le diverse capacità e potenzialità del potere astrale vengono scoperti casualmente, dopo una drammatica e ricercata sfida con DIO, riprodotta nel racconto ” Incontro con Dio “ avvenuto nel lontano dicembre del 1970. Le motivazioni di tale ed estrema sfida furono dettate dall’aver constatato personalmente, che le ingiustizie soprusi ed abusi vissuti dal sottoscritto, durante tutta la mia infanzia ed adolescenza, in realtà erano in sofferenza vissuti anche da una moltitudine umana, sempre rimasta a me silenziosa ed invisibile.

Benché agli inizi non fui pienamente consapevole del dono ricevuto “Capacità del soccorso “ sempre in Libero Arbitrio ed in silenzio assoluto, decisi di continuare ad aiutare il prossimo quando negli estremi della loro vita ed in vera fede, si rimettevano nelle mani della Divina Provvidenza. Questo succedeva tutte le notti prima del sonno quando con volontà e sacrifici ricercati, mi predisponevo al soccorso della fede per ritrovarmi sveglio in forma astrale, nei luoghi dove proveniva la richiesta di immediato aiuto, facendomi immergere improvvisamente in realtà sempre drammatiche e disperate, dove solo un miracolo esercitato attraverso il dono del potere astrale, potevo tentare di porre immediato e risolutivo rimedio.

Il mio lungo e silenzioso operato in tutti questi anni (dal 1970) fu dettato dalla certezza di trovare incomprensione o derisione altrui,oppure dalla consapevolezza di ritrovarmi in mezzo a strategie occulte e pericolose. Soltanto dal 17 Luglio 1999 inizierò gradualmente a percorrere i diversi percorsi informativi, atti a modificare o ad interrompere strategie avverse alla collettività espressi nel racconto:
L’assassino del Professore Massimo D’Antona. “ Erano le ore 2,35 del 25 luglio del 1999 “ seguito “ Bernardo Provenzano ancora in trattativa ? “ Erano” le ore 9,02 del 14 di giugno dell’anno 2000.

Gli assurdi silenzi ed inutili attese dei preposti da me personalmente istruiti fisicamente, sulle specifiche informazioni dei due racconti succitati, mi condizionarono e determinarono nella stesura di questo libro, nonostante non sia mai stato uno scrittore e scrivere mi procurava angosce e sofferenze, realizzando cosi la mia (e non solo) volontà di lasciare per tutti disponibile, la conoscenza del mio Percorso Spirituale e di Vita Astrale, vissuta nei silenzi e solitudini delle notti inverosimili ed angosciose.

Benché la narrativa sia composta da 21 capitoli diversi, dove la visione astrale potrà apparire incredibile ed assurda, sono certo che il Vero Messaggio della testimonianza della Fede sarà comunque recepito, affinché una nuova Luce Spirituale possa ritornare a risplendere nei cuori, regalando o risvegliando la vera speranza nella Fede Divina, testimoniata dalla esistenza di DIO nella forma di Padre Celeste Universale, che si manifesta in noi attraverso forme Spirituali multiple e diverse, quando in noi esiste la vera fede in DIO che si esprime principalmente, attraverso il perdono l’amore e la solidarietà verso tutti i nostri Fratelli Spirituali in sofferenza. Comunque vada vi ringrazio anticipatamente dell’attenzione che dedicherete all’opera, sperando di avervi fatto comunque cosa gradita.












Parabole moderne?

Precisazioni

Nella narrativa dei miei sogni non vorrei essere tacciato ed accusato, di pubblicazioni arbitrarie ed inesatte, diversamente di usare espressioni artificiose con valutazioni allusive in accuse parziali e scorrette, diversamente di iniziare un’ipotetica campagna denigratoria e strumentale verso chi o cosa, addirittura di creare falsi allarmismi, tanto meno di essere uno strumento di provocazione nelle mani di terzi. Se questa sarà l’impressione che darò non può essere una mia colpa, perché ai sogni non si può comandare ed è sempre stato libero raccontarli. Nell’esercizio della libertà di stampa come in tutte le libertà individuali e di pensiero, non è mia intenzione ledere la dignità e l’onore delle persone, malgrado ne riproduca i loro nomi e cognomi. Questo si rende indispensabile per dare al lettore una visione più chiara dei contenuti riportati, in merito dei quali sono state dette e scritte oceani di parole, arrivando spesso a conclusioni affrettate fuorvianti e personaliste, chiaramente motivate da più interessi personali, gli stessi che ad onor del vero non mi possono e non mi appartengono.

Nei 21 sogni narrati non solo può emergere una nuova verità onirica-astrale, ma traspare principalmente un messaggio di fede universale. Non vorrei che nell’attuale cultura giustizialista e nella ricorrente moda dell’inquisizione, con accuse e colpevolezze gratuite, si riservi alla querela il principio del riscatto della mortificazione del proprio orgoglio ferito, o peggio ancora sia da ammonimento per le riscoperte di possibili verità, abilmente ed arbitrariamente occultate. Ultimamente ho osservato quanto sia in uso ricorrente, agire per l’estrema difesa dell’ignoranza praticando la gratuita offesa, mentre per la difesa della colpevolezza praticare sistematicamente l’ingiusta accusa, cercando di descrivere chi ha il coraggio e la rettitudine morale e sociale, come un povero disperato millantatore o un inguaribile mitomane: oppure ancor peggio essere additato di prendere soldi senza specificare da chi. Personalmente credo che in maniera diversa siamo un po’ tutti colpevoli, perché chi lavora ed opera comporta sempre dei rischi personali, però è altrettanto irresponsabile chi dichiara di non aver colpe, perché nel suo niente fare tacitando, ha potuto permettere la continua copertura delle colpevolezze altrui. Allora diventa ingannevole ogni accusa perché politicamente o istituzionalmente pretestuosa. Le verità umane non sono mai algebriche, e l’equazione di un pensiero non è mai simile a se stesso, però le stesse realtà di vita possono essere riviste come le più probabili, magari senza l’occhio politico o di parte interessata.

Questa diversa analisi onirica-astrale non ci autorizza ad aprire, una nuova stagione processuale con veleni infiniti ed inviti all’odio. Per noi è dato il principio della pietà e del perdono, agli eletti il difficile compito della giustizia perché nonostante alcune chiare deviazioni, è sempre auspicabile la continuità della loro indipendenza: andrebbe solo rivisto il criterio dell’immunità ed imparzialità, soggetta troppe volte a pregiudizi individuali che contrastano con il comune senso della giustizia, affinché i pochi non possano continuare a remare contro la sacralità del giudizio, ed il rispetto dovuto per cultura millenaria a tutta la magistratura. Nell’eventualità che i sogni e pensieri possano essere molto simili alla realtà, essi non possono e non debbono essere protetti dal segreto di stato ne dal segreto istruttorio, essendo già di pubblico dominio da almeno 5 anni.

Già dall’antichità la pratica dei sogni era accettata e praticata per conoscere il passato e presente, mentre nel prevedere il futuro esisteva la volontà di rendere migliore la vita, evitando accortamente i risvolti negativi che la stessa poteva riservare, mai considerandoli superficialmente anche quando non attinenti alle realtà del giudizio e pensiero umano. Si appellavano alla coscienza conoscenza intelligenza e saggezza dei pochi giusti, dove anche il loro errare interpretativo veniva silenziosamente rispettato. Il lento o veloce passare del tempo trovava sempre le giuste o assurde conferme. Però nel mio caso non bisogna dimenticare che sono soltanto sogni astrali di un uomo qualunque, senza presunzione di verità assolute ma volutamente raccontati, per trasmettere la fiducia e la speranza nelle persone che aspettano da anni, chiarezza comprensione e magari qualche legittima verità. Da parte mia dopo l’omicidio del dott. Massimo D’Antona ad opera delle Brigate Rosse, ho ritenuto nell’emergenza del tragico momento, l’indispensabilità e l’urgenza di comunicare immediatamente, le informazioni specifiche in mia conoscenza anche quelle che da anni avevo volontariamente tacitato. Ho chiesto di parlare con persone preposte al caso ed ancora aspetto di incontrarli; ho dato la mia completa disponibilità ed ancora non sono stato chiamato. Durante i sette anni di inutili attese, ho deciso di scrivere riscrivere correggere e postare in Internet, gran parte delle mie esperienze, dando a te lettore nella conoscenza delle stesse, la possibilità di valutare la singolarità dei fatti riportati, esclusivamente e soltanto astralmente sognati nell’immediatezza degli eventi in narrativa.

Significa che la notte o giorno li vivevo astralmente in diretta temporale, poi andavo a cercare conferme attraverso la stampa nei giorni che seguivano. Nonostante la mia iniziale ma forte delusione per i silenzi sia editoriali che istituzionali, ringrazio questo atteggiamento di emarginazione silenziosa, perché ha saputo stimolarmi incredibilmente contro questa strategia dell’assurdo, obbligandomi al sacrificio per me inusuale che è stato, la trascrizione temporale del mio e vostro passato. Chi l’avrebbe mai detto: io improvvisato scrittore con la terza media soltanto, capace di riprodurre nello scritto dei ricordi, per questo chiedo la tua comprensione dei miei errori. Tutti i sogni astrali che qui ho riprodotto, mi hanno sempre trasmesso meraviglia stupore incredulità, però mai tanta paura quanto quel famoso discorso di un ex presidente che diceva: IO NON C I STO! IO NON C I STO! IO NON C I STO! Frase e contesto da me condiviso totalmente. Nel suo parlare però ci fu un riferimento ad un certo SAVONAROLA. Nella mia ignoranza sono andato a vedere chi era stato costui. Era stato bruciato vivo durante il periodo dell’inquisizione perché raccontava “la verità.” Quello che mi rincuorò e che oggi non esiste questo genere di condanna, però questo riferimento preciso mi ha agghiacciato il sangue nelle vene, perché avevo già tracciato e spedito il mio aver attualmente dichiarato in questo libro.

Oggi si può morire per raccontare la verità? Questa risposta la lascio a te caro lettore, informandoti preventivamente che non ho assolutamente voglia di morire; fisicamente e mentalmente sto a meraviglia e poi chissà, potrei essere ancora utile alle cause misteriose in divenire, magari raccontando altri sogni particolari di verità che tenteranno di negare. Anche per questo vorrei soffermarmi ancora, nell’eventuale logica di una stagione accusatoria nei miei confronti. Sarebbe alquanto spiacevole dopo anni di stressanti processi e rinvii, essere assolto perché ” il fatto non sussiste, mere congetture, fatto inesistente, non luogo a procedere, assolto in formula piena, ecc.. ecc..” per ritrovarmi io nel danno di lesione del diritto all’onore e danno esistenziale, arbitrariamente e volutamente più volte con tenacia ricercato. Questo perché io non dovevo e non potevo raccontare i miei sogni astrali? Di questa preventivata assoluzione ne faccio credito proprio perché, comprendo rispetto ed ammiro la maggioranza dei giudici, missione per me difficilissima ed umanamente impossibile. E’ anche vero e sono consapevole che in prospettiva, il passato non ha mai riservato grandi onori alle verità. E’ sempre riuscito sistematicamente prima a condannarla, poi ad ucciderla per riesumarla secoli dopo dando ragione alle ceneri dei morti innocenti. Oggi sarà necessario ancora aspettare dei secoli? Tanta acqua è passata sotto i ponti ma la cultura e società moderna permetterà ai soliti burattinai, per loro natura infida sempre nascosti nell’ombra o ruolo sociale, di tramare all’infinito contro le stesse verità?

Oggi esiste la Costituzione italiana dicono, anche se non sempre e totalmente applicata. Allora mi domando se la stessa sarà sufficiente a garantire, la mia libertà di espressione e manifestazione del pensiero anche se onirico-astrale, permettendo di vivere nella luce della conoscenza e della libera divulgazione questo mio libro, oppure anche io in maniera subdola e modernamente diversa verrò sistematicamente bruciato? Se stai leggendo questo libro non dimenticare che per la sua pubblicazione ho bussato, (senti senti…) a più di 1.800 porte diverse, tutte verificabili e testimoniabili. Diceva uno più famoso di me: ai posteri l’ardua RESISTENZA. Ti auguro buona lettura sperando sinceramente che possa piacerti, anche se è un po’ particolarmente fuori dalle righe della letteratura classica e moderna. Io non sono uno scrittore ma un appassionato sognatore del mondo invisibile.



INCONTRO CON DIO
Primo Viaggio Astrale nella conoscenza Divina.

Nella vita di ognuno di noi esiste sempre un particolare momento drammatico, che ti porta a fermarti e riflettere maggiormente. È in questi momenti che ti rimetti in gioco, constatando l'inutilità della tua vita passata. Tanti i fallimenti, le delusioni, gli obiettivi sempre mancati. Allora cerchi di capire dove hai sbagliato, e ti accorgi che di grandi colpe non ne hai, e allora pensi che la vita è anche questo: sei nato disgraziato e non puoi prendertela con nessuno, nemmeno con te stesso. Talvolta magari credi che gli altri siano più fortunati di te, e sei contento per loro. Per uno come me abituato a resistere e sopravvivere, accettare le ingiustizie era diventata una normalità. Tanto passeranno, dicevo.

Dopo venti anni non ci fai più caso e non ti lamenti più di tanto, ormai ci hai fatto l'abitudine. Però quando vedi negli occhi degli altri quel dolore che già conosci, leggi la loro più totale disperazione, constati l' ingiustizia e ti accorgi che tu non puoi farci niente, che addirittura sei diventato uno strumento legale affinché tutto continui, senza poter soccorrere chi oggi è più debole e bisognoso di te... è allora che ti domandi se Dio sia mai esistito, e se esiste vorresti conoscerlo per domandargli perché non interviene mai.

Potevo sopportare il peso della mia vita, ma non potevo accettare e sopportare le ingiustizie verso gli altri, era più forte di me, mi faceva ribollire dentro. Da bambino avevo avuto un'educazione cattolica, e tutto il mio sapere mi riportava ad un unico responsabile: Dio. In collegio i preti e le suore dicevano sempre: Lui sa tutto, vede tutto, perdona sempre, è giusto e misericordioso, è il creatore di tutte le cose, del cielo e della terra, del mondo visibile ed invisibile. Già da bambino mi sembrava impossibile che potesse esistere, non l'avevo mai trovato quando lo invocavo per difendermi proprio da loro. Forse, pensavo, non è mai esistito; se esistesse come potrebbe permettere tutte queste ingiustizie e stare sempre fermo, senza mai intervenire? Se però esiste e non interviene, è colpevole di tutto.

Nella cameretta da letto della caserma degli agenti del carcere giudiziario dell'Ucciardone, da solo sdraiato nel mio lettino nel buio più profondo, continuavo a rivedere il pianto e la disperazione dei due figli di cinque e sette anni di un detenuto, che in mattinata erano venuti assieme alla madre,per il colloquio con il padre che, prima incensurato, era ora detenuto per oltraggio.

Non volevano uscire senza il papà. Il loro sguardo penetrante era di rimprovero e odio allo stesso tempo, come se io fossi e purtroppo per servizio ero, il responsabile della detenzione del loro padre. Uscendo di forza, tirati dalla madre, con un ultimo sguardo di pietà e di raccomandazione per il loro padre, compresero, spero, che ero una vittima come loro, parte di un sistema che ci contrapponeva. Erano stati momenti intensi, drammatici, maledetti. Per la vergogna di me stesso, ero diventato rosso fuoco in volto. Non mi piaceva più fare l'agente di custodia.

Rivivevo in me tutta la mia infanzia. Non trovavo un momento della mia vita che mi avesse regalato un sorriso, una soddisfazione. Tutti avevano avuto una famiglia completa, una casa dove andare, dei compleanni da ricordare, delle feste a cui andare. Io avevo solo tutto da dimenticare. Avevo vent'anni, vent'anni da dimenticare. Non ricordo un padre, una casa, un compleanno, un Natale. Ora sapevo che erano un mio diritto la famiglia, l'infanzia, l'adolescenza, la scuola, la giustizia: tutti diritti negati. E Dio dov'era?

Quante volte da bambino nel terrore e nella solitudine, gridavo il suo nome, e il nome di Gesù Cristo. Niente per me cambiava. Solo silenzi, abbandoni e sofferenze. Vent'anni di continua e silenziosa dilapidazione del mio corpo e della mia anima. Non ero forse anch'io suo figlio? Era così grande il mio peccato di vivere? Tanto mi vergognavo del mio passato da nasconderlo a me stesso, e alla conoscenza degli altri. La coscienza mi violentava, nel vedere il mio dolore e le mie lacrime sugli altri, che io non potevo aiutare; ma non volevo nemmeno più continuare ad assistere alla mia impotenza. Maledivo il giorno in cui ero nato. E perché poi ero nato, per chi era un piacere la mia continua sofferenza? Non valeva la pena continuare a vivere. Io però non mi sarei mai ucciso, doveva essere Lui a farlo, se esisteva.

Io non ho paura, pensavo, deve dirmi il perché di questa vita mia e di tanti altri, senza alcuna giustizia, senza diritti, senza amore. La verità è dentro di voi - così diceva nella Bibbia Gesù Cristo - cercatela e la troverete. Io l' ho cercata per vent'anni senza mai trovarla. Solo nel mio letto, nel buio più profondo della notte, cercavo con gli occhi della mente la sua esistenza, una sua risposta, un segnale. Mandavo il mio grido silenzioso e violento verso l'universo infinito. Con la mente scrutavo e visualizzavo il mio grido, mentre viaggiava lontano nella profondità immensa dell'universo. Volevo che il mio grido arrivasse in ogni angolo più remoto, perché Lui lo udisse.

Improvvisamente mi risvegliai che viaggiavo nell'universo. Ero su, al centro di una autostrada di luce, composta di intensi colori giallo oro, abbaglianti. Era larga poco più di cinque metri, con una pendenza ben marcata in salita. In alto, da dove partiva questa luce, sapevo che lì avrei trovato Dio. Finalmente, pensavo, ora risponderà a tutti i miei perché a riguardo delle ingiustizie che sono stato costretto a subire, e mi dirà perché non è mai intervenuto. Questa volta non mi scappa, sto arrivando, non mi fai paura...Non ho paura di morire, sono già morto quando sono nato, non mi interessa continuare a vivere. La mia morte non la piangerà nessuno, non ho nessuno. La luce che componeva la strada era intensissima, accecante. Sapevo che nella realtà della veglia, non sarei mai potuto riuscire a tenere gli occhi aperti davanti a un bagliore simile a quello che essa emanava.

Mentre viaggiavo velocemente, un piacere sottile invadeva tutto il mio corpo; era una sensazione bellissima, orgasmica, e non riuscivo a localizzare dove esattamente iniziava. Era intensa ed uguale in tutte le parti del mio corpo. Ora udivo una musica divina, mai sentita prima. Pensai che se almeno avessi saputo trascriverla, avrei poi potuto riprodurla. Peccato che di note musicali non ho mai capito niente. Entrava ed attraversava tutto il mio corpo, come se fosse fatto di musica anche lui.

Erano incredibili il piacere e la fusione tra il corpo e la mente... Poi però in me subentrò il sospetto che la musica e questo piacere sottile ed infinito, fossero mandati da Dio per farmi interrompere il mio viaggio verso di Lui. Allora con più forte volontà mi obbligai a viaggiare ancora più velocemente, per arrivare subito. Dalla profondità della luce una voce chiamò:
H'Ermes!

Sembrava che venisse di lontano, tanto lontano da rimanere udibile a lungo, forse per effetto dell'eco. Guardai attentamente davanti e di lato a me, ma non c'era nessuno, e nessuno rispose al suo richiamo. Però questo nome l'avevo già sentito. Sarà di qualche personaggio dell'antichità, pensai. Aumentando la mia velocità, la musica e la luce presero a trasmettermi più intense vibrazioni, facendomi provare una sensazione ancora più forte di piaceri infiniti.
Mentre veloce viaggiavo, la mia attenzione venne richiamata dalla presenza di uomini fermi, ai lati della strada di luce. Alcuni erano soli, altri erano in due, massimo in tre, non erano mai molti. Se ne stavano ai bordi senza parlare, senza muoversi. Pensai che comunicassero mentalmente tra di loro, perché il loro volto era immobile, senza alcuna espressione. Tutti vestiti con tuniche di foggia antica, alcuni con barbe lunghe e bianche.

Quando passavo veloce vicino a loro, riuscivo a guardarli dentro gli occhi. Non c'era in loro nessun rimprovero per la mia sfida, per la mia volontà di voler parlare per forza con Dio. Avevo la sensazione che fossero dei profeti, forse dei santi, o dei mistici vissuti nell'antichità. Ancora pensai, però, che anche la loro presenza aveva come fine di distogliermi dal viaggio, pertanto aumentai ancor di più la mia velocità.
E nuovamente sentii chiamare:
H'Ermes!

Continuando a viaggiare velocemente, mi guardai nuovamente davanti e d' intorno. H'Ermes non c'era, e nessuno rispose al suo richiamo. Il mio sguardo continuava ad essere sempre concentrato e diretto verso il fondo, dove nasceva la luce che dava luogo a questa via luminosa, donde proveniva anche quel grido che chiamava H'Ermes. Sapevo che Dio era lì, all'inizio di questo riflesso abbagliante di luci e di musiche celestiali. Per evitare di distrarmi cedendo alla curiosità di conoscere i nomi delle presenze dalle fattezze umane, che erano ferme ai bordi della fascia di luce,
cercai di guardare oltre di loro, nell'infinito dell'universo che si estendeva alle loro spalle.

Sparsi nel buio dello spazio, tutto intorno alla strada di luce, vedevo numerosi pianeti di forma sferica, come la terra. Spinto dal desiderio di conoscenza, cercai di mettere a fuoco un'immagine più ravvicinata dei pianeti. L'universo sembrava costellato di piccoli monitor televisivi, sintonizzati su canali diversi, su singoli paesaggi, diversi tra loro, su uomini donne e bambini in movimento, ognuno visto nella sua quotidianità. Erano simili a noi, molto distanti dalla via di luce. Subito pensai quanto siamo superbi noi terrestri, quando con ignoranza pensiamo che nell'universo non esista altra vita simile alla nostra. E di nuovo sentii chiamare:
H'Ermes!

Questa volta mi girai anche di dietro, per vedere se c'era qualcuno, ma non vedendo nessuno, né lì né ai lati né davanti a me, risposi urlando: Non c'è! Era la prima volta che rispondevo, forse perché il sapere che esistevano altri abitanti nell'universo mi aveva affascinato ed imbonito, o forse per una forma di educazione istintiva, anche se il mio viaggio non era motivato da intenzioni troppo educate e rispettose... La stessa voce che aveva chiamato H'Ermes, ora, rimbombando dal seno dell'eco, rispose: Libero Arbitrio! Questa espressione l'avevo sentita tante volte in collegio,
quando i preti parlavano e ci leggevano la Bibbia. Subito pensai: se mi ha risposto significa che mi sente, e se mi sente mi può vedere...

Incominciai ad accusarlo di tutta la mia vita, delle ingiustizie che anche altri come me avevano vissuto e ancora vivevano, Lui che mai si era fatto vedere, mai era intervenuto per aiutare chi lo implorava abbandonandoci alla cattiveria altrui. Non ti facevamo pena abbastanza, non siamo anche noi figli tuoi, che peccato abbiamo fatto per meritare questo continuo castigo?Libero arbitrio, libero arbitrio... era la sola risposta. Ma per me non era una risposta, non ne comprendevo il vero significato, non mi interessava. Però una cosa almeno l'avevo capita: Lui mi sentiva e mi vedeva, anche se era ancora lontano. Voglio conoscerti, voglio guardarti negli occhi, devi spiegarmi il perché della mia sofferenza, il perché della tua ingiustizia. Te lo do io il libero arbitrio...

Consapevole di essergli ormai sempre più vicino, anche se ero stanco, aumentai al massimo la mia velocità verso di Lui. Ora avevo la certezza che, continuando questo viaggio, io sarei morto fisicamente, perché avevo attraversato il limite della vita. Questo limite non è marcato, ma si percepisce nell'attimo che lo attraversi e lo superi. Non mi interessava vivere. Tanto nessuno mi piangerà, pensavo, ma arriverò lo stesso da lui. Ma quando provai l'intensità massima del piacere dei sensi, della mente, del corpo e dello spirito, mentre sentivo arrivare in me l'annullamento della vita, mi apparve la visione del mio funerale in terra. Dietro il mio corteo funebre, vedevo mia madre che piangeva e si disperava: era distrutta dal dolore.

Riconoscevo ed odiavo quel pianto, tante volte l'avevo visto durante la mia infanzia. Attorno a lei soltanto cinque donne vestite di nero, che piangevano assieme a lei. Anche loro erano madri e avevano perso i loro figli. Come per un legame invisibile che lega il dolore di tutte le mamme, erano lì per partecipare e rivivere il proprio dolore. Erano addolorate sinceramente anche per me, per la mia morte e per il dolore di mia madre, che pure non conoscevano. Io non le conoscevo, però cominciai a capire l'importanza e la preziosità di essere figlio.

Mia madre era sopravvissuta al campo di sterminio di Dachau, e non aveva accettato il suicidio solo per darmi la vita. Aspettò e sperò inutilmente il ritorno di mio padre, e lavorò umilmente sacrificando tutto il resto della sua vita per amore mio. Io ero stato la ragione unica di sopravvivenza nella sua vita. Ora mi vedeva lì morto, dentro una bara. Con me morivano tutte le sue speranze, il risultato di vent'anni d'amore, di sacrifici, di attese, di sogni. Tutto il suo passato e futuro stava chiuso dentro quella bara. Io dovevo essere il bastone della sua vecchiaia, così le dicevano le sue amiche quando era triste e piangeva. Invece eravamo stati sfortunati tutti e due, perché? Quante volte da bambino, in collegio, nel silenzio della notte, avevo gridato silenziosamente anche il suo nome, nei momenti più tristi della mia disperazione e del mio abbandono.

Ora la mia morte, il suo futuro senza me, erano la sua disperazione, il suo pianto straziante. Non potevo più accettare di morire. Non sopportavo l'idea di sapere che avrebbe continuato a soffrire ancora, fino alla fine dei suoi giorni. Non meritava il mio abbandono. Proprio ora che ero arrivato vicinissimo a Lui, decisi dunque di fermarmi nel mio viaggio. Scelsi la vita, non per me, ma per lei che in vita mi aveva dato tutto, anche ciò che non possedeva. E mi risvegliai di nuovo nel mio letto.

Ora ricordavo perfettamente tutto il corso della mia vita, e specialmente gli attimi d'amore condivisi con mia mamma, rivissuti velocemente, però in misura sufficiente per ridare memoria al mio passato, una memoria fatta anche d'un amore che il tempo delle ingiustizie e delle cattiverie aveva cancellato. Qualcosa in me era cambiato in meglio: non odiavo, non giudicavo, comprendevo e perdonavo anche il male, e capivo come esso colpisca in primo luogo proprio chi lo fa. Dentro di me era successo qualcosa di grande, anche se nella mia vita personale tutto continuava come prima, come sempre. Avevo avuto in dono il potere della fede, per potere intervenire e soccorrere gli altri. Ed ero libero di interpretare il mio aiuto senza restrizioni né condizioni, secondo il mio libero arbitrio. Finalmente potevo così godere della felicità altrui.

Questo racconto potrà sembrare inverosimile, irriverente, assurdo. Capita anche a me di pensare così, talmente suona incredibile. Ma posso assicurare che l'ho realmente vissuto: Forse ho dimenticato di trascrivere qualcosa, però non ho inventato o aggiunto niente. Non posso descriverti in completezza e particolarità la mia esperienza, non conosco le parole giuste e non ho le capacità di un vero scrittore. In questo mio atto di estrema sfida, era esclusiva intenzione mirare alla di Lui verifica e conoscenza, accettando ogni soluzione anche la più drammatica. Non mi interessavano più di tanto i vari particolari ed emozioni che andavo vivendo, anche perché non pensavo di poterne uscire vivo, diventando invece testimone della mia stessa incoscienza ed arroganza.

Da allora sono passati più di 30 anni e nella mia vita di testimone invisibile, ho visto crollare i falsi miti, polverizzarsi gli ideali, il sorgere e tramontare delle ideologie schiacciate sotto il peso del loro inganno, ribaltare le falsità ad arte create di chi aveva scalato il proprio successo, calpestando la dignità ed il sacrificio degli onesti ed indifesi. Una certezza purtroppo esisterà sempre. “ Ci sarà in ogni tempo chi tenterà di generare il sapere divino, millantando la sua preferenziale conoscenza ed attitudine, non nell’amore nel perdono e nella pace, ma per opportunità materiali o di convenienza elitaria ed ereditaria, creando cosi un dio minore a loro immagine e somiglianza, riservandosi abusivamente l'esclusivo diritto di rappresentanza della VERITA’ DIVINA.” Invece DIO è libertà fratellanza solidarietà e perdono: affidarsi a lui sarà sempre garanzia di salvezza dello spirito e del corpo. Pensa: ogni singola persona umana anche se ritenuta da tutti noi una persona inutile, è importante per DIO quanto tutta l'umanità.

Il Libero Arbitrio che mal conoscevo, è quel famoso peccato originale da noi commesso all’inizio dei secoli della vita umana. Coloro che liberamente non l’accettarono restarono ARCANGELI, altri che nel dubbio restarono furono ANGELI, noi per nostra libera volontà divenuti umani e mortali. Questo racconto non vuole e non deve essere inteso Assoluto, sono libere espressioni di pensiero e veri ricordi di un cammino di vita anche se onirico. Tutte le mie esperienze astrali qui riprodotte in narrativa, hanno avuto inizio dopo questa esperienza che ho intitolato “ INCONTRO CON DIO ” dove senza accorgermi immediatamente avevo avuto in dono, la possibilità del “ soccorso della fede altrui ” Del resto era quello che volevo per intervenire e difendere i più deboli e bisognosi, MOTIVAZIONI che mi posero nell’incosciente ed estrema sfida contro DIO.

Prima esperienza astrale.

Il primo fallimento perché inesperto ed incapace di comprendere immediatamente questo dono ricevuto, l’ho avuto nei giorni immediatamente susseguenti, quando mi risvegliai in astrale all’interno di in un grande porto militare dell’ UNIONE SOVIETICA. (1970?) Ammiravo sbalordito nel porto sulla mia sinistra, grandissime navi da guerra ordinatamente poste agli ormeggi, mentre il molo era vivacizzato dalla presenza di molti militari nelle loro diverse divise, impegnati nelle multiple funzioni di servizio militare sia sulle navi che nella banchina, mentre altri navigli più piccoli sempre ordinatamente, erano ormeggiati esterni alle stesse navi che restavano unite attraverso diverse passerelle, che permettevano l’ormeggio contemporaneamente anche di tre navigli in fila:con due sommergibili posti in pausa molto più distanti ed isolati, in fondo al porto sull’estrema sinistra dello stesso.

Fu allora che per estrema curiosità, mi girai a destra e dietro di me per guardare l’interno della costa, notando che tutto era innevato, visualizzando diversi automezzi militari anche non cingolati; alcuni fermi o posteggiati, altri in movimento mentre trasportavano truppe o cose, percorrendo strade coperte dalla neve abbondante dove il loro passaggio lasciava solchi lineari e ben marcati, mentre dai lati stradali emergevano le recinzioni di doppio filo spinato,che isolavano le diverse aree dove all’interno c’erano fabbricati diversi, molti dei quali sulla collina erano chiaramente delle grandi caserme. Nel momento che mi stavo domandando stupito e meravigliato perché ero finito li, restando sempre cosciente che il mio corpo fisico in realtà era dormiente, posto nel mio letto nella stanzetta della caserma del carcere giudiziario di Palermo, improvvisamente dalla direzione del porto avanzò velocemente una massa gigantesca, fatta di abbaglianti luci bollenti con vento dirompente, che m’investirono violentemente dalle spalle trapassando tutto il mio corpo astrale, facendomi vibrare intensamente per interminabili secondi, dove il mio riflesso (material mentale) mi impose di chiudere gli occhi e resistere alla forte spinta del vento e calore.

Sentirsi attraversare il corpo astrale da questa massa di luce violenta, non era una sensazione piacevole però sapevo, che non dovevo farmi prendere dal panico ed aspettare che tutto cessasse. Quando tutto ebbe fine aprendo gli occhi e guardandomi intorno, notai che l’unica cosa presente ero rimasto soltanto io: unico testimone in piedi, immerso in un grande deserto di ruderi completamente raso al suolo, dove anche la luce del giorno ed il cielo, avevano perso i loro colori originali. Sicuramente era stato il prodotto di una esplosione nucleare, cosi subito pensai.

Girandomi attonito e stupito con lo sguardo tutto intorno, notai l’intera collina che era affacciata in dolce pendio sul mare, (non c’era più la neve) dove a vista d’occhio non restò alcuna traccia della precedente presenza umana, e relative costruzioni, (ero rimasto fermo, vicino al porto) mentre il mare ancora in ebollizione era di un colore assurdo, che si confondeva con i colori e confini della costa perché del porto, non esistevano minimamente neanche i resti in cemento. Svegliandomi nel pieno della notte restai sveglio e terrorizzato fino al mattino, perché pensai che gli effetti della esplosione sarebbero arrivati anche da noi. Quella, ed altri notti non riuscii più a dormire. Passai giorni convinto di essere stato contaminato anch’io. Mi controllavo spesso le mani, specchiandomi più volte, e quando potevo mi spogliavo tutto per cercare di vedere sulla mia pelle, i segni o macchie prodotte dalle radiazioni.

Non sapevo a chi raccontare questa storia assurda per averne il giusto conforto, mentre i giorni passavano lentamente ed io continuavo, il mio normale servizio di agente di custodia presso il carcere giudiziario di Palermo. Arrivai anche a pensare che questa era stata la vendetta di DIO. Dentro di me avevo accettato in silenzio l’idea della mia morte imminente, da non raccontarla a nessuno, nemmeno a mia MADRE. Avevo quasi 20 anni, da sempre orfano di padre, figlio unico di madre profuga perché istriana.

Con il senso del dopo, (molti mesi dopo) compresi che ero stato li proiettato, perché richiamato da un atto di vera fede di un militare sovietico che, attraverso un banale incidente mentre operavano per effettuare “ un carico marittimo speciale “ nell’irreparabilità dell’errore umano comprese che la sua vita era ormai segnata, per questo negli ultimi attimi del suo estremo vivere, affidava la sua anima al Signore: diversamente invocava la sua salvezza fisica. In realtà avevo assistito all’ennesima sconfitta della presunzione umana.


7/26/2007 1:58 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Il caso MORO. Verità astrali attraverso le capacità del paranormale. Premessa. Questo racconto iniziale è molto importante per me, perché segnerà l’inizio del mio impegno onirico nel sociale e solidale, eppoi rappresenta il triste ricordo del mio fallimento per la liberazione dell’onorevole Moro, segnando l’inizio del mio prolungato silenzio, però responsabilizzandomi maggiormente e più determinatamente, nella ricerca di soluzioni alternative nei soccorsi altrui, escludendo in me qualsiasi forma di collaborazione diretta o indiretta con le istituzioni: perché profondamente sfiduciato deluso ed amareggiato. Atteggiamento che negli anni seguenti nella mia solitudine, è risultato vantaggioso nella riscoperta di facoltà extrasensoriali allora inimmaginabili. Dell’onorevole Moro ricordo di averlo conosciuto fisicamente nel 1970: un mercoledì alle ore 16:00 nella città di Roma. Io ero agente di custodia li in licenza. Quel pomeriggio un mio amico mi disse con orgoglio, che sarebbe arrivato l’onorevole Aldo Moro. Eravamo all’inizio di via Gregorio VII esattamente nell’area sottostante i due ponti: ponte ferroviario del Vaticano e ponte ferroviario dello Stato Italiano. Puntualmente arrivò da solo guidando una fiat 1500 blu con il bollino Servizio di Stato. I miei amici e conoscenti a turno si alternarono nelle richieste a loro favorevoli, andandosene via gradualmente una volta soddisfatti. Così dopo circa un’ora io rimasi da solo con il mio amico. Lui venne verso di noi chiedendoci di cosa avessimo bisogno. Avrei voluto chiedergli un mio trasferimento a Roma.
Ero di servizio a Palermo e la lontananza da mia madre mi faceva soffrire molto. La Sicilia anche se bella, era troppo lontana. Per venire di nuovo in licenza a Roma, avrei dovuto aspettare almeno più di un anno. Dicevano sempre per problemi di organico, assenza di personale, rispetto delle graduatorie: le stesse che non valevano più se io poi venivo trasferito in altra sede, come capitava frequentemente attraverso il mio carattere per incorreggibilità alla vita militare. Invece pensai che troppi impegni lui aveva già preso, ed erano sicuramente più importanti di un mio trasferimento a Roma. Io almeno un lavoro l’avevo. Diventando rosso in viso gli risposi che ero venuto soltanto per conoscerlo. Stringendomi la mano e guardandomi fisso negli occhi mi rispose, che anche lui era contento di avermi conosciuto e se un domani avessi avuto bisogno di un suo aiuto, lui sarebbe stato lieto di offrirmelo;”sai dove trovarmi” cosi ricordo che mi disse. Continuando a stringermi la mano in modo gentile e cortese, io guardandolo di sfuggita negli occhi notai la sua sincerità ed umiltà, cosi capii che noi italiani eravamo veramente in buone mani: con lui. Per me fu la prima volta trovare tanta umanità comprensione e sincerità, in un personaggio politico potente, come lui già era allora. Negli anni a seguire non ho avuto più modo di incontrarlo, anche perché non è il mio forte chiedere favori per me: mi fa sempre vergognare però mi gratifico se posso farli ad altri; con la volontà di dimenticarli. Anche per questa ragione decisi di aiutarlo quando seppi del suo sequestro da parte delle B.R. Narrativa completa del caso Moro con i diversi interventi astrali. Attraverso i sogni astrali sapevo di poter essere capace di andare a vedere, dove le B.R. lo tenevano prigioniero. Bastava buona volontà, accorgimenti specifici di concentrazione e qualche sacrificio fisico. Così dopo alcuni tentativi a vuoto una notte sognai di svegliarmi davanti a una tabella viaria, con su scritto VIA GRADOLI. Immediatamente pensando dove potesse essere esattamente Moro, improvvisamente mi ritrovai davanti ad un cancelletto con a lato il suo numero civico, superiore al numero novanta. Avevo calcolato di ricordarmi il numero civico specifico abbinandolo ai numeri del lotto, gioco che ultimamente studiavo nel caso di un viaggio astrale mi proiettasse nel futuro, e dovevo trovarmi preparato nella memoria per immedesimare i numeri, attraverso delle figure in uso corrente nella smorfia dei sogni. Il fatto che superasse il novanta mi colse di sorpresa ed allora pensai, di entrare direttamente all’interno dell’appartamento covo-prigione delle B.R. dove ho visto l’onorevole Aldo Moro passeggiare irrequieto, turbato e tormentato. Si sentiva ingiustamente accusato ed abbandonato dal partito e dai suoi amici. Per sua difesa si rifugiava nella preghiera, nell’assoluta fede della Madonna. Il suo pensiero ricorrente era la sofferenza indicibile, che il suo stato di prigionia procurava la sua famiglia, con la tremenda tragedia che aveva colpito la sua scorta e il dolore delle loro famiglie. Non riusciva ad avere pace perché si sentiva colpevole anche delle loro vite. Emozionato scosso e stordito da questa immagine reale di dolore e di tormenti, mi risvegliai velocemente nel mio letto. Ero fortemente turbato sia per la visione così realistica ed incredibile, sia perché dovevo trovare velocemente il modo di trasmettere questa utile informazione. Durante questa visione mi ricordavo di essermi soffermato meravigliato e dispiaciuto, davanti al numero civico del covo-prigione. Purtroppo questa operazione era l’unico dubbio di questa esperienza. Però una cosa era certa: Via Gradoli in Roma. Ero anche un po’ contento (si può dire?) perché ero riuscito ha vedere che MORO era vivo e non aveva riportato ferite nella sparatoria. Il problema era come dare questa informazione, e a chi? Se vado dai carabinieri o dalla polizia sicuramente lo troveranno. Però loro una volta liberato l’ostaggio mi crederanno che questa informazione, l’ho ottenuta attraverso i sogni-viaggi astrali? Oppure accusandomi diranno: “Appartenenza Esterna alle B.R.” “Informazione obbligata per l’assoluto controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine.” “L’assoluta fermezza contro ogni trattativa ha costretto le B.R. a desistere dal sequestro, ecc.. ecc. ” Per loro saranno promozioni lodi e riconoscimenti……. per me? Le B.R. come già allora giustamente si sosteneva, avevano numerose talpe infiltrate nei ministeri e nelle stanze del potere. Chissà quale trattamento mi avrebbero riservato se finivo in carcere con questa accusa infamante, oppure se l’autorità prendevano per buona la mia incredibile versione, però imponendomi pubblicamente a mia discolpa ed innocenza, altre testimonianze sulla qualità e ripetitività delle mie capacità extrasensoriali. Se le stesse non sarei stato più in grado di dimostrare perché nervoso stressato od altro? Io non posso correre il rischio della mia vita, e non posso accettare che non venga coinvolta anche mia moglie. Lei non sapeva nulla di questa storia. L’avevo conosciuta due anni dopo la tragica morte del marito precedente, e sapevo l’immenso dolore che procura ogni perdita amata. Non potevo rischiare di lasciarla vedova per la seconda volta , però non potevo accettare nemmeno che Moro venisse ucciso. Così mi ricordai delle sedute spiritiche allora mia materia di studio e sperimentazione. Nei precedenti esperimenti sulle sedute spiritiche ero ormai certo che attraverso un pseudonimo, la mia identità sarebbe stata sempre celata dalla mia accorta volontà. Dovevo scegliere in quale seduta entrare. Già da un anno attraverso un cugino acquisito da parte di mia moglie, ero venuto in conoscenza dell’esistenza del partito monarchico. Addirittura mi presentai nel nuovo paese di residenza, nelle liste elettorali come indipendente: iscrivendomi al movimento stesso. Per cui essendo diventato simpatizzante monarchico, sapevo che la sede era a Roma in via della Scrofa n. 1. Due nomi solo conoscevo per averli letti nel loro mensile informativo. Un certo Boschiero e Lucifero. Uno era segretario, l’altro primo ministro della corona, almeno così ricordo. Ho pensato e creduto di coinvolgere indirettamente, il partito monarchico nella liberazione di Moro affinché tutte le cronache di stampa, portassero a maggior conoscenza e benefico della realtà monarchica, avvantaggiando una maggior conoscenza e consapevolezza degli italiani, sull’assurdo problema costituzionale, che era l’esilio perpetuo degli eredi maschi della famiglia SAVOIA, che vietava il loro ingresso in Italia. È chiaro che allora non conoscevo la forte responsabilità dei Savoia sulla firma delle leggi razziali, però è anche vero che si erano adoperati per l’unificazione nazionale, e per questo era giusto che essi potessero restare in patria loro. Eppoi con la monarchia esiste la successione automatica, cosi si evitavano i compromessi politici di strategie e spartizioni del potere istituzionale e non, che puntualmente sono presenti ogni qual volta avviene l’elezione, di un nuovo Presidente della Repubblica. Ciò che mi portò a diventare un monarchico convinto era stato un ricordo degli anni precedenti, quando da ragazzo assieme agli amici frequentavamo per curiosità via Veneto a Roma. Una sera eravamo stati testimoni dello stato di ubriachezza del nostro Presidente della Repubblica, talmente evidente da appoggiarsi e farsi accompagnare dai suoi uomini di scorta. Con tutti i turisti presenti che ridevano, (specialmente gli americani) noi italiani ci siamo vergognati di questa oltraggiosa rappresentanza. Però stranamente di quella testimonianza sgradita, aspettavo di sentire o vedere attraverso i mass-media l’avvenuto accadimento. Nonostante la numerosa presenza anche dei fotografi li presenti, (imperava la dolce vita) raccontandolo a mia madre incredula, l’indomani non ho potuto trovare nessuna testimonianza a mia ulteriore conferma. In quegli anni via Veneto era un libero via-vai di persone e fonti di informazioni, anche per chi come me non molto interessato alla politica però curioso di mondanità. Poi c’erano i romani di una certa età, sempre sorprendenti nella loro eccezionale conoscenza e memoria: conoscevano tutti, registi attori artisti cantanti politici industriali sceicchi e miliardari. Mi sorprese anni e anni dopo il ricordo di una sapiente profezia di uno di loro. Mi fece notare con particolare interesse e particolare sdegno, la presenza di un vecchietto piccolo e magro che camminava con passo svelto. ”Vedi quel vecchietto…. quello col passo svelto. Durante la guerra era un partigiano oggi è un’onorevole. Un domani vuoi vedere che lo faranno pure presidente? Nella vita ti devi aspettare di tutto, eppure….. se io fossi al posto suo, mi vergognerei perché durante l’occupazione dei tedeschi, ha messo una bomba ed è scappato. Oltre a 33 tedeschi ha ucciso anche 3 italiani che non c’entravano niente. Però i tedeschi e lui lo sapeva, avevano tappezzato tutta Roma di volantini che dicevano: “ per ogni tedesco ucciso i saranno uccisi 10 italiani.” Per questo gli è rimasto il passo svelto. Ha 335 fantasmi che lo rincorrono…. tanti ne hanno ucciso i tedeschi per colpa sua, e me rode pure se lo fanno presidente. Se avesse avuto le palle si doveva consegnare invece di scappare e nascondersi, mentre i tedeschi fucilavano 335 innocenti. Subito non l’ ho creduto. Ho pensato che parlasse per invidia o per darsi l’importanza del sapere, perché noi sempre curiosi domandavamo ed ascoltavamo con interesse. Così negli anni con la sua elezione a Presidente ho capito che nella vita, l’inganno e la falsità la fanno da padrona e l’onestà spesso non paga. Credevo che una vera giustizia dovesse esprimersi indistintamente, sia per chi ha ucciso 36 persone con l’esplosivo sia chi uccise per vendetta 335 innocenti. E’ anche vero che la verità scotta sempre e per qualcuno in ipocrisia politica,non è mai piacevole rivangare un certo passato. Per ritornare ai SAVOIA mi sono sempre domandato se il re fosse riuscito a fermare la guerra, e non firmare quel maledetto decreto razziale. Mussolini che aveva il pieno potere ed il consenso generale delle masse, che fine gli avrebbe riservato? In verità la guerra è stata voluta dai SAVOIA, da Mussolini e dal popolo italiano, perché allora era tendenza di molte nazioni conquistare e sottomettere popoli liberi ed indifesi: allora non avevano il problema di coscienza così sviluppato come oggi. Però ora leggevo del sospetto di imbrogli elettorali, che erano stati perpetrati durante il referendum per la monarchia o la repubblica. Nonostante i meriti o i demeriti dei Savoia la mia coscienza parteggiava per un loro rientro in patria, magari come cittadini qualunque. Questo mio antico desiderio oggi verificatosi esprime l’eterna riconoscenza per l’Unità d’Italia, anche se il Meridione ne ha pagato il prezzo più alto. Non voglio sfuggire dal tema in narrativa però sono i ricordi che emergono prepotentemente, come a mortificare la mia incomprensione di un destino già invisibilmente tracciato, di cui inconsapevolmente ne conoscevo la traccia essenziale, per questo in mia difesa l ’ho sempre allontanato e taciuto. Conoscere l’andamento del destino forse sarà ricchezza per molti, non lo è stato mai per me perché fatalmente non mi ha mai annunciato né gioia né successi, ma tristemente solo inganni complotti tradimenti e tragedie umane. Oggi per il rispetto e desiderio di verità cerco di spogliarmi di ogni nascosta identità personale, anche a costo di dare una mia immagine spiacevole, però veritiera. Riprendendo il racconto sul caso Moro dopo aver spiegato perché diventai un monarchico, ero certo che da parte dei nobili l’antica tradizione delle sedute spiritiche ancora continuasse, magari nella stessa sede monarchica di Roma in Via della Scrofa. Io fisicamente non ci sono mai stato in quella sede, però entrando astralmente di notte attraverso una loro seduta, mi colpì l’arredo spoglio quasi trascurato e logoro, non certamente elegante e consono a certe tradizioni nobiliari. Di certo la sede era al piano terra non ricordo esattamente se bisognava scendere dei gradini. Tutto questo per me non aveva alcuna importanza, perché il mio obiettivo era che attraverso il loro medium, riuscissi a comunicare l’esatta ubicazione dove tenevano prigioniero Moro. Così feci annullando l’esigua presenza spiritica già esistente ed attraverso il loro medium, mi presentai con il nome del Conte Marley scelto da me precedentemente, proprio per l’altosonanza blasonata del nome in modo da dare maggior credito, verso i componenti della catena spiritica. In verità questo nome l’avevo precedentemente affibbiato ad un mio amico, con la passione del canto che durante l’estate si esibiva nella piazzetta marina del paese, dove si svolgevano le manifestazioni canore estive. Il Conte perché era il suo cognome, Marley perché era un pazzo sano del canto e della musica. Ancora oggi gli è rimasto questo soprannome ed amatorialmente continua ad esibirsi. Ritornando a quella seduta spiritica i vari componenti la catena, continuavano a fare diverse domande sempre inerenti alla prigionia di Moro. La mia risposta fu sempre e solo Via Gradoli Roma. Questo mio atteggiamento era per non creare ingorghi informativi e dispersivi. Diversamente da altre sedute dove io non potevo avere garanzie materiali immediate, dell’avvenuta ricezione del messaggio, in questa specifica seduta potevo avere conferme reali ed immediate: bastava che loro i componenti la catena la comunicassero telefonicamente alla polizia, magari in forma anonima o attraverso amici e conoscenti. Più volte aspettando di avere conferma attraverso la tv, nell’attesa mi sono ripresentato in diverse sedute spiritiche. Così un giorno con mia grande soddisfazione ma anche una profonda delusione, attraverso la TV ho visto le forze dell’ordine circondare assediare e perquisire totalmente, un paese di nome Gradoli. Il cronista aggiunse che questa informazione era pervenuta alla polizia, attraverso l’informazione pervenuta da una seduta spiritica da parte dei monarchici. Chiaramente già sapevo che questa imponente perquisizione avrebbe dato esito negativo. Qualcosa certamente non ha funzionato come io speravo. Mi domandavo cosa e perché, come, e chi? Eppure ero certo, sicuro; avevo dato il nome con la via Gradoli e per di più Roma. Deluso ma non sconfitto cercai altre soluzioni. Questa volta dovevo escludere la seduta spiritica con i monarchici. Un’ altra soluzione mi venne tramite l’ascolto di un telegiornale. Attraverso lo stesso fecero vedere l’onorevole Fanfani mentre entrava in casa Moro: andava dalla moglie dello statista per comunicare il risultato negativo, delle perquisizioni sul paese Gradoli. Guardando il volto triste sfiduciato ma combattivo della signora Eleonora Moro, mentre era ferma davanti alla porta di casa sua, dallo sguardo capì che almeno lei avrebbe fatto e tentato di tutto per liberarlo. Mentre la telecamera RAI riprendeva ed indugiava nelle riprese, anche sul salone della casa, con gli occhi e la mente cercai di imprimermi nella memoria tutte queste immagini.
Sapevo dell’esistenza della telepatia, anche se fisicamente ero distante da lei oltre 800 km. Per di più in passato non mi ero mai misurato, sulla realtà esistenziale e concreta di questa facoltà. L’importante per me era eliminare ogni dubbio, ogni forma di incertezza ed insuccesso. Trasmettere via Gradoli? No. Per il precedente negativo e fallimentare avrebbe potuto magari avere, una risposta comportamentale diversa ed inconcludente. Avendo vissuto a Roma per un certo periodo sapevo che negli elenchi telefonici della capitale, all’interno contenevano dei fogli topografici che riproducevano tutte le vie della città. Da ragazzo quando lavoravo come fattorino in un negozio di autoricambi, spesso me ne ero servito per le iniziali consegne di pezzi di ricambio. Prima ancora, per maggior sicurezza andai nel posto telefonico pubblico, per verificare ancora l’esistenza degli elenchi che riproducessero le planimetrie. Avevano tutti gli elenchi telefonici d’Italia, e controllando attentamente i due elenchi di Roma trovai la via Gradoli. Cosi di giorno e di notte qualsiasi cosa io facessi, nel momento che mi ricordavo di dover trasmettere questo messaggio, magari nascondendomi dalla vista altrui, mi raccoglievo e visualizzavo la signora Eleonora… il suo salotto…. qualsiasi cosa lei stesse facendo………, trasmettendole ripetutamente: “ prendi l’elenco telefonico…prendi l’elenco telefonico…l’elenco telefonico… l’elenco telefonico…” Questa storia durò un paio di giorni finché un bel giorno vedo in TV le forze dell’ordine, finalmente perquisire tutta via Gradoli. Dissero che fu la signora Eleonora Moro che sentendo nella sua mente ripetutamente: “prendi l’elenco telefonico…” prendendolo realmente cercò e trovò via Gradoli, di conseguenza avvertì le forze dell’ordine. Questa volta ero sicuro che Moro finalmente sarebbe stato liberato. Invece all’indomani il telegiornale annunciò che Moro non fu trovato a via Gradoli, così mi sentii confuso amareggiato e veramente incredulo. C’è l’avevo con le forze dell’ordine perché per me loro erano stati degli incapaci. Moro era in via Gradoli. Come e perché non l’ avevano trovato? Se avessi avuto la disponibilità economica del viaggio a Roma, ero sicuro che io l’avrei trovato. Invece mi assalirono grandi dubbi paure perplessità indecisioni. Tutta questa storia puzzava tremendamente. Qui non c’è da fidarsi di nessuno….. o forse sarà passato troppo tempo dal giorno della mia ultima esperienza visiva? L’avranno portato in qualche altra parte, non voglio credere che nessuno vuole liberarlo. Attraverso le immagini televisive cercavo di vedere se le telecamere della RAI,inquadravano casualmente quella palazzina: riconoscendola avrei potuto rivedere quel cancelletto e magari ricordarmi il numero civico esatto. Forse ciò mi avrebbe determinato maggiormente e costretto ad uscire allo scoperto. In tutta questa storia non è facile per nessuno credere che io possa raccontare la verità. Certe volte nemmeno io ci credevo, però avevo sempre la speranza che tutto fosse vero, e si arrivasse finalmente alla liberazione del presidente Aldo Moro. Speranza che aumentava quando nei miei ricordi, appariva l’immagine del mio primo ed unico incontro, con l’On. Moro. Erano passati tanti anni eppure ancora avevo vivo il ricordo, di quel volto umano disponibile sincero, buono. Quella sua gratuita disponibilità di allora oggi doveva essere mio obbligo primario. Ascoltando e vedendo i diversi radio-telegiornali mi colpì la notizia, che nella zona di via Gradoli in quel giorno mancava l’acqua. Gli abitanti si erano lamentati sia dell‘enorme presenza delle forze dell’ordine, che della mancanza d’acqua nei loro rubinetti di casa che non interessava nessuno. Mi venne un’idea eccezionale. Ora so come rendere pubblico quel covo prigione. Sicuramente i brigatisti avendo visto la polizia perquisire tutta via Gradoli, non si fideranno più e porteranno Moro immediatamente in un altro covo. Vedere li tutte le forze dell’ordine, anche per loro qualcosa non cominciava ad inquadrare più. Per me era importante che questo covo venisse scoperto, così non potevano più utilizzarlo. Quella stessa notte invisibilmente ritornai in quel covo ormai abbandonato. Volontariamente ho aperto tutti i rubinetti del bagno, chiudendo accuratamente tutti i relativi scarichi. Avevo calcolato che aprendo tutti i rubinetti quando sarebbe arrivata l’acqua dall’esterno, avrebbe riempito velocemente la naturale raccolta degli stessi servizi, e non potendo defluire negli scarichi perché chiusi sarebbe fuoriuscita, allagando tutto l’appartamento a tal punto da uscire fuori dallo stesso, creando seri problemi agli inquilini di sotto, i quali allarmati da questa emergenza e costretti dal bisogno avrebbero chiamato subito i pompieri, che arrivando e suonando diverse volte senza ottenere alcuna risposta, per entrare avrebbero sfondato quella porta maledetta. Così con precisione letteraria è incredibilmente successo. Tempo prima dove abitavo io avevo avuto lo stesso problema dell’acqua che scendeva di sopra, poco ci mancò che anch’io chiamassi i pompieri. Le cronache dissero poi che i vigili del fuoco chiamati dai condomini della stessa palazzina, perché fuoriusciva l’acqua da quell’appartamento di sopra, bussando e suonando alla porta ripetutamente senza ottenere alcuna risposta, per entrare la sfondarono scoprendo così il covo prigione delle B.R. Allarmati e meravigliati chiamarono immediatamente la polizia. Anche questa volta ho avuto attraverso le notizie della TV, la prova tangibile che non era stato soltanto un sogno astrale fortemente desiderato. Non solo la trasmissione del messaggio spiritico era riuscita tramite la seduta dei monarchici, ma anche il messaggio telepatico con la signora Moro aveva funzionato, ed in più ci fu la reale fuoriuscita dell’acqua dall’appartamento prigione. Eppure tutte queste testimonianze non mi gratificavano. Moro era ancora prigioniero delle B.R. mentre i giorni passavano inutilmente, e la notte mi adattavo a dormire in luoghi di fortuna per la paura di un altro terremoto, perché a questa tragedia nel paese dove abitavo ebbe seguito, una drammatica scossa tellurica del settimo grado della scala Mercalli, Dieci secondi di terribile paura; era 16-04-1978, ore 24:36. Durante la precedente perquisizione della polizia in tutta via Gradoli, si è saputo poi che la stessa aveva bussato ripetutamente a quella porta, però nessuna aprì o rispose dall’interno. A depistare ulteriormente la polizia, furono le informazioni tranquillizzanti dei condomini della stessa palazzina. Gli stessi che mai avevano sospettato qualcosa di anormale, figurarsi una prigione delle B.R. Però alla polizia mancando i gravi motivi di sospetto, senza possedere un mandato specifico firmato dal giudice, perché allora questo imponeva la legge, non sfondò mai quella porta continuando a bussare e perquisire altri appartamenti della via Gradoli. La conferma che Moro quel giorno era all’interno di quell’appartamento prigione, arrivò anni dopo attraverso gli stessi brigatisti, alcuni pentiti altri dissociati ed altri ancora tutt’oggi con l’animo inquieto.
Però al susseguirsi delle notizie apprendo dalla televisione due novità. La D.C. partito di Moro offre un miliardo di lire a chiunque fornisce notizie utili, alla localizzazione della prigione delle B.R., o qualsiasi informazione che contribuirà alla liberazione di Moro. La seconda notizia è la creazione di una commissione di esperti: per meglio contrastare conoscere e anticipare le strategie delle B.R. Questa commissione fu creata dal Ministro dell’Interno Onorevole Francesco Cossiga, formata anche da magistrati esperti delle B.R. Bene ha fatto il Ministro Cossiga ritirando le sue dimissioni, dopo la strage di via Fani dove persero la vita tutti i poliziotti di scorta all’onorevole Moro. Di questa commissione conoscevo soltanto i nomi di due magistrati: Giancarlo Caselli e Luciano Violante perché da anni si occupavano processualmente contro le B.R.: almeno così leggevo attraverso i giornali. Solo attualmente, significa dopo più di venti anni dalla tragedia finale, l’allora Presidente professore di questa famosa commissione rivolgendosi alla stampa italiana, ha espresso tutto il suo rammarico per il completo isolamento informativo ed investigativo, che allora fu oggetto la stessa commissione. Questa notizia oggi non solo mi fa riflettere, ma crea dolore e sconcerto, anche se allevia un po’ le mie incapacità decisionali di allora. Avendo avuto la certezza della scoperta del covo prigione di via Gradoli, il mio impegno doveva concentrarsi sul nuovo covo. Questa volta dovevo raccogliere maggiori informazioni, magari cercare di parlare con Moro “chissà se ciò sarà possibile.” Così una notte dopo vari ed inutili tentativi sognai di risvegliarmi nella mia forma invisibile, davanti all’insegna stradale di un paese. C’era scritto Lago della Duchessa. Ero emozionato però dovevo ricordarmi perfettamente questo nome. L’avrò letto e ripetuto mentalmente non so quante volte, fino ad avere la certezza della sua memorizzazione. Il cartello rettangolare era di colore blu con la dicitura del paese tutta lineare, dalla scritta di color bianco. Sono in una piccola piazzola all’incrocio di una strada di direzione opposta al lago, mentre l’altra la costeggia. Ferma lì proprio vicino alla segnaletica del paese c’era posteggiata con motore spento, un’auto Alfa Romeo Giulietta (stoppone) di color grigio-verde della Polizia di Stato, con due uomini in divisa a bordo. Subito pensai che erano li di servizio per il controllo del territorio, predisposto a causa del sequestro Moro. La loro presenza mi determina e rassicura maggiormente. L’intera zona è completamente buia ed isolata. Intorno non ci sono né luci né abitazioni di riferimento. Per avere maggiore visione della zona la sorvolo mentalmente sospeso dal suolo circa cento metri, anche se la strada sottostante non è attraversata da fili di alta tensione, che avrebbero per riflesso mentale imposto una attenzione particolare. Volevo vedere ogni particolare interessante da poter essere bene ricordato, però allo stesso tempo avrei evitato eventuali incontri stradali indesiderati, capaci di interrompere o infastidire questo viaggio mirato. Sono sopra un lungo rettilineo stradale che mentalmente so mi condurrà alla nuova prigione. La strada è talmente stretta che non permette posteggi laterali, se non occupando la stessa carreggiata di marcia. E’ limitata da ambo i lati da cespugli e rovi quasi con ordine lineare. Non si vede nessun passaggio di automobili in marcia né auto posteggiate. Dopo alcune centinaia di metri sulla destra lato lago, la vegetazione si dirada completamente per consentire l’ingresso in una raduna. Mentalmente scendo cominciando a camminare. L’ingresso è senza cancello , senza alcuna recinzione né scritta né numero civico. Il fondo è in gran parte sabbioso: qua e la in disordine è sparso qualche rovo. Il suolo è in leggera pendenza verso il lago distante poco meno un centinaio di metri. Deviando con lo sguardo sulla destra vedo l’unica casa della zona. È di forma rettangolare con un primo ed unico piano senza balconi. Non vedo nessuna macchina posteggiata intorno. La casa è verniciata di recente di color bianco pulito. Vedo una rampa di scale esterna senza alcuna copertura, che indipendentemente porta al primo piano. Saranno una ventina di gradini tutti in marmo vecchio, dissonanti dal colore bianco riverniciato a nuovo della casa. Sotto la scala del primo piano, c’è la porta d’ingresso del piano terra. So invece che Moro, è rinchiuso al primo piano. Questa eccezionale dote di comprensione è normale quando si è in questo stato di grazia. Dentro di te ti poni una domanda ed automaticamente già sai la risposta. Mentre salgo le scale per avere ulteriore sicurezza della presenza di Moro, con gli occhi della mente lo visualizzo all’interno della stessa casa. Era come se le pareti della casa fossero diventate trasparenti. Lui era li seduto centralmente sul lettino, ricurvo su se stesso con i gomiti appoggiati sulle gambe, mentre con le mani si teneva ed appoggiava la sua testa. Senza accorgermi sto leggendo nella sua mente. Pensava che la trattativa della sua liberazione può sbloccarsi se si attua, la stessa linea di apparente fermezza (?) che fu precedentemente praticata, per liberare dall’Italia dei terroristi palestinesi, in cambio di un armistizio delle loro ostilità su tutto il territorio italiano. Ma questo ora non poteva deciderlo lui. Prima deve avvenire la sua liberazione apparentemente senza scambio, poi quando i clamori e le tensioni saranno svaniti e l’opinione pubblica presterà meno attenzione al caso, si attuerà il piano della liberazione dei detenuti brigatisti compresi nella lista precedentemente concordata, mandandoli poi in gran segreto con un’ aereo in un paese dell’est comunista. Invece capiva che tutta questa storia prendeva in esame solo la sua morte. Perché? Quale interesse così grande e più importante della sua vita? Non poteva avere colpe così grandi, da meritare questa fine. Di quale strategia era prigioniero? La sofferenza della sua detenzione l’accettava in riscatto di colpe mai avute, però a lui istituzionalmente addebitabili. La sua morte non poteva offrirla alla sua famiglia. Si rammaricava del suo tempo per il partito negato, e quelle sue presenze in casa sempre invisibili perché con la testa altrove. Eppure erano passati tanti anni e tante cose erano cambiate, ma il calore l’affetto e l’armonia della sua famiglia erano rimasti intatti, come a testimoniare la validità della loro unione. Ora scorrevano i ricordi giovanili: l’università Elena, i figli….. Anno dopo anno cresciuti in fretta…. già adulti. C’è Luca presenza infantile gioiosa e chiassosa. Interrompeva piacevolmente (?) il ritmo della quotidianità, con la sua ingenua invadenza che si rifletteva nei ricordi della sua giovane età, però testimonianza vivace del tempo che è inesorabilmente passato. Questa forzata ed ingiusta detenzione, dà l’esatta misura della dimensione della vita e delle persone. Mentre continuavo a leggere l’enorme tristezza del suo cuore, senza accorgermi forse perché coinvolto da tanto dolore straziante, con il mio braccio sinistro e con il corpo mi ero appoggiato pesantemente sul cordolo in cemento, a funzione di ringhiera della scala esterna. Pensai che era troppo basso e troppo sottile, pericolosissimo se mi sarei ancora continuato ad appoggiarmi. Così ripresi a salire arrivando in cima delle scale. Sono arrivato su un pianerottolo di forma quadrangolare largo circa un metro e mezzo quadrato. Davanti a me c’è il portone di ingresso. E’ alto meno di un metro e ottanta però abbastanza largo con apertura unica. E’ composto di legno vecchio eccezionalmente robusto, malamente riverniciato di color marrone. Sopra perpendicolare al portone c’è l’unica finestra dell’intera facciata. È di forma quadrangolare e stretta: sarà 30x30 cm. Assieme al portone sono le uniche aperture che si affacciano sulla visuale del lago. Sto pensando come apparire per tranquillizzare Moro. Guardai istintivamente l’orologio ed erano le ore 3:02. Mi ricordai che poco distante c’era una pattuglia della polizia. Sicuramente ora insufficiente però sempre utile. Mentre era assorto dai miei ed i suoi pensieri, dall’interno della casa l’assoluto silenzio s’interruppe improvvisamente, con un frastuono impreciso. Il rumore sembrava provocato dallo scendere delle scale veloci. Il portone interno si aprì velocemente ed inaspettatamente davanti a me, comparì l’immagine fisica di un brigatista. Il panico mi assalì facendomi precipitosamente scendere le scale. Benché consapevole che niente e nessuno può ferirmi o uccidere, quando subentrano questi avvenimenti improvvisi e non preventivati, la reazione iniziale è sempre di riflesso istintivo. (anni dopo verificando più volte questi avvenimenti improvvisi, ho imparato a dominarmi, acquistando maggior autocontrollo e determinazione psico-mentale) I brigatisti ora sono in tre e scendono le scale più velocemente di me. Stanno per superarmi. Per lasciarli passare cerco di mettermi sul lato esterno della scala. Però ho paura che il cordolo appoggiandomi possa cedere al mio peso. La scala è troppo stretta e non può consentire il passaggio di due persone contemporaneamente senza toccarsi. Ho deciso mi fermo: mi farò attraversare nel mio corpo invisibile. Ho paura. Non so cosa può succedermi. È la prima volta che mi capita di affrontare un esperienza del genere. I tre brigatisti uno alla volta correndo mi attraversano velocemente e mentre lo facevano, oltre a provare una strana sensazione indescrivibile con strani brividi di freddo, inconsapevolmente leggevo tutti i loro pensieri. Avevo dentro di me le realtà di pensiero di due menti indipendenti l’una dall’altra, però tutte e due presenti contemporaneamente. Scoprì che nella mente dei tre brigatisti c’era tanta cattiveria ed una forte determinazione, ad uccidere chiunque avesse intralciato i loro piani. Nella vita anche io avevo subito tante ingiustizie ed innumerevoli torti, eppure non sono mai riuscito ad odiare così tanto; come loro. Pensai che avranno sofferto più di me da essere così totalmente accecati dall’odio. Però io sono sicuro che Moro non ha alcuna responsabilità, eppure loro lo odiano e sono pronti ad ucciderlo subito. Era tanta la tensione psichica e nervosa che mi fece risvegliare improvvisamente nel mio letto. Sentivo il tumultuoso battito del mio cuore, mentre il sudore scendeva ancora copioso dal mio corpo. Era stato come un incubo però stranamente verosimile. Come in un film dove il regista e il protagonista ero stato io. Però ho fiducia e spero come nella precedente esperienza di via Gradoli, tutto possa corrispondere alla verità. Anche questa nuova informazione dovrò farla pervenire indirettamente e velocemente, alle autorità competenti: però non voglio fallire ancora. Non posso servirmi più dei monarchici, non so perché non riesco più a fidarmi nemmeno di loro. C’è qualcosa che è successo e non riesco spiegarmi: cosa aveva fatto abortire l’informazione di Via Gradoli in Gradoli? Dopo decenni ancora aspetto di comprendere chiaramente, questo qualcosa che mal ha funzionato e in beneficio di chi? Dopo la tragedia Moro l’onorevole Prodi per suo dire, dichiarò di aver partecipato a quella famosa seduta spiritica dei monarchici. La “COSA” strana è che in 28 anni nessun magistrato, dopo le sue spontanee e ripetute dichiarazioni di stampa, è riuscito a trovare il tempo necessario per interrogare sia lui che gli altri componenti la seduta. Ancor più strana è l’ubicazione che lui ha sempre dato, dove avvenne quella famosa seduta: in provincia di Bologna? Sinceramente non riesco a comprendere quest’ultima specificazione del luogo, che per me è sempre suonata strana e stonata. Forse aspetta che i veri componenti la catena spiritica cessino di esistere, rimanendo lui “unico non testimone?” Nell’eventuale interrogatorio di Prodi, volevo venire in conoscenza perché fu data la notizia di Gradoli e non di via Gradoli; però i veri partecipanti la seduta spiritica possono chiarire questo antico arcano, oppure scaricare la responsabilità a qualcun altro? Questa vicenda irragionevole nei suoi contenuti comportamentali, oggi mi da ragione perché in questa ulteriore occasione di comunicazione del nuovo covo, non mi sono servito più di questa famosa catena spiritica dei monarchici. Queste riflessioni del tempo dopo sono sempre necessarie per tentare di illuminare una tragedia, non trasparente anche nel comportamento delle diverse istituzioni. La mia è solo curiosità investigativa ed umana e non cattiveria politica. Questa è esclusiva prerogativa di alcuni mestieranti ed arrivisti politici. Ritornando al racconto generale, avendo avuto la certezza che attraverso la seduta spiritica nascondendo la mia vera identità, potevo comunicare informazioni importanti, mi ricordai di due gruppi spiritici FIOR e CERCHIO (77-78). Un gruppo operava a Genova mentre l’altro era di Firenze. Nei mesi precedenti attraverso la lettura del IL GIORNALE DEI MISTERI, mensile che tratta tutta la materia del paranormale e dell’occulto in genere, ero venuto in loro conoscenza letteraria. Significa che nel mensile leggevo i resoconti dettagliati, con opinioni e consigli delle loro sedute spiritiche, dove traspariva la loro serietà obiettività ed insaziabile ricerca della verità, senza arroganza del sapere ma vera umiltà. (al termine di questa narrativa potrai leggere una mia breve parentesi di pensiero sulle sedute spiritiche) Chiaramente verso i due gruppi spiritici non avevo una preferenza specifica. Per me andavano bene tutti e due; l’importante era che almeno uno quella notte fosse operativo. Qualificarmi come il conte Marley non era importante, perché precedentemente a loro insaputa, avevo epistolato spiriticamente col pseudonimo di mister X. Loro credevano veramente di comunicare con un defunto. Il loro grado intellettuale con la grande umiltà ed umanità, mi dava credito che una volta in conoscenza dell’informazione “ Lago della Duchessa “ avrebbero trovato la soluzione più intelligente per trasmetterla alle autorità competenti. In più c’era il famoso premio di un miliardo di lire, molto allettante e capace di annullare ogni loro residua resistenza ed eventuale paura.
Così una notte mi introdussi in una loro seduta spiritica e comunicai più volte: “ Moro è al Lago della Duchessa.” Avevo trascurato intenzionalmente di conoscere la località della seduta: Genova o Firenze? Questo perché volevo evitare ogni possibilità di un mio cambiamento di programma, che poteva derivarmi dall’insieme dei loro programmi e problemi. Con impazienza aspettavo di conoscere l’esito della loro avvenuta ricezione. Velocemente con mia grande gioia apprendo dalla televisione: “ Le B.R. a Genova in una cabina telefonica hanno lasciato il comunicato n. 7 dove si fa riferimento al Lago della Duchessa.” Subito dopo la DIGOS ( un organismo investigativo) giustamente sostenne, che lo stesso comunicato era un falso, però non trascurarono di andare al medesimo lago ed effettuare le ricerche. Ho visto in TV i pompieri dragare il lago ghiacciato nella ricerca del corpo di Moro, perché purtroppo nel volantino dissero che si faceva riferimento al cadavere dello statista. Non so perché anche questa utile e vitale informazione fu fatalmente distorta. Però speravo che a qualcuno venisse in mente intelligentemente, di effettuare delle perquisizioni alle pochissime case che si affacciavano al lago. Purtroppo ciò non avvenne. e la presenza massiccia delle forze dell’ordine prima a Gradoli, poi a Via Gradoli ed ora al Lago della Duchessa condizionò pesantemente, l’accelerazione ed esecuzione mortale contro Aldo Moro, interrompendo il programmato e gestito interrogatorio, che veniva effettuato da parte dei manovali dei servizi segreti d’oltre cortina. Le B.R. non si fidavano più nemmeno della loro ombra, perché sentivano che un invisibile cerchio si stava chiudendo attorno ad essi. E’ in questa tragedia che i nostri servizi segreti e la CIA, purtroppo restarono tristemente impreparati spettatori. Io mi ero illuso di cambiare il corso di un’antica profezia: “ un cadavere eccellente rimpianto da più parti.” A distanza di anni mi ricordo ancora questa frase profetica di Moro: “ il mio fantasma vi perseguiterà nei palazzi del potere ” Premonizione chiara del futuro declino di quella maggioranza di governo, che non seppe o non volle risolvere un grande problema di coscienza politica ed umana, anche se nel PSI una parte dei suoi membri erano pubblicamente favorevoli alla trattativa. Con il senso del poi non malignamente affermerei: se veramente ciò desideravano bastava minacciare di uscire dalla maggioranza di governo, anche prospettando una crisi in un momento grave della nazione. Questa ipotetica responsabilità sarebbe ricaduta esclusivamente su tutta la D.C. e gli altri partiti che componevano la maggioranza di governo. Di fatto avrebbe obbligato tutto il governo alla trattativa non con proclami elettorali, ma con vera e sapiente volontà umana e politica per tentare di salvare, il più grande statista politico del dopoguerra. Del PCI amaramente non si può rimproverare questa coerente strategia filo sovietica, che negava a priori ogni possibile trattativa: addirittura c’era chi s’illuminava nel famoso detto. No allo STATO No alle B.R. Il rifiuto assoluto alla trattativa rientrava nelle direttive della segreteria di partito, umanamente non condivise soltanto dal segretario Berlinguer, di cui la diversità di pensiero negli anni in avvenire provocherà profondi attriti, soprattutto nella ideologia internazionale comunista. E’ anche vero che l’opinione pubblica italiana era fortemente contraria alla trattativa, esclusivamente perché sin dall’inizio fu ripetutamente martellata ed indirizzata al no, attraverso tutti i sistemi di comunicazione. Se si invertiva questa strategia informativa illuminando responsabilmente questa tragedia umana, almeno tentare di salvare Moro da questa condanna a morte preventivata, sarebbe stata una scelta che il popolo italiano compattamente ed umanamente avrebbe accettato,anche se a malincuore perché niente di concesso meritavano le B.R.
Questo grande consenso alla trattativa avrebbe chiarito dinnanzi alla storia, la certezza della condanna a morte, perché era questa la vera strategia del sequestro Moro. “ Interrogazione ed esecuzione.” Per questo l’interrogatorio andava sempre registrato, per essere fedelmente e facilmente veicolato e consegnato, al grande stratega d’oltre cortina, per questo non meravigliatevi se i verbali (registrazioni) ancora oggi sono avvolti dai misteri, anzi hanno trovato terreno fertile per accuse infamanti e destabilizzanti. Però senza andare ulteriormente a rivedere ed analizzare, responsabilità oggettive o soggettive, informative o disinformative, il tempo della storia ha invertito il grado di difficoltà umana, ponendo il limite all’arroganza del potere e presunzione altrui. Mi riferisco anche a Tangentopoli. Dopo il crollo del muro di Berlino tutti gli imputati dell’era inquisitoria, anche se ingiustamente o giustamente perseguitati, accusati condannati o incarcerati, hanno potuto difendersi o espatriare; tristemente qualcuno si è lasciato tragicamente andare. Ben poca scelta ha avuto chi condannato a morte certa, non potendosi difendere perché unico rappresentante innocente dei loro errori, è stato volutamente abbandonato a se stesso. Però di lui oggi rimane il ricordo della sua grande onestà, e vero attaccamento e fedeltà alle Istituzioni e alla Patria. Diverso destino ha riservato e riserverà il futuro a chi nell’ombra, si è nutrito immeritatamente dell’innocente martirio. Scrivere questo racconto mi ha fatto ricordare soffrire e riflettere maggiormente: non è poi tanto assurdo quanto incredibile fu il comportamento umano, dettato dai principi di insana politica emergente delle correnti di partito. Piuttosto: è incredibile che in 28 anni di indagini, con multipli processi lunghi ed interminabili contro le B.R. ancora oggi non è emersa chiara anche dinanzi all’opinione pubblica, la vera identità del capo ideologico delle B.R. Eppure si è sempre distinto per la sua caparbietà e superbia, anche se oggi con più umana coscienza e meno sogni di fantapolitica sociale, per tentare ancora di strumentalizzare ed aizzare le masse proletarie. Certamente questa facile individuazione allarmerebbe anche qualche personaggio contiguo, pulito e candido dinnanzi all’opinione pubblica. Però questa individuazione è un atto obbligato della società detta civile, non solo per chiudere in verità una triste storia italiana, ma per il rispetto che noi tutti dobbiamo ai martiri del terrorismo rosso brigatista, e prima ancora di proclamare ed appoggiare la grazia anche di uno soltanto di loro, ricordandoci che i familiari delle vittime ancora oggi in silenzio e solitudine, senza ripetuti articoli di stampa a caratteri cubitali e senza interviste esclusive, vivono o sopravvivono nella tristezza perché non si può accettare di vivere serenamente, la prematura e tragica assenza dei loro propri cari. Da parte nostra c’è il perdono, da parte loro anche il diritto del consenso alla richiesta di grazia. Naturalmente nasce una legittima domanda:”perché io allora non rischiavo personalmente dando le informazioni così chiaramente qui riprodotte?” In più avrei meritato quella taglia da un miliardo di lire offerta dalla DC. Personalmente ho dovuto invertire le priorità. Oggi con sicurezza non sarei riuscito a raccontarvi questa tragica commedia disumana. Diverse ipocrite talpe erano già sapientemente infiltrate nelle diverse istituzioni. Se per mia attitudine istintiva alla sopravvivenza, sarei riuscito con difficoltà allora enormi a conservare la mia vita, immancabilmente ancora oggi sarei sotto processo o indagato o carcerato o sorvegliato speciale, nell’interminabile processione giudiziaria-inquisitoria suffragata,da teoremi astratti e personalistici per strategie ideologiche o di potere, tendenti alla gratuita accusa e condanna della mia innocenza,nella sospettata ipotesi aberrante di un’accusa, per una mia fantomatica appartenenza esterna alle brigate rosse, delle quali inizialmente potevo condividere il principio della contestazione non violenta, contro le ingiustizie e le arroganze del potere istituito. Altra ipotesi che ancora tormenta silenziosa la mia coscienza è: l’On. Aldo Moro con un mio intervento fisico diretto sarei riuscito a salvarlo?
Quella notte al Lago della Duchessa avevo compreso che qualsiasi tentativo di salvare Moro, sarebbe stato inutile o difficilissimo, perché un brigatista per ogni evenienza aveva l’esclusivo compito di farlo fuori subito, se sarebbero sorte difficoltà con le forze dell’ordine. Gli innocenti non si dimenticano mai neppure in tutti questi lunghi anni trascorsi, cercando e volendo dimenticare non solo la vittima sacrificale, ma soprattutto le ipocrisie e colpe altrui, obbligandomi ad indossare la maschera del qualunquista, perché mai a voler essere giudice di nessuno, sforzandomi nel comprendere e perdonare tutti, anche me stesso nella mia fragilità e nella segreta speranza di un grande ravvedimento altrui. E’ in ciò che ho dovuto sottrarmi, in beneficio della continuità e maturazione della mia evoluzione spirituale, perché la mia disponibilità senza alcuna pressione esterna, negli anni futuri potesse essere ancora richiesta in soccorso della fede e della speranza altrui: come poi è avvenuto in tutti questi 28 anni di mio sofferto e prolungato silenzio. Riflettendoci concretamente e ragionevolmente in quei giorni di tensione caos e morte, sarei stato creduto veramente estraneo al rapimento? Io stesso nell’incredibilità del potere astrale mi rimettevo continuamente in discussione. Era successo tutto così velocemente da non darmi assolutamente l’idea esatta dell’intero accaduto.
Eppure per ben sei volte ero intervenuto negli eventi da me distanti, centinaia e centinaia di chilometri e tutte le volte attraverso i mass-media, avevo avuto la conferma positiva dell’intervento esatto degli stessi.
1) La riuscita del viaggio astrale nel covo di via Gradoli.
2) La riuscita del mio inserimento nella seduta spiritica dei monarchici in via della Scrofa 1, per dare il messaggio di VIA Gradoli.
3) La riuscita della trasmissione e ricezione del mio messaggio telepatico,
”prendi l’elenco telefonico …..” alla signora Eleonora Moro.
4) La riuscita dell’ apertura dell’acqua e chiusura degli scarichi in via Gradoli,
con l’intervento dei pompieri.
5) La riuscita del viaggio astrale nel covo del Lago della Duchessa.
6) La riuscita del mio inserimento nella seduta spiritica del CERCHIO o FIOR (77-78) per dare il messaggio del Lago della Duchessa. Se tutte queste conferme avrebbero fatto felice chiunque, io ero distrutto sfiduciato amareggiato e triste perché avevo fallito. Il Presidente Aldo Moro era stato ucciso dalle B.R. Il mio obbligo morale e civile era aiutare Moro e non assicurare alla giustizia i colpevoli. Questo requisito non poteva essermi in obbligo richiesto, perché se equamente distribuito in carcere non dovevano finire solo i brigatisti, ma anche una grande e variabile componente delle istituzioni, in un momento veramente delicato e difficile per l’Italia, che avrebbe favorito la destabilizzazione sempre a vantaggio dell’internazionale comunista, pronta a creare e sfruttare a proprio vantaggio ideologico e strategico, ogni difficoltà dell’occidente liberal-democratico. Venendo poi in conoscenza di certe pratiche, di abituale corruzione e malcostume sociale politico ed economico, normalmente in uso ed abuso quotidiano da parte di tutti i partiti dell’arco costituzionale, la prima reazione civile sarebbe stata un oceanico sciopero nazionale ad oltranza, con la richiesta di immediate riforme ed lezioni anticipate. Del resto le stesse manifestazioni avvenivano frequentemente e mai per cause giuste, ma per politiche di ricatto (sempre e solo) contro il governo democristiano. Però il frastuono dei media, gli appelli alla società, i vari movimenti di massa, i picchetti ai cancelli delle grandi industrie, compreso le pagliacciate parlamentari, scomparivano quando inesorabilmente l’esercito militare del L'Unione Sovietica, tragicamente invadeva e reprimeva nella violenza mortale, quei paesi dell’EST che si ribellavano ai regimi imposti dalla dittatura comunista, quando pacificamente scendevano in piazza al grido di libertà, libere elezioni, libera patria. Allora si che in Italia calava l’ipocrisia dei silenzi. Era sempre stata questa la reazione in essere praticata ed imposta dai comunisti italiani, abilmente manovrati foraggiati addestrati ed indottrinati dal KGB sovietico. Seminavano odio per accogliere tempesta. Esistono milioni di persone viventi che non possono dimenticare facilmente, l’arroganza e la criminalità dei regimi comunisti imposti con inganno e violenza, mentre altri milioni non esistono più perché messi da loro per sempre a tacere, però noi che siamo stati più fortunati non ci è dato il lusso di dimenticare o far finta di non sapere. A quel tempo io non compresi la vera importanza del mio essere ed operare nei soccorsi, perché tutto era più grande di me. Dopo lunghi mesi di riflessioni accantonando la fiducia nelle istituzioni, mi determinai nell’essere presente da solo ogni volta che la sofferenza umana, superava i limiti della sopportazione e dell’abbandono: bastava la loro vera fede ed io avrei percepito il grande grido silenzioso e disperato dei loro cuori. Per ritornare al discorso sulla necessità ed indispensabilità del mio silenzio, solo oggi con questo libro “ I SOGNI di H’ERMES “ esiste la testimonianza totale, della mia assoluta estraneità al sequestro Moro e la non appartenenza alle B.R. perché nel testo sono riportati ulteriori esperienze dissimili per natura per uomini per nazioni. Questa diversificata difesa testimoniale allora era inesistente perché in avvenire. Tutto ciò non vuole essere una mia continua discolpa o fuga dalle responsabilità, che ammetto pure di poter in parte avere: è sempre facile ad altri rimproverare ciò che non hai mai fatto, e giudicare in negativo tutto ciò che hai fatto perché lasci a loro il giudizio del tuo aver fatto. Per me non è stato facile niente specialmente in quel tragico periodo. Vivevano le conseguenze di un tremendo terremoto, con i bisogni immediati e di solidarietà attiva per parenti amici e molti sconosciuti: anche anziani da sloggiare da loro ospizio pericolante ed andare a trovarli poi, nelle loro nuove sedi o ricoveri provvisori. Il problema della disoccupazione anche da manovale edile si aggravò enormemente. Il terremoto di fatto ha immediatamente sospeso ogni lavoro edile,in attesa della valutazione dei danni. In più c’era la nuova incognita del mio matrimonio precedentemente celebrato, con una ragazza vedova del posto. Nonostante la mia mancanza di lavoro e l’impossibilità di avere una casa tutta nostra, la speranza di un futuro migliore e la volontà di avere una famiglia, la mia, mi fuorviò dall’eclatante misfatto. Tutte questi particolari del passato servono per chiarire, quel grande quadro di difficoltà umane e psichiche di cui il personaggio centrale, purtroppo ero io con la mia nuova responsabilità nelle diverse conoscenze, con la scoperta di facoltà extrasensoriali che facevano paura prima a me stesso. Rivedere ancora oggi quel periodo mi trasmette incredibili sofferenze ed angosce. Vedere poi in TV quelle famiglie distrutte da dolore a causa dell’odio dei brigatisti, mi facevano comprendere che non potevo lamentarmi più di tanto del mio esistere e soffrire. Altri vivevano e soffrivano più di me perché gli era stato negato il diritto più grande: la presenza in vita della persona più amata. In tutti questi silenziosi anni la mia forte responsabilità ed amore verso la patria, mi ha imposto sempre un grande e gravoso impegno. Oggi ciò che mi obbliga a riferire tutte queste realtà già da allora in mia conoscenza, è anche perché questo io pretenderei che tutti sapessero, se in questa tragedia a morire innocentemente fossi stato io, non permettendo ai colpevoli che ancora nell’ombra si rifugiano, di falsificare la mia storia la mia innocenza la mia fede, creando ad arte inganni e seminando sospetti che possono appartenere, soltanto alle loro colpe e gravi irresponsabilità. Recentemente nell’ennesima ricorrenza della strage di via Fani, e dell’assassinio dell’onorevole Aldo Moro, ciò che maggiormente mi ha rattristato non è vedere e constatare l’impunità, di chi sapeva ma ha fatto sempre finta di non sapere, è anche vero che alcune responsabilità soggettive sono e possono essere addebitabili, ad un’esigua componente logistica massonica conservatrice, perché colsero al volo la drammatica situazione emergenziale del momento: per una parte di loro l’importante era non fare niente ed aspettare che gli eventi precipitassero. L’assurdo è sentire o voler far credere alle nuove generazioni che l’On. Aldo Moro, con un gioco di parole si ipotizza e si vuole trasmettere, che lo stesso fosse stato di natura filo comunista, e della sua morte parte di responsabilità appartengono alla CIA ed ai nostri sevizi segreti: questo non è vero assolutamente e chi dice ciò è colpevole indiretto della stessa tragedia. L’idea il progetto e la programmazione di un eurocomunismo occidentale democratico, già dal 1974 era stato lungamente discusso e sofferto, però finalmente accettato da tutti i governi filo occidentali come l’unica alternativa, contro il regime dittatoriale del comunismo sovietico. Da ricordare che in quegli anni non solo i brigatisti italiani, ma tutti i terroristi contrari per filosofia ed ideologia alle politiche occidentali, venivano foraggiati ed addestrati militarmente in campi internazionali, situati nei diversi paesi dell’est comunista. L’operazione della strage e del sequestro- omicidio Moro, fu totalmente gestita attraverso le B.R. italiane direttamente dai servizi segreti sovietici, tanto più che il massimo responsabile stratega di tale pianificata tragedia, la mattina della strage di via Fani era li presente-assente, separatamente dal suo non connazionale esperto militare - operativo. Dopo la strage i due personaggi chiave separatamente si precipitarono all’interno, di due diverse ambasciate. Una era in linea d’aria a sinistra della Basilica di San Pietro non distante più di un km: davanti al suo cancello sostava una Giulia grigio-verde della polizia italiana, completamente all’oscuro di tale identità terroristica. Come gran parte delle ambasciate e consolati di allora attraverso gli addetti militari e culturali, tutti si prestavano principalmente allo spionaggio politico economico militare ed industriale, per strategie presenti e future a loro compiacenti. Durante la strage di via Fani la presenza occasionale di un alto ufficiale dei nostri servizi segreti, fu un tranello abilmente escogitato per addebitare in un futuro di verità, responsabilità a lui inesistenti. Aveva avuto appuntamento proprio li per incontrarsi con un personaggio diplomatico dell’Est, che millantò la prospettiva di un suo futuro di spia a favore dell’Occidente. Quell’incontro non ci fu mai, però la sua presenza servì per tentare di depistare ulteriormente la verità, dando luogo ad inesistenti sospetti gravando l’immagine degli stessi servizi segreti, perché per ragioni d’istituto non potevano dichiarare la vera causa della sua presenza. Quell’ufficiale invece inorridì nell’assistere a quella sanguinosa strage, che lo colse così alla sprovvista da rimanere su luogo fermo impietrito, tanto da essere facilmente individuato quando arrivarono poi gli inquirenti. Qualcuno ancora oggi va millantando che quel personaggio era in conoscenza della strage. Se veramente era colpevole la normale intelligenza ed addestramento vuole, che si allontanasse immediatamente scomparendo dalla scena della strage, per non essere individuato poi a suo discapito. Per questa valida ragione la sua presenza fu inizialmente tacitata e poi resa marginale.
Il sequestro-strage Moro fu ordito specificamente perché in Italia, non solo si creò l’eurocomunismo di stampo democratico, ma nella realtà politica internazionale con l’ingresso nel governo italiano dello stesso, anche se inizialmente in appoggio esterno, grazie all’intesa del compromesso storico tra Moro e Berlinguer, si dava ufficialmente credito ed applicazione internazionale, alla nuova ideologia di contrasto al comunismo sovietico. Questo iniziale esempio di governo legittimo democratico e liberale, sicuramente se esportato ideologicamente e fisiologicamente nell’Est comunista, avrebbe anticipato il crollo dell’impero comunista sovietico, come poi avvenne nel 1989 meno violentemente di quanto si pensasse: escludendo la tragica fine dell’ex dittatore CEASESCU che prediligeva ed appoggiava più degli altri il terrorismo internazionale. Purtroppo le sue responsabilità sono ancora oggi presenti nell’area medio - orientale. Quella solidarietà nazionale di allora con il compromesso storico, fu un atto di coraggio, di intelligenza e di rispetto verso la nazione e gli italiani. Moro e Berlinguer avevano accettato politicamente, l’idea nuova di viaggiare ”su convergenze parallele” (frase di Moro) perché era interesse vitale della nazione, consapevoli che ciò non avrebbe snaturato le due ideologie contrapposte, anzi nelle difficoltà le esaltava maggiormente nel rispetto delle identità reciproche, in una dialettica politica continua di compromesso sociale ed economico. Questa nuovo soggetto di strategia politica italiana era il grande terrore, sicuramente vincente nel confronto dell’ideologia comunista Sovietica, perché velocemente e tragicamente avrebbe disgregato tutto l’impero comunista sovietico, in una rivendicazione democratica e globale che si sarebbe estesa violentemente in tutte le nazioni, soggette e soggiogate con paure e terrori all’ideologia comunista. Per questa ragione fu loro interesse strategico e politico, che questa nuova realtà politica italiana andasse fermata a tutti i costi, specialmente quando il segretario del PCI Enrico Berlinguer e nessuno lo sapeva ancora, tentò di prendere le distanze da Mosca perché contraria totalmente all’eurocomunismo italiano. Questa fredda e folle operazione fatta di evidenti interferenze esterne, veniva immediatamente ricompensata come messaggio diretto ed esempio reale, di capacità militare operativa e strategica in un paese occidentale. Senza trascurare che Moro era in conoscenza specifica di segreti inerenti l’Alleanza Atlantica, anche se nei ripetuti e mirati interrogatori rispondeva: ”la complessiva specificità conoscitiva è di esclusiva competenza dei generali comandanti di settore” Questo ne conseguì che dopo la sua morte fisica fu attuato il sequestro, di un generale della NATO a Verona prontamente liberato dalle forze dell’ordine, e l’uccisione accidentale del generale Giorgieri perché non facilitò il suo sequestro. Per di più su Moro prospettavano la conoscenza dettagliata dei nomi di spie di livello superiore, che operavano sia in occidente che nell’est compreso la conoscenza strategica di operazioni tipo: Assistenza e Forniture Progettuali, Intese Varie di Sviluppo in paesi terzi. In termini concreti questa operazione è stata ben progettata, dirompentemente e devastamente programmata ed eseguita, però non completamente riuscita perché non ha soddisfatto dettagliatamente le domande inquisitorie, che abilmente i suoi carcerieri riproducevano nei confronti dell’ostaggio: questo grazie all’intelligenza e al sacrificio di cui Moro si fece unico carico. La struttura paramilitare esistente allora in Italia dal nome GLADIO, capace indipendentemente dalle istituzioni però con accordi e sintonie, di una piccola componente della classe politica dirigente, poteva operare e tentare per la sua immediata liberazione, anche se in realtà questa struttura non poteva interessarsi al singolo caso, perché predisposta per altri essenziali e vitali compiti di difesa del territorio nazionale. E’ anche vero che durante il sequestro Moro in libera autonomia si era allertata, perché era chiaro almeno per loro che dietro la strage di via Fani e il sequestro Moro, si celavano responsabilità d’oltre cortina con possibilità di ampi sviluppi destabilizzanti, sia nazionali che internazionali. Tempo dopo la tragedia MORO non si sa come emergerà alla conoscenza dell’opinione pubblica, l’esistenza di questa struttura paramilitare segreta, che con grande risalto dei media fu oggetto di infinite accuse, di mascherate indignazioni, di numerose interrogazioni parlamentari, di false teorie destabilizzanti e devianti. Questo attacco fu avanzato esclusivamente dalla gran parte della sinistra comunista italiana. Volevano conoscere i loro nomi come poi avvenne molto tempo dopo, richiedendo per gli stessi un processo pubblico per una condanna esemplare. In realtà questa struttura segreta si era resa necessaria per interventi immediati di resistenza attiva, nella allora molto probabile ipotesi di sovversione anticostituzionale, ad opera dei comunisti da sempre appoggiati dall’internazionale comunista sovietica, che ben finanziava ed addestrava anche i quadri del nostro partito comunista. I gladiatori tutti italiani per amor patrio erano sempre pronti a difendere, la Costituzione e la libertà degli italiani: anche a prezzo e sacrificio della loro vita senza chiedere nulla in cambio ed in perfetto anonimato. Ben diverse erano le finalità inseguite da chi con arte inganni e tradimenti, voleva instaurare ed imporre l’ideologia dell’internazionale comunista in Italia. Aspettavano, sognavano, speravano e credevano con convinzione assoluta, che anche da noi fosse possibile una rivoluzione cruenta delle masse operaie, accettando l’idea di una grande dittatura popolar comunista. Per nostra fortuna il mai allineamento politico del generale Tito, Presidente delle Repubbliche della Jugoslavia che mai accettò la corte e gli ordini di Mosca, rese più difficile l’applicazione allargata di terrificanti strategie di supporto, per destabilizzare concretamente i rapporti con l’Italia e la sua stessa popolazione. La fortuna volle aiutare anche il generale Tito contro i diversi attentati alla sua vita. Mai inganno è stato così abilmente mascherato e per così lungo tempo. Spudoratamente ancora oggi in Italia qualcuno di loro, (comunista) ha sempre remato di nascosto contro l’ITALIA e gli ITALIANI, cercando a sproposito di insegnarci e ricordarci i valori democratici, appellandosi spudoratamente alla Costituzione e gridando falsamente al re
7/26/2007 1:59 AM
 
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H'ERMES
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Oggi gran parte della sinistra democratica italiana crede fortemente a questi valori assoluti, però ben pochi come ruderi perché mestieranti della politica ideologica comunista, sono rimasti ancora attaccati al loro vergognoso passato, fatto di reali TENTATIVI di SVENDITA dei valori patriottici al nemico di sempre, restando perennemente nostalgici di un’era, che non ha potuto soggiogare e sottomettere l’Italia ed il suo popolo: ma questo non grazie a loro. Oggi leggo e sento il tentativo di appropriarsi indebitamente della nostra storia, dei nostri morti eccellenti che in vita NON erano a loro similari nella ideologia comunista. Non si può più accettare in silenzio le loro ricorrenti calunnie e falsità storiche, con la ormai normale pratica della disinformazione sui media. Questa è pura arroganza, demenziale eloquenza, puerile informazione, che degrada l’onore e la dignità di tutti noi da sempre attaccati ai valori assoluti, che sono il bene e rispetto della PATRIA e di tutti gli italiani. Ebbene ricordare e ripetere che le Brigate Rosse Comuniste, erano e sono una vecchia gloria di un passato mascherato di partigianeria comunista, nato dopo l’8 settembre 1943 che dietro l’ideologia comunista, si sono impunemente macchiati di crimini orrendi.
Oltre a combattere il nazifascismo del dopo guerra, si sono macchiati dei più orribili misfatti contro l’umanità civile italiana, perché aveva come colpa anche quella di non condividere le loro idee rivoluzionarie, oppure essere stati parenti amici e conoscenti di fascisti. A tutto ciò pose rimedio e silenzio investigativo due grandi amnistie generali, di cui al governo istituzionale era presente la grande componente dei terro-comunisti italiani, già da allora in fedele servizio e foraggiato direttamente da Mosca. Del resto non c’era da meravigliarsi più di tanto. Hanno praticato ciò che Stalin per decenni ha continuato ad operare fino alla sua morte. Lo sterminio dei dissidenti, dei loro familiari, compreso amici conoscenti bambini e donne. Però la miopia distruttiva contro gli oppositori del pensiero comunista ancora oggi è presente, nonostante il fallimento catastrofico dell’economia sociale politica culturale ed ecologica, con l’applicazione reale del regime ideologico comunista: Cina, Corea del Nord, Cuba, Myanmar (ex Birmania) Laos, Vietnam. Prova storica. Questo è un volantino propagandistico riservato ai "compagni rossi attivisti" che circolava in Italia. E' stilato con i dettami del potere comunista. Leggetelo accuratamente perché è veramente chiarificatore dei metodi e della morale, che il comunismo propaganda come libertà e potere del popolo. Il volantino originale è preso dal sito Crimini e massacri dell'ideale comunista Le recenti esecuzioni del dott. Massimo D’Antona e del dott. Marco Biagi, purtroppo sono la traccia chiara ed evidente della loro continuità barbarica. Se continuerà a non esserci nessuna pubblica condanna storica del nostro passato, perché questo solo a loro conviene, la nostra storia non cambierà e fra vent’anni diranno con parvenza d’innocenza, che i dottori Massimo D’Antona e Marco Biagi furono uccisi dalle brigate rosse, però finanziate ed appoggiate dai servizi segreti deviati italiani e dalla CIA, facendo affidamento alla nostra proverbiale memoria corta. Tanto i morti non parlano e la nostra storia come sempre hanno fatto, tenteranno di riscriverla loro con accuse infondate sospetti fuorvianti e verità abortite. La mia non vuole essere mancanza di modestia, però se molti hanno scritto detto e riprodotto le loro verità, io oltre all’estensione del mio pur discutibile pensiero, mi sono limitato a scrivere una storia patrimonio della verità. Malgrado tutto ho imparato ad essere un piccolo testimone, anche se invisibile però molto responsabile e riflessivo, sulle conseguenze spesso più catastrofiche se allora fossero emerse certe verità. Questo primo e lungo racconto è l’antesignano di tutti i racconti astrali e non, che andrò nel seguito narrando. Nella sua stesura mi sono servito dei miei ricordi, magari confusamente raccolti, a differenza di altri che con appoggi politici e finanziamenti dei contribuenti, hanno tentato e tentano di trasmetterci la loro verità, con una disinformazione programmata a proprio vantaggio personale o politico, nel loro assurdo credere di riscrivere la nostra storia. Purtroppo per loro questo racconto non gli piacerà affatto. Il mio scrivere vuole essere e dare una conoscenza maggiore per la ricerca della verità, senza volermi sostituire ai naturali giudici né agli investigatori o storici testimoni di un epoca. Però se veramente si vuol chiudere con il passato, senza continuare a nascondere i propri scheletri nell’armadio, l’importante sarà arrivare a fare un processo storico con un giudizio storico per non dimenticare, senza alimentare e strumentalizzare gli errori e le colpe degli uni o degli altri, in una continua altalena di accuse reciproche che alimenteranno soltanto odio e divisioni, senza mai arrivare alla verità conclusiva. Solo allora si può ripartire per un nuovo progresso e rilancio sociale, fatto di rispetto politico per gli avversari e delle Istituzioni, con vero impegno e lealtà del mandato di fiducia elettorale, in una pacificazione Nazionale che possa regalare un’amnistia generale, chiudendo una volta per sempre un passato fatto di odi di sangue e di morti innocenti. E’ soprattutto vero che nel lungo nostro passato (dal 1948 ad oggi) con grandi difficoltà e sofferenze di uomini silenziosi delle Istituzioni Italiane, veramente fedeli ai valori della Costituzione e rispetto della volontà popolare, ci hanno assicurato la continuità del benessere e del progresso sociale, garantendoci principalmente la difesa della nostra preziosa libertà. Allora permettetemi di ringraziare i silenziosi servitori della Patria, scusandomi se per abitudine si è portati a non ringraziare mai, l’onestà l’impegno e sacrificio di tante persone, restate da sempre nell’ombra delle pubbliche gratificazioni e premiazioni ufficiali. Nonostante le grandi delusioni sono stato e sarò sempre orgoglioso dell’Italia e della nostra gente. Uomini come Moro e Berlinguer sono stati esempio di vera onesta politica, e sono sicuro che ancora oggi esistono molte persone come loro, capaci di continuare ad assicurarci un futuro migliore e se sarà necessario, anche a prezzo della loro vita combattendo nei silenzi e restando nell’oblio. Tutta questa drammatica storia fatta di chiare interferenze politiche esterne, assurda in una normale ed indipendente democrazia liberal popolare, allora ho dovuto e voluto cercare di dimenticarla, perché era più grande di me da non apparirmi poi tanto in-credibile, quanto capace di trasmettermi la paura di me stesso, di chi io sono di chi io ero. E’ anche vero che nei miei sogni astrali guidati mi gratificavo, perché mi illudevo di essere un eroe invisibile che combatteva da solo contro il Male politico, anche se in realtà riuscivo a conoscere la sua vasta presenza in molti animi fraterni. Questi assurdi avvenimenti vanno visti in un contesto internazionale difficile e complesso, con due ideologie a perenne confronto-scontro aggravato da un terremoto locale, che non mi dette modo e possibilità di dormire e riflettere tranquillamente in casa, ma in macchina o dentro dei vagoni ferroviari oppure passavo le notti in bianco, girando a vuoto con la macchina per paura di altre scosse telluriche o di onde di maremoto. Approfittando del disastroso terremoto avvenuto nel paese, nei giorni seguenti una macchina con altoparlanti accesi, passò più volte promettendoci del lavoro come raccoglitori di fragole in Germania. Biglietto gratis andata e ritorno. Un milione e più di guadagno al mese. “era il mese di giugno 1978” (così falsamente prometteva) Dal paese siamo partiti in 45 ma questa è tutta un’altra triste storia, fatta di sfruttamento e di false promesse per gente del SUD, che di grande ha soltanto il cuore, di magnifico la voglia di ricominciare e perdonare, anche per questo ho imparato ad amare la gente del SUD. Nonostante subisce continue delusioni crede sempre che il prossimo sia migliore di se stesso. Concludendo cara lettrice e lettore ora tocca a te in ulteriore conoscenza del caso MORO, tentare di analizzare ed esprimere un tuo parere, compreso il mio fare o non fare, e delle mie (in) capacità (in) decisionali e silenziose. È sempre difficile fare la cosa più giusta quando si è costretti a decidere da soli. Da parte mia rispetterò ogni giudizio, qualunque esso sia: questo non escluderà una mia continuità di interventi richiamati dal grido della fede dei singoli, finché esisterà la sofferenza umana creata dai propri simili in disprezzo della vita altrui, e se mi capiterà di sbagliare ancora sappi che non è nelle mie intenzioni. Con la data del 18 aprile 1948 in libere elezioni democratiche si sancì una scelta democratica, mentre nell’Aprile 1978 si cercò di sovvertire detto ordine, nel tentativo di raggirare ed annullare i valori di libertà democratiche. Tutto ciò non escluse che dopo il crollo del muro di Berlino, finalmente in Italia si cominciasse a praticare una certa igiene politica nazionale, purtroppo ancora ferma a metà cammino perché volutamente ha riservato l’immunità, ad una parte, la più colpevole della politica italiana. Il mio silenzio cominciò nel lontano 1978 con il caso Moro barbaramente ucciso dalle B.R. per cessare gradualmente dal 17 luglio 1999 con l’assassinio del Dottor Massimo D’Antona, barbaramente ucciso sempre ad opera delle B.R.N.B. Nel mese di luglio anno 2000 ho sognato gli inquirenti per la prima volta, fare una perquisizione domiciliare nella prigione del Lago della Duchessa:esattamente quella da me qui descritta. Beneficio realizzato attraverso un mio formale incontro istituzionale che era avvenuto circa due mesi prima. Il supplemento su “Opinioni ed Esperienze personali sulle sedute spiritiche” si trova pag. ???


7/26/2007 2:01 AM
 
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H'ERMES
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La verità onirica sul disastro aereo D.C. 9 Itavia vicino l’isola di Ustica.
USTICA + MIG LIBICO = Strage nella Stazione ferroviaria di BOLOGNA.

In quel periodo non uscire più di casa la sera, era diventata una consuetudine dopo una dura giornata di lavoro come manuale edile. Quando arrivavo a casa dopo essermi lavato e cenato mi coricavo velocemente. La stanchezza era così tanta da non darmi la forza di rimanere sveglio, facendomi addormentare subito guardando la tv. Le ore del sonno passavano così velocemente che la mattina alle 6 svegliandomi, sembrava che fossero passati solo pochi minuti: eppure era un nuovo giorno. Però una notte di giugno del 1980 sognai di risvegliarmi all’interno di un aereo passeggeri in volo. Mentre volava normalmente all’interno tutti i suoi passeggeri erano visibilmente terrorizzati.

C’era chi urlava chi si disperava, chi scompostamente si alterava; altri si stringevano in un abbraccio che preannunciava la fine, altri ancora aspettavano inesorabilmente l’inizio di una tragedia. In una confusione totale di grida urla, gesti senza senso ed abbracci d’addii, soltanto una bambina era rimasta seduta ed immobile, con le sue manine giunte in posizione di preghiera. Con gli occhi chiusi si isolava dal trambusto dei passeggeri, pregando con tutta la forza della sua fede. Poteva avere 10 anni circa, capelli lunghi neri e lisci, di corporatura esile: non era accompagnata da nessuno. Era seduta dopo l’ala di sinistra nella fila delle poltroncine accanto al corridoio. Eppure dall’interno dell’aereo non vedevo nessuna causa dell’imminente disastro. Notai alcuni passeggeri che attraverso l’oblò dell’aereo scrutavano l’esterno, ed istintivamente anch’io mi affacciai dal finestrino di sinistra, e dopo la stessa ala maggiore vicino alla coda dell’aereo, ho visto il sopraggiungere di un grande missile di color bianco, con la sua scritta di appartenenza in verticale “ U.S.A.”

Compresi che l’atto di fede di quella bambina, doveva servire perché io mettessi in pratica la mia forza psico-energetica, capace di far mancare il bersaglio: che era proprio quell’aereo passeggeri. Anche se nel mio cuore provavo una profonda delusione e rabbia, perché quel missile era americano, come io orgogliosamente di questa grande nazione ho sempre nutrito gratitudine ed ammirazione, perché nonostante sia popolata da uomini e donne provenienti da tutto il mondo, i loro avi prima ancora di loro hanno saputo combattere e sconfiggere, la schiavitù la fame e le ingiustizie trasmettendosi di padre in figlio, il loro D.N.A. di libertà e solidarietà per tutti i popoli del mondo. Ora però dovevo concentrarmi e tentare di spostare astralmente questo missile. Rimanendo affacciato all’oblò l’ ho visto passare davanti a me con la sua scia di fuoco, senza aver toccato minimamente l’aereo; e nello stesso tempo avevo avuto risposta, ai miei tanti “perché”. Purtroppo il veloce passaggio ravvicinato del missile, ha irreparabilmente compromesso la stabilità di rotta risucchiando all’indietro l’aereo dalla coda, con il suo inevitabile avvitamento causato, dalla scia dello scarico del propellente bruciato dal missile. Nello stesso attimo mi risvegliavo nel mio letto.

Tutt’oggi ancora non sono mai salito su di un aereo passeggeri, e non conoscevo minimamente cosa sia la stabilità di rotta, e non potevo mai pensare che il passaggio ravvicinato del missile, avrebbe potuto causare questa tragedia. Allora immediatamente mi rincuorai illudendomi che era stato soltanto un brutto incubo. Quando il pomeriggio rientrai a casa dal lavoro, ascoltando il telegiornale dissero che c’era un aereo disperso della sera precedente, e non si avevano notizie certe. Ingenuamente pensai che fosse atterrato chissà dove, e loro non lo sapevano. Un altro giorno ancora ed arrivò la triste conferma. L’aereo è precipitato vicino a Ustica, 81 sono le vittime compreso l’equipaggio: nessun superstite. Anche questa volta non ero riuscito a salvare la vita, di chi in fede sperava. Quel missile era troppo grande e spropositato per un piccolo aereo.

Fu lanciato da un sommergibile nucleare in pattugliamento prolungato in navigazione silenziosa. Il lancio è avvenuto ricevendo l’ordine in bassa frequenza, con codice segreto e con bersaglio prestabilito e specificato. Il missile diverso dagli altri in dotazione era di singola testata con alta carica esplosiva. L’intero equipaggio del sommergibile ha creduto di partecipare, ad una normale esercitazione; gran parte degli stessi componenti non erano a conoscenza specifica, della loro posizione geografica operativa. Mesi dopo al loro rientro in patria, furono obbligati ad un ulteriore periodo di addestramento in terra ferma, in una base segreta che escludeva la conoscenza degli avvenimenti, nazionali ed internazionali. Questo espediente servì per spazzare via ogni possibile collegamento della tragedia, allo stesso equipaggio inconsapevolmente resosi operativo. Nonostante tutti questi provvedimenti mesi dopo a qualcuno dell’equipaggio, si cominciò a ridisegnare la cruda realtà e prendendo coscienza di quella missione anomala, non condividendola si congedò dalla Marina Militare Americana.

L’ordine fu dato perché credevano che fosse l’aereo del colonnello Gheddafi. Il loro servizio informativo restò vittima di un abile inganno da parte di altri servizi segreti ostili. Colpa maggiore della tragedia furono i pochissimi minuti a loro disposizione, perché dopo il lancio del missile pochissimi secondi dopo arrivò la conferma del tragico errore. Tutta questa storia come tutte le storie che andrò a raccontare sembrano, impossibili incredibili fantasiose: purtroppo possono essere anche tremendamente vere. Non chiedo di credermi facilmente ma attraverso un percorso investigativo, che si basi sulla dinamica degli avvenimenti narrati, periziando in modo mirato e tecnologicamente moderno il relitto, verificando il perché di determinati comportamenti consequenziali alla tragedia. Questo atteggiamento di grande saggezza contribuirà indubbiamente alla ricerca della verità. Oggi esistono nuove tecnologie capaci di riprodurre al computer, la simulazione del disastro aereo con tutti i soggetti in movimento specifico.
Il relitto ancora oggi in custodia giudiziaria, all’esterno della carlinga presenterà sicuramente moltissimi microbici buchi, che sono stati causati dall’effetto dirompente dei gas di scarico del missile. Nonostante siano stati abilmente bonificati dopo il recupero, ancora oggi con una superperizia balistica sarà possibile, rintracciare in profondità il propellente bruciato dal missile, che la forte compressione esplosiva del combustibile ha impresso all’interno dei microbici buchi. Nessun aereo anche con vent’anni di servizio di navigazione e sosta aereo portuale, ha le stesse caratteristiche, escluso i rottami recuperati ed accidentati per cause analoghe. Dopo il disastro del D.C. 9 venne immediatamente impiegata la NATO, con diverse unità supplementari e complementari, in una vasta operazione di recupero aeronavale che mai la storia ha precedentemente eguagliato. La vastità territoriale delle operazioni si estese da Ustica fino alla Sardegna-Corsica, in una esercitazione che non era stata assolutamente programmata.

Due furono le direttive specifiche dell’operazione: una) recuperare i superstiti se ve ne fossero, due) la più importante per loro, recuperare subito il missile inesploso. Essendo caduto in acque internazionali il diritto marittimo internazionale affida la proprietà, a chi per primo ne viene in possesso. Infatti la presenza delle navi sovietiche prima presenti nell’unità non superiore a due, nei giorni che seguirono andarono a moltiplicarsi senza però ottenere un buon esito della ricerca. In quei giorni il Mare Mediterraneo si trasformò come un set cinematografico internazionale, con veri morti ed attori naturali ,con grande dispiegamento di mezzi navali ed aerei, purtroppo con una regia improvvisata insufficiente ed incapace di comprendere, sviluppi e strategie politiche internazionali compromettenti la stessa stabilità, dei rapporti già consolidati con gli alleati più fedeli.

L’individuazione esatta di quella bambina seduta non può essere una mia invenzione, ed in questo mi rimetto ai registri della società aerea Itavia proprietaria dell’aereo precipitato, sperando che ancora esistono in archivio. Non si deve escludere la possibilità che l’ hostess, indipendentemente dall’assegnazione reale del posto prenotato, abbia liberamente assegnato quel posto libero perché a fianco c’era una signora con bambini, cercando così di attenuare la solitudine del viaggio, perché quella bambina non aveva altri accompagnatori se non l ‘hostess stessa. Attimi prima e durante il disastro aereo nel cielo di Ustica, non c’era nessuna altra presenza aerea.

Per ritornare sul discorso del disastro aereo di Ustica, nonostante i ripetuti appelli dei familiari delle vittime, e con la pubblica raccolta dei fondi per finanziare la ricerca della verità, (il famoso muro di gomma, o muro del silenzio) compresi la preziosità ed indispensabilità del mio obbligato e prolungato silenzio. La verità se fosse emersa allora nella sua evidente responsabilità degli americani, i comunisti italiani imboccati dai sovietici non con strategie e mire destabilizzanti, sfruttando soprattutto il dolore e l’impressione della tragedia, con manifestazioni oceaniche di piazza e manipolando la sensibilità delle masse, avrebbero ottenuto istituzionalmente la fuoriuscita dell’Italia dalla NATO, con conseguenze disastrose ed irreparabili per l’equilibrio strategico mondiale.

Saremmo diventati la Cuba del Mediterraneo, obbligati a dimenticare facilmente le 81 vittime della tragedia, perché molte migliaia sarebbero state le vittime di realtà interne ed estere sempre in agguato, con la volontà di ridisegnare nuovi equilibri strategici in Italia e nel vicinato. L’attuale democrazia nell’ex impero sovietico con l’abbattimento del muro di Berlino, la normalizzazione democratica di tutti i paesi e repubbliche dell’est, con le varie intese firmate ed applicate sul disarmo unilaterale, e l’attuale compartecipazione dei paesi ex comunisti dittatoriali all’Unione Europea, è il premio di un lungo silenzio costruito con tenacia passione e sacrifici, dalle vere forze democratiche che hanno governato l’Italia in tutti questi anni, ponendo anche il silenzio ad oltranza sulle FOIBE italiane, contribuendo con grande sacrificio di coscienza alla normalizzazione dei rapporti, con l’ago più instabile della bilancia europea che era rappresentato dal Generale Tito, Presidente delle Repubbliche della Jugoslavia.

Esiste il tempo dei sofferti silenzi ciò non significa che può continuare ad esistere l’eterno silenzio. Oggi la situazione strategica è completamente cambiata e migliorata, ed è un diritto umano e storico pretendere e ristabilire le verità. Questa sarà anche liberatrice di rimorsi di coscienza, di chi si è reso autore partecipe e testimone silenzioso di questa tragedia, che solo portandola in conoscenza di tutti allevierà il rimorso e la tristezza del proprio animo, stimolando e ricercando il perdono di chi questa tragedia, improvvisamente ha visto sconvolgere tutta la propria esistenza.

Si dice che il sistema ha funzionato bene: oggi a funzionare deve essere la verità. E’ anche vero che l’attuale pace si è servita di tragedie e uomini silenziosi, troppo spesso ingenerosamente accusati di tradimento, al punto da essere ignobilmente classificati DEVIATI. Tu che stai leggendo mettendoti al loro posto, conoscendo solo una piccola parte di evoluzioni strategiche terrificanti che incombevano, istituzionalmente e moralmente come ti saresti comportato? Io da libero e responsabile cittadino ho sentito il dovere di tacere, e credimi soffrendo moltissimo mentre ho trovato spesso chi di questa tragedia, si è riempito la bocca di parole vuote strumentalizzate ad arte, per veloci carriere ed innumerevoli fraudolenti consensi elettorali.

Mentre la mia sofferenza in silenzio continuava, negli anni leggevo i diversi appelli su di un quotidiano locale del papà di quella bambina, che disperato supplicava a chi era in conoscenza della verità di dichiararla pubblicamente, mentre sentivo su di me anche la sofferenza di tutti i parenti delle vittime, ognuno con la sua storia diversa, ormai tristemente ed irreparabilmente per sempre cambiata. Purtroppo c’era chi con barbaro coraggio o per politiche personali, continuava a sfruttare e si autoalimentava del loro straziante dolore. In parte siamo un po’ tutti colpevoli escluso loro le 81 vittime ed i loro familiari, perché anche con il loro sacrificio hanno contribuito all’attuale pace, pagando nella misura che forse noi per dignità ed altruismo, non saremo mai stati capaci di dare: la vita e il dolore della continuità per la pace: in un silenzio dignitoso.

Ricordo l’allora ministro dei trasporti onorevole Formica, che disse al proprietario di quell’aereo caduto:”gli taglieremo le ali” Gradualmente e silenziosamente in tutti questi anni gli è stato tagliato molto di più. Il proprietario ingegnere Aldo Davanzali fu accusato ingiustamente di far volare delle bare volanti, addebitandogli tutte le responsabilità del disastro accusandolo pubblicamente, che il suo aereo era precipitato perché ha avuto un cedimento strutturale: questo prima ancora di un regolare processo. Le conseguenze sulle sue attività commerciali ed imprenditoriali furono disastrose, peggio ancora la sua salute fisica e mentale perché il destino volle che continuasse a vivere, mentre negli interminabili processi d’accusa contro di lui, era destinato ad incontrarsi con tutti i familiari delle vittime, tanto da rivedere quella tragedia centinaia di volte attraverso i loro occhi velati dal dolore, tanto da sentirsi quasi colpevole mentre sapeva di essere a posto con se stesso e la sua coscienza. Nonostante la veneranda età e malattie varie, ha accettato di essere presente fino all’ultimo dei suoi giorni, andandosene recentemente con il cuore gonfio ed amaro di ingiustizie. Desiderava ed aspirava al trionfo della giustizia e della verità. Sicuramente sarà un atto di giustizia in beneficio e ricordo delle vittime, l’annullamento delle prossime manovre NATO, trasformandole in manovre che mirano al salvataggio della vita in mare.

Questo compromesso è vero non potrà ridare loro la vita, ma servirà in futuro per salvare altre vite innocenti come loro, vittime dell’incoscienza o delle disgrazie fatali. Ancora oggi spesso ho davanti a me l’immagine di assoluta serenità di quella bambina, mentre tutti i passeggeri del volo erano presi dal panico totale: lei continuava composta ed assorta nella preghiera affidando la sua anima alla Madonna, senza alcuna paura ma con una dolcezza e grazia del volto, che soltanto i bambini sanno avere. (per questo quando muoiono li chiamiamo angeli?)

Tutti i bambini del mondo dovrebbero essere amati incondizionatamente, perché rappresentano e ci ricordano l’amore sincero e la fede assoluta; valori che noi adulti spesso dimentichiamo perché facilmente attratti, dalle lotte per i continui traguardi ed egoismi della vita, che senza accorgerci ci trasformano in macchine umane insensibili ed egoiste, senza più la primordiale umanità spirituale e caritatevole. Allora basterà guardare dentro i loro occhi (bambini) sempre sinceri sempre puliti, scrutando la bellezza e purezza della loro infante anima, ricordandoci che anche noi da piccoli eravamo simili a loro. (migliori di oggi) Concludendo questa prima parte del capitolo ancora mi domando se è stato soltanto un sogno, o un tentativo fantasioso di raccontare una presupposta verità reale: difficile sarà trovare un’altra dettagliata spiegazione capace di rispondere ai tanti perché, di questa tragedia ancora oggi silenziosa ed avvolta dai misteri. Però sono sicuro che tutti coloro che hanno nel cuore e nell’animo, il desiderio e la sete di verità allora questo racconto in parte li disseterà.

“ MIG LIBICO “

Purtroppo ricollegabile a questa tragedia se né aggiunse un’altra ancora più terribile. Dopo quasi due settimane dal disastro aereo di Ustica, fu ritrovato sulle montagne della Sila il famoso Mig Libico distrutto, e dopo circa due settimane dallo stesso ritrovamento è avvenuta: “ La strage alla Stazione Ferroviaria di BOLOGNA. Vado prima al racconto visivo e reale del MIG Libico intitolando il capitolo: “ Passaggio in Sicilia del MIG Libico precipitato poi in Sila.” Io abito in un paese costiero che fa parte del GOLFO di PATTI. Una mattina verso la metà del mese di Luglio anno 1980 ore 11.15 – 11.45, sentendo un grandissimo frastuono arrivare dal mare e non vedendo nulla, per curiosità ci siamo direzionati con la visuale verso l'orizzonte azzurro del mare aperto, in direzione Nord-Est delle Isole Eolie. Perché sono sicuro che fu prima di mezzogiorno? Tutti i giorni andavo a casa a mezzogiorno per pranzare, (abitudine consolidata) anche quando lavoravo ed ero nel lavoro compatibile perché molto vicino a casa. Stranamente quel giorno non sono andato a lavorare non perché non dovevo, anche se oggi con il senso del dopo tutto mi diventa più chiaro. In attesa dell’orario di pranzo passeggiavo con amici sul locale lungomare.

Dalla direzione del mare avendo lasciato alle sue spalle le Isole Eolie, arrivò improvvisamente il MIG (nemico) di colore scuro, che radente sorvolò le nostre teste a bassissima quota. Nella mia vita non avevo mai avuto una esperienza cosi terrificante, capace di fare vibrare tutto il corpo e la mente assieme. Un incredibile paura stupore e sgomento assalì anche tutti i molti presenti, immobilizzati fisicamente dall’inusuale ed incredibile spettacolo. Personalmente già conoscevo la verità sulla tragedia di USTICA, come avrai letto dal mio racconto su allegato, ecco perché ero particolarmente Preoccupato del suo passaggio, sapendo anche che erano in atto le manovre NATO non precedentemente protocollate, anche se rientrava nel loro regolamento la possibilità di esercitazioni improvvise, senza il regolare preavviso mensile.

Con certezza assoluta posso sostenere, che in direzione “ EST “ del MIG in volo radente sopra le nostre teste, pochissimi minuti dopo del suo roboante passaggio e scomparsa dalla nostra visuale, (del MIG) abbiamo visto sorvolare ad altissima quota due nostri caccia intercettori. (sopra il Tindari) Gli stessi andavano in direzione opposta tra loro ed il MIG volando ad altissima quota. La cosa che mi incuriosì e sospettò maggiormente convalidando la mia idea del NEMICO, fu che le manovre aeree AMICHE erano normalmente già avvenute molte volte in passato, nel nostro Specifico Spazio Aereo, (Golfo di Patti - Isole Eolie) però questa volta i caccia intercettori erano DUE e non i TRE abituali. “ UNO fa sempre la parte del nemico, mentre il SECONDO lo segue direttamente in rotta dalla coda, mentre il TERZO con larga manovra aggirante, va ad anticipare la traiettoria del primo aereo che fa le funzioni del nemico, intercettandolo e centrandolo poi con il sistema di puntamento elettronico.” Il tutto avveniva in chiara visione graduale dei tre intercettori, per chi da terra seguiva affascinato queste rumorose manovre aeree. Dopo circa una settimana (o giù di li) del passaggio del MIG che poi si seppe che era libico, ho letto e sentito di un MIG con pilota morto ritrovato accidentato in SILA, rimanendo convinto che fosse “caduto” QUEL GIORNO STESSO del nostro avvistamento, perché allora vedendolo passare pericolosamente sopra un’alta montagna del luogo, credevamo di assistere in diretta al suo disastro, talmente fu acrobatica nervosa e scattante la sua manovra di risalita e scomparsa, e non vedendolo o sentendo il suo schianto abbiamo pensato, che l’avrebbe soltanto rimandato oltre le montagne, oppure i due caccia l’avrebbero prima o poi intercettato, qualora avesse per sua sicurezza tentato di volare a quota più alta.

” Penultimo o Ultimo Atto “ sulla Strage nella Stazione di Bologna.

C’è chi nasconde gelosamente un “Sogno” nel cassetto che vorrebbe realizzare da molto tempo, chi dei “Sogni” sa estrapolare dei buoni numeri, oppure li vede e ricorda perfettamente per giocarseli poi al lotto, chi invece attraverso l’analisi dei “Sogni” cerca di scoprire evidenziare e fare emergere, tendenze comportamentali più o meno nascoste o represse, oppure chi dei “Sogni” riesce ad estrapolare chiari messaggi premonitori o chiaroveggenti. Io per GRAZIA RICERCATA da decenni attraverso i “Sogni” “vedo chiaramente” il succedersi degli avvenimenti immediatamente futuri o presenti, e se con forte volontà ricercata anche avvenimenti del passato. La cosa che mi riesce meglio specialmente di notte, è la visione dell’immediato presente essenzialmente se c’è un forte richiamo della FEDE ALTRUI, dettata dall’esigenze per le condizioni estreme di pericolo della LORO vita, dove solo un miracolo può determinare il soccorso immediato e risolutivo.

Non dico questo per vantarmi di qualità che se ricercate veramente per il bisogno e soccorso altrui, sono in dotazione a tutti gli esseri umani della terra, ma per rispondere in futuro che “ le informazioni che sono in mio possesso,” sono esclusivamente estratte dai “ ricordi dei miei SOGNI già vissuti,” oppure da innate intuizioni consequenziali agli eventi in immediato succedersi. Dopo questa essenziale premessa affrontiamo assieme la Verità Onirica, sulla strage nella Stazione Ferroviaria di Bologna avendo precedentemente affrontato, la Verità Astrale sul disastro aereo del DC 9 nel mare adiacente l’isola di USTICA, vera causa principale che ha segnato l’inizio di queste assurde tragedie italiane.

USTICA + MIG LIBICO = STRAGE di BOLOGNA.

1) Partiamo da un dato di fatto oggi condiviso anche da più giudici avvocati e gente comune: Francesca Mambro e Giusva Fioravanti sono INNOCENTI, in merito all’accusa della strage nella Stazione Centrale di BOLOGNA. Sono innocenti che inizialmente si sono trovati imprigionati, nei teoremi investigativi ed inquisitori per certe loro scelte precedenti di politiche estremiste. Quando agli inizi investigativi più indizi cominciarono a configurare la vera pista giudiziaria, si è voluto andare avanti ugualmente per non accettare pubblicamente che, il lavoro d’indagini investigative era stato un disastro professionale, perché principalmente emergevano chiare che le responsabilità dell‘attentato, erano da addebitare alla presenza di più personaggi stranieri, appartenenti ad una specifica nazione del Nord Africa, e non a Mambro e Giusva. Questa responsabile mia analisi è consequenziale alla “VISIONE” che allora ho avuto, la notte che ha preceduto la tragica esplosione nella Stazione Ferroviaria di Bologna.

2) VERITA’ ONIRICA.

Ho sognato che a depositare QUELLA VALIGIA carica di esplosivo, furono DUE uomini di nazionalità afro-araba, commissionati da un paese straniero allora molto turbolento. (terrorismo di stato straniero) Uno di essi (attentatori) era coperto dall’Immunità Diplomatica dello stesso paese committente! Questo lo so perché nella sua mente durante il mio sogno ero riuscito a leggere la sua nazionalità, attraverso la proiezione del suo passaporto nella mia immagine mentale. “ era chiaramente diplomatico ” La mia attenzione nel sogno era stata evidenziata ed allarmata dalla presenza di quella valigia, depositata in terra all’interno di una stazione ferroviaria, con vicino i due pericolosi uomini stranieri.(arabi) Il loro volto non mi ispirava alcuna fiducia, ragione per cui volevo conoscere e sapere chi erano. (sempre nel sogno) Anzi, allora per me sapere che uno era diplomatico fu anche rassicurante, perché non era quella la stazione ferroviaria di Roma che ben conoscevo. Roma in quegli anni era la città preferita per le scorribande, degli estremisti fondamentalisti islamici.” (bombe, omicidi, attentati, sparatorie ecc. ecc.)

Quando al telegiornale subito dopo l’attentato di Bologna, fecero vedere le immagini TELEVISIVE di quell’orologio guasto, fermo nell’ora esatta della tragica esplosione nella stazione, ricollegai immediatamente il mio sogno della notte precedente, quando nel momento che volevo conoscere il luogo esatto dove mi trovavo, (il nome della città di quella stazione ferroviaria) mentalmente mi sono ritrovato proiettato fuori dalla stazione, proprio davanti a quell’orologio già fermo alle ore 10,25. Quella notte non riconoscendolo ed in ricerca del nome della città, invece riconoscevo l’orologio ad acqua posto davanti ai giardini della stazione di BOLOGNA. In passato durante le lunghe pause-coincidenze del mio treno, una volta mi era capitato di uscire dalla stazione di Bologna, e girando nei dintorni presso la stazione mi ero fermato ad ammirarlo. Al mio risveglio invece non sospettando minimamente della profetica visione, cercando di dare un senso a quel sogno, addirittura cercai di abbinare dei numeri per il gioco del lotto, estrapolati dall’ora riprodotta dal quell’orologio guasto: 10-25.

Purtroppo il fatto di aver riconosciuto che quella era la Stazione di Bologna, mi aveva fatto scartare l’ipotesi di un ambo secco, proprio perché Bologna non rientrava nelle normali ruote del gioco del lotto. Ora invece dopo la tremenda strage alla stazione di Bologna, ricollegai con assoluta certezza quella precedente ed incredibile visione, addebitando la responsabilità ai due personaggi visti nel sogno, motivo per cui io senza volerlo mi ero trovato nella possibilità di vederla anticipatamente, senza però ricordarmi esattamente i loro volti e nomi. Per me ancora oggi tutti gli arabi mi sembrano uguali, ed i loro nomi sono impronunciabili e di difficile memorizzazione. Perché non parlavo? Chissà se ancora oggi io ero vivo per potervela raccontare…. con l’aria che tirava allora! Eppoi ancora oggi mi riesce difficile farmi credere; immaginatevi allora. Per LORO (i politici) erano più importanti i rapporti commerciali (petrolio, armi, affari ed altro!) compreso la Sicurezza Nazionale Interna che eventualmente una specifica e giusta accusa, avrebbe compromesso ed aggravato con nuovi rischi di ulteriori attentati in Territorio Italiano, in aggiunta alla già difficile situazione diplomatica tra i due paesi. In più c’era la necessità Internazionale di tenere a tutti i costi un profilo basso, che determinava l’equilibrio nell’area mediorientale tra le due superpotenze U.S.A. e U.R.S.S. Questa ultima protettrice prediletta della nazione NON descritta ma ben riconosciuta da tutti.

“ Ultimo Atto.”
Riflessioni personali di allora: credo valide ancora oggi.

Se mi domandate il perché dell’attentato troverete qui poche risposte ma valide. Da non dimenticare che quelli erano gli anni dove il Terrorismo di Stato Straniero, era pratica ricorrente sul nostro territorio, come dimostrano recenti ammissioni postume di colpevolezza da parte di Nazioni Afro-Arabe. Con la strage alla stazione di Bologna si è voluto far pagare immediatamente all’Italia, l’abbattimento di un MIG avvenuto settimane precedenti sul territorio italiano. (in Sila) Questa fu la frettolosa conclusione del padre-padrone di quel paese Arabo. Ancora oggi non comprendo perché i resti del suo aereo assieme al corpo del pilota, gli furono consegnati immediatamente: se tale operazione fosse stata diplomaticamente molto ritardata, sicuramente la ragione avrebbe preso il sopravvento sull’ira: caratteristica che distingueva il personaggio in chiara identità narrativa. La verità fu che la caduta precipitosa del MIG, fu determinata dalle spericolate manovre di guida dello stesso pilota, per sfuggire all’eventuale controllo ed intercettazione di due nostri aerei da caccia, in normale volo di pattugliamento e controllo. (c’erano in atto le manovre della NATO) In realtà i DUE CACCIA viaggiavano in direzione ed altezze opposte, mentre il pilota del MIG per non essere intercettato fu costretto a volare “ livello mare,” impennando violentemente in alto prima, ed in basso poi, in prossimità di montagne o colline. Queste acrobazie furono notate da molti civili dove l’aereo sorvolò MOLTO MOROSAMENTE, prima di precipitare da solo nella tarda mattinata.

In verità nel passato, altre volte fu violato lo stesso spazio aereo italiano proprio in quelle zone, (Isole Eolie, Golfo di Patti ed Aspromonte Calabro) perché esisteva (?) la nostra non copertura dei radar militari, dettata dalle condizioni particolarmente aspre del territorio che di fatto creano i cosi detti; “ imbuti o coni d’ombra ” Per quanto riguarda l’analisi dell’esplosivo usato nella strage, sicuramente si evidenziò da subito la non precedente appartenenza o possesso, a nessuna componente politica estremista italiana sia di destra che di sinistra, però buon gioco determinò la strumentalizzazione politica di sinistra, ormai con la pista investigativa pubblicamente già ben tracciata, e la forte pressione dell’opinione pubblica che invocava l’immediato arresto dei colpevoli. L’intreccio tra politica magistratura e Ragion di Stato seppellì definitivamente la verità. Non voglio entrare nel dettaglio del processo o nelle valutazioni tecniche e giuridiche, non mi interessa nemmeno sfiorarle non avendo seguito il caso giudiziario nelle sue specificità, però provate voi a dare una spiegazione sufficientemente valida, partendo da certezze non processuali, ma evidenti realtà che interessarono tragicamente l’Italia in quei tristi anni di ricatti internazionali.

DUE uomini di nazionalità afro-araba di cui uno con passaporto diplomatico (visione onirica) mentre depositano una valigia con all’interno dell’esplosivo, mai usato in ITALIA da nessuna frange politica estremista: i vari rottami di un MIG libico ritrovati in territorio italiano, due settimane prima della strage alla stazione di BOLOGNA, assieme al suo pilota di diversa nazionalità morto da giorni. (prima non se ne accorsero veramente!) Fate voi le vostre dovute conclusioni, io personalmente ci metto la mia mano sul fuoco oggi come allora! Però almeno oggi a distanza di decenni le Istituzioni Italiane e Straniere, rivalutino la Ragion di Stato con la Ragione della Coscienza Collettiva, e del diritto di tutti alla Verità….. non solo quella Onirica, perché oggi accettare le proprie colpe non sempre significa, compromettere definitivamente le Relazioni Internazionali, quando nel dichiarare le proprie responsabilità pentimento e richiesta del perdono con adeguato indennizzo, c’è la Vera Volontà di chiudere un passato d’incomprensioni di feriti e Morti Innocenti, rispettando cosi la coscienza ed i diritti dei famigliari fortunatamente ancora VIVI, però sempre oltraggiati per le verità da sempre negate.

Raccontando queste verità oggi (dal 17 luglio 1999) mi sono liberato di un peso dalla coscienza, che non mi poteva appartenere se non obbligato da una grande responsabilità e vero amor patrio, perché sapevo realmente che queste verità raccontate allora, avrebbe riprodotto molti ma molti più morti in una radicale e negativa trasformazione, della civiltà politica sociale ed economica sia nazionale che internazionale. Questo grande rischio non potevo permettermelo, amando e rispettando non solo l’Italia e tutti gli Italiani, perché ogni vendetta porta con se sempre altro sangue innocente da versare, dove le colpe dei singoli sono pagate dalle masse popolari indifese.
7/26/2007 2:02 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Dopo USTICA un’altra tragedia aerea.
Storia di due sopravvissuti grazie al miracolo della loro FEDE.

Erano già passati diversi mesi dal disastro aereo di Ustica, ed ancora mi rimproveravo della mia ingenuità ed incapacità riflessiva ed astrale, che non mi permise di salvare una bambina, che con fede si era appellata alla Madonna chiedendo salva la sua vita, non tanto per se stessa, ma per non dare un grande dolore alla sua mamma e papà, quando in una normale notte sognai di svegliarmi improvvisamente, dentro un grandissimo aereo passeggeri che stava precipitando velocemente in forte picchiata. Tutti i passeggeri all’interno erano terrorizzati ed urlavano disperatamente. Per la forte inclinazione e discesa veloce dell’aereo, erano schiacciati contro i loro sedili. La mia attenzione fu attratta da una bambina. Era seduta su una poltroncina delle file di sinistra, subito dopo il primo sedile occupato da una signora. Aveva circa 10 anni, capelli lunghi lisci e biondi. Nonostante i forti e disperati urli e prolungati gridi di terrore dei passeggeri, che all’unisono sovrastavano il grande e lungo boato dell’aereo che precipitava, con il fischiare violento del vento che entrava sferzante da uno squarcio della carlinga, creato da una esplosione precedentemente avvenuta a bordo:
“ lei era li seduta, completamente assente da tutto e da tutti,”
con le sue manine giunte, e con il cuore e la mente concentrata nella preghiera:
il suo viso appariva incredibilmente sereno.

Ora so perché sono qui. Questa volta non voglio fallire. Troppi giorni e notti avevo passato tristemente nel ricordare il disastro di Ustica, della mia insufficiente capacità nel difendere e salvare la vita di una bambina. Ora però non debbo e non posso fallire. La porterò giù io, attaccata al suo stesso sedile. Per paura che durante la veloce discesa potesse scivolarmi in mezzo tra le mani ed il sedile, astralmente mi chinai verso di lei passandogli le mie braccia strette attorno alla sua vita, (fianchi) facendo poi presa forte all’estremità interna del suo sedile, “ che ancora dovevo staccare dall’aereo.” Per maggior sicurezza strinsi ancor di più il suo corpicino, attaccandolo stretto al mio.

Questo perché nel caso mi scivolasse me ne sarei accorto subito. Lei immediatamente avvertì la mia presenza FISICA INVISIBILE. Invece di tranquillizzarsi, cominciò a ad avere paura di me e della mia invisibile presenza , diventando nervosissima. Per liberarsi di me cominciò a divincolarsi, a muoversi agitatamente, a disperarsi, quasi ad impazzire. Velocemente pensai. “ Forse aveva sentito anche il mio sudore” perché la mia mente fermentava velocemente ogni soluzione, capace di non farmi fallire ancora, e questo pensare mi procurava un sudore incredibile: “o forse aveva sentito anche il mio affannoso respiro oltre al mio contatto fisico”

Avevo paura che durante la “ VELOCE DISCESA” potesse riuscire a svincolarsi e precipitare sotto. Mi venne di dirgli MENTALMENTE in modo calmo e rassicurante:
“ Sono il tuo angelo custode, non preoccuparti, sono venuto qui per salvarti. “
Incredibilmente lei si fermò subito, non opponendo più alcuna resistenza. Si lasciò avvolgere e stringere dalle mie braccia serenamente. Così bloccai il suo corpo aderente e compresso, tra il mio essere ed il suo sedile dell’aereo. ORA ero sicuro che non poteva più scivolarmi via, durante il nostro precipitare per un suo atterraggio morbido e planato. Quando ero pronto per staccare il sedile dall’aereo, ho notato maggiormente la signora seduta al suo fianco sinistro: (della bambina) era esattamente sul primo sedile esterno del corridoio dell’aereo. “ Subito pensai che potesse essere sua madre.”

Non potevo abbandonarla al suo tragico destino. Salvando solo la bambina, la stessa si sarebbe ricordata tristemente per tutta la sua vita, di essere stata l’ultima testimone della morte della sua mamma. In futuro chissà quante volte, quando incontrerà le difficoltà, i fallimenti della vita e le grandi delusioni, rimpiangerà di essersi salvata soltanto lei, e nei momenti di massimo sconforto cercherà addirittura l’insano gesto, pensando di riunirsi per sempre a lei. Pensai anch’io alla mia mamma. Già il solo pensiero mi riempiva di un grande dolore. (troppe sofferenze in comune)

Ognuno di noi ha sempre amato e sempre amerà la propria madre, specialmente lei che è ancora una piccola bambina, bisognosa d’affetto, di baci, di abbracci, di coccole, di protezione, di silenziosi perdoni e comprensioni infinite. Per mia diretta e sofferta esperienza la mancanza di un genitore, segna sempre negativamente ogni fanciullezza ed adolescenza: io ci sono passato e so quanto è triste crescere da soli, senza avere il suo conforto nei momenti più bui e tristi, quando ti senti solo ed abbandonato da tutti, e magari di nascosto piangi e ti disperi in silenzio, perché l’unico amico che ti è rimasto con cui ti puoi confidare e parlare, è soltanto il tuo cuore. ( anche il cuscino)

Però ora debbo tentare di salvare madre e figlia assieme. Astralmente mi posizionai centralmente a loro, allungando e stendendo le mie braccia a sinistra e destra, all’altezza inferiore dei loro bacini, con le loro braccia al di fuori delle mie: per maggior sicurezza, non si sa mai. Cercai poi con le mie mani di aggrapparmi fortemente all’estremità interna dei loro sedili. Non ci arrivavo: i sedili erano troppo lunghi larghi e grandi, e non mi permettono “fisicamente” di essere agguantati tutti e due assieme. Subito pensai di non essere qui fisicamente, e nel mio attuale stato astrale posso allungarmi a dismisura. L’importante sarà non farmi condizionare mentalmente dalle mie incapacità fisiche. Cosi l’avvolsi tutti e due nell’eccezionale mio abbraccio astrale, prendendo e strappando violentemente in un unico pezzo, i due sedili che erano attaccati all’aereo.

Fuori dall’aereo sempre attaccato a loro incominciai a scendere lentamente. Attraverso la sofferenza visiva espressa dai due testimoni, mi accorsi e seppi, (oggi lo sappiamo tutti) che a quelle altitudini manca l’ossigeno. ( 8 chilometri circa) “Debbo scendere più velocemente e rapidamente possibile, altrimenti mi muoiono in braccio” Cominciai a precipitare in basso velocemente e rapidamente. Quando arrivai a quota 500 metri dal suolo, sicuro della presenza dell’ossigeno, cominciai “improvvisamente” l’atterraggio morbido e lento, e mentre i secondi passavano lentamente, (volevo un atterraggio il più morbido possibile) improvvisamente mi risvegliai nel mio letto, tutto sudato, stanco, stressato, ma finalmente contento. Una cosa mi faceva sentire bene. Sogno o non sogno, questa volta ero riuscito a salvarli tutti e due. Dopo un giorno dalla mia esperienza vissuta nel sogno, il telegiornale annunciò che nel disastro aereo del giorno precedente, persero la vita oltre 180 persone ……

Non ricordo l’esatto numero delle vittime, e non le ricerco nemmeno in INTERNET, per non essere ipocritamente preciso per tentare di convincervi maggiormente, perché so che potrei anche raccogliere delle disinformazioni, mentre vorrei continuare a raccogliere soltanto i miei pensieri, e raccontare soltanto i mie ricordi ormai passati: in silenzio assoluto perché non mi fidavo più di nessuno, dopo il caso MORO ed USTICA finito tragicamente. (anche se, non per colpa mia) Per tornare alla cronaca giornalistica dissero: (quello che scrissero allora) nel tragico incidente aereo si sono salvate miracolosamente soltanto due persone, rimaste attaccate al loro sedile. Sono una bambina di dieci anni circa, e sua madre. La bambina dai capelli biondi e lunghi, dice di essere stata salvata dal suo ANGELO CUSTODE, mentre sua madre è ancora in uno stato confusionale, sicuramente derivato dal trauma dell’incidente aereo.

Sentendo queste notizie che confermavano la realtà del mio sogno della notte precedente, un’indescrivibile gioia ed euforia si impossessò totalmente del mio animo, con brividi sulla pelle che sembrava scossa da una corrente alterna, mentre tutti i muscoli si estendevano, stiravano e contraevano, per compiacersi in un grande urlo di soddisfazione; che non potevo fare perché ero a casa, e non potevo gridare, urlare e parlare della mia felicità. Non avrebbero capito, ne tanto meno creduto. Cosi uscii di casa desiderando di abbracciare e baciare quella bambina, di stringerla fisicamente forte a me.Si ( io? ) l’avevo salvata, però lei mi aveva dato la prova e l’ esempio: “ chi è in vera fede può chiedere ed ottenere tutto, soprattutto l’impossibile, perché chi è in grazia di DIO non conoscerà mai la parola impossibile.

” Il giorno dopo, ancora, sempre la TV: ” la signora che si è salvata assieme alla bambina non è sua madre, ma una sua accompagnatrice.” Seguì il commento sarcastico e dubitativo, sulle dichiarazioni della bambina e del suo ANGELO CUSTODE. Il giornalista nella pochezza della sua fede, accettò l’idea del “ miracolo della loro vita,” soltanto perché la sua scienza ufficiale non sapeva dare spiegazioni scientifiche. Del resto come fai a spiegare il loro salvataggio se escludi la FEDE? Come possono due persone non sfracellarsi cadendo da un altezza di oltre 8.000 metri, senza riportare alcuna ferita? Come sempre succede i bambini non vengono mai presi nella giusta considerazione, specialmente quando ingenuamente e candidamente ci raccontano le loro verità, perché noi non ci nutriamo della fede: senza accorgerci, siamo diventati arroganti, presuntuosi e falsamente sapienti.

Vorrei concludere affermando di non aver “mai conosciuto” ne fisicamente, ne telefonicamente, ne per alcun genere di corrispondenza, sia quella bambina che la signora che l’accompagnava. Anzi; sono sicuro che leggendo questi particolari da loro vissuti e magari dimenticati, gli “ ritornerà la memoria” e ricorderanno ogni particolare di quei momenti tragici, ma divinamente magici, per testimoniare e confermare tutta l’eccezionalità e la precisione del racconto qui riprodotto. La loro testimonianza darà (forse) maggior credito e riflessione, non tanto a me, ma forse a tutti voi, perché sempre più smarriti e lontani, dai valori della fede, dell’amore, del perdono, e del soccorso gratuito e silenzioso.

Questa esperienza non mi ha segnato per la sua incredibilità o eccezionalità. Ciò che mi ha colpito maggiormente, è stato ritrovare quell’amore incondizionato e quella fede assoluta, che soltanto i bambini sanno avere. Valori che spesso noi adulti smarriamo o dimentichiamo, per colpa della nostra vanitosità ed egoismi innaturali,
con la presunzione della falsa conoscenza del sapere divino: invece di vivere assieme amorevolmente fraternamente e spiritualmente. Credo che aiutare tutti i bambini del mondo con vero e grande amore, coordinati ad interventi pratici nei loro bisogni vitali e primari, servirà per recuperare il nostro primordiale essere, principalmente Entità Spirituali e Magicamente Divine. Tutto diventerà più facile se avremmo almeno il coraggio, di guardare dentro gli occhi dei bambini, sempre buoni, sinceri, amorevoli, sorridenti, spesso tristi e ricchi di lacrime e dolori per colpa nostra avidità ed insensibilità.

Questa incredibile storia è REALMENTE ACCADUTA tanti anni fa. Ad ogni lettore che nel giusto dubbio in Internet la verità ricercherà, ragionevole, saggio e maturo si dimostrerà, non comportandosi come i media che l’hanno relegata all’oblio della memoria. Voi che ancora pazientate nel leggermi nelle siffatte Parabole Moderne dico: c’è chi nella vita gli piace “ Leggere, Scrivere, Raccontare.” A me è sempre piaciuto soltanto il silenzio. Però se nel mio e vostro “ Leggermi, Scrivermi, e Raccontarmi,” qualcosa di buono nascerà in voi, allora il mio triplice sacrificio sarà stato utile, perché il mio vuole essere un messaggio di speranza e di fede, indistintamente per tutti perché tutti fratelli e sorelle di un unico Dio Padre Universale.
N.B.
Se caparbiamente riuscirai nel rintracciare la bambina di riferimento al racconto specifico, successo realmente negli anni 80-81(?) facendogli leggere oggi questo racconto nei suoi dettagli particolareggiati, sono sicuro che, anche se sono passati 26 (?) anni dall’evento disastroso con il suo salvataggio, l’ex bambina ed oggi adulta signora (?) ricorderà ciò che non mai dichiarato pubblicamente, confermando per verità assoluta il racconto stesso. Questa testimonianza vivente servirà per sgombrare il campo all’ipotesi, che questa mia non è una semplice narrativa immaginaria, ma il prodotto miracoloso della vera fede: quella che non ha i confini scientifici e materiali.
7/26/2007 2:04 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Le due apparizioni della Madonna al Papa in pericolo di vita,
subito dopo l’attentato subito.

Quando ho visto in televisione l’attentato al Papa, si raggelò il sangue nelle vene ed attonito mi ricordai immediatamente, di antiche e nefaste profezie, che in questa tragica sfida annunciavano l’inizio, della lotta violenta del male contro il bene. Il sangue del pontefice sul selciato della Basilica di San Pietro, era l’estremo limite della sfida del male: segnale intenso ed inequivocabile dell’inizio di una nuova era, che doveva essere di forte contrapposizione al male stesso, senza per questo farsi trasformare peggiore di esso. L’idea dell’ora fatale ormai scoccata mi terrorizzava, non mi sentivo pronto per affrontare “INSIEME” questa sfida. Mi ricordavo della sua nomina papale, avvenuta in un anno particolarmente intenso: era il 1978. Per molti aspetti fu un anno PER ME molto drammatico, vissuto intensamente sia spiritualmente che psicologicamente. Oggi non potevo accettare l’eventuale morte del Papa, senza tentare di provare quelle risoluzioni a me in segreta conoscenza, però mai usate prima, ma dovevo tentare ugualmente di salvarlo.

Così una notte sognai di trovarmi all’interno della stanza d’ospedale, dove era ricoverato il Santo Padre. Su di un lettino a destra dalla mia visuale, egli era disteso sulla schiena con il volto rivolto all'insu, gli occhi chiusi sembrava dormire. Per la fretta di cercare di verificare la sua presenza, (del PAPA) avevo trascurato di focalizzare una “PARTICOLARE” presenza femminile, con le spalle a me rivolte, frapposta tra me ed il Papa, posizionata in piedi al lato sinistro del suo letto, all’altezza del suo volto. Pensai che la stessa potesse essere una componente del clero incaricata all’assistenza. Mentre cominciavo ha pensare e riflettere come e cosa dovevo fare, per tentare di salvare la vita al Papa, trovandomi più smarrito che confuso, essendo completamente a digiuno di conoscenze anatomiche e mediche, LEI girandosi indietro con incredibile calma ed un dolcissimo sorriso, guardandomi con il suo volto sereno e lucente mentalmente mi disse: “ non preoccuparti, ci sono io!” Era straordinaria la rassomiglianza che da bambino avevo sempre avuto, dell’immagine sacra della Madonna.

Ora che concentravo il mio sguardo su di LEI, lo stesso mi sembrò molto vicino al mio volto, mentre i suoi contorni emanavano luci splendenti e multicolori, tanto che sparivano i confini della stanza, e nonostante in me non cera mai stata nessuna forma di particolare devozione, ora la sua presenza m’incuteva rispetto, mistero divino, devozione, amicizia, anche se intimamente provavo una grande mortificazione e vergogna, per la mia precedente assenza di fede nei suoi particolari riguardi. Però la SUA presenza mi tranquillizzò totalmente, perché avevo pensato e sospettato di trovare li, altre presenze invisibili molto ostili e contrarie al mio tentativo salvifico. Avrei voluto dialogare, domandare, ed invece, ero lì fermo immobile e muto, domandandomi mentalmente se tutto ciò era un sogno, o chissà cosa. Certo di esperienze incredibili ne avevo avute già molte, però questa mi faceva restare completamente allibito. Rimasi ancor più stordito, sbalordito, sempre immobile e silenzioso, quando la Madonna piegandosi sulle sue ginocchia chinandosi verso il corpo del PAPA, prendeva dal letto la sua mano sinistra, ed appoggiandola in mezzo alle sue mani, in silenzio gli trasmetteva energia riparatrice. Vedevo il Santo Padre sudare in volto, benché addormentato o stordito dai farmaci, sopportava quel calore immobile e silenzioso, con gratitudine e gioia espressa in un tentativo di sofferto sorriso, quasi fosse cosciente mentalmente: forse per questo non apriva i suoi occhi?

Rientrando nel mio letto nei giorni seguenti, aspettavo di avere notizie confortevoli sulla sua salute, attraverso i bollettini dei medici trasmessi attraverso i vari notiziari televisivi. Gli stessi dichiararono dell’intervento riuscito, e della sua salute che sarebbe migliorata nei giorni. Erano confortevoli, rassicuranti, prospettavano un veloce recupero. Invece giorni dopo: ” ci sono seri problemi, complicazioni diverse, dovrà essere operato nuovamente ” cosi avevo udito durante uno dei tanti telegiornali: però io non ci credevo perché sapevo che la Madonna l’aveva guarito. Invece una notte sognai di ritrovarmi sveglio, nella stanzetta dov’era ricoverato il Santo Padre. Arrivando sulla Sinistra notai subito la presenza della Madonna, eretta davanti ai piedi del suo letto, (il posto letto non era lo stesso) mentre con il SUO sguardo diretto verso il Pontefice, dai suoi occhi emanava una luce intensa e luminosa, che si proiettava ed avvolgeva tutto il corpo del Papa: senza toccarlo fisicamente come era avvenuto la prima volta. “ Aspetterò che si giri verso di me una volta aver terminato la guarigione” cosi pensai.

Invece LEI sembrò avermi udito girandosi subito verso di me. Questa volta voglio avere la conferma che non sia soltanto un sogno. Era difficile anche per me accettare questa realtà, era più grande di me, incomprensibile. Tutto sembrava incredibilmente vero: ero cosciente di essere invisibilmente li presente, e contemporaneamente essere a casa mia addormentato nel mio letto. Trascurando la mia assoluta devozione e riverenza, che obbligatoriamente incutono queste apparizioni, ormai era la seconda volta che assistevo alla SUA visione, e nei giorni passati mi ero rimproverato spesso, di non aver avuto nemmeno il coraggio di parlarle, così mi rivolsi a lei figurandomi di parlare come ad un’amica conosciuta da tempo, spiegandole tutti i miei dubbi, chiedendole un favore a conferma che questo, non era soltanto un sogno. “ Vorrei che il Santo Padre una volta guarito, venisse a trovarmi nel mio piccolo paese, magari non subito.” Lei mi sorrise acconsentendo con lo sguardo, mentre io mi risvegliavo nel mio letto più incredulo che mai.

Nel tempo il Papa guarì definitivamente e ciò mi rese felice, però questa visione non potevo raccontarla a nessuno, mi avrebbero preso per un pazzo, o quantomeno un visionario, per questo fino ad oggi l’ ho sempre taciuta anche a me stesso. Ci sono errori che ti accorgi di aver fatto, soltanto quando ti ritrovi a pensare, scrivere e ricordare, come sta succedendo ora a me. Però da allora gli anni trascorsero, senza più aver avuto modo di ricordare questa esperienza, cosi mi convinsi che le due apparizioni divine, furono soltanto dei bellissimi sogni, sogni e niente più.

Leggere i quotidiani o seguire i diversi TG. per me è stato sempre fonte di profonde riflessioni e pensieri infiniti, per questo li leggevo ed ascoltavo saltuariamente: perché mi rovinavano comunque l’esistenza. Non riuscivo ad accettare nemmeno mentalmente, le ingiustizie ed i soprusi che gradualmente ci informavano, che accadevano in tutte le parti del mondo, senza tentare d’istinto di pensare di fare qualcosa: era più forte di me. Sapere tutto ciò mi procurava rabbia, angoscia, ribellione, ma principalmente mi stimolavano per l’invisibile soccorso altrui. Non leggendoli ne ascoltandoli, mi rifugiavo nella mia incoscienza ed egoismo.

Tanti, enormi, sono sempre stati i problemi altrui , come se i miei non bastassero ad inquietarmi maggiormente la vita. Però un giorno mentre leggevo un quotidiano locale, casualmente vengo in conoscenza dell’arrivo del Papa, proprio nel mio paese di 13.000 e più abitanti. Subito NON ricollegai la mia richiesta fatta alla Madonna anni fa, però ero contento lo stesso, sia per i miei figli che per la gente che soffre in silenzio ed ha fede. “ È sempre un simbolo di pace, speranza, devozione e fiducia. Guardandolo ti trasmette serenità: la stessa che vorrei trasmettere ai miei figli, perché dentro di me “conosco” l’oscurità infinita dell’animo umano, consequenzialmente sapevo che loro (i miei figli) percepivano inconsciamente, anche la mia silenziosa angoscia ed inquietudine interna. “

Di sera nel mio letto ripensando ai vari problemi della giornata, improvvisamente mi assale una gioia immensa. Il Papa qui da noi? Non è la richiesta che avevo fatto alla Madonna tanti anni fa? Eppoi, allora non richiesi il tempo in scadenza, anzi. “ Era la prova che avevo chiesto e presto dimenticato.” RIFLETTENDOCI maggiormente pensavo: con tutto il lavoro e sacrificio che il Papa fa nel visitare nazioni, città e paesi, molto, ma molto più importanti del mio, per portare e trasmettere il messaggio di pace, amore, fratellanza, fede, eppure trova il tempo per venire in questo piccolo paese di provincia siciliano, che ha un Santuario come ne esistono migliaia in 8.000 comuni italiani. Sarà sicuramente una coincidenza, però quel giorno non posso proprio mancare!

Ci sono appuntamenti storici che a secondo l’importanza che riponi, essi tardano sempre a venire, oppure te li ritrovi subito dietro l’angolo. Il giorno esatto del suo arrivo l’avevo dimenticato, anzi, mi ero prefissato di non saperlo esattamente:tanto sarà un giorno importante per tutta la collettività, di conseguenza i preparativi saranno evidenti in tutto il paese. Erano passate diverse settimane dall’ultima volta che avevo letto la notizia del suo arrivo, ed i problemi quotidiani di sempre avevano fatto il resto, per cancellare dalla memoria la lunga attesa. Quel giorno nonostante mi fossi alzato alle 10 di mattina, (gestivo una sala giochi) a ricordarmelo fu il grande NON movimento della gente, che gradualmente prima aveva svuotato l’intero paese, che inizialmente mi apparse deserto a causa di una grande emergenza. (tipo maremoto o terremoto in arrivo)

Nella ricerca di persone in transito mi ero imbattuto, ricercandolo, su uno degli ultimi ritardatari al quale correndogli incontro, gli chiesi la ragione del paese abbandonato. Rispondendomi che era in arrivo il PAPA si meravigliò come io non lo sapessi. Solo allora mi ricordai che era giunto il fatidico giorno dell’arrivo: eppure nel paese nei giorni precedenti non avevo notato cambiamenti, magari perché chiuso in una sala giochi frequentata da giovanissimi. All’interno non ci fu nemmeno un accenno alla venuta del PAPA. I giovani di oggi spesso rincorrono altri traguardi; non vanno neppure in chiesa nelle feste ricorrenti. Personalmente dovevo presenziare questo appuntamento, dovevo farlo per i miei figli e moglie, io sinceramente non volevo essere partecipe a questo evento, mi bastava sapere che era in arrivo.

Del resto nelle mie esperienze non ho mai ricercato una prova diretta, anzi, mi sono sempre nascosto nei miei lunghi silenzi. Cosi in ritardo anch’io con mia moglie figli e nipote aggiunto al seguito, ci siamo avviati in macchina verso il luogo preposto per i fedeli all’incontro con il Papa. La strada che saliva verso il santuario locale era lunga tortuosa e stretta, ( 8 km.) con una fila di macchine a serpentone che sembrava non finisse mai. Andavano tutte in un'unica direzione; il luogo del Santuario per vedere il Papa. Chissà se sarei arrivato in tempo, e magari trovare un posto macchina il più vicino possibile, perché volevo che i miei figli lo guardassero da vicino, da ricordarselo bene per tutta la loro vita. Questa occasione pensai, sarà difficile che capiterà ancora.

Inizialmente non mi sembrò strano che gradualmente tutte le macchine davanti,
attraverso strade laterali scomparivano dalla fila, velocizzandola, o perché deviate dalle forze dell’ordine presenti in numerosa presenza, o perché sapevano di fare tardi all’incontro, ed allora preferivano posteggiare la loro auto a molta distanza per continuare a piedi. “Ogni anno agli inizi di Settembre in occasione della festa della Madonna Nera, situata all’interno dello stesso Santuario, per devozione moltissimi fedeli arrivano a piedi dai paesi anche non limitrofi.” All’ultimo chilometro per la deviazione terminale verso il Santuario, con la mia macchina e famiglia mi sono ritrovato il solo a percorrere la strada, nonostante i numerosi posti di blocco che gradualmente fermavano tutti, “ TUTTI TRANNE ME.” Allora ho incominciato a riflettere ed avere paura, anche se inizialmente mia moglie era stata contenta, perché a differenza degli altri a noi nessuno ci fermava, anzi qualcuno ci aveva indicato chiaramente di proseguire dritto.

Cominciai da solo a percorrere questo ultimo chilometro, aspettando attentamente un gesto di ALT da parte delle forze dell’ordine, che presidiavano ancor più massicciamente l’ultimo chilometro. Sembravano non vedermi, continuando a parlare tranquillamente tra loro. Sudavo ed il cervello andava a mille, e non potevo nemmeno esporre la mia quasi certezza e sfida con mia moglie, che sarei arrivato anche in piazzetta, proprio davanti al Santuario, perché nessuno ci avrebbe più fermato. (nei due sensi della strada nessuno più passava da tempo) Avevo compreso che INDISPENSABILMENTE dietro a questo evidente privilegio, si celava una volontà DIVINA: quella della MADONNA, e mentre percorrevo in auto le ultime centinaia di metri d’asfalto, pensavo e riflettevo a quanti le forze dell’ordine, avevano fatto addirittura “nervosamente” tornare indietro, o posteggiare immediatamente nei posteggi laterali allestiti per l’evento. Solo a me veniva concesso di percorrere la strada chiusa totalmente al traffico. Sentivo che in tutta questa storia per la prima volta materialmente e direttamente, stavo vivendo una situazione impossibile, irreale, miracolosa, per alcuni versi anche paurosa.

Non era un sogno o viaggio astrale che puoi nasconderti silenziandoti. Continuando a guidare con lo sguardo cercavo nervosamente, un posto laterale a sinistra o destra della strada, dove infilarmi velocemente con tutta la macchina, per abbandonare definitivamente quella strada, che sarebbe stata percorsa a momenti dal corteo papale: cosi mi aveva detto un poliziotto sollecitandomi all’andatura. Era già passata un’ora da quando mi ero messo in viaggio. A circa 200 metri dal Santuario, dopo aver girato l’ennesimo tornante stradale sempre in salita, finalmente notai a destra una stradina di campagna senza guard-rail a protezione. Velocemente scelsi di posteggiare dentro, accorgendomi di essere finito a 50 metri in linea d’aria, dietro un grande palco dove il Papa avrebbe detto messa, soltanto che noi ci trovavamo a circa 20 metri più in alto di lui, sulla sua sinistra.

Ho trovato facile posteggio sull’erba, vicino ad una casa in rovina, circondata da un gruppo di alberi frondosi, e quando domandai ai pochissimi presenti da che ora erano li che aspettavano, sentendomi rispondere che erano giunti alle 6 del mattino, mentre loro si meravigliavano come mai ci avevano permesso di passare ora, mi sentivo in forte disagio per questo privilegio avuto, non potendo rispondere in verità nemmeno a mia moglie, quando i miei figli nel loro dire avevano più volte domandato: “ Papà, perché a noi nessuno ci ferma? Papà, che sta succedendo? ” Queste domande avevano reso mia moglie ancora più nervosa e paurosa di me, per cui questo posteggio servi ad abbassare la tensione, prima che lei si facesse prendere dal panico e scendesse dalla macchina in movimento. Scendendo finalmente dalla macchina e guardandomi intorno, notai sotto di me frontalmente, una grandissima spianata di terreno morfologicamente leggermente collinosa, che era stata precedentemente arata e resa simile e conforme, con all’interno una marea di gente venuta da tutti i centri vicini e lontani: dissero poi che erano oltre 100.000 mila, mentre in altre aree prestabilite vedevo che avevano creato dei momentanei posteggi, con all’interno numerose macchine ferme. Tutte quelle persone erano li che aspettavano da molte ore, sotto un sole cocente, senza alcuna presenza di alberi: molto distanti dal mio posto di osservazione privilegiato, anche dalla presenza ombrosa degli alberi.

Una volta sistemati ed organizzati i miei figli nipote e moglie, aspettando l’arrivo del Papa, mi venne in mente d’immettermi a piedi sulla strada, che sarebbe stata percorsa dal corteo papale per andare prima in visita al Santuario: del resto distava pochi metri dal nostro posto di osservazione. (la strada) Così mi riavviai questa volta a piedi sullo stesso percorso stradale, deciso di aspettare nella curva del tornante, il suo passaggio che avvenne immediatamente, sorprendendomi assieme a mio nipote arrivato al momento, (indisciplinatamente) mentre vedevo salire lentamente il suo lungo corteo. Non avrei fatto in tempo nemmeno a chiamare i miei due figli, perché l’attesa e cura del loro arrivo,(nell’erba c’erano pietre e buche) mi avrebbe fatto perdere il suo graduale avvicinamento.

Vedendolo all’interno della papa mobile (jeep) vestito di bianco, mentre salutava e benediva i pochi e singoli fedeli posti ai lati della strada, nonostante io ero fermo più in alto a destra del bordo della strada della grande curva, m’ incontravo con il suo sguardo in avvicinamento continuo. Erano passati anni dall’ultima volta che l’avevo visto così da vicino, (nel sogno) eppure quel volto per me era ancora riconosciuto come famigliare. Sembrava che il tempo non fosse mai passato, facendomi vergognare del mio essere stato incredulo. Fissando il suo volto che gradualmente si avvicinava, vedevo trasparire il suo dolore fisico e la stanchezza del viaggio; ma tanta era la sua devozione e determinazione nel proseguire la sua missione, di testimone della pace, della speranza, della fede, e dell’amore universale, che nascondeva benissimo a noi tutti la sua interna sofferenza fisica. La sua determinazione forza e fede, furono per me un severo rimprovero.

Passandomi davanti pensavo di abbracciarlo fisicamente, (era a meno di un metro)
questo era il mio intimo desiderio, invece come sempre mi succede resto immobile,
anzi mi inginocchiai per nascondere il mio volto rosso dalla vergogna, mentre pensavo anche al richiamo che il mio gesto avrebbe avuto, sia da parte delle forze dell’ordine che non conoscendomi sarebbero prontamente intervenute, sia da parte della stampa che stava riprendendo ed immortalando il viaggio. Nel momento della sua massima vicinanza fisica, sempre in ginocchio, i ricordi delle due apparizioni mariane mi riaffioravano nella mente, facendomi comprendere che il tempo non conta, e certe manifestazioni, anche se incredibili, esistono veramente. Oggi Lui qui davanti a me, è la prova che non è stato soltanto un sogno. Vedendolo allontanarsi di palle, silenziosamente mi sentivo anche un po’ orgoglioso, perché con il Papa avevo un segreto in comune. La grazia di aver visto la Madonna, per ben due volte.

Molti hanno scritto e scriveranno del PAPA e dell’attentato. Con la mia narrativa ho voluto farvi partecipare alla visione di un sogno, che si è realizzato materialmente nella prova richiesta. Lo so che oggi PAPA GIOVANNI PAOLO II è morto, e non potrei cercare la sua testimonianza, (per voi) però “ molti anni fa “ scrissi una lettera quasi uguale, (con un floppy-disk all’interno) per chiedere dei consigli spirituali perché questa esperienza era più grande di me, e sinceramente mi sentivo molto confuso. Lo spedita indirizzandola nominatamente, all’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Em.mo Cardinale JOSEPH RATZINGER: attuale Papa Benedetto XVI. Ancora mi domando se l’abbia mai ricevuta, anche se l’indirizzo oltre il nominativo sopra riportato era: Stato Città del Vaticano (00120) ROMA.

7/26/2007 2:06 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Complotti contro la Libia del Colonnello Gheddafi degli anni 80.

Questi particolari anni furono di massimo attrito tra i governi italiani e libico,
non specificamente per colpa dei due, quanto per un insieme di strategie esterne alla loro volontà e gestione diretta. Di fatto cambiarono i loro rapporti diplomatici e commerciali,
peggiorandoli nelle estreme conseguenze. Ciò che appariva esagerato dinanzi all’opinione pubblica italiana, era che questa rottura non dipendeva dalla conseguenza tragica, della nostra ammissione coloniale del territorio libico prima dell’ultimo conflitto mondiale, e neppure dal continuo rifiuto delle nostre autorità militari, di consegnare quelle famigerate carte planimetriche, che indicava l’esatta ubicazione delle mine antiuomo ed anticarro, disseminate su tutto il sottosuolo del territorio libico.

Queste cause però erano la vera responsabilità dei continui dissapori con la LIBIA:
cosi almeno ci era dato di sapere attraverso l’informazione dei mass-media.
In realtà non venivamo assolutamente informati nemmeno indirettamente dal governo libico, quando spesso queste nostre bombe dimenticate li esplodevano accidentalmente,
uccidendo donne bambini e persone innocenti. Per i sopravvissuti raccontare di essere scampati alla morte, mostrando i loro arti inferiori o superiori per sempre mozzati e mascherati da improvvisate protesi, era motivo di orgoglio e compiacenza:
almeno cosi davano la sensazione quando venivano ripresi dalle telecamere.
La cosa che mi colpiva maggiormente era che conducevano la loro vita senza maledire quel giorno, con una dignità e fierezza che straziava la coscienza di noi, eredi naturali dell’invisibile oltraggio continuato nei silenzi.

Era anche vero che soltanto questa nostra continua irresponsabilità umanitaria, era valida e sufficiente per determinare la loro rottura dei rapporti diplomatici. Eppure subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, nella loro (libica) nuova acquisita indipendenza specialmente con noi italiani, riallacciarono subito ottimi rapporti diplomatici e commerciali con collaborazioni varie, che si frantumarono inesorabilmente nel 1970 con il relativo esproprio di tutti i beni, e la cacciata degli italiani (circa 20.000) che dal dopoguerra erano rimasti in territorio Libico. Poi negli anni 80 inspiegabilmente questo rapporto s’incrinò definitivamente, senza una logica apparente perché risultava strumentale, quella del famoso risarcimento per l’occupazione italiana, che è vero si dimostrò allora di una violenza inaccettabile, ma come ogni occupazione portò anche dei benefici, sia nelle infrastrutture che nella riconversione di una grande parte del deserto libico.

Sempre curioso di conoscere questi meccanismi oscuri che travagliano i popoli e le sue genti, una notte decido di saperne di più sfruttando le facoltà del viaggio astrale.
Stranamente la prima notte stessa mi riuscì di risvegliarmi all’interno di una tenda.
Ero capitato in pieno deserto dentro la tenda personale di GHEDDAFI.
Sulla sinistra entrando c’era un letto vuoto con una zanzariera tutta attorno, mentre il presidente libico era in piedi sulla sua destra. Urlava frasi sconnesse e si agitava ripetutamente gridando dei nomi. Il suo volto era rosso paonazzo, forse per la sofferenza o per l’effetto dei farmaci antidepressivi o erbe medicinali. Soffriva ripetutamente di forti dolori di testa alternati a dei principi di soffocamento alla gola. Nel mio domandarmi se fosse malato improvvisamente riuscii a vedere all’esterno della tenda,
delle presenze prima a me invisibili. Erano creazioni ectoplasmatiche di antica memoria umana, originate e rese vitali da stregoni tribali del deserto libico. Avevano ereditato dai loro avi questa antica pratica, oggi impiegata come strumento improprio di contrasto per un malessere fisico generale, contro l’attuale dirigenza governativa espressa nella persona del Colonnello Gheddafi. Questa era la vera ed unica causa principale di tutti i suoi malesseri fobie e dolori lancinanti.

Forse perché mi sentivo indirettamente in debito e colpevole con il popolo libico,
anche se al tempo della vasta dissemina delle bombe italiane io non ero ancora nato,
per questo decisi ugualmente di rispedire immediatamente indietro, (verso coloro che l’avevano create) quelle presenze invisibile e fortemente negative, ponendo la mia volontà di un loro “ non ritorno definitivo.” Fu un continuo processo di concentrazione contro la loro volontà, che mi determinò fino ad una resistenza estrema ma definitiva alla risoluzione del SUO problema, anche se i risultati negativi di queste presenze invisibili ed inquietanti, purtroppo erano in gran parte già evidenti. Questa assurda incredibile e drammatica esperienza, senza saperlo mi ritornerà utile in futuro in una situazione analoga, molto più tragicamente mortale. (riferimento a Cernobyl)
Le cronache del tempo avevano più volte riportato, le continue dichiarazioni di vera ostilità contro l’ITALIA e l’AMERICA, che il colonnello Gheddafi aveva pubblicamente fatto, raccogliendo profondi risentimenti e serie considerazioni di estrema tutela e cautela, presso i governi di tutto il mondo occidentale.

Attraverso una disputa internazionale contro l’AMERICA, per l’estensione delle acque territoriali sul golfo del SIRTE, il Colonnello aveva già creato ripetute occasioni di scontro armato tra i due eserciti, sia in mare aperto che per via aerea, lasciando aperto o sospeso il contenzioso sul diritto internazionale, che regola la normativa marittima sulla distanza esatta delle proprie acque territoriali. Libere personali ed arbitrarie interpretazioni del Colonnello, che sfoceranno in un bombardamento notturno sulla città di TRIPOLI capitale della LIBIA, da parte delle forze aeree e navali americane dove perderà la vita, anche un figlio adottivo di Gheddafi rimanendo lui stesso seriamente ferito, nonostante era protetto da un profondo bunker sotterraneo.

Dello stesso bombardamento il Colonnello subito addebitò anche la causa,
alla presenza permanente di forze militari americane nell’isola di Pantelleria,
estrema punta di territorio italiano, con la consequenziale ritorsione del lancio di 6 missili SS 20 di fabbricazione sovietica, contro l’isola stessa. Fortunosamente (?) non raggiunsero l’obbiettivo cadendo in mare antistante: questo è quanto allora ci dettero a credere attraverso i mass-media. In realtà soltanto un missile colpì l’estremo lembo del territorio italiano, come avevo avuto modo di accertare attraverso la testimonianza di un caporale li servizio, che era del paese dove risiedevo: senza contare l’immediata intervista TV del sindaco dell’isola che faceva lo stesso riferimento.

In verità l’isola di Pantelleria era per i sovietici una scomoda sentinella americana,
sempre presente, che tutto vedeva e registrava grazie alla sua posizione strategica,
ed un sofisticato impianto di radar. Era normale che entrasse nel mirino degli interessi destabilizzanti, orchestrati con consueta maestria superbia ed arroganza dai sovietici.
Con abilità ingannevoli attraverso i propri consiglieri ed addetti militari,
suggerivano strategie, davano assicurazioni, e non lesinavano sostanziali rifornimenti di armi, in cambio del prezioso petrolio libico necessario e vitale alla sopravvivenza nazionale, di stati sottoposti alla loro influenza e regime politico. Era anche la vicinanza dell’approvvigionamento con i medesimi stati, che rendeva preziosa questa fonte energetica libica.

Personalmente non ho condiviso “la presenza ed assenza” della flotta navale americana stazionata sul golfo del SIRTE, durante il lancio dei missili libici SS20 contro l’isola di Lampedusa. Restarono attenti ed impassibili spettatori nonostante passarono sopra le loro teste. Però rimase la gravità e sfida dell’azione missilistica compiuta da Gheddafi contro l’Italia. Azioni simili nel passato sono state sempre ritenute, un vero e proprio atto di dichiarazione di guerra, per questo fu subito offerta la totale disponibilità dell’America e della NATO, nell’eventuale azione militare congiunta contro la Libia.

Il colonnello agì incredibilmente come avevano programmato i suoi occulti nemici.
Non essendo riusciti nella sua eliminazione fisica attraverso le arti magiche,
l’avevano stimolato suggerito e garantito a tal punto di fargli commettere l’errore più grande. Rispondere alle provocazioni americane lanciando dei missili contro l’ITALIA,
paese membro effettivo della NATO. Questa azione bellica avrebbe avuto una sola conclusione logica: la guerra e la perdita della stessa contro l’ITALIA la NATO e l’AMERICA, con l’affidamento provvisorio della LIBIA ad un protettorato italiano:
sia perché parte interessata e danneggiata direttamente sia perché ex colonia. Italiana.
Era la conseguenza più naturale del suo insensato gesto, dove lo stesso ONU anche se l’URSS poneva il suo veto per una ritorsione ufficiale, dinnanzi all’opinione pubblica Internazionale trovava unanimi consensi.

Purtroppo questa risoluzione non approvata dagli organismi internazionali, dopo la fine dell’ipotetico conflitto era giuridicamente corretta, perché sempre precedentemente applicata dai Paesi che avevano subito, veri e propri attacchi sul proprio territorio nazionale. Qui entra in gioco l’assoluta estraneità dal complotto, da parte del governo italiano anche se beneficiario direttamente, però inconsapevolmente avrebbe assicurato il ricambio di tutta la dirigenza politica libica, favorendo senza saperlo i predetti cospiratori legati ad una lobby affaristica petrolifera e tribale.

Era un piano ben studiato nei minimi particolari. Però trascurarono la massima autonomia ed indipendenza del governo italiano. Da considerare che Gheddafi era consigliato e suggerito, non solo dagli esperti sovietici che incassarono subito dopo,
l’allontanamento degli americani dall’isola di LAMPEDUSA, per nuovi accordi sopraggiunti con il governo italiano, ma soprattutto dai suoi consiglieri ed esperti che mal lo consigliarono contro di noi. Avevano sempre sostenuto che l’ITALIA era parte attiva del complotto, per una riconquista della LIBIA attraverso un imposto ricambio del vertice, creando ed alimentando quel clima di ostilità che avvelenò di fatto i rapporti tra i due governi.

Non solo si dimostrarono incapaci di proteggere il loro Colonnello,
nella professione a loro più congeniale: “la sua difesa astrale spirituale e fisica”
ma lo spinsero nel baratro psichico più buio relegandolo nella continua sofferenza fisica per anni. Già nell’immediato passato le reazioni libiche avevano superato il limite della pazienza diplomatica, con giuste e chiare accuse internazionali di proteggere addestrare finanziare e fomentare, gran parte del terrorismo islamico contro gli interessi dell’occidente, ora però era giunto quel momento inderogabile della risposta militare italiana ed occidentale, di cui molti alleati facevano credito.

Invece il Presidente italiano del Consiglio dei Ministri Onorevole CRAXI, con estrema cortesia ringraziò il governo americano per la sua immediata disponibilità, rigettando l’offerta di pronto aiuto ed intervento militare, in più: non richiese ufficialmente l’applicazione dell’articolo 5 della NATO, che obbliga tutti i paesi membri ad intervenire militarmente, quando un paese della stessa alleanza viene attaccato oppure è stato minacciato seriamente. Craxi per confermare la nostra autonomia legislativa e politica sul territorio nazionale, rischiò di fare scoppiare un vero e proprio scontro militare e diplomatico diretto, tra i nostri carabinieri ed un reparto speciale di soldati americani in servizio comune, all’aeroporto militare di Sigonella a gestione NATO.

Venne chiamata “ La notte di Sigonella. “ Il 10 settembre del 1985 un aereo egiziano che trasporta Abu Abbas esponente dell'OLP, e quattro dirottatori della nave da crociera italiana Achille Lauro, venne intercettato dall'aviazione militare Usa che ne impose l'atterraggio a Sigonella (Sicilia) Craxi rifiutò di consegnare agli Usa i sequestratori palestinesi dell'Achille Lauro, affermando che i reati erano stati commessi sul suolo italiano, quindi era competente l'Italia per giudicare i reati da loro commessi. I militari italiani di Sigonella su ordine del Governo di Craxi, si opposero pacificamente ma determinatamente con le armi alle truppe speciali statunitensi. Il braccio di ferro fu ordinato dal Governo Craxi nei confronti degli Stati Uniti di Reagan, fino alla soluzione pacifica dello stesso che riconosceva la competenza giuridica dell’Italia. Abu Abbas si era reso precedentemente responsabile del dirottamento della nave Achille Lauro, e dell´assassinio del passeggero americano Leon Klinghoffer: grande invalido. Questo caso verrà storicamente annoverato come una manifestazione coraggiosa, ed un atto di autonomia o di insubordinazione (?) al potere statunitense.

Ritornando ai missili lanciati su Lampedusa da parte del colonnello Gheddafi,
e l’atteggiamento di netto di rifiuto alla guerra contro la Libia da parte del governo italiano, se politicamente sia stato il più corretto e conforme alle aspettative alleate e tutto da discutere, però per la nostra storia e le coscienze collettive è stato un atto di grande civiltà, che rende onore alla determinazione ed indipendenza della politica italiana. Non è facile risponder no alla guerra sapendo di essere il più forte,
però se nell’animo esiste il rispetto della vita umana allora quel no, sarà di garanzia e rispetto per l’intera umanità. Questa è la vera eredità lasciataci dall’onorevole CRAXI diversamente dai processi storici, che hanno sentenziato una condanna pubblica,
che non scalfisce la sua onorabilità sensibilità umana e grandezza politica, ma condanna la nostra-vostra imperdonabile ipocrisia e capacità (?) di salire o scendere rapidamente dal carro dei vincitori o degli sconfitti.

Lui almeno è stato sempre trasparente e coerente fino alla fine dei suoi giorni. Pochissimi non hanno dimenticato la sua grande statura umana e politica, rendendosi disponibili e solidari concretamente fino agli ultimi istanti della sua vita, quando mani pulite imperava e dominava col famoso motto “ non poteva non sapere” soltanto per abbattere una intera classe politica avvantaggiando di fatto i nuovi comunisti. Ma questo è un altro triste capitolo giustizialista e di impari lotta politica, di cui la memoria storica dovrà essere resa trasparente e veritiera.

Ciò che oggi ci resta fu l’atteggiamento di diniego alla guerra dell’Italia,
confermando l’assoluta estraneità nel complotto contro la Libia. In questa spirale di violenze e di forti contrapposizioni politiche e giuridiche internazionali,
iniziate dal lontano 1970 persero la vita centinaia e centinaia di vittime innocenti,
strumenti impropri di un gioco al massacro perché certi governi ritennero, che siamo anelli deboli e sacrificabili per motivi strategici o di onnipotenza dei singoli.
Non c'è mai una legittimità nel difendersi e rispondere ai torti subiti, servendosi di ostaggi indifesi ed innocenti, appropriandosi arbitrariamente anche della loro innocente vita.

Per avere una completa lettura delle “Dinamiche Fatali “ che consequenzialmente portarono questi estremi di lotta contrapposta tra la Libia e l’America,
sarà opportuno andare a leggere il capitolo specifico qui riprodotto con il nome:
“ Il disastro di Ustica + Mig Libico caduto + Strage alla Stazione di Bologna “
Proprio questa ultima strage di Bologna con gli 87 morti e 200 feriti, fece precipitare il consenso a discapito e difesa fisica del Colonnello, perché la matrice terroristica a dispetto delle sentenze italiane, non erano addebitabili agli estremisti italiani,
ma ad una componente della diplomazia libica come una precedente visione astrale,
mi dette modo e garanzia di vedere ed accertare anticipatamente. In più l’attacco missilistico degli SS20 contro l’Italia (Lampedusa) non portarono distruzione e morte indipendentemente dalla volontà di chi dette l’ordine, e di chi assicurò l’esercizio ed assistenza del lancio degli stessi: per loro resta un mistero come mai non raggiunsero gli obiettivi prefigurati, essendo questi missili strategici di alta precisione e di lunga gittata.

Il rifiuto della guerra e della vendetta (B.) del governo italiano invece, è stato un grande e straordinario atto ed esempio di grande civiltà contemporanea, anche se come tutte le buone azioni per determinate scelte politiche o di convenienza elettorale, qui in ITALIA non possono mai trovare grande risalto mediatico ne memoria storica. Da moltissimi anni la LIBIA non ha più forze ostili al suo interno, adottando internazionalmente una condotta di attesa ed intelligenza non belligerante, cercando di non farsi coinvolgere da nessuna forma di terrorismo, nonostante le ingannevoli pressioni dei paesi detti “ fratelli arabi.” La sua classe politica nei silenzi ha continuato a lavorare per il suo popolo,
adoperandosi con infinite difficoltà perché soggetta a sanzioni internazionali, che non permisero il libero commercio ed ingresso di prodotti vitali e indispensabili alla vita, sfavorendo il progresso e sviluppo sociale della nazione libica. Recentemente prima ancora della guerra contro l'Iraq, il colonnello GHEDDAFI fu oggetto di particolari solleciti nella trattativa con i paesi arabi, per un eventuale asilo politico di SADDAM in LIBIA. Naturalmente queste trattative nascondevano ben altre evoluzioni destabilizzanti per la LIBIA, aldilà dell’asilo politico stesso di Saddam.

In quei giorni di convulse trattative internazionali, (prima della seconda guerra in Iraq)
con diverse missive inviate presso l’Ambasciata Libica a Roma, e per conoscenza presso il nostro Ministero degli Esteri, esortai ed invitai il Colonnello Gheddafi nel prendere le distanze pubblicamente, da qualsiasi forma di trattativa in merito all’asilo politico di Saddam: anzi era l’occasione per ribadire con assoluta chiarezza, la sua condanna personale al terrorismo internazionale. Seguì una conferenza stampa internazionale dove il Colonnello ribadì in chiare lettere, il suo NO all’asilo politico di Saddam ed al TERRORISMO INTERNAZIONALE. Questa sua saggia e responsabile dichiarazione pubblica, non solo ha eluso l’accusa di appoggio al terrorismo internazionale, ma ha evitato l'applicazione di ritorsioni immediate che inevitabilmente, si sarebbero abbattute sull’intera popolazione libica.

Questa era l’evoluzione immediata e conseguenza logica della guerra totale contro il terrorismo. La mia lettera per conoscenza presso il nostro Ministero degli Esteri,
direttamente ha coinvolto la sensibilità del governo italiano nella trattativa in questione,
portandolo a fare “ poi marcia indietro” perché prima favorevole, all’esilio di Saddam in Libia. (per questioni umanitarie) Oggi la Libia non è più soggetta alle famose sanzioni economiche internazionali, grazie anche all’interessamento particolare del governo italiano che si profuse come nessuno. Queste sanzioni per troppi decenni hanno degradato la dignità di un popolo, a noi da millenni legato sia dalla vicinanza geografica che dalla storica civiltà comune, che ci ha contraddistinto e favorito nei nostri rapporti di buon vicinato, al punto che i libici come tutti gli abitanti della costa del nord d’Africa,
continuano a chiamarci con ragione CUGINI.

Non bisogna dimenticare che mentre sto scrivendo o proprio ora mentre tu mi stai leggendo, un bambino libico potrebbe morire per causa di una nostra mina dimenticata li in terra libica. La sua colpa (del bambino) è stata di non ascoltare sua madre ed essere andato a giocare più in la, senza saperlo incontro ad una morte assurda. Se sarà più sfortunato continuerà a vivere una vita di invalido perenne, senza alcuna riconosciuta pensione di invalidità ma con grandi problemi esistenziali. Però avrà la dignità di vivere sempre sorridendo, magari continuando a perdonarci, perché tutti i bambini sono fatti così: non riescono ad odiare ma non per questo “NOI” non dobbiamo dimenticare le nostre responsabilità e concreta solidarietà.

Oggi (anno 2007) non posso farne a meno di ricordare quegli anni 80 al Colonnello Gheddafi, perché attualmente si sta attuando una nuova e perfida strategia, con valutazioni e compromessi politici evanescenti e deleteri, che mirano in futuro alla rottura dell’ amicizia con l’Italia. Un passato di ipotesi inganni e sotterfugi che diversamente ritornano a vantaggio di chi? Sicuramente non per l’Italia e tanto meno per la Libia. Il Colonnello sa a cosa mi riferisco e non dico chiaramente, però se nel racconto succitato emergono verità da entrambi conosciute da tempo, farebbe meglio …..omissis, a fare un passo indietro nei confronti e valutazioni della politica italiana,
perché le attuali (sue) minacce contro l’Italia potrebbero rimodellare gli “ Aspetti Globali ” come un recente passato tristemente annovera ed amaramente ai posteri,
tramanderà il declino dell’onnipotenza e vana gloria del singolo.





Mikhail Sergeevich Gorbaciov: la sua apparizione Angelica.
Ricordo di aver conosciuto Mikhail S. Gorbaciov e sua moglie Raisa Titarenko,
attraverso l’ascolto di uno dei notiziari televisivi della RAI, durante una loro visita di piacere (?) a Londra. Sua moglie con i giornalisti era spontanea, sincera, sempre sorridente, stranamente disponibile e loquace per una donna che era si, la moglie di un grande gerarca della nomenclatura comunista, però il potere del regime maschilista sovietico, non aveva mai lasciato a loro il dovuto spazio rappresentativo ed espressivo. Guardando invece Mikhail Gorbaciov pensai con tristezza, a quale cibo desiderato non era riuscito trovare sua madre, per il fatto che appariva vistosa la sua “ voglia ” chiaramente evidente sulla testa nella parte frontale alta, perché la sua calvizie era molto pronunciata.

Dalle nostre parti si dice di ogni voglia o macchia che si vede sulla pelle, evidenziata su qualsiasi parte del corpo fisico dopo la nascita di un neonato-a, nasconde un desiderio alimentare non soddisfatto della madre; ragione che ci pone nella condizione economica e mentale, di soddisfare immediatamente ogni desiderio alimentare della nostra amata,che improvvisamente ha durante la sua lunga gravidanza. Questo sapere acquisito di riflesso mi impose un ragionamento più allargato: chissà quanti desideri alimentari, e quante madri esistevano nell’UNIONE SOVIETICA, mai soddisfatte nei loro quotidiani bisogni e necessità alimentari?

Nel servizio televisivo della RAI, il cronista continuava affermando che “ il Delfino Gorbaciov ” sarebbe stato eletto Segretario Generale dell’ U. R. S. S. (Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche) soltanto dopo la morte o dimissioni di 9 Compagni aspiranti, che lo precedevano per via gerarchica alla sua futura nomina di Segretario Generale, compreso l’attuale Presidente Segretario del Partito: il Compagno Brežnev. Passarono pochi-ssimi mesi “ ed il succedersi strano e veloce degli avvenimenti ” fece si che nel marzo del 1985 Mikhail Gorbaciov, (Mikhail Sergeevic Gorbacëv) venisse eletto Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito, incarico più alto nella gerarchia di partito e nel paese, subito dopo le morti di Brežnev Andropov e Cernenko: questi ultimi due già in precedente incarico di capi del K.G.B. Degli altri in precedente graduatoria ci fu chi si ritirò volontariamente, (?) dando le dimissioni od altro, chi morì per cause naturali e non.

Questa strategia allora rientrò nel famoso e terribile quadro di lotta interna, da parte del servizio segreto russo: si proprio il famoso KGB, di cui Gorbaciov non era STATO il programmato.( beati gli assenti ai complotti) “ Gli avvenimenti spesso sfuggono dalle realtà ed analisi teoriche e pratiche, nonostante i programmi ben studiati e programmati a lungo termine.” Sicuramente la sua nomina mi rallegrò e mi fece ben sperare, (finalmente) non solo per tutta l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, ma soprattutto per noi europei OCCIDENTALI, contrapposti ideologicamente, militarmente, socialmente e culturalmente, alla dittatura del Regime Terroristico del Partito Comunista Sovietico.

Nota personale e tremendamente attuale, però da molti opportunamente dimenticata.
“ Terrorista di Regime è colui che abusando del potere fraudolento, sottomette ed annulla il suo popolo, privandolo della libertà o della vita, come succede ancora oggi non solo in CINA, dove viene calpestata la dignità e diritto degli esseri umani, di esistere ed esprimersi liberamente: grazie al nostro silenzio-assenso. “ PIAZZA TIENANMEN ancora DOVRA’ rivivere “ nonostante la brutale ed omicida repressione di massa, da parte della Dittatura Terroristica del Regime del Partito Comunista Cinese, contro gli studenti disarmati che dimostravano pacificamente,
per la libertà e per la democrazia. “

Ritornando a Gorbaciov, politicamente lui aveva un nuovo modo di fare e progettare la politica, che si distingueva enormemente dalla vecchia classe dirigente sovietica,
sempre scorbutica minacciosa ed intollerante ai cambiamenti, ma principalmente era militarmente e massicciamente sempre onni-presente, se i popoli a loro sottomessi chiedevano o manifestavano per le loro libertà Nazionali. LUI era rimasto dal volto umano sincero affabile, sempre pronto al dialogo alla trattativa al compromesso:
credeva, ed in cuor suo sperava in una nuova era di pace, fatta di fiducia reciproca con tutto il mondo, specialmente con gli americani nemici da sempre. Era perfettamente consapevole che continuare nella strategia del terrore e del riarmo nucleare, prima o poi sarebbe successo l’irreparabile per tutto il mondo: questo lui non lo voleva ricordandosi quando da bambino, era stato educato ad odiare e diffidare del nemico americano ed occidentale, ed avere la certezza e paura che da un momento all’altro, poteva scatenarsi una tremenda guerra nucleare, senza più un futuro, nemmeno per le loro famiglie.

Aprire ufficialmente una trattativa per un accordo valido e concreto, il primo nella storia tra i due Paesi contrapposti militarmente, dal termine della seconda guerra mondiale, era possibile discutendone prima tutti gli aspetti di controllo reciproco,
per poi mettersi d’accordo definitivamente sul reale disarmo unilaterale,
incominciando dai missili a lunga gittata già installati in Europa, prima dai sovietici durante il lungo regime di Brežnev. Dalla sua nomina questo pensiero fisso rientrava nei suoi segreti disegni pacifisti. Sapeva che nell’Unione Sovietica ogni trattativa sul disarmo, diventava difficile per la presenza massiccia dei militari nella nomenclatura di partito. Erano sempre pronti a discutere però mai a concludere: avevano paura di perdere la loro influenza prestigio credibilità e potere, se nelle trattative emergevano chiare sottrazioni di competenze uomini mezzi e finanze.

La loro ingannevole difesa ideologica era stata sempre di non fidarsi mai di nessuno, apparentemente dovevano trattare sempre, però mai arrivare a concludere accordi con il nemico, specialmente se Occidentale ed Americano. Gorbaciov aiutato ed incoraggiato continuamente anche da sua moglie Raisa Titarenko, con grande coraggio, volontà, tenacia, intelligenza e lungimiranza, riuscì ha combinare un tavolo per le trattative sul disarmo nucleare con gli americani,fissando anche il luogo del loro incontro cercando di soddisfare la sua inquieta delegazione, scegliendo una nazione neutrale come l'Islanda, in un albergo della sua capitale REYKJAVIK, perché dinanzi all’apparato sovietico non bisognava dare segnali di debolezza e cedimenti!

Nei giorni di permanenza in quell’oasi di pace naturale che è sempre l’Islanda, nel novembre del 1985 arrivò a trattare direttamente con il Presidente Americano Reagan, per discutere la riduzione degli arsenali nucleari installati in Europa. Attraverso l’ingerenza continua, e l’assoluto diniego alla stesura protocollare di un preventivo accordo di base, da parte dei suoi esperti militari chiaramente usciti allo scoperto, comprese che era difficile se non impossibile raggiungere qualsiasi accordo, senza il parere positivo degli stessi, così dietro loro “caloroso e minaccioso suggerimento” decise-ro (loro) di interrompere immediatamente ogni trattativa, addebitando agli americani le responsabilità per il mancato e proficuo proseguo. Consigliato forzatamente di fare ritorno immediatamente a Mosca, (volevano defenestrarlo!) per valutare più profondamente le offerte americane che a parer loro nascondevano inganni, LUI da solo decise con la sua AUTORITA’ di Segretario Generale di Partito, di rimanere ancora quella notte in albergo a Reykjavik, per riflettere maggiormente pensando: “ ogni notte nella sua solitudine e silenzi porta sempre buoni consigli.”

Non sono uscito fuori dal tema dei viaggi ed esperienze astrali, e nel caso questo lungo preambolo possa apparire di natura esclusivamente politica, questo reale contesto politico allora pericolosamente e verosimilmente esistente, creò le condizioni della apparizione Mistico- Angelica che vado a narrarvi, consequenzialmente arricchì in me questa globale visione strategica, allora insufficientemente in conoscenza, perché egoisticamente proiettato verso altri orizzonti materiali e personali. Vi ricordo che nei secoli passati grandi riconversioni Spirituali, sono state vissute direttamente da parte di grandi uomini condottieri del potere, diversamente già al potere, attraverso apparizioni mistiche di varie identità Spirituali, quando la lotta tra il bene ed il male era al limite estremo. La loro riconversione fece pendere la bilancia a favore del bene, per cambiare in meglio la vita e le speranze future della gente: anche se per alcuni di loro la storia biografica non annovera l’evento.

Quella notte stessa sognai di risvegliarmi in una stanza buia d’albergo. L’indomani informandomi con le notizie stampa e TV, venni in conoscenza che mi ero ritrovato in quell’albergo di Reykjavik in Islanda. Ai piedi di un letto matrimoniale posto a sinistra dalla mia visuale di apparizione, arrivando ho visto l’Arcangelo Gabriele a me di spalle, (che era lui ebbi mentalmente risposta, non so da chi, però succede sempre cosi) posizionato in piedi dalla parte sinistra di un letto matrimoniale, mentre due persone che in esso erano dormienti. Per estrema curiosità mi posizionai subito centralmente nel letto, per controllare con chi l’Arcangelo Gabriele era in comunicazione spirituale. Sulla mia sinistra vedevo Michael Gorbaciov addormentato in posizione supina, mentre la moglie Raisa dormiva coricata sulla sua sinistra, lateralmente sul corpo.

Sulla mia destra l’Arcangelo Gabriele era bellissimo in volto, nemmeno la più bella donna che avevo mai visto, poteva essere ad esso paragonabile, (gli angeli non hanno sesso?) con l’espressione del volto cosi dolce che trasmetteva fiducia ed amore istintivo. Ai suoi lati apparivano in evidenza perché più grandi del suo corpo, due ali di un colore bianco immacolato, mentre i suoi capelli ricci biondissimi e lunghi scendevano lungo il corpo, lo stesso che emanava colori e luci intensi, che non si propagavano nella stanza che restava al buio: soltanto la sua immagine restava illuminata. Non so perché mi ritrovai lì, però la presenza dell’Arcangelo Gabriele mi stupì enormemente, perché non credevo che esistessero davvero gli Arcangeli, avendo sempre pensato che la loro esistenza era stata creata dalla fantasia religiosa e popolare.

Nell’oscurità della notte l’Arcangelo parlava mentalmente nel sogno, al Segretario Sovietico Gorbaciov che svegliandosi nella sua incredulità, accendendo la lampada che era sul suo comodino di destra, stropicciandosi gli occhi meravigliato ed incredulo, continuava a dialogare con lui mentalmente, mentre sua moglie Raisa che lui controllò, continuava a dormire tranquillamente sulla sua sinistra. Compresi ALLORA che per il Segretario Sovietico, quella era una notte di profonda riflessione, perché l’indomani avrebbe dovuto decidere con autorità ed indipendenza, se continuare la trattativa unilaterale sul disarmo nucleare con gli americani, oppure abbandonare definitivamente le trattative, rispettando la volontà della maggioranza della sua delegazione. L’Arcangelo Gabriele continuando gli disse senza parlare: “ riprendi la trattativa , noi non ti abbandoneremo.” Fu tanta la mia emozione che mi risvegliai subito nel mio letto.

Ero stupito dell’esistenza degli ARCANGELI non pensando che esistessero veramente, però rimasi ancora più stupito del suo aver detto: “ noi non ti abbandoneremo ” E non avevo assolutamente idea chi fossero i “ noi.” Però il messaggio era stato chiaro. Se la sua decisione sarebbe stata la continuazione delle trattative, e relativo accordo unilaterale sul disarmo nucleare, il “ NOI “ non l’avrebbero abbandonato. Sicuramente fu questo lo stimolo e sicurezza maggiore, che alimentò la richiesta dello stesso Segretario Gorbaciov, di indire una conferenza stampa internazionale in tarda mattinata: precedentemente le stesse avvenivano sempre nel tardo pomeriggio.
In mattinata, nella stessa conferenza stampa, la delegazione sovietica nella persona del suo Segretario Generale Gorbaciov disse: ……… riprendiamo la trattativa …………: concludendo …siamo nelle mani di Dio, sorprendendo per primi proprio la sua delegazione. Ho saputo che era la prima volta che un Segretario Sovietico nominava Dio. Non era mai successo prima perché politicamente ed ideologicamente,
hanno sempre rifiutato l’esistenza di DIO. Le trattative ripresero maturando a buon fine per tutte e due le delegazioni, che si incontrarono nuovamente anche a Ginevra, Washinton, e Mosca, fino alla firma ufficiale nel 1987, arrestando di fatto la corsa agli armamenti, eliminando il rischio maggiore di un conflitto nucleare, ottenendo entrambi una forte riduzione o eliminazione, specialmente dei missili nucleari stazionati in Europa, inaugurando cosi l’inizio la nuova era di pace: l’era del disarmo nucleare a vantaggioso di tutta l’umanità presente e futura.

Molti analisti sottovalutarono la priorità della pace che spinse i due Presidenti all’accordo, affermando che l’intesa nascondeva interessi economici e politici da ambo le parti. E’ anche verosimilmente assurdo che il Segretario Gorbaciov,
si fece tanti nemici in Patria, nel suo interno politico militare ed istituzionale, però continuò con coraggio la sua politica, della perestrojka (riforma) e della glasnost (trasparenza), che avrebbe portato gradualmente ad una democrazia liberale,
tutta l‘Unione Sovietica comprese le sue Repubbliche Socialiste. Quando poi il ribollir vendicativo, dell’invisibile nemico nascosto nell’apparato del regime sovietico, nell’agosto del 1991 (poi perché sempre in agosto?) si concretizzò, con la cattura e prigionia di Gorbaciov poi detenuto in CRIMEA fu necessario ed indispensabile “creare” l’avvicendamento politico, “ che con nuova forza determinazione ed arroganza a lor par-simile,” continuasse il suo percorso ben tracciato precedentemente.

Un movimento spontaneo (?) di resistenza popolare, nacque durante il sequestro di Gorbaciov, ed era rappresentato dal radicale ELTSIN, già Presidente della Repubblica Russa, che attraverso anche il rifiuto dei militari di sparare contro i civili,
ed una grande sommossa popolare di piazza, con relativo cannoneggiamento contro il Parlamento Russo, fece rapidamente fallire il colpo di stato determinando il crollo definitivo, del regime comunista e della stessa U.R.S.S. Mikhail Gorbaciov fu prontamente liberato, e sciogliendo il PCUS lo stesso dovette dimettersi.
Il grande seminatore aveva gettato il seme della democrazia, ad altri il compito del raccolto, al suo popolo la gratificazione di una nuova era di vera libertà e democrazia, anche se con le stonature e le imperfezioni della stessa. La reale storia postuma non potrà dimenticare il suo grande coraggio innovativo, anche se ancora oggi persiste una disinformazione attuata attraverso il silenzio,ben programmato ed interessato politicamente dagli attuali post-comunisti, che non consente ai cittadini (anche a voi) di conoscere ed apprezzare pienamente, la sua grande opera governativa che per certi versi fu veramente rivoluzionaria, che ha saputo regalare nello spazio di un tempo relativamente breve, a tutti i Paesi ex comunisti Europei ed Asiatici, la libertà: il bene più prezioso dell’umanità.

Negli anni susseguenti ho rivisto un’altra volta l’Arcangelo Gabriele, posto ai piedi di un letto d’ospedale tedesco, supplicato di intervenire dallo stesso Gorbaciov, perché voleva ridare la speranza della vita a sua moglie: perché la signora Raisa era gravemente ammalata,ragione che impose il suo ricovero in quell’ospedale specializzato. Nel suo libero arbitrio la stesa rifiutò la vita, per troppo e vero amore verso suo marito e padre delle figlie. “Morendo io, il mio popolo imparerà ad amare anche Mikhail, come lui ama il suo popolo. Impareranno a conoscerlo e ad amarlo, come io l’ ho conosco ed amo, e continuerò ad amarlo per sempre, anche quando non sarò più fisicamente presente.”

Si è lasciata morire andandosene in silenzio nel settembre del 1999, commuovendo tutto il mondo, rifiutando la vita perché non poteva accettare che il suo popolo amasse principalmente lei, e non suo marito che amava veramente con tutto il cuore il suo popolo russo, mentre lo stesso non lo contraccambiava, anzi. Personalmente non avrei mai creduto che il popolo russo fosse capace di amare tanto, fino all’estremo sacrificio della propria vita per devozione ed amore infinito. Per me NON credere che i sovietici erano capaci di amare come noi, era stato sicuramente un retaggio dominante e conclusioni mentali, derivanti dalla disinformazione politica, allora in forte vigore anche da noi occidentali. Loro hanno cambiato il mio modo di credere sperare ed avere fiducia nella gente,trasmettendomi la speranza-certezza di un risveglio collettivo ed umano delle coscienze.

È anche vero che in quei mesi ci fu anche un film, che mi colpì maggiormente nella sua frase profetica,“che mi stimolò pensieri profondi ed inverosimili per allora.”
“ Se io posso cambiare, se voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare. “
Dal film di Rocky 4 , interpretato e diretto da Sylvester Stallone. Per questa apparizione “ mai specificata ” dai media, inizialmente si sospettò che fosse il prodotto di interferenze e trucchi ultra segreti, creati dagli esperti americani per favorirne la trattativa, invece creò l’occasione per il PRIMO incontro storico con il Papa Giovanni Paolo II, che avvenne in Roma nel dicembre del 1989 con una visita ufficiale non di Stato, di Mikhail Gorbaciov come Presidente del Soviet supremo dell’URSS. Lo stesso nell’occasione promise che il suo Paese avrebbe concesso la piena libertà di culto, instaurando subito con il Papa un clima di massima cordialità, che negli anni si è gradualmente trasformata in amicizia fraterna, continuando nei suoi incontri anche quando si dimise dagli incarichi ufficiali e di partito.

Grazie Raisa, grazie Mikhail per questo messaggio di vero amore universale. Voi ci avete cambiato in meglio la nostra vita, ridandoci la fiducia e la speranza per un futuro di pace ed amore. Attraverso il vostro vero sentimento d’amore ho scoperto che la grande Russia, ha sempre avuto un grande CUORE: spesso migliore del nostro.
Un’altra domanda che personalmente mi sono posto sin da allora fu questa: perché io dovevo presenziare a questa manifestazione Angelica? Il prossimo racconto dal titolo “ Come e perché crollò il Muro di Berlino “ cercherà di rispondere ancor più incredibilmente alla domanda, anche se purtroppo non sarò creduto facilmente: è ormai una abitudine. Il racconto-esperienza astrale e spirituale finisce qui.

Per alcuni che hanno sempre sete di prove e testimonianze reali ed immediate, vi invito ad inventarvi una narrativa che storicamente ricalca cronologicamente, tutti gli aspetti storici realmente accaduti, considerando che non sono mai stato uno scrittore, e non ci tengo ad esserlo. “ Più il passato emerge, più affonda la mia esistenza quotidiana. “ Per questo scrivere, non mi è mai piaciuto. Credo però che ogni verità vada sempre ripristinata e riprodotta gradualmente, come una casa vecchia da anni abbandonata, che abbisogna di un lavoro sapiente saggio e lungo, per ritornare ad essere edificata e possibilmente abitata.
7/26/2007 2:07 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Il disastro di Chernobyl.
Impiego di una strategia ASTRALE, occulta e pericolosa.

Non posso biasimarti se leggendo questo ennesimo sogno lucido o viaggio astrale, ti sembrerà il più impossibile inverosimile ed inaccettabile dei precedenti. Leggendolo anch’io per la prima volta troverei grandi difficoltà nel crederci, però nella sua conclusione mi darebbe molto da pensare e da riflettere profondamente: “ se fosse tutto tremendamente vero? “ È anche verosimile che volendo non esiste un mio racconto di facile credibilità, perché le verità che prospetto in narrativa sono sempre di difficile accettazione, in conseguenza alla chiusure mentali delle culture che ci portano ad escludere a priori, specifiche capacità umane da sempre e per tutti a noi in dotazione: anche se sotto sotto esistono “corporazioni” che l’applicano in maniera arrogante e personalistica. Queste miscredenze tornano ha vantaggio delle classi e poteri consolidati, sempre pronti ad emarginare o negare le nostre capacità, per i loro fini egoistici e personali dell’esercizio del potere esercitato a nostra insaputa. Ti assicuro che ancora oggi mentre mi accingo a scrivere questo ennesimo racconto, dopo tanti anni di silenzio interiore, rivivo questa incredibile esperienza provando lo stesso terrore radioattivo, la stessa incredulità dell’esistenza di tanta malvagità, ed una profonda pietà per tutte le migliaia di vittime umane, ancor oggi silenziose ed anonime, ma principalmente innocenti.

MAI esperienza fu per me così drammatica, tragica sconvolgente ed assurda nello stesso tempo. Fu una delle poche volte che mille dubbi si insinuarono nelle mie comprovate certezze, facendomi desiderare veramente che la mia esperienza, fosse stata soltanto frutto di un terribile incubo: punto e basta. Tutto ebbe inizio in una notte di normale quotidianità (26 Aprile 1986) come sempre coricato nel mio letto di casa, pronto nella volontà di avere un’altra esperienza astrale non programmata, quando improvvisamente mi risvegliai nella mia forma invisibile, davanti ad un uomo terrorizzato. Indossava un camice bianco: poteva avere una cinquantina d’anni, basso calvo di corporatura abbastanza robusto. Sapevo che ero lì per un richiamo della sua fede. Stava davanti ad un portone metallico mentre sulla sinistra in alto dello stesso, c’era una luce rossa accesa e il suono continuo ed assordante di una “”sirena d’allarme.”” Oltre quel portone c’era la causa del suo terrore: compresi ciò dal suo evidente sguardo terrorizzato e fisso, mentre con il pensiero di rivolgeva in fede ed preghiera d’aiuto verso DIO.

Per comprendere dove mi trovassi esattamente, girandomi sulla destra vedevo un’insieme di apparecchiature, con pannelli elettrici ed elettronici montati a forma semicircolare, con tanti led accesi di diversi colori, (molti lampeggiavano) con la presenza di diverse persone sempre in camice, che manovravano DISPERATI sulle stesse apparecchiature elettroniche. Anche loro erano terrorizzati sconvolti ed increduli. Di riflesso astrale compresi di trovarmi nel cuore di una vera centrale nucleare, benché non ne avevo mai visitata o vista nessuna nemmeno in televisione. Dietro quella porta metallica stava scoppiando incontrollatamente, il nocciolo nucleare arricchito con barra di uranio, situato all’interno di mattonelle di grafite: scusatemi se sbaglio i termini tecnici, non conosco la materia però sapevo che stava esplodendo.

Entrando velocemente al suo interno, immediatamente mi sono immesso astralmente dentro la struttura metallica,proprio sopra al nucleo abbagliante, ad una distanza di pochi centimetri da esso, con la volontà di creare velocemente attraverso la mia energia astrale, un grande sarcofago energetico che l’ho avvolgesse tutto attorno, evitando che l’ossigeno ed altre fonti di approvvigionamento, potessero continuare ad alimentarlo attraverso l’aria. Essendo un nocciolo infuocato ed incandescente in veloce espansione esplosiva, sapevo che per continuare ad alimentarsi aveva bisogno necessariamente di aria. Mentre mi concentravo nella visualizzazione completa di questo sarcofago, non mi ero accorto di essere arrivato a contatto diretto del nucleo, anche perché avevo chiuso gli occhi d’istinto, sapendo nella realtà che vedere quelle radiazioni,sarei rimasto accecato dalla forte luce azzurra ed accecante. A contatto diretto del nocciolo nucleare per paura della mia fusione, d’istinto umano mi sollevai immediatamente dallo stesso allontanandomi,cercando di comprendere come avevo fatto a finire pressato al suo contatto. Fu allora che mi accorsi che intorno al nocciolo, sopra lo stesso c’erano entità astrali come me: in forma invisibile ma stranamente luminose.

Erano posti tutti attorno al nocciolo nucleare mentre concentrati, ancora irradiavano il nocciolo sottostante con loro energia astrale luminosa. Si vedeva chiaro dalla scia dell’energia che fuoriusciva dai loro corpi astrali, attraverso la direzione della loro testa. Ne individuai velocemente ben 7 presenze, riuscendo a comprendere prima e vedere poi che dietro di loro molto distante da qui, mentalmente erano riuniti in una forma di catena spiritica, altri componenti in perfetto stato di veglia, mentre con la stessa volontà cercavano anche loro di super alimentare questo nocciolo, per farlo esplodere e fondere completamente. Le 7 presenze astrali non erano ectoplasmi originate da stregoni o chissà chi, come inizialmente credevo, ma incredibilmente erano fatti della stessa mia materia astrale: però avevo compreso che loro erano malvagi. Nascondevano alla mia vista astrale anche i loro veri volti umani, trasformandosi col pensiero in luce accecante ed impenetrabile da chiunque. Erano loro che super alimentavano energicamente il nucleo, e sempre gli stessi mi avevano volontariamente spinto attraverso la loro energia, addosso al nucleo in esplosione perché non volevano il mio intervento riparatore. Quando ribellandomi gli domandai perché tutto questo, ebbi come risposta nella mente di lasciare perdere perché l’esplosione del nocciolo radioattivo, avrebbe contaminato “soltanto” l’intera regione sovietica, (la Bielorussia) rendendo altamente radioattivo anche il vasto territorio attorno, perché granaio importante e strategicamente vitale per l’intera Unione Sovietica. Aggiunsero; questo tipo di impianto nucleare è l’orgoglio e vanto dei sovietici, perché non solo è all’avanguardia ma rappresenta il massimo della sicurezza, essendo di fatto il più sicuro tra quelli esistenti in tutto il mondo.

Quando gli risposi che questo incidente avrebbe provocato tante vittime innocenti, bambini donne uomini tutte persone che non c’entravano niente con la politica, mi risposero che un attacco atomico sovietico preventivo contro l’Europa, avrebbe fatto molte più vittime di questo calcolato incidente locale. Questa tremenda e nascosta realtà, era ancora seriamente posta allo studio dei strateghi del Cremlino. I nostri missili nucleari impiantati recentemente a Comiso in Sicilia, furono installati come deterrente contro il loro precedente dispiegamento, di missili nucleari SS-20 sovietici del Patto di Varsavia, ed in caso decidessero di attuare una guerra nucleare preventiva, la tua Sicilia sarebbe stata il primo obiettivo che avrebbero distrutto, oltre alle varie capitali europee. Mi avevano quasi convinto anche perché non avevo mai nutrivo, sentimenti di vera solidarietà e condivisione con il regime comunista sovietico, però: “ se io sono stato chiamato qui, è perché non posso permettere questa strage di innocenti.”
Velocemente visualizzai un sarcofago energetico più spesso, avvolgendo attorno al nucleo poco distante, stando molto attento nella sua chiusura totale, e contemporaneamente dietro le mie spalle creai sempre con l’energia astrale, un grande scudo a forma parabolica capace di riflettere la loro energia, (dei 7) che addizionandola di riflesso alla mia quando la stessa veniva a contatto, doveva proiettarli il più lontano possibile da questo luogo : nell’universo infinito. Quando non ho più percepito la loro forza e peso energetico, non sentendo più la loro pressione su di me attraverso lo stesso scudo parabolico, mi sorpresi di ritrovarmi nuovamente a contatto diretto del fuoco nucleare. Furono attimi di immenso sacrificio e sforzo mentale perché senza distrazioni e paure, dovevo mentalmente continuare ad irrobustire il sarcofago, e contemporaneamente irrogare energia propulsiva allo scudo parabolico. Mi risvegliai immediatamente dal letto terrorizzato e sconvolto.

Purtroppo nelle mie precedenti esperienze attraverso i mass-media, avevo avuto sempre la certezza che i miei non erano soltanto dei sogni. Per questo alzandomi dal letto in piena notte, cominciai a lavarmi con più docce abbondanti di acqua molto calda e sapone, facendomi anche la barba e vestendomi in silenzio, perché ero convinto di essere stato contaminato gravemente. Ero totalmente certo della mia morte fisica, anche se in cuore pensavo credevo e speravo che in condizioni astrali, niente e nessuno poteva ferirmi od uccidere. Eppure questa volta ero certo di aver superato ogni limite umano: quelle presenze astrali ostili non mi convincevano, anzi m’inquietarono maggiormente per la loro conoscenza ed uso diverso dei loro poteri. Sentivo in me ancora quelle radiazioni friggermi addosso, mentre davanti agli occhi ancora vedevo bel bagliore accecante. Questo “sogno” era stato troppo reale ed era durato troppo a lungo, e mi terrorizzava il ricordo lucido del rientro nel mio corpo fisico. Questo significava che era stato un vero e proprio viaggio astrale.

Raccontare oggi questa incredibile storia io che non credo mai facilmente a nessuno, penso a te lettore la difficoltà che avrai nel credermi, e tutti coloro che ingenuamente sono portati a classificarla, come narrativa di fantascienza o chissà altro. Io non voglio romanzare la mia vita, voglio raccontarla e testimoniarla per come l’ ho realmente vissuta: in questo caso sofferta, anche se è difficile accettare l’esistenza di certe facoltà degli umani. Questo esempio sicuramente non ideale, perché in verità testimonia aspetti gravi ed allarmanti dell’abuso del potere astrale, deve far riflettere maggiormente sulla narrativa in oggetto, augurandomi che almeno la scienza ufficiale possa cominciare a studiare apertamente, certe facoltà umane evitando in futuro un uso improprio egoistico e personale, ricordandosi che si ogni essere umano nasce libero e resta libero dentro la sua mente, però debbono esistere misure di controllo da contrapporre efficacemente contro gli abusi, perché in futuro nessun governo ente o corporazioni varie, possano continuare a gestire egoisticamente per i propri fini dette facoltà paranormali.
Vedi caro lettore il mio scrivere oltre ad informarti del mio percorso spirituale, deve servire anche da monito verso coloro che continuano ha pensare credere e volere, di poter determinare negativamente i destini altrui per proprie strategie, dimenticando il detto spirituale ed universale: “ non fare ad altri ciò che non vuoi che sia fatto a te.” Nel libero arbitrio ognuno di noi può fare ciò che vuole ed è vero, anche sbagliando come capita spesso a tutti nella vita detta normale, me compreso quando non spiego il futuro riservato a quelle entità astrali ed i loro amici, che rientrarono nelle mie ricerche specifiche dopo l’allarme rientrato. La diversità e cause degli errori è per principio sostanziale, però ci rende tutti colpevoli dinanzi alla coscienza collettiva dell’umanità.

Tornando alla specifica narrativa del sogno, dopo quella tremenda notte ero convinto di morire, non solo perché avevo sfidato apertamente, realtà a me sconosciute però profondamente malvagie la cui loro sorte allora,ero in tremenda attesa per immediati riscontri sicuramente drammatici, se sfortunatamente per me erano ancora nelle capacità di nuocere, perché sicuramente avrebbero rivolto tutta la loro particolare attenzione, esclusivamente e soltanto contro di me, in più nella realtà esponenziale ero andato troppo avanti nella mia sfida dell’impossibile, arrivando addirittura ad essere schiacciato, contro una fusione incontrollata del nocciolo nucleare, anche se il tutto era avvenuto durante un viaggio astrale e non fisico. Dopo questa esperienza ogni notte non dormivo più, perché avevo una continua angoscia e paura di morire nel sonno, mentre volevo attendere da sveglio il momento definitivo della mia morte fisica. Durante il giorno combattevo dentro di me, per non lasciarmi andare ai pensieri tristi del mio definitivo abbandono famigliare. Avevo imparato ogni giorno ha vedere le cose come se fossero l’ultima volta, scoprendo che silenziosamente da sempre lo fanno, tutte le persona molto anziane e malate mentre aspettano con tristezza ed amarezza, l’inesorabile attimo della fine dei loro giorni, anche se alcuni per troppa solitudine abbandono ed irriconoscenza, da molto tempo sono già morti dentro.

Combattevo dentro di me mentalmente ed ogni giorno di nascosto, facevo ripetute docce calde perché sapevo che con l’acqua calda ed il sapone, la radioattività gradualmente si liberava dal corpo, mentre scrutavo ossessivamente e sempre di nascosto tutta la pelle del mio corpo, per vedere l’evidenziarsi dei primi segni o macchie delle radiazioni. Questa angoscia mi ricordava una analoga Esperienza Astrale, vissuta nel lontano 1969-70 in un paese sconosciuto della Russia, dove rimasi l’unico invisibile testimone dopo una esplosione nucleare accidentale. Allora ero solo mentre oggi avevo una famiglia composta da una moglie e due figli. Il mio profondo silenzio di allora per i specifici aspetti dell’incredibile esperienza, potevo condividerlo ed accettarlo, (parlarne significava farsi dare soltanto del pazzo) mentre oggi mi tormentavo sulla necessità di informare ed avvertire i miei figli e consorte: ma da dove cominciavo il mio assurdo racconto di vita? Li vedevo sereni nella loro quotidianità, mentre già mi prefiguravo il giorno della mia morte e funerale. Io messo li al centro della stessa stanza dove ora giocano spensierati e felici: da queste parti è una usanza tristemente nota quando muore un famigliare, per permettere di dare l’ultimo addio a tutti i parenti amici e conoscenti. Quando mi assaliva questa estrema angoscia e pensiero funebre uscivo subito di casa.

Non era la morte come tale che mi faceva paura, anzi. Pensavo a loro che dovevano continuare a vivere senza avere più la presenza di un padre, e chissà quante volte avrebbero chiamato o gridato il mio nome, nei momenti di massimo sconforto e bisogno, perché purtroppo questo riserva il cammino della vita di ognuno di noi. Eppure questa primaria presenza nella sua sempre assenza, (la figura del padre) io l’avevo vissuta direttamente e dolorosamente sulla mia pelle, per questo nel passato avevo sempre detto di non volere avere mai dei figli. Invece avevo ceduto al desiderio affettuoso e morboso di mia moglie, che voleva realizzarsi a tutti i costi diventando mamma. Avevo ceduto per amore rispetto e riconoscenza. Ora del mio dramma interno volevo lasciare delle testimonianze pratiche e reali, affinché la mia famiglia potesse attingere in futuro da esse, per questo di nascosto andavo ha farmi scattare delle foto attuali: dovevano servire da ricordo perenne. In più scherzando in famiglia avevo registrato la mia voce attraverso un portatile, dove con loro avevo immortalato in diversi nastri magnetici delle domande e mie risposte. Sapevo che soltanto ha distanza di anni l’avrebbero comprese pienamente. Venivano scherzosamente chiamati da me i messaggi spirituali, e quando loro (i miei figli) mi dicevano di non capirli allora gli rispondevo: solo quando si è grandi dentro si possono comprendere pienamente.

Per me questi accorgimenti rappresentavano un mezzo indispensabile, per poter lasciare indelebilmente una reale testimonianza vocale e visiva. In tutti questi studiati preparativi post-morte, gradualmente in me avanzava un forte senso di ribellione, e non più accettazione della mia morte. Avevo tentato di salvarci da una catastrofe nucleare, ed non era giusto per i miei figli e per mia moglie che morissi. In più esisteva una grande incognita. La madre dei miei figli prima di sposarsi con me, era stata precedentemente sposata ad un altro povero sventurato, morto tragicamente in un incidente ferroviario mentre si recava a caccia: questo era successo prima che io la conoscessi. Ora l’eventualità della mia morte l’avrebbe spinta all’estrema sofferenza e sfiducia, con conseguenze che immancabilmente sarebbero ricadute negativamente e drammaticamente, anche contro l’educazione sicurezza e futuro dei miei figli. Cosi cominciai ha cercare affannosamente attraverso tutti i mass media, notizie in merito ad incidenti in centrali nucleari, benché non conoscevo la posizione geografica dove l’incidente era avvenuto.

I giorni e le notti non finivano mai, anche se vedere il sorgere di un nuovo giorno mi gratificava, perché era un giorno in più rubato con dolore alla vita, mentre assistevo ai tramonti con estrema malinconia, ma con la determinazione di dover resistere per vedere il sorgere di altro nuovo giorno. Non so quante preghiere appelli suppliche rabbiose dentro di me, avevo implorato, gridato, pregato e rivolto verso DIO. Vivevo la lunga attesa senza avere il coraggio di raccontarla a nessuno, continuando ad ingannare soprattutto la mia famiglia. Non ero abituato a piangermi in silenzio anche se diventava sempre più diffide ingannarli, perché il mio comportamento senza accorgermi era profondamente cambiato: “ Cos’ hai …- cosa ti sta succedendo – ultimamente sei strano – che problema hai ? Non ti senti bene? Parliamone….. “ Allora con una banale scusa già precedentemente studiata uscivo subito di casa, perché solo il pensiero di rispondergli in verità, gli occhi da soli diventavano rossi e si gonfiavano copiosamente di lacrime, pronti ad esplodere ad un mio primo cedimento fisico o mentale.

I giorni passavano lunghi mentre i telegiornali e giornali, (per la prima volta li leggevo in tutte le loro pagine interne) non riportavano nessuna notizia di incidenti in centrali nucleari. Però non mi fidavo lo stesso. Troppe volte avevano precedentemente taciuto su fatti che io ero in conoscenza. Ormai erano passati tantissimi giorni da quella notte, tanto da cominciare ha credere che era stato soltanto un grande incubo. Sul mio corpo ancora non erano comparsi alcun segno delle radiazioni, per di più non avvertivo nessun malessere o sensazioni fisiche strane. Invece la notizia di una nube tossica radioattiva sopra la Norvegia, arrivò come un macigno dopo quasi un mese di lunga ed estenuante attesa. Tutto in me precipitò, non volevo crederci: sicuramente è un altro incidente, non può essere quello di un mese fa, l’avrebbero detto prima. Cercavo di conoscere notizie più precise, e molto gradualmente venimmo tutti in conoscenza.

“ L’incidente non è avvenuto in NORVEGIA ma nell’UNIONE SOVIETICA, vicino a KIEV esattamente a CERNOBIL. L’incidente risale a più di 20 giorni .” Nomi nuovi che presto entreranno nella memoria collettiva. A causa della guerra fredda in atto era difficile che l’Unione Sovietica, inizialmente fornisse notizie più precise, però nella gravità dell’incidente anche se con troppo ritardo, e nell’evidente incapacità di contrastare da soli efficacemente il disastro, nella responsabilità del danno arrecato verso la salute pubblica, e del territorio di gran parte dell’Europa, cominciò a fornire notizie ed immagini reali del disastro, chiedendo all’Inghilterra l’invio di tute speciali, per la protezione degli addetti che lavoravano all’interno della centrale nucleare. Le loro tute speciali l’avevano consumate le radiazioni, mentre quelle di scorte erano terminate. Le stesse servivano per dare una protezione agli addetti tutti volontari, che lavoravano all’intento dell’impianto disastrato, con la volontà di scongiurare il più grave disastro nucleare di una centrale atomica, che serviva per la produzione di energia elettrica.

Erano immagini drammatiche, terrificanti, catastrofiche. Dissero che la fusione del nocciolo era ancora attiva, e continuava ad emettere radiazioni pericolose alla salute ed all’ambiente, mentre la sua forza distruttiva lo portava a sprofondare continuamente nel terreno sottostante, chiamando questa azione sindrome cinese.( se avrebbe continuato a sprofondare sarebbe sbucato in CINA.) Molti volontari cercavano di seppellirlo nel cemento immolando la loro vita. Vedendo il perdurare della gravità e constatando che io ero ancora vivo, nonostante era passato quasi un mese dalla tragica esperienza, non avvertendo i postumi delle radiazioni e nessun malore sospetto, incoraggiato decisi di ritornare e ricercare di annullare completamente, questa assurda e malvagia reazione nucleare, rinnovando il mio sarcofago astrale aumentandolo sempre più di spessore. In tutto mi sono recato li in astrale per tre volte, fino che le notizie non furono più rassicuranti.

Le ripercussioni del disastro ambientale da noi in Italia, si trasformarono in divieti di consumo per diversi mesi, di prodotti di prima necessità come il latte verdure ed altri alimenti, in causa dello spostamento della nube tossica che al suo passaggio,rendeva radioattivo il terreno sottostante, facendo cadere polvere radioattiva carica di Iodio e Cesio, altamente tossico per gli esseri viventi e la natura. Effettivamente la nube tossica lambì tutto il territorio italiano, fino alle coste della Sicilia occidentale. (visione astrale) In questo seppur importante accorgimento sulla salvaguardia della nostra salute, noi “ opinione pubblica mondiale “ siamo rimasti completamente all’oscuro, sulla reale gravità ed entità dei danni riportati sia sul territorio, ma principalmente in sacrificio di vite umane: ancora oggi non ci è dato sapere l’esatto numero delle vittime “dell’attentato”

Oggi è ancora più difficile credere che tutto sia successo per la causa da me narrata, però sarà più facile che a credermi questa volta siano gli esperti del paranormale, (quelli esteri a gestione sicurezza nazionale) oppure quei scienziati internazionali ancora alla ricerca di prove e cause concrete, accettando per vere le dichiarazioni fornite allora dal governo sovietico. Sicuramente mi crederanno i dirigenti, i burocrati e politici sovietici, perché loro sapevano benissimo, che tecnicamente scientificamente burocraticamente e politicamente, quella notte a Chernobyl ipoteticamente ci poteva essere più di un errore umano, però mai capace di creare quel disastro. Per tutti loro quella notte doveva essere una notte di normale routine.

A testimonianza di tale tesi fu l’atteggiamento di fiducia del governo sovietico, nei confronti degli stessi impianti, perché dietro il parere confortevole e garantista della loro comunità scientifica, lasciarono in funzione tutti gli impianti esistenti sul territorio, compresi quelli delle repubbliche sovietiche: più di 50 ancora oggi in funzione nonostante siano trascurate nella manutenzione, e diventate ormai obsolete dall’avanzamento della tecnologia. Nonostante il lungo tempo trascorso (dal 1986) e l’usura dei loro impianti, fino ad oggi non si è mai verificato o sfiorato nessun tipo di incidente analogo. La buona volontà del governo sovietico, in garanzia della sua estraneità nella provocazione dell’incidente nucleare, si concretizzò nella partecipazione dell’allora Commissione Scientifica Internazionale, atta a ricercare le cause dell’incidente e per una comune strategia per la sicurezza mondiale, nell’uso dell’energia nucleare come fonte di approvvigionamento di energetica elettrica.

Di questa sincera disponibilità bisognava dargliene atto e credito, perché allora gli equilibri mondiali si reggevano sulla strategia della guerra fredda, ed il dialogo tra le due super potenze era difficile perché reciprocamente diffidenti, per cui accettare questa Commissione Internazionale significava per loro, dare per la prima volta i dati tecnici e la qualità e quantità scientifica in loro possesso. Spesso la verità trova conferma e credito, proprio dietro chiari atteggiamenti di estrema disponibilità mai esistiti precedentemente. Nonostante abbiano collaborato totalmente e lealmente, (possono darcene conferma soprattutto oggi che non esiste più il regime comunista) furono sempre accusati ingiustamente di nascondere o alterare i dati scientifici, oppure di non dichiarare e presentare tutte le verità. La Commissione Internazionale ancora oggi non è riuscita a stabilire con esattezza scientifica, le dinamiche e le cause dell’incidente nucleare di Chernobyl, in base ai veri dati ufficiali presentati alla Commissione dai sovietici.

Amara realtà nella sua tremenda prospettiva. QUELLA NOTTE io compresi DOPO il vero ruolo di quelle presenze astrali ostili. Erano di istigazione e provocazione tra le due superpotenze nucleari, con il fine ultimo di un disordine mondiale, che immancabilmente sarebbe sfociato gradualmente in un conflitto totale. Questa realtà oggi è inimmaginabile, però se pensiamo alla eventualità di una totale esplosione di quel nocciolo nucleare, (altre ne erano in programma) con le tutte le gravi conseguenze derivanti dalla paura generale che si innescava nei popoli, che per reazione umana generava un disordine pubblico come mai vissuto prima, con le diverse nazionalità territoriali danneggiate gradualmente dalla radioattività, che attraverso i venti e le nubi viaggiavano senza frontiere, in aggravio alla situazione già critica, avveniva la corsa all’accaparramento delle risorse alimentari, perché il futuro cibo ed acqua risultavano contaminati indeterminatamente, con decine di migliaia di morti e feriti gravi in loco, e milioni di esseri umani che fuggono dalle varie nazioni colpite dalle radiazioni, con le tensioni dei governi interessati e confinati, ma contrari all’esodo o ingresso di massa, tutto lascia presagire il caos e panico generale, che nell’intolleranza ed egoismo di singoli paesi e nazionalità, è chiaramente immaginabile pensare alla rottura degli stessi rapporti precedentemente esistenti, capaci di generare prima una guerra di confine, per estendersi poi ancora più drammaticamente in un conflitto più generalizzato, peggiore dell’ultimo perché nucleare e fatale per milioni e milioni di esseri umani.

Invece la circoscrizione immediata dell’incidente, grazie anche al sacrificio e coraggio di veri uomini oggi assenti giustificati, con la sensibilità, maturità, solidarietà e responsabilità di molti governi, finalmente uniti nelle capacità decisionali e d'interventi, ha potuto evitare il peggio della tragedia che mai la storia degli umani dalla sua esistenza, abbia mai potuto pericolosamente e fatalmente rischiare di conoscere e pagare per intero. Nei momenti più critici hanno saputo mettere da parte, il loro orgoglio nazionalista capitalista ed imperialista, realizzando gli interessi di pace collaborazione e sicurezza tra i popoli della terra. Sarebbe opportuno che un comitato scientifico internazionale, rivaluti concretamente l’idea che la causa del disastro di CERNOBIL, possa essere ricercata studiata analizzata e relazionata, per effetto di sopraccarico di ENERGIA UMANA IRRAZIONALE, non soggetta ai criteri e metodi di comprovata e consolidata abitudine della ricerca scientifica.

Tutt’oggi è lodevole l’impegno e cura organizzativa, di associazioni formate da numerosi gruppi di famiglie italiane, che con amore e proprio sacrificio si prestano nella continuità del contributo di solidarietà, verso i bambini superstiti vittime innocenti di un’espressione malvagia. Ogni estate vengono da noi ospiti centinaia e centinaia di bambini e bambine, spesso orfani di entrambi i naturali genitori, per passare gratuitamente in numerose nostre famiglie, almeno un mese di spensierate ed amorevoli vacanze, con la garanzia di visite specialistiche con diversi supporti diagnostici e psicologici, purtroppo carenti nel loro paese di origine. Nella tranquillità delle nostre zone costiere respirano i sali marini ricchi di iodio, che agiscono favorevolmente sulla tiroide, che consente in un mese di permanenza al mare, di dimezzare la radioattività assorbita dai loro corpi durante l’incidente nucleare, nello stesso tempo restano in contatto diretto, con i loro coetanei ospitati nelle diverse e vicine famiglie, con risultati positivi per un rafforzamento delle loro naturali difese organiche.

Di questo drammatico periodo di paure incertezze dubbi e tanti perché, mi rimane la certezza della testimonianza della forza dell’amore. Per questo nonostante riconosco che il mio scrivere è di difficile attendibilità, è sarà oggetto di infinite contestazioni, nonostante il mio ed il vostro disagio ho voluto raccontarlo lo stesso. Il tempo troverà una valida e definitiva risposta?

RIFLESSIONI di una persona qualunque, con domande e risposte estrapolate in Internet.

Per me perfetto sconoscitore delle materie scientifiche e nucleari, non posso accettare in toto le conclusioni del Comitato Scientifico Internazionale, perché a mio pensare si contraddicono da sole. Stando al loro sentenziare, le responsabilità dell'incidente vennero in priorità ravvisate: “ nell’accusa di incompetenza del personale addetto “ perché riscontrarono all’interno “pochi operatori” esperti in campo nucleare. Il che afferma però che benché pochi gli esperti erano presenti. Ma esperimenti cosi pericolosi ci volete far credere che si facevano con pochi esperti? Si vuole dimenticare che la conduzione di un impianto nucleare tipo RBMK, era di produzione moderna ed all’avanguardia per l’estrema sicurezza dimostrata, mentre negli impianti occidentali diversamente, avvenivano seri guasti con fughe radioattive spesso tacitate nella loro reale gravità. Questo impianto di fabbricazione del 1983 era completamente automatizzato, ed andava avanti da solo senza alcun intervento degli operatori, gli stessi (i pochi esperti) erano presenti nel caso si verificassero serie anomalie, pronti nello spegnimento immediato l’intero impianto.

La contraddizione trova maggior risalto quando sostengono, che quella notte stavano facendo una prova tecnica per verificare il comportamento di un sistema di sicurezza in condizioni critiche. E si fanno di notte all’insaputa della popolazione mentre dorme, senza avere pronto un piano di evacuazione immediata? Sfidare un sistema di sicurezza non vuol dire rischiare pesantemente e concretamente? Alle ore 1 e 23 del 26 Aprile 1986 il reattore è arrivato nel giro di 20 secondi, a 100 volte superiore la sua potenza nominale:e come dire che con un litro di benzina una macchina fa 1.000 chilometri. Però non conoscendo la concreta reazione pericolosa volete dire che gli esperti, spensero apposta il sistema di sicurezza che in primis garantiva la loro incolumità? Quello che permette un'esplosione in un impianto nucleare per la produzione elettrica, è l'estrema rapidità con cui si succedono le reazioni nucleari che avvengono molto velocemente, non dando tempo al materiale di espandersi per via dell'aumento rapido di temperatura. Significa che il danno maggiore, si estende completamente ed immediatamente sull’impianto stesso.

È assolutamente incomprensibile accettare questo loro dire, perché queste prove saggiamente richiedono la presenza, di tutte le alte professionalità tecniche scientifiche e strumentali, diversamente risulterebbe un salto nel buio: atteggiamento e pratica lontana dalle mentalità delle VERIFICHE e PROVE scientifiche. Faccio presente che alcuni addetti alla stessa sala di controllo disastrata, sono tuttora vivi nonostante la distanza intercorsa di quasi 20 anni. Oggi non esiste più il regime comunista sovietico, ed i superstiti potrebbero essere interrogati nuovamente, finalmente liberi dai condizionamenti pesanti e ricattatori del partito. Perché sono passati tanti anni senza che nessuno voglia farlo? Si aspetta che muoiono anche loro per riaprire l’inchiesta? Non è vero che era diffusissima la tendenza ad ignorare, le più elementari norme di sicurezza all’interno degli ambienti nucleari sovietici. Questa risulta una cattiveria gratuita dettata dalla incongruenza ed incapacità, per l’infruttuosa ricerca di risposte scientificamente sicure.

Quando senza essere stati presenti sul luogo durante l’incidente, hanno volutamente ignorato tutte le testimonianze inequivocabili,degli addetti allora PRESENTI alla tragedia,sentenziando formularono queste accuse evanescenti: “ Hanno escluso per vari motivi, i sistemi di spegnimento automatico e di raffreddamento di emergenza del nocciolo, portando il reattore ha funzionare ad una potenza molto inferiore.” In realtà questa è pratica ricorrente essendo ogni notte richiesto, un rapporto energetico al di sotto del fabbisogno giornaliero. Conclusero: “……. questa condizione ha creato l’instabilità del nocciolo.” Non sono un esperto però comprendendo facilmente che, meno energia immetti meno è il prodotto energetico ricavato e meno rischi si corrono, però in più mi domando: quando metti in moto o spegni un impianto nucleare non si attua la stessa manovra? Chiaramente mi rivolgo alla potenza inferiore che indispensabilmente condiziona, sia l’accensione che lo spegnimento di ogni nocciolo nucleare. I misteri della scienza sono infiniti, sicuramente molti condizionati negativamente dalle chiusure della scienza ufficiale.

OGGI nel paese dove risiedo, (in Sicilia) mi capita spesso di aiutare persone ucraine, proprio della provincia di KIEV, ed ogni volta che li guardo negli occhi in silenzio, mi sento un pugno nello stomaco al ricordo di quella tragedia. Inizialmente per paura di avere altri viaggi astrali cosi terrificanti, mi determinai nella volontà di sospendere ogni mia esperienza consimile: chiaramente dopo l'arrivo ufficiale attraverso i mass media delle prime notizie positive. Questo amaro e triste pensiero della morte imminente ho scoperto che lo vivono tutti i giorni, le persone anziane e malate quando la mattina con sorriso e nuova sfida, guardano il nuovo giorno che avanza mentre la sera si coricano tristi malinconici e silenziosi. Da allora anche una parte di me è morta. Vorrei essere determinatamente chiaro.

Nel racconto esprimo le mie conoscenze tecniche (se cosi si possono chiamare) che nel 1986 erano in mia superficiale ed ingenua conoscenza. (come la maggioranza) Volendo oggi potevo renderle scientifiche andando ad istruirmi su Internet, come gentilmente qualcuno mi ha proposto anche se la cosa non mi interessa perché comunque, non cambiarono le mie modalità di pronto intervento. Con assoluta certezza confermo diversamente da altri, che in Italia l’allarme ebbe seguito dopo una quindicina di giorni di assoluto silenzio mediale. Però vorrei richiamare la vostra particolare attenzione sull’esistenza, di organizzazioni segrete che diversamente da noi credono ed applicano, il potere astrale per determinare i nostri destini a vantaggio esclusivo degli stessi.

Aggiornamento: la disinformazione continua?
Mercoledì 19 aprile 2006 su RAI 1 nella trasmissione di Super Quark condotta da Piero Angela, nella ricorrenza ventennale sul disastro di Cernobyl, attraverso una ricostruzione e trasformazione in chiave televisiva come una fiction, si esponevano certezze scientifiche supportate da pareri di grandi esperti del ramo. Non solo loro erano assenti durante l’incidente nucleare ma non erano stati nemmeno nominati, componenti scientifici della famosa commissione di Vienna allora in delega, per gli accertamenti e rilevamento delle concause dell’incidente stesso, che in analisi definitiva formulò soltanto IPOTESI. e congetture, accusando i sovietici di non dire la verità e falsificare i documenti e testimoni. Invece con garanzie professionali gli ospiti della trasmissione di Piero Angela,esponevano con caparbietà e certezze assolute realtà e dinamiche, che sono lontane dalla verità sull’evento disastroso accaduto, anche perché oggi nonostante la dovizia dei particolari emersi però allora sconosciuti, (grazie all’abbattimento del Muro Sovietico che garantisce maggiore trasparenza ed informazione) non si è ancora in grado di dare una spiegazione logica e non ipotetica dell’accaduto, continuando a relegarla come “ un errore fatale “ degli addetti all’impianto.

In garanzia del mio pensare e vivere sono quasi certo che un analogo e disastroso incidente, molto presto succederà in un impianto nucleare in Iran, se continuerà l’arricchimento dell’uranio e specifici esperimenti nucleari. La certezza deriva sempre da un uso diverso dell’energia astrale irrazionale, che ancora rientra nei piani segreti e studi strategici di alcune Nazioni. Sperando che la storia non si ripeti cambiando regione e popoli, mi auguro che tutto rientri nelle paure eccessive ed apprensive, di chi vorrebbe un uso del potere astrale in favore scientifico e per il progresso umano.

7/26/2007 2:09 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Come e perché” avvenne il crollo del MURO di BERLINO.
Viaggio nella memoria storica tra il paranormale il reale ed il Comunismo.

Una delle tante sere come spesso mi capitava dopo cena, per i motivi che già in altri racconti ho specificato la ragione, prima di uscire per le solite nottate diversamente organizzate con un gruppo di amici, mi misi a seguire in televisione i vari concerti rock, che si alternavano davanti al muro di Berlino Ovest. Questa manifestazione era ricorrenza di ogni anno, cosi diceva il cronista televisivo. Per me era la prima volta che mi capitava di seguirla, principalmente perché non conoscevo l’esistenza di questa commemorativa iniziativa, che di riflesso mentale immediatamente approvavo. Rivedendo quel lungo Muro che divideva in due la Germania, mi ritornavano in mente i racconti che da bambino negli anni 60, avevo letto su Selezione del Rider’s Digest. Per tristi condizioni famigliari durante tutta la mia infanzia, ero stato sempre costretto a girovagare e sostare nei diversi collegi, dove per passare il tempo ci riciclavamo per mesi interi, tutti i giornaletti o mensili che capitavano sotto mano; per noi non avevano una scadenza. Questo mensile mi piaceva particolarmente, perché era per me rappresentava l’unica finestra aperta nel mondo.

Per noi bambini chiusi per anni in collegio, (allora senza la TV) era difficile conoscere le realtà della vita, che succedevano immediatamente fuori dalle sue stesse mura, figurarsi poi di quelle oltre la frontiera nazionale. Essendo il Selezione del Rider’s Digest diventato il mio mensile preferito, che arrivava in abbonamento postale grazie ad un mio compagno della stessa classe elementare, quando arrivava il mio turno di lettura che si stabiliva arbitrariamente, attraverso nostri accordi interpersonali di scambio multiplo, per non essere disturbato durante il giorno dagli stessi, (i compagni) rimandavo sempre la sua lettura nelle ore notturne: in verità inizialmente mi isolavo per una rapida ed assetata visione. Nelle grandi camerate da letto dopo le preghiere della sera,tutte le luci si spegnevano ed io nascosto sotto le coperte e lenzuola, munito di una lampadina tascabile mi realizzavo e gratificavo nella lettura, leggendo anche in racconti che inizialmente non mi interessavano. Spesso il tempo della lettura terminava, quando le batterie della lampadina tascabile si scaricavano, facendo diventare inizialmente la luce fioca, per poi oscurarsi completamente alcuni minuti dopo.

Il Selezione mi affascinava particolarmente per i racconti sui tentativi di fuga, di uomini donne e bambini tedeschi dell’Est, che con ogni mezzo sotterfugio ingegno e coraggio, cercavano di raggiungere la libertà nell’Ovest della Germania, oltrepassando quel maledetto Muro di Berlino che divideva in due una realtà nazionale, contrapponendoli di fatto in opposte politiche militari sociali e culturali. Una nazione veramente democratica era chiamata comunemente Germania dell’Ovest, oppure G. Occidentale o puramente G. Federale, l’altra purtroppo era sottomessa alla dittatura del partito comunista sovietico, senza libere elezioni perché non era consentito ad altri partiti, di potersi rappresentare liberamente, e chiaramente non permetteva assolutamente a tutti suoi cittadini, di oltrepassare liberamente quel Muro che li divideva. La dittatura del regime sapeva che se ne sarebbero andati via tutti nella Germania dell’Ovest, benché la loro nazione si chiamasse ipocritamente Germania DEMOCRATICA Tedesca, o Germania dell’EST, oppure la famigerata D.D.R.

Di liberal democratico oltre cortina c’era ben poco e tutti lo sapevano, per questo molti dei suoi abitanti non accettando la dittatura e schiavitù del partito comunista, si inventavano e perfezionavano i più incredibili piani di fuga, attuandoli coraggiosamente e tenacemente, sapendo in partenza che se andava a buon fine loro guadagnavano la libertà nell’Ovest, anche se l’apparato del regime comunista espresso nella polizia segreta dal nome STASI, si vendicava con i loro famigliari rimasti li: spesso facendone perdere ogni traccia se colpevoli, perché sapevano e non gli avevano denunciati alla polizia segreta, mentre i famigliari più fortunati perché nulla sapevano in verità della fuga, venivano emarginati dalla società ed il partito come esempio pubblico, gli cambiava posto di lavoro con uno dei più peggiori e de gratificanti, continuando negli anni in angherie e soprusi istituzionali di ogni genere. Non per tutti andava a buon fine la fuga perché scoperto in anticipo, o per colpa di una spiata nell’ambito famigliare, diversamente per responsabilità di ipocriti amici e colleghi di lavoro venduti al regime.

Purtroppo se morivano fucilati durante il tentativo di fuga, erano ritenuti anche fortunati, perché se restavano in vita e quando malauguratamente succedeva ciò, cessava per sempre la loro esistenza di entità individuale, perché il silenzio più assoluto calava sulle loro sorti, facendo negare anche agli stessi genitori ed amici di sempre, la loro parentela, conoscenza, frequentazione ed amicizia. Leggendo questi assurdi racconti cominciai a comprendere, il vero valore della libertà e della democrazia, mentre per la paura e tensione che la narrativa riusciva a trasmettermi, mi nascondevo ancor più profondamente sotto le lenzuola: con il cuscino sopra la testa. Sudato ed accaldato fisicamente cercavo di respirare in silenzio, ascoltando attento i rumori strani della notte, mentre con la fantasia viaggiavo nei loro crudeli destini, che andavano ad ingrossare il numero dei sepolti vivi, rinchiusi maltrattati e vilipesi nei diversi e lontanissimi GULAG siberiani. Continuavo a nascondermi sotto le coperte per un ricercato senso della mia invisibilità, fino a che il caldo diventava asfissiante ed opprimente obbligandomi ha scoprirmi, e solo allora mi accorgevo che questo maledetto collegio, in confronto era diventato un oasi di pace e di paradiso.

Ora i ricordi della mia infanzia cambiano, perché in TV stanno mandando in onda la musica dei Pink Floyd. Questo complesso con la loro celestiale ed armoniosa musica, sin dalla lontana adolescenza e crescita della mia vita, mi avevano trasmesso momenti intensi di spiritualità musicale, regalandomi illusioni di libertà estrema e sconfinata, stimolandomi nel sognare la leggerezza del mio esistere, nella fusione totale dell’universo infinito, facendomi viaggiare senza confini, senza padroni, senza regole da rispettare. Con la loro musica erano gli unici capaci di trasformarmi immediatamente, nella persona più buona, altruista, ma soprattutto coraggiosa, poi con il loro video più rappresentativo ormai diventato famoso, (quello dei martelli marcianti vicino al Muro di Berlino) mi ricordavano sempre gli anni dell’oltraggioso silenzio dell’intera umanità, verso il popolo tedesco diviso dall’arroganza dei vincitori.

Ormai catturato ed ipnotizzato completamente dalla TV, continuavo a seguire le immagini festose che trasmettevano nel frastuono musicale, con il riflesso alternato e lampeggiante di luci con colori variopinti. Quando le telecamere inquadravano i giovani ragazzi dell’Ovest, dai loro volti vedevo trasudare benessere bellezza e spensierata allegria, mentre si lasciavano andare al canto ballando al ritmo frenetico della musica, mentre altri non più giovani però silenziosi e nostalgici, rivedevano la loro adolescenza ormai passata, altri ancora ricordavano con amarezza i loro amori ormai consumati dal tempo. C’era anche chi più appartato cercava di vivere in solitudine quella notte, come una testimonianza rara e preziosa della sua vita. Un pensiero però era per tutti uguale e silenziosamente ricorrente: “Dietro quel Muro ci sono i nostri fratelli che soffrono: sono tedeschi come noi. “ Quando abbatteranno quel maledetto Muro? ” Forse sarà stata la magia della musica oppure la sapienza delle immagini trasmesse dal regista tv, cosi ero riuscito a leggere facilmente questo grido silenzioso, che era depositato nei loro pensieri più profondi, nonostante le telecamere inquadravano come impazzite, la diversità della manifestazione nel suo continuo svolgersi ed evolversi, nella sua grandezza e partecipazione immensa.

Per me oggi come ieri è stato sempre inaccettabile e mi violenta il pensiero, che un popolo fraterno potesse continuare a vivere separato e diviso da un Muro, mentre la collettività mondiale non comprendeva o faceva finta di dimenticare, la reale gravità ed assurdità della separazione di un suolo nazionale, contro un popolo che aveva la stessa cultura lingua e tradizioni in comune. Era anche vero che i fratelli tedeschi nell’ultima guerra mondiale, avevano commesso atrocità che nessuno prima di loro aveva mai compiuto, però nell’ipocrisia dei silenzi informativi e nella pratica del terrore comunista, esisteva chi aveva superato abbondantemente il loro malvagio primato. Disumanamente però orgogliosamente avevano creato LA CORTINA di FERRO, nella volontà purtroppo riuscita di dividere e contrapporre per decenni tutti i popoli europei. Mai fu tanto oltraggiata nella storia millenaria l’Europa delle Nazioni.
Tutto era successo dalla fine della seconda guerra mondiale. Un inutile castigo lungo 40 anni che mortificava anche, chi era nato nel periodo della lunga pace, pagata giornalmente con il sangue innocente dei popoli Europei dell’Est, privati dalla nascita del loro bene più prezioso: LA LIBERTA’ Una lunga condanna non può gratificare nessuna coscienza, e non può ripagare alcun errore del passato, ma alimenta odio e rancore verso chi vorrebbe passare nella storia dell’umanità, come il vincitore e salvatore della pace e dei popoli, dimenticando che è la saggezza dell’umanità libera che tramanderà la vera storia.

Spesso mi domandavo come potevano i tedeschi dell’Est, accettare silenziosamente di vivere normalmente sapendo, di avere una parte della loro famiglia nell’Ovest, senza poterla vedere ed incontrare mai più. Mi sconvolgeva e si ribellava il mio animo al solo pensiero, benché non è difficile conoscere i tanti perché di chi vive oltre quel Muro, e comprendere il risultato del perché pochi si ribellano all’arroganza dei vincitori. Si chiama Dittatura-Comunista, esercitata dal potere usurpato al popolo non più sovrano, ma represso ed oppresso dal regime esercitato dai militari al servizio dei comunisti. La stagione autunnale ha una prerogativa negativa che vale per tutti. Piove di frequente, tira vento e c’è freddo. Possibilmente uscendo fuori di casa la sera non trovi nessuno, se prima non ti sei creato degli appuntamenti per ritrovarti con qualcuno in specifico, almeno questo succede nei piccoli paesi di provincia. (siamo nell’anno 1989 ed i telefonini non esistevano ancora) Era capitato a me quella sera perché il grande interesse verso quel programma televisivo, mi aveva catturato nel lungo percorso della proiezione con ricordi e riflessioni infinite, togliendomi ogni entusiasmo nell’uscire ed organizzarmi prima con gli amici. Cosi finita la programmazione televisiva rimasi definitivamente a casa, andando a dormire nei mille pensieri e ricordi.

Quella notte sognai di risvegliarmi in astrale nella parte Est del muro di Berlino: quella comunista per essere più chiaro. Subito l’immagine spettrale e buia di un paesaggio funebre mi colpì incredibilmente, per similitudine identico ad un vecchio film storico in bianco e nero, come spesso ci capitava a noi occidentali di vedere, attraverso i vecchi filmati che la nostra TV aveva mandato in onda. Ero entrato realmente in uno scorcio di vita tremendamente irreale, che si era fermato al tempo della divisione in due della Germania. Per la mia condizione astrale intravedevo ad Ovest oltre quel Muro, dove tutto era musica canti luci e colori, baldorie allegrie frenesie e rimpianti, a contorno di una città viva ed illuminata dalle mille pubblicità, inglobata dal traffico caotico di migliaia di auto dissimili e di vari colori. Qui ad Est era tutto come in un incubo tremendo, senza luci ne colori in un freddo agghiacciante da trasmettere mille paure, ed infinite sensazioni con ansie spiacevoli e mortali, in un tetro silenzio rotto soltanto OGGI dalla musica rock, che oltrepassava il muro grazie ai venti, alternando la gradualità del suo volume o i profondi silenzi, a seconda del capriccio favorevole o contrario del loro libero soffiare, in un contorno di ruderi di case abbandonate e distrutte dai bombardamenti, o lasciate all’incuria del tempo che ricordavano indelebili i mali della guerra passata, creando nell’insieme un paesaggio fantasma ma reale e tristemente presente.

Qui ad Est soltanto il perimetro adiacente al muro era illuminato a giorno, mentre poco distante dallo stesso esisteva un doppio recinto di filo spinato e pali di cemento, creato a funzione di barriera anti umana, con graduali garitte fisse posizionate in perfetta distanza e sincronia tra loro, con torrette alte munite di grandi riflettori che tagliavano l’oscurità confinante, mentre l’abbaiare nervoso dei cani che si udivano in lontananza, annunciavano la loro presenza e minaccia costante. Eppure in mezzo ai vecchi ruderi immersi nel buio poco distanti dal muro, intravedevo un gruppo di ragazzi molto giovani. Benché timorosi ed impauriti con sincronia dei loro movimenti, con l’udito cercavano di catturare la musica a secondo l’umore dei venti, spostandosi velocemente a destra o sinistra avanti o indietro, senza far il minimo rumore. Nei loro veloci e nervosi sguardi c’era paura, nei loro pensieri il terrore di essere individuati arrestati e malmenati dalla polizia politica, che sempre pattugliava anche in mezzo ai ruderi, essendo la zona vietata alla circolazione e transito dei civili. Ma tanta era la voglia di compenetrare e sognare con quella musica, che regalava loro l’ illusione di essere ed esistere come uomini veri e liberi. Per loro era importante esserci soprattutto oggi, sognando di essere oltre quel muro assieme ai propri fratelli tedeschi, anche se domani tutto ritornava maledettamente uguale ed il sogno svaniva nei ricordi, seppellito e schiacciato dalle pene e sofferenze dell’infausto regime.

Mentre ascoltavano in sacro e prezioso silenzio le note della musica, che leggera viaggiava libera nell’aria sopra di loro, io leggevo nei loro cuori e nell’ intimo del loro esistere, le infinite sofferenze, privazioni, paure e ricatti: della loro preziosa giovane età non sapevano più che farsene. Anche se molti non si conoscevano per nome perché quella sfida di essere oggi qui, era stata tenuta sempre segreta da coloro che negli anni l’avevano preceduti, ed oggi come ieri per tutti dentro i loro cuori c’era un solo grido silenzioso, per me assordante violento e tremendo: Libertà, Libertà, Libertà. Alcuni si commuovevano reprimendo con forza questo sentimento, mostrando l’innaturale durezza dei loro volti acerbi, altri in silenzio incapaci di reprimerle, lasciavano cadere lacrime copiose dai loro occhi, e quando i fari sempre accesi delle torrette di guardia al muro, alla cieca gli inquadravano nella penombra degli anfratti dei ruderi, per estremo pudore si giravano di spalle ai compagni, per tentare di coprire il loro volto bagnato dalla sofferenza: altri ancora incattiviti nei loro cuori, elevavano un grido sordo di rimprovero e condanna verso DIO. “ Dio perché. Dio non è giusto. Se esisti facci ritornare uniti: siamo tutti fratelli! Come puoi permettere che l’ingiustizia trionfi sempre, senza che tu non intervenga mai! Se esisti veramente dimostramelo, ed imparerò ad essere un credente anch’io.”

Cosi mi ritornarono alla triste memoria, le mie letture adolescenziali su Selezione del Rider’s Digest. Oggi dopo decenni ero qui incredibilmente testimone invisibile, non più bambino lettore incredulo che si nascondeva sotto le coperte, perché impaurito ed oltraggiato da tanta cattiveria umana. Durante il mio lungo percorso di vita spirituale nella ricerca delle verità, avevo avuto la consapevolezza che DIO per rispetto del nostro libero arbitrio, non interviene MAI sugli uomini e sulle cose. Ora comprendevo anche perché ero stato chiamato anni fa, ad assistere alla visione dell’Arcangelo Gabriele, mentre suggeriva al Segretario dell'URSS M. Gorbaciov, di riprendere le trattative sul disarmo nucleare. La sfida del male va combattuta dagli esseri umani perché creazione degli stessi. È nel libero arbitrio che va affrontato combattuto ed annullato.

Per cui testimone diretto di tanta sofferenza, anche se precedentemente negli anni incredibilmente dimenticata, spinto dalla rabbia della ragione decisi di intervenire. Come uno stratega del paranormale o dell’incredibile, se volete anche di un sognatore che ama la giustizia sugli uomini e sulle cose, pianificai il mio segreto intervento che gradualmente ed eccezionalmente, si andava profilando in chiarezza e particolarità nella mia mente. Io ci credevo e sapevo di poterci riuscire prendendo alla sprovvista tutti, velocizzando incredibilmente tutti gli eventi consequenziali, ritardando o annullando le capacità decisionali dell’altrui malvagio. Oggi non sono più quel bambino indifeso e succube degli eventi negativi, che la malvagità dei più singoli seppur dall’aspetto umano,relega in prepotenza e violenza gratuita ai propri fratelli e sorelle,per la vanità del proprio orgoglio e carriera o per i diversi possessi individuali, mortificando e soggiogando i più deboli, bisognosi, indifesi, emarginati.

Non so dove avevo letto o saputo che la musica, oltre che ha trasmettere note e sinfonie udibili immediatamente da tutti, potevano anche contenere dei messaggi nascosti non udibili dall’orecchio umano, però ricettivi dalla mente. L’esempio è proprio quel gruppo sparuto di giovanissimi dell’EST: nonostante sapevano di rischiare molto, anche la vita, stavano li ad ascoltare la musica proveniente dall'Ovest, avendo il coraggio e la determinazione di rimanere sul posto per ascoltarla, nonostante i grandi rischi che continuamente correvano, con le pattuglie in perenne perlustrazione. Da parte mia con le facoltà che l’astrale mi contempla ed omaggia, dovevo inserire in tutta la musica che sarebbe andata in onda, un breve messaggio sublimale,(nascosto) che doveva essere percepito da tutti indistintamente dal sesso e dall’età. Coraggio – (quello mai avuto) Pace – (senza usare armi e forme di violenza) Unificazione – (espressione del loro più grande desiderio)

Tutte le note musicali spaziando con il vento continuamente da Est come ad Ovest, dovevano inondare i cieli della città saturandola permanentemente, entrando gradualmente nella mente di tutti gli abitanti delle due Berlino, trasmettendo e fissando il messaggio sublimale, con i tre principi fondamentali in esso contenuti: CORAGGIO - PACE – UNIFICAZIONE, obbligandoli ad uscire di casa ed andare tutti in una direzione: IL MURO CHE DIVIDE BERLINO. In garanzia di ciò mi compenetrai astralmente nel vento direzionandolo, per raggiungere anche gli angoli più remoti della grande città divisa, spaziando da Ovest come ad Est in una continua ed altalenante successione ed inversione.

Tutte le sentinelle, guardiani, militari e politici del regime comunista, compreso i loro massimi superiori in grado in servizio permanente, vedendo inizialmente il graduale assembramento e la pacifica invasione bi-direzionale, che avveniva attraversando pacificamente la famigerata porta di Brandeburgo, nonostante gli ordini intransigenti che da sempre l’obbligavano all’uso immediato delle armi, gli stessi non dovevano mai sparare ed opporre alcuna resistenza, durante i continuati ingressi ed uscite non autorizzate. “ La porta di Brandeburgo o di Berlino, dalla nascita del muro segnava il confine strategico con le due Berlino, rimanendo l’unico punto di accesso ed uscita per gli alleati e gli stranieri autorizzati.”

Erano tutti tedeschi come loro, pacifici e senza armi, che vogliono la riunificazione della Germania: questo dovevano soltanto pensare i diretti interessati presenti al quotidiano servizio. Chiunque di ogni ordine e grado superiore, sia militare che politico ora assente, però richiamato urgentemente in servizio, NON POTEVA e NON DOVEVA dare l’ordine perentorio, di sparare contro la folla che attraversava in modo perpetuo la porta di Brandeburgo. In un continuo scaricabarile dovevano evitare di assumersi singolarmente, la responsabilità dell’ordine di far fuoco contro la folla manifestante, perché la storia ed il mondo intero davanti ad una carneficina senza eguali, l’avrebbe bollato per sempre come il BOIA D I BERLINO. Per tutti i soggetti in carica rimandare la responsabilità, dell’ordine ultimo di aprire il fuoco delle armi contro la folla, con gli stessi ordini che FATALMENTE DOVEVANO INVERTIRSI, nella loro terminale interpretazione favorevole alla continuazione, del libero ingresso ed uscita dalla porta di Brandeburgo, era possibile tra i mille dissidi, gelosie, vendette ed ipocrisie sempre esistenti, tra le forze politiche e le forze militari: queste ultime abbastanza responsabili delle numerose difficoltà, che avrebbero trovato nel fare eseguire l‘ordine dai propri soldati subalterni, nell’aprire il fuoco contro una folla inerme e disarmata composta da donne e uomini, che come loro desideravano l’unione pacifica della Germania. SAPEVANO (!) di rischiare strategicamente un ammutinamento generale di tutte le truppe, e possibilmente una contro rivolta a favore del popolo stesso, con amare conseguenze dirette verso loro stessi.

L’invasione pacifica doveva avvenire con tale rapidità, da lasciare interdetti ed incapaci di assumere concrete ed immediate capacità decisionali, anche i vertici supremi della NATO e del PATTO di VARSAVIA, sempre concreti nel considerare e praticare disciplinatamente, che l’ultima decisione per un intervento armato di questa portata, doveva essere presa dal comandante generale in capo del vertice organizzativo, non ultimo (per i sovietici) il nulla osta del loro Presidente e Segretario di partito.(M.G.) Persone chiaramente difficili da rintracciare nell’immediato, che da disturbare senza una chiara descrizione degli eventi in veloce progressione: calcolando segretamente che le gerarchie militari dell’Est, sono state sempre una perfetta filiera lunghissima. Come potevano mai pensare e considerare seriamente, una contro rivoluzione cosi straordinaria ed eccezionale del quadro Internazionale? Questo pensiero non esisteva nemmeno nella mente fertile, del più grande scrittore di romanzi gialli, polizieschi o di fantascienza, figurarsi nelle menti dei grandi strateghi, abituati a ben altre teorie di attacco e difesa o contro attacco militare.

Quando tutta questa strategia gradualmente cominciava delinearsi in modo chiaro, il succedersi degli avvenimenti dovevano correre più veloci, delle loro lunghe, ponderate e sofferte in-decisioni. Per noi telespettatori inizialmente increduli della diretta storica dell’evento, FU COSA FATTA, anche perché nel mondo questa notizia, sapevo che poteva raccogliere negli animi e pensieri silenziosi di milioni di persone, solo consensi e preghiere di fattibilità reale ed immediata, come precedentemente era successo nella Polonia Cattolica di Solidarnosc, condotta con coraggio alla ribellione sindacale di massa dall’operaio Lec Walesa, che con il suo libero movimento operaio negli anni precedenti, aveva risvegliato le coscienze operaie anche nelle vicine nazioni a conduzione comunista.

Durante la fase delle incertezze del presente nella Germania ancora dal potere indefinito, intelligentemente e sapientemente dopo l’Unione Sovietica, nella persona del suo Presidente e Segretario di partito M.. Gorbaciov, non volendo compromettere la sua politica della trasparenza, avviata precedentemente in tutto l’impero dell’U.R.S.S. che inesorabilmente aveva compattato nei diversi settori istituzionali sovietici, numerosi e silenziosi nemici della futura democrazia, scelse coraggiosamente di dimostrare a tutti i popoli e governi della terra, la sua volontà pacifista e di vera riforma democratica dell’impero, per cui una volta raggiunta con l’aereo la GERMANIA in fervida e paurosa attesa, con timori anche internazionali nel conoscere le direttive del governo sovietico, quando inaspettatamente e pubblicamente dichiarò: “ è un vostro affare interno ” autorizzò di fatto l’unificazione ufficiale ed immediata della Germania.

Bene ha saputo decidere in conseguenza, (sempre M.G.) quando una nazione occidentale in perenne mania di grandezza, (Francia) già occupante stabilmente un settore della Germania Occidentale, fortemente contraria ad abbandonare definitivamente lo stesso suolo tedesco, benché l’unificazione ne aveva annullato la necessità ulteriore della loro presenza militare, allora ebbe a dichiarare nelle “ non trattative.” “ Noi abbandoneremo il territorio tedesco per ultimi, quando voi l’avrete abbandonato definitivamente. ” Cosi per ultimi i sovietici abbandonarono per sempre la Germania dell’Est, con il loro uomini e mezzi militari, smontando definitivamente tutte le diverse infrastrutture in loco esistenti.

A parte gli intrighi ed accordi silenziosi e trasversali della politica vera e propria, nel giro di poche ore dalla dichiarazione ufficiale di Gorbaciov, una marea umana attraversò la porta di Berlino nelle due opposte direzioni, senza violenze, senza sparare un solo colpo, ma con allegria, incredulità, e finalmente in massima LIBERTA,’ frantumando quel muro di cemento che per decenni li aveva divisi, a colpi di martello, compressore e pale meccaniche, e per chi quel muro negli anni passati aveva rubato un sentimento, un sogno, un futuro, una vita, per non dimenticare mai si portò a casa per ricordo perenne, un pezzetto di quel muro freddo e duro che tanto aveva odiato nella sua vita.. Per me è stato emozionante vedere in televisione, una coppia di giovani berlinesi baciarsi sotto la porta di Berlino. Abbracciati stretti assaporavano il piacere della nuova libertà, mentre nei loro occhi si vedeva brillare la certezza di un futuro migliore, ed una nuova e luminosa rinascita assieme. Non c’è ricompensa migliore nel godere della felicità altrui anche se breve e fugace, è sempre un’intensa emozione che vale sempre la pena di vivere, perché la parte più profonda dell’animo gode anche della loro felicità, repressa da troppi anni di duro ed accorto silenzio delle liberal democrazie.

A questo sogno lucido, viaggio astrale o desiderio inconscio, non è tanto necessario cercare di determinarne il confine invisibile, che divide sempre la realtà oggettiva dalla fantasia infinita. Provate voi essendo non scrittori come me, cercare di abbinare la cronologia storica con il chiarimento specifico degli eventi accaduti, per dare al racconto una giusta ma diversa dimensione dell’accaduto. L’importante sarà che visionari come me, possano continuare ad esistere sempre più numerosi, perché nel nostro intimo abbiamo bisogno di continuare a credere, di poter cambiare e migliorare il mondo intero, magari riponendo più fiducia nei pochi uomini di buona volontà, (spesso denigrati) che nei loro silenziosi ideali custodiscono sentimenti di vera sensibilità e rispetto umano, (M.G.) non limitandosi al nostro pari soltanto nel sognare e fantasticare, ma con coraggio e rettitudine si adoperano faticosamente attraverso le diverse istituzioni, con vero amore e rispetto sacrale del proprio popolo.

Ritengo che la vera importanza da evidenziare e sottolineare in questo racconto, è stata la loro immediata e reale libertà nell’unione nazionale riconquistata. L’ASSURDO concedetemelo: era la nostra NORMALITA’ nei silenzi. Negli anni precedenti ricordavo di aver assistito terrorizzato, alle sistematiche, crudeli e mortali invasioni dei carri armati ed eserciti sovietici, che sotto l’egida del Patto di Varsavia, invasero Nazioni come la Cecoslovacchia ed Ungheria a loro in regime sottomesso, perché i rispettivi popoli benché soggiogati e duramente repressi, si erano ribellati al governo fantoccio del regime comunista, scendendo in piazza per manifestare e gridare pacificamente: Libertà, Libere elezioni, Libera Patria. In Europa dopo Berlino, tutti i popoli oppressi e schiacciati dal grande impero dittatoriale del comunismo, ORA dovevano liberarsene al grido unisono di LIBERTA.

La lotta al comunismo europeo doveva essere vinta senza una guerra, senza sparare un solo colpo di cannone, perché già troppo sangue e morti i popoli oppressi, avevano immolato nel nostro disinteresse e colpevole silenzio. Storicamente (questo è successo realmente) nello spazio di un brevissimo tempo, in tutti i paesi dell’Est Europeo sottoposti da decenni , alla violenza repressiva e rigida del regime comunista, compreso le lontane repubbliche del Caucaso ed Asiatiche, quando al GRIDO UNISONO di LIBERTA’ e DEMOCRAZIA, come una valanga grandissima potente ed inarrestabile, contemporaneamente travolsero tutti i vecchi sistemi governativi, consolidati ormai da decenni dagli oltraggiosi regimi comunisti, non solo riuscendo a recuperare l’Indipendenza nelle loro singole Nazioni, ma abbandonando definitivamente ogni ancoraggio ideologico al vecchio partito oltranzista.

In conclusione vorrei ricordare a tutti i fratelli e sorelle tedeschi, finalmente riuniti dopo il lungo calvario, di non dimenticate mai gli anni bui e dolorosi della separazione, perché essa rappresentò la divisione del corpo e dell’anima di un popolo fraterno, perché ha seguito le diverse vie della malvagità nelle tentazioni ed arroganze ideologiche. Spesso si dice senza convinzione che siamo tutti fratelli: questo verosimilmente è vero perché siamo tutti fratelli e sorelle Spirituali, generati da un unico Padre Spirituale Celeste, che non stranamente nelle diverse religioni tutti chiamano DIO. Se impariamo a considerare questa primaria verità, allora tutti diventeremo dei migliori fratelli e sorelle, capaci di affrontare le difficoltà della vita terrena con amore rispetto e pace interiore. Alla fine di ogni singolo racconto mi sento sempre domandare, se il mio fu un viaggio astrale, sogno cosciente o chissà cosa. Sinceramente nemmeno io riesco a dargli una precisa connotazione e proprietà grammaticale, anche perché spesso sono state esperienze vissute in tempo reale ed in rapido svolgimento, che poi trovavo riprodotte nei diversi contenuti e sistemi dell’informazione, quantunque questa specifica realizzazione in narrativa, sia stata il più bel regalo che mi sono fatto e donato all’umanità. Credo che difficilmente le realtà politiche militari ed economiche di allora, avrebbero potuto raggiungere cosi velocemente questo bellissimo risultato.

P.S.
Anche l’infame e crudele invasione dell’esercito militare Sovietico contro l’Afghanistan, ora doveva assume pubblicamente la conoscenza di tutte le sue caratteristiche negative, che da molti anni erano state silenziate a sfavore del popolo dell’ Afghanistan, abbandonato a se stesso, senza un vero esercito, non più sovrano ne indipendente, aggredito e sistematicamente annullato mentre gran parte del suo territorio, era stato abusivamente occupato dalle truppe sovietiche. (l’ONU compiacendo) In Italia incredibilmente esisteva un silenzio politico di tutta la sinistra, dettato dalla loro forte influenza ingerenza e possesso del potere informativo, sfruttando il percorso ideologico maturato negli anni, nei confronti degli ingenui simpatizzanti, dove l’evidenza dell’aggressione veniva negata o ingannevolmente motivata.

Ogni ipocrisia nel dibattito politico (in Italia) convergeva sempre sul ricordo della guerra, che fu combattuta orribilmente dagli americani negli anni 70 nel Vietnam, quando il Nord diviso combatté per lunghi anni contro il Sud, quest’ultimo appoggiato militarmente dall’esercito americano, che nella conoscenza mediale degli orrori e misfatti infiniti delle sue truppe, imposero alla coscienza collettiva dell’opinione pubblica americana, la totale ribellione, rigetto e rifiuto nella prosecuzione del loro impegno militare, che si concretizzò con il ritiro definitivo delle sue truppe dal Vietnam del Sud. Una nuova e chiara informazione della barbarica aggressione dei sovietici, doveva cominciare ad esistere anche grazie all’interesse ed appoggio esterno degli americani, cosi a pari demeriti ed orrori i comunisti nel mondo, avrebbero cessato non solo di osannare sempre e soltanto gli orrori del passato altrui, ma divenire ed essere pubblicamente e sfacciatamente un cattivo esempio di, “ esportazione ideologica imperiale e guerrafondaia ” (termini da loro riservati agli americani) Gli avvenimenti del dopo furono chiaramente pubblicamente e diversamente manifesti, e costrinsero amaramente il grande esercito sovietico, all’abbandono e ritiro definitivo delle sue mire espansionistiche in Afghanistan.

A futura memoria è utile ricordare necessariamente, che Piazza Tienanmen (Cina) è ancora una ferita aperta nei nostri cuori, che soltanto la LIBERTA’ del popolo cinese potrà risanare, anche se le recenti aperture governative potrebbero portarci a ben sperare, evitando il succedersi delle NEFASTE PROFEZIE che ci tramandano: “ Tragico caotico e mortale flusso epocale di emigranti, (Marea Gialla) facenti parte di un grande popolo in forte bisogno di libertà, che determinerà la disintegrazione della propria identità territoriale, con la pericolosa destabilizzazione dell’intera area regionale, creando nei paesi ospitanti grandi problemi di ordine pubblico sociale ed economico, instaurando la creazione ed accettazione di un nuovo razzismo sociale.” Credo che non facciano riferimento al defunto impero sovietico, (essendo Marea Gialla) che ci ricordano l’ex annessione forzata delle 25 repubbliche asiatiche e caucasiche, perché l’attuale democratizzazione delle stesse non evidenzia queste spinte sull’emigrazione. Questa mia ulteriore espressione di libero pensiero interiore, rientra nel rispetto dovuto verso il lettore. A questo punto è legittimo sentirmi porre da parte vostra una domanda precisa: “Cosa pensi del Comunismo? “ L’applicazione dell’ideologica Comunista nel mondo, specialmente in Europa con la sua lunga e martoriata storia millenaria, fatta di continui ed interminabili conflitti interni ed esterni, è stata il male peggiore che l’umana coscienza sociale e collettiva, abbia mai potuto conoscere, sopportare, resistere, soffrire…. e morire nei silenzi, durante l’unico ed eccezionale periodo di lunga pace tra i popoli e nazioni europee.

Senza alcun ombra di dubbio può essere classificata, (l’ideologia comunista) il più grande OLOCAUSTO ed OBBROBRIO che il genere umano, abbia mai potuto generare ed ingannevolmente divulgare e diversamente promozionare, nella falsità dei suoi veri contenuti ideologici politici e pratici, sapendo volutamente che privava le libertà dei popoli, schiacciati e repressi da una ideologia che nel suo credo esistenzialista e Fondamentalista, Istituzionalizza-va la repressione delle libertà individuali. Purtroppo milioni e milioni di esseri umani oggi sono assenti perché defunti da tempo, ad opera degli stessi numerosi compagni fedeli all’Ideologia del Razzismo Comunista, che ancora OGGI nel mondo non accettano ne consentono o concedono, alcuno spazio di libertà individuale e popolare, perché reprimono ogni forma di espressione di libertà nella violenza e sopraffazione, rappresentata dall’autorità militare che è il braccio vigile soffocante e silenziosamente mortale, dell’Impero Ideologico Comunista. Un triste esempio dei nostri giorni? Cina, Corea del Nord, Cuba, Vietnam, Myanmar. (ex Birmania)

Questa Amara Realtà Dittatoriale, che si nasconde dietro l’ingannevole nome del Partito Comunista, non può essere assimilata o appartenere a nessun genere della politica dei partiti, perché nelle realtà storiche (i succitati paesi sono una ennesima conferma) viola le norme basilari di tutte le Costituzioni Democratiche, in esercizio e funzione nei paesi liberi a suffragio popolare. Tutte le nostre Costituzioni ottemperano nel loro interno codici primari ed invalicabili, sull’obbligo del rispetto dei diritti umani e delle libertà individuali, con normative in tutela e garanzia delle sovranità popolari. Il buon senso deve obbligarci nel pretendere ed esigere una unanime abiura, attraverso manifestazioni di vera solidarietà per quei paesi ancora oggi, sottoposti e schiacciati dalla sua arrogante dittatura, mentre l’impegno di tutti i governi liberi della Terra, deve pretendere ed imporre anche attraverso l'applicazione di sanzioni speciali, il rispetto universale dei diritti umani e delle libertà politiche. È opportuno che le disinformazioni o interpretazioni buoniste cessino di esistere, anche nei paesi liberi (Italia compresa) dove si vuole ancora legittimare nei parlamenti sovrani, la loro non democratica ed anticostituzionale presenza, adducendo ingannevoli ed assurdi principi, di diversa applicazione ideologica sul territorio nazionale, mentre la loro ipocrisia continua a vestirsi di apparente democrazia pace e libertà, chiamandosi addirittura in causa per la difesa dei diritti sui lavoratori e delle minoranze, che storicamente sono state le prime categorie, a pagare con il proprio sangue i loro diritti da sempre negati dall’ideologia comunista.

Il comunismo è stato e nel tempo sarà amaramente annoverato negli annali della storia, come il più grande genocidio ideologico a sfondo razzista in apparenza politico, che il genere umano dalla sua primordiale e difficile esistenza, abbia mai potuto subire oltraggiosamente ed amaramente pagare con la propria vita. Ogni forma di istintiva ribellione, non condivisione e mal accettazione, imposta dalla rigida dittatura ideologia, ha trovato attraverso la strumentalizzazione e devianza psicologica di migliaia di compagni, dei perfetti esecutori delle sue più nefaste brutalità, rappresentate per similitudine soltanto alla malvagità del Male Supremo. Ieri come oggi tutti i tutori e mentori dell’Universo Comunista, sono portatori e mietitori di morte delle libertà negli individui e nei popoli. Risvegliare e portare in specifica conoscenza tutto il mondo libero, dei grandi mali perpetrati dal perenne inganno ideologico del partito comunista internazionale, è un obbligo sociale culturale e morale di tutti gli uomini liberi di buona volontà, che sanno veramente amare la Libertà, la Verità e la Giustizia non politica: altro assurdo ed incivile cavallo di battaglia messo in atto anche contro le democrazie.

Vi siete mai posti queste domande? Ci vuole veramente tanto coraggio per condannare per sempre il Comunismo? Perché non allinearlo nella sua reale ed evidente brutalità repressiva e delle libertà individuali, espresse e condannate storicamente da tutti i popoli contro il fascismo e nazismo, oggi fortunatamente non esistenti in nessun governo del mondo? Accettare ancora in silenzio il comunismo senza una condanna storica, appare chiaro una connivenza ideologica di coloro che sognano ancora il trionfo del male. Allora concedetemi e non meravigliatevi del mio naturale rigetto contro il comunismo, compreso tutte le dittature ancora esistenti sulla Terra. Ragioni ed ideali che mi imposero in tutti questi lunghi anni, una silenziosa ma determinante ingerenza.

Disamina.
Nello sviluppo e benessere futuro di tutte le società mondiali, non bisogna negare l’indispensabilità primaria della ricerca ed evoluzione in Dio, che non si può esprime liberamente con l’applicazione generale delle moderne teorie di mercato, a vantaggio esclusivo del capitalismo sfrenato, accentrato in pochissime multinazionali e corporazioni. Le loro strategie economiche mirano soltanto al raggiungimento, di egemonie di mercato sul consumismo di massa, basate per il loro arricchimento esclusivo in divenire sempre più egoisticamente esagerato, mentre la cruda realtà della fame dei popoli sottosviluppati del terzo e quarto mondo, resta delegata alle singole coscienze in odore di solidarietà amore e rispetto verso i deboli. La mortificazione di uno STATO di DIRITTO in vergognosa attesa, deve Ribellarsi ed Imporsi nelle diverse priorità, rappresentate dalle numerose esigenze sociali e vitali dei singoli popoli.
Un vero STATO DEMOCRATICO deve ERIGERSI in difesa ISTITUZIONALE, per la dignità ed equità sociale in rispetto ed obbligo che deve al suo popolo sovrano:
“ assumendo in gestione professionale con finanza pubblica, la meta delle strutture di ricerca e fabbricazione dei prodotti sanitari facilitando e promuovendo gli accessi all’istruzione, con verifiche capillari sul rispetto degli obblighi scolastici e didattici
ponderando la reale esigenza territoriale prima dell’offerta sull’edilizia popolare ”
“ intervenendo nelle aree di massimo disagio occupazionale, con un assegno mensile fisso di indigenza erogato per legge dopo le opportune verifiche, soltanto dal Segretario Generale in servizio nei singoli comuni, (eliminando di fatto enti associazioni e sindacati a conduzione clientelare e politica) in alternativa con l’attuazione e la realizzazione in loco di posti di lavoro finanziati dallo Stato, inizialmente in competenza gestionale di un vero professionista eletto dal consiglio comunale, per essere in seguito delegata in responsabilità controllata agli stessi lavoratori ” Questo ultimo intervento deve mirare alla ridistribuire delle risorse lavorative del paese, dove la produzione dei prodotti debbono essere inseriti nel loro contesto di “regionale consumo” o reale esigenza di mercato aperto strategicamente all’esportazione dei vicini paesi stranieri, in rapporti di export-import da sviluppare o consolidare. Ancora oggi per me resta incomprensibile l’esistenza di un vantaggio economico, di prodotti fabbricati al Nord mentre debbono percorrere più di 1.800 chilometri per arrivare al consumo del Sud. La rivalutazione e ridistribuzione delle risorse lavorative del paese serve principalmente, per attenuare il grande problema delle disparità occupazionali ed economiche della nazione. Il capitalismo ed il socialismo democratico debbono imparare a convivere, dividendosi i relativi compiti di sviluppo ed assistenza sociale.

Amara riflessione. LA GIORNATA DEL SILENZIO imposto dalla stampa italiana.

Il 9 novembre 2005 è stata dichiarata per legge parlamentare italiana: “ La giornata della libertà “ in ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino avvenuto il 9 novembre 1989. Evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi ed auspicio di democrazia, per le popolazioni tuttora soggette ai totalitarismi. Merita una ulteriore riflessione, come viene amministrata la libertà dell’informazione in Italia. Giornalisti in sciopero il 9 e il 10 novembre 2005, proclamato dalla Federazione nazionale della stampa italiana in seguito alla rottura con la Fieg, per il rinnovo del contratto nazionale. Lo sciopero è costituzionalmente garantito, però non è la prima volta che detti scioperi filoguidati politicamente, sono proclamati in prossimità di ricorrenze ad interesse nazionale, chiaramente politicamente non le loro, però questi scioperi hanno messo volutamente a tacere, tutte le cerimonie commemorative ed ufficiali in programma, negando al pubblico la conoscenza di questa nuova ricorrenza, che vuole essere un messaggio di LIBERTA’ dei popoli. Il sindacato dovrebbe essere libero dalle interferenze e pressioni politiche, continuando cosi perde il suo valore e fiducia delle classi operaie.
7/26/2007 2:10 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
l mostro di Firenze.
Viaggio nella memoria dei ricordi astrali.
Dopo l’ennesimo omicidio che addebitavano “ al mostro di Firenze “ mi imposi l’obbligo di un mio maggiore interesse ed impegno, perché l’assurda sequenza di omicidi avesse termine. Lo stesso interesse non nasceva per una mia curiosità o desiderio di vendetta, benché esistono i limiti oltre i quali l’arroganza e sfida umana,
possa trovare diversamente pari crudeltà di risposta, a costo di renderti simile anche se idealmente opposto, nelle finalità del male da loro espresso: comunque, non certamente migliore. Sentendo l’ennesimo telegiornale che riportava i scabrosi particolari del duplice omicidio, la coscienza si ribellò ulteriormente determinandomi ancor più maggiormente. Avevo atteso inutilmente la soluzione definitiva del caso da parte degli investigatori: promesse inutili, congetture inesistenti, teorie astratte e prive di risultati reali e concreti, troppo tempo prezioso era passato ed altre vittime innocenti, si erano aggiunte al calvario del dolore e del disprezzo della vita, gettando nella disperazione e nell’abbandono ben 16 famiglie diverse tra loro, ma unite nella perdita più cara e preziosa: la vita dei propri figli ancora giovani ed amanti della vita. Era necessario interrompere immediatamente questo oltraggio della coscienza, che l’opinione pubblica italiana ed estera, era ormai costretta da accettare passivamente da troppi e lunghi anni. Infatti erano trascorsi più di 15 anni, ed erano stati uccisi ben otto coppie di giovani mentre erano appartati in intimità, in tenda o in macchina però sempre in luoghi isolati e boschivi.

Era talmente aberrante l’idea dell’esistenza di coscienze umane così contorte e deviate, da apparire ormai chiara una sfida del male, contro giovani che avevano la colpa di amarsi e voler vivere e piacersi della vita. Volli escludere in me la possibilità di rivedere nel sogno, l’immagine ed i particolari dell’ultimo omicidio, perché cosciente che avrei perso la ragione e la coscienza, rimandando a DIO il mio perdono. Ero certo che la visione consequenziale del delitto, avrebbe stimolato la mia vendetta immediata, conoscendo la mia fragilità umana che si immedesimava, nella disperazione delle famiglie private anche della giustizia umana. Non sapevo quante persone partecipassero ai delitti, e le informazioni sugli stessi apparivano sempre generiche ed evasive, forse per mascherare la vera incapacità degli investigatori, perché comunque in 15 anni non ci fu l’arresto dei colpevoli, mentre apparivano evidenti e chiare le lacune ed incapacità professionali. Se gli assassini erano più di uno sapere per me i loro cognomi, mi sarebbe stato difficile poi ricordarli esattamente: bastava nel ricordo sbagliare una consonante o una vocale per condannare degli innocenti, in più avrei dovuto impararmi a memoria anche la via ed il paese di residenza. Troppo difficile per me abituato ad non avere una grande memoria nominativa, eppoi in questi casi di tensioni emozionali intense, resta sempre difficile una perfetta memorizzazione. Nelle notizie investigative una cosa emergeva chiaramente: l’uso della macchina da parte degli assassini. Nel sogno dovevo prendere il numero di targa della loro auto, e verificare il numero delle persone partecipanti all’ultimo delitto. Il resto sarebbe stato compito degli investigatori, una volta in possesso dell’informazione esatta.

Così una notte sognai di risvegliarmi dietro ad una macchina, Fiat Ritmo di color marrone scuro: ero esattamente d’innanzi al baule dove normalmente viene posta la targa posteriore. Girandomi intorno con lo sguardo per capire dove mi trovassi,
nonostante il buio della sera la zona era illuminata dalle luci artificiali, perché la macchina era all’interno di un benzinaio in servizio serale. Ricordandomi del perché ero li, cercai di visualizzare il numero di targa della stessa macchina,
concentrandomi nella memoria perché avrei dovuto ricordarla esattamente. Non c’era: non aveva la targa posteriore. Lui l’aveva tolta precedentemente per non essere rintracciato prima durante e dopo il delitto. Con la Ritmo era posteggiato all’interno del rifornimento, che rimane sulla destra della gareggiata della strada nazionale o provinciale, priva di qualsiasi illuminazione, dove una linea bianca continua e ben visibile, annunciava una spaziosa curva a destra: 100 metri più avanti. Era entrato nel rifornimento per fare benzina, su una delle due pompe che sono subito all’ingresso,
limitate dalla strada principale da un piccola aiuola (in cemento) lineare e ben curata.

Aspettava in sosta all’interno della sua macchina, che gli automobilisti di tre macchine posteggiate più all’interno delle stessa aria di servizio, oltre che a parlare tra loro finissero di fare benzina attraverso le altre pompe,posizionate nell’area più in fondo a destra, abbastanza distanti da lui. Questa area di servizio in fondo sulla destra era delimitata da un muro alto di cemento, per annullare il sottostante dislivello confinante. Mentre lui aspettava notai sempre dal posteriore della sua macchina,
che aveva delle tendine calate sul lunotto posteriore, da non permettere la facile individuazione del conducente e passeggeri. Nello spazio centrale tra le due tendine posteriori, cercando di vedere chi c’era in macchina notai soltanto “ un guidatore maschio.” Era di corporatura robusta e tozza, ed aveva in testa una coppola tipica dell’entroterra contadina: sicuramente aveva passato i 50 anni, e si era appena girato indietro velocemente per guardare oltre le tendine della macchina, come se avesse percepito la mia presenza invisibile. Per aver la certezza che lui fosse il vero responsabile degli omicidi, cercai conferma leggendo nel suo pensiero.

“ Il mostro “ dalle fattezze umane proveniva ora dal suo ultimo misfatto omicida,
accaduto in un luogo boscoso che distava molto più indietro, nella stessa sua direzione di marcia. Si era immesso in questa direzione stradale per venire a fare rifornimento. Aveva precedentemente attraversato questa gareggiata dal lato opposto,
perché lui proveniva da una stradina non asfaltata immersa in un boschetto.
L’ingresso sulla strada asfaltata era facilitato, perché la stessa era spianata anche se leggermente in salita, ed non aveva limiti ne ostacoli di demarcazione ai lati.
Mentre mi apprestai ad andare avanti con la volontà di vederlo chiaramente in volto,
camminando sul lato destro dell’auto nella parte dello sportello anteriore,
nemmeno il tempo di arrivarci che lui partì velocemente uscendo dal rifornimento,
imboccando la strada nella direzione della grande curva a destra. Durante la lunga attesa aveva lasciato l’auto a motore acceso. Mentre spariva velocemente nell’oscurità della notte, venivo in conoscenza che lui era in uso abitudinario di una macchina Fiat 126 (credo gialla) che faceva guidare da sua figlia per cercare rapporti sessuali occasionali, che ambedue ricercavano nei diversi luoghi della città e confini di Firenze, che servivano per soddisfare la sua perversione anche di insaziabile guardone.

Durante i rapporti sessuali di sua figlia lo stesso si posizionava poco distante,
all’esterno dell’auto, anche se era dei clienti occasionali, mentre la figlia da lui costretta e minacciata, consumava del sesso l’inverosimile delirio, senza freni e censure, simulando piaceri infiniti, gridando e spasimando forte: perché a lui piaceva cosi. Se inizialmente si nascondeva dietro alberi o cespugli, quando il piacere dei sensi del maschio occasionale prendevano il sopravvento, lui si avvicinava fino ad arrivare vicino ai finestrini dell’auto: questo permesso era concesso come condizione essenziale, per consumare il rapporto con la donna che i clienti mai potevano pensare fosse la figlia. Il tutto avveniva e si consumava senza pretendere in pagamento del denaro. Svegliandomi improvvisamente dal mio letto per tanta depravazione e schiavitù, capii che io avevo fallito perché comunque non ero riuscito ad avere, il numero di targa dell’auto usata per l’ultimo omicidio. La sua doveva essere l’ultima vittoria: questo mi dissi fortemente convinto. Fu arrestato a distanza di brevissimo tempo.

Vedendo le immagini televisive che confermavano nei tratti somatici, la strana e perfetta rassomiglianza del conducente della Fiat Ritmo di color marrone, ho creduto finalmente che il silenzio calasse per sempre, su una vicenda tragica mortale e vergognosa, che per lunghi anni aveva martoriato e creato apprensione per tutta la provincia toscana, con l’incredulità ed obbrobrio dell’intera collettività europea e mondiale. Per i mass-media invece iniziò il triste spettacolo propositivo e ripetitivo, nella vivisezione delle singole tragedie e barbarie, con interventi infiniti, discussioni, dibattiti e servizi speciali. L’assurdo e morboso interesse mediatico ne fece un protagonista privilegiato, alternando l’ilarità alla brutalità umana, secondo un copione dell’irreale che riserva maggior spazio, a chi del comportamento umano si è reso simile al demonio, assimilando nell’immaginario collettivo, “i compagni di merenda “ diversamente il cognome del famigerato maniaco, come ad intendere ricordare o riproporre l’infame suo passato, nei confronti di normali persone lontane dall’insana natura del mostro, però oggetto di derisioni collettive o gratuiti sfottò.

Tutto si svolse per piacere e compiacere, chi della natura non umana si è voluto rivede in coscienza par simile, oppure cercare l’inutile derisione della malattia mentale altrui, diversamente ricercare il boom degli ascolti televisivi, dimenticando che la vera giustizia umana non è mai spettacolo popolare, ma riflessione, comprensione, pietà, giusta condanna: anche pratica del perdono se si è abbastanza saggi e forti nello spirito. Noi strumenti malleabili dell’informazione di massa, siamo stati invece a lungo bombardati nella nostra quotidianità, dalla sua innaturale e sempre presenza, mattina pranzo cena sera e notte, alternando il disgusto e la condannata con l’ilarità delle sue battute, dimenticando facilmente il dovuto rispetto di 16 giovani vittime innocenti, morte perché cercavano nella loro intimità il grande sogno dell’amore, trovando invece la malvagità di chi forse non ha mai saputo amare, per questo ha voluto uccidere chi veramente amava.

Negli anni nessuno sensibile omaggio fu reso, ne condoglianze ne preghiere ne memorie, verso quelle povere famiglie delle vittime facilmente dimenticate.
Non dovremo meravigliarci delle deviazioni della nostra prosperosa e progredita civiltà, ma riflettere profondamente sulla nostra estrema insensibilità, dimenticanza ed abbandono sociale e solidale. È stato sempre risaputo che il terrore e la morte violenta dei nostri simili, richiama ancestrali e morbose attrazioni ed interessi, però l’informazione deve porsi anche il rispetto dovuto, (oggi legiferato e garantito) verso quella maggioranza degli utenti che desiderano sempre una giusta informazione, ma limitata e vagliata intelligentemente nei contenuti e proiezioni, non addebitandoci il loro abuso come scusa del nostro morboso interesse, perché come ben ricordo avendo due bambini in età scolastica, dovevo fare i prodigi per trovare un giusto canale televisivo, che non violentasse l’animo e la sensibilità degli stessi: perché non esistono valide risposte ai perché di certi comportamenti umani. Spesso nel postare i miei diversi racconti in Internet mi si domanda, se avessi mai avuto incontri con Satana Lucifero il diavolo ecc.. ecc… Con loro non ho mai avuto incontri o scontri di nessun genere, non l’ho semplicemente mai trovati, in compenso però ho conosciuto il MALE espresso dalle azioni di persone, che rappresentano e manifestano tutta la natura del diabolico, che è insita e abilmente nascosta nel pensiero ed arbitrio di alcuni, che dicono che fanno parte del nostro genere umano.

P.S.
L'AUTO Fiat Ritmo potrebbe anche non essere la sua, ma di qualche suo conoscente ed amico di merende. La fisionomia del volto e del fisico vista attraverso la TV,
corrispondeva esattamente alla mia visione astrale, mentre le attività sessuali della figlia attraverso le notizie trasmesse sempre dopo dalla stampa, sembrano corrispondere a verità: manca la MIA certezza del possesso o uso della Fiat 126 in uso della figlia.



La mafia contro Maurizio Costanzo.
Esercizio della volontà e desideri dell’ astrale?
Fuori pioveva ed uscendo la sera dopo le ore 9, mi sarebbe stato difficile trovare amici per trascorrere la serata assieme. E’ sempre così in un piccolo paese di provincia, ad un certo orario serale spariscono tutti: sembra entrare in vigore il coprifuoco. Per questa ragione si organizza sempre prima la serata, magari in una casa disponibile di qualche amico o amica. Nel caso non piovesse era abitudine camminare nelle strade deserte parlando del più e del meno, magari improvvisando il gioco del torello od altri similari: (è un gioco del pallone con una persona posta al centro del cerchio, che deve cercare di prendere il pallone intercettandolo dai compagni posizionati intorno a lui) Altra alternativa era la pesca dilettante posizionandosi sopra i massi frangiflutti, messi artificialmente a barriera contro l’intemperie del mare invernale: oppure dalla spiaggia se il mare era in forte tempesta, perché la forza del mare andava a scavalcare i massi stessi creando seri pericoli di incolumità fisica.

Quella sera stranamente e contrariamente alla mia volontà, era destinata che io la passasi per forza di cose a casa mia. Accendendo la televisione dopo una breve e veloce visione di tutti i canali in onda,l’unico programma che mi interessò fu guardare il Maurizio Costanzo Show. Mi sorprese il primo piano a tutto schermo del volto di Maurizio Costanzo, mentre lanciava la sua sfida contro Totò Riina, allora ancora boss mafioso in libertà perché latitante, e capo incontrastato ed indiscusso della mafia in terra non solo di SICILIA. Maurizio Costanzo davanti alle telecamere sfidava così Totò Riina: Ma chi è Totò Riina, ha chi fa paura, io non ho paura di lui, ecc. ecc .

Compresi che la trasmissione aveva in oggetto, il ripetuto e dibattuto tema della lotta contro la mafia. Riguardavo il primo piano di Costanzo mentre lanciava da solo la nostra sfida. Compresi velocemente che Totò Riina venendo in conoscenza della sfida TV, avrebbe disposto una sua risposta immediata necessaria per non perdere la sua credibilità, ed affermare definitivamente e malvagiamente il suo potere di terrore e morte, dinanzi all’opinione pubblica anche internazionale. La risposta per lui doveva essere rapida ed esplosiva talmente era stata grande la provocazione:
così riuscii immediatamente a percepire mentalmente mentre continuavo ad ascoltare il Costanzo. Doveva essere di forte monito ed d’esempio a tutti coloro, che in futuro anche pubblicamente avrebbero osato schierarsi contro di lui e la mafia.

Ho sempre pensato e creduto che l’esperienza umana, troppe volte necessita del male per comprendere l’importanza del bene, con questa logica avevo cercato di non intromettermi mai più nei destini altrui, perché tutte le volte che pietosamente ero intervenuto, il tempo del dopo mi aveva dato sempre torto delle mie intromissioni,
benché io avevo apportato astralmente immediati benefici. Questa realtà del dopo in parte negativa mi aveva condizionato moralmente, da obbligarmi a non interferire più nelle vicende umane, ben sapendo e conoscendo le tante ingiustizie, anche se diventava mia la sofferenza e la disperazione delle vittime, però continuavo a considerare i colpevoli sempre sotto l’aspetto umano, mai da giudice superiore e severo o vendicatore dei torti subiti.

Ero e sono perfettamente cosciente che il male genera sempre il bene, ed un mio intervento avrebbe si immediatamente interrotto il cammino del male, però lo stesso si sarebbe ripresentato in forme luoghi e persone magari diverse, però sempre peggiore del precedente come del resto era più volte accaduto. Questo avviene perché non si rimuovono le cause spirituali e mentali, che volontariamente lo hanno creano e determinano. Purtroppo ero e sono consapevole che il messaggio del male genera anche, solidarietà dolore disperazione ribellione desiderio di vera giustizia,
molte volte anche la fede; si perché spesso inesistente. Però in questo caso la morte violenta del Costanzo, si rifletteva nella vittoria della mafia ed avrebbe interrotto quel sottile ma continuo cammino, di speranza fiducia e desiderio di giustizia che finalmente il popolo siciliano, aveva visibilmente e con coraggio pubblicamente intrapreso. Costanzo non doveva essere lasciato solo: non poteva e non doveva morire. Con lui sarebbero morte tutte le speranze di riscatto dei giusti e degli onesti.

L’attentato esplosivo qualunque esso era doveva fallire inesorabilmente: non poteva e non doveva scoppiare. Dopo quella sera seguivo giornalmente i telegiornali nella ricerca di notizie, dove si annunciasse il ritrovamento dell’esplosivo: attesa inutile.
Riflettendoci arrivai a pensare che non potendo esplodere, non si sarebbe mai potuto arrivare a scoprire questa terrificante strategia mafiosa. Dopo diversi tentativi falliti la mafia avrebbe potuto cambiare, le modalità e strategie per la sua eliminazione fisica.
Il Costanzo era senza scorta e sarebbe stato un obiettivo troppo facile. La soluzione migliore era che l’attentato avvenisse, ( se era stato veramente creato e voluto dalla volontà mafiosa) dopo il passaggio della sua macchina con dieci secondi di ritardo,
così da apparire evidente la volontà della mafia di uccidere il dott. Costanzo. Lo Stato gli avrebbe assegnato una scorta permanente, mentre la mafia avrebbe dimostrato pubblicamente di non essere infallibile.

L’attentato ci fu nelle modalità espresse senza colpire assolutamente l’obbiettivo fissato, però rimasero ferite persone innocenti. Questo fu determinato dalla volontà e dalla cattiveria loro di fare una strage anche di innocenti, pensiero che inizialmente io avevo rigettato perché incredulo che potesse esistere, tanta cattiveria nell’animo dalle parvenze umane. La realtà mafiosa dimostrò ancora e subito il volto dell’arroganza e sfida disumana, di chi della mafia era parte integrante ed orgogliosamente appartenente. Ci fu una l’inizio della stagione delle bombe che provocarono dieci morti e 95 feriti, con danni miliardari al patrimonio artistico del paese. Nei progetti di Riina dovevano servire per mettere in ginocchio lo Stato. Addirittura una macchina imbottita di tritolo che doveva fare una strage di tifosi in Roma, durante una partita di campionato di serie A che per “ tifosa volontà di riflesso” incredibilmente e miracolosamente non esplose.

La loro arroganza si era spinta al punto di credersi onnipotenti,ricattando pubblicamente lo Stato Italiano e mortificando la dignità di una intera Nazione. Per la prima volta avvertivo la totale ribellione della mia coscienza, un forte desiderio di dire basta concretamente alla mafia. Ora la lotta alla mafia doveva iniziare a dare i suoi risultati concreti ed immediati. Pentiti, tradimenti, riconversioni, arresti, Casualità, nuove normative di legge, capacità decisionali; tutto doveva concretizzarsi ed armonizzarsi nella definitiva sconfitta della mafia. Nei mesi successivi (precedentemente non era mai successo) si decretarono strabilianti successi dello Stato contro la mafia, con arresti importanti di boss e gregari della cupola mafiosa latitanti da decenni, con sequestro di ingenti patrimoni e denaro. Però mi meravigliava il mancato arresto del boss Bernardo Provenzano: compresi il perché subito dopo. Riflessione personale. L’assurdo era dover dire e pensare che Bernardo Provenzano, era il male minore perché il meno crudele: di per se rappresentava l’antico principio della onorabilità mafiosa (?)

La sua latitanza era ancora necessaria per non creare un vuoto nel vertice mafioso,
diversamente si poteva riaprire una nuova stagione di sangue per la successione del vertice mafioso. Mi auguro che in futuro il suo arresto completi la totale sconfitta della mafia, non più rigeneratrice di se stessa, non più mortificante e mortale presenza in terra di SICILIA. Per secoli questo suolo Siciliano è stato terreno di conquista per chiunque. I suoi abitanti sfruttati emarginati emigrati oltraggiati violentati uccisi,
con il silenzioso tacito di TUTTI. Certamente ieri come oggi non ha aiutato il popolo Siciliano, veder esaltare i crimini di pochi e presuntuosi mafiosi. Dibattiti convegni letterature finzioni cinematografiche, addirittura un nuovo mestiere “L’ANTIMAFIA “ come ebbe a dire indignato un famoso scrittore siciliano. Tutti ne hanno tratto vantaggio, non la cultura e l’onesta del popolo Siciliano. La mafia non è cultura Nazionale ne Internazionale, però le sue colpe si sono riversate su di un’intera regione compreso la Nazione Italiana.

E’ sempre necessario ricordare che la maggioranza dei Siciliani, è gente onesta laboriosa sensibile umana. Questa realtà se sarà evidenziata non farà fare certamente cassetta o audience, però gratificherà la maggioranza onesta dei siciliani che non hanno mai avuto il diritto alla parola. Le loro uniche debolezze ormai ataviche sono:
la fiducia nelle istituzioni e nel potere costituito, la pazienza ed il silenzio nella sofferenza, l’orgoglio e la dignità delle proprie origini, ma soprattutto la fiducia incondizionata a chi di turno, ingannevolmente gli tende una mano in promesse elettorali roboanti, ben sapendo che saranno sempre e comunque ancora delusi.
Ma c’è una cosa che fa ancor più male del perenne inganno: “ l’esser chiamati o sospettati di essere tutti MAFIOSI perché Siciliani.” Questo razzismo è il nostro flagello, il nostro silenzioso ed acuto dolore. Spesso un lungo e sofferto silenzio non significa sempre OMERTA’ ma è la nostra risposta silenziosa al vostro continuo abbandono. Però siamo sempre orgogliosi di essere soprattutto VERI ITALIANI.

N.B.
Cosa c’entra il viaggio astrale in tutto questo specifico racconto? Nulla. Però non dimenticare che potrebbe esistere (?) anche il potere mentale sviluppato dall’astrale,
e certi desideri intimi trovano comunque grandi realizzazioni materiali e positivi,
come furono nello spazio di breve tempo i grandi arresti dei mafiosi in latitanza da anni, con numerosi sequestri dei loro beni.
7/26/2007 2:12 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Il perché della lacrimazione di sangue sulla statuina della Madonnina di Civitavecchia, durante la consegna in curia al Vescovo preposto.

Attraverso la televisione seguivo sempre con particolare interesse, tutte le varie apparizioni e lacrimazioni di sangue, che si manifestavano sulle diverse immagini sacre, sparse nelle località dell’Italia e del mondo. Leggevo nello sguardo dei fedeli, (attraverso la TV) la fede assoluta, il sacrificio, la speranza, il dolore immenso, l’umiltà, la devozione, ed il vero bisogno di ricevere una grazia divina, spesso mai per loro. (in segreto, qualche volta mi dilettavo nel sceglierne qualcuno da gratificare) Nei loro volti c’era si sofferenza, dolore, stanchezza, però nei loro occhi vedevo brillare la vera luce della fede. Un giorno al primo sorgere del sole, (verso le ore 6) dopo una nottata volutamente passata in baldoria con amici, perché non volevo dormire durante la notte, per non essere richiamato da qualche seduta spiritica, come ormai era loro abitudine,mentre ero disteso nel mio letto con il silenzio tutto intorno, e la stanchezza della nottata persa, mi venne da riflettere sulla grandezza divina e dei suoi misteriosi messaggi. Cosi mi addormentai profondamente. Non so dopo quanto tempo, sognai di risvegliarmi all’interno di una grande stanza di un “ palazzo vescovile “ Questo l’ho compresi subito dopo. Era giorno ed ero (invisibile) dinnanzi ad una porta interna, alta ed antica, aperta da ambo i lati, mentre sulla sinistra della stessa a poca distanza, intravedevo un’altra porta simile, anch’essa tutta aperta: le due porte introducevano all’interno di un grande salone, dove ora io mi ero risvegliato.

Nemmeno il tempo di domandarmi come mai mi ero proiettato li dentro, che notai un vescovo che proveniva dalla porta di sinistra, mentre percorreva il breve tragitto per imboccare l’ingresso dell’altra porta a destra. Dalla stessa invece stava entrando una suora, che aveva nelle sue mani la statuina della Madonnina di Civitavecchia, perché doveva consegnarla nelle mani del vescovo. Ricordavo che era la stessa statuina, che faceva accorrere i fedeli da ogni parte dell’Italia, per le sue frequenti lacrimazioni di sangue, tanto da creare interesse della stampa nazionale ed internazionale: per questo il vescovo di quella diocesi aveva dato l’ordine, di prelevarla e consegnarla direttamente a lui. Il vescovo prendendo la statuina in braccio a se, guardandola con curiosità ed incredulità si domandava mentalmente, come può la gente essere così credulona, come può credere al miracolo della sua lacrimazione di sangue.(forse perché la statuina era piccola?)

Cercai con lo mio sguardo una invisibile (per loro) presenza divina. In passato mi era capitato già altre volte, di presenziare alla visione miracolistica di diverse presenze divine, per cui in questa occasione aspettavo di rivedere la Madonna, mentre ripetesse il miracolo della lacrimazione del sangue sulla statuina. Sinceramente ero anche curioso di vedere, come poteva avvenire tutto ciò. Dopo una breve ma intensa attesa, perché stavo molto attento per cercare di vedere, dove LEI si sarebbe invisibilmente materializzata, compresi che la SUA assenza era determinata, dalla mancanza assoluta della fede del vescovo stesso. Adirato da tanta infedeltà spirituale, desiderai fortemente: ” Voglio darti io la sua testimonianza.” Ammirando la statuina nel suo volto…, negli occhi……, nel petto……, desideravo che lacrimasse sangue: il mio, proprio ora che la statuina era nelle sue mani, le stesse che con incredulità ancora toccavano le parti, che avevano precedentemente lacrimato sangue. Era mio desiderio attraverso questa lacrimazione in diretta, riportare la fede ad un uomo di chiesa che fortemente dubitava. Svegliandomi e riflettendo su certi uomini che per mestiere praticano la fede, mi accorsi che mi usciva il sangue dal naso e dalla bocca. Non mi sono allarmato più di tanto, anche s e in passato non mi era mai successo un fatto del genere. C’era in me la certezza che si sarebbe arrestato immediatamente, senza sciacquarmi la faccia con l’acqua fredda; ……e cosi fu velocemente. Dopo giorni la stampa e TV riportarono la notizia del miracolo, avvenuto nelle mani del vescovo mentre prendeva in consegna da una suora, la statuina della Madonnina di Civitavecchia. Compresi ancora una volta, che i miracoli esistono soltanto se si ha la fede necessaria, mentre ricevevo conferma ufficiale che il mio non fu soltanto un sogno.

Nonostante non abbia mai conosciuto personalmente, sia il vescovo che quella suora,
e dichiaro di non essere mai entrato fisicamente in nessuna curia vescovile, quella di Civitavecchia compresa, penso che quel sangue potrebbe essere materialmente il mio.
Non so per quale indecifrabile mistero sia potuto accadere tutto ciò. “ Indubbiamente le lacrimazioni precedenti non possono appartenermi “ fanno parte dei misteri della fede e della intrinsecità divina. Da parte della curia vescovile di Civitavecchia dopo tempo, fu fatto analizzare in un laboratorio di loro fiducia, quel sangue fuoriuscito e raccolto dalla statuina, di cui era testimone sia il vescovo, che la suora. Risultò diverso dal precedente sangue allora catalogato come sangue non umano, perché quest’ultimo risultò di sangue umano, di sesso maschile, gruppo ……… cosi almeno riportarono le cronache. Però basterebbe una analisi del mio DNA, incrociato con quello del sangue che loro possiedono,per stabilire se è effettivamente il mio. Io sono disponibile e lei signor vescovo? (g. g.) Basta escludermi dalla risonanza mediale ed ossessiva della stampa, o forse non gli interessa dimostrare che possa avere ragione io, e torto lei per mancanza di fede? Se cosi fosse lei come uomo di chiesa sarebbe disposto a giurare sulla Bibbia, che la mia descrizione molto particolareggiata qui riprodotta è falsa? Come spesso succede nella vita di tutti i giorni, chi è delegato a compiti specifici sovverte spesso tali principi, schierandosi nella grossolanità della materia, dimenticandosi della fede e dubitando delle sue infinite manifestazioni divine. La credibilità nella fede chiaramente manifesta e testimoniabile, deprime la fede stessa ed il suo principio divino che è in ognuno di noi. E’ opportuno ricordare: “ Beati coloro che praticano ed osservano la parola di DIO, senza chiedere ULTERIORI testimonianze della sua intrinseca esistenza. “

Sequestro di Silvia Melis.
Liberazione Paranormale?

Dopo la tragica fine dell’onorevole Aldo Moro, trascorso un tempo indefinito decisi di continuare ad aiutare il prossimo, escludendo gli interventi collaborativi indiretti con le istituzioni, perché non mi fidavo più di nessuno. Mi sentivo indirettamente colpevole della sua morte, (di MORO) tanto da decidere se un domani mi sarebbe capitato un sequestro analogo, dovevo agire da solo, non so come, però dovevo provarci lo stesso, così da non potermi in futuro rimproverare. L’occasione si presentò molti anni dopo, con il sequestro in Sardegna di Silvia Melis avvenuto nel febbraio 1997. (benché in tutti i precedenti sequestri “stimolavo “ la rapidità della liberazione degli ostaggi.)

Sentendo in televisione i ripetuti appelli per la liberazione di Silvia Melis, anche il SANTO PADRE si era appellato più volte in suo favore, senza dimenticare le continue manifestazioni di solidarietà della gente del suo paese Tortolì, cosicché un giorno mio figlio minore richiamò la mia attenzione chiedendomi, se avevo la capacità (il potere) di poterla liberare immediatamente. La cosa mi stupì per il fatto che quello che oggi vado normalmente raccontando, allora per mia volontà ho sempre lasciato completamente all’oscuro tutta la mia famiglia, anche se scherzando dicevo sempre a loro, di non disturbarmi quando dormivo o ero coricato sul letto: “ perché stavo lavorando.” Loro magari ridevano, però non mi disturbavano più. Questo sequestro per me era occasione per dimostrare a mio figlio, che non bisogna mai arrendersi dinanzi al male altrui, e nello stesso tempo avere una fede immensa, da non porre mai nessun limite alla provvidenza. Però era anche occasione per capacitarmi delle mie facoltà, e per sapere se allora potevo anche riuscire a liberare l’On. Moro da solo.

Così dopo due tentativi andati a vuoto, forse per il continuo sollecito da parte di mio figlio, perché la notte prima di addormentarsi mi ricordava e raccomandava più volte di liberarla, mentre la mattina mi svegliava dimostrandomi apertamente tutta la sua delusione, una volta informatosi con il telegiornale del mattino, che non riportava nessuna notizia della sua liberazione, finalmente la terza notte sognai di risvegliarmi invisibile all’interno di una casa di montagna. Era costruita in muratura, con il tetto basso. Sembrava un buon rifugio invernale e ben attrezzato per i pastori. Mi ero risvegliato all’interno della casa davanti al loro portone d’ingresso, ben chiuso dietro le mie spalle. La stanza misurava 7 metri di lunghezza, per 5 di larghezza, circa.
Sulla mia destra, c’era un grande tavolo di legno rettangolare fornito lateralmente di panche rudimentali, ed in fondo ad esso vedevo seduti tre uomini che giocano svogliatamente a carte. Due erano frontali tra loro, mentre il terzo era seduto nell’estremità del tavolo, con le spalle rivolte ad un camino.
Giocavano tranquillamente a carte illuminati dalle luci di candele e lumi, mentre l’ostaggio percepivo che era rinchiuso all’interno di una stanzetta, la cui la porta di accesso era dinnanzi a me. Avevo percepito che erano soltanto quei tre i sequestratori presenti in tutta la casa,cosi mentalmente ordinai a tutti e tre,di addormentarsi immediatamente e di non svegliarsi per nessuna ragione prima di tre ore. Così loro si addormentarono velocemente con braccia e volto appoggiati sul tavolo, mentre io aprii (mentalmente) la porta frontale dove all’interno sapevo che c’era l’ostaggio. In fondo alla stanzetta semibuia sulla sinistra in angolo, su di un letto orizzontalmente posizionato, c’era incatenata una donna semi sveglia, rannicchiata, esile, minuta, con lo sguardo terrorizzato ed impaurito. Prima di entrare in quella stanza, mi ero reso MATERIALMENTE VISIBILE, per cui quando anche senza chiavi, però mentalmente aprivo i lucchetti che la incatenavano, nascondendo l’operazione trafugando con le mie mani, liberandola le dissi:

“ SONO VENUTO A LIBERARTI - NON AVERE PAURA - E’ TUTTO FINITO.”
(erano frasi che mi ero preparato molto tempo prima) Una volta liberata dalle catene “ prendendola per la mano sinistra, “ attraversammo insieme (prima lei) la porta di quella STANZA PRIGIONE, per passare nell’altra stanza grande dove c’erano i tre sequestratori addormentati. Per non farmi notare dal lei girandomi di spalle, (coprendo la sua visuale alla serratura) mi apprestai a chiudere (mentalmente) per maggior sicurezza quella stanza, cosi da non insospettire subito i sequestratori una volta che si sarebbero svegliati. (la chiusura di quella porta, aveva una serratura esterna del tipo scorrevole) Mentre mi accingevo ad aprire (sempre mentalmente) la porta che conduceva fuori di casa, solo allora lei si rende conto che ero venuto da solo, mentre guardava i suoi sequestratori che erano addormentati con il volto riverso sul tavolo. Forse incominciò a riflettere e dubitare maggiormente.

“” È venuto da solo? I lucchetti delle catene del letto mi sembra che si siano aperti senza chiavi: l’ho visto perché un lucchetto era vicino alla visuale al mio volto, mentre lui l’apriva cercando di tranquillizzarmi. Non ho visto nessun tipo di chiave nelle sue mani, ne prima ne dopo. La serratura della porta, e la porta stessa per l’esterno si è aperta da sola: non poteva aprirla lui a distanza, nemmeno si era avvicinato più di tanto ad essa. Cosa sta succedendo: non capisco se questo mi vuole veramente liberare, chi è; cosa vuole? ””Nell’entusiasmo per la sua liberazione avevo sbagliato accelerandomi nelle soluzioni, perché avevo aperto mentalmente la porta per l’esterno senza avvicinarmi molto ad essa. “ Ormai ero sicuro di essere riuscito nella sua liberazione.” Mentre invece lei ora cominciava ad avere paura anche di me. La guardai nel volto notando che stava iniziando a terrorizzarsi. Mi guardava con terrore e sospetto, forse scambiandomi per un delinquente. Ho paura che possa cominciare a gridare istericamente svegliando i suoi sequestratori. Con tutte e due le mie mani presi il suo volto dolcemente e lo avvicino al mio. (me l’ero studiata prima, per i casi estremi)

La baciai teneramente sulle labbra chiuse per trasmettergli fiducia, energia, coraggio, e chiudendo gli occhi proiettavo nella sua mente il seguente messaggio: “ ricordati che sei mamma, a casa tuo figlio è solo, aspetta te, tu sei la sua mamma, lui vuole solo te.” Benché ancora confusa e stordita, al pensiero di suo figlio si tranquillizzò immediatamente, decidendosi a seguirmi fuori oltre quella maledetta porta. Uscendo fuori e chiudendo accuratamente la porta dietro di noi, (mentalmente, ormai….) mi accorsi che eravamo su di una grande altura con la vegetazione bassa, però sufficiente per nascondere completamente tutta la casa, anche perché priva di piani rialzati: per questo gli elicotteri delle forze dell’ordine, non potevano individuarla facilmente dall’alto. Era coperta gran parte dagli alberi intorno, con ramificazioni distese che protendevano verso il tetto; coprendolo.

Le indicai sulla destra, nel forte pendio erboso con piccoli e numerosi alberi sparsi disordinatamente, la direzione che doveva percorrere per arrivare prima a casa sua; da suo figlio, trovando sicuramente un passaggio automobilistico una volta arrivata sulla strada asfaltata, preoccupandomi poi mentalmente che trovasse realmente un passaggio alla bisogna, (non mi interessava chi fosse, l’importante era che c’era) rassicurandola ulteriormente dicendogli: ”non preoccuparti dei tuoi sequestratori, dormiranno per almeno due o tre ore, tu pensa a correre, correre, senza fermarti. ” L ’ho vista correre scendendo verso destra il rapido pendio: era così veloce come se fosse stata rigenerata da una nuova forza, fino a sparire subito dalla mia visuale, perché i numerosi piccoli alberi disseminati scompostamente sul terreno,rendevano difficile la sua individuazione, anche perché io rimasi sopra, il alto. Rimasi li pochi secondi ancora, guardandomi intorno soddisfatto, perché tutto era proceduto secondo i miei piani precedentemente studiati, e guardando la casa dietro di me mi accorsi che oltre alla porta, sulla destra c’era anche una piccola finestra. FINALMENTE stanco ma soddisfatto, rientrai nel mio corpo riaddormentandomi pesantemente.

La mattina ancora stanco ed assonnato appresi della sua liberazione dalla televisione,
che aggiunse che si era liberata da sola scappando dai suoi sequestratori. Era arrivata prima a casa sua con un passaggio. Era stato mio figlio a svegliarmi per la terza volta consecutiva prima di andare a scuola,perché seguiva il telegiornale per cercare la conferma della sua liberazione. Questa volta invece di rimproverarmi del fallimento,
con gli occhi lucidi e brillanti di felicità come mai visto prima, mi abbracciò con gratitudine e gioia in un trasporto di vera felicità, mai conosciuto e dimostrato precedentemente. Lo visto andare a scuola senza fare tante storie, come normalmente fanno tutti i bambini svegliandosi la mattina per andare a scuola. Era elettrizzato e percorso di felicità in tutto il suo corpo: come se avesse avuto il regalo più bello e più grande della sua vita. Al ritorno da scuola guardandoci negli occhi (con mio figlio)
decidemmo che tutto questo era stato soltanto un bel sogno: il sogno di un grande desiderio realizzato da tutti e due. Però eravamo contenti lo stesso!

Questa sua felicità mi fece comprendere e riflettere, sull’importanza della fine dei sequestri, che avvenivano normalmente in Sardegna e Calabria. Dovevano cessare immediatamente: a qualsiasi costo! Un popolo sofferto come quello calabrese e sardo, fondato principalmente sul rispetto dei valori e tradizioni della famiglia, ospitale per tradizione verso chiunque, non poteva distruggere la propria peculiarità ed umanità per colpa di pochi, che di calabrese o sardo avevano ben poco, se non il rancore totale verso tutta la società. Non fu felicità apprendere mesi dopo, la notizia del suicidio di un magistrato in servizio a Cagliari: lo stesso che era stato assegnato al caso “ Sequestro Silvia Melis.” Era successo che mesi dopo la liberazione della stessa Melis, da parte di un’altra Procura competente per territorio, la stessa attuò un blitz spettacolare presso i suoi uffici di Cagliari, per un indagine giudiziaria parallela all’analogo sequestro, nell’ipotesi e grave sospetto, dell’esistenza di una struttura parallela ed indipendente dalle istituzioni, di cui la gestione della stessa era sospettabile il magistrato in questione, che conseguì direttamente o indirettamente la effettiva liberazione della stessa Melis.

A discapito del segreto istruttorio che per norma di legge è coperto dal massimo riserbo, ci fecero vedere in TV il grande dispiegamento di forze di polizia, mentre a sirene accese arrivavano al Tribunale di Cagliari. Le riprese continuarono mentre perquisivano l’ufficio della Procura di Cagliari, in delega alla stesso magistrato. Ci fu un impiego di mezzi e uomini che necessitavano per logica investigativa ed inquisitoria, la presenza di in pericoloso delinquente latitante, non di un magistrato umano, laborioso, silenzioso, ma soprattutto INNOCENTE. Il tutto avvenne con la ripresa in diretta TV e numerosa presenza della stampa nazionale. Senza contare poi il risalto della grande stampa nazionale e non. “ Per tanto oltraggio e preventiva condanna mediatica costantemente subita, “l’umano magistrato inquisito si lasciò andare all’estremo ed insano gesto del suicidio, come estrema difesa principalmente per la sua famiglia. Il povero magistrato (suicida) aveva amaramente constatato, l’assurdità e gravità di tale manovra giudiziaria apparsa persecutoria nei suoi confronti, e nel tentativo estremo di difendere la sua famiglia, l’onorabilità di uomo, padre, marito, e magistrato, si tolse la vita perché sapeva che ormai nel GIRO assurdo delle colpevolezze da ricercare: “ dantescamente era entrato soltanto lui.” Era stato ingiustamente inquisito, perquisito, e pubblicamente già condannato.

Personalmente mi è molto dispiaciuto “ non averlo incontrato fisicamente in vita: “
è sempre impossibile incontrare (da vive) vere persone umane operose e silenziose.
La morte di un giusto è sempre un ammonimento severo ed allarmante, per tutte quelle coscienze sempre pronte a scalare il proprio successo, a discapito degli umili, degli onesti, di coloro che sanno ancora amare, la famiglia, la gente comune, il proprio lavoro in silenzio, con riservatezza ed onestà interiore e superiore! Il suo più grande errore non fu l’applicazione e l’interpretazione delle leggi, diversamente ed umanamente ha tentato di realizzare il desiderio di tutti: “ la liberazione di una mamma “ applicando il vero sentimento della pietà, (ricchezza dell’animo umano) normalmente assente nei codici, leggi, normative e cavilli dello Stato.

Forse la liberazione della Melis non è avvenuta precisamente come descritta, però il nostro desiderio per la sua liberazione si è realizzato comunque, anche se non posso dimenticare l’estremo gesto disperato, di un magistrato che ragionava prima con il cuore, eppoi applicava la legge. La speranza mi dice che magistrati come lui,
sono la grande maggioranza silenziosa, ecco perché non ne conosciamo i loro nomi, (eppure sono più di 8.000) “ diversamente dai pochi (sempre gli stessi) che amano preferibilmente le cronache in primo piano.

Conclusive riflessioni: molto amare.
Analogie casuali nel sequestro MORO-MELIS. M.- M.
Un bimbo di nome: LUCA era il nome del nipotino di MORO, sempre presente nei suoi affettuosi pensieri e disperate lettere dalla prigione delle B.R.
LUCA è il nome del bimbo della MELIS, sua invisibile forza interiore e speranze di vita futura assieme. A distanza di decenni,sempre la stessa competente ed altamente professionale, presenza istituzionale: come ESPERTO prima in commissione MORO, come (super) G.I.P. nel sequestro MELIS. Sempre in comune un morto eccellente ed innocente: il primo ucciso dall’arroganza delle B.R. e dall’abbandono della politica amica e fraterna, il secondo è morto …“ ORA LO SAPPIAMO PERCHE E’ MORTO! “















Missione spaziale USA in diretta televisiva.
Visione extraterrestre di due astronauti a bordo?

Quale sia la missione spaziale di riferimento al racconto non la ricordo, però per coloro che giustamente credono all’esistenza degli UFO, sicuramente saranno in grado velocemente di individuarla, perché erroneamente la annoverano e nominano orgogliosamente negli interminabili dibattiti, come una testimonianza importantissima dell’esistenza di extraterrestri, mentre la verità è molto ben diversa anche se profondamente riflessiva. Finalmente possessore di un moderno computer anche se non molto esperto, non voglio nel mio voler narrare servirmi dello stesso per una ricerca più approfondita, perché preferisco andare a riscoprire e scrivere, i vecchi ricordi di sogni e viaggi astrali mai cancellati nella mia memoria. Non è mia abitudine arricchire la narrativa navigando in rete, estrapolando e riproducendo così notizie in esso contenute, che nei contesti diversi dell’informazione, sono sicuro che spesso si pratica la logica dell’inganno o dispersione comunicativa, credibile a tal punto da potermi indurre psicologicamente, nei grandi dubbi della storia recentemente passata, la cui natura lascio a te lettore una libera conoscenza interpretativa, escludendomi qualsiasi presunzione e certezze di vita diversamente vissuta.

Questi timori e dubbi mi impongono di non ricercare la data ed il nome esatto, della specifica missione spaziale in seguente narrativa. Anche se nel mio narrare potranno esserci errori,dettati soprattutto dal lungo tempo ormai trascorso. Questa scelta mi conserva e determina nel continuare a narrare, ieri come oggi e domani, sensazioni e visioni di irreali esperienze oniriche ed astrali, senza aver mai potuto verificare materialmente il mio aver vissuto. Del resto allora poco mi interessava, perché non pensavo mai un giorno di essere capace di scrivere queste esperienze, anche se per me nel tempo sono diventate abituali, però consapevole che restano sempre di difficile interpretazione ed accettazione, anche per un pubblico lettore esperto e curioso della materia specifica. Questa narrativa parte da una domanda ben precisa. Visione extraterrestre? Ebbene la risposta è ancora più precisa. No. Leggiamo il perché nell’assurdo ed incredibile racconto.

Una notte sognai di risvegliarmi, mentre volavo libero nello spazio dell’universo infinito. Non si può mai fare un’abitudine a queste genere di esperienze, perché sempre diverse ed improvvise, per cui oltre a provare istintivamente il piacere del volo, assumendo la posizione tipica del volo adottata dall’immaginario collettivo,
espressa da tempo nella ormai figura tipica di un superman, senza sentire caldo o freddo, accelerando o frenando mentalmente la mia velocità, anche perché non c’erano ostacoli visivi davanti, incuriosito ed affascinato dalla profondità ed immensità dell’universo, che nonostante la grande oscurità appariva luminoso e pulsante di vite, in questa incredibile visione globale che è la bellezza dello spazio celeste, che mai si può immaginare di conoscere con le sole esperienze di vita sulla terra, dopo essermi estasiato nel provare e riprovare, le mie varie velocità e frenate improvvise, di riflesso mentalmente ho cercato di conoscere, la vera causa di tale viaggio e presenza sul luogo.

Guardandomi tutto intorno, sulla mia sinistra leggermente indietro, vedevo una navicella spaziale americana, che viaggiava nell’orbita spaziale nella mia stessa direzione. Focalizzando ed allargando l’immagine, ormai ravvicinata per effetto della vista astrale, vedevo chiaramente nel vetro dell’oblò di destra della navicella, il volto completo di un astronauta americano. Stava pensando e riflettendo sull’esistenza e grandezza di Dio, mentre guardava in lontananza la Terra, che vista da quassù appariva troppo piccola, mentre lo spazio attorno era enormemente infinito, continuamente in perpetuo movimento. Tutto troppo perfetto preciso e coordinato, illuminato e colorato da mille colori tutti viventi. Con la sua mente e vista cercava di focalizzare un punto ben definito sulla terra, nell’intento di cercare d’immaginarsi d’intravedere la sua famiglia, la sua città, il fare quotidiano delle persone che lui conosceva. La terra vista da quassù non da i confini delle città e delle nazioni. È una sfera di pochi e bellissimi colori che gira instancabilmente: vista poi da questa posizione privilegiata appare incredibilmente ammaliante ed ipnotica. Emana un invisibile energia attrattiva, come una calamita che ti attira dolcemente ed inesorabilmente. Forse perché ci siamo nati e vissuti, e li sono riposti tutti i nostri ricordi ed affetti.

Dal mio punto di vista mentale appariva come la stessa l’immagine, che da bambino mi ero abituato a conoscere sui banchi di scuola elementare, attraverso le cartine geografiche giganti che pendevano dai muri della classe. La Terra vista da quassù non da modo di vedere e percepire, l’esistenza e la presenza di 5 miliardi di persone umane: ognuno con la sua vita e storia diversa, con dolori, piaceri, successi e fallimenti, morti e nuove nascite. Niente di tutto questo quassù si vedeva. E’ una bella creazione sferica in gran parte azzurra, da sembrare creata ad arte da un abile e pregiato artista del vetro, che gira costantemente anche se in parte coperta da nuvole più o meno intense, di colore bianco azzurro a volte più scuro, con grandi e ben marcati disegni continentali di forma astratta, dal colore marrone e verde profondo o sfumato, mentre l’altra metà resta nascosta per la nostra dinamica ottica, che ci esclude la capacità di introspezione della materia. Il colore del mare la rende bellissima, forse la più bella del creato. Nello spazio tutto intorno nel suo NON silenzio irreale, t’incute meraviglia, rispetto, timore, e profonda riflessione. La troppa perfezione e dinamiche universali in continuo movimento, ci davano una sola risposta: DIO ESISTE.

L’anonimo astronauta mentalmente passò dalla magnificenza del creato, al terrore e paura quando nella sua mente si insinuò, l’eventualità di un guasto tecnico irreparabile alla navicella, che non gli avrebbe più permesso di rientrare sulla terra. Come avrebbe fatto a continuare a sopravvivere senza le sue abitudini, la famiglia la casa il lavoro gli amici. Ora con silenziosa sofferenza riconosceva improvvisamente, quanto preziosa sia sempre stata la terra, la terra di noi tutti che vivendoci abitualmente, non l’abbiamo mai amata e rispettata veramente. Anche i momenti più brutti di disperazione massima vissuti sulla terra, non erano poi così brutti: noi li rendevamo e vedevamo tali. Per la prima volta si accorgeva di amarla, desiderarla: bramava di rientrare subito ed andare a casa sua. Ma la terra era troppo lontana e tutto appariva o sembrava come un sogno, bello o brutto, però di difficile soluzione immediata. Il terrore e la paura dell’imprevisto guasto irreparabile, stava prendendo in lui il sopravvento. Ora compresi il perché della mia presenza.

Debbo dargli la testimonianza che i nostri confini non esistono. Siamo noi a non voler usare le nostre magnifiche facoltà umane, facendoci confinare ed opprimere dalla materia reale, che essendo immediatamente visiva ci rende tutti dipendenti ed illusi.
Voglio apparirgli in carne ed ossa, sarà lui il primo a conoscermi veramente in volto,
e se un domani lo racconterà, talmente sarà incredibile che nessuno potrà mai credergli. Però i sistemi di ripresa satellitare che inviano normalmente le immagini sulla terra, sicuramente ora in funzione, non dovranno riprendermi assolutamente. Cosi mi materializzai visibilmente a lui che nel vedermi non credeva ai suoi occhi, reagendo con una azione fisica scomposta, mettendosi ad urlare e gesticolare tanto da richiamare l’attenzione di un secondo astronauta, che subito veniva verso l’oblò nel tentativo di vedere anche lui, ciò che il suo compagno urlava di vedere. Ero che viaggiavo ad una distanza di appena metri 100 dalla sua navicella, leggermente più avanti dalla visuale del suo oblò di destra.

“”” Vestivo di una normale camicia a maniche corte di colore tutto azzurro,
indossata fuori dai pantaloni lunghi, di colore marrone chiaro. La mia mano e braccio destro era proiettato tutto in avanti, mentre la mano sinistra tutta aperta era posizionata molto più indietro, in un lento e continuo saluto rassicurante. Il mio volto era girato totalmente indietro verso la sua direzione ottica, tanto da essere a lui perfettamente visibile, mentre il mio sorriso era continuamente aperto. Quando finalmente il suo sguardo si concentrò su di me mentalmente gli comunicai: vedi, non sei solo, anche qui c’è la vita, come sulla terra.””””

Io non sapevo che in quella specifica occasione, la NASA aveva concordato una ripresa televisiva in Mondovisione, sicché quando la nostra esperienza si consumava, andava direttamente in onda TV sui molti canali televisivi, precedentemente in prenotazione e sintonizzati con la NASA. Per cui quando ebbe seguito la reazione scomposta dell’astronauta americano, i tecnici della NASA decisero di interrompere immediatamente prima l’audio, poi in conseguenza le immagini della diretta televisiva. Dissero astutamente a causa di guasti tecnici. L’episodio ha avuto una certa risonanza mondiale, per i fautori e promotori dell’esistenza degli UFO. Gli stessi addebitano la reazione scomposta dell’astronauta americano, alla sua visione improvvisa di presenze cosmiche, non individuabili dagli stessi spettatori, perché tagliati fuori dalla prospettiva ottica della ripresa satellitare, che inquadrava soltanto l’oblò e la navicella nella sua parte destra. Sempre gli stessi ancora oggi affermano che l’interruzione della diretta televisiva, è da addebitare alla volontà del governo USA di nascondere la loro esistenza. Per loro questa registrazione ancora oggi rimane, documento visivo e valido della prova dell’esistenza degli UFO.

Con questo mio racconto sono certo di dare a loro un grande dispiacere,affermando che in questa specifica circostanza non erano EXTRATERRESTRI, però per il mio continuo vagare nei sogni e viaggi astrali, posso affermare e confermare che esistono molte civiltà nel cosmo, più di quanto noi possiamo immaginarci, ed alcuni di loro sono più avanti di noi non solo tecnologicamente, ma soprattutto moralmente e spiritualmente. Purtroppo per queste nostre specifiche carenze che sono evidenti realtà da tempo, noi facciamo paura “ anche a loro.” Negli anni passati questa famosa video registrazione, mi è capita più volte di rivederla nei programmi televisivi specializzati, dandomi modo di ricordare quando ne dette notizia anche il nostro telegiornale, proprio di questa specifica interruzione improvvisa della diretta televisiva spaziale. Ormai nella nostra società è una abitudine la non concessione del dubbio, per cui quando l’astronauta in narrativa rientrò presso la sua base, restò escluso definitivamente dalle missioni spaziali.

Purtroppo chi racconta la verità è sempre stato e sarà, soggetto a trattamenti di emarginazione, d’incomprensione, derisione, e nel suo caso specifico: “ un verdetto medico ingiusto di sofferenza patologica con gravi disturbi mentali, evidenziati da violente ed improvvise allucinazioni visive che lo rendono inaffidabile. La continuità del suo impiego può compromettere, la sicurezza delle missioni e la stessa incolumità dell’intero equipaggio spaziale. È fortemente sconsigliabile il suo ulteriore impiego ufficiale, nei progetti e missioni spaziali della NASA. “ In cuor mio spero vivamente,
che attraverso i diversi percorsi di Internet, anche lui arrivi a leggere questa nostra comune esperienza, ed in merito a questa giusta prospettiva ed augurio anticipatamente ti scrivo.

Caro anonimo Amico astronauta americano.
Mi dispiace come è andata a finire, so che ci tenevi tantissimo. Dopo questo particolareggiato racconto ormai pubblicato in Internet, non soggetto al tuo silenzio contrattuale, alfine di mantenere nel tempo il segreto militare e strategico, se ancora oggi i tuoi supervisori e superiori continueranno a non crederti, dovranno domandarsi come mai io lo conosco nei minimi particolari, nonostante il tuo rapporto e quello dei tuoi colleghi e commissioni varie, sia stato da anni segregato e silenziato definitivamente. Tu inizialmente con certezza e convinzione, hai dichiarato quanto sopra riportato nel racconto specifico. Allora come può una persona a te fisicamente mai conosciuta, perché mai realmente incontrata e sentita prima durante e dopo, conoscere questi particolari mai pubblicati precedentemente? Sicuramente vorranno da me altre risposte, però prima delle stesse dovranno almeno reintegrarti pubblicamente. È anche vero che tutto il male non viene solo a nuocere, perché in compenso noi siamo stati anche fortunati, vivendo una esperienza indimenticabile e profonda, anche se assurda ed non facilmente comprensibile ed accettabile da chiunque. Tra noi possiamo dircelo in chiarezza. Non è stato un sogno ne un’allucinazione o illusione, perché è stato un vero miracolo testimoniabile dalla reciproca Fede in Dio. Sinceri saluti ed auguri vivissimi. H’ERMES

Per voi lettori,
è comprensibile e naturale non riuscire a credere alla nostra comune esperienza. Il vostro non credere può essere anche determinato, dalle ricercata normalità e tranquillità per il quieto vivere, oppure dalle conoscenze ormai acquisite e consolidate da più esperienze interpersonali, diversamente da sapienze intime ed interiori tramandate dai secoli passati, considerando principalmente il doppio valore interpretativo della medaglia sociale, che si evidenzia nelle moderne attrattive culturali e generalizzate, che ci impongono il consumismo globale con l'informazione di regime, che non lasciano spazio alla libera introspezione e ricerca interiore. È anche vero che molta responsabilità va addebitata alla nostra tradizionale scienza ufficiale, che non vuole rimettersi in gioco aprendosi pubblicamente verso le tematiche spirituali, le stesse che danno luogo ed origine a questo genere di esperienze. Solo allargando gli orizzonti della mente del cuore e dello spirito, si potrà sperare di entrare nella conoscenza del sapere infinito. Personalmente non l’ho mai ricercato (il sapere infinito!) forse per questo motivo mi trovo proiettato (incasinato?) nell’incredibili storie altrui?

P.S.
Il filmato di riferimento è famoso per tutti coloro che credono alla vita degli extraterrestri: per loro rappresenta una icona. Personalmente non conosco il suo particolare nome, (dell’astronauta) anche avendo visto più volte in TV il filmato di riferimento, perché non pensavo un giorno di scrivere e portare in testimonianza,
questa mia segreta verità astrale.






Corea del Nord anno 1994.
Incidente mortale in laboratorio segreto del Presidente Kim il Sung.

Kim il Sung defunto l’8 luglio (?) del 1994 è stato per decenni il Grande Leader,
"Eterno Presidente" della COREA del NORD. Il vero potere della famiglia Kim risiedeva nella lealtà dell’esercito, che garantiva il prestigio rivoluzionario con l'appoggio del veterano Ministro della Difesa. Si diceva che Kim il Sung supervisionasse praticamente, ogni aspetto della vita della Corea del Nord e gli venivano attribuiti poteri quasi sovrannaturali. Le alterne ma solide alleanze con l’U.R.S.S. e la Repubblica Democratica Popolare Cinese, consolidarono la sua certezza che la Corea sarebbe stata riunificata per sempre.

Attraverso una schiera eletta di generali e consiglieri che svilupparono negli anni, “ il grande culto della sua personalità “ lo stesso veniva consigliato ed assicurato continuamente che ogni forma di cedimento, alle pressioni internazionali contro il proliferare delle armi di distruzione di massa, poteva apparire verso il suo popolo come un segnale di estrema debolezza, del Governo dittatoriale a regime comunista. Ragione per cui alimentavano a discapito di accordi e paure internazionali, la continuazione degli esperimenti sia nucleari che batteriologici e chimici, senza naturalmente interrompere il proficuo e vantaggioso traffico di armi proibite, verso paesi “non allineati” o messi al bando dalle sanzioni e risoluzioni ONU.

Così facendo non solo tenevano alta la pressione internazionale mostrando continuamente i denti, ma rifiutavano all’ultimo momento dopo strenue trattative internazionali, di firmare accordi specifici e bilaterali precedentemente accordati e definiti, credendo cosi di dare un chiaro segnale d’intransigenza, anche all’interno delle opposizioni dello stesso paese, illudendosi di tenere unito il popolo coreano in un unico ideale: l’unità per la difesa patriottica contro la nemica Corea del Sud perché alleata con gli americani, mentre con gli introiti del traffico di armi ed altro, (?) continuavano a finanziare diversi esperimenti principalmente “batteriologici e chimici” di cui la non alta professionalità e grande pericolosità degli stessi, lascerà e marcherà un segno profondo sulla sicurezza dell’incolumità della salute: anche internazionale.

Ormai lo stesso Kim il Sung dava molta considerazione e larghe aspettative a detti esperimenti, per una eventuale ripresa della guerra da parte della capitalista COREA del SUD. Quest’ultima sempre più prossima e vicina ad una guerra preventiva, stando alle continue informazioni e certezze dei suoi esperti militari: anche stranieri. Attraverso il successo degli esperimenti chimici e batteriologici, i militari ed i consiglieri cercavano continuamente di convincere il Presidente Kim il Sung, delle proprie capacità militari indipendentemente dal parere degli stessi loro alleati internazionali, verso i quali ingannevolmente tutto doveva iniziare attraverso, una falsa esercitazione militare di frontiera con grande impiego di forze militari sui vari fronti.

Cercavano di convincerlo che un'aggressione preventiva contro il SUD, non solo l’avrebbero portati ad una rapida vittoria, ma avrebbe conseguito e garantito la sottomissione passiva degli U.S.A. sia in campo internazionale ma principalmente davanti alla stessa opinione pubblica. Determinanti erano i ricordi delle precedenti guerre fallimentari americane, sia contro Cuba ed il Vietnam compreso la disastrosa operazione aereo militare degli americani, per tentare di liberare il personale tenuto in ostaggio dai fondamentalisti di Khomeini, tenuti sequestrati nell’ambasciata americana in Iran durante la rivoluzione khomeinista. “ Nel novembre del '79 fu invasa l'ambasciata statunitense di Teheran come protesta, contro l'appoggio degli americani allo scià appena detronizzato.” Questi episodi erano determinanti per la loro convinzione che ogni attacco a sorpresa, garantiva sempre la vittoria agli audaci.

Del resto la veloce guerra preventiva contro la Corea del Sud, per loro sarebbe stato un ulteriore banco di prova e meriti capace di ridisegnare, nuovi equilibri nello scacchiere asiatico anche a vantaggio diretto ed indiretto dei propri alleati. In caso di gravi ed impreviste difficoltà le responsabilità erano da addebitare immediatamente, “ al vigliacco attacco preventivo delle forze americane superiori e schiaccianti come numero ” e dal ritardato appoggio dei propri alleati chiamati per estrema difesa della Corea del Nord. Gli stessi paesi alleati dovevano richiedere l’intervento dell’ONU, per l’approvazione di una risoluzione immediata per il cessate il fuoco e relativo armistizio.

Chiaramente in supporto di tale strategia erano già state studiate alleanze bilaterali, sia evidenti che diplomaticamente occulte, atte a consolidare in seguito la veloce vittoria perché diversamente le prospettive, dinanzi all’opinione pubblica mondiale in chiara e verbale minaccia dell’uso del nucleare, dovevano apparire disastrose terrificanti catastrofiche e globali, con l’eventuale e minaccioso coinvolgimento del conflitto di altri paesi. Tutto questo sarebbe servito per evitare l’eventuale ritorsione militare da parte degli americani. Ciò doveva concretizzarsi nella evoluzione positiva della sperimentazione in laboratorio, sia sulle armi chimiche che batteriologiche che dovevano portare, convincimento e consenso approvativo del Presidente Kim il Sung.

L’ altro problema diverso era la presenza ed invadenza nei palazzi del potere, del figlio del Presidente: Kim Jong-il. A detta di alcuni consiglieri era ”un anima popolare” per questa ragione veniva consigliato ed invitato nel continuare i suoi viaggi all’estero, per farsi una cultura e non pensare alle questioni politiche interne. Un modo intelligente da parte di certi consiglieri per non renderlo presente, nel circuito dei palazzi della dirigenza politica e militare, per la sua disapprovazione e rigetto alla stessa che più volte aveva ostentato chiaramente, anche in presenza del Padre.

Quando dette sperimentazioni raggiunsero livelli di maggiore chiarezza di successo applicativo, da impiegare IMMEDIATAMENTE nella guerra preventiva contro il SUD, per convincerlo maggiormente usarono inconsapevoli e diversi calorosi inviti istituzionali, ed essendo il figlio del Presidente all’estero LORO protocollarono finalmente il consenso, della presenza dello stesso Presidente Kim il Sung. Egli un giorno andando a presenziare detto esperimento in un bunker sotterraneo, purtroppo trovò l’applicazione di un voluto incidente mortale in laboratorio, che nel disastro sentenziò la sua tremenda realtà che mise fine alla sua vita: come era stato da pochi ben programmato. In realtà la sua morte fu annunciata all’opinione pubblica mondiale dopo diverse settimane, perché inizialmente fu mascherata da una fantomatica grave malattia, (la stessa di cui soffriva da tempo) per cui necessitava di immediato ricovero ospedaliero in una struttura controllata, da non permettere nessun ingresso: ai non addetti al complotto.

In realtà nel frattempo avveniva una lunga discussione trattativa e scontro, di chi doveva assumere l’incarico della nuova Presidenza e dirigenza del paese, che doveva escludere il figlio del Presidente anche se lo stesso, era stato da tempo da lui programmato alla successione Presidenziale. Si trattò di un vero tentativo di colpo di stato studiato ed applicato da pochi, che non si realizzò grazie alla mancata unanimità e convergenza, di che in lealtà restò fedele al Presidente Kim il Sung fino all’ultimo momento: anche se pressati da ricatti ed inaudite minacce mortali.

Con la soluzione non facile dei militari e politici, con la scusa dell’aggravamento della malattia senza nominare la morte del Presidente, si richiamò il figlio Kim Jong-il allora in patria assente, per assistere al Padre morente ed eleggerlo a capo della Corea del Nord, una volta dichiarata pubblicamente la morte del padre Presidente Kim il Sung, Così finì nel vuoto e silenzi il LORO tentativo di impossessarsi del potere, da parte di queste frange dell’elite militare e politica al servizio di un paese a loro amico. “ Arrivati ormai a questo punto indispensabile era non creare il pericoloso vuoto di potere.” Il resto fu la solita e collaudata disinformazione di regime, che tentò anche costituzionalmente “il colpo di coda” lasciando in attesa la nomina di Presidente fino al 8- 10- 1997.

Questa soluzione sofferta fu dettata dalla fermezza di determinati militari fedeli al Presidente, e dalla consapevolezza reale che nessun’altra nomina avrebbe trovato unanimi consensi, da parte del popolo Coreano del Nord il quale in maggioranza, si era sempre identificato e rassicurato nella persona del Presidente Kim il Sung, come risultato sviluppato e perpetrato negli anni “ dal grande culto della personalità.”

” Purtroppo la fede tardiva non ha potuto riportare indietro il tempo, per tentare di evitare all’ultimo momento l’incidente mortale.” Del passato della COREA del NORD non si può dare completa responsabilità ad un Presidente, nato in un contesto politico militare geografico e strategico di difficile attuazione democratica. Oggi però nella reggenza del figlio Kim Jong-il “di anima popolare” escludendo attorno a se rapporti pressioni e consigli di antichi militari e consiglieri, potrebbe lavorare bene per una vera unione pacifica e democratica di una Nazione, che già ha sofferto e soffre abbastanza. Era il sogno più grande che coltivava nell’intimità del suo cuore il papà Kim il Sung, anche se il suo fare la storia e gli eventi esterni lo hanno costretto a contraddirsi. “ La libertà ed unificazione pacifica del popolo coreano “

Se sarebbe riuscito a materializzare questo sogno di unificazione e pace, sapeva che la propria reggenza sarebbe passata nella storia del paese, trasmettendo il suo operato come elemento di eternità da tramandare ai posteri. “Un pensiero da non disperdere. “ Il primo concreto messaggio di universalità pace e concordia, fu l’assegnazione delle olimpiadi mondiali di calcio. Ci auguriamo che possano segnare l’inizio di un maggiore impegno sociale e politico, perché questo fatidico 38° parallelo che divide ormai da decenni due popoli fratelli, diventi soltanto un brutto ricordo del passato: come il Muro di Berlino.

Le false questioni di parte ed attriti internazionali non debbono alimentare ulteriori dissidi, ma contrariamente creare maggiori disponibilità affinché questo assurdo esempio di inciviltà, possa essere finalmente cancellato perché scuote la coscienza dei giusti e degli oppressi. Un piano finanziario e di sviluppo economico internazionale, possa trovare maggiormente impegnati quei paesi, dove la libertà la democrazia ed il rispetto dei valori e diritti umani, sono al primo posto sia nelle scelte di governo che nella coscienza dei popoli liberi elettori. Questo è il sincero augurio ed auspicio di tutte le persone di buona volontà.

N.B.
” Questa breve sintesi di pensiero fu da me allora velocemente percepita nella mente, quando involontariamente una notte mi sono ritrovato astralmente, proiettato all’interno di un bunker durante gli attimi sfuggenti della vita di un uomo Presidente, che in fede si rivolgeva a DIO.” L’esperimento batteriologico portò la morte perché furono violate intenzionalmente, alcune fondamentali norme sulla sicurezza del laboratorio, per favorire la prematura morte del Presidente sempre restio ad un attacco preventivo. Un piano in arte maligna ben congeniato per una immediata svolta dirigenziale e Presidenziale.

Quando si dice che eravamo ad un passo dall’inizio di un grave conflitto nucleare, in questa storia ci sono tutti gli estremi della malvagità posta in essere, fallita miseramente non grazie alla volontà arroganza e determinazione del male. Dissero ingannevolmente che Presidente Kim il Sung morì improvvisamente, per un attacco cardiaco l’8 luglio1994 alle 2 di mattina a Pyongyang, lasciando in eredità la crisi crescente al figlio Kim Jong-il. Al suo funerale parteciparono migliaia di persone molte delle quali, si disperavano piangevano e invocavano il suo nome durante tutta la processione. La carica di Presidente della Repubblica dopo la morte di Kim il Sung nel 1994, restò vacante fino all’8- 10- 1997 quando venne nominato ufficialmente il figlio Kim Jong-il.
7/26/2007 2:15 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Missione spaziale USA in diretta televisiva.
Visione extraterrestre di due astronauti a bordo?

Quale sia la missione spaziale di riferimento al racconto non la ricordo, però per coloro che giustamente credono all’esistenza degli UFO, sicuramente saranno in grado velocemente di individuarla, perché erroneamente la annoverano e nominano orgogliosamente negli interminabili dibattiti, come una testimonianza importantissima dell’esistenza di extraterrestri, mentre la verità è molto ben diversa anche se profondamente riflessiva. Finalmente possessore di un moderno computer anche se non molto esperto, non voglio nel mio voler narrare servirmi dello stesso per una ricerca più approfondita, perché preferisco andare a riscoprire e scrivere, i vecchi ricordi di sogni e viaggi astrali mai cancellati nella mia memoria. Non è mia abitudine arricchire la narrativa navigando in rete, estrapolando e riproducendo così notizie in esso contenute, che nei contesti diversi dell’informazione, sono sicuro che spesso si pratica la logica dell’inganno o dispersione comunicativa, credibile a tal punto da potermi indurre psicologicamente, nei grandi dubbi della storia recentemente passata, la cui natura lascio a te lettore una libera conoscenza interpretativa, escludendomi qualsiasi presunzione e certezze di vita diversamente vissuta.

Questi timori e dubbi mi impongono di non ricercare la data ed il nome esatto, della specifica missione spaziale in seguente narrativa. Anche se nel mio narrare potranno esserci errori,dettati soprattutto dal lungo tempo ormai trascorso. Questa scelta mi conserva e determina nel continuare a narrare, ieri come oggi e domani, sensazioni e visioni di irreali esperienze oniriche ed astrali, senza aver mai potuto verificare materialmente il mio aver vissuto. Del resto allora poco mi interessava, perché non pensavo mai un giorno di essere capace di scrivere queste esperienze, anche se per me nel tempo sono diventate abituali, però consapevole che restano sempre di difficile interpretazione ed accettazione, anche per un pubblico lettore esperto e curioso della materia specifica. Questa narrativa parte da una domanda ben precisa. Visione extraterrestre? Ebbene la risposta è ancora più precisa. No. Leggiamo il perché nell’assurdo ed incredibile racconto.

Una notte sognai di risvegliarmi, mentre volavo libero nello spazio dell’universo infinito. Non si può mai fare un’abitudine a queste genere di esperienze, perché sempre diverse ed improvvise, per cui oltre a provare istintivamente il piacere del volo, assumendo la posizione tipica del volo adottata dall’immaginario collettivo,
espressa da tempo nella ormai figura tipica di un superman, senza sentire caldo o freddo, accelerando o frenando mentalmente la mia velocità, anche perché non c’erano ostacoli visivi davanti, incuriosito ed affascinato dalla profondità ed immensità dell’universo, che nonostante la grande oscurità appariva luminoso e pulsante di vite, in questa incredibile visione globale che è la bellezza dello spazio celeste, che mai si può immaginare di conoscere con le sole esperienze di vita sulla terra, dopo essermi estasiato nel provare e riprovare, le mie varie velocità e frenate improvvise, di riflesso mentalmente ho cercato di conoscere, la vera causa di tale viaggio e presenza sul luogo.

Guardandomi tutto intorno, sulla mia sinistra leggermente indietro, vedevo una navicella spaziale americana, che viaggiava nell’orbita spaziale nella mia stessa direzione. Focalizzando ed allargando l’immagine, ormai ravvicinata per effetto della vista astrale, vedevo chiaramente nel vetro dell’oblò di destra della navicella, il volto completo di un astronauta americano. Stava pensando e riflettendo sull’esistenza e grandezza di Dio, mentre guardava in lontananza la Terra, che vista da quassù appariva troppo piccola, mentre lo spazio attorno era enormemente infinito, continuamente in perpetuo movimento. Tutto troppo perfetto preciso e coordinato, illuminato e colorato da mille colori tutti viventi. Con la sua mente e vista cercava di focalizzare un punto ben definito sulla terra, nell’intento di cercare d’immaginarsi d’intravedere la sua famiglia, la sua città, il fare quotidiano delle persone che lui conosceva. La terra vista da quassù non da i confini delle città e delle nazioni. È una sfera di pochi e bellissimi colori che gira instancabilmente: vista poi da questa posizione privilegiata appare incredibilmente ammaliante ed ipnotica. Emana un invisibile energia attrattiva, come una calamita che ti attira dolcemente ed inesorabilmente. Forse perché ci siamo nati e vissuti, e li sono riposti tutti i nostri ricordi ed affetti.

Dal mio punto di vista mentale appariva come la stessa l’immagine, che da bambino mi ero abituato a conoscere sui banchi di scuola elementare, attraverso le cartine geografiche giganti che pendevano dai muri della classe. La Terra vista da quassù non da modo di vedere e percepire, l’esistenza e la presenza di 5 miliardi di persone umane: ognuno con la sua vita e storia diversa, con dolori, piaceri, successi e fallimenti, morti e nuove nascite. Niente di tutto questo quassù si vedeva. E’ una bella creazione sferica in gran parte azzurra, da sembrare creata ad arte da un abile e pregiato artista del vetro, che gira costantemente anche se in parte coperta da nuvole più o meno intense, di colore bianco azzurro a volte più scuro, con grandi e ben marcati disegni continentali di forma astratta, dal colore marrone e verde profondo o sfumato, mentre l’altra metà resta nascosta per la nostra dinamica ottica, che ci esclude la capacità di introspezione della materia. Il colore del mare la rende bellissima, forse la più bella del creato. Nello spazio tutto intorno nel suo NON silenzio irreale, t’incute meraviglia, rispetto, timore, e profonda riflessione. La troppa perfezione e dinamiche universali in continuo movimento, ci davano una sola risposta: DIO ESISTE.

L’anonimo astronauta mentalmente passò dalla magnificenza del creato, al terrore e paura quando nella sua mente si insinuò, l’eventualità di un guasto tecnico irreparabile alla navicella, che non gli avrebbe più permesso di rientrare sulla terra. Come avrebbe fatto a continuare a sopravvivere senza le sue abitudini, la famiglia la casa il lavoro gli amici. Ora con silenziosa sofferenza riconosceva improvvisamente, quanto preziosa sia sempre stata la terra, la terra di noi tutti che vivendoci abitualmente, non l’abbiamo mai amata e rispettata veramente. Anche i momenti più brutti di disperazione massima vissuti sulla terra, non erano poi così brutti: noi li rendevamo e vedevamo tali. Per la prima volta si accorgeva di amarla, desiderarla: bramava di rientrare subito ed andare a casa sua. Ma la terra era troppo lontana e tutto appariva o sembrava come un sogno, bello o brutto, però di difficile soluzione immediata. Il terrore e la paura dell’imprevisto guasto irreparabile, stava prendendo in lui il sopravvento. Ora compresi il perché della mia presenza.

Debbo dargli la testimonianza che i nostri confini non esistono. Siamo noi a non voler usare le nostre magnifiche facoltà umane, facendoci confinare ed opprimere dalla materia reale, che essendo immediatamente visiva ci rende tutti dipendenti ed illusi.
Voglio apparirgli in carne ed ossa, sarà lui il primo a conoscermi veramente in volto,
e se un domani lo racconterà, talmente sarà incredibile che nessuno potrà mai credergli. Però i sistemi di ripresa satellitare che inviano normalmente le immagini sulla terra, sicuramente ora in funzione, non dovranno riprendermi assolutamente. Cosi mi materializzai visibilmente a lui che nel vedermi non credeva ai suoi occhi, reagendo con una azione fisica scomposta, mettendosi ad urlare e gesticolare tanto da richiamare l’attenzione di un secondo astronauta, che subito veniva verso l’oblò nel tentativo di vedere anche lui, ciò che il suo compagno urlava di vedere. Ero che viaggiavo ad una distanza di appena metri 100 dalla sua navicella, leggermente più avanti dalla visuale del suo oblò di destra.

“”” Vestivo di una normale camicia a maniche corte di colore tutto azzurro,
indossata fuori dai pantaloni lunghi, di colore marrone chiaro. La mia mano e braccio destro era proiettato tutto in avanti, mentre la mano sinistra tutta aperta era posizionata molto più indietro, in un lento e continuo saluto rassicurante. Il mio volto era girato totalmente indietro verso la sua direzione ottica, tanto da essere a lui perfettamente visibile, mentre il mio sorriso era continuamente aperto. Quando finalmente il suo sguardo si concentrò su di me mentalmente gli comunicai: vedi, non sei solo, anche qui c’è la vita, come sulla terra.””””

Io non sapevo che in quella specifica occasione, la NASA aveva concordato una ripresa televisiva in Mondovisione, sicché quando la nostra esperienza si consumava, andava direttamente in onda TV sui molti canali televisivi, precedentemente in prenotazione e sintonizzati con la NASA. Per cui quando ebbe seguito la reazione scomposta dell’astronauta americano, i tecnici della NASA decisero di interrompere immediatamente prima l’audio, poi in conseguenza le immagini della diretta televisiva. Dissero astutamente a causa di guasti tecnici. L’episodio ha avuto una certa risonanza mondiale, per i fautori e promotori dell’esistenza degli UFO. Gli stessi addebitano la reazione scomposta dell’astronauta americano, alla sua visione improvvisa di presenze cosmiche, non individuabili dagli stessi spettatori, perché tagliati fuori dalla prospettiva ottica della ripresa satellitare, che inquadrava soltanto l’oblò e la navicella nella sua parte destra. Sempre gli stessi ancora oggi affermano che l’interruzione della diretta televisiva, è da addebitare alla volontà del governo USA di nascondere la loro esistenza. Per loro questa registrazione ancora oggi rimane, documento visivo e valido della prova dell’esistenza degli UFO.

Con questo mio racconto sono certo di dare a loro un grande dispiacere,affermando che in questa specifica circostanza non erano EXTRATERRESTRI, però per il mio continuo vagare nei sogni e viaggi astrali, posso affermare e confermare che esistono molte civiltà nel cosmo, più di quanto noi possiamo immaginarci, ed alcuni di loro sono più avanti di noi non solo tecnologicamente, ma soprattutto moralmente e spiritualmente. Purtroppo per queste nostre specifiche carenze che sono evidenti realtà da tempo, noi facciamo paura “ anche a loro.” Negli anni passati questa famosa video registrazione, mi è capita più volte di rivederla nei programmi televisivi specializzati, dandomi modo di ricordare quando ne dette notizia anche il nostro telegiornale, proprio di questa specifica interruzione improvvisa della diretta televisiva spaziale. Ormai nella nostra società è una abitudine la non concessione del dubbio, per cui quando l’astronauta in narrativa rientrò presso la sua base, restò escluso definitivamente dalle missioni spaziali.

Purtroppo chi racconta la verità è sempre stato e sarà, soggetto a trattamenti di emarginazione, d’incomprensione, derisione, e nel suo caso specifico: “ un verdetto medico ingiusto di sofferenza patologica con gravi disturbi mentali, evidenziati da violente ed improvvise allucinazioni visive che lo rendono inaffidabile. La continuità del suo impiego può compromettere, la sicurezza delle missioni e la stessa incolumità dell’intero equipaggio spaziale. È fortemente sconsigliabile il suo ulteriore impiego ufficiale, nei progetti e missioni spaziali della NASA. “ In cuor mio spero vivamente,
che attraverso i diversi percorsi di Internet, anche lui arrivi a leggere questa nostra comune esperienza, ed in merito a questa giusta prospettiva ed augurio anticipatamente ti scrivo.

Caro anonimo Amico astronauta americano.
Mi dispiace come è andata a finire, so che ci tenevi tantissimo. Dopo questo particolareggiato racconto ormai pubblicato in Internet, non soggetto al tuo silenzio contrattuale, alfine di mantenere nel tempo il segreto militare e strategico, se ancora oggi i tuoi supervisori e superiori continueranno a non crederti, dovranno domandarsi come mai io lo conosco nei minimi particolari, nonostante il tuo rapporto e quello dei tuoi colleghi e commissioni varie, sia stato da anni segregato e silenziato definitivamente. Tu inizialmente con certezza e convinzione, hai dichiarato quanto sopra riportato nel racconto specifico. Allora come può una persona a te fisicamente mai conosciuta, perché mai realmente incontrata e sentita prima durante e dopo, conoscere questi particolari mai pubblicati precedentemente? Sicuramente vorranno da me altre risposte, però prima delle stesse dovranno almeno reintegrarti pubblicamente. È anche vero che tutto il male non viene solo a nuocere, perché in compenso noi siamo stati anche fortunati, vivendo una esperienza indimenticabile e profonda, anche se assurda ed non facilmente comprensibile ed accettabile da chiunque. Tra noi possiamo dircelo in chiarezza. Non è stato un sogno ne un’allucinazione o illusione, perché è stato un vero miracolo testimoniabile dalla reciproca Fede in Dio. Sinceri saluti ed auguri vivissimi. H’ERMES

Per voi lettori,
è comprensibile e naturale non riuscire a credere alla nostra comune esperienza. Il vostro non credere può essere anche determinato, dalle ricercata normalità e tranquillità per il quieto vivere, oppure dalle conoscenze ormai acquisite e consolidate da più esperienze interpersonali, diversamente da sapienze intime ed interiori tramandate dai secoli passati, considerando principalmente il doppio valore interpretativo della medaglia sociale, che si evidenzia nelle moderne attrattive culturali e generalizzate, che ci impongono il consumismo globale con l'informazione di regime, che non lasciano spazio alla libera introspezione e ricerca interiore. È anche vero che molta responsabilità va addebitata alla nostra tradizionale scienza ufficiale, che non vuole rimettersi in gioco aprendosi pubblicamente verso le tematiche spirituali, le stesse che danno luogo ed origine a questo genere di esperienze. Solo allargando gli orizzonti della mente del cuore e dello spirito, si potrà sperare di entrare nella conoscenza del sapere infinito. Personalmente non l’ho mai ricercato (il sapere infinito!) forse per questo motivo mi trovo proiettato (incasinato?) nell’incredibili storie altrui?

P.S.
Il filmato di riferimento è famoso per tutti coloro che credono alla vita degli extraterrestri: per loro rappresenta una icona. Personalmente non conosco il suo particolare nome, (dell’astronauta) anche avendo visto più volte in TV il filmato di riferimento, perché non pensavo un giorno di scrivere e portare in testimonianza,
questa mia segreta verità astrale.






Corea del Nord anno 1994.
Incidente mortale in laboratorio segreto del Presidente Kim il Sung.

Kim il Sung defunto l’8 luglio (?) del 1994 è stato per decenni il Grande Leader,
"Eterno Presidente" della COREA del NORD. Il vero potere della famiglia Kim risiedeva nella lealtà dell’esercito, che garantiva il prestigio rivoluzionario con l'appoggio del veterano Ministro della Difesa. Si diceva che Kim il Sung supervisionasse praticamente, ogni aspetto della vita della Corea del Nord e gli venivano attribuiti poteri quasi sovrannaturali. Le alterne ma solide alleanze con l’U.R.S.S. e la Repubblica Democratica Popolare Cinese, consolidarono la sua certezza che la Corea sarebbe stata riunificata per sempre.

Attraverso una schiera eletta di generali e consiglieri che svilupparono negli anni, “ il grande culto della sua personalità “ lo stesso veniva consigliato ed assicurato continuamente che ogni forma di cedimento, alle pressioni internazionali contro il proliferare delle armi di distruzione di massa, poteva apparire verso il suo popolo come un segnale di estrema debolezza, del Governo dittatoriale a regime comunista. Ragione per cui alimentavano a discapito di accordi e paure internazionali, la continuazione degli esperimenti sia nucleari che batteriologici e chimici, senza naturalmente interrompere il proficuo e vantaggioso traffico di armi proibite, verso paesi “non allineati” o messi al bando dalle sanzioni e risoluzioni ONU.

Così facendo non solo tenevano alta la pressione internazionale mostrando continuamente i denti, ma rifiutavano all’ultimo momento dopo strenue trattative internazionali, di firmare accordi specifici e bilaterali precedentemente accordati e definiti, credendo cosi di dare un chiaro segnale d’intransigenza, anche all’interno delle opposizioni dello stesso paese, illudendosi di tenere unito il popolo coreano in un unico ideale: l’unità per la difesa patriottica contro la nemica Corea del Sud perché alleata con gli americani, mentre con gli introiti del traffico di armi ed altro, (?) continuavano a finanziare diversi esperimenti principalmente “batteriologici e chimici” di cui la non alta professionalità e grande pericolosità degli stessi, lascerà e marcherà un segno profondo sulla sicurezza dell’incolumità della salute: anche internazionale.

Ormai lo stesso Kim il Sung dava molta considerazione e larghe aspettative a detti esperimenti, per una eventuale ripresa della guerra da parte della capitalista COREA del SUD. Quest’ultima sempre più prossima e vicina ad una guerra preventiva, stando alle continue informazioni e certezze dei suoi esperti militari: anche stranieri. Attraverso il successo degli esperimenti chimici e batteriologici, i militari ed i consiglieri cercavano continuamente di convincere il Presidente Kim il Sung, delle proprie capacità militari indipendentemente dal parere degli stessi loro alleati internazionali, verso i quali ingannevolmente tutto doveva iniziare attraverso, una falsa esercitazione militare di frontiera con grande impiego di forze militari sui vari fronti.

Cercavano di convincerlo che un'aggressione preventiva contro il SUD, non solo l’avrebbero portati ad una rapida vittoria, ma avrebbe conseguito e garantito la sottomissione passiva degli U.S.A. sia in campo internazionale ma principalmente davanti alla stessa opinione pubblica. Determinanti erano i ricordi delle precedenti guerre fallimentari americane, sia contro Cuba ed il Vietnam compreso la disastrosa operazione aereo militare degli americani, per tentare di liberare il personale tenuto in ostaggio dai fondamentalisti di Khomeini, tenuti sequestrati nell’ambasciata americana in Iran durante la rivoluzione khomeinista. “ Nel novembre del '79 fu invasa l'ambasciata statunitense di Teheran come protesta, contro l'appoggio degli americani allo scià appena detronizzato.” Questi episodi erano determinanti per la loro convinzione che ogni attacco a sorpresa, garantiva sempre la vittoria agli audaci.

Del resto la veloce guerra preventiva contro la Corea del Sud, per loro sarebbe stato un ulteriore banco di prova e meriti capace di ridisegnare, nuovi equilibri nello scacchiere asiatico anche a vantaggio diretto ed indiretto dei propri alleati. In caso di gravi ed impreviste difficoltà le responsabilità erano da addebitare immediatamente, “ al vigliacco attacco preventivo delle forze americane superiori e schiaccianti come numero ” e dal ritardato appoggio dei propri alleati chiamati per estrema difesa della Corea del Nord. Gli stessi paesi alleati dovevano richiedere l’intervento dell’ONU, per l’approvazione di una risoluzione immediata per il cessate il fuoco e relativo armistizio.

Chiaramente in supporto di tale strategia erano già state studiate alleanze bilaterali, sia evidenti che diplomaticamente occulte, atte a consolidare in seguito la veloce vittoria perché diversamente le prospettive, dinanzi all’opinione pubblica mondiale in chiara e verbale minaccia dell’uso del nucleare, dovevano apparire disastrose terrificanti catastrofiche e globali, con l’eventuale e minaccioso coinvolgimento del conflitto di altri paesi. Tutto questo sarebbe servito per evitare l’eventuale ritorsione militare da parte degli americani. Ciò doveva concretizzarsi nella evoluzione positiva della sperimentazione in laboratorio, sia sulle armi chimiche che batteriologiche che dovevano portare, convincimento e consenso approvativo del Presidente Kim il Sung.

L’ altro problema diverso era la presenza ed invadenza nei palazzi del potere, del figlio del Presidente: Kim Jong-il. A detta di alcuni consiglieri era ”un anima popolare” per questa ragione veniva consigliato ed invitato nel continuare i suoi viaggi all’estero, per farsi una cultura e non pensare alle questioni politiche interne. Un modo intelligente da parte di certi consiglieri per non renderlo presente, nel circuito dei palazzi della dirigenza politica e militare, per la sua disapprovazione e rigetto alla stessa che più volte aveva ostentato chiaramente, anche in presenza del Padre.

Quando dette sperimentazioni raggiunsero livelli di maggiore chiarezza di successo applicativo, da impiegare IMMEDIATAMENTE nella guerra preventiva contro il SUD, per convincerlo maggiormente usarono inconsapevoli e diversi calorosi inviti istituzionali, ed essendo il figlio del Presidente all’estero LORO protocollarono finalmente il consenso, della presenza dello stesso Presidente Kim il Sung. Egli un giorno andando a presenziare detto esperimento in un bunker sotterraneo, purtroppo trovò l’applicazione di un voluto incidente mortale in laboratorio, che nel disastro sentenziò la sua tremenda realtà che mise fine alla sua vita: come era stato da pochi ben programmato. In realtà la sua morte fu annunciata all’opinione pubblica mondiale dopo diverse settimane, perché inizialmente fu mascherata da una fantomatica grave malattia, (la stessa di cui soffriva da tempo) per cui necessitava di immediato ricovero ospedaliero in una struttura controllata, da non permettere nessun ingresso: ai non addetti al complotto.

In realtà nel frattempo avveniva una lunga discussione trattativa e scontro, di chi doveva assumere l’incarico della nuova Presidenza e dirigenza del paese, che doveva escludere il figlio del Presidente anche se lo stesso, era stato da tempo da lui programmato alla successione Presidenziale. Si trattò di un vero tentativo di colpo di stato studiato ed applicato da pochi, che non si realizzò grazie alla mancata unanimità e convergenza, di che in lealtà restò fedele al Presidente Kim il Sung fino all’ultimo momento: anche se pressati da ricatti ed inaudite minacce mortali.

Con la soluzione non facile dei militari e politici, con la scusa dell’aggravamento della malattia senza nominare la morte del Presidente, si richiamò il figlio Kim Jong-il allora in patria assente, per assistere al Padre morente ed eleggerlo a capo della Corea del Nord, una volta dichiarata pubblicamente la morte del padre Presidente Kim il Sung, Così finì nel vuoto e silenzi il LORO tentativo di impossessarsi del potere, da parte di queste frange dell’elite militare e politica al servizio di un paese a loro amico. “ Arrivati ormai a questo punto indispensabile era non creare il pericoloso vuoto di potere.” Il resto fu la solita e collaudata disinformazione di regime, che tentò anche costituzionalmente “il colpo di coda” lasciando in attesa la nomina di Presidente fino al 8- 10- 1997.

Questa soluzione sofferta fu dettata dalla fermezza di determinati militari fedeli al Presidente, e dalla consapevolezza reale che nessun’altra nomina avrebbe trovato unanimi consensi, da parte del popolo Coreano del Nord il quale in maggioranza, si era sempre identificato e rassicurato nella persona del Presidente Kim il Sung, come risultato sviluppato e perpetrato negli anni “ dal grande culto della personalità.”

” Purtroppo la fede tardiva non ha potuto riportare indietro il tempo, per tentare di evitare all’ultimo momento l’incidente mortale.” Del passato della COREA del NORD non si può dare completa responsabilità ad un Presidente, nato in un contesto politico militare geografico e strategico di difficile attuazione democratica. Oggi però nella reggenza del figlio Kim Jong-il “di anima popolare” escludendo attorno a se rapporti pressioni e consigli di antichi militari e consiglieri, potrebbe lavorare bene per una vera unione pacifica e democratica di una Nazione, che già ha sofferto e soffre abbastanza. Era il sogno più grande che coltivava nell’intimità del suo cuore il papà Kim il Sung, anche se il suo fare la storia e gli eventi esterni lo hanno costretto a contraddirsi. “ La libertà ed unificazione pacifica del popolo coreano “

Se sarebbe riuscito a materializzare questo sogno di unificazione e pace, sapeva che la propria reggenza sarebbe passata nella storia del paese, trasmettendo il suo operato come elemento di eternità da tramandare ai posteri. “Un pensiero da non disperdere. “ Il primo concreto messaggio di universalità pace e concordia, fu l’assegnazione delle olimpiadi mondiali di calcio. Ci auguriamo che possano segnare l’inizio di un maggiore impegno sociale e politico, perché questo fatidico 38° parallelo che divide ormai da decenni due popoli fratelli, diventi soltanto un brutto ricordo del passato: come il Muro di Berlino.

Le false questioni di parte ed attriti internazionali non debbono alimentare ulteriori dissidi, ma contrariamente creare maggiori disponibilità affinché questo assurdo esempio di inciviltà, possa essere finalmente cancellato perché scuote la coscienza dei giusti e degli oppressi. Un piano finanziario e di sviluppo economico internazionale, possa trovare maggiormente impegnati quei paesi, dove la libertà la democrazia ed il rispetto dei valori e diritti umani, sono al primo posto sia nelle scelte di governo che nella coscienza dei popoli liberi elettori. Questo è il sincero augurio ed auspicio di tutte le persone di buona volontà.

N.B.
” Questa breve sintesi di pensiero fu da me allora velocemente percepita nella mente, quando involontariamente una notte mi sono ritrovato astralmente, proiettato all’interno di un bunker durante gli attimi sfuggenti della vita di un uomo Presidente, che in fede si rivolgeva a DIO.” L’esperimento batteriologico portò la morte perché furono violate intenzionalmente, alcune fondamentali norme sulla sicurezza del laboratorio, per favorire la prematura morte del Presidente sempre restio ad un attacco preventivo. Un piano in arte maligna ben congeniato per una immediata svolta dirigenziale e Presidenziale.

Quando si dice che eravamo ad un passo dall’inizio di un grave conflitto nucleare, in questa storia ci sono tutti gli estremi della malvagità posta in essere, fallita miseramente non grazie alla volontà arroganza e determinazione del male. Dissero ingannevolmente che Presidente Kim il Sung morì improvvisamente, per un attacco cardiaco l’8 luglio1994 alle 2 di mattina a Pyongyang, lasciando in eredità la crisi crescente al figlio Kim Jong-il. Al suo funerale parteciparono migliaia di persone molte delle quali, si disperavano piangevano e invocavano il suo nome durante tutta la processione. La carica di Presidente della Repubblica dopo la morte di Kim il Sung nel 1994, restò vacante fino all’8- 10- 1997 quando venne nominato ufficialmente il figlio Kim Jong-il.


7/26/2007 2:17 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Area 51 ?
Esperienza astrale vissuta la notte del 31 Dicembre 1998.

Questa vigilia di capodanno assieme alla mia famiglia, eravamo destinati a trascorrerla da soli a casa, come una serata qualsiasi. Diversamente dagli anni precedenti questo fine anno non eravamo stati invitati da nessuno, sia da parte di parenti amici che conoscenti, ed in garanzia del loro sempre invito, io non avevo organizzato il mio cenone famigliare di fine anno. In casa i miei figli mi rimproveravano del fatto di essere sempre stato, l’unico disponibile per tutti, a qualsiasi ora e costi diversificati.

Oggi dimostravano (tutti) con il loro mancato invito al cenone, che noi per loro non abbiamo mai contiamo niente, essendo loro stati degli evidenti irriconoscenti, ingrati ed approfittatori di bontà e sempre gratuita disponibilità. Cosi mi rinfacciavano con estrema amarezza e durezza. I ragazzi spensero la TV. prima del solito, perché vedendo le immagini di sfrenati divertimenti, con attese di fine anno abbondanti, ricche, brillanti e felici, li rendeva di pessimo umore. Cosi coricati nei nostri letti nel semi buio della stanza, continuarono a rinfacciarmi nello specifico tutti i nominativi dei miei beneficiati: tutti contro la mia ingenuità e disponibilità di sempre, nonostante i nostri diversi problemi quotidiani.

Ero triste non per me, per loro che si aspettavano un invito che non era arrivato. Eppure sapevo che dentro i loro cuori, speravano ed attendevano ancora l’arrivo di un invito telefonico dell’ultima ora. Ancora prima di aspettare lo scoccare della fatidica mezzanotte di Capodanno, spegnendo tutte le luci ci siamo coricati definitivamente per la notte, mentre mia moglie era assente perché faceva il servizio notturno presso il locale ospedale. Nel buio e silenzio della notte ripensavo alla mia adolescenza, dove il Natale Capodanno compreso la Pasqua e compleanni, erano state sempre ricorrenze maledette ed amare, proprio per il mio continuo essere sempre solo.

Oggi questa sofferenza era conosciuta anche se molto diversamente, dai miei figli che non riuscivano a vedere o poco gli importava, della nostra unione ed accordo famigliare; nonostante ricordavo loro che questa è la cosa più importante per una vera famiglia, perché le feste passano mentre la famiglia resta. Certamente se avrei avuto dei soldi in più disponibili, avremmo potuto partecipare a qualche cenone organizzato a pagamento. Purtroppo la vita è anche fatta di desideri non sempre immediatamente realizzabili: eppoi “ per ogni impedimento c’è sempre un giovamento “ cosi dicono da queste parti.

Nel continuo sofferto pesante e grave silenzio della notte, sapevo che i loro pensieri viaggiavano nella delusione di questo maledetto Capodanno, mentre nella mia mente visualizzavano il mio segreto, di essere stato importante e risolutivo per molti, oggi però incapace di soddisfare un normale desiderio dei miei figli. Come in un grande concerto inizialmente silenzioso, piano piano prendeva forma anima e potenza dentro il mio corpo e mente, la grandezza della delusione con la rabbia che sovvertiva il valore del mio gratuito altruismo, da me sempre praticato per tutti, indistintamente.

Avevo accettato per me queste privazioni sofferenze e delusioni, ma non era giusto che a viverle fossero anche i miei figli, non era questo che desideravo per loro. Segretamente mi domandavo quale era il disegno divino, che si celava dietro questa ingiusta e gratuita loro sofferenza. Ero certo che esisteva, però mi sfuggiva la sua reale ed immediata conoscenza. Con tristezza e dolore infinito mi lasciai sopraffare dal sonno, tanto da non svegliarmi allo scoccare della mezzanotte di fine anno, che in tutto il mondo veniva festeggiato con auguri, brindisi, abbracci, e baci, spari botti e fuochi di ogni genere.

Proprio quella notte mentre dormivo improvvisamente sognai di risvegliarmi, all’interno di un lungo corridoio sotterraneo. Era modernamente rifinito con un impianto di luci artificiali che lo illuminavano a giorno, con la presenza di numerosi portoni a vetri blindati con guardie ad ogni loro accesso. Sono davanti ad uno dei tanti portoni blindati, sicuramente uno degli ultimi prima dell’uscita da questo tunnel protetto. Fuori con gli occhi della mente intravedevo la piana di un grande deserto.

Questo posto è completamente isolato dai centri urbani. Ritornando con la vista all’interno cercando la vera causa del mio essere, notai più persone che stavano attraversando il succitato portone blindato. “ Due esseri viventi di un altro pianeta nascosti completamente da speciali involucri, assieme a più persone civili in camice professionale stanno attraversando il portone, che i militari aprono dall’altra parte senza alcuna difficoltà.” Compresi che i due stanno evadendo da questo posto.

Fuori dal tunnel percepivo ed intravidi subito dopo, la presenza dei loro compagni che gli attendevano dall’interno di uno strano mezzo aereo, nascosto dalla normale vista perché sospeso molto in alto nel cielo. Gli stessi stanno usando un’apparecchiatura speciale che emana delle radiazioni, che agiscono sulle menti umane, soggiogando le individualità delle diverse sorveglianze, e degli stessi civili in camice. E’ la prima volta che usano questa stana energia a distanza, riprodotta con specifica apparecchiatura in loro possesso, perché la stessa energia non rientra nelle loro facoltà fisiche e mentali.

Subito pensai: una volta che i “due simili” usciranno completamente fuori dal bunker sotterraneo, atterrerà immediatamente davanti all’ingresso il loro mezzo e se ne andranno definitivamente, perché questa era la ragione principale della loro presenza ed attesa nel cielo. La libertà è un diritto di tutti, anche di loro, questo pensai rientrando velocemente dentro il mio corpo risvegliandomi all’improvviso, constatando amaramente che il risveglio era stato provocato mio figlio minore ancora sveglio, il quale vedendomi in apparente immobilità di respiro e pensando a realtà ancor più peggiori, mi aveva scosso violentemente: ed io che all’ultimo momento mi ero coricato assieme a lui, per rendergli meno triste questo capodanno, coccolandolo fino al suo sopraggiungere del sonno.

Cosi con l’apparente scusa di un sogno gli raccontai questa esperienza, (in sincerità fu per non fargli ripensare alla delusione del mancato invito) domandandogli se era giusto favorire la loro libertà o detenzione. “ Papà la loro presenza era vantaggiosa per la nostra ricerca scientifica. Le loro conoscenze e le più informazioni che hanno erano utili, per accelerare i nostri processi conoscitivi di tante malattie mortali e del dolore. Mi dispiace per la loro libertà però se dipendeva da me, l’avrei tenuti ancora prigionieri, però senza cattiveria, senza violenza. Il loro sacrificio detentivo sicuramente era un nostro grande beneficio.”

Bene non disse proprio queste parole, però a suo dire aveva centrato il senso e la necessità delle circostanze, facendomi sentire in colpa per il mio non aver agito e compreso immediatamente. Egoisticamente parlando lui aveva ragione. Mi meravigliai, perchè nonostante come era finita la serata con tutte le discussioni precedenti, in lui ancora esisteva vera solidarietà verso il prossimo, senza rancore. La stessa sensibilità e comprensione umana che avevo invitato ad avere sempre, anche prima di addormentarsi. Ora però comprendevo la vera causa dei mancati inviti al cenone, e del perché io ero stato proiettato li non so da chi e come, però per arrivare a vivere questa esperienza era stato necessario, che quella notte andassi a dormire presto, senza avere lo stomaco pesante e quei pensieri fissi che tutti i papà e mamme hanno, quando i loro figli sono fuori casa per divertimento.

Ci sono momenti nella vita dove le leggi che debbono valere per tutti, nell’interesse della collettività devi esserne al disopra, non rispettando le stesse regole per cui ti sei sempre battuto. “ Voglio tentare di ritornare li per bloccare la loro evasione. Sarà difficile perché non ho precedenti rassicuranti, che velocemente mi proiettino nella stessa condizione e località. Però questa volta cambio letto, senza dire niente a mio figlio, diversamente… “

Ora avevo chiaramente in mente l’importanza del mio immediato intervento, per questo continuavo a concentrarmi assiduamente, avendo in mente soltanto il luogo e l’immagine complessiva dell’evasione, fino a risvegliarmi eccezionalmente proiettato sullo stesso luogo precedentemente visitato. La comitiva era arrivata al terzo ed ultimo cancello prima della loro uscita definitiva, dal luogo di detenzione forzata dei due esseri speciali. Voglio interrompere questo “flusso energetico” che ipnotizza il personale di sorveglianza ai cancelli, compreso il personale in camice che passivamente li accompagnava.

Questa pratica ripetuta più volte e con grande sforzo energetico, l’avevo già usata anni prima positivamente a CERNOBIL contro “ certi umani.” Non mi interessa sapere perché il sistema d’allarme generale non era scattato, nonostante le video riprese di sorveglianza accese. Dopo diversi tentativi di proiezione energetica mentale, andati a vuoto perché non riuscivano a contrastare efficacemente il flusso, prima di cambiare strategia adottandone una maggiormente incisiva “ ma determinante,” proprio perché consapevole della mia violazione al principio di libertà altrui, mentalmente mi appellai a loro spiegando il nostro bisogno e necessità vitale, della loro forzata permanenza presso di noi, spiegandone tutte le ragioni umanitarie e scientifiche.

Loro, Tutti, accettarono. Nel vederli ritornare indietro pensai che il loro aiuto sarà sicuramente, ”PATRIMONIO DELL’UMANITA” cosi soddisfatto rientrai definitivamente nel mio corpo fisico. Durante questo rapporto di forza e scontro mentale mi accorsi che noi terrestri, siamo tremendamente superiori nelle nostre facoltà che abitualmente non usiamo mai, anche per questo noi gli facciamo paura. Hanno sempre avuto paura di noi, del nostro insaziabile egoismo, della nostra cruenta arroganza e continuo arrivismo per il possesso individuale, lo stesso che si esprime non soltanto nella collettività degli umani, ma da chi individualmente ci governa e democraticamente o non, ci sottomette.

1 Gennaio 1999 Buon Anno a tutti, anche se la mattinata si presenta grigia e senza sole, con nuvole scure e cariche di pioggia,ed un vento forte e freddo che funziona meglio di un caffè, perché capace di spazzare via dentro il mio cuore, l’amarezza di un capodanno iniziato precedentemente malissimo, anche se un giorno il dopo sarà ricordato come il capodanno di tutta l’umanità: senza raccontare niente a nessuno perché giustamente nessuno ti crederebbe mai.

Con un abito usato però elegante anche se in forte odore di chiuso, lo stesso si prestava eccellente per le grandi occasioni e ricorrenze, cosi ero uscito di casa presto andando a sostare in piazzetta, appoggiandomi alla ringhiera facendo finta di guardare il mare scuro ribollire, mentre il vento continuava a soffiare rabbiosamente raffiche intense, liberando gradualmente l’odore di chiuso dall’abito di festa. Anche se raggelava il mio volto spettinandomi continuamente, in silenzio visualizzavo dentro di me i benefici che tutto il mondo, avrebbe raccolto con la permanenza non più forzata, di collaboratori viventi di un altro sistema planetario. Benché erano già passate le 10 di mattina in giro, non si vedeva un anima viva. Ancora dormivano sotto il peso della nottata di Capodanno per loro divertente e spensierata, senza sapere che le speranze e le certezze di un futuro migliore, sarebbero continuate concretamente.

Ad alleviare la mia personale amarezza non riferita alla incredibile esperienza onirica, ma dall’ingratitudine umana dimostrata dal mancato invito di cenone di fine anno, era il pensiero fisso che altri ancor peggio di me oggi vivevano o sopravvivevano, chi con il dramma di una grave malattia o con la morte improvvisa di un caro amico o parente, altri con la fame per mancanza di cibo oggi abbondante in tutte le nostre tavole, peggio ancora chi doveva sopravvivere contro una guerra porca che avveniva dentro casa loro.

Eppure noi ci lamentiamo sempre, ormai diventati insensibili ed egoisti ma fortunati senza saperlo, per questo dobbiamo festeggiare abbondantemente il nuovo anno, per dimenticare o continuare a far finta di non vedere chi sta peggio di noi. Che strana società la nostra. Solo durante le feste di Natale ci risvegliamo improvvisamente, diventano tutti più buoni praticando lo spirito Natalizio. Perché non impariamo ad essere sempre noi stessi, come se ogni giorno fosse Natale! Amare e perdonare risveglierà la nostra primordiale coscienza per un nuovo millennio, di spiritualità di pace e di amore in Dio.

Questo sogno raccontato sarà di difficile conferma, non è poi cosi importante, in cambio però avremo sicure realtà e un futuro migliore per tutta l’umanità: almeno cosi NOI speriamo. Dopo diversi mesi di distanza è stato bellissimo ascoltare, il presidente Americano in carica Bill Clinton, mentre attraverso una conferenza stampa internazionale, consegnava gratuitamente alla scienza mondiale, la mappatura completa del genoma umano (DNA) dichiarandolo: “ PATRIMONIO DELL’UMANITA” le stesse parole da me pronunciate allora.

Forse sarà stata una strana coincidenza del destino, oppure, chissà!? Quando meno te lo aspetti certi sogni si realizzano e si confermano incredibilmente. Spero soltanto che questa gratuità continui, (gli omaggi della ricerca scientifica all’intera collettività) per un futuro di benessere sociale alla portata di tutta l’umanità. Nell’interesse della collettività mondiale mi auguro che non si creino monopoli, a discapito dei più deboli e poveri in beneficio sempre dei più ricchi e potenti, perché il benessere sociale e fisico è un atto di giustizia umana e divina, ed è un obbligo morale delle coscienze collettive che governano i popoli.

Non conosco fino a che punto sia avanzata, la nostra conoscenza sulla terra e dei suoi insiemi strategici, però conosco i limiti della conoscenza scientifica sulla vita spirituale. Sarà opportuno e vantaggioso conoscerci meglio, convivendo in pace ed armonia, prima di pensare di andare a testimoniare la nostra esistenza in altri pianeti. Questa conoscenza e vera fratellanza sarà anche agevolata dall’unità rappresentativa, di tutte le nazioni della terra in un unico Governo Centrale, capace di rappresentare indistintamente tutti popoli e le razze umane che vivono sulla terra. E’ utile ricordarsi però convincersi definitivamente che la terra, è soltanto un piccolissimo punto nell’universo infinito, dove presenti ed infiniti sono i piccolissimi punti di vita simili alla terra.

Normalmente pensiamo crediamo e magari ci vogliono convincere, di essere noi i più grandi ed i più forti dell’universo. Non esiste nessuna forza militare grande, capace ed abbastanza intelligente, da poter tentare di soggiogare l’altrui libertà senza correre incontro, a grandi rischi per se stessi ed altri simili. E’ puro egoismo o estrema ingenuità continuare credere che nel nostro universo, con l’esistenza di milioni di sistemi solari diversi, noi siamo gli unici abitanti intelligenti. La speranza è che l’avanzamento scientifico culturale ma principalmente spirituale, possa evolversi presto così da garantirci nuove prospettive conoscitive, che rivoluzioneranno le nostre attuali certezze.

La riscoperta della pratica spirituale come valore assoluto indipendente, ci risveglierà e potenzierà doti da millenni assopite, indispensabili per grandi testimonianze universali e DIVINE. Purtroppo ancora oggi noi siamo nella preistoria spirituale, ed eventuali interferenze galattiche non possono che smarrirci nel nostro graduale cammino, perché è attraverso le nostre libere esperienze che maturerà l’umana coscienza collettiva, capace di aprirci ai nuovi mondi ed a nuove conquiste spirituali.

Non sono sfuggito dal tema centrale del racconto che vuole diversamente testimoniare, l’esistenza di altri mondi abitati da nostri simili, per caratteristiche fisiologiche molto uguali e similari. Confrontandomi spesso nel mio dire mi sento sempre da altri interrogato, dal perché tutte le mie esperienze sono esclusivamente oniriche o astrali. Ebbene esistono anche episodi materialmente vissuti in prima persona. Moltissimi anni fa anche io non credevo all’esistenza della vita extraterrestre, come del resto cosi la pensavano gran parte dell’umanità, eppoi erano anni che non mi interessa più di tanto, con tutti i problemi esistenziali che incontravo nell’acerbo e duro cammino della vita.

Però un giorno (ANNO 1972?) mentre ero di servizio come agente di custodia, nel carcere penale dell’ isola di FAVIGNANA, montando di servizio giornaliero sul muro di cinta che circoscrive e chiude per motivi di sicurezza, la sezione distaccata dal carcere centrale chiamata CAPANNONI, in presenza di altro collega testimone perché di servizio anche lui sullo stesso muro di cinta, però posizionato avanti e diametralmente opposto alla mia garitta, abbiamo visto in mezzo al mare direzione Nord alla distanza di circa un chilometro, la figura chiara di due dischi volanti color grigio chiaro, mentre sostavano sospesi in aria nel tratto di mare libero, che distanzia l’isola di FAVIGNANA con l’isola di LEVANZO in SICILIA.

Erano le ore 11,35 circa, ed il cielo era completamente terso, senza alcuna nuvola. Dopo la loro lunga immobilità capace di avermi dato anche il tempo, di richiamare più volte chiassosamente l’attenzione del collega di servizio, distante in linea d’aria quasi cento metri (era di spalle a me per seguire anche lui il fenomeno) abbiamo assistito alle partenze veloci con soste improvvise e più virate sincronizzate e veloci, per poi sparire definitivamente verso est. La visione nel suo complesso si è protratta superando i 5 minuti. Tutto questo con una visuale spaziosa e totalmente libera da ostacoli visivi. Sfortunatamente attraverso le nostre più grida e segni con le braccia, fummo notati anche dall’interno dello stesso CAPANNONE, da parte dei molti presenti, guardie e detenuti, che essendo loro coperti dall’alto muro di cinta, mai avrebbero potuto vedere i due dischi volanti.

Però in sala mensa subito dopo aver smontato dal muro,(dalle ore 12) interpellati dagli stessi colleghi cercando di dare spiegazioni veritiere, del perché del nostro strillare e gesticolare in continuo, siamo stati presi in giro da tutti che ci accusarono di aver preso un colpo di sole. Effettivamente inizialmente anch’io credevo di assistere ad un miraggio, per questo come fanno nei film, mi ero dato un gran pizzicotto sulla mano sinistra, sulla parte esterna. Nonostante il dolore persistente i due dischi volanti erano ancora li, fermi. Durante le loro perfette acrobazie per la paura del dopo, ci siamo nascosti dentro la garitta in cemento, posizionandomi ed armando il mio mitra M.A.B. pronto ad ogni evenienza, e quando sono spariti ancora sudato per le mille paure mentalmente vissute, mi sono sentito finalmente risollevato. Con tutto ciò in sala mensa non c’era nessuno disposto a crederci, anzi ci sfotterono e continuarono a riderci sopra a lungo.

Certamente questa visione è stata notata anche da molti abitanti dell’isola, perché nel porto dove la nostra visuale dall’alto arrivava benissimo, c’erano numerose presenze mentre arrivava (o partiva) una nave traghetto. Però chi aveva il coraggio una volta smontati dal servizio di andare a cercare qualcuno, per confermare come noi di aver visto i dischi volanti? Questa tentazione iniziale mi venne per il loro (dei colleghi) troppo ridere sulle nostre spalle, ecco perché ci vuole sempre tanto coraggio per raccontare ed accertare certe verità. Una cosa è chiara. Ancora oggi con la moderna ed avanzata tecnologia aerea e missilistica, dopo 30 anni, attraverso la visione continua dei vari servizi televisivi specializzati, non ho ancora visto nessun oggetto volante cambiare direzione così rapidamente, senza contare la grande velocità progressiva che cambia repentinamente più volte, da sfidare ogni logica gravitazionale e forza d’inerzia.

Il tutto in un silenzio totale. Eppure ancora oggi qualcuno si domanda: ma esistono gli extraterrestri? Farà riflettere quanto segue. Nel 2003-4? mese di novembre il presidente americano GEORGE W. BUSH, durante una conferenza stampa internazionale per illustrare i progressi della guerra contro l’IRAQ, dichiarò di rifiutarsi in futuro di dare risposte in merito all’AREA 51. A parte che in passato nessuno del governo americano ha mai dato informazioni in merito, però tra i numerosi giornalisti presenti, mi sembrò di non aver ascoltato nessuno porgli una simile domanda, mentre questa sua risposta avvenne nel contesto delle sue dichiarazioni sull'Iraq, senza aver subito interruzioni da parte dei numerosi giornalisti presenti.

Ci domandiamo a chi questa risposta indirettamente era rivolta? È anche vero che attraverso INTERNET questa realtà sempre misteriosa, (AREA 51) è ormai fenomeno di grandi e passionali discussioni, però il Congresso Americano unica istituzione governativa se veramente vuole, è capace di imporre e pretendere dal suo Presidente, chiare, veritiere ed immediate risposte. Lo faranno? Oppure come sempre continueranno ad imporre il segreto militare? Dovremo ancora aspettare molto prima che i governi maturino assieme ai popoli?

Ritornando al discorso sugli extraterrestri, personalmente ho un altro curioso episodio da raccontare: anzi due. Il primo testimonia sempre diversamente l’esistenza degli stessi, mentre il secondo SMENTISCE la teoria che il fenomeno delle palle di fuoco o di luce, avvistate più volte da diverse persone in ogni angolo del mondo, sono prodotte da entità di altri mondi. Sicuramente con troppa ingenuità i favorevoli alla succitata tesi, addebitano agli extraterrestri le cause del fenomeno chiaramente visivo, mentre coloro che intenzionalmente fanno della disinformazione guidata, affermano teorie sempre più diverse e complesse con la segreta volontà, di creare maggiori confusioni ed incredulità sui fenomeni chiaramente manifesti.

C’è anche da dire che abitualmente molti notti le passavo (e continuo) a pescare assieme a mio figlio. Perché? Intanto è rilassante e piacevole pescare anche se inizialmente non ci credevo, altro motivo: non potevo lasciare mio figlio da solo gran parte della nottata, anche se il luogo di pesca era sempre vicino all’abitato, e la permanenza all’esterno non presentava grandi rischi di ordine pubblico. Altro nascosto motivo (per i miei) era che non volevo trovarmi di notte mentre dormivo, incasinato in qualche avventura onirica-astrale, come alcune di quelle che avete già letto, senza considerare i più ricercati contatti ossessivi di alcuni immediati DEFUNTI, che attraverso sedute spiritiche più o meno qualificate, attraverso Catene Spiritiche sparse in tutta la penisola italica, cercavano una mia collaborazione diretta, che doveva manifestarsi attraverso i diversi sistemi di contatto: (scrittura automatica, battiti sul legno, spostamento di oggetti, apparizioni singole, ecc…)

Tutto avveniva per cercare di lenire il vero e grande dolore dei parenti ed amici in vita, che attraverso le sedute spiritiche chiedevano le testimonianze della continuità della vita, senza sapere che questa pratica è veramente dannosa per chi è morto, perché non li fa liberare spiritualmente dal mondo della materia e degli affetti,creandogli immensa sofferenza nel distacco, ed mal accettazione del passaggio dimensionale. Così molte notti le passavo fuori casa (anche) a pescare, ed una delle tante e lunghe notti, mentre aspettavo di tirare su un pesce che non abboccava quasi mai, sdraiato sui massi con lo sguardo rivolto verso il cielo, (ormai abitudine comoda durante le lunghe attese) notai il muoversi inusuale di un punto di luce simile al bagliore delle stelle.

Inizialmente pensai al riflesso del sole su di un satellite artificiale, poi notando i diversi e veloci movimenti longitudinali e meridiani, pensai che gli stessi movimenti erano creati volutamente per attirare la mia attenzione, da intelligenze che abitano il grande universo. La cosa mi incuriosì a tal punto di cercare di stabilire con loro un contatto mentale, chiedendo di spostarsi ora a sinistra poi a destra - verso nord e poi a sud, per verificare immediatamente la credibilità del contatto che spettacolarmente aveva luogo, perché ad ogni specifica richiesta del movimento, lo stesso avveniva nella direzione da me mentalmente richiesta. Meno male che c’era mio figlio il quale chiamai, per verificare se il mio vedere era simile al suo. Confermando di vedere chiaramente quello che vedevo io, per non creargli paure eccessive nascosi a lui il fatto, che mentalmente io ero indiretto contatto con loro. La sua presenza (di mio figlio) mi limitò nel richiedere altre sensazionali certezze. Mentre mio figlio riprese a pescare, il mio contatto mentale andò avanti per una buona mezzora, chiedendogli anche di roteare in un senso o nell’altro, fino a che mio figlio eccezionalmente decise di andare a casa più presto del solito. Sicuramente cominciava ad avere paura perché il sesto senso inconscio, esiste in tutti gli esseri umani.

Poi io avevo continuato ad essere assente nella pesca e nel dialogo: sempre posizionato a pancia in su mentre lui ogni tanto nelle sue pause d’innesco all’amo, sbirciava il cielo vedendo continuare questo balletto di luce. Questa esperienza fu unica non avendo voluto ricercarne altre, non so neppure io perché eppure ora che la sto scrivendo, mi accorgo di avere qualcosa in sospeso da verificare concretamente, magari un domani da solo, però con una moderna video telecamera.

Il secondo racconto è sul fenomeno visivo delle palle di luce o fuoco, che molti affermano falsamente che sia in causa ed addebitato testimoniabile, dell’esistenza degli extraterrestri mentre io affermo quanto segue. Dopo la precedente e comune esperienza nella pesca, per avvicinare gradualmente la conoscenza di mio figlio verso questo mondo incredibile, una notte andando a pescare soltanto lui assieme ad un suo carissimo amico, senza che gli stessi sapessero o minimamente immaginassero, ho voluto trasmettergli un chiaro messaggio altamente visivo: anche se fuori dall’ordinario. Era la seconda volta che mi cimentavo in questo esperimento, sicuro di riuscirci come fu per la prima volta quando lo feci ad amici ignari, che con sicurezza ed arroganza estrema si dichiararono, di non credere assolutamente all’esistenza degli sia degli UFO che degli extraterrestri, spingendomi nel testimoniare l’esistenza degli stessi impiegando ed attuando dei poteri,che sospettavo di esserne in dotazione. Gli stessi increduli subito dopo i mi raccontarono l’accaduto nei suoi minimi particolari, cercando altre spiegazioni ed imparando a loro volta ad accettare e credere, l’esistenza di altre vite nell’universo infinito.

Però questa volta doveva essere a mio figlio che doveva vedere in diretta questo fenomeno, per poi sicuramente raccontarmelo. Coricato nel mio letto dopo un rilassamento mentale e muscolare, dopo un lungo visualizzare l’esatto posto dove loro erano andati a pescare, luogo che era già in mia specifica conoscenza perché tante volte ero stato li a pescare, mi sono (sempre mentalmente) trasformato in una palla di fuoco rosso acceso, che girava velocemente su se stessa, della grandezza circolare due metri. Prima stazionando alcuni minuti sul livello del mare, ad una distanza di circa mezzo chilometro dal loro punto di pesca, (per dargli la possibilità di vedere chiaramente ed assorbirne l’effetto della sorpresa e paura) poi sempre a livello mare mi sono avvicinato più o meno velocemente a loro, alzandomi improvvisamente molto in alto prima di passargli sopra le loro teste. (per non impaurirli esageratamente)

Quando vennero subito a casa per raccontarmi la loro esperienza, che tale e quale al mio pensiero si era a loro manifestata, senza eccessiva paura dell’accaduto benché eccitati al massimo, erano fortemente convinti che quella palla di fuoco era di provenienza extraterrestre. Non riuscivo a raccontargli la mia verità talmente erano convinti della loro. Cosi lasciai perdere senza insistere ulteriormente. Un domani leggendo anche loro questo racconto forse mi crederanno, perché spesso i figli una volta cresciuti, dimenticano di ascoltare e di fare parlare chi ha più esperienze di loro, talmente sono diventati cosi improvvisamente sapienti e vissuti. Per voi che mi state ancora seguendo nella lunga lettura, è comprensibile non essere creduto immediatamente nel mio vero raccontare, però questo genere di esperienze sono alla portata di tutti, perché noi tutti abbiamo le stesse facoltà divine.

Bisognerebbe ricercarle con sana volontà dei principi, per la SOLA conoscenza e cammino personale e spirituale. Significa non sentirsi costretti nella ossessiva ricerca e conferma del fenomeno, solo per poterlo dimostrare con orgoglio e potenza ad altri, ma soprattutto senza cercare di trarre vantaggi personali, di qualsiasi natura. Personalmente non mi interessa classificare questo fenomeno prettamente umano, come effetto ottico o trasmissione telepatica od altro, l’importante è cercare di trasmettere la fiducia in voi stessi, con la testimonianza dell’esistenza di altre vite nell’universo. Per cui quando di notte guardiamo la bellezza di un cielo stellato ed infinito, accettiamo benevolmente l’idea che in altri pianeti a noi sconosciuti, esseri viventi a noi molto simili ci stanno guardando e come noi domandandosi, se esiste la vita oltre il proprio pianeta. Il non sentirci soli sicuramente ci aiuterà nell’essere più buoni ed altruisti. Questa narrativa d’incertezza ha la mancata individualizzazione esatta del posto, dove avvenne la mia esperienza onirica-astrale narrata all’inizio del racconto.

Arbitrariamente l’ho denominata AREA 51? con il punto interrogativo, perché per molti aspetti simile allo stesso. Tutto il resto è un prodotto di narrativa sempre onirica-astrale, e di vero coraggio espressivo ed interpretativo, ma sempre libero da condizionamenti esterni, però utile per riflettere e ragionare ancora più liberamente, senza paure perché non esistono motivi per averle. Abbiamo una certezza in comune: qualsiasi grande rivoluzione tecnologica avviene in proporzione, ad una grande (ancora assente) rivoluzione delle coscienze collettive e spirituali, anche se sarà difficile dimostrarlo ancora per molti anni, però tutti gli abitanti di altri pianeti sono legati diversamente a noi, dalla stessa Spiritualità Primordiale e Divina, e le nostre attuali barriere materiali inizialmente possono essere anche superate, attraverso l’impiego delle nostre stesse facoltà latenti, che POCO si sono sviluppate nei confronti di altri evoluti abitanti dell’universo, avendo gli stessi ricercato principalmente il rapporto diretto con LO SPIRITO DIVINO.
7/26/2007 2:18 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
L’uccisione del Professor Massimo D’Antona, e le diverse strategie in essere delle B.R.
” ore 2,35 del 25 Luglio 1999 mi risvegliai in astrale davanti al suo assassino “

Con l’aria che tira dovrò adattarmi a riscrivere questo racconto, che sappia scivolare sulle sabbie mobili istituzionali e non, senza affondare affogare e stimolare le ire sibilline espresse in una famosa frase, pronunciata da qualche personaggio molto in alto, in un momento per lui giuridicamente ed istituzionalmente delicato, perché non voglio essere assimilato indirettamente alla fine tragica del Savonarola, personaggio vissuto in altri tempi dove il suo dire la verità, significava la propria condanna a morte nel rogo dell’arroganza del potere, allora come oggi mal istituito e peggio rappresentato. L’obbligo morale di riscrivere il mio sogno, assieme alle realtà direttamente vissute senza particolari sconti di verità, deriva dal fatto che le B.R. ancora oggi sono in attivo anche se dormienti, però arrogantemente affini con determinati rappresentati deviati nella morale politica.

Caro lettore tutto il mio scrivere di oggi, che gradualmente dal 1999 mi ha obbligato nello scrivere il mio libro “ I SOGNI D I H’ERMES “ parte proprio dall’omicidio del professor Massimo D’Antona da parte delle B.R. Dopo anni di silenzio iniziato nell’Aprile del 1978 con il caso Moro, ho deciso di uscire allo scoperto con sofferenze e dubbi infiniti, ma con la consapevolezza e l’obbligo di doverlo fare, perché in gioco c’era la stessa vita delle istituzioni democratiche italiane. Subito dopo l’assassinio del prof. Massimo D’Antona, compresi che era l’inizio di una strategia più grave, per questo decisi attraverso l’uso del mio corpo astrale, la conoscenza singola dell’autore dell’assassino.

Il 25 LUGLIO 1999 dopo diversi tentativi andati a vuoto, (uscite in astrale) SOGNO di svegliarmi davanti all’abitazione dell’ assassino del prof. Massimo D’Antona. E’ notte fonda e sono le ore 2,35. Davanti a me c’è una casetta tipo villino ubicata all’interno di un angolo retto, posizionata e limitata esternamente dall’incrocio di due vie stradali. L’abitazione bassa è circondata da un muro alto e molto stretto, costruito a pochi metri di distanza dalla casa e gira attorno per tre quarti della stessa. L ’ingresso indipendente è composto da un piccolo cancello di ferro a sbarre spaziose. È l’unico punto che permette di vedere dal di fuori il suo interno, (o viceversa) dove scorgo leggermente sulla mia destra, (sempre in visuale interna) un lungo balcone rialzato di circa un metro dal piano terra, facente parte dell’'unica abitazione dove il portone per il suo ingresso domiciliare, è situato all’interno, più in fondo.

Il balcone sarà lungo 5 o 6 metri, costruito in posizione verticale dalla visuale d’ingresso, mentre il cancello è alto circa 1.80, largo meno di un metro, con sbarre di ferro a tondino distanti tra loro e posizionate in modo verticale. Dalla casa vista esternamente, sulla parte sinistra del cancello d’ingresso a distanza di alcuni metri dallo stesso, proprio ad angolo del muro esterno che circonda la casa, passa una strada a corsia singola, (senso unico) con direzione obbligatoria verso nord. Sempre davanti al cancello di riferimento solo frontalmente e sulla sua destra, ci sono diverse macchine posteggiate sotto gli alberi che fanno parte dell’arredo verde, di un’ampia strada che scorre lungamente davanti: credo che sia a doppio senso di circolazione. (in quel momento era deserta la circolazione)

Attraverso il cancello vedo all’interno sul lungo balcone tutto in cemento, l’autore dell’assassinio del Professor . M. D’ANTONA, (percezione astrale) mentre con le braccia è appoggiato sullo stesso balcone, e controlla l’esterno dell’abitazione attraverso la visuale libera delle sbarre spaziose del cancello. È molto nervoso….. impaziente….. sembra attendere qualcuno. La sua fisionomia corrisponde perfettamente, all’identikit diramato precedentemente dai mass-media: con una sola variante. I suoi capelli all’atto dell’omicidio dicevano che erano biondi, ora invece sono bianchi però sempre cortissimi come nell’identikit. È di corporatura atletica ed aspetto giovanile, nonostante abbia superato i quaranta anni. Indossa una maglietta attillata a maniche corte di colore bianco, dove traspare il suo fisico di perfetta e curata muscolatura. ”Dottore” così tutti lo chiamano, (risposta astrale) anche se il suo vero nome o cognome è simile ad un cantante.

Improvvisamente si ferma una macchina sulla strada all’altezza del suo cancello, a lato delle macchine posteggiate sotto gli alberi. Alla sua guida c’è un ragazzo molto giovane, (molto somigliante al telefonista che arresteranno poi) mentre al suo lato è seduta una giovanissima ragazza. Dalla stessa macchina ora scende la ragazza che è di corporatura esile, capelli lunghi lisci e biondi: ” E’ sua figlia ” cosi mentalmente ottengo l’ennesima risposta dal momento che mi domandavo chi lei fosse. Mentre discute con il padre mette la sua mano destra all’interno del cancello di sbarre, dove sulla sinistra del muro al suo interno, c’è un incavo (ripostiglio) che da fuori non si vede. Preleva dallo stesso INCAVO MURALE la chiave del cancello servendosene per entrare.

”””” E’ la stessa azione che compiono i poliziotti quando vanno a controllarlo la notte, perché il Dottore è soggetto a misure di sorveglianza speciale.”””””” Chiaramente (penso) la polizia non sa che “”il Dottore”” (in data 25 luglio 1999) è l’autore dell’assassinio del prof. Massimo D’Antona.

Il giorno 19 Luglio 1999 sei giorni prima di questa esperienza astrale, sicuro che sarei riuscito ad avere e dare notizie certe sull’omicidio D’ANTONA, avevo fatto preventiva richiesta firmata presso un ufficio istituzionale, per avere un incontro con personale informato sui fatti MORO USTICA ecc. ecc.. . dichiarando le mie generalità domicilio e numero di telefono. Da quel giorno ad oggi 2007 ancora aspetto di essere convocato, però da subito ho rimediato il controllo del mio telefono di casa. Grazie al mio modo speciale di vedere in astrale circa due mesi dopo questo incontro, esattamente in data 6 Settembre 1999 lunedì ore 9.25 durante un sogno, in un piccolo ufficio anonimo e momentaneamente deserto, (nel tempo avrò conferma reale che si trattava di un loro ufficio chiuso al pubblico) ho visto un dossier abbastanza voluminoso e recentemente completato, con su intestato con il mio cognome. Cosa eccezionale: al suo interno era ricco di fotografie a me inedite, e giaceva in attesa sopra una scrivania completamente vuota. Questa esperienza visiva mi ha dato fiducia certezza e pazienza, di essere prima o poi convocato dalle persone qualificate come da me espressamente richiesto, cosi nell’occasione avrei chiesto anche copia delle mie fotografie in loro possesso. L’avevano scattate a mia insaputa in periodi diversi della mia vita.

Oggi mi affido ai tabulati del servizio telefonico pubblico, sia per la conferma del controllo telefonico scattato contro di me in quel periodo, sia per vedere confermate le mie diverse telefonate di sollecito, con il suo invito di rivolgermi IO direttamente a chi avevo fatto richiesta d’incontro, espresso con nervosismo e fastidio dalla persona da me più volte interpellata però sempre assente, perché nelle precedenti telefonate dichiarando il mio cognome, attraverso i suoi preposti si era fatta sempre negare, però questa volta l’avevo beccata in diretta telefonica! Avevo raggirato questo ostacolo telefonando da casa mia e non più dalle cabine telefoniche, sapendo che il mio numero (locale) sarebbe apparso al suo telefono, ed in sua curiosità perché questa volta non dichiaravo il mio cognome, lei avrebbe risposto personalmente: senza più ascoltare le solite scuse per la sua momentanea assenza, elargite puntualmente dai suoi preposti d’ufficio quando sentivano il mio cognome. La telefonata che la persona istituzionale mi invitò nel fare, (questo mi disse nervosamente) sapeva benissimo che ero impossibilitato nell’eseguirla, mancandomi il nome del dipartimento specifico ed il numero telefonico dello stesso. Certo che per me non è stato facile entrare li, presentarmi e dichiarare il mio sapere, ragione che mi impose di volere essere ascoltato in seguito, da persone a lei superiori ed in conoscenza specifica dei fatti da me verbalmente riportati.

Prova a pensare quanto possa essere fastidioso e mentalmente stressante, (per non dire altro) recarsi in un ufficio ostile perché da loro sempre dimostrato, con le diverse insufficienze inefficienze superficialità ed arroganze di superiorità, che vivendo in un piccolo paese hai potuto più volte constatare di persona, o indirettamente. La pratica dell’ abuso e dell’arroganza non solo per sentito dire, erano stati i loro atti di ufficio ricorrenti con l’esercizio di abusi personali, vissuti direttamente ed indirettamente negli anni passati. Nonostante tutto mi sono presentato, Spiegato e Richiesto un ulteriore e qualificato incontro, credendo cosi di fare il mio dovere di cittadino. Nonostante tutte queste contraddizioni comportamentali, aspettavo ed ero fiducioso nella specifica istituzione anche se da ottobre (1999) incominciai ad avere una corrispondenza telefonica diversa, con la redazione e segretaria di un quotidiano nazionale, aggiornandola continuamente anche per iscritto perché sotto sotto avvertivo, che qualcosa non andava per il verso giusto: come fu nel caso Moro. IO volevo che arrestassero immediatamente l’assassino prima che tornasse ad uccidere.

Passarono mesi e mesi senza essere chiamato tanto da convincermi di abbandonare l’attesa. Dovevo trovare un’altra alternativa istituzionale, cosi avrei potuto informarli della mia conoscenza astrale. Dalla padella alla brace cosi si dice quando sei davanti ad un bivio, che non ti lascia alternative e soluzioni a te gratificanti. Ci vuole coraggio e tanta incoscienza dettata dall’emergenza del momento, la stessa che mi mancava nel presentarmi presso l’altra istituzione, per cui rimandai la cosa riservandomi di andarci soltanto nel caso, “ avessero fatalmente arrestato mio figlio innocente.” Sapevo che nel destino delle cose sarebbe successo molto presto perché, quando non desideri una cosa la stessa si verifica sempre. Però era l’unica alternativa capace di costringermi a presentarmi e dichiararmi, perché l’arresto di mio figlio era un soccorso indesiderato però necessario, per fornirmi maggiore determinazione e coraggio nel mio dire. Poco importava che mio figlio non avesse assolutamente niente da spartire con la giustizia: avrebbe inesorabilmente avuto a che fare con la giustizia….. quella ingiusta.

Maledettamente e puntualmente il suo arresto avvenne di mercoledì 10 di maggio anno 2000. Arrestarono di notte mio figlio assieme a mio nipote che per anni avevo cresciuto come un figlio, ed un loro amico di sempre: da anni facevano il trio fisso. Per rissa aggravata secondo la denuncia penalmente redatta, scambiando e trasformando volutamente una loro privata discussione anche se alterata nei toni, fatta fuori dalla loro macchina in sosta e lontana dal centro abitato. In oggetto di reciproca discussione era stata la ragazza di mio nipote, che era stata fermata sempre assieme a due amici il venerdì precedente, “ dalla stessa pattuglia ora di servizio” che pretese anche allora il controllo dei documenti, dei quattro occupanti del mezzo automobilistico in proprietà di mio nipote, minuziosamente ed arrogantemente perquisito. La cosa che venerdì passato aveva mandato in febbrile gelosia mio nipote era stato, il conseguente colloquio appartato che la sua ragazza aveva avuto, su imposto ed invadente invito sfrontato di un componente la pattuglia medesima. Atteggiamento provocatorio (prevaricatore) che mal si digerì, tanto da stimolare risentimento amarezza e richiamo verbale da parte di mio nipote, mal sopportato dai militi che risposero con frasi e minacce per il futuro, che ora trovarono attraverso gli stessi uomini un’applicazione arbitraria ed abusiva del potere, vestito di una divisa di servizio.

Quando nel mio precedentemente ricordare ai ragazzi l’eventualità di un loro arresto futuro, (dato che camminavano sempre assieme) fu allora che gli stessi mi dissero che l’avevano evitata proprio il venerdì passato, quando una pattuglia (allora anonima) fermandoli per un normale (?) controllo di routine, uno dei militi ci aveva provato sfacciatamente con la ragazza di mio nipote. Le reazioni furono un vivace battibecco …… con parole pesanti e varie contestazioni, però poi tutto rientrò nella normalità. Da subito gli consigliai di stare ancora più attenti perché la cosa non sarebbe finita li. Certo non pensavo che sarebbe successo tutto cosi velocemente, anche se in ultima analisi avevo invitato gli stessi ragazzi, di cautelarsi e presentarsi volontariamente in caserma per denunciare preventivamente l’accaduto. Quel mercoledì notte come da copione mai scritto però fatalmente calcolato, furono arrestati per rissa, ecc. . ecc.. ecc.. Il reato di rissa puntualmente decade quando in tribunale viene assolto uno dei tre imputati, perché in primo grado di giudizio “assolsero l’amico” per non aver commesso il fatto, come del resto avvenne dopo un anno per mio nipote e figlio però in secondo grado di giudizio. La stessa prima assoluzione giuridicamente faceva decadere immediatamente per tutti, il reato penale di rissa che contempla la presenza colposa di almeno tre persone, mentre mio figlio e nipote anche se incensurati, furono immediatamente condannati (con rito abbreviato) ad una pesante ammenda.

Di questa amara vicenda rimane l’arresto con manette, e la nottata passata in cella di sicurezza ed isolamento, di tre giovani ragazzi senza alcun precedente penale, sputtanati pubblicamente in mattinata davanti ad un paese intero, senza considerare il dolore e la vergogna delle famiglie, specialmente la disperazione delle madri non abituate a questo genere di regali istituzionali. Quando fui chiamato telefonicamente (dal cell.) da mio figlio prima di recarsi in caserma, la cosa che mi impressionò maggiormente la stessa notte del loro arresto, fu nel constatare l’estrema gioia espressa da un tizio superiore in grado a tutti i militi presenti, (5) mentre in pigiama mi dichiarava con orgoglio, enfasi, sfida e arroganza, di essere stato lui ad aver arrestato mio figlio e nipote: come se avesse arrestato Bernardo Provenzano gli risposi…. mentre chi per lui, e lui sicuramente, non avevano fatto assolutamente il proprio dovere, infangando la divisa e l’onore del corpo di appartenenza. Mi domandò meravigliato come mai ero venuto in caserma cosi velocemente, perché i telefonini spenti dei ragazzi erano stati consegnati da subito in portineria. Gli risposi che i ragazzi sapevano che sarebbero stati arrestati ingiustamente, e prima di entrare in caserma durante il tragitto mi avevano telefonato, perché cosi precedentemente ci eravamo messi d’accordo.

Non so quanto può servire conoscere il futuro in anticipo, perché ai tre ragazzi giorni prima che si arrivasse al loro arresto, l’avevo avvertiti chiaramente e seriamente più volte, addirittura facendogli per la prima volte i Tarocchi (cartomanzia) che confermarono chiaramente il loro imminente arresto, benché rimasero ugualmente increduli di questa tragica eventualità. Mi avevano risposto ridendo quasi come uno sfottò generale, affermando che era impossibile, non rubando ne spacciando: nemmeno fumavano canne ed allora? Per quale motivo dovevano arrestarli? Fu allora che con carattere deciso gli imposi: quando vi fermeranno con la macchina per un normale controllo, e caso mai vi diranno anche gentilmente di seguirli in caserma per ulteriori accertamenti, di chiamarmi immediatamente con il cellulare…… a qualsiasi ora. Cosa che puntualmente si ricordarono di fare prima di entrare a notte fonda in caserma. Seriamente premuroso per la sorte di mio figlio e nipote, perché la situazione poteva sfuggirmi o aggravarsi notevolmente, avevo precedentemente avvertito anche il mio avvocato di fiducia, (da 30 anni) informandolo dell’eventualità di un arresto notturno nel mio ambito famigliare, senza avere la presunzione e superiorità di delucidarne le motivazioni e ragioni personali, ottenendo ugualmente la sua completa disponibilità.

A notte fonda immediatamente e fisicamente dal mio amico avvocato corrisposta. Avevo escluso a priori il mio arresto perché mal digerisco sopporto e perdono certi soprusi, dopo tanti anni di continui perdoni e comprensioni delle debolezze ed errori altrui. Lasciando le polemiche in questo caso abbondanti ed eclatanti, tanto da completare un intero libro di arroganze ed arbitri da tempo diversamente subiti, pretesi ed aspettando (per loro comodo) un’ora e mezza trovai il diritto-coraggio, di incontrarmi e parlare finalmente con il loro massimo superiore in grado,(capitano) che per motivi di servizio sapevo che alloggiava (dormiva) nel sito, informandolo immediatamente del mio sapere… e non solo sul delitto D’Antona, chiedendo in cambio il rilascio dei tre ragazzi perché veramente innocenti! Benché si era fatto giorno (luce) la sua risposta rimase per me oscura. Lui non si lasciava ricattare(?) e mai avrebbe accettato lo scambio, anche se gli ricordai che non ero un reo pentito: ne mi chiamavo Brusca.

Durante la notte per avere la certezza di essere ascoltato dall’ufficiale comandante ora presente, avevo minacciato i 5 militi di servizio notturno di recarmi immediatamente con la mia macchina, presso il loro comando provinciale di Messina sciorinando l’esatto indirizzo, nome cognome e grado del loro comandante provinciale, (mi ero informato giorni prima) assicurando i presenti che lo stesso in nottata mi avrebbe ricevuto ugualmente, e nel caso le mie informazioni risultassero veritiere, sicuramente avrebbe preso seri provvedimenti disciplinari nei loro confronti, ottenendo cosi la garanzia del risveglio del loro comandante per motivi urgenti di servizio. Nonostante la mia buona volontà, gentilezza, comprensione e perspicacia, il loro comandante (per solidarietà di corpo?) lasciò dare seguito alla denuncia dei suoi uomini, fino al mattino inoltrato quando per la convalida degli arresti verso mezzogiorno, i tre ragazzi furono prelevati e trasferiti in manette con sirene accese, presso il tribunale locale davanti al giudice per la conferma dell’arresto, che fu convalidato rinviandoli al giudizio abbreviato che si tenne dopo una settimana.

La curiosità sulle mie informazioni sapevo che avrebbero creato poi…..maggior interesse, cosa che avvenne molto più dettagliatamente l’indomani quando una pattuglia venne a casa mia, ad informarmi che l’ufficiale in questione mi aspettava alle ore 17 in caserma, per una dichiarazione più dettagliata del mio conoscere. Nonostante non abbia avuto in cambio la libertà immediata e non denuncia dei ragazzi, accettai il loro invito: del resto era quello che avevo desiderato. Entrando in caserma presso la portineria mentre ero in attesa di essere ricevuto, con documenti alla mano ho preteso la mia registrazione nominativa sull’apposito registro, cosi da lasciare una chiara traccia del mio avvenuto ingresso: non si sa mai…. in futuro…. chissà? Un’ora di mie dichiarazioni che avvennero in loro assoluto silenzio, anche se attraverso una loro video camera ingenuamente camuffata dietro un vetro posticcio, registrava tutto il mio colloquio.

La telecamera fu evidenziata dall’ingenuità o leggerezza comportamentale dei due ufficiali, che non annotarono per iscritto nessuna utile informazione, nonostante un fiume di parole che in piena usciva finalmente dalla mia bocca, parlando di Ustica, Moro, l’assassino di D’Antona, Bernardo Provenzano, cadaveri seppelliti, ecc… Il tutto si svolse in presenza di due alti ufficiali di grado superiore, e quando mi avviai per uscire dalla caserma, nei piani alti della palazzina sentii urlare i loro ordini ai sottoposti. Sapientemente a loro insaputa dopo il colloquio mi ero attardato più del necessario ad uscire, fermandomi presso lo stesso portone di ingresso. Però se qualcuno sarebbe passato di lì sentendo gli ordini urlati, sicuramente avrebbe pensato che all’interno più di uno avesse fatto Bingo o vinto al Super Enalotto. Avevo sacrificato l’onore e la dignità di chi mi era affettuosamente e reciprocamente legato, per determinarmi nel portare in conoscenza le informazioni preziose, per consentire o facilitare l’arresto IMMEDIATO dell’assassino del dott. Massimo D’Antona, compreso altre notizie come dai racconti di questo libro evidenziati. Il giorno della ripresa video sulle mie spontanee (?) dichiarazioni avvenne: l’ 11 – 5 - 2000 alle ore 18,15 presso i loro uffici.

Fu allora che portai in conoscenza anche i miei due figli, del contenuto delle mie dichiarazioni che avevo fatto in caserma. Benché era la prima volta che parlavo a loro del possesso di certe facoltà astrali, rimasero silenziosamente increduli, per questo l’invitai nel seguire i telegiornali per constatare l’attuale silenzio assoluto, sulle notizie del caso D’Antona anticipando che le stesse entro sabato, (eravamo in giovedì tardo pomeriggio) avrebbero ripreso con notizie ricche d’informazioni specifiche e promesse di sviluppi straordinari. Dissi loro: addirittura gli investigatori avrebbero promesso e pubblicizzato l’arresto imminente, dell’assassino del Professor Massimo D’Antona. Riferimenti senza alcun ombra di dubbio azzeccati, perché il sabato corrente ossia dopo due giorni dalle mie dichiarazioni, la TV. affermò la riunione straordinaria ed eccezionale del Consiglio di Sicurezza Nazionale, che per la prima volta si riuniva in seduta straordinaria notturna e festiva, per discutere il caso D’Antona in base a nuovi indizi pervenuti. Addirittura il Ministro degli Interni domenica andò a trovare signora Olga, la vedova del professore Massimo D’Antona, pubblicizzando e promettendogli arresto immediato dell’assassino del marito.

Ascoltando le notizie televisive anche i miei figli ci credevano, nonostante gli avessi anticipato che non l’avrebbero arrestato assolutamente: poi comprenderai anche tu il perché nella lunga analisi che seguirà nel racconto. Lunedì seguente colpo di scena: arrestano il telefonista delle B.R. In questo racconto simile al precedente da me video dichiarato, non c’è una benché minima traccia di riferimento del telefonista, però l’allarme generato con il suo arresto creò una fuga in massa dei componenti le vecchie B.R. chi era soggetto a benefici di legge tipo permessi o licenze premio, chi a misure di sorveglianza speciale. L’allarme era stato pubblicamente dato e l’uccellini presero il volo. Complimenti per la strategia investigativa, oppure in quella riunione eccezionale la prima dal dopoguerra era stato studiato tutto a tavolino? Avevo permesso il sacrificio dell’innocenza di tre ragazzi inutilmente. Per fortuna non sono capace di odiare facilmente, anche se questa prerogativa cominciava a vacillare,
tentandomi di delegare in provvisorio accomodato certe mie qualità. Ero indeciso se relegarle alle loro madri oppure ai ragazzi, sapendo già quest’ultimi come l’avrebbero definitivamente ed impietosamente impiegate.

Chiaramente la mia proposta verso i ragazzi sarebbe stata avanzata innocentemente nel termine: “cosa gli faresti alla combriccola di persone che ti hanno arrestato innocentemente?” Con estrema certezza e terrore sapevo cosa avrebbero desiderato ed ottenuto le loro madri. Era anche un loro diritto di difesa contrapposto al potere abusato contro di loro, però io invito sempre al perdono non alla vendetta. Da parte mia durante la video dichiarazione avevo chiesto, di incontrarmi con un ufficiale specificato nel nominativo, forse perché avevo piena fiducia nella sua capacità di portare a termine, l’arresto immediato dell’assassino del professore. Chiaramente ancora oggi aspetto di incontrarmi con lui, anche se nel mese di agosto sempre dello stesso anno, avvennero diverse promozioni ed avvicendamenti chiaramente sospetti, non solo perché avvenute in un mese dove anche gli angeli sono in ferie, (agosto) ma interessarono esclusivamente la sola regione che era competente delle mie dichiarazioni. Questi comportamenti mi obbligarono nel mese di settembre, ad aprire una nuova direttiva informatica con un altro quotidiano nazionale, non soltanto per via telefonica, aggiornandoli del mio sapere che in questo libro è nei particolari riprodotto, mentre allora fu a loro sinteticamente raccontato perché sapevo che erano sotto controllo telefonico, come poi una perquisizione pubblica nella loro redazione mi dette ragione dei miei sospetti.

Qui termina la prima parte che mi ha visto direttamente coinvolto. Devi scusarmi se mi sono determinato nel non fare nomi che chiaramente conosco, però gli stessi leggendomi sanno per chi suona la campana. Un ringraziamento particolare alle due istituzioni nazional- popolari, che con il loro silenzio ad oltranza sono riuscite a determinarmi nello scrivere questo libro, diversamente non l’avrei mai scritto, però sentendomi minacciato dal loro assurdo comportamento istituzionale, mi hanno obbligato al sacrificio per me ormai dimenticato dai tempi della scuola: scrivere dopo quasi 40 anni. Però avevo ragione nel non fidarmi di nessuno e del mio silenzio durato più di 25 anni. Caro lettore ti invito a considerare tutte queste strane coincidenze narrate, come frutto della pura inventiva per non offendere e colpire nessuno.

Può succedere nella vita, sarà difficile, improbabile, ma è successo e si ripeterà, che strane anomale ed assurde coincidenze, in tempi brevi, in episodi collegati casualmente tra loro, con comportamenti consequenziali ed irresponsabili o quantomeno discutibili, tentino di deviare o montare una polemica che contrariamente si presenta nella certezza del caso: è stato frutto della casualità, senza volontà alcuna di determinare questa infelice soluzione del caso, e non domandarmi perché questo lungo silenzio tombale del mio libro abbia già superato i 5 anni. Prova a chiederlo a loro che ancora sono impegnati nelle indagini: di chi? Domandalo sempre a loro. Gli elogi vanno sempre conquistati non con la misurazione quantitativa ma qualitativa, i più importanti sono quelli pronunciati dall’utenti del servizio. personalmente non posso CONCEDERLI a nessuno.

In questa seconda parte affronterò e racconterò sistematicamente, tutte le strategie delle B.R. che erano presenti ed in avvenire prossimo, conosciute grazie alla mia speciale sensibilità sete di giustizia e necessaria difesa altrui. L’omicidio del prof. Massimo D’Antona fu l’assassinio di un galantuomo, al di fuori di ogni contraddizione estremista e contesto lavorativo a lui in delega. Nella sua vita è stato un fedele ed intelligente servitore della società riformista, vittima innocente di un piano malvagio contro lo Stato, con la sfortuna di chiamarsi Massimo D’A…... Fu strumento innocente ed indifeso di un messaggio trasversale, di ex compagni delusi non dalle nuove responsabilità istituzionali e politiche dei loro ex compagni, ma dalle vecchie promesse mai mantenute, perché CORAGGIOSAMENTE inconciliabili con le nuove responsabilità, del potere democraticamente costituito. Il messaggio doveva essere chiaro. In concomitanza dell’omicidio dello stesso professore, fu fatta ritrovare nella casa del presidente del consiglio Massimo D’Alema, la stella a cinque punte delle B.R. stampata chiaramente sulle mura di casa a Gallipoli suo paese natale; azione che di per se qualsiasi stratega investigativo, ricollega facilmente al delitto come un avvertimento indiretto.

La similitudine del nome di Massimo D’Antona con Massimo D’Alema, fu la vera causa esclusiva dell’innocente morte del professore. Da parte delle rigenerate B.R. era stato studiata e scartata l’ipotesi, perché oggi di difficile applicazione operativa per una garanzia di successo completo, non in causa dei maggiori contenuti legislativi, ma per l’effettivo contrasto investigativo ed operativo delle forze dell’ordine. Nonostante queste difficoltà era realizzabile soltanto la morte del Presidente del Consiglio, compreso tutta la sua scorta in una operazione terroristica che si basasse esclusivamente, sull’uso di armi a puntamento laser necessarie sia per un successo garantito, che per una copertura e garanzia di fuga essendo le stesse utilizzabili a grande distanza. Benché lo Stato oggi è più preparato, con maggiori strutture investigative, più professionalità, maggior controllo del territorio, alte capacità decisionali ed ottimamente diversificate, con le informazioni velocemente centralizzate in apposite strutture di raccolta e fornitura dati, non erano in grado di fermare o prevedere una simile strategia terroristica, nella capacità operativa superiore alle vecchie B.R. Durante la notte della mia visita al “Dottore” avevo percepito la gradualità delle direttive delle B.R. leggendolo chiaramente nella sua mente, come avevo letto la sua preoccupazione di padre in ansia per il ritardo della figlia.

Rabbrividì nel constatare la mancanza della stessa sensibilità di padre, nei confronti di papà come lui però per lui da sacrificare per un ideale di lotta politica. Il tutto era cominciato attraverso il finanziamento con le rapine. Addestramento e formazione militare in via di conclusione in Kossovo, con la copertura dei guerriglieri dell’U.C.K. Acquisto ed esercitazione sulle armi pesanti a puntamento laser sul luogo, con relativo trasferimento delle armi in Italia attraverso natanti, sfruttando la rotta del traffico dei profughi albanesi. Un gommone nuovo tempo dopo fu ritrovato senza benzina abbandonato sulle coste pugliesi. Era stato precedentemente intercettato dai pattugliatori della marina militare e della finanza, che dopo un’iniziale e prolungato inseguimento hanno dovuto scegliere, di prestare assistenza immediata ad una “carretta del mare “ stracarica di poveri e disperati profughi albanesi. Alcuni componenti delle B.R. cambiando radicalmente rotta avevano finito la benzina, arrivando lo stesso a sbarcare sulla costa pugliese: anche se non nel luogo stabilito. Se lo stesso gommone nuovo fosse stato di proprietà degli albanesi, come dettero ad intendere gli organi di stampa, anche senza benzina non l’avrebbero abbandonato mai: caso mai avrebbero adottato la massima cautela per nasconderlo, perché per loro valeva più dell’oro.

Contemporaneamente attraverso i centri sociali che erano in profonda letargia da decenni, con nuove sigle più appropriate e diversificate, ogni manifestazione di piazza con l’utilizzo appropriato di nuovi leader, doveva essere occasione di gravi danneggiamenti e disordini, con la ricerca specifica dello scontro fisico con tutte le forze dell’ordine. La violenza degli scontri e danneggiamenti doveva apparire una normalità, ed ogni manifestazione era buona per creare disordini e scontri di piazza. La strage del corteo presidenziale doveva apparire dinanzi all’opinione pubblica, come una risposta appropriata per la morte a bastonate di una giovane studentessa, avvenuta precedentemente durante gli scontri di piazza, addebitabile per responsabilità oggettiva alle forze dell’ordine, che si erano fatte prendere la mano dagli scontri. Strage che avrebbe diviso le coscienze italiane, tanto da essere facilmente condivisa da una parte dei giovani in cerca di ideali, acquisendo cosi nuovi proseliti per la lotta armata contro lo Stato di Polizia. In realtà durante una manifestazione di normale violenza, le B.R. avrebbero di nascosto ucciso prima a bastonate una giovane studentessa dal volto pulito, senza alcun legame con le frange estremiste. Chiaramente la responsabilità sarebbe ricaduta senza alcuna ombra di dubbio, sulle forze dell’ordine, carabinieri o polizia poco importava.

Questa idea fu ispirata dall’interesse morboso dei mass-media, per l’uccisione innocente della giovane studentessa Marta Russo, con la legge in continua ricerca del vero autore dell’assassinio. Mentre nell’occasione della morte violenta di quest’ultima vittima innocente, la nazione intera si sarebbe sconvolta e ribellata, partecipando volontariamente con sdegno e condanna unanime, ad infiniti cortei con slogan minacciosi e manifestazioni violente, con interrogazioni e proclami parlamentari vari che sarebbero serviti per determinare poi, una condanna fisica ed ideologica da legittimare l’intervento delle B.R. nella strage di D’Alema e la sua scorta, perché rappresentante massimo di un regime di polizia assassina.

La strage del corteo presidenziale era concepita nella totale brutalità. Il percorso stradale obbligato del centro storico romano, non dava grande variabilità nel determinare nuovi percorsi stradali di sicurezza, da adottare e variare secondo le strategie e premure della scorta. Questo vero punto debole del servizio di sicurezza, creava i presupposti di base per l’applicazione del loro piano terroristico. Il comando della sicurezza fisica del Presidente in seguito al mio narrare, verrà affidato ad un vero esperto militare: quindi calcolarono seriamente la possibilità di rischio attentato terroristico, oppure questa pratica rientrò come al solito nelle fatalità imprescindibili del fato?

Le B.R. avevano evitato di prendere in affitto appartamenti nuovi, perché arbitrariamente utilizzavano esclusivamente i terrazzi dei palazzi, dove sotto sarebbe passato il corteo presidenziale. Le terrazze o soffitte non erano controllate ed erano facilmente accessibili in tutte le ore. Sarebbero state occupate momentaneamente soltanto il giorno della strage, ed erano già state individuate con relativi e frequenti sopralluoghi, per misurazioni balistiche e tecniche. Si presentavano perfette per l’esecuzione del piano terroristico. Gli impegni di D’Alema erano sempre evidenziati in anticipo dalla stampa, perché programmati in anticipo come lavori di governo. Dalle terrazze in due punti cardinali distanti ed opposti con le armi pesanti a puntamento laser, s’interrompeva il corteo presidenziale, sparando granate sulla prima e sull’ultima macchina facendole saltare in aria, ostruendo così la strada per poi consumare definitivamente il massacro, sulle restanti autovetture rimaste bloccate all’interno dello stesso corteo. Era ancora allo studio l’inserimento del terzo gruppo di fuoco, che avrebbe dovuto operare sul piano stradale, però si presentava inutile eccessivo ed altamente rischioso. Certamente il progetto criminale era stato avvantaggiato, da un movimento di personale e sospensione di alcuni servizi di controllo, da parte di precedenti direttive del Ministero degli Interni. Dopo la strage i soliti volantini recapitati in diverse città, avrebbero rivendicato la strage come sentenza esecutiva del tribunale del popolo, eseguita dai compagni delle B.R.

Personalmente di D’Alema non ho mai condiviso quella sottile ambiguità dialettica, benché non è la sola specificità nel nostro pianeta politico italiano. Durante la sua permanenza a capo del governo, m’infastidivano le continue richieste di poltrone da parte dei suoi alleati, ricattandolo e mettendolo in difficoltà ad ogni azione innovativa del governo, creando opposizione interna alla stessa maggioranza, anche per finalità esibizionistiche di chi era ancora in cerca di spazi e primi piani TV. Vedevo in queste sue difficoltà le conseguenze del suo seminato intellettuale politico e dialettico, però era inaccettabile che queste esigenze individualistiche ed esibizionistiche, determinassero l’inconcludenza della sua strategia politica di governo di sinistra, per la prima volta al potere in Italia.

Emergeva tutta la sua impotenza in contrapposizione alla sua volontà del fare, mentre taceva ma sapeva di essere da solo nel mirino costante delle B.R. E’ sempre vero chi comanda sarà il solo a pagare. Si sbaglia inconsapevolmente dicendo semplicemente si oppure no, a suggerimenti e domande di amici velenosi però con il fare dialettico del vero amico di sempre. Ora mi creava sconcerto e rabbia il suo abbandono POLITICO. Sentivo e percepivo che era stato lasciato da solo, come preludio di una tempesta dove un vero comandante, ha il coraggio di rimanere anche da solo alla guida della sua nave. Non potevo permettere che il disegno terroristico delle B.R. avesse un seguito, come allora avvenne sulla pelle dell’onorevole ALDO MORO.

In attesa di ulteriori sviluppi personali, (incontri e colloqui da me richiesti) attraverso multiple diramazioni giornalistiche detti il sapere della mia conoscenza, consapevole che nelle redazioni dei quotidiani non regna mai il silenzio, atteggiamento in questo caso utile e necessario per veicolare all’infinito, le stesse informazioni attraverso il loro passaparola silenzioso per ricercarne valide conferme: senza necessita di scriverlo sul giornale perché queste notizie erano prive di conferme e testimonianze certe, anche se avevo notato il muoversi per me sospetto di certe nomine governative, atte a concretizzare una diversa linea di difesa istituzionale: come " Il cambio del comandante della scorta del capo del governo"

Ormai per una logica consolidata e collaudata ero sicuro che NON avrebbero arrestato il “Dottore” però la conoscenza indiretta da parte delle B.R. di una testimonianza anonima in conoscenza specifica del loro progetto e sviluppo terroristico, avrebbe rivalutato le loro capacità d’azione in futuro, perché appariva evidente che erano soggetti a controllo specifico, senza riuscire a comprendere da parte di chi, (almeno questo) nonostante " l’omaggio di infiltrazioni ideologiche" nelle diverse istituzioni. Le successive dimissioni intelligenti di D’Alema a capo del governo, con la scusa di aver perso le elezioni europee resero vuote le rivendicazioni della futura strage. Una sconfitta elettorale si era trasformata in una vittoria sulla vita, e contro l'isolamento politico che si era concretizzato a suo esclusivo danno personale e d'immagine di leader.

Per me invece tutto si finalizzò perché non si ripetesse il caso Moro nella sua versione più drammatica. In odore di contestazioni ed opposizioni varie ma comprensibili al mio racconto, oltre alla mia chiaroveggenza e possesso di facoltà dette paranormali, resta accettabile la mia trascrizione particolareggiata e chiara, perché corrisponde maledettamente alla realtà strategica delle B.R. sia tecnicamente che materialmente e ideologicamente. Nelle contese politiche intellettuali investigative strategiche e dialettiche, è importante avere in comune un punto d'incontro: la vera ricerca della verità, anche quella che non si è potuta concretamente manifestare.

Questo beneficerà nell’unanime conclusione: era maledettamente possibile questa evoluzione terroristica, come tutti gli attentati e stragi quando sono già drammaticamente avvenuti, perché prima erano soltanto impensabili, tutta al più…. lontanamente sospetti. Non è necessario disperdersi in polemiche strumentali con strenue difese di parte, con false argomentazioni capaci di raggirare il vero problema del terrorismo, per poi non affrontarlo minimamente nella volontà sottile e maligna, di determinare accuse di responsabilità e connivenze, che possono appartenere soltanto a chi si illude di continuare a seminare odio rancore e morte, a discapito della ricerca delle vere responsabilità, spesso vestite di colore politico.

Non è sufficiente dire ed urlare "basta al terrorismo" oltre alla volontà e determinazione ci vuole l’onestà parlamentare istituzionale e sociale di tutti, senza strillare davanti al popolo invocando la verità, per poi nascondersi e continuare a macchiarsi la coscienza, sabotando le indagini perché coperte dal segreto istruttorio, a beneficio di certa politica o di compartecipazione affine ed ideologica. Se è vero che oggi non esiste più un pericolo reale per D’Alema, (anno 2002) è anche vero che la strategia della tensione ad opera delle B.R. attualmente continua, finalizzata a rendere il percorso dei governi piuttosto accidentato. Mi auguro che non si arrivi ad una valutazione complessiva, come quella riservata ai fatti del G8 di Genova: “condannare la difesa di uno Stato democraticamente eletto, perché aggredito nelle sue funzioni vitali, non ha garantito al terrorismo nazionale ed internazionale l’altra guancia.” Non è una indebita ingerenza ma una sofferta e reale valutazione, senza spinte ideologiche e falsi dogmatismi.

Io mi sento obbligato nella coscienza della mia persona, ad impegnarmi positivamente nelle problematiche umane, che siano di destra di sinistra o centro poco importa perché in gioco c'è il rispetto individuale ed il benessere sociale. Esiste invece chi lavora negativamente reggendo da sempre nell’ipocrisia e nell’inganno le strategie del terrorismo, anche sotto l'aspetto sociale economico culturale e mediale. Arrestare il “Dottore” sarà un buon inizio per una conclusione definitiva e vittoriosa contro le B.R. Questo è il desiderio e la vera volontà espressa nei cuori silenziosi ma onesti, del popolo italiano troppe volte e molto spesso nominato ipocritamente a vanvera, a copertura di certi ideali come paravento politicamente strategico, per nascondersi e continuare impunemente a disseminare odio rancore accuse e falsità, sempre e solo a discapito del popolo stesso, per un loro silenzioso tornaconto che considera soltanto, il beneficio della loro immagine elettorale e politica per fare sempre nuovi proseliti.

Ulteriori aggiornamenti: tanto il libro continua ad essere silenziato. La continua sfida ed arroganza delle B.R. contro le istituzioni democratiche, è nell’epilogo tragico della soppressione violenta della vita del dott. Marco Biagi, perché lui vero riformista e populista, occasione d’oro per creare quel filo di continuità allora inesistente nell’omicidio del professore Massimo D’Antona. La vigliacca conclusione conseguita da parte delle B.R. nel giorno 14 marzo 2002, ci ha visti ancora impotenti attoniti ed increduli, complice il silenzio di chi si fa scudo delle istituzioni o ruolo sociale di primo piano, perché ancora incapace di ribellioni dissociative o perché ricattati ideologicamente dal loro passato: “inconsapevolmente hanno accettato la morte silenziosa della loro coscienza.” Se vogliamo realmente combattere questo terrorismo oltre all’unità politica istituzionale e sociale, è indispensabile la dissociazione intellettuale ideologica e strumentale. Analizzare il passato per intervenire sulle cause che l’ hanno generato, si dimostrerà un’arma vincente per la loro sconfitta definitiva. Basta ai virtuosismi dialettici alle false apparenze ai discorsi ingannevoli. La dittatura terroristica uccide il nostro presente ed il futuro dei nostri figli: ” Chi semina la morte è perché non sa offrirci altro, ma soffre per la nostra libertà ”

Altra nota di dispiacere.
Apprendo la notizia che un esperto consulente informatico, non sposato, ma residente nel Lazio, con precedenti incarichi specifici presso una istituzione nazionale, dopo una nottata in baldoria e compagnia amichevole al rientro solitario in casa sua, all'alba trova nel suicidio tramite sua impiccagione (con le ginocchia che toccavano abbondantemente il suo divano) la conclusione ed importanza delle sue scoperte di verità eclatanti rintracciate tramite Internet. ” MORO- USTICA ecc.. ecc..” (forse erano i miei post?) I suoi parenti amici e conoscenti increduli affermano: “ era pieno di interessi e di vita ed ultimamente aveva fatto importanti scoperte che non ha voluto rivelare a nessuno: nemmeno a noi.” Anch’io credo che non si fosse suicidato forse perché erano gli inizi che attraverso Internet. postavo parzialmente i miei racconti anche se spesso venivano immediatamente cancellati, mentre io li riportavo velocemente nei diversi siti che mi ospitavano nei loro forum .(una decina) Però sopprimere gli indifesi è sempre inaccettabile, mai condivisibile ma sempre criticabile e giudicabile forse un giorno, quando anche la luce tornerà a risplendere nelle loro coscienze. Il silenzio imposto non deve trovare nella soppressione umana nessuna condivisione, nemmeno di pensiero.

Concludendo ti domanderai perché io anti-comunista per eccellenza, mi sia preoccupato di salvare nelle intenzioni e volontà paranormale la vita al Presidente Massimo D’Alema. A parte perché non mi piace per principio che tutti i cosi detti amici, (da sempre gratuitamente beneficiati) quando nella vita le cose ti vanno nel verso contrario, loro immediatamente ti abbandono e isolano non condividendo minimamente le tue difficoltà e sofferenze, invece di aiutarti a superare gli ostacoli come hai sempre fatto tu con loro. In questo caso la ragione maggiore era anche che non volevo che le B.R. come nel caso MORO, riuscissero a portare a termine la loro pazzia uccidendo ancora. Posso dichiararti ed assicurarti che ben due Presidenti comunisti(?) prima di lui, negli anni passati ero riuscito a salvare all’ultimo momento.(Tito e Gorbaciov) Come vedi non è la politica che mi divide da loro, ma il loro fare concepire ed usare il potere servendosi degli estremi per la propria idea politica.

Però in questo racconto a parte la difficoltà narrativa, che impone rigidi criteri d’informazione atta a prevenire maggiori difficoltà personali, evidenzia due realtà di difficile esposizione interpretativa. Primo: la mia grande difficoltà emotiva nel presentarmi innanzi alle istituzioni, e dichiarare con assoluta convinzione il mio essere in conoscenza specifica di fatti e persone, di grande rilievo sociale ed enorme interesse investigativo, nonostante nella società che conta la mia individualità è da sempre stata assente o volutamente marginale. Secondo: il criterio di valutazione sulle reazioni delle istituzioni. Davanti alle mie dichiarazioni che per loro rasentavano l’incomprensibile l’incredibile e l’immaginario, perché scientificamente è sempre stato negato qualsiasi potere paranormale, l’unico a rischiare effettivamente di essere preso non solo per pazzo ero io. Indubbiamente valeva la pena tentare e come spero ed auguro che facciano veramente, tutte le autorità competenti nella lotta finale contro le B.R.

Altri eventi aggiuntivi, grazie ancora al silenzio degli editori. Mesi dopo (dal luglio 1999) vengo in conoscenza giornalistica, che lo stesso assassino godrà del beneficio della sospensione delle misure di sorveglianza speciale. Per estrema curiosità andate a rileggere gli articoli giornalistici usciti nel novembre 2003, durante la fase (incerta) degli arresti dei numerosi brigatisti, cosi individuerete facilmente il vero nome e cognome dell’assassino, descritto inizialmente anche dai giornali con il nome di “ DOTTORE “ E’ identico e spiccicato alla fisionomia del Dottore che avevo visto sul balcone, quella notte del 25 LUGLIO 1999. Purtroppo questa brillante operazione delle forze dell’ordine e della magistratura, è stata il frutto di una amara conseguenza in “ obbligo fatale ” concisa attraverso un conflitto a fuoco avvenuto tempo addietro sul treno Roma - Firenze, con l’uccisione dell’agente di polizia Emanuele Petri e del brigatista rosso Mario Galesi: però conseguì la preziosa cattura della brigatista rossa Desdemona Lioce, che all’atto del suo arresto era in possesso di interessanti informazioni, trascritte e criptate nel suo palmare personale.(cosi dicevano i giornali)

Puntualizzazione. Il recente falso pentimento della terrorista Cinzia Banelli, è identico a certe strategie filo guidate del passato, addirittura già preventivate e giuridicamente studiate a tavolino in tempi a loro sereni. Avendo postato anticipatamente i miei assurdi racconti su Internet, tutte le strategie mortali intese ad imporre il mio totale silenzio fisico, cessano di essere indispensabili perché tutto resta comunque scritto e depositato, anzi si otterrebbe un interesse mediale maggiore e morboso, mentre le accuse fittizie pretestuose e fantasiose decadono, perché diversamente dovrei essere accusato di reati assordanti ed inverosimili, chiaramente tutti di interpretazione giuridica estrema e politicamente personalistica, perché non esiste in nessun codice penale del mondo il reato del: VIAGGIO ASTRALE fuori dal proprio corpo fisico.

Consapevole di assumermi anche tutte le responsabilità delle mie affermazioni di pensiero, in garanzia delle stesse suffragate da numerose e diverse testimonianze in accorta custodia, rimando al lettore il commento ed opinioni sulle differenze e divisione reali, che intercorrono o separano il mondo materiale dal mondo astrale. Personalmente per esperienza decennale posso dedurre che le visioni o esperienze astrali avute in stato cosciente, corrispondono amaramente alle realtà materiali specialmente quando rivivi immediatamente la tue esperienze astrali, attraverso la conferma delle diverse informazioni dei media: anche se spesso sono volutamente deviate o silenziate nei contenuti essenziali.

Riflessioni del dopo.
In tutto questo lasso di tempo l’unica occasione che ebbi per essere sentito verbalmente, (convocazione fisica) dalla locale componente istituzionale precedentemente da me diversamente interpellata, (per il caso Moro ecc...) fu quando nell’emergenza e serie minacce del terrorismo fondamentalista islamico contro l’Italia, (dopo l'11 Settembre 2001) inviai una analisi dettagliata sulle modalità luoghi e soggetti di interesse terroristico, scrivendo che non avrei cessato di inviare la stessa analisi fino a quando, loro non mi avrebbero dato comunicazione verbale dell'avvenuta ricezione del plico. Comunicazione che avvenne esattamente il 13 ottobre 2004 ore 12 nei loro uffici, attraverso un loro invito telefonico delle ore11 (stesso giorno) usando la mia utenza domiciliare. Precedentemente attraverso più invii postali della stessa analisi terroristica, inviate alle diverse istituzioni anche straniere preposte al controllo e sicurezza del territorio, avevo richiesto da parte loro soltanto una chiara risposta verbale, perché non volevo che sottovalutassero le mie analisi delegandole superficialmente in archivio.

“ Erano state il prodotto della mia continua percezione con diversi miei interventi astrali da omissis, atti all’annullamento preventivo delle stesse strategie terroristiche.” Siccome le strategie terroristiche erano diverse e continuamente in evoluzione ed estese in tutto il mondo occidentale, la mia paura maggiore era che non sarei arrivato sempre in tempo per farle abortire, per cui portarle in conoscenza verso tutte le istituzioni, il mio lavoro si de responsabilizzava enormemente facendomi mantenere attivo esclusivamente in territorio Italiano. In ultima alternativa: se non ricevevo risposte avrei inviato la relazione anche alla stampa internazionale, questa era il mio sotterfugio finale scritto in lettere chiare. Anche se mi dettero comunicazione in forte ritardo gli stessi so che ne fecero buon uso preventivo, assicurandoci il fallimento di molte strategie terroristiche poste in essere: diversamente da altri paesi che restarono vittime dell’infame oltraggio. Fu in questo periodo che ebbi modo di vedere ed accertarmi astralmente, dell’esistenza di un fascicolo a me intestato come ho già raccontato all’inizio di questo racconto, datandolo la mia visione astrale al 6 – 9 - 1999 lunedì ore 9.25.

P.M.
Con queste informazioni del 25 Luglio 1999 si poteva evitare la morte di, Marco Biagi Emanuele Petri e Mario Galesi? Allarmante fu ricevere uno strano messaggio in codice nel mio cellulare, il 14 marzo 2002 : circa 5 minuti prima della edizione straordinaria del TG 5, che annunciava la notizia dell’assassinio del Prof. Marco Biagi. Venni in conoscenza che era stato inviato attraverso un computer. Ne prima ne dopo ho ricevuto messaggi simili. Io non credo alle coincidenze ne alle interferenze telefoniche, per cui mi “allarmai mettendomi in guardia maggiormente."
N.B.
In politica tutto è permesso e concesso?
Oggi nel marzo 2007 vedo assisto e non mi meraviglio più di tanto se, Ex (?) Brigatisti Rossi Comunisti vengono assunti nelle diverse istituzioni con lauti stipendi, dove le interviste vengono riservate soltanto al loro mortale ed inglorioso passato, mentre le loro vittime sono silenziate ed emarginate anche dalla storia, non solo dalle coscienze collettive. Dopo l’indulto approvato ed il posto di lavoro garantito serve per non ritornare al triste passato dei ricatti trasversali?
7/26/2007 2:20 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Qui la relazione allora inviata presso diverse Istituzioni anche Internazionali. (originale)

Comunicazione urgente e riservata per ………….
per conoscenza e garanzia presso i ...........................

Sono convinto che il vero segreto per un successo investigativo, si deve basare sulla prevenzione continua “ ma opportunamente silenziosa, ” atta a reprimere terrificanti azioni terroristiche, assicurando i responsabili alla “ Giustizia Internazionale,“ lasciando aperto, solo un sicuro canale investigativo che nell’emergenza del blitz può determinare loro grandi errori, contribuendo a risultati positivi e definitivi contro il terrorismo: di qualsiasi matrice. Con questa premessa mi accingo a suggerire le attuali linee che il
” Terrorismo Internazionale Islamico” cercherà di concretizzare a danno della collettività, ed interessi anche italiani. A scanso di probabili equivoci sulla natura della mia persona invio in calce alla presente, il mio libro: “ I SOGNI DI H’ERMES ” ( da valutarlo attentamente !!! ) dove emergerà chiaramente la mia predisposizione intuito e specifiche capacità , che sapientemente applicate favoriranno i nostri comuni ideali nella prevenzione lotta e repressione, contro il terrorismo e la loro strategia infame del terrore.
Basandomi sui miei numerosi precedenti “ AVVERTIMENTI E VISIONI ONIRICHE,”
in più estrapolando oscure notizie diffuse dalla stampa di pseudo porta voci di Osama Bin Laden, considerando seriamente la psicologia distorta malata e crudele ma determinata, del terrorismo islamico attualmente il quadro di gravità emergente si sintetizza specificatamente, su questo binario di future azioni terroristiche: VIA TERRA - VIA MARE.

VIA TERRA perché è stata da loro precedentemente pianificata ( dicembre 2003) e momentaneamente sospesa per “ avversità logistiche” la distruzione interna della Basilica di San Antonio di Padova attraverso l’uso interno, di più elementi kamikaze,
però anche grazie ai vostri provvidenziali accorgimenti di prevenzione e controllo,
hanno obbligato la stessa cellula del terrore nella scelta di attuare la medesima distruzione, attraverso l’utilizzo di furgone o autocarro carico di materiale esplosivo ed infiammabile, da schiantarsi volontariamente contro le mura perimetrali esterne della stessa Basilica, durante un’importante funzione religiosa che richieda la presenza del vescovo o cardinale, compatibile con una presenza eccessiva di fedeli. Non riesco ad avere una spiegazione strategica sulla loro scelta di PADOVA, prescelta su VENEZIA specificatamente la Basilica di S. MARCO. Mi sfugge anche la motivazione di tale azione terroristica, benché la stessa avrebbe una logica anche se aberrante se effettuata nella chiesa di S. PETRONIO, perché all’interno della stessa esiste una raffigurazione pittorica, dove il profeta Maometto va all’inferno: per loro questo affresco è un oltraggio contro tutta la religiosità del corano, e grida vendetta nel nome del profeta e di Allah.
VIA MARE si intende l’utilizzo di TRE navi da carico o mercantili, ( anche presi in ostaggio con i loro equipaggi ) imbottiti di esplosivo e prodotti infiammabili con l’aggiunta di componenti chimiche, da dirottare ed avviare contro i porti in presenza di raffinerie petrolifere: AUGUSTA?- MILAZZO! non trascurando il porto di NAPOLI,
per la presenza stabile della flotta della marina militare americana. Da considerare seriamente l’attuale loro studio e progettazione d’investire in mare aperto, o una nostra nave carica di passeggeri (da crociera o traghetto?) o quantomeno di prenderla in ostaggio attraverso l’obbligato imbarco, di naufraghi clandestini occultamente armati per servirsene nei medesimi scopi (contro il porto di NAPOLI ?) diversamente per la diffusione propagandistica di ricatto mondiale, (da ricordare l’ACHILLE LAURO! ) attraverso l’utilizzo dei mass-media mondiali, che l’eclatante sequestro impone con la richiesta del ritiro immediato del contingente italiano dall'Iraq (?) Purtroppo dopo le stragi per VIA AEREA (le torri gemelle) e per VIA TERRA (treni passeggeri)
restano facilmente praticabili quelle per VIA MARE, perché noi attualmente sprovvisti di mirati e specifici controlli di prevenzione: già impegnati enormemente nella protezione e prevenzione dei possibili e preventivati obiettivi strategici.

Questo per la loro volontà di coglierci sempre di sorpresa, perché il loro ripetersi del successo stragista possa generare, ancora maggiori consensi popolari del mondo mussulmano, con ulteriori finanziamenti e favori occulti del mondo politico arabo;
anche di chi ipocritamente dichiara apertamente di combattere il terrorismo. Questa nuova sfida però ci allontana INVOLONTARIAMENTE dalla strategia di contenimento ed analisi, sul futuro problema strategico che sarà l’ INVOLUZIONE DELLA CINA,
di cui gli scenari in avvenire sono simili all’apocalisse. Facendo riferimento ad antiche profezie e confermate dall’attuale analisi di rischio, per lo “sproporzionato sviluppo industriale ed economico” che la logica del libero mercato impone, lo stesso incontrollato ed egoistico sviluppo in tempi relativamente brevi, sconvolgerà le realtà sociali interne del paese rivoluzionando la stessa società culturale di massa, che genererà movimenti di contestazione globale che sfoceranno in più disordini, obbligando il potere oligarchico ( per ovviare ai numerosi problemi di ordine pubblico interno)
a favorire la grande immigrazione clandestina di massa, però di riflesso destabilizzerà l’ordine pubblico e sociale delle nazioni economicamente avanzate, costrette per motivi umanitari ad ospitare? la ” GRANDE MAREA GIALLA ;” anche per colpa della fluttuazione o fuga dei capitali e l’applicazione di dazi sulla loro esportazione.

“ Il seme della libertà si può soltanto ibernare mai uccidere, perché è più potente della morte stessa riuscendo a germogliare e crescere, in ogni stagione!” In compenso in data attuale anche dopo il fallimento della strategia terroristica suicida, contro il G .8 di Genova, ( più dettagliatamente descritto nel libro “ I SOGNI D I H’ERMES ” cap. “Osama Bin Laden” non si prefigurano altri panorami di distruzione sul nostro territorio oltre a questi già descritti. Per quanto riguarda i nostri comuni ideali di fraterna amicizia e reciproca collaborazione con l’AMERICA, oltre al già citato progetto terroristico contro le unità della marina militare americana dislocate nel golfo di NAPOLI,
esistono gli estremi per credere che dopo il fallito attentato sempre per “ avversità logistiche “ (analoghe a PADOVA) del Dicembre 2003 contro l’albergo MGM ? situato a LAS VEGAS, (capitale del vizio degli infedeli) proprio per la mentalità ossessiva e criminale di Osama Bin Laden, che a priori non accetta il fallimento, ( il secondo però diverso attentato contro le torri gemelle lo dimostra e ricorda tristemente ) cercherà di far portare a termine nella stessa dinamica terroristica basata su più elementi kamikaze,
tecnicamente dislocati sullo stesso piano basso dell’albergo occupato contemporaneamente in più camere, perché esplosione dovrà irreparabilmente compromettere tutta la struttura portante dell’edificio per facilitarne il crollo totale.

Per arrivare a questo risultato si serviranno anche di componenti infiammabili, (benzina) addizionata ad elementi chimici altamente mortali, da assicurare la certezza della morte istantanea per inalazione, a tutti gli ospiti dei piani superiori intrappolati dalle fiamme,
impossibilitati nelle vie di fuga perché impraticabili, altri sorpresi nel sonno. Purtroppo tutto il materiale non umano è già nella loro disponibilità operativa. Da configurare la reale possibilità che l’enorme materiale infiammabile, possa essere dislocato nei sotterranei dell’edificio, compresa l’estrema variante dell’utilizzo di un autocisterna bomba-chimica uso esterno.

Per “ avversità logistiche “si intende fare un riferimento preciso, alla causa di un provvidenziale(?) quanto tremendo terremoto che in quei giorni di notte, colse di sorpresa l’intera cellula terroristica di Al Qaeda, sentenziando soprattutto la loro morte mentre erano in viaggio di trasferimento, per raggiungere le destinazioni prefissate di LAS VEGAS - PADOVA, mentre il capo dei terroristi per l’AMERICA diversamente fu bloccato, dalle opportune disposizioni governative che di fatto bloccarono in quei giorni, tutti i voli per LAS VEGAS. Attualmente la cellula si sta rigenerando ed aspetteranno un giorno festivo o di ricorrenza particolare, che garantisca sia il pieno dell’albergo che il rispetto di una logica strategica dei numeri o del mese. Ogni misura ed indagine preventiva per la messa in sicurezza, è consigliabile che sia circondata dal SILENZIO ASSOLUTO, così da garantire la completa cattura dell’intera cellula terroristica. Concludendo vorrei ricordare che l’obbiettivo più importante di Osama Bin Laden, resta l’uccisione del Presidente degli STATI UNITI G. BUSH, durante un suo volo di trasferimento con l’aereo o con l’elicottero presidenziale. (dalla CASA BIANCA?)

Con la presente è comprensibile da parte sua credere, che questa mia tremenda analisi sia frutto di una esagerazione di pensiero, ma la invito a riflettere sull’assurdità del pensiero e della strategia crudele e criminale “dell’Internazionale Terroristica Islamica.”
È improponibile continuare a chiudere sempre gli occhi e la mente, dinanzi alla cruda evidenza. Questa infida guerra non dichiarata apertamente contro tutte le democrazie occidentali, è studiata gestita e finanziata da tutti i governi dinastici e dittatoriali ARABI, principalmente dall’ARABIA SAUDITA: l’ipocrita ambigua mascherata alleanza filo americana, serve soltanto per garantirsi un protettorato in caso di colpo di stato. In realtà la loro comune volontà è continuare indebitamente a gestire l’usurpato potere popolare, ( dittatura islamica ) contrapponendo al popolo non forme di democrazia o giustizia sociale, ma sfruttando la loro forte credenza ed osservanza religiosa per tenerli tutti uniti, in una grande guerra di religione contro le infedeli democrazie occidentali, perché ideologicamente capaci di esportare e trasmettere,
vera DEMOCRAZIA POPOLARE e pari rispetto dei diritti umani.

Con molta umiltà una valida riflessione si estende, per l’attuale e tremenda crisi terroristica in IRAQ, baluardo convergente di tutti i movimenti estremisti islamici, particolarmente ex profughi iracheni provenienti ed addestrati dalla SIRIA e dall'Iran, con l’apporto operativo e fisico dei più numerosi gruppi estremisti palestinesi: AL-FATAH, HEZBOLLAH, AL-QASSAN, HAMAS, AL-QUDS ecc.. ecc.. Il popolo iracheno dopo una lunga spietata e repressiva dittatura, in pochi mesi non può da solo improvvisarsi nel ruolo efficace, “ di perfetti ed addestrati esecutori di guerriglia urbana.” Sarebbe opportuno anche effettuare un continuo controllo attraverso i sofisticati sistemi satellitari, su determinati corrispondenti delle tv arabe AL-JAZEERA AL-ARABIYA, ripercorrendo cosi tutta la filiera del terrorismo verificandone l’oggettiva corresponsabilità; anticipando ed evitando mirate stragi propagandistiche spesso riprese in diretta dalle stesse tv, che attraverso i loro mirati servizi promuovono direttamente e non, il successo e l’incitamento al terrorismo.

Anche lei sarà di questa idea guardando spesso le citate tv arabe; le loro immagini trasmettono efficacemente i più ripetuti messaggi subliminali, accompagnati da servizi giornalistici anti-occidentali, dove l’incitamento all’odio ed alla violenza si evidenzia nell’invitare le masse arabe, nel bruciare in diretta televisiva bandiere americane ed israeliane da loro precedentemente consegnate, con studiata sequenza d’immagini di morti e feriti, bambini ed anziani soprattutto, con urla e lacrime di disperazione dei congiunti e superstiti, mentre scorrono le immagini dei territori occupati quando vengono bombardati da aerei o elicotteri americani ed israeliani. Questo genere d’informazione satellitare è il loro contatto primario, sia per sobillare inconsciamente le masse arabe, che per trasmettere ideologicamente tragedie collaudate dalla storia. È elementare il loro diretto coinvolgimento strategico, ed il buon senso e la ragione impongono “ drastici provvedimenti intelligenti.”

Mi consenta un’annotazione storica di profonda riflessione: “ ROMMEL “ ha perso la guerra nel deserto per mancanza di “rifornimenti. “ Il protrarsi del successo terroristico sta a significare anche, l’inefficienza dei vostri attuali accorgimenti per tagliare definitivamente, i loro vitali “ rifornimenti. “ E’ un obbligo morale civile e di coscienza umana, onorare tutti i nostri numerosi morti per la pace e la libertà dei popoli, non privandoci del “ DIRITTO di ESTREMA DIFESA;” riconsiderando completamente anche i rapporti con il “ GRANDE FRATELLO ARABO: ” anche perché la situazione prima o poi vi sfuggirà. Mentre preparavo questa lunga lettera la stessa tv araba AL-ARABIYA, in data VENERDI 2 APRILE 2004 ha mandato in onda dalle ore 17.30 alle 18 ora italiana, un vecchio documentario storico italiano che riproduceva con diverse interviste tradotte in arabo, la storia vera di una tragedia ferroviaria successa in ITALIA nel 1944,(?) dove molti passeggeri trovarono la morte per inalazione di monossido di carbonio, causata dal treno a vapore “ fermo in galleria “ per una errata manovra di valutazione tecnica operativa: salita- peso- velocità.

Mi ha colpito negativamente la panoramica della cartina geografica della penisola italica
" riproposta più volte," sprovvista di ogni riferimento tematico, mentre evidenziava chiaramente soltanto la scritta per esteso ITALIA, e le città di NAPOLI-POTENZA-MATERA di cui la tratta ferroviaria era interessata. Mi ha allarmato l'orario della messa in onda del filmato; subito dopo la preghiera, e l'inutilità scientifica della divulgazione del filmato, essendo i treni a vapore in disuso da tempo anche nei loro paesi; però essendo il VENERDI giorno di preghiera riflessione e suggerimento per tutto il mondo mussulmano, l'ho considerato un tremendo messaggio trasversale, anche per " le ripetute immagini fotografiche" del ponte prima della galleria.

Perché questa tv araba apertamente anti-occidentale ha mandato in onda, uno storico vecchio ed improprio filmato di una vera tragedia ferroviaria italiana, successa più di 50 anni fa? Se anche lei avrà l'acume di rivedere urgentemente lo stesso filmato,
considerando seriamente le attuali minacce contro l' ITALIA, avrà gli stessi brividi e paure che ha saputo trasmettere a me. A conferma della descritta strategia del terrore per VIA MARE, sempre la stessa tv araba AL-ARABIYA il giorno VENERDI 9 APRILE 2004, dopo la preghiera ufficiale, ha mandato in onda un altro vecchio e storico filmato però europeo, dove documentava con dovizia del terrore una tragedia marittima immane,
causata dall’esplosione di un mercantile che trasportava esclusivamente materiale esplosivo uso bellico.

Il disastro fu causato dall’imperizia di un altro mercantile, mentre la stessa HALIFAX (?) stazionava fuori dal porto, in attesa dell’autorizzazione d’ingresso. L’esplosione in mare aperto causò la distruzione totale del porto con le case adiacenti, mietendo centinaia di vittime umane, ferendone ancor di più. Purtroppo non è apparsa la località nominativa della tragedia; nel filmato la posizione geografica era inesistente, benché risaltava la posizione di un lungo canale di mare costeggiato, sia dalla terra ferma che da una grande isola: sicuramente del NORD-OVEST-EUROPEO. Il filmato si concludeva con più riprese di un circuito automobilistico di formula UNO, con panoramica delle tribune degli spettatori: forse utilizzato per la 24 ore di LE MANS?

Però per una maggiore riflessione sull’eventuale serio pericolo applicativo, dei succitati e descritti attentati le pongo una domanda pratica. Se una simile informativa le sarebbe arrivata prima, degli attentati terroristici contro le torri gemelle ed i treni pendolari di Madrid, sarebbe stata presa seriamente in giusta considerazione, oppure sarebbe stata semplicemente scartata perché troppo allarmistica o eccessivamente esagerata?
Ogni dilemma può essere validamente vagliato e discusso, però nella “ vostra obbligata prospettiva della prevenzione reale,” considerando seriamente nuovi adeguamenti d’ intervento e gestione, contro le descritte dinamiche terroristiche che rendano più efficace la prevenzione, cosi da rispondere alla domanda che lo stesso dilemma pone.
SE POI SUCCEDE VERAMENTE quali misure avete adottato per prevenirle?
( Personalmente avrei delle strategie efficaci di prevenzione e contrasto.)

Con questa mia coraggiosa comunicazione urgente cercherò di mettermi in pace con la coscienza, eliminando paure ed incertezze che assillano il mio animo, anche se sono apparso troppo esagerato o fantasioso però tremendamente possibilista e veritiero.
Il tempo trova sempre la giusta risposta ad ogni specifica domanda: spero di NO nella fase finale della loro realizzazione terroristica. Avete chiesto apertamente la collaborazione dei cittadini? Mi creda questa mia è molto di più. Comprendo la meraviglia e lo stupore che suscita questa comunicazione urgente, con i mille interrogativi e rivalutazioni sulla sicurezza nazionale che vi impongono, però se in cuor mio non avrei avuto almeno una certezza del conoscere e del sapere, non mi sarei mai avventurato preventivamente nella sua stesura.

Spero soltanto di non pagare amaramente la mia sincera e fedele lealtà istituzionale ed amor patrio, con (vostri?) collaudati sottili spiacevoli ed inopportuni comportamenti, di impropria ostilità, invece di condividere il mio coraggio comunicativo e le mie tremende angosce patriottiche. Era mia volontà scrivere una sola pagina, deve scusarmi per la lunghezza eccessiva che il tema e l’emergenza del momento, mi hanno imposto sintetizzandone quasi cinque nelle quali però ho cercato di raccontare, “ alcuni avvenimenti futuri,” la cui natura mi auguro con “ la comune volontà del bene ” si riesca ad annullare o correggerne la negatività evolutiva, diversamente dal mio libro allegato “ I SOGNI di H’ERMES “ dove ho narrato, “ avvenimenti passati “ anche se in parte sconosciuti nella specifica composizione dinamica. Non dimentichiamo mai che tutta la storia umana, è stata sempre soccorsa dalle “ VISIONI ONIRICHE ” nei momenti cruciali della propria esistenza, rivelandosi spesso veritiere. L’essenza del mio scrivere non vuole essere una banale sfida, dai contenuti profetici di immediato futuro poiché il tempo, determinerà comunque la ragione o il torto mentre la presente vuole essenzialmente evitare, inutili e dolorose tragedie umane stimolando adeguati e mirati accorgimenti , di prevenzione e lotta contro l’attuale strategia dell’ Internazionale Terroristica Islamica. Riceva i miei più cordiali e sinceri saluti con gli auguri di un buon e proficuo lavoro. Per una questione di mia coscienza e diritto-dovere morale, è gradita una risposta di presa visione anche telefonica, diversamente sarò costretto a rivolgermi alla stampa: mio malgrado. Grazie. Firmato………...

Riflessione.
Rileggendo oggi nel 2007 questa analisi complessiva sul terrorismo fondamentalista islamico, mi sono accorto di non essermi sbagliato assolutamente anche perché queste mie dettagliate analisi, a chi di competenza comportarono e suggerirono immediatamente nuove strategie di contrasto, che maturarono efficaci risultati di reale prevenzione e controllo del fenomeno stesso, facendo fallire LE STRATEGIE TERRORISTICHE principalmente sul territorio Italiano. (*) È anche vero che il destino avverso alla numerosa cellula terroristica in viaggio di trasferimento, si trasformò nelle sembianze di un terremoto disastroso, che colpi violentemente la loro area di transito e riposo durante la notte fonda, facendo interrompere per cause di forza maggiore la loro missione di morte agli occidentali, però il prezzo di migliaia di innocenti vite umane del luogo e il disastro complessivo di un’antichissima città di fango, risultò un prezzo enormemente troppo alto come fattore di deterrenza immediata al terrorismo, anche se gli obiettivi contro gli occidentali erano geograficamente diversi ma sempre enormemente catastrofici, mentre le fortuite esplosioni durante i lavori di preparazione ed assemblaggio degli esplosivi, risulta-rono (no) ottimali perché circoscritti alle colpe dei responsabili, però una vera democrazia non deve fare affidamento alla fortuita casualità e benevolenza del destino, ma mirare alla condanna incondizionata di tutti i regnanti e governanti, che fomentano appoggiano finanziano ed addestrano il terrorismo, sfruttando la matrice di religione islamica che come tutte le religioni pone DIO, L’ASSOLUTO MISERICORDIOSO e RISPETTO FRATERNO.
7/26/2007 2:21 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Fidel Castro e la sua apparizione mistica.
San Giovanni Bosco apparso durante un sogno?

Premessa.
Spesso gli errori dell’altrui passato sono la conseguenza dei presenti orrori e misfatti di altri, però anche in questa logica di immediato riflesso e pensiero logico, non si possono giustificare i crimini dettati dalla visione ideologia o di politiche di vendetta, contro popoli che hanno l’unica colpa di non condividere lo stesso pensiero politico. Spesso ci illudiamo di conoscere tutta la verità per poterci affrettare nell’esprimere in logica umana, l’arroganza del giudizio o di condanna storica, però troviamo assurde scusanti nelle reazioni fisicamente spropositate, se si è apertamente schierati o ideologicamente della stessa parte politica, trascurando arbitrariamente ed arrogantemente gli interessi della maggioranza del popolo, che è sempre innocente e succube silenzioso della tirannia del potere dittatoriale. Con questa riflessione vorrei cominciare a narrare un mio viaggio astrale mai completato per cause impreviste, però ci porta in conoscenza più specifica di un personaggio molto noto alla storia contemporanea, proprio il suo modo estremo di comportamento rivoluzionario ed istituzionalizzato, che esprime in noi un immediato giudizio di condanna e riprovazione, che nei reali compiti del potere di fatto si rivela: estremista prepotente e dittatoriale.

Una notte sognai di risvegliarmi mentre viaggiavo in astrale verso Cuba. Durante lo stesso viaggio cercavo di mettere a fuoco nella visione globale della mia potenzialità astrale, l’immagine che gradualmente e velocemente si avvicinava di Fidel Castro, mentre dormiva nella sua stanza da letto con la presenza notturna di San Giovanni Bosco: almeno cosi ho creduto che lui fosse. Durante il veloce avvicinamento astrale cercavo di comprendere il senso del loro dialogo mentale. Da un lato c’erano consigli e moniti di libertà per il popolo cubano, dall’altro un bisogno di certezze di esistenze divine, come erano in fede presenti in Fidel Castro quando era ancora un ragazzino, e frequentava la scuola in gestione dei salesiani di Don Bosco. Improvvisamente sulla sinistra a mezza strada dalla visuale, vengo attratto dall’immagine di una macchina scappottata, che accidentalmente precipitava giù in un profondo precipizio sottostante il mare. Era uscita di strada in prossimità di una curva a gomito, perché aveva perso il controllo della guida per l’alta velocità . Lei unica passeggera in fede si salvò (?) miracolosamente, perché la macchina si fermò improvvisamente su una raduna rocciosa che emergeva sottostante: però il viaggio astrale per la mia tensione emotiva terminò.

A distanza di pochissimi giorni dal viaggio astrale fatto verso Cuba oramai dimenticato, mi ricordavo esattamente soltanto l’incidente automobilistico ed il salvataggio della passeggera, però mentre assistevo ai soliti telegiornali ascoltai l’annuncio ufficiale,della visita straordinaria di Fidel Castro a Roma restata fino all’ultimo incerta, facendomi ripercorrere nella memoria i ricordi del dialogo mentale, che allora intercorsero tra Fidel e Don Bosco. L’eccezionalità della visita di Fidel Castro a Roma, era perché doveva essere la prima visita ufficiale dello stesso in una capitale occidentale, anche se per presenziare la riunione della F.A.O. Dissero poi che con l’occasione del viaggio in Roma, sarebbe andato per la prima volta in visita privata dal Papa, (non come capo di governo) benché non era stata precedentemente concordata, creando non pochi problemi con il cerimoniale e lo staff del Vaticano già diversamente impegnato.

Però nella notizia della sua visita privata mi ricordai di quel mezzo viaggio astrale fatto a Cuba, con una parte del contenuto dei consigli di San Giovanni Bosco, sulle modalità di concessione della libertà anche di religione, da concedere al popolo Cubano. Sicuramente durante l’incontro che poi ebbe con il Papa in Roma, Fidel Castro narrò privatamente la particolarità della sua apparizione o sogno mistico, ed in tangibile segno di riscoperta della fede, regalò l’immediata libertà del culto cattolico in tutta l’isola di Cuba: prima inesistente perché politicamente ed ideologicamente da lui bandito. Bene pensò invitando il Papa in visita ufficiale a Cuba, che avvenne susseguentemente ed in ripresa diretta mondiale delle telecamere RAI: unica concessionaria ESCLUSIVA per riprendere la straordinarietà dell’evento. Oggi consentitemi di esprimermi nei parziali ricordi del mio pensiero, le diverse modalità della richiesta di libertà per il popolo cubano, allora espresse nella visione di San Giovanni Bosco.

Caro Fidel hai combattuto contro l’oppressione per la mancata libertà del tuo popolo, ora che sei ritornato nella luce di Dio devi concedere la libertà della tua anima, che è imprescindibile dalla libertà del popolo cubano. Se è vero che la proprietà dello Stato è proprietà del popolo, omaggialo con la clausola di non vendere prima di dieci anni la stessa, diversamente ritornerà di proprietà dello Stato. Continua il potenziamento delle strutture alberghiere e turistiche,diversificandone le categorie ricettive. Decreta leggi per agevolazioni fiscali e tributarie decennali, atte alla creazione di società e strutture finanziarie e commerciali con i capitali esteri. Il capitalismo globale non si combatte ma si regola perché gli introiti dello stesso, non solo servono per finanziare cause sociali ed applicazioni d’ immediata solidarietà, ma creano le basi solide per un rilancio economico ed occupazionale del paese.

Ristruttura e potenzia il polo di ricerca scientifica e medica, coordinata dalla presenza di tutti i volontari senza frontiere ideologiche, indirizzati alla ricerca ed allo studio delle malattie sociali, con l’eventuale commercializzazione diretta dei prodotti farmaceutici già esistenti, però inaccessibili nel prezzo per i paesi del terzo e quarto mondo. Intelligente si dimostrerà la dismissione totale nell’isola di impianti industriali grandi e medi, con caratteristiche inquinanti o impatto ambientale grave e deturpante. Una volta pianificata l’isola e ristrutturata nelle sue costruzioni abitative già esistenti, dichiara la restante area per sempre “intero patrimonio naturale dell’isola” compreso l’interezza ed adiacenza delle coste marine. Il carattere turistico dell’isola dovrà differenziarsi sulla professionalità e qualità, con cortesia e sicurezza da garantire l’accesso a tutte le categorie sociali del mondo, specialmente per le persone anziane e bambini gravemente malati, istituendo e costruendo strutture idonee a misura della dignità umana. Sarà necessario dare seguito ad accordi internazionali per il rispetto dei diritti umani, approvando un’amnistia generale e favorire il rientro dei profughi, concedendo la libera organizzazione dei partiti con libere elezioni politiche.

Queste scelte libereranno la tua anima dall’apprensione spirituale del dopo morte, creando il nuovo mito della solidarietà mondiale. Il nuovo Stato sovrano di Cuba dovrà essere Costituzionalmente improntato, al rispetto totale dei diritti umani, contro la povertà l’abbandono e la carestia nel mondo. Dal mito della rivoluzione dei popoli al mito della fratellanza sociale, perché questa è la nuova rivoluzione sociale del terzo millennio, che permette la libera evoluzione spirituale delle masse popolari. Ognuno di noi nella vita ha sempre una missione invisibile da compiere, però una volta individuato chiaramente il percorso ci vuole tanto coraggio, specialmente se si è i primi nel tracciarne il percorso formativo ed applicativo.

E’ più importante la riconoscenza infinita di un popolo libero e democratico, che un potere di polizia delegata alle repressioni delle libertà individuali e religiose. Il ricordo di una decisione saggia e coraggiosa sarà d’anniversario negli annali della storia, che tutta la nazione cubana ricorderà con gioia gratitudine e rispetto, non solo riempiendo d’orgoglio nazionale ogni cittadino cubano, ma sarà esempio di esportazione del nuovo modello di vita sociale. Gli uomini passano mentre la loro storia resta nel tempo e nei secoli, se sarà stata oggetto ed esempio di grande civiltà e rispetto umanitario. Sicuramente non soltanto questo era il suggerimento e pensiero di San Giovanni Bosco, perché la mia attenzione improvvisamente fu dirottata al salvataggio.

Conclusione.
Come si evince da questa narrativa “ le diverse ed intime istanze spirituali,” spesso ed erroneamente permangono in affinità e similitudini nelle riflessioni istintive, dominate dai pensieri e possessi materiali ed egoistici, diversamente resterebbero facilmente accessibili a tutti gli uomini di buona volontà, se di base spirituale ed interiore si possedesse un po’ di fede (qualsiasi) ed umana pietà. Gli auguri di buon cammino per una nuova rivoluzione delle coscienze umane, siano stimolanti e propiziatorie per una riconversione radicale sul materialismo, contro l’ eccessivo consumismo dominante: sempre egoistico spietato e disuguagliante, dove anche la prospettiva o rincorsa al facile guadagno sia individuale che corporativo, resta sempre un “attrazione demoniaca” perché in totale disprezzo dei sentimenti e rispetto dei diritti umani; quant’anche e spesso della vita.

Tale pratica emargina ed abbandona i nostri fratelli più deboli poveri e sofferenti, dimenticando che noi tutti siamo uniti indissolubilmente alla Fratellanza Divina,e lasciare nell’emarginazione e sofferenza anche una piccola parte di noi stessi, comporta il Fermo Evolutivo nella Luce Primordiale, perché la nostra Nascita Spirituale ebbe inizio contemporaneamente, mentre l’attuazione singola del nostro Libero Arbitrio ha spesso generato, soltanto il male profano e divisorio che degrada e cerca di annullare, lo splendore della nostra Luce Primordiale: non solo nelle azioni ma anche nei pensieri cuori e desideri. A tanto oltraggio Fidel Castro con estremo coraggio, darà per primo esempio di Rivoluzionario delle Coscienze Spirituali, attuando vere normative Istituzionali per il benessere sociale e popolare?
7/26/2007 2:22 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
BERNARDO PROVENZANO ancora in trattativa ?
“Erano” le ore 9,02 del 14 di giugno dell’anno 2000”

Questo racconto si differenza da tutti quelli fin qui riprodotti, perché non c’è stato alcun richiamo della fede altrui, che abbia potuto creare le condizioni della mia presenza astrale, come del resto è sempre accaduto in tutte le mie precedenti esperienze. Leggendolo attentamente scoprirai come è successo a me, che prevedere ed avere il coraggio e la determinazione di informare, sia la stampa che le diverse istituzioni con i relativi personaggi mediali, è sempre meglio di aspettare nel silenzio e mortificazione del proprio io, mentre il succedersi di situazioni ingarbugliate compromettono irreparabilmente certi equilibri, indispensabili per il prosieguo della corretta vita sociale e politica.

Sicuramente non è un atto di fede anticipare pubblicamente certe manovre oscure, rendendole visibili e pubbliche da permettere di bloccare la continuità delle stesse, perché tendenti allo stravolgimento della volontà popolare, però è sempre un atto di grande responsabilità per chi come me ha in cuore, le sorti della propria Nazione ed il rispetto delle sue Istituzioni. Con questa doverosa precisazione inizio a raccontarti anche questa nuova esperienza, e per facilitare la sua difficile esposizione, almeno per me, comincerò a narrare inizialmente solo la visione del mio essere stato in presenza astrale, per riportare poi in seguito tutte le conoscenze mentali dei soggetti appartenenti al caso specifico, da me percepiti chiaramente durante la stessa esperienza astrale. Darò poi seguito nell’esposizione delle azioni consequenziali, che i miei suggerimenti personali hanno saputo stimolare, contribuendo definitivamente all’annullamento del progetto stesso: almeno per ora.

Come avete avuto modo di conoscermi attraverso i miei precedenti racconti, quando la notte mi sento astralmente ma involontariamente coinvolto, in urgenti richiami o emergenze altrui che non mi danno modo e tempo, di elaborare in tranquillità e conoscenza prima le mie programmazioni astrali prescelte e programmate da tempo, allora per difendermi da questi dolorosi richiami ed inviti spesso da ultimo appello di vita, passo intenzionalmente tutta la nottata fuori casa, andando a dormire soltanto alle prime luci dell’alba: anche se posso apparire impropriamente un egoista dopo anni passati al servizio altrui. Cosi facendo posso dormire serenamente tutta la mattinata (quando non lavoro) per sentirmi meglio poi durante tutto il giorno, senza essere stato coinvolto in faticose e dolorose esperienze notturne, spesso richieste da innumerevoli ma sempre sconosciuti personaggi, facenti parte di più circoli o sedute spiritiche; ed altro genere. Proprio dopo una simile nottata passata fuori con amici fidati,rientrando a casa all’alba ormai stanco andai finalmente a dormire, con la segreta volontà di NON avere alcun genere di esperienze astrali.

” Ore 9,02 del 14 di giugno del 2000 ”
Mentre dormivo improvvisamente mi risvegliai all’interno di una stanza abbandonata, completamente disadorna di ogni genere di mobilia ed arredo alle pareti, con pavimento intonaco e pittura murale in fattura economica. Sembrava essere una cella abbandonata, larga 5 metri per 4. Entrando dal suo portone e cancello in apertura singola, sulla sinistra continuava il lato della parete che limitava la stanza, mentre sulla destra (ad est) c’era l’unica finestra con sbarre spesse, come in uso normale soltanto nelle carceri. Mi è stato facile riconoscerle perché in passato ero stato anche un agente di custodia: oggi si chiamano agenti penitenziari.
Affacciandomi dalla stessa finestra guardando sotto di me: frontalmente e sulla sinistra, mi accorsi di essere all’ultimo piano (terzo o quarto) perché sotto di me molto in basso, vedevo un insieme di tetti in tegole più o meno rossicce, di case vecchie e basse per usi abitativi che da quassù sembravano tutte della stessa altezza, mentre sulla destra della finestra sempre alla stessa altezza, notavo l’ala esterna ed imponente dello stesso palazzo, che dopo un paio di metri di distanza dalla mia finestra senza interruzione, con una angolazione murale e precisa ad angolo retto, si estendeva lungamente in direzione nord, in misura superiore e molto maggiore per volume di fabbricato della stessa ala dove al momento mi trovavo. Tutte le finestre dei diversi piani risultavano munite di sbarre, mentre il numero delle stesse ben allineate era superiore alla ventina. Era chiaramente un carcere.

Riportando in mio sguardo all’interno della cella, posizionandomi davanti alla portone di ingresso, notai davanti a me l’esistenza di una mezza stanzetta, ricavata in parete frontale sulla sinistra e per metà occupava la stessa stanza, mentre l’altra metà era internata e si estendeva oltre la stessa stanza, con un portone esterno ed un cancelletto ancora aperti. Era lunga poco più di 2 metri e larga meno di 2, tipica realtà molto simile ad una “cella di isolamento” di infame memoria di servizio. Al suo interno sulla destra c’ era un lettino singolo fornito di lenzuola coperta e cuscino. Mi resi conto di essere all’interno di un ala di un carcere chiuso ai detenuti e guardie, perché al momento della mia presenza astrale non c’era nessuno di sorveglianza. Controllando nel suo insieme la sufficienza della stanza nonostante lo spoglio dell’arredo, mi resi conto che era perfettamente funzionale per ospitare nell’emergenze, “ un segreto ospite di riguardo ” garantendosi principalmente la sua incolumità, diversamente assicurava l’eventualità che l’ospite di turno, non potesse andarsene via a suo piacimento.
Chiaramente l’attuale assenza di persone garantisce il massimo riservo e segreto, tali da riservarla per usi e scopi molto particolari. Nello stesso momento che mi domandavo cosa facessi li dentro, nella mia mente astrale ebbi una sola risposta: “ qui dentro stanotte ha dormito il pluri-ricercato Bernardo Provenzano.” Quasi un’ora fa era andato via scortato da 4-5 uomini in abiti borghesi, sicuramente con diversi compiti o incarichi istituzionali, lasciando la stanza completamente deserta ed abbandonata. Controllando l’ora mi accorsi che erano le “ 9. 02 “ di mattina. Bene mi dissi: sta trattando la sua resa. Ero d’accordo sul rinvio parziale del suo arresto, perché la sua nomina di capo di tutti i capi di cosa nostra nei mesi in sua reggenza, aveva maturato il venir meno di stragi ed omicidi eclatanti ed eccellenti, che purtroppo avevano insanguinato l’Italia e la Sicilia, durante la reggenza del famigerato e sanguinario Totò Riina finalmente arrestato.
Pensavo che l’attuale arresto di Bernardo Provenzano nella sua successione, avrebbe scatenato una nuova guerra di mafia con morti e terrore d’infamia memoria. Lo Stato prima del suo arresto doveva fare terra bruciata attorno a lui, eliminando definitivamente ogni possibile ricambio e possibilità di rigenerazione e continuità, dello stesso atavico e sanguinario fenomeno criminale, arrivando cosi vittoriosamente con l’arresto conclusivo di Bernardo Provenzano, alla totale e definitiva cancellazione dello stesso fenomeno mafioso. Ultimo atto della vittoria finale dello Stato di diritto e di giustizia.
Questa mia analisi di pensiero corrispondeva agli animi e non più silenziosi desideri, di ogni persona onesta che desidera ed aspira alla cancellazione definitiva, di questa antica presenza ostile al progresso e alla dignità della gente, non solo di terra siciliana, perché ha saputo imporre soltanto violenze inaudite e ricatti infiniti, fatte di oppressioni ed agguati mortali anche di povera gente innocente. Amare realtà tristemente conosciute in tutto il mondo, sotto la responsabilità del cosi detto “ fenomeno mafioso siciliano.” Nel voler conoscere dove avevano portato ora il Provenzano, nello specchio della mia mente astrale lo vedevo assieme agli uomini di scorta, mentre scendeva le scale elegantemente vestito senza manette ai polsi: abbandonava la stanza dove egli aveva dormito questa notte.
Leggendo nella sua mente emergeva tutta sua irritabilità ed incomprensione, perché il suo arresto pubblico veniva sempre rinviato, nonostante da tempo fosse d’accordo in tutto, tranne per una sua questione morale che nonostante le sue scelte di vita sbagliate, è in forte possesso nell’animo di ogni uomo d’onore: “ non poteva ne condividere ne tanto meno accettare, un gratuita ed infame accusa di chiamata in correo contro PERSONE INNOCENTI.” (pentimenti filo guidati del passato-presente ne erano stati una prova eclatante) Questa sua scelta lo faceva sentire moralmente ed in fede propria, migliore dei soggetti che erano con lui in trattativa, di cui verso gli stessi riservava nel suo intimo, soltanto il disprezzo e dissociazione comportamentale. Quando più volte domandava del suo arresto in ipocrisia gli rispondevano: verifiche, riscontri, indagini in corso di operazione investigativa, attesa di arresti conclusivi…… Invece solo allora IO compresi il perché del suo arresto sempre rinviato, leggendolo nella mente dei suoi diretti accompagnatori e gestori ora assenti.

L’impatto del suo programmato arresto quasi in diretta televisiva, doveva avvenire durante l’ultima settimana elettorale delle politiche del 2001, perché avrebbe richiamato verso l’opinione pubblica nazionale, una tale risonanza con interessi mediali di massa, che per effetto si traducevano in infinite e ripetitive interviste, con commenti largamente positivi, in gratificazioni auguri e riconoscimenti abbondantemente delegati, all’attuale compagine governativa e maggioranza, tali da riscuotere per imposto riflesso della ragione per l’efficacia investigativa dimostrata, immediati vantaggi e consensi elettorali da stimolare principalmente, durante il periodo del “silenzio elettorale” imposto per legge, che inizia dalle ore 00,00 del sabato per proseguire domenica e lunedì, quando gli elettori si sarebbero recati alle urne.

Sotto l’apparente obbligo del diritto-dovere di cronaca, si esponenziava e beatificava all’inverosimile, il duro lavoro repressivo della attuale governo e maggioranza, che nel passato si era sempre distinta ed operata nella lotta contro la mafia, (loro famoso cavallo di battaglia politica e denigratoria contro diversi avversari) anche se di conseguenza alcuni personaggi avevano trovato in questa lotta, la facilità di carriere politiche, con nuove professioni veloci e ben remunerate, perché gli dava il modo di intervenire sempre e comunque, in dibattiti conferenza congressi ed interviste varie, dove traspariva direttamente dai loro saggi commenti ed efficaci primi piani televisivi, la loro professionalità e competenza acquisita sul campo: stranamente la mafia continuava ad ingrassarsi sempre di più. La conoscenza di questa nuova strategia contro gli interessi della collettività con arte ingannata, era l’unica grave ragione della mia non ricercata ne voluta attuale presenza in astrale, perché dinanzi a queste malvagie strategie anche la fede del Provenzano vacillava: “nonostante il male che mi sono reso responsabile mi sento migliore di loro, perché resto comunque timoroso di DIO da non permettermi impunemente tanta infamia. ” Trascuro volutamente di trascrivere gli abbondanti aggettivi dispregiativi.

L’unico mistero ancora oscuro di tutta questa esperienza, restava la mia assoluta “non conoscenza” della città dove era presente questo carcere. Pensando velocemente a ciò mi ritrovai astralmente proiettato, all’interno di un diverso palazzo ad uso abitativo per persone qualunque. Ero al primo piano dello stesso sopra un lungo corridoio. Subito dopo le scale del palazzo il corridoio di sinistra, si estendeva per la sua lunghezza massima, in presenza da ambo i suoi lati di diverse porte d’ingresso di appartamenti laterali, mentre sulla destra era molto breve (il corridoio) ed era limitato al raggiungimento di una sola porta di appartamento frontale. Camminando sul lungo corridoio pensavo ancora alle riflessioni del Provenzano, quando mi accorsi di essere arrivato all’altezza della prima porta d’appartamento, posta per prima sulla mia sinistra: era completamente spalancata. Affacciandomi alla stessa al suo interno subito dopo la porta, sulla sinistra vedevo mio nipote X. X. seduto su di una imbottita poltrona singola, mentre fumava tranquillamente una sigaretta. Era momentaneamente solo in casa. La sua vista mi gratificò perché era partito tanti mesi fa, e da allora non avevamo avuto più sue notizie, mentre lo guardavo compiacendomi del suo buono stato di salute.

Lui sembrò percepire la mia invisibile presenza alzandosi immediatamente dalla poltroncina, andando a camminare nervosamente su e giù per il lungo corridoio, continuando a fumare nervosamente la sua sigaretta. A me fece piacere rivederlo anche se mi domandava perché non era andato a lavorare. Sapevo che si era trasferito per lavoro a Siena o Pisa, ma non conoscevo l’esatto luogo. Però non sarà difficile rintracciarlo attraverso il suo numero di cellulare. Qualche nostro parente o amico avrà il suo numero di cellulare, cosi lo chiamerò immediatamente facendomi dire esattamente in quale città ora lui abita. Stabilirò con esattezza l’esatto luogo dove era detenuto questa notte il Provenzano. Mi svegliai immediatamente dal mio letto mentre il mio orologio faceva le “ ore 9,05 “ Uscendo velocemente di casa dopo un giro di informazioni varie, raccolte tra amici parenti e conoscenti, riuscii finalmente ad avere il suo numero di cellulare. Una volta avuto era innegabile una mia forte emozione interna.
Per la prima volta dopo decenni, avevo realmente il modo di confrontare e verificare con l’immediatezza quasi temporale, (pochi minuti di scarto) una realtà astrale anche se in cuore speravo di sbagliarmi, perché in caso di riscontro positivo, (quello con mio nipote) ero chiamato poi nel prendere coraggiosamente provvedimenti nel merito, per la divulgazione obbligatoria di tutte le notizie sul futuro arresto del Provenzano. Prima di telefonare a mio nipote pensai e scrissi su di un foglio di carta, la gradualità di tutto il suo aver fatto che era in mia conoscenza astrale, proponendomi di chiedere anticipatamente che lui non intervenisse mai nel mio racconto, principalmente se erano di conferma narrativa dei fatti riportati, ma doveva soltanto ascoltare attentamente senza mai interrompermi, potendo intervenire soltanto per negare o riprendermi sulle inesattezze dei particolari, che andavo narrando sotto forma di un mio sogno. In testimonianza di ciò decisi di usare il mio telefono di casa, (esistono i tabulati) perché per precedenti ed inevase mie analoghe ESPOSIZIONI NARRATIVE, ero sicuro che il mio telefono era più che sotto controllo. (doppio o triplo) Per prima cosa dovevo domandargli in quale città era esattamente alle ore 9.02 di stamattina, cosi verrò in conoscenza dell’esatto nome della città, che per me rappresentava la cosa più importante della mia esperienza, poi con calma gli descriverò tutti i particolari della mia esperienza astrale.

Guardavo il mio telefono di casa e per la prima volta mi faceva paura. Non sono stato mai un coraggioso di me stesso però se tutto fosse vero, vai a trovare in quali casini mi sarei dovuto andare a cacciare. I minuti passavano lentamente ed io dovevo decidermi subito, prima che arrivasse mia moglie al momento assente per la spesa giornaliera. Volontariamente da sempre l’ho tenuta all’oscuro di tutte queste mie esperienze. Mi viene da ridere pensando a lei quando con orgoglio, pubblicamente afferma di conoscermi meglio di mia madre. Spesso pensavo: chissà se un giorno scriverò un libro sulla mia vita astrale rendendola pubblica, solo allora scoprirà chi ero e chi è sempre stato realmente suo marito. Però ora sono le 9.25 di mattina e debbo decidermi presto. Chiamerò mio nipote poi vedrò il da farsi. Faccio il suo numero del cellulare e: ciao………….dov’eri esattamente alle 9.02 ? “ A casa mia.” In quale città abiti? “
Abito a PISA in via………” Il mio cuore cominciò a battere velocemente mentre nella mente infiniti pensieri, giravano confusamente ed amaramente. Era già la prima conferma e certezza che lui in quell’orario si trovava a casa e non al lavoro, come era naturale pensare essendo un giorno feriale. Gli dissi di ascoltami attentamente ed interrompermi soltanto se ecc..ecc.. Meno male che mi ero scritto tutto su di un foglio di carta, diversamente l’emozione mi avrebbe giocato brutti scherzi. Attraverso il suo continuo silenzio volevo una graduale conferma e verifica, dell’esattezza del mio averlo precedentemente visto in astrale. Cosi come un copione già scritto ho cominciato a descrivere nei particolari la sua casa, e tutto quello che lui in quell’orario andava facendo, senza mai essere interrotto benché nelle fasi della narrativa spesso restavo in muto ascolto, aspettandomi ed augurandomi di sentirmi interrompere. Quelle pause di silenzio erano irreali, tremendi, quasi assordanti.
Tutto risultò tremendamente esatto, compreso la sua vera paura e la reciproca meraviglia per l’esatta e fedele descrizione. Si tranquillizzò soltanto quando gli confermai più volte, che essendo stato precedentemente in pensiero per lui, attraverso il sogno ero andato a trovarlo per rassicurarmi. Lui che era partito improvvisamente mesi fa senza dare ed avere più sue notizie. Piccola ma salubre bugia diversamente avrei dovuto informarlo di tutti i particolari, sempre per telefono, lo stesso che arbitrariamente era già sotto controllo, da parte di diversi personaggi che nulla volevo a loro fargli sapere anticipatamente. Purtroppo per me cominciò a raffigurarsi la triste e cruda realtà del sogno. Il fatto di essere stato coinvolto senza la mia volontà, significava che dovevo intervenire subito alfine di bloccare tutto sul nascere. Ero consapevole che il mio vigliacco silenzio avrebbe favorito la macchinazione ordita, con chissà quali conseguenze di ordine politico pubblico e sociale. Avrei voluto sfidare il futuro tacendo, (altre volte era successo) però la posta in gioco era troppo alta e non mi interessa sentire poi i vari dotti del sapere, affermare che è tutta fantasia soltanto perché con i diversi allarmi da me creati, non sarebbe successo più niente anche se ciò dimostrava senza smentite, che i futuri del destino spesso si possono cambiare attraverso il coraggio del cambiamento.
Nei mesi scoprii che ci vuole più coraggio nel parlare che nel fare le cose. C’era solo una nota positiva se cosi si può chiamare. Ho quasi un anno intero davanti prima delle elezioni politiche del 2001. Decisi di attendere un segnale chiaro attraverso i mass media; normalmente è una soluzione che adotto per raccogliere maggior determinazione e coraggio. Pochi giorni dopo attraverso un telegiornale con grande risalto ed enfasi, apprendo dell’apertura straordinaria per un giorno soltanto della torre di PISA, chiusa da 10 anni per lavori di restauro. La visita turistica era riservata esclusivamente a degli studenti già selezionati, ed avrebbero poi richiuso definitivamente la torre al pubblico, per ritornare ad aprirla definitivamente tra un anno. Era il segnale che aspettavo.

Attraverso l’omicidio del dottor D’Antona proprio per la sua gravità, avevo trovato il coraggio per la prima volta nella mia vita, di telefonare ad un quotidiano nazionale per dare le informazioni in mio possesso: ora i suoi numeri di telefono mi tornavano utili. Attraverso i diversi passaggi di redazione finalmente trovai la persona addetta specificamente al caso. Nascondendo la mia identità sotto il nome di Ermes gli informai del mio sapere. Nelle settimane susseguenti non trovando sul quotidiano specifico, notizie che evidenziavano il caso Provenzano, nella specificità delle informazioni da me date oltre alle telefonate, (lettere) incominciai ad avviare una fitta corrispondenza arricchita anche dei casi che sono in questo libro riprodotti. Si era arrivati già al mese di ottobre del 2000, occasione per coinvolgere anche un nuovo quotidiano nato di recente. (agosto)

La mia richiesta non era di credere ciecamente alle mie informazioni, ma di mandare un buon reporter o un ottimo fotografo nella uscita secondaria, che riprendesse in diretta l’uscita di Bernardo Provenzano dal carcere di PISA, perché ospite notturno in una sezione chiusa dello stesso carcere. Ancora oggi non so se ciò è avvenuto, però ti farà riflettere tremendamente conoscere l’amaro destino riservato, a due personaggi del mondo del giornalismo che enuncerò in seguito, per rispettare i tempi della vicenda. Il progetto politico dell’arresto del Provenzano doveva iniziare con la sua cattura, che coincidesse esattamente il venerdì durante la notte del 11 di Maggio del 2001, con l’entrata in vigore del silenzio elettorale. Sabato Domenica e Lunedì durante le votazioni nazionali, essendo un fatto di cronaca internazionale di grande rilevanza sociale e comunicativa, non poteva essere taciuto anche se “involontariamente?” avrebbe risaltato l’operosità del governo dimissionario che nella lotta contro la mafia, si è sempre fatto portabandiera specifico dominando le commissioni antimafia, anche se nella realtà è servita come affermava il grande scrittore SCIASCIA, per inventare un nuovo mestiere “ dell’antimafia.”

Non è elementare affermare che la giustizia non può essere anti per nessuno, diversamente perderebbe la sua necessaria imparzialità. Però l’antimafia era molto gradita a persone che ne risaltava l’esclusiva capacità, di lotta politica contro i propri avversari, come purtroppo le martellanti cronache giudiziarie e giornalistiche, ci hanno da sempre abituati per poi tacere per sempre dopo la meritata assoluzione, dimenticando lo spreco di risorse umane ed economiche rilevanti, dove a pagare non ho mai visto il magistrato: anzi ha accelerato la propria risuonante carriera pubblica e privata, però sempre e solo sulle gravide spalle dell’innocente accusato, della cui onorabilità, carriera, salute, affetti, ormai devastati inesorabilmente per sempre, non importavano più a nessuno grazie al famoso silenzio degli innocenti. Dopo questa necessaria panoramica è utile tornare al già arrestato Provenzano. Collegamenti nazionali ed internazionali, edizioni straordinarie, interviste esclusive, dichiarazioni di forte penetrazione governativa, raccolta di elogi da tutto il mondo, giornalisti politici intellettuali registi attori cantanti capi di governo, in onda tutto il giorno compresa la notte, per congratularsi e gratificare l’attuale maggioranza. Un perfetto quadro idilliaco di compiacimento sbattuto in prima TV, 24 ore su 24, per la conferma elettorale dell’uscente governo della sinistrale ed ingannevole eloquenza.

Era stato tutto studiato per fare maggiore presa verso gli elettori, nel periodo del silenzio della campagna elettorale, violentando la loro riflessione ed indecisione, portandoli con questo messaggio ingannevole e sublimare, alla gratificazione dell’attuale governo. Nel caso di una preventivata sconfitta elettorale le alterne dichiarazioni del pentito Provenzano, (?) che sempre in questi casi sfuggono al segreto istruttorio, trovando non si sa come le prime pagine in titoli a carattere cubitali, dovevano sconvolgere il nuovo assetto politico. Tutti noi già conosciamo le dichiarazioni dei pentiti a pagamento rateale, siano pagati in natura economica che giudiziaria o tributaria: poco cambia se tutto serve per manovre accusatorie ed infamanti. Ora bisognava costruire la sua attendibilità con fatti prove e testimonianze tali, da non lasciare alcun dubbio sulle sue dichiarazioni.

Obiettivo finale? Distruggere l’onestà e l’operosità di avversari politici. Si è sempre sostenuto che in politica tutto è ammesso e concesso, lascio a te riflettere sulla affidabilità di chi questo dire ne fa una pratica di vita politica quotidiana. Però il signor Provenzano è soprattutto un uomo d’onore, anche se di concezione diversa del nostro modo di intendere l’onore, e per la stessa concezione non vuole essere strumento di lotta politica. “ I politici mi fanno schifo” era il suo pensiero quando scendeva le scale. Però il suo reale pentimento e dissociazione non vuole che sia macchiato, dall’altrui disonestà ed infamia attraverso la sua collaborazione con ingiuste accuse.

Termina cosi l’anno 2000 e di Martedì 18 aprile 2001 sogno che Provenzano verrà arrestato a Roma il “ sabato 28 aprile 2001 “ di sera mentre passeggia su di un ampio marciapiede di sinistra dalla mia visuale, tra i molti pedoni e turisti ignari. Diranno: è pura casualità o fortuna, frutto di un maggiore controllo del territorio a causa delle continue minacce di attentati terroristici. Per due volte nel sogno rivedevo la loro decisione maturata. Avevano deciso di anticipare l’arresto proprio per non farlo cadere nell’ultima settimana elettorale, come precedentemente ben programmato, perché l’arresto del Provenzano era diventato ormai di dominio pubblico, attraverso il tam tam della stampa. Subito mi premunii d’informare le due redazioni giornalistiche dell’avvenuta variazione, in special modo in quel giorno esatto l’invitai a mantenersi attivi, con una eventuale edizione straordinaria per la programmata cattura, dichiarandomi disponibile nel smascherare la non fortuita occasione dell’arresto. Per mia e nostra fortuna si sa come il non silenzio, possa difficilmente rimanere chiuso nelle redazioni giornalistiche.

La fibrillazione che ne derivò sia da parte della stampa che del mondo politico ed istituzionale, alterò ancora determinatamente questa strategia dell’arresto. Nessun grido di doloroso sdegno e nessuna indignazione dell’intera categoria si elevò, quando uomini in divisa perquisirono solo e soltanto, le due direzioni e redazioni giornalistiche da me interessate anche per telefono. “Attraverso l’intimazione volevano reprimere e chiudere la bocca dell’informazione, violando di fatto la libertà di stampa” questa frase ormai famosa di risaputa tendenza non trovò un filo sottile di voce, escluso l’interessati e soggetti dell’incredibile perquisizione pubblica. Prima ancora di queste anomale ma eccezionali perquisizioni, (dopo non mi sarebbe convenuto più a telefonare perché soggetti a maggior controllo) consigliai di fare depositare pubblicamente questa denuncia in memoria, verificando l’attendibilità del “progetto Provenzano” con interrogazioni presso le istituzioni; cosa che avvenne sapientemente.

Si verificò che Berlusconi e Bossi in presenza della stampa, depositarono con un’aura di mistero presso un famoso studio notarile di Milano, una busta sigillata. (ricordate?) Ciò fece gridare la concorrenza politica che la democrazia in Italia era in pericolo. Si sentenziò che l’accordo di Berlusconi e Bossi escludeva Fini, per un federalismo a discapito del Sud. Fini invece rilanciava a sua volta in parlamento, richiamando alla trasparenza i poteri istituzionali ed interrogando se risultasse a verità, che Provenzano era in trattativa con i poteri dello Stato, e quanto possa essere vera la diceria dell’eventualità di suo arresto in prossimità elettorale. (interrogazione parlamentare) Ci fu anche chi intervistato in merito istituzional magistrale sorridendo e sornione, dette una risposta che NON poneva limiti affermando: ”non abbiamo la sfera di cristallo per sapere se Provenzano verrà arrestato prima dell’elezioni ” Posso credere alla sua buona fede (è sempre stato un mio difetto) personalmente credo ancora oggi che Provenzano era in trattativa con lo Stato, per un insieme di strane ed assurde coincidenze sia comportamentali che di merito.

Leggo sui giornali la giusta assoluzione da parte del C.S.M. di un magistrato, perché il suo operato rientrava nei suoi compiti specifici decretati dal mandato in questione. La sentenza faceva riferimento alla libera trattativa che questo magistrato nei mesi precedenti (da giugno 2000 in poi) aveva condotto anche nel carcere di Pisa, con componenti di Cosa Nostra detenuti anche in diversi carceri d’Italia, proponendo a suo dire la dissociazione mafiosa, in cambio di un trattamento carcerario più permissivo. Sempre sul giornale leggo una inusuale e segreta riunione di 5 alti magistrati, già con mansioni specifiche, per discutere di una determinata operazione senza nome in codice. Strano proprio loro che nel passato nei nomi affibbiati in operazioni speciali, si sono sempre sbizzarriti e gratificati inventandone sempre dei nuovi. Non si è mai saputo il contenuto della riunione e discussione da loro affrontata, nonostante per riunirsi sono dovuti partire da diverse località dell’Italia. In verità la proficuità del lavoro investigativo incredibilmente trovava dopo le elezioni, un improvviso risveglio, con arresti eccellenti, ricche confische patrimoniali ecc. ecc.. Altra strana coincidenza: gli arresti e le confische erano tutte orbitanti contro il clan Provenzano.

Certo i sogni sono sogni però i dubbi reali restano. Esiste ancora una più grave e tremenda realtà che si scontra con l’arroganza dei fatti. Con l’arresto di Provengano e le sue accuse contro Berlusconi, sapientemente e magistralmente orchestrate e confermate da più pentiti, avrebbero messo a dura prova la credibilità e la compattezza della stessa nuova maggioranza. Continue manifestazioni oceaniche di piazza al grido:
“dimettiti, dimettiti, governo mafioso, il capo del governo è il capo della mafia, ecc.." aggiungendo i diversi ed ancorati appelli istituzionali, con opinioni e consigli del mondo della cultura e della società che conta, seguiti da scioperi di varia natura e violenza, arricchiti di girotondi e picchetti vari, avrebbero spinto (obbligato) Berlusconi alle dimissioni, sia per il suo senso di grande responsabilità Istituzionale, che di vero rispetto verso la nazione. “Questo per chiarire meglio la sua posizione” Dicono sempre così quando a dimettersi debbono essere gli altri.

In realtà avveniva il secondo ribaltone con la scusa di un governo Istituzionale, per l’attuazione delle riforme ormai improrogabili prima di una nuova elezione elettorale. Di fatto si veniva a creare una nuova maggioranza politica, determinata ed appoggiata anche esternamente dall’opposizione, con le collaudate trans-fughe di parlamentari in cerca di poltrone o di vivibilità impropria. Chiaramente nelle riforme Berlusconi non sarebbe stato più eleggibile, perché avrebbero approvato normative di legge ad personam che escludevano la sua partecipazione. L’importante è che oggi Bernardo Provenzano venga arrestato VIVO, perché i morti non parlano, sperando che non faccia la fine della lupara bianca mai riservata ai Boss mafiosi: allora si che questa storia sarà infinita per i diversi colpi di scena che si scateneranno.

Lettura giornalistica allarmante. Epilogo di un destino tragico del comproprietario di un nuovo quotidiano nazionale, stranamente proprio quello da me più volte contrattato indirettamente, attraverso il telefono della sua segretaria. Misteriosamente parte da Milano in mattinata molto presto, andando a suicidarsi buttandosi in mare con la sua macchina, da una isolata darsena di Rimini: con i finestrini dell’auto aperti e la cintura di sicurezza allacciata. Diranno poi che aveva anche la barba fatta di fresco, mentre risultava strano che quella darsena aveva la sbarra d’ingresso alzata, senza alcuna presenza del personale di dogana. Decine di giorni dopo. Un esperto ma famoso e bravo reporter, (allora richiesto) partendo anche lui da Milano in mattinata molto presto, si va stranamente a suicidare nelle stesse modalità e nello stesso posto, che fu quella darsena maledetta di Rimini, gettandosi in mare anche lui con la sua macchina, con cintura di sicurezza allacciata e con finestrini dell’auto aperti. Incredibilmente i due che sospetto potevano anche conoscersi per affinità di lavoro, distanti centinaia di chilometri dal loro luogo di residenza e di lavoro, a distanza di poco tempo l’uno dall’altro si emulano nel suicidio a Rimini?

Se domandate alle loro rispettive famiglie compreso amici e conoscenti, se esistevano fattori da determinare il loro suicidio, specialmente le rispettive mogli e segretaria hanno detto, che non esistevano gli estremi per un tale gesto tragico, ed è ingenuo credere al loro suicidio perché erano persone, di comprovata professionalità intelligenza e forte equilibrio mentale, in aggiunta senza problemi economici rilevanti. Addirittura il comproprietario stando alle dichiarazioni della segretaria, aveva in mattinata (alle 10) un appuntamento in Milano. La cosa che maggiormente mi ha colpito nella tragica fine dei due personaggi, è il nessun ritrovamento di un loro post-scrittum, per chiedere perdono ai loro cari dell’insano e tragico gesto. “ Questa dimenticanza non appartiene a loro”
Da parte mia vorrei continuare a pensare che è tutta una maledetta coincidenza, anche se continua a farmi riflettere, pensare ed inorridire. Il mio sospetto maggiore qual è? Se il comproprietario avesse dato immediatamente seguito ai miei suggerimenti, come da me caldamente sollecitato invitato e sfidato, delegando il reporter in questione per le nascoste riprese filmate, presso l’uscita secondaria del carcere di Pisa, ed avevano acquisito direttamente queste famose riprese video filmate, che comprovavano senza ombra di dubbi l’uscita del Provenzano dal carcere di Pisa? Concludo questo viaggio narrativo consapevole delle polemiche, di chi si sentirà mio malgrado tirato direttamente per la giacca, augurandomi che almeno questi due suicidi, non vengano archiviati come tali frettolosamente, cosi si eviterà in futuro ulteriori brutte figure, perché bisogna anche credere alla provvidenza, veggenza e preveggenza dei sogni investigativi. (promessa) Io non potrò stracciarmi le vesti se tu lettore darai una tua personale lettura, trasformando i nominativi non esposti in nomi e cognomi veritieri, come si fa sempre nella tragedie della vita altrui.

Ritornando al caso Provenzano, per certezza so che stanno attualmente ristudiando nuove strategie, che dovrebbero portare all’arresto del latitante più famoso del mondo. Ben venga questo prestigioso risultato, l’importante è non perseguire scopi o vendette politiche. Vorrei concludere affermando che spesso le coincidenze della vita, anche se a volte appaiono strane assurde impossibili ed inimmaginabili, nonostante le tante similitudini nelle problematiche esistenziali sociali ed istituzionali, attraverso i sogni spesso esprimiamo o soddisfiamo intimamente, desideri di ricercata e vera giustizia sociale. Purtroppo in questo caso per me i tanti ragionamenti tentennano, perché forti coincidenze creano immensi dubbi ed amare riflessioni, Ancora oggi non voglio credere che tutto sia maledettamente vero. Non credendo al declino degli umani, rimetto in gioco anche i miei fidati e multipli viaggi astrali, e per quieto vivere tanto vale dire che il mio libro, è soltanto il prodotto della fantasia dei sogni, senza nominare più il viaggio astrale perché esso può e contiene, più verità di una intera Corte di Giustizia Internazionale.

P.S.
In un mondo di ingiustizie e contro ogni arrogante sfida ed abuso, di diversi personaggi sempre coperti ed operanti nell’ombra, i miei due racconti ASTRALI : L’Assassino del dottor Massimo D’Antona e Bernardo Provenzano ancora in trattativa ? rappresentano il mio grido di allarme e denuncia, affinché ritorni la vera giustizia e rispetto dei valori Costituzionali, (tante volte impropriamente osannati e reclamati) dovuti per fedeltà ai principi Nazionali spettanti di diritto, all’intera collettività facente parte del popolo ITALIANO. Fine.

F I N A L M E N T E.
Bernardo Provenzano è stato arrestato l’11 aprile 2006, il giorno dopo le elezioni politiche che sanciscono?! la vittoria del centrosinistra. Questo racconto è stato scritto molto prima (dall’anno 2001) prove ne sono, non solo le tracce in Internet ma più di mille invii di diversa natura, compreso i vari depositi ed altre giacenze e testimonianze fisiche, in aggiunta di un “”filmato”” Una anomalia del suo arresto sta nel fatto che il Procuratore “Grasso” più di 20 giorni prima in una trasmissione televisiva di Maurizio Costanzo, affermò senza ombra di dubbio che il Provenzano si trovava sicuramente a Corleone o dintorni. Come risultò il giorno 11 aprile fu arrestato proprio nelle campagne di Corleone, stranamente 20 giorni dopo questa dichiarazione che di per se potrebbe annunciare, l’inizio di una oscura strategia grave e destabilizzante? che “intelligenza invisibile” determinò al Provenzano la necessità eppellente, di recarsi proprio a Corleone per essere incredibilmente li arrestato, stranamente in prossimità post o pre-elettorale, nonostante pubblicamente tutti sapevano lui compreso, che gli inquirenti erano sicuri che lui si nascondesse nel Corleonese. Ma questa è storia recente ancora in fase di sviluppi im-propri ed in-CERTI.

Anno 2007.
Stranamente le fiction televisive italiane nel primi mesi del 2007, mentre per l’arresto del sanguinario Totò Riina non si sono assolutamente scomodati, e per il Papa Wojtyla si è dovuto attendere anni per vedere un film della sua vita, compresa quella di Padre Pio, San Giovanni Bosco, ecc…. per Provenzano si sono adeguati immediatamente nel mandare in onda, varie ed intense rappresentazioni cinematografiche, che comportano la raffigurazione particolareggiata e spiegazioni minuziose, dell’arresto dell’ultimo re dei Corleonesi. (coperte dal segreto istruttorio) Come a voler screditare questo racconto perché la cattura dello stesso, per loro dire e raffigurare è stato soltanto il prodotto di indagini mirate e ferrate. Come se per 43 anni non fossero mai state eseguite precedentemente, mentre l’uomo intelligente dei pizzini si lasciava ignorantemente o ingenuamente dietro, una chiara traccia di ricambio di biancheria da rinnovare più volte mensilmente, avvolta in una normale busta da supermercato che per arrivare a lui, doveva fare prima il giro dei famosi e conosciuti sepolcri del luogo: ebbene ricordare e farà riflettere sicuramente, che gran parte della stampa internazionale subito dopo l’arresto del Provenzano, si è posta due domande soltanto: ancora oggi senza risposta. Perché è stato arrestato il lunedì e non prima? A chi ha giovato politicamente questa attesa? Questi infiniti dubbi e riflessioni oggi li lascio a te caro lettore, che mi hai seguito nella mia esternazione amarezza ed incredulità.

Puntualizzazioni.
Dal “ Il delitto di Massimo D'Antona, Bernardo Provenzano, Il disastro del Sommergibile Kursk ed Osama Bin Laden” la narrativa in questi casi si completa di trascrizioni di avvenimenti che realmente si sono succeduti, perché già avevo deciso di trascriverli per cui ero particolarmente attento alle dinamiche che si determinavano in rapida successione, cosa che nei racconti precedenti mi è stato impossibile ricordare, perché non avrei mai creduto di doverli in futuro esporre nella narrativa come a maggior discolpa, di mie presunte ed ipotetiche responsabilità oggettive e soggettive:
i sogni astrali possono avere o essere soggette a colpe?
7/26/2007 2:24 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Svelata la vera causa della tragedia del sommergibile russo KURSK.
Viaggio astrale pochi secondi prima della sua tragedia.
Attraverso l’assoluta fede di un componente l’equipaggio della marina militare U.S.A. in servizio presso un anonimo sommergibile Americano, una notte di mezz’ agosto del 2000 sognai di risvegliarmi sopra il suo mezzo navale. Era un sommergibile in emersione stabile, con i motori di velocità fermi. Prima ancora di domandarmi perché mi ero risvegliato li sopra, notai la grossa chiglia e parte della fiancata sinistra di una grande nave con su scritto VIKING,(?) che appariva maestosamente alta davanti alla mia visuale. Spostandomi con lo sguardo verso la sinistra estrema, per guardare oltre la chiglia della nave, notai un altro sommergibile stazionato leggermente più distante, sulla destra della stessa nave. Tutte e tre le unità militari appartengono alla marina militare degli USA. Le tre unità navali contravvenendo agli ordini sulla sicurezza operativa in navigazione, approfittando della loro fortuita? vicinanza, si erano dati appuntamento li per un incontro non protocollato.

” Tanto la guerra fredda non esiste più, i russi sono diventati amici, quasi- quasi alleati.” Questa decisione d’incontro sicuramente era stata presa sul posto, forse perché nostalgici per la prolungata assenza dalle famiglie e dalla patria, o per la solitudine di intere settimane passate in mare, oppure per interrompere la lunga monotonia della navigazione. Nonostante il fitto e profondo buio tutto intorno, attraverso l’illuminazione artificiale dei loro mezzi navali, erano riusciti a far risplendere a giorno il luogo del loro incontro. Anche le condizioni meteorologiche erano favorevoli. Sulla loro latitudine non soffiava alcun alito di vento, con un mare incredibilmente piatto, oleoso. Mi sembrò di essere entrato improvvisamente dentro la scena di un grande film, talmente era bellissima e surreale tutta la scena e l’atmosfera tutta intorno, con il buio profondo che si stagliava ai confini limitrofi delle tre unità della marina.

Il grande silenzio intorno veniva cancellato, da centinaia di saluti dei marinai imbarcati sulle tre unità, che sporgendosi all’inverosimile dalle loro imbarcazioni, con le mani, il corpo, e grida che si sovrapponevano e si disperdevano nell’eco immenso del mare aperto e sconfinato, domandavano, salutavano, chiamavano per nome e gridavano la loro allegria, se trovavano chi riconoscevano. L’atmosfera era carica di un incredibile euforia ed enfasi. Amici che non si vedevano da anni, si erano incontrati nel posto più isolato del mondo. Solo sentire parlare da altri la propria lingua, vedere la stessa divisa, bandiera, naviglio amico, ed amici, dava nei loro cuori e nei ricordi della mente una immensa felicità. C’era pure chi in silenzio ascoltava e non conoscendo nessuno personalmente, si commuoveva trattenendo le lacrime per pudore, pensando ai suoi amici assenti, mentre altri si ripromettevano d’incontrarsi una volta sbarcati a terra, ed altri ancora domandavano come andava la relazione coniugale o sentimentale.

Improvvisamente l’urlo di una sirena d’allarme ghiacciò il sangue e la mente, fermando per un attimo i battiti dei loro cuori. Come per un ordine mai dato calò improvvisamente il silenzio più totale. L’allarme automatico era scattato perché erano stati centrati, dal radar di un sommergibile nemico in navigazione sommersa, che si era servito di un sistema d’arma a puntamento elettronico. In passato durante gli anni bui e lunghi della guerra fredda, nelle riprovate e collaudate esercitazioni con infiniti inseguimenti, era successo tante volte quando riuscivano a stanare i nemici sovietici: “ il gioco al gatto e al topo”. Una volta che veniva localizzato un sommergibile nemico, lo si inquadrava col sistema d’arma a puntamento elettronico e satellitare. Lo stesso sistema comunicava automaticamente al mezzo navale inquadrato, di essere stati centrati come obiettivo nemico, quindi scattava anche per loro l’ allarme interno, però era troppo tardi perché in caso di vera guerra, si accendevano automaticamente anche i missili già puntati contro di loro.

Però oggi non esiste più la guerra fredda, con i russi c’è collaborazione e grande amicizia. Nemmeno il tempo di pensare a queste nuove realtà, che i loro sistemi di rilevamento satellitare lanciarono un diverso allarme automatico, che nessuno di loro vorrebbe mai sentire, e gran parte di loro non ha mai udito in tutta la sua lunga carriera. E’ un suono maledettamente specifico che indica l’accensione di un missile, chiaramente quello già puntato precedentemente contro di loro. “ Troppo tardi per rispondere e difendersi adeguatamente, pochi secondi ancora, poi è la fine di tutto. “ Attimi di terrore, sgomento, vera paura. Ricordi che scorrono veloci, immagini famigliari che si susseguono, figli, madri, mogli, padri, nonni, amici, la dolce casa lontana: per tutti voi addio per sempre. E’ triste morire lontano da casa senza sapere perché, senza un abbraccio, una parola di conforto, un bacio, un addio, una ragione valida per morire cosi lontano da casa. Un marinaio soltanto pregava e supplicava in fede, di salvare lui e tutti i suoi commilitoni. Era imbarcato sul primo sommergibile, proprio quello che si trovava di fronte alla fiancata sinistra della nave VIKING.

Al momento del primo allarme si trovava al centro del suo mezzo navale, esattamente sulla sinistra del bordo estremo, dove la visuale del mare sconfinatamene aperto gli incuteva maggiore paura. In tutta la sua vita ha sempre creduto, pregato, magari di nascosto per non essere deriso. Ora supplicava con forza il miracolo della vita: la sua e dei suoi compagni. Io ero li invisibile testimone che assisteva in diretta all’imminente tragedia. Per conoscere le cause di tale disastro annunciato, con gli occhi della mia mente viaggiai velocemente, penetrando le profondità oscure del mare, fino a vedere in chiaro il sommergibile russo, mentre il loro missile esplodeva all’interno del loro mezzo. D’istinto rientrai velocemente nel mio corpo fisico, comprendendo il perché di questa assurda tragedia.

La presenza all’interno del sommergibile russo, dei maggiori responsabili del progetto terroristico, (76 alti ufficiali, normalmente non superavano i 25) “”determinò una diversa soluzione contraria alle loro insane decisioni.”” Il loro destino si prese gioco della loro sicurezza malvagità e corruzione, propiziando il miracolo salvifico della vita, soltanto agli equipaggi delle tre unità navali della marina militare americana, regalando agli stessi la continuità della vita, facendo riscoprire ad alcuni anche la vera fede, testimoniando direttamente a chi, in essa ne ripose totale fiducia preghiera e supplica. Tutto questo è successo veramente in quella notte tragica, iniziata con la volontà comune di consentire ad un grande incontro, di compagni in servizio permanente imbarcati da mesi in navigli diversi, senza sapere che il loro incontro era stato diversamente programmato ed atteso, con intenzioni e volontà malvagie e terroristiche.

Continuerò questo racconto cercando di descrivere le strategie nascoste, proprio quelle che ero riuscito a comprendere durante il mio rientro dall’astrale, sperando di essere capace di esporle in chiaro. Il missile acceso non partì ma scoppiò all’interno del tubo di lancio, una volta avviato l'Ok per il lancio contro l’unità americane. Se il destino non si fosse voltato contro i cospiratori, l’attentato contro la marina americana sarebbe dovuto ricadere, sul movimento islamico ed estremista di OSAMA BIN LADEN. E’ anche vero che IL PIANO TERRORISTICO ERA SUO. Già nei mesi precedenti attraverso i vari servizi segreti di diverse nazioni, più volte era stata fatta girare la voce e l’allarme, di un eventuale attentato con un sommergibile di proprietà di OSAMA. A loro dire se ne sarebbe servito per concretizzare un clamoroso attentato, contro le navi americane dislocate nei diversi mari del mondo.

Ogni residuo sospetto contro i russi sarebbe naufragato nella perizia dei rottami, perché il nuovo missile non era nelle specifiche conoscenze degli esperti americani, essendo di nuova ed ultima generazione, (costruito con i finanziamenti americani) in più con un nuovo propellente altamente potenziato mai usato prima. È bene sapere che il nome del sommergibile KURSK, deriva da una località regionale dell’ex Unione Sovietica, dove ebbe inizio durante l’ultima guerra mondiale la loro controffensiva militare, che li porterà strategicamente alla vittoria finale contro i nazisti: strana analogia. Dopo la sua missione di morte si sarebbe dovuto allontanare immediatamente, con la complicità del silenzio degli abissi marini. durante la sua precedente navigazione sottomarina, erano state attuate misure accorte affinché non fosse localizzato dai satelliti USA.

Secondo le strategie dei conservatori russi, appartenenti alla stretta cerchia dei cospiratori quasi tutti militari, questa azione aggressiva doveva dimostrare la loro grande capacità operativa, ed essere di grande monito verso tutti gli ambienti militari dei diversi comandi generali, che continuavano a condividere il nuovo percorso democratico della RUSSIA, anche con il fine ultimo di ridimensionare e condizionare radicalmente, il potere del Presidente PUTIN: quest’ultimo completamente all’oscuro del complotto. L’attentato in più avrebbe maturato e favorito, accordi strategici e militari con gli americani con la volontà reciproca, di combattere e sconfiggere il terrorismo islamico, grande piaga radicata profondamente in tutto il territorio russo, specialmente nelle repubbliche asiatiche.

Il malcontento politico popolare e militare dei russi avevano causa comune, per l’inefficienza e la sofferenza dei servizi investigativi e repressivi, contro il dilagante terrorismo di matrice filo islamica, che continuamente sfidava le autorità reggenti, mettendo le bombe anche nella città di Mosca. La straordinaria presenza di 76 alti ufficiali all’interno del sommergibile, su 118 componenti l’equipaggio, doveva dare garanzie assolute di un “ non ripensamento decisionale.” Naturalmente naufragando il complotto bisognava correre ai ripari, cercando di recuperare gli ordini chiusi nella cassaforte del sommergibile. A questo posero rimedio immediatamente andando a prenderli subito, rimandando di un anno il pietoso recupero delle salme dell’intero equipaggio.

Bisogna però dare atto del riscatto ad una parte dell’equipaggio, perché si è saputo prodigare e sacrificare nel mettere in stato di sicurezza, spegnendo definitivamente il propulsore nucleare, accettando così l’estremo sacrificio in rispetto della vita altrui. Questo nobile sacrificio ci ha risparmiato conseguenze ancor più disastrose e drammatiche, sia di vite umane che ambientali. Chiaramente il sospetto di un golpe invisibile dei militari, balenò nella mente del premier Putin ex capo dei servizi segreti, molto addentrato ed esperto di strategie e predisposizioni al tradimento, da parte di alcune gerarchie militari: però era ancora senza prove.

Dopo un anno dal disastro del KURSK con difficoltà improprie, avvenne il suo totale recupero dalle profondità del mare, dopodiché il premier Putin nominò personalmente, un’inchiesta della magistratura militare affidando le direttive, ad un alto magistrato di comprovata fedeltà, che in tre veloci mesi confermò interamente i suoi sospetti. Lo stesso Putin durante l’estate del recupero del sommergibile ed apertura dell’inchiesta, mandò le sue due figlie in vacanze estive in Italia, presso il suo amico e collega Berlusconi perché l’estate a Mosca, ” favorisce sempre troppi colpi di mano e di testa “ Per maggior sicurezza ed in autorizzazione del Governo Italiano, dette ordini specifici ad una speciale unità della Marina Militare Russa, perché restasse in controllo ravvicinato presso le coste della Sardegna, esattamente dove erano ospiti le sue figlie. Così ebbe le mani e la mente libere contro tutti i cospiratori.

Si ricorda che immediatamente dopo il disastro del KURSK, il direttore della C.I.A. G. Tenet si recò velocemente a Mosca, quando ancora il caso doveva giornalisticamente scoppiare in tutta la sua gravità, per chiedere urgenti e chiare spiegazioni. Putin giurò solennemente la sua estraneità e promise all’amico americano, che avrebbe dato una forte risposta alla conclusione delle indagini già fatte avviare. Quando l’inchiesta si concluse in rapide e coraggiose decisioni, Putin “ mandò a casa “ tutti i componenti che rimasero, del Comando Generale della Marina Militare Russa in servizio presso il NORD-BALTICO, dimezzando profondamente anche, l’intero Ministero della Marina Militare in servizio a Mosca. Nella lunga storia della marina russa detto provvedimento, non era mai stato adottato precedentemente, nemmeno ai tempi degli zar e del tanto sconvolgente Stalin.

Questa tragedia dimostra l’indispensabilità del dialogo e della fiducia reciproca, attuata dai due governi sia americano che quello russo, in un momento veramente difficile per tutti dove il precipitare della situazione, avrebbe potuto creare nell’immediato futuro, conseguenze veramente drammatiche e gravi per il mondo intero. Assieme hanno avuto la forza il coraggio l’intelligenza la pazienza e la fiducia, di non giudicare immediatamente anche dinanzi alla grande ed evidente realtà. Assieme si sono sforzati di comprendere le cause e le motivazioni, per evitare in futuro il ripetersi di spiacevoli e dolorosi inconvenienti destabilizzanti.

“ E’ conveniente ed opportuno aspettare gli sviluppi della loro inchiesta, prima di creare l’irreparabile rottura “ Questo pensiero fu il primo ed unico adottato dal vertice della CASA BIANCA, anche quando analizzando la memoria dei loro computer e satelliti, riscontrando l’esattezza dei verbali a loro consegnati, dai comandanti delle tre unità navali scampati alla tragedia, risultò senza ombra di dubbio la volontà e responsabilità russa del fallito attentato. E’ proprio nella nuova e fragile democrazia russa che le trame di Osama Bin Laden, tentarono di tessere e creare una crisi irreparabile, cercando di contrapporre le due super potenze nucleari l’una contro l’altra, in un continuo gioco al massacro generale.

Aveva corrotto pagato e commissionato questo attentato da tempo. Inizialmente se ne sarebbe assunto la paternità pubblicamente, poi con prove certe alla mano dinanzi all’opinione pubblica mondiale, le avrebbe mostrate comprovando la sua estraneità, dopo essersene servito precedentemente per ricatti che avrebbe goduto e gestito, nella volontà di ottenere pregiate risorse belliche con l’intenzione e la volontà, di cominciare la sua guerra contro tutto l’occidente democratico ed infedele, in modo particolare contro gli STATI UNITI D’AMERICA. Questa iniziale paternità avrebbe accresciuto la popolarità di Osama Bin Laden, mentre continuava a dichiararsi un eletto naturale perché discendente di Maometto, profeta e condottiero del popolo arabo che impugnando la sua sacra Spada dell’Islam, avrebbe portato alla vittoria il popolo arabo contro tutti noi occidentali; per lui infedeli. Di lui la storia profetica dei secoli ci ha tramandato : Verrà un uomo che dice di essere mandato da DIO e sterminerà le genti in suo nome. Il profeta aggiunse: “ Aspetteremo che il suo nefasto tempo si consumi ”

La pace come il passato ci insegna si nutre anche della disinformazione. Per l’opinione pubblica la non verità è sempre il prezzo più alto da pagare, per assicurare la continuità della pace, l’ordine sociale, il benessere e progresso delle nazioni. Il male spesso assume aspetti ed identità diverse, ma nella sua continua lotta e sfida contro il bene non prevarrà mai definitivamente, perché la forza dell’amore è destinata comunque a vincere sempre. Questa forza del male a discapito della stessa volontà di Osama, ha prodotto una nuova e positiva stabilità nei rapporti bilaterali e privilegiati, tra RUSSIA ed AMERICA con nuove intese e trattati di collaborazione, che all’epoca dei fatti erano inimmaginabili. Detti accordi saranno indispensabili per la pace futura in tutto il mondo.

Oggi noi europei siamo nell’improrogabile necessità di favorire ed agevolare, l’urgente ingresso della grande Russia nell’UNIONE EUROPEA, non soltanto perché millenaria realtà storica e culturale molto simile ed affine a noi, ma principalmente per un futuro stabile di pace in tutta l’Europa e confini limitrofi. La collaborazione unitaria delle nazioni europee, contribuirà efficacemente affinché l’egoismo, l’insensibilità, la sete di potere e di denaro dei singoli, non possa più determinare i nostri disagi malesseri ingiustizie e sofferenze. Uniti possiamo garantire la pace e il progresso sociale a tutti, compreso i russi, affrontando assieme le nuove emergenze, frutto anche dei nostri errati insegnamenti ed azioni del passato, eliminando i vecchi privilegi di decennale acquisizione di corporazioni e governi, decisi a conservare i loro ma non “ i nostri interessi, “ che continuano impunemente ad influenzare e determinare negativamente, i nostri e vostri equilibri economici politici e sociali.

Un capo di governo non ha il dono della chiaroveggenza, per poter conoscere in anticipo tutte le strategie, i trabocchetti, l’infedeltà e il tradimento dei loro diretti collaboratori. La vera forza di un capo di governo, non nasce solo dal mandato di fiducia del suo popolo, ma si consolida essenzialmente da un insieme di trattati internazionali, che lo legano profondamente e stabilmente agli interessi reciproci e vitali, delle diverse nazioni di cui è parte autonoma politicamente, ma saldamente integrata e garantita nella sua sicurezza interna. Conclusioni. Ogni volta che finisco di scrivere un viaggio astrale mi sorge sempre un dubbio. E’ possibile che questo racconto possa essere veritiero? Basterà rintracciare i filmati con le foto ed i tracciati satellitari di quel giorno, interrogando gli uomini degli equipaggi dei due sommergibili, compresi quelli della VIKING, dispensandoli però dal giuramento del silenzio, per avere una idea migliore che possa avvalorale la mia tesi: è stato un vero viaggio astrale nel mondo del reale. Nota positiva. Grazie alla saggezza pazienza e comprensione, ma soprattutto alla fiducia reciproca dei due capi di Stato: Americano e Russo, questo malvagio progetto è miseramente tramontato, grazie anche al “miracolo della fede” di un singolo altruista militare americano.


Notizie prese dalla stampa.
TG i e stampa internazionale molti giorni dopo riprodussero, la presenza navale delle tre unità americane descritte in questo racconto, proprio perché vicine alla zona del disastro del sommergibile russo. Agli stessi equipaggi gli fu dato ordine di recarsi immediatamente presso il porto … Allora basterà interrogare singolarmente soltanto i 400 e più componenti dei tre equipaggi. Purtroppo la stampa italiana (due NOTI quotidiani) alla mia notizia in esclusiva telefonica dette credito dopo, benché a ferragosto è difficile credere a certe notizie cosi dirompenti. Sarà stato un colpo di sole, pensarono! Poi il silenzio calò sulle oscure strategie, concentrandosi sul salvataggio dei componenti l’equipaggio del KURSK, che erano restati ancora in vita dopo l’esplosione interna del loro missile. Dopo l’accertamento dello spegnimento del motore a conduzione nucleare, “ allora già in pausa per non essere intercettati dai satelliti USA,”la priorità toccò subito dopo alla sua cassaforte, per prelevare gli ordini in esso custoditi consegnati prima della partenza, dal Comando Supremo Della Marina Militare Russa. Ma questo non è più un sogno astrale. In Russia il caldo d’estate ha sempre fermentato la mente ed i cuori.

Sempre in agosto però del 2005.

Un piccolo sommergibile russo di nome Priz si è trovato in grandissima difficoltà, perché bloccato da reti di pescatori a 190 metri di profondità. Il problema verrà brillantemente risolto grazie alle collaborazioni di due nazioni, le stesse che allora non diversamente si offrirono gratuitamente, per tentare l’estremo salvataggio dell’equipaggio ancora in vita, intrappolato nel KURSK a soltanto 100 metri di profondità. Allora la stessa solidarietà fu rifiutata dai russi: il passato ha insegnato qualcosa?

Ultimissima.
Oggi 22 febbraio 2007 alle ore 15 circa, mentre ero in attesa presso il porto ferroviario di Messina, per l’arrivo di una persona a me cara che doveva arrivare con il traghetto da Villa San Giovanni, ho visto ormeggiato ad un molo interno un grande gommone del genere chiaramente militare. Era visibilmente danneggiato e mezzo sommerso dai rifiuti. Fin qui nulla di strano, ma nelle due estremità aveva stampato il nome di: VIKING G 080998. Strana ma reale ed unica testimonianza o coincidenza, per comprovare l’esistenza di una nave militare straniera con tale nome?





Osama Bin Laden ricercato da chi?
Comunicazione astrale ricercata e stimolata da una vittima in servizio,
deceduta tragicamente sotto il crollo delle due Torri Gemelle.


La prima volta che ho avuto occasione di conoscere il nome di Osama Bin Laden, fu nella circostanza del disastro del sommergibile russo KURSK, di cui la sua malvagità pensavo avesse già superato l’estremo limite umano. La sua ascesa criminale e terroristica è avvenuta per la grande disponibilità economica, ma soprattutto grazie ad intese politiche di diversi governi più o meno appariscenti, che di lui invisibilmente si compiacevano e gratificavano. Grande stratega terroristico è diventato quando i vari servizi segreti di diverse nazioni, soggetti al diverso consenso politico e necessità di riduzione dei bilanci interni, cominciarono ad effettuare sostanziali tagli dei bilanci sulla sicurezza interna ed estera, paralizzando di fatto le loro capacità di controllo ed analisi permanente.

Sapientemente ed opportunamente sfruttò maggiormente, l’abbassamento della tensione mondiale venutasi a creare, con il nuovo percorso politico e democratico della grande madre Russia: senza considerare la precedente grande delega fiduciaria acquisita ad-personam, nella regione dell’Afghanistan durante la lunga guerra contro i sovietici. In realtà si è auto alimentato delle indecisioni e delle sotto valutazioni politiche di tutti, approfittando delle perfide ipocrisie individuali sia politiche che corporative, per costruire e realizzare il suo più grande impero del male. Tutti sapevano ma nessuno denunciava, per non entrare nel mirino della discordia personale e professionale.

Per Osama Bin Laden il grande battesimo del terrorismo internazionale, doveva cominciare a Genova durante la riunione del G8, ma sottovalutò le capacità d’intervento e modifiche graduali del governo italiano, atte alla prevenzione sistematica contro le strategie del terrorismo fondamentalista. In poche parole il governo italiano non trascurò nessuna forma di allarme terroristico, attuando per la prima volta il divieto assoluto del volo aereo su tutta la città di Genova, disponendo sull’intera area l’impiego di batterie anti missilistiche, con capacità decisionali immediate. Il disegno terroristico si frantumò completamente, con il controllo straordinario delle unità navali della marina militare italiana, sia sul porto di Genova che al mare antistante. Al largo del porto di Genova altri terroristi avevano programmato, di prendere in ostaggio una locale nave mercantile e con la loro guida al timone,una volta imbottita di esplosivo doveva entrare in porto in forte velocità, cercando di andare a sbattere violentemente contro la banchina, quella più prossima al Palazzo Ducale, dove era stata programmata la riunione dei grandi capi di Stato.

Con l’ulteriore ed intelligente creazione di una fascia territoriale rossa, (non programmata prima) interdetta a tutte le manifestazioni anche dei no-global, si eliminò la probabilità dell’impiego di un’altra cellula terroristica, che confusa tra la grande massa dei manifestanti aveva il compito specifico, di intervenire da terra con l’uso di armi pesanti a guida laser, nonostante le continue perquisizioni delle forze dell’ordine nella città vecchia, riportavano sempre esito negativo, diversamente dalle sicure informazioni ricevute dai vari servizi segreti. Questi straordinari, intelligenti e coraggiosi interventi governativi, preservarono il G8 la città di Genova e l’Italia intera, dalla grande tragedia ed offesa terroristica che mai mente criminale avesse partorito. Il fallimento totale del grande progetto terroristico determinò in Osama, l’accelerazione del disegno criminale contro le due torri gemelle la Casa Bianca ed il Pentagono.

Quell’undici settembre dopo l’iniziale l’attentato alle due torri gemelle, attraverso l’edizione straordinaria del TG. 4 incredulo assistevo alla tragedia della follia umana. Nel caos e nella mia incredulità totale arrivava il commento del telecronista: un aereo ha colpito il Pentagono, mancano all’appello altri aerei passeggeri. Sicuramente sono stati dirottati per colpire altri obiettivi vitali. Dopo il primo stordimento iniziale ora cominciavo a comprendere la vera strategia. Ringraziai il destino perché ero rimasto a casa e fortunatamente guardavo rete 4, l’unica emittente italiana in quei minuti preziosi in edizione straordinaria. Questo piano terroristico doveva interrompersi immediatamente. Anche se altre vittime innocenti si aggiunsero nel memoriale del sacrificio, “ diversi ma opportuni imprevisti di componente astrale subentrarono,” contro questa strategia folle del terrore, con la finalità ultima di interrompere immediatamente ogni continuità terroristica. Il sacrificio non stimato del volo 93 ci preservò da maggiori distruzioni, lutti e danni di immagine ideologica e religiosa.

Mentre le immagini televisive continuavano a scorrere veloci, evidenziando l’altruismo e solidarietà dei presenti, la tragedia in diretta TV del crollo delle due torri gemelle completava l’opera del diavolo. Provavo smarrimento incredulità ed un dolore immenso come mai provato prima. L’America era stata colpita nel suo cuore. Gente terrorizzata che fuggiva, urli di sirene, fumo e caos a contorno di un’immagine, che segnerà per sempre la memoria dei superstiti e di noi tutti, privilegiati telespettatori anche se increduli ma molto spaventati dall’infame olocausto, fortunati soltanto perché lontani dai luoghi interessati dai disastri. Sbigottimento terrore orrore e fumo intenso attanagliava e sovrastava, tutta la città di New York: sembrava di assistere all’apoteosi dell’apocalisse.

Stupito guardavo attraverso le immagini della TV il popolo americano, che sin da bambino avevo imparato ad amare ed ammirare,sentendomi orgoglioso di essere italiano ed americano per libera scelta e gratitudine. Per la prima volta lì vedevo impotenti attoniti piegati straziati feriti uccisi. Da sempre sentinella coraggiosa e vigile delle democrazie nel mondo, ora vedevo negli occhi e volti dei suoi superstiti la triste realtà dell’assurdo. Il loro terrore visivo era simile al volto di mia madre, quando nell’incoscienza della mia età infantile, le domandai ingenuamente cosa succedesse nel campo di concentramento di Dachau, dove era stata rinchiusa per anni durante l’ultima guerra, oppure quando chiedevo cosa fossero le foibe, mentre lei terrorizzata mi tappava velocemente la bocca, (ero in collegio) perché i presenti non dovevano sapere che mio padre era un disperso istriano. Eppure Dachau e foibe erano nomi già tristemente conosciuti nella mia piccola infanzia.

Oggi a distanza di decenni l’infamia del fanatismo ideologico e religioso, frantumava nuovamente il diritto alla vita, obbligandoci a rivivere nella memoria,tutte quelle pagine crudeli ed ingloriose della furia e follia umana. Nello stordimento più assoluto nella mia mente una domanda sempre ripetuta, “ perché, perché, quale Dio era nei loro cuori ” Non c’è più tempo per la sofferenza e ricordi, bisogna riflettere capire: sono sicuro che altre strategie sono in agguato, però ogni contrapposizione non deve essere simile alla stessa follia. Una certezza mi consolava: sapevo che in ogni tragedia, anche la più grande, si nasconde sempre il bene, anche se ora era difficile vederlo, trovarlo, capirlo.

Nei mesi che si successero come in ogni guerra vinta o persa, anche questa portò nuove alleanze che di fatto segneranno, un nuovo impegno concreto e reale contro il terrorismo mondiale. Per la prima volta in tutta la storia delle nazioni, USA Russia e Cina unite con il resto del mondo, in una grande alleanza che di fatto precederà nuove realtà di intese più vaste, perché nel futuro delle nazioni ancor oggi è inaccettabile l’isolamento o l’abbandono, delle singole identità nazionali nei loro gravi problemi interni. In futuro anche se diversamente però tragicamente, ogni nazione si troverà ad affrontare nuove emergenze. L’intervento dell’Alleanza Mondiale dovrà essere diversificato determinato e circoscritto, solo cosi sarà premiato nelle soluzioni positive e definitive. Nei mesi susseguenti mentre continuavo a seguire in TV il corso dell’intervento militare americano in Afghanistan, quest’ultimi nel tentativo di estromettere ed annientare i talebani, perché riconosciuti non solo collusi ed affini ma sponsor privilegiati del terrorista Osama Bin Laden, una notte sognai…..

Comunicazione astrale.
Era la notte del 16 dicembre del 2001.
Continuando a dormire profondamente nel mio letto, improvvisamente nella luce della mia mente non più assopita, sentii una strana voce che pensai provenire dall’esterno della mia casa. Proveniva esattamente dall’esterno della parete che delimita la mia stanza da letto, dove al suo interno io mi ero coricato su di un lettino aggiunto, che era attaccato alla medesima parete. Io abito al piano terra e la parete interessata, all’esterno confina dopo appena un metro e mezzo di distanza, con un altissimo muro di contenimento che si alza fino all’altezza del primo piano, e circonda per lunghezza tutto il perimetro del fabbricato abitativo, lungo circa 50 metri: chiaramente fatto in cemento armato.

Importante premessa:
in tutti gli anni precedenti ho sempre vigilato attentamente, (dopo il 1983) onde evitare a tutte le entità invisibili, positive o negative che fossero, qualsiasi loro presenza all’interno della mia casa, sia di giorno che di notte perché la loro presenza all’interno, avevo notato che disturbavano la normale crescita di mio figlio, diversamente creavano motivi d’inspiegabile insicurezza alla loro madre. La stessa le percepiva senza conoscerne l’esistenza o conoscenza, e non credendo assolutamente a questi fenomeni, diventava ugualmente ed inspiegabilmente troppo nervosa, irascibile, intrattabile.

Ritornando all’ascolto di quella strana voce continuando a dormire fisicamente, (sapevo che non dovevo assolutamente muovermi nel fisico diversamente il fenomeno cessava) con la vista della mente riuscivo a vedere fuori oltre la parete che divide la mia casa. Cosi ho potuto vedere chiaramente la presenza di un uomo in divisa posto al centro: tra il muro di contenimento e la parete di casa mia. Era tutto impolverato stracciato insanguinato, con il volto tremendamente tumefatto. Prima ancora di chiedermi cosa volesse nonostante fosse senza berretto, compresi che era un poliziotto o un pompiere di NEW YORK, morto sotto il crollo dei due grattacieli durante i recenti attentati di Al - Qaeda. Con voce chiara ma agitata, in italiano straniero ripeteva assiduamente: “ E’ arrivato a Milano, è arrivato a Milano, è arrivato a Milano.” Sapevo a chi faceva riferimento! Nonostante ero curioso nel conoscere come lui mi avesse trovato, anche se aveva rispettato la mia volontà di non entrare spiritualmente in casa mia, cercai immediatamente la conferma del suo messaggio. Sempre con gli occhi della mente viaggiai velocemente ed arrivai a lui.

OSAMA BIN LADEN quella notte era arrivato da solo all’aeroporto di Milano.
Aveva con sé due valigie. Si era tagliato tutta la barba ed aveva i capelli cortissimi. Vestiva di un abito completo stile occidentale. Era fermo con le due valigie poste in terra. Sicuramente attendeva qualcuno. Mi appariva alto e magro. Il colore strano della sua pelle mi dava la sensazione che fosse malato, o forse era il suo colore naturale? Senza che lui mi vedesse leggevo dentro i suoi pensieri. “ Ha deciso di fermarsi qui in Italia , aspettando finché la tensione non sarà calata definitivamente: poi andrà in America.” Strano mi dico, (sempre in astrale) In televisione proprio oggi dicevano che si trovava a Tora Bora in Afghanistan. Le forze militari americane stavano effettuando una vasta operazione di guerra, con bombardamenti aerei mirati per stanarlo o catturarlo, oppure per ucciderlo.

Mi alzai dal letto di scatto tutto sudato incredulo stupito ed adirato. Il ricordo della strage delle due TORRI GEMELLE e del PENTAGONO ancora mi violentava e non mi dava pace assolutamente. Vederlo e sapere che lui era ancora libero mi sconvolgeva di più. L’assurdo era che lui era arrivato proprio qui in Italia per nascondersi! Avevo ancora negli occhi e nella mente la lunga diretta televisiva del TG 4, perché quel primo pomeriggio ero rimasto a casa da solo, e per passare il tempo guardavo i diversi canali della tv. Cosi casualmente ho potuto assistere in diretta TV il secondo aereo, mentre andava a schiantarsi contro il secondo grattacielo, con il conseguente e tragico crollo video ripreso in diretta delle due torri gemelle, ed essere contemporaneamente aggiornato sul disastro del Pentagono,(terzo aereo) con l’allarme più volte ripetuto del quarto aereo passeggeri del volo 93, che non rispondeva a nessuna torre di controllo, “ costretto poi ad atterrare “ perché l’unica alternativa per fermarlo immediatamente, prima che andasse a schiantarsi direttamente contro CASA BIANCA.(vero obiettivo)

La scelta dell’atterraggio sopra un grande parco alberato (esistono in ogni città) avrebbe dato maggiori possibilità di salvataggio ai passeggeri, senza coinvolgere e sconvolgere il traffico cittadino, mettendo a rischio inutile altre vittime innocenti. Nonostante il verde ed il supporto degli numerosi alberi (servivano per ridurre di molto la velocità durante l’impatto ) purtroppo durante l’atterraggio l’aereo prese fuoco ugualmente, sicuramente anche in causa alla strenua resistenza che oppose fino all’ultimo, il terrorista che rimase saldamente attaccato alla guida dell’aereo. Prima dell’atterraggio la sua continua resistenza, fece beccheggiare visibilmente più volte in su e giù tutto l’aereo, perché nonostante un invisibile forza abbassava il timone di guida, lui tentò sempre di rialzarlo per recuperare l’altezza di volo, cosi facendo non permise di effettuare un atterraggio meno violento e veloce. Questa chiara anomalia di guida fu notata anche da diversi passanti del luogo.

Ritornando al presente quella notte alzandomi dal mio lettino, l’immagine di quel poliziotto ora scomparsa dalla mente, sembrava accompagnarmi invisibilmente d’ovunque. Era venuto da me perché sapeva che io potevo aiutarlo veramente, ed aspetterà da me un mio diretto intervento. Mentre ancora mi domandavo come aveva fatto questo poliziotto americano ad individuarmi, il ricordo fisso di quella immane tragedia mi provocava pensieri di vendetta, che prepotentemente si accavallavano nella mia mente assetata di odio come mai prima. ” Non posso, Non voglio, Non debbo essere peggiore del suo stesso male.” Cosi mi ripetevo continuamente quando l’odio, mi rendeva simile o peggiore in malvagità ad Osama Bin Laden. Consumai ciò che restava della notte,(erano le ore 3,25) nei miei tormenti dubbi rimorsi, e forti desideri di vera vendetta immediata. Uscii immediatamente fuori di casa per non dare la sveglia a tutti accendendo la luce, o con il mio muovermi nervosamente su e giù per le stanze: fumando una sigaretta dietro l’altra.

In paese nel pieno della notte mi ritrovai a passeggiare nervosamente da solo, sotto gli alberi del lungo viale che costeggia il marciapiedi del lungomare. Nell’assoluto silenzio e deserto umano mentre il mio cuore e la mente, erano in continuo tumulto per la richiamata sete di vendetta, che si ribellavano alle decisioni del perdono e comprensione della mia coscienza, rispondevo “ad alta voce” che non era il mio compito consumare la vendetta: “ tanto nessuno poteva ascoltarmi, con nessuno potevo confidarmi, nessuno poteva sentirmi,” soltanto quel uomo in divisa sembrava accompagnarmi ovunque. Forse erano suoi i pensieri di vendetta e di giustizia? Poi al lento sorgere del nuovo giorno nella quiete ancor più silenziosa ed irreale, davanti allo specchio della bellezza infinita della natura, rappresentata dalla visione di un vasto mare calmissimo, che andava assumendo gradualmente i colori del cielo e del sole in sorgere, misi a tacere il mio animo e calmando le mille inquietudini convinto pensai: ” il tempo maturerà il silenzio della sua follia.”

La notte del 17 dicembre 2001 sempre mentre dormivo, mi ricompari nel sonno lo stesso uomo in divisa apparso la notte del 16 dicembre. Questa volta mi ripeteva continuamente: abita a San Donato Milanese, abita a San Donato Milanese, abita a San Donato Milanese, ecc.. ecc … Mi risvegliai immediatamente. Era la sua risposta perché durante il giorno ragionando e riflettendo continuamente, mi ponevo il problema della difficoltà di poterlo (ad Osama) localizzare esattamente. Però sarà difficile localizzarlo anche a SAN DONATO MILANESE. Per quanto posso ricordare so che è un grande centro urbano della provincia di Milano, abitato da decine di migliaia di persone. Non posso prendere nessuna iniziativa perché l’informazione è sempre incompleta. Dopo tante ipotesi di ragionamento, ormai stanco mi lasciai sopraffare dal sonno improvviso. Tutta la giornata l’avevo vissuta in forte tensione spirituale ed emotiva.

La notte seguente: esattamente il giorno 18 Dicembre 2001 sempre mentre dormivo, improvvisamente nel sonno mi riapparve ancora quell’ un uomo in divisa, tutto impolverato, stracciato, insanguinato, con il volto tremendamente tumefatto. Mi ripeteva in continuazione: è in via ….. è in via …… è in via …… ecc .… ecc.. Anche svegliandomi completamente, aprendo gli occhi ed alzandomi dal letto, accendendo la luce e camminando per casa, dentro la mia mente continuavo a sentire chiaramente il nome e cognome della via. Questa volta ho dovuto segnarmi su di un foglio di carta in bianco, il nome e cognome di questa via: scrivendola in chiare lettere alfabetiche. Se ciò non avessi fatto, compresi ed ero sicuro, che lui non avrebbe smesso di ripeterla continuamente dentro di me. Effettivamente cessò di rimbombarmi ossessivamente dentro, nell’attimo che finii di scriverla completamente e lentamente su di un foglio di carta, preso sulla scrivania posta in un'altra stanza della mia casa. Questa facile operazione la feci con un ritardo esasperante, impiegando più di mezzora, perché ero curioso di capire come poteva essere che soltanto io, nel silenzio più totale che regnava in casa, sentivo il suo chiaro ma ripetuto messaggio dentro la mia mente, mentre in casa moglie e figli continuavano a dormire tranquillamente. Era la prima volta che mi capitava un fenomeno del genere in stato di piena veglia, per cui cercavo di comprenderlo meglio anche se inizialmente con un po’ di paura: la stessa che mi assale sempre all’inizio di nuove esperienze.


Ora però avevo l’esatto indirizzo dell’uomo più ricercato del mondo. Benché questa incredibile esperienza non era stata da me ricercata, dovevo dare immediatamente seguito per far si che questa informazione ricevuta, potesse ritornare utile agli organi preposti al controllo ricerca e cattura del terrorista. Il mio passato (1978) e presente (2001) mi avevano insegnato che nonostante tutto, non sarei stato mai creduto immediatamente da nessuno, anzi nel caso fossero vere le mie informazioni, avrei avuto soltanto dei gravi problemi esistenziali. Farsi credere e convincere che attraverso il sogno-viaggio astrale, avevo ricevuto questa informazione preziosa, non è facilmente accettabile per nessuno! Io stesso nutrivo dubbi perplessità incertezze paure, però mai totale incredulità, perché i precedenti sogni-viaggi astrali mi avevano spesso dimostrato, che era più vero quello che IO vedevo attraverso i miei viaggi astrali, e non quello che riportavano le cronache e TV: compreso certe sentenze dei tribunali.

Ora però dovevo dare voce e sostanza alla mia incredibile esperienza, senza dubbi ma con vero coraggio, perché tanto coraggio ci vuole per dire e raccontare, sapendo di non di essere creduto, ma pretendere che s’indaghi effettivamente, perché questi rimorsi del silenzio non voglio e non posso più averli, ne sopportarli da solo nella mia coscienza. Dopo un lungo riflettere e ragionare sulle possibilità di comunicazione, diverse dalle precedenti adottate perché tutte, comunque, sempre direttamente inevase, diversamente decisi di telefonare da una cabina pubblica al mio numero di casa, inserendo preventivamente la mia segreteria telefonica. Così ho registrato il sapere della mia inquietudine: Osama Bin Laden è arrivato con l’aereo il 16 notte a Milano, abita a San Donato Milanese, in via……… ecc.. ecc.. Lasciai il messaggio registrato per 15 giorni: tanti sono concessi dalla segreteria automatica. Non posso rimproverarmi per questa scelta iniziale. Era l’unica ed immediata alternativa per fare arrivare il messaggio a chi di dovere, e comunque senza essere io denunciato: purtroppo anche questo può succedere.

Sapevo che la mia registrazione sarebbe stata ascoltata e catturata, da tre fonti di ascolto diverse tra loro. Due fonti per i miei precedenti contatti avuti in passato, per informazioni di natura diversa ma sempre importanti e spesso vitali, attinenti ai diversi casi riprodotti in questo libro, mentre la terza fonte di ascolto era il famoso grande orecchio elettronico ECHELON, che automaticamente quando pronunci parole chiave come terrorismo bombe ecc.. cattura automaticamente la chiamata facendo scattare diverse misure di sicurezza. Fatto ciò pensai. Saranno sempre loro a stabilire l’utilizzazione delle informazioni e la sua attendibilità, accettando qualsiasi loro in-decisione perché: esistono molte realtà istituzionali politiche ed economiche, che personalmente non voglio conoscere, però sono sicuro che ogni loro provvedimento sarà determinato, in percorsi e strategie miranti gli interessi della collettività. Da parte mia continuerò il mio percorso di vita, fatto di luci e di ombre, ma con la forte volontà di continuare a vivere perché la mia vita appartiene a tutti, anche se invisibilmente e soltanto nei viaggi e soccorsi astrali. Fine.

Riflessioni.
Oggi a distanza di tempo dalla mia esperienza ho cercato di comprendere, quando Osama Bin Laden avesse scelto l’Italia come rifugio sicuro ricollegandomi cosi, ad una notizia televisiva precedente il 16-12- 2001 (prima data della mia visione) Riportava il fermo doganale di un fratello di Osama avvenuto nell’ aeroporto di Milano, munito di passaporto diplomatico. Disse che era di passaggio per andare in Svizzera dove risiedeva con la sua famiglia. Allora ci fu uno scalpore immediato, con svariate video riprese e commenti televisivi. Però stranamente a nessuno venne in mente, d’indagare se risultasse a verità quest’ultima sua dichiarazione. La sua scoperta all’aeroporto di Milano fu casuale, frutto di un suo terminale soggiorno che concludeva positivamente la sua permanenza, servita per aiutare suo fratello Osama in arrivo. Il fratello fu utile nel procacciargli l’alloggio in riferimento, con rifornimento di armi denaro e personale medico specializzato, compreso un valido passaporto diplomatico di un compiacente paese arabo. (A:S) E’ il solito gioco dell’immunità diplomatica in caso di arresto eccellente.

Altro chiarimento.
Immediatamente non presi in esame una mia pubblica denuncia attraverso la stampa, perché non volevo ritorsioni contro l’Italia e gli italiani, da parte di avventuristiche cellule terroristiche di Al Qaeda. Sapevo che l’eventuale arresto di Osama Bin Laden in Italia, ad opera dei nostri investigatori e forze dell’ordine, inevitabilmente avrebbe innescato ed attivato per ritorsione e vendetta immediata, una miriade di ricatti, distruzioni, terrore e morti innocenti. In più il suo eventuale arresto nel nostro territorio, avrebbe dato luogo a nuove contrapposizioni politiche, giuridiche ed internazionali. Ciò non escluse che il lavoro investigativo italiano continuasse con successo, concretizzando arresti importanti capaci di decapitare gradualmente, la più importante base logistica ed operativa europea, del terrorismo fondamentalista islamico.

Da noi si autofinanziavano ed arruolavano principalmente i kamikaze, da mandare a morire all’estero. Ecco perché negli anni in avvenire dopo il 2001, si scoprirà che la città di Milano e periferie varie, in realtà pullulavano di “ terroristi dormienti,” questo grazie anche al passato di Osama che per quieto vivere, aveva imparato bene la lezione di sopravvivenza: non è strategicamente utile colpire la nazione ospitante. Queste cellule del terrore si erano impiantate in silenzio e connivenze multiple, in tutti gli anni precedenti consapevoli della facilità alla trattativa ed alla subordinazione, dei vari governi italiani in beneficio di: Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Hezbollah, Brigate di Al-Quds, Hamas, Brigate Ezzadine Al-Qassan, Brigate dei martiri di Al-Aqsa (braccio armato di Al-Fatah) Brigate di Abu Hafs-Al- Masri, (responsabili della strage di Nassiriya) Abu Mussab Al-Zarqaw, compreso terroristi di numerosi gruppi e sigle di liberazione internazionale. Del resto in logica di compromesso istituzionale la cosa più importante, è l’esclusione di ogni azione terroristica e mortale sul territorio Nazionale, anche se assistere alle stragi che vengono perpetrate in altre nazioni amiche e fraterne, lascia un incredibile amaro in bocca e forte senso di ribellione.

È anche vero che la lunga pausa dei servizi segreti italiani fu causata, dai precedenti movimenti d’organico interni al ministero, mascherati dalla necessita di riforma degli stessi, volutamente resi disorganizzati per finalità esclusivamente di politica interna. Ciò facilitò la pianificazione e l’organizzazione stabile, della più tremenda e sanguinaria cellula terroristica islamica. L’inizio per loro doveva essere il dirottamento aereo su Genova durante il G. 8, facendolo precipitare contro i capi di stato riuniti in consiglio al Palazzo Ducale. Per fortuna in Italia prima che precipitassimo nei giorni apocalittici del terrore, il nuovo governo rivisitò tutte le precedenti misure di sicurezza, molte già rese precedentemente ed ingenuamente pubbliche, modificandole immediatamente e radicalmente aggravandole enormemente, tanto da essere accusato da una parte della sinistra estremista, di aver militarizzato il territorio come mai avvenuto prima dall’ultima guerra mondiale. Una parte della stessa sinistra dette anche seguito a varie interrogazioni parlamentari, con grandi manifestazioni di piazza con inusuale risalto mediatico, per accuse politiche ingrate e strumentali.

Per fortuna l’inasprimento delle misure di sicurezza italiane, avevano reso vano ogni ulteriore tentativo terroristico contro il G8 di Genova. Oggi è difficile credere a questa tremenda ipotesi, come del resto lo fu non soltanto per gli americani, prima che accadesse quel tragico 11 Settembre 2001. Questa mia “ipotetica” responsabilità conoscitiva del domicilio di Osama, non mi escluse oltre alla mio già registrato messaggio in segreteria telefonica, di far pervenire poi attraverso la corrispondenza prioritaria, diversi dischetti con su riprodotto in chiaro le generalità domiciliari del terrorista. Oltre ai normali organi istituzionalmente preposti, un dischetto fu spedito presso il consolato americano di Palermo, di cui telefonicamente mi informai con il console dell’avvenuta ricezione postale, l’altro fu spedito presso l’ambasciata americana a Roma, invitandoli a verificare l’esistenza del domicilio e se confermata, con un’ operazione silenziosa dei loro servizi segreti, dovevano adoperarsi nella cattura del più famoso terrorista del mondo, rendendola pubblica (se necessario) affermando però che la stessa, era avvenuta in un paese terzo: magari in Afghanistan. Altresì aggiunsi di elargire la famosa taglia da 25 milioni di dollari, esclusivamente alle famiglie delle vittime di origini italiane, sia dei pompieri che della polizia di New York.

Quell’uomo morto in divisa venendo da me per ben tre volte, attraverso i miei sogni astrali reclamava l’arresto immediato di Osama, oppure tutte e tre le volte che l’ho sognato è stato solamente un mio desiderio inconscio, per conoscere il suo attuale nascondiglio? Forse solo così è spiegabile tutto questo silenzio avuto come unica risposta, da parte dei miei numerosi beneficiati dell’informazione specifica. E’ comprensibile ancora oggi affermare da parte degli investigatori americani, che il volo 93 fu dirottato e fatto precipitare dai suoi passeggeri. Questo serviva allora come esempio di coraggio ed estremo sacrificio patriottico, per risvegliare l’orgoglio ed accrescere l’unità nazionale, indispensabile in quei momenti tragici e bui, anche se il recupero e l’ascolto attuale delle due scatole nere dell’aereo precipitato, sicuramente chiariscono tutt’altro, (non ditemi che si sono cancellate) però è impensabile e non credibile che i 40 passeggeri deliberatamente, con una tecnica di volo di grande esperienza di guida, (affermazione di stampa) abbiano scelto di morire facendolo precipitare sul prato di Shanksville in Pennsylvania, invece di tentare di prenderne il controllo assoluto, per farlo atterrare in un aeroporto più vicino: dopo scoprii che era poco distante. Queste riflessioni non vogliono essere per una inutile e strumentale polemica, ma solo una precisa contestazione che serve per rivalutare una parte della realtà dei fatti.

Torno a ribadire che il volo 93 “irrazionalmente” fu fatto atterrare in quel prato, perché nella riflessione drammatica ed immediata degli eventi che andavano susseguendosi, fu l’unica scelta veloce e rapida per evitare che in pochissimi minuti, andasse a schiantarsi contro sul suo obiettivo programmato: LA CASA BIANCA simbolo ed orgoglio nazionale americano conosciuto in tutto il mondo, anche da chi abbandono, sfruttato, analfabeta e sofferente, morirà di fame nei prossimi minuti, ore, giorni, anni, senza che abbiano avuto il diritto alla vita, alla dignità e rispetto umano di noi tutti. Però la distruzione di questo simbolo indubbiamente avrebbe avuto, ripercussioni negative sia psicologicamente che strategicamente, con danni di immagine irreparabili nel tempo: nonostante certe politiche sbagliate molti sperano e credono nel sogno americano. Per queste ragioni l’atterraggio immediato del volo 93 fu l’unica scelta, capace di tentare di salvare anche i passeggeri. Perché è sempre difficile accertare ricercare e dichiarare la verità?

Questo succede spesso perché la stessa verità potrebbe fare emergere, collusioni, incapacità professionali, incredibili superficialità e strane convivenze. Però una vera democrazia ha l’obbligo morale sociale e storico, di ricercarla sempre, difenderla ad oltranza, rendendola magnificamente pubblica, a discapito di ogni interesse individuale politico e corporativo. Questo non vuol dire che per forza di cose dobbiamo aspettarci chissà quali sviluppi, vuol soltanto ridare la priorità alla caccia ed alla cattura di un criminale terrorista, che ha incarnato ed incarna perfettamente il dio del male assoluto, arrogandosi il diritto della nostra vita, compresa quella dei bambini e donne innocenti. E’in questo che la memoria dei morti e la coscienza dei giusti si appella. Esige: la sua improrogabile ed immediata cattura pubblica.

Anticamente ai sogni si dava la giusta considerazione, oggi nell’era del progresso scientifico e tecnologico, diventa sempre più difficile ed irrazionale crederci, addirittura vieni preso per un ingenuo credulone, millantatore, ecc.. ecc.. Allora questo racconto diventerà buono visto solo in prospettiva cinematografica, abituati nel credere che certe qualità o poteri esistano soltanto nei film paranormali. L’importante sarà che questo copione cinematografico possa leggerlo chi è più interessato, perché le ripetute ed insistenti minacce contro l’ITALIA, Non Possono, Non Debbono essere più tacitamente accettabili. “ Da buon intenditor poche parole.” Lo so che è sempre difficile credere a certi sogni, l’importante sarà che da oggi non saranno più soltanto “ i miei sogni,” perché sono diventati una parte dei tuoi increduli pensieri ed amare riflessioni future.



































Le reincarnazioni.

Esperienze Astrali e commento.

Breve premessa.

Le mie difficoltà familiari economiche e di vita, ma anche vivo disinteresse,
hanno fatto si che io non potessi continuare gli studi. Da un lato è stato ottimo perché non mi hanno potuto completamente ipnotizzare, secondo una logica sottile di servilismo mentale e soggettivo al potere, culturale economico politico e religioso,
da parte dei pochi ma per dinastia sempre gli stessi padroni della maggioranza, che vogliono sempre detenere e gestire i diversi destini degli umani sulla terra. In cambio di questa privazione-diritto, la mia curiosità,la sete di conoscenza l’inesperienza e forse un po’ di incoscienza, mi regalavano la massima libertà di pensiero e di azione, non ponendomi il limiti del pensiero altrui, che è quel genere del sapere che automaticamente spesso ti blocca, perché ti condiziona di riflesso o di coscienza morale, obbligandoti a rispettare ed osservare le loro leggi: mai valide per se stessi. Importanti si rivelano tutte le esperienze personali, con conoscenze in episodi casuali che tali non sono mai,perché creano sempre fattori di riflessione e di ricerca continua, in nuove esperienze multiple e diversificate, anche se spesso apparentemente inutili o fallimentari.
7/26/2007 2:31 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Le reincarnazioni.

Esperienze Astrali e commento.

Breve premessa.

Le mie difficoltà familiari economiche e di vita, ma anche vivo disinteresse,
hanno fatto si che io non potessi continuare gli studi. Da un lato è stato ottimo perché non mi hanno potuto completamente ipnotizzare, secondo una logica sottile di servilismo mentale e soggettivo al potere, culturale economico politico e religioso,
da parte dei pochi ma per dinastia sempre gli stessi padroni della maggioranza, che vogliono sempre detenere e gestire i diversi destini degli umani sulla terra. In cambio di questa privazione-diritto, la mia curiosità,la sete di conoscenza l’inesperienza e forse un po’ di incoscienza, mi regalavano la massima libertà di pensiero e di azione, non ponendomi il limiti del pensiero altrui, che è quel genere del sapere che automaticamente spesso ti blocca, perché ti condiziona di riflesso o di coscienza morale, obbligandoti a rispettare ed osservare le loro leggi: mai valide per se stessi. Importanti si rivelano tutte le esperienze personali, con conoscenze in episodi casuali che tali non sono mai,perché creano sempre fattori di riflessione e di ricerca continua, in nuove esperienze multiple e diversificate, anche se spesso apparentemente inutili o fallimentari.

La reincarnazione.

Questa parola racchiude un mare di misteri con domande e risposte infinite, perchè nella pubblica conoscenza per alcuni semplicemente non esiste, altri invece credono che possa esistere,magari soltanto per ipotesi senza avere alcuna valida convinzione, altri contrariamente affermano con dogmi filosofici e religiosi, che invece esiste la Resurrezione come nel voler dire che DIO è ingiusto e cattivo, non facendo morire l’ultima parte dell’umanità. (quella che resterà viva all’atto del giudizio universale)
Però non ci dicono con quale metro di equo giudizio, agli ultimi sarà risparmiata la morte e relativa lunga attesa della Resurrezione, però ci dicono convinti: tutti saremo soggetti al giudizio universale. Altra cattiveria ingiustamente affibbiata a DIO che per suo volere non è giudice di noi, diversamente non esisterebbe il libero arbitrio. Se faccio del male durante la mia vita sarò punito: questo è un ricatto non un Libero Arbitrio e poi un vero giudice, non sentenzia mai la condanna all’ultimo della nostra vita, permettendoci di peccare ed errare fino all’inverosimile senza mai intervenire prima.

A parte se cosi fosse chiunque all’ultimo istante della propria vita si pente veramente,
perché c’è la paura del giudizio finale, e stando a quello che dice la loro religione, DIO ci perdona fino all’ultimo momento. Bene cosi la facciamo franca tutti per la paura che crea, l’istinto della sopravvivenza che è innato in ognuno di noi. Non costa niente pentirsi all’ultimo minuto dopo aver creato e fatto guerre, con disastri immani e numerosi morti e feriti innocenti ed indifesi. Verremmo giudicati tutti assieme innocenti e colpevoli? Altro propinato e curioso spettacolo dell’indecenza sarà vedere tutti assieme, profeti santi e giusti con assassini delinquenti e malfattori, tutti riuniti insieme. Che grande ingiustizia filosofica religiosa e giuridica! Certo questo dio minore è stato creato a loro immagine e somiglianza come a dirci, anzi ci vogliono convincere: comportatevi bene in questa vita che quando morirete andrete in paradiso. Intanto loro il nostro paradiso lo vivono e godono ora sulle nostre pelle, con le loro ingiustizie arroganze prepotenze ed egoismi personali.

Senza essere un prelato filosofo intellettuale storico sono sicuro che DIO non giudica, diversamente la razza umana fosse già estinta da millenni, (chi non ha peccato lanci la prima pietra, ricordate?) Però fare del bene al prossimo significa farlo a se stessi,
perché si libera un energia positiva che ritornerà a noi comunque, perché da noi stessi creata e liberata, altrettanto ritornerà a noi l’energia negativa del MALE essendo DIO, creazione solo del BENE mentre noi nel nostro libero arbitrio, abbiamo l’esclusiva capacità umana della creazione del MALE. Chiaramente questo è come la penso io.

Esperienze personali.

Non abbiamo deviato dal discorso della reincarnazione perché la stessa sua esistenza,
è una chiara risposta della grandezza e magnificenza di DIO, non sottoposta per ignoranza arroganza egoismi ed interessi personali, all’errato pensiero ed iniquo giudizio umano. Senza avere e ne farmi un’idea chi io fossi stato precedentemente nelle vite passate, rincuorato dalle parole bibliche che ricordavo del catechismo quando parlavano di Gesù Cristo: “ la verità va ricercata nei cuori ” una notte ricercandola fortemente nel mio cuore e nell’animo, sognai di risvegliarmi all’interno di un grande salone, stile antico. Dal poco arredo e da come vestivano i personaggi presenti nel salone, compresi di trovarmi molto indietro nel tempo: forse nel 1100 d.c.? La mia curiosità fu subito attratta dalla presenza di due personaggi, seduti singolarmente su due grandi e pregiate sedie di legno imbottite, posizionate in fondo al salone con le spalle rivolte alla parete di fondo,completamente disadorna. Capi che il primo a sinistra (della mia visuale frontale) era il padrone del castello, mentre l’altro seduto a fianco sulla sua destra, sapevo che era una mia antica reincarnazione: facevo il mago consigliere o qualcosa del genere. Il padrone del castello mi riservava una profonda considerazione e sacro rispetto del mio dire.

Conclusi che ero all’interno di un castello dal soffitto troppo alto, dal salone immenso e dalle volte gigantesche che lo limitavano sia a sinistra che a destra: molto simile alle cattedrali dove all’interno delle volte ci sono gli altari minori. Notai che era stato costruito con grandi mattoni, tutti scoperti e senza colori. Avvicinandomi verso la mia reincarnazione, perché mi ero risvegliato astralmente al centro del salone vuoto,
camminando piano piano guardavo curioso il mio essere stato e vissuto; nessuno poteva notare la mia invisibile presenza. Mi colpi la sua immagine visiva completamente diversa del mio volto attuale, con barba e capelli lunghi e neri, imbiancati qua e la dall’età avanzata.

Vestiva di un'unica tunica pregiata di diversi colori ,che copriva completamente tutto il corpo. Anche il padrone era vestito di una tunica però di colori diversi. Fisicamente in lui non c’era niente di simile al mio essere attuale, però ero sicuro che quello ero proprio io in una precedente vita. Mentre mi avvicinavo gradualmente a lui girandomi con lo sguardo intorno, notai che tutta la mia sinistra del salone, all’interno delle colonne arcate che erano transennate con dei legni, che appositamente dividevano il salone centrale, c'erano incolonnate ed in attesa una moltitudine di persone di estrazione popolare.

Gli stessi vestivano in abiti variopinti sgualciti logori e sporchi. Erano uomini donne bambini ed anziani con volti multiformi, raccolti in silenzioso e rispettoso parlare aspettavano con pazienza il loro turno, per essere ascoltati ed esauditi dal padrone del castello. Quel giorno era riservato alle udienze ed alle grazie con il popolo. Io davanti a lui sempre invisibile ascoltavo ed apprezzavo la sua saggezza, grande umanità e comprensione, con la sua capacità di leggere facilmente nel pensiero dei popolani,
che chiedevano al padrone le cose più svariate, il quale prima di rispondere o decidere aspettava da lui un consiglio, che sempre suggeriva attraverso il suo parlare accorto nel suo orecchio sinistro.

Una volta esaudite le loro richieste i popolani gradualmente si incamminavano,
passando al lato esterno della transenna, uscendo centralmente dal salone riprendendo la direzione dell’uscita, che era in fondo a sinistra da dove erano entrati. Mentre passavano per uscire attraversandomi nell’invisibile corpo, leggevo nei loro pensieri l’iniquità la meschinità l’ambiguità e l’egoismo, troppo simile alla nostra umana esistenza: come se i secoli non fossero mai passati. Il mago consigliere con il suo aspetto che non era certo simpatico o piacevole nel volto, possedeva una saggezza ed intuito infinito che mi affascinava. Ero orgoglioso di lui: “ anzi di me stesso e del mio essere stato nel passato " per questo pensai di regalargli una certezza.

La visione materiale della mia presenza fisica visualizzandomi soltanto a lui, come la nostra reincarnazione futura degli anni 1980. Cercai con il mio sguardo e la mente la penetrazione dei suoi occhi. Lui girandosi improvvisamente nella mia direzione dove nessuno era presente, (era sempre girato verso il regnante pronto nel suggerire) cominciò a cercare la mia invisibile presenza. La percepiva concretamente, la cercava girando lo sguardo nel vuoto perché non visibile ed intangibile, finché il suo sguardo si fermò decisamente su di me. Mi aveva localizzato nonostante la mia invisibilità. Era il momento che aspettavo per regalargli la testimonianza della giustezza del suo, Essere Operare Dire e Pensare. Decisi subito di apparire visibilmente soltanto a lui. Benché nell’assurdità e novità dell’evento, mi venne velocemente in mente un forte dubbio: sarebbe impazzito nel vedermi? Che reazione avrebbe avuto? Del resto quello ero sempre io nel mio passato. Avrei potuto crearmi dei danni psicologici mentali ed esistenziali? Sarebbe stato in grado di assorbire e gratificare questa testimonianza?

Ancora oggi, a distanza di secoli, un fatto del genere incuterebbe paura terrore sgomento ed incredulità, però anche la pazzia per chi vive personalmente questa assurda esperienza. Mentre riflettevo in me il suo volto cominciò a terrorizzarsi. Ora il suo sguardo verso di me era fisso immobile impietrito. Era allarmato perché aveva la certezza di essere d’innanzi ad uno spirito invisibile,e non poteva mai sapere se era buono o malvagio, amico o nemico. I suoi pensieri erano contrastanti. Forte curiosità, paura, pericolo, voglia di conoscere, vedere e di sfidare l’ignoto. Un turbine di pensieri infiniti senza certezze. Sudava preparandosi all’evento. Non potevo accettare questo rischio non conoscendo le conseguenze del dopo. Avrei potuto anche rovinare per sempre la sua (mia) vita. La situazione stava precipitando talmente era tesa, così sapientemente abbandonai tutto rientrando nuovamente nel mio corpo addormentato.


Riflettendo su questa esperienza direttamente vissuta, cercando qualcosa che mi ricollegasse o legasse al passato trovai nel presente, ancora il mio interesse verso le scienze occulte e parapsicologia in genere, anche se oggi mi trovo contrario all’esercizio pubblico della professione del mago, tanto meno del consigliere. Non mi sento di mettermi al servizio del prossimo, già sapendo che difficilmente mi ascolteranno, e faranno sempre quello che gli dice di fare la propria testa, anche se dopo si pentiranno amaramente del loro aver fatto. Nello stesso tempo personalmente odio la pubblicità del mio essere, come rigetto l’essere comandato dai clienti perché pagano, e sono veramente convinti che con il denaro possono tutto. Fare il mago significa intervenire direttamente su avvenimenti della vita privata del prossimo, senza che lo stesso (i clienti) invertano il processo energetico negativo, che loro stesso hanno principalmente generato, anche con una condotta mentale sbagliata: vera causa principale dei loro guai malesseri e disgrazie.

Quando avvengono queste realtà negative nessun mago anche il più bravo, se non esiste la buona e forte volontà del cambiamento mentale da parte del consultante, si può interrompere il ciclo negativo delle cose, tanto vale cambiare vita in amore ed accordo verso prossimo, senza bisogno di andare dal mago e farsi spellare economicamente. La propria energia non si cambia con il valore dei soldi o dei favori, ma con la propria volontà del bene che non costa una lira, il resto è pura illusione e fantasia. Queste difficoltà sono un campanello d’allarme dello spirito, perché il nostro vivere pensare desiderare è sbagliato, contrario alla nostra natura spirituale perennemente in evoluzione. E’ nelle sofferenze e privazioni che noi cambiamo, rivalutando inconsapevolmente e gradualmente tutta la nostra esistenza, senza l'egoismo dell’umana esistenza purtroppo ancora simile ai secoli andati.

Questa esperienza sulla reincarnazione mi aprì nuovi orizzonti di riflessione, sul mio essere stato precedentemente nel vissuto, instaurando altre curiosità del genere puramente conoscitive, tanto da stimolarmi in futuro ad avere un’altra simile. Una cosa è chiara. La reincarnazione esiste come fattore di continuità dello spirito che non muore mai, ed attraverso le più reincarnazioni umane evolve continuamente, la propria intensità di luce spirituale perché se ciò non accadesse, o addirittura tentare di invertire il processo evolutivo dello spirito, allora finisce la nostra vita terrena. Non è importante come e dove si muore. Viene a mancare il principale presupposto del perché della continuità della vita terrena, il cui scopo essenziale è proprio l’evoluzione positiva della Luce Spirituale, che diversamente esiste in ognuno di noi in forme di Luce diversa.

E’ in questa logica la grandezza Divina che permettendoci più reincarnazioni, ci da la libertà di non commettere più gli stessi errori delle vite precedenti, perché dentro il nostro spirito primordiale esiste la traccia sottile invisibile ed impercettibile, del peccato da noi commesso in tutte le nostre vite precedenti. Per questo sappiamo e percepiamo sempre benissimo, quando sbagliamo con noi e con il nostro prossimo. Rimorsi di coscienza, cosi spesso vengono chiamati. Il libero arbitrio Divino si estende nella nostra libertà, di voler ricordare oppure no le nostre vite del passato, diversamente impossibile ricordarle senza la nostra ricercata e ferma volontà, perché la nostra impreparazione psicologica condizionerebbe pesantemente l’attuale esistenza, bloccandoci nei rimorsi del passato e nel nostro ormai inutile vivere il presente. La curiosità dell'essere stato del mio passato mi incuriosì a tal punto, da ricercare un’altra esperienza simile per poterla confrontare con la precedente. Non mi interessava sapere chi ero o cosa facevo. Volevo scoprire quali legami del passato oggi inconsciamente, mi determinano maggiormente e condizionano di riflesso nelle scelte della vita attuale.

Così una notte dopo un lungo provare sognai di risvegliarmi, davanti ad una tomba antica fatta di marmo in forma rettangolare. La sola esposta all’interno di una stanza antica, piccola bassa ed oscura. Era di San Pietro o San Paolo non ricordo bene, perchè ero rimasto immediatamente molto deluso. Non avevo fatto il salto nel tempo come pensavo, ma ero rimasto nell’era contemporanea. Sicuramente la vera causa era stata la mia volontà assoluta, (arroganza?) di determinarmi ora nella conoscenza maggiore del mio passato, dimenticando che certi viaggi nelle diverse dimensioni astrali, avvengono quando esiste l’armonia completa del Corpo dell’Anima e dello Spirito. (Riflesso della Trinità Divina?)

Davanti a me c’era la tomba a sarcofago tutta in marmo a forma precisa e rettangolare, con la presenza di alcuni turisti (tre) mentre " un fatto a Cicerone " spiegava loro il significato tradotto dell'epigrafe segnate sulla tomba. Le stesse erano scritte sul marmo tombale in basso, in forma lineare una sopra l’altra. La prima epigrafe più in basso sapevo che era stata scritta più anticamente, e non riuscivo a tradurla minimamente, mentre la seconda la leggevo benissimo, perché sapevo di averla scritta io a quel tempo, per cui mi veniva facile tradurla e mentre la leggevo mi accorsi , che il cicerone con l’aria del sapiente ai pochi turisti presenti, ne dava una traduzione completamente sbagliata. Questa sua involontaria e falsa traduzione mi dette enormemente fastidio, motivo che mi determinò nel non ricordare quella traduzione,perché è inaccettabile che degli incompetenti occupino posti di cultura storica, divulgando vere disinformazioni deviandone l’essenzialità del messaggio primario.

Per sapere dove mi trovavo esattamente mentalmente uscii fuori dalla stanza.
Ero a ROMA: subito davanti ad una strada stretta fatta di mattoni di basalto, con il continuo passaggio di macchine moderne, mentre antiche rovine romane sparse qua e la, erano ben visibili sulla destra oltre la strada. Non riuscendo a focalizzare il luogo perché non lo conoscevo esattamente, con la vista della mente girai nei dintorni fino a scorgere alle spalle del sito funebre, l’Altare della Patria di Piazza Venezia vista da dietro. Rientrai nel mio corpo non completamente soddisfatto, anche se ero venuto in conoscenza di una mia vita precedente nella quale ero stato credo, un addetto alle scritture: specificatamente delle tombe funerarie. Sicuramente questo ancestrale mestiere oggi mi ha reso possibile scrivere questo libro, nonostante sono stato da sempre lontano dalla scrittura e letteratura, con un’attuale e scarso titolo di studio della terza media, presa per forza anche perché ho sempre odiato scrivere leggere e studiare.

Non ho accettato il credere definitivamente alle reincarnazioni,soltanto per via delle mie due esperienze, anche se era vero che ormai la mia curiosità era soddisfatta, però non volevo cadere nella tentazione di vedere, altri particolari storici delle mie vite precedenti. Sinceramente la cosa mi terrorizzava allo stesso tempo, mi incuriosiva ed attraeva morbosamente. Ho chiuso la ricerca del mio passato consapevole che la conoscenza dello stesso, non avrebbe migliorato il mio presente, anzi, chissà quali casini (orrori) avrei scoperto del mio passato, come se gli attuali non mi bastassero. Nel tempo mi sono spesso domandato: non è forse Dio così grande e buono da darci altre possibilità di redenzione, che nelle vite passate ed ora nel presente ostinatamente continuiamo a rifiutare? Il nostro continuo peccare non è mai simile al passato.
Le reminiscenze ancestrali ci portano istintivamente, a distaccarci o dissociarci da simili azioni e pensieri per natura ostili, perché regrediscono la nostra spiritualità.

Sono fortemente convinto che le diverse rinascite si realizzano, nelle condizioni sociali sessuali economiche culturali ed ambientali, atte alla comprensione delle problematiche sia individuali che sociali, che nelle vite precedenti trovavano in noi forme di incomprensione errore e disimpegno. Non ho detto che ciò avvenga unicamente su questa terra. Menzionando le reincarnazioni farà riflettere il fatto, che molti pregiati scienziati, illuministi ed artisti vari, non solo sono i primi a credere nelle rinascite, ma il loro attuale percorso di vita è la continuità di ciò, che avevano lasciato forzatamente in sospeso nelle vite precedenti, per questo oggi sono più avanti e migliori di noi, nei loro diversi processi e sviluppi di vita contemporanea. " Volli fortissimamente volli " è stato sempre il loro motto.

Vivere le diverse realtà sociali culturali e di pensiero maturerà in noi, il beneficio della comprensione e del perdono umano nel rispetto reciproco, perché siamo tutti fratelli e sorelle Spirituali. Rendere più ricca la nostra luce spirituale è il vero obiettivo della vita terrena, la quale troverà nella conclusione delle più rinascite, finalmente la vita eterna,perché nuovamente ritornati nello spirito primordiale e cosmico Divino. Oggi per me l’unica tenue amarezza è non poter conoscere in anticipo, la mia prossima reincarnazione perché la mia attuale esistenza, modifica continuamente il mio futuro prospetto della rinascita. Ciò avverrà fino all’ultimo respiro, che concluderà la fine della mia attuale vita terrena.
7/26/2007 2:32 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Sedute Spiritiche: esperienze opinioni e riflessioni.

Già prima del 1978 ero personalmente contrario alle sedute spiritiche, anche se continuavo ad accettarle presenziarle e farle, perché per me restava un percorso di facile ingresso conoscitivo e comunicativo. Credevo ingenuamente nella possibilità di avere, esperienze incredibili ed inimmaginabili del mondo invisibile dei morti, anche se spesso si rivelarono inutili fuorvianti e pericolosissime psicologicamente: rare volte di testimonianza non contraffatta della continuità della vita dopo la morte. Negli anni compresi che in tutte le sedute spiritiche, c’era una grande e variabile manifestazione delle nostre latenti facoltà extrasensoriali, che erroneamente addebitiamo ad entità di cui la loro manifestazione,è sempre difficile però probabile per intrusioni ingannevoli realizzabili soltanto, per la nostra ingenua disponibilità psicofisica energetica e mentale.

In verità il grande pericolo dell’ infestazione spiritica di bassa entità spirituale, è sempre presente e drammatica perché darà seguito e vita, a vaganti entità o larve di pensiero distorte, che si manifesteranno dirompentemente nell’equilibrio psicofisico:
specialmente dei componenti più deboli e facilmente suggestionabili, che normalmente fanno parte della catena stessa, restando probabilmente in futuro, anche vittime di malversazioni e raggiri di persone subdole, che mirano esclusivamente alla sottrazione dei loro beni. Però ai veri morti non fa mai piacere essere interpellati, perché purtroppo noi gli ricordiamo improvvisamente e dolorosamente, il nostro e prima ancora, il loro inferno della vita. Per questa ragione non è mai un atto d’amore fare una seduta spiritica per invocarli.

Di fatto interrompiamo il loro progresso evolutivo di entità spirituali, ormai distaccate definitivamente dal corpo materiale mentre vivono immediatamente, in una dimensione parallela alla nostra dove desideri ed intenzioni prima umane, ora trovano immediata realizzazione come pensiero astrale, anche se consapevoli del loro successivo passaggio multidimensionale, che li porterà poi, per loro libera scelta compensativa, ad una pausa cosmico - rigeneratrice di tempo imprecisato, dopo di che si proietteranno in future reincarnazioni mai in loro libera scelta, ma riproponendosi soltanto nella loro continuità evolutiva come luce spirituale, senza alcuna considerazione e ricordi delle vite precedenti, che escludono in partenza ogni legame affettivo e geografico del passato: senza scelta che possa determinare il loro sesso futuro. In quegli anni (dal 1970) sceglievo la predisposizione mentale di una catena spiritica, perché ero in grado di allontanare immediatamente le evanescenti e vaganti entità, permettendomi per spirito di solidarietà e vera pietà umana, di comunicare realmente ai vivi, consigli e messaggi senza essere io riconosciuto, scegliendo le schema comunicativo della loro seduta spiritica.

Non conoscevo mai fisicamente i vari componenti la catena. Nella mia condizione astrale ero in grado di sapere immediatamente, la vita vissuta precedentemente dal loro defunto evocato, sia perché la potevo leggere chiaramente nei pensieri dei partecipanti,ma principalmente la rivivevo immediatamente nella mia mente. In quasi tutte la sedute mi facevo passare per l’entità da loro evocata. Venivo richiamato dal dolore dei vivi mentre ero in ricerca spirituale e conoscenza, sentendomi obbligato dopo nel trasmettergli messaggi tendenti soprattutto, alla pacificazione delle loro anime sofferenti per l’improvvisa dipartita dei loro amati, cercando ed alleviando così l’incredibile loro grande dolore. Tutto questo avveniva anche quando io mentalmente e spiritualmente, mi proiettavo nella conoscenza dei mondi invisibili. Provavo grande felicità nel regalare la fiducia la speranza e la fede. Vedere la pace ritornare nei loro cuori mi rendeva orgoglioso, anche se spesso interrompeva un mio viaggio spirituale.
Questi continui ed imprevisti interventi di natura spiritica purtroppo in mattinata,
al mio obbligato risveglio per motivi di lavoro o impegni generali, mi facevano sentire particolarmente stanco da costringermi anni dopo ad adottare un valido stratagemma: andare a dormire soltanto dopo le tre di notte consapevole che tutte le sedute spiritiche, avvenivano preferibilmente prima di questo orario. Così ho potuto riacquistare l’indipendenza e la libertà, ormai diventata prigioniera dell’altruismo e della pietà. Oggi con la mia esperienza del passato vorrei consigliarti di non avventurarti mai, in sedute spiritiche senza avere una vera conoscenza del ramo. Se vuoi veramente andare a trovare i tuoi amati defunti nella loro attuale dimensione, perché questo a noi mortali è concesso, se in te esiste la fede e forte volontà, la soluzione migliore sarà attraverso l’uso i tuoi sogni astrali da te guidati,voluti e ricercati nel mondo dell’aldilà.

Questo sarà possibile sapendoti coricare molto presto, lontano dalla digestione e dal sesso, escludendo pensieri e desideri possessivi. Se tutto ciò saprai intelligentemente osservare non sarà difficile anche per te, incontrarti finalmente col tuo defunto amato nel mondo dell’aldilà dei vivi. Questo vero ed unico sistema ti darà personalmente la tua testimonianza, della diversa continuità della vita: senza più grandi dolori ne eccessivi sconforti, imparandoti ad accettare più serenamente il trapasso della vita, anche della persona più amata della tua famiglia, o di amici veri che improvvisamente ed inaspettatamente se ne sono andati, lasciandoti nel dolore e nella solitudine, con l’impressione di sentirti sempre, nell’ abbandono più assoluto e nei silenzi totali.
Questa tua personale esperienza sarà grande maestra di vita, che tutto darà o non darà, però avrai la certezza della continuità, perché saprai che la tua e loro spiritualità mai si perderà, ma continuerà ad esistere serenamente anche nell’aldilà. Scoprirai che la vita terrena è veramente un attimo di pensiero dinnanzi all’eternità. Con questa nuova consapevolezza migliorerai il tuo cammino di vita terrena, riscoprendoti in fratello o sorella, sempre solidarie con la sofferenza altrui, più attivo nei loro bisogni, più ricco di comprensione e perdono, riavvicinandoti sempre più a Dio non per un osservanza comandamentale, ma essenzialmente perché unica e vera fonte di luce eterna.

Spesso in passato mi sentivo chiedere: le sedute spiritiche si possono fare anche da soli? Stando alle mie esperienze del passato qualcosa di simile può essere consentito.
Ognuno di noi non conosce la propria specificità del potere prima delle sedute, per cui nel 1981 in occasione dell’anniversario della morte di mia madre, mi sono cimentato da solo ad una seduta spiritica, che ebbe motivo nel ricordare in bene ed amore l’anniversario della sua morte. Attuai una pratica degli antichi egizi durante i loro cerimoniali post-funebri. Immaginai che lei (mia madre) fosse presente durante tutto il banchetto e festeggiamento, e quando gradualmente il cibo veniva consumato da tutti i commensali, soltanto allora il suo cibo che restava intatto veniva da me scartato dalla tavola, perché sapevo e sono convinto che spiritualmente il suo cibo, LEI l’aveva consumato. Finita la ricorrenza e comprendendo che nessuno dei presenti nonostante il mio insistere, voleva assistere ad una convinta e seria seduta spiritica, allora decisi di farla da solo senza la presenza in casa nemmeno di mio figlio piccolo, che dormiva tranquillamente in un’altra stanza. Lo feci andare assieme a mia moglie a casa di mia suocera perché allora giustamente ritenevo, che durante la seduta spiritica potessero correre grandi rischi: stando alle diverse letture allarmistiche sulle sedute spiritiche, che avevo letto negli anni precedenti. Per cui quando rimasi completamente da solo spensi quasi tutte le luci, esclusa quella del bagno con la porta socchiusa perché il buio totale alle spalle,d’istinto mi incuteva grandi paure ed insicurezze. Accesi in più una candela che serviva anche per leggere bene su di un libro, una lunga ed antica preghiera evocativa che stando alle assicurazioni lette, mi avrebbe protetto dalla venuta o possessione di entità maligne o larviche.

Mentre ero seduto su di una sedia normale con un tavolo a forma molto rettangolare,
non idoneo stando alle direttive del testo, durante la preghiera che continuavo a leggere nel testo, mentalmente pensavo alle diverse manifestazioni che potevo avere: sentirmi toccare realmente da entità invisibili, sentire un chiaro soffio di vento gelido, vedere spostarsi degli oggetti, apparizioni di ectoplasmi di varia natura e colore, sentire il ticchettio o un chiaro bussare negli oggetti di legno, ecc. ecc.. Personalmente avevo deciso che la cosa migliore fosse che mia madre, prendesse il mio braccio destro ed attraverso il dialogo nel nostro pensiero, servendosi della mia mano rispondesse esattamente alle mie domande, trascrivendole su di un foglio di quaderno che mi ero premunito con penna, di mettere a disposizione sul tavolo. Cosi non si facevano rumori che potessero attraversare le pareti domestiche, ed essere sentite anche dai condomini, essendo le divisioni murali fatte di piccole pareti.

Essendomi con la vista abituato alla fioca luce della candela ed ai silenzi della notte,
(fanno rumore anche se in modo diverso) mentre ripetevo per l’ennesima volta (terza) la preghiera evocativa, improvvisamente sentii bussare molto rumorosamente quattro volte: ben distanziate nelle pause l’una dall’altra. Il bussare proveniva dalla grande porta di legno a tre ante con vetri spaziosi ed oscurati, che faceva parte dell’ingresso del mio miniappartamento. La porta distanziava due metri dal tavolo dove io mi ero raccolto per l’esperimento. Un forte brivido di paura mi scosse dal fondo della schiena, fino ad arrivare velocemente alla testa, facendomi rizzare tutti i capelli, compresi i peli del corpo. Cominciai a respirare profondamente e lentamente, per tentare di riprendere il controllo contro la paura che gradualmente, cominciava a permearmi sempre di più nella pelle. Non capivo dove io avevo sbagliato.

Dopo l’iniziale terrore recuperando la calma mi dicevo in continuazione che io, non potevo avere paura della presenza invisibile di mia madre, benché essere da soli in queste circostanze non ti aiuta ed incoraggia assolutamente. Abitando al piano terra aprii subito la porta pensando che lo stesso rumore,poteva essere stato creato anche da uno o più gatti, o cani di passaggio. Ai gatti gli davo sempre da mangiare per cui sono da sempre presenti. Eppure quella sera ora che ci pensavo, prima e dopo la festa non si erano visti. Quella sera nessun gatto era venuto a reclamare il mangiare miagolando o facendo le fusa. Quel cibo che si era consumato spiritualmente nel rito mia madre, lo avevo messo nella spazzatura del bidone interno. Un’altra cosa strana era successa anche precedentemente, perché nonostante fuori la notte era calma serena e chiara, perdippiù senza alcun soffio di vento, la luce elettrica era andata via pochi secondi, per poi ritornare immediatamente senza subire più alcuna interruzione. Non normalmente questo poteva succedere tutt’al più d’inverno, quando fuori imperversava il maltempo. Negli anni in avvenire scoprirò che questo specifico segnale è di ottimo auspicio, ed annuncia il risultato positivo della seduta che si andrà a determinare. Altro particolare che ora mi veniva in mente con paura, era la presenza di una farfalla che durante i vari preparativi della cena, avendo lasciato la porta d’ingresso completamente spalancata nonostante la fitta zanzariera, era entrata e girava liberamente per tutta la casa.

Quando mia moglie mi disse con paura, che una farfalla notturna cosi grande non l’aveva mai vista, io gli risposi con senso di esperto nascondendo il mio stupore e sottile paura, che gli spiriti dei morti spesso si manifestano anche attraverso mosconi e farfalle notturne, perché cosi avevo sentito dire più volte da esperte persone anziane. Aggiunsi in tono rassicurante che la farfalla si sarebbe fermata,(se era vera la diceria) ad un angolo ben preciso del tavolo come a suggerirci il posto esatto, che desiderava occupare mia madre se fosse stata fisicamente presente, e li si sarebbe fermata per tutta la serata commemorativa. Per aver maggior spazio di movimento all’interno della stanza, che funzionava sia da cucina che da salotto d’ingresso, avevamo spostato ed attaccato contro il muro della parete un lato del grande tavolo, perché era ad otto posti a sedere mentre la presenza degli invitati, era calcolata per solo tre persone: io mia moglie ed un amico, lasciando cosi liberi i tre posti a sedere che erano lungo l’altro perimetro del tavolo, mentre gli altri due posti frontali restarono liberi, senza intralciare ulteriormente il passaggio.

La farfalla nel suo lungo girare durante i nostri preparativi della serata, si fermò improvvisamente sul calendario che era posto a lato di uno dei due posti estremi della tavola, però l’unico vicinissimo al muro dove era attaccato il vistoso calendario. Il foglio esposto era l ’attuale mese di Aprile. Controllando dove si era fermata meravigliati scoprimmo, che si era attaccata esattamente al giorno 10: il giorno preciso della sua morte. Li rimase tutta la nottata fino al mattino inoltrato.
Personalmente avevo raccolto questa combinazione in senso positivo, cercandolo di trasmetterlo anche a mia moglie la quale invece cominciava a nutrire, pensieri paurosi e timorosi: per questa ragione poi rimasi solo nella susseguente seduta.

Queste specifiche combinazioni con il senso del poi appaiono chiare nei suoi indizi,
però l’avevo volutamente trascurate perché desideravo fortemente per la prima volta,
cimentarmi personalmente nell’antico rito funebre egiziano, ponendo ad esso ogni priorità ed importanza esecutiva. Ritornando alla discussione dei quattro battiti uditi durante l’invocazione, mentre ero ancora fuori dalla porta di casa con la luce esterna sempre accesa, guardando la porta dall’esterno ripensavo a tutte queste incredibili combinazioni: e non potevano e non dovevano farmi paura perché credevo che tutto questo portava, alla conferma della presenza anche se diversa di mia madre. Cosi mi feci coraggio: eppoi dovevo entrare prima o poi in casa. Non potevo andare a notte tarda da mia suocera anche perché c’era il rischio che mia moglie sospettando chissà cosa, l’indomani si sarebbe rifiutata di rientrare per sempre. Facendomi ulteriormente coraggio entrando riaccesi tutte le luci di casa, riprendendo in mano il libro nella pagina della preghiera evocativa.

Questa voltami mi misi a leggere attentamente cercando di comprendere, tutte le parole che facevano parte della preghiera evocativa, riuscendo finalmente a comprendere la frase esatta e del perché di quel fenomeno: “ manifestati come meglio conviene. “ Ebbene inconsapevolmente avevo dato io quell’ordine specifico. Il sentire bussare all’interno del legno in gergo spiritico, questo fenomeno viene chiamato tiptologia, cosi venni a scoprire attraverso l’intera lettura del capitolo. Con decisione e coraggio invece si sedermi come prima sulla sedia accanto al tavolo, mi sedetti sulla grande poltrona a divano che era posizionata, proprio attaccata alla porta d’ingresso, perché qualora si sarebbe verificato lo stesso fenomeno, lasciando la porta aperta però socchiusa potevo vedere immediatamente chi c’era all’esterno. Cosi ricominciai a leggere la stessa preghiera ed arrivando al: “ .. manifestati come meglio conviene “ immediatamente sulla mia sinistra sentii gradualmente ed in chiaro, l’assordante battito alla porta che proveniva dalla parte bassa della terza anta, quella che normalmente resta sempre bloccata perché posta al fianco del muro.

Alzandomi velocemente dal divano e portandomi all’esterno della stessa porta, senza vedere alcuna presenza fisica sentii chiaramente il terzo e quarto battito, che proveniva dal basso ma dall’interno del legno della terza anta. Rimasi impaurito e terrorizzato, con la porta sempre aperta, dove la mia vista continuava ancora a spaziare incredula, sia all’interno che all’esterno della stessa porta. Immediatamente urlai: BASTA! Quella notte in difficoltà di sonno perché veramente terrorizzato, tentai di dormire con tutte le luci accese fino al mattino. Attraverso una consequenziale comunicazione telefonica, con una persona molto più esperta di me, la stessa sapientemente mi istruì in merito del perché avevo avuto quel tipo di manifestazione. Lo stesso fenomeno mi accompagnerà sempre, ogni volta che avrei diretto io le future sedute spiritiche, che normalmente finivano con una fuga generale dei componenti, nonostante li avvertivo prima dell’esatto fenomeno che si sarebbe verificato, invitandoli prima della seduta ad un controllo generale e minuzioso di tutta la stanza, dove avrebbe avuto luogo la nostra seduta spiritica.

Nel tempo in un’altra ennesima seduta con la presenza passiva, di almeno 50 persone curiose del fenomeno, (nei piccoli paesi funziona cosi perché di sera non c’è nulla da fare o dove andare) quando cominciò il chiaro battito tiptologico ci fu una fuga generale, senza che nessuno dei presenti riuscì a conquistare l’uscita dal portone di casa, (non mia) perché tutti si assommarono sopra gli altri impedendo ai primi di uscire, perché venivano violentemente tirati indietro dagli ultimi, mentre altri si buttavano a capofitto sopra gli stessi. Avevo veramente paura che si facessero o finisse male per qualcuno, solo allora compresi che era finito il tempo delle sedute spiritiche e degli esperimenti con diversi testimoni.

Anche perché le sedute spiritiche non ci mettono in comunicazione con i defunti,
ma servono per esternare in modo diverso le nostre facoltà e potenzialità latenti.
Accettai di continuare per un lungo periodo il soccorso astrale, soltanto quando venivo per pietà e solidarietà coinvolto al richiamo dei vivi, che attraverso sedute spiritiche disseminate in Italia si rivolgevano ai loro cari, per avere conferma della continuità della vita dopo la morte. Rassicurandoli mi sentivo di fare e dare quella tranquillità, che nessuno mi aveva dato nel mio triste passato, però nel tempo l'impegno si dimostrò totale tanto da obbligarmi ad andare a letto esclusivamente dopo le 5 del mattino, sapendo che le sedute in quell'orario erano abbondantemente finite. Da allora ebbi nuovi interessi per l’ipnosi detta dinamica, per iniziare a studiare tutti i comportamenti fisici e mentali che avvenivano, prima-durante-dopo il tentativo dell’uscita del corpo astrale. Detti studi furono affrontati sempre con la partecipazione consapevole, di tutti i soggetti volontari che con forte interesse e viva curiosità, sempre in presenza di numerosi testimoni si sottoponevano all’ipnosi autoindotta, facendogli ricordare perfettamente tutto il loro viaggiare astrale e non, constatando che questa pratica nel tempo, risvegliava gradualmente i loro poteri primordiali.

Queste lunghe sperimentazioni mi torneranno utili, per comprendere quasi tutte le fasi che accompagnano l’uscita dei viaggi astrali, fornendomi quei meccanismi mentali di autoinduzione verbale ma specifica, atti a raggirare gli ostacoli che l’inconscio, le esperienze personali negative, i desideri possessivi ed il richiamo istintivo del sesso, spesso mettono in moto affinché il viaggio astrale sia ostacolato o fallisce, facendoti abbandonare volontariamente la concentrazione mentale, perché diversamente attratta o ammaliata. È anche vero che nel tempo attraverso pressanti richieste di amici e conoscenti, mi sono ritrovato nel purificare abitazioni perché infestate da varie entità maligne, dove la loro manifestazione veniva avvertita chiaramente, non solo attraverso sbattiti violenti ed inspiegabili di porte interne, con interruzioni alternate di energia elettrica, spostamento di vari oggetti, battiti chiari negli armadi e comodini, chiusure di porte con la chiave esterna,ma anche dolorose violenze fisiche nelle persone costrette nella notte, ad abbandonare precipitosamente la loro casa.

Questo succedeva perché effettuavano sedute spiritiche con troppa superficialità ed allegria, nella quale venivano invocati determinati spiriti maligni, soltanto per creare l’atmosfera giusta o nel tentativo di mettersi in mostra con gli amici. Ricordo che durante queste purificazioni portavo sempre con me mio figlio, (il più grande) affinché imparasse sul luogo a credere nell’esistenza di questi fenomeni maligni, senza lasciarsi in futuro attrarre da queste inutili e pericolose sfide. Conclusi definitivamente la mia personale pratica ed esperienza spiritica,andando diverse volte anche nel locale cimitero, dove le manifestazioni dei defunti restarono chiare e dirompenti, fuori da ogni concezione mentale ed aspettativa logica, dove la “non suggestione” resta paragonabile soltanto a certi film, di massimo terrore e violento impatto emotivo. Per questo il mio invito, suggerimento e preghiera, resta quella di non inoltrarsi mai in queste antiche pratiche, perché non porteranno alcun beneficio reale, anzi, potrebbero segnare negativamente per sempre tutta la vita; compresa quella dei tuoi cari. Raccontare oggi queste assurde esperienze non mi gratifica, ma confermano e ricordano la mia totale incoscienza ignoranza ed arroganza, che per fortuna sfacciata o protezione ed assistenza divina, fecero si che non subissi o pagassi la sfrontatezza delle mie sfide estreme.
Io ho sbagliato: non ripetete i miei errori per compiacere te stesso o gli amici.
7/26/2007 2:35 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Il Corpo Astrale: spiegazioni e pratica per uscire
Importante premessa.

Dopo l’incredibile esperienza vissuta e narrata con il nome “ Incontro con Dio ”
non trovando con amici e conoscenti condivisioni dialettiche con istruzioni dettagliate, in merito a questa meravigliosa esperienza che avevo direttamente vissuto, per curiosità e bisogni di ulteriori conoscenze della materia sono stato obbligato, all’acquisto e lettura di numerosi libri che trattavano sommariamente, questo specifico genere di esperienze. Benché la maggioranza dei libri si rivelò inutile dispersiva ed economicamente gravosa, soltanto uno riuscì nel mettermi sulla giusta ed illuminata strada: però ho dovuto prima leggerne centinaia e centinaia.

Era il lontano 1970: purtroppo non ricordo nemmeno il titolo e l’autore, però allora scrissi su di un quaderno queste informazioni copiandole dal testo, le stesse che mi permisero nel tempo di fare un grande passo avanti, anche se non comprendevo totalmente e specificatamente i suoi astrusi vocaboli. Nel pubblicarle interamente mi auguro che possano avvantaggiarti, come fu per me agli inizi del mio percorso e cammino spirituale.

La composizione del corpo astrale.

Il corpo astrale ha la forma esatta del corpo fisico, comunemente conosciuto come lo spirito o fantasma. Esso è composto di sostanze liberate dal corpo umano. Quindi l’astrale è formato da ossigeno, azoto e idrogeno. (gas dell’aria) Il corpo fisico emette questi gas nell’energia abbandonata dal cervello, sia in “ stato ipnotico che durante il sonno.” Il corpo astrale è formato da altri gas come: la clorina, l’acqua del sudore, anidride carbonica, calore radiante, raggi infrarossi, radiazioni elettromagnetiche, (onde radio) e calore dovuto all’energia inclusa nella proiezione del corpo astrale.
Il corpo astrale non può essere ne ferito ne ucciso. In volontà può essere convertito sia in gas o in solido, e cambiare forma e sostanza a proprio piacere. Il corpo astrale ha mente e volontà proprie ad esso delegate dalla stessa mente umana. Ha la capacità di passare attraverso i solidi e gli spazi dell’etere, perché le sue molecole sono piccolissime e generano il proprio calore da se, perché non è freddo come il ghiaccio ma come la nebbia.

La composizione dell’Aura.

Quando si è in “ stato ipnotico o in sonno “ l’aura si separa dal corpo fisico, e rimane sospesa ad un metro (poco più) sopra di esso, perché perde in parte il proprio magnetismo. L’Aura è un prolungamento nebuloso attorno al corpo fisico e ci accompagna ovunque. Cambia colore e forma a secondo lo stato della mente e del corpo. È formata da acqua e sudore, anidride carbonica (del sudore) e calore radiante, raggi infrarossi, onde radio e magnetismo che la conserva attorno al corpo. È molto sensibile al controllo mentale e psichico, ed esegue tutto ciò che la mente pensa ed ordina. È sempre disposta a seguire immediatamente le istruzioni della mente e del corpo.

Una delle pratiche per il Viaggio del Corpo Astrale.

Distenditi supino e tranquillo sul tuo letto chiudendo gli occhi. Per concentrarti meglio visualizza il centro della tua fronte. Comincia lentamente con la respirazione ritmata, cercando di trattenere l’ossigeno nei polmoni senza fare alcun sforzo fisico.
Immaginati e visualizza che il corpo astrale, riempi completamente ogni singola parte del tuo corpo fisico.

Dopo che hai COMPLETATO la visualizzazione del riempimento, ordina al tuo corpo astrale di uscire e partire attraverso lo spazio, e di esaudire ciò che vuoi che esso faccia. (l’ordine deve essere sostenuto da una immagine mentale del tipo fotografica) Ripeti l’ordine più volte fino a che non senti che il corpo astrale, sia diventato vivo dentro il tuo corpo fisico, pronto a staccarsi e partire al susseguente ordine mentale. Sensazioni di estrema leggerezza corporea indicano il massimo rilassamento del fisico.

Ora crea ora con la tua AURA una Ventosa Gigante di 2 metri di diametro. Visualizza questa Ventosa Aurale al di sopra del tuo corpo fisico, (mezzo metro di distanza) ed ordinagli di cominciare ad Aspirare l’aria furiosamente. Rimani steso ed immobile sul letto ed immaginati che essa aspiri e strappi fuori,tutta la massa del tuo corpo astrale completamente fuori dal tuo corpo fisico.

Ciò farà raddrizzare tutti i peli del tuo corpo dandoti chiare e spiacevoli vibrazioni. Questa parte spiacevole all’inizio (per tutti) creerà forti paure ed insicurezze, facendovi decidere di non andare oltre o di rimandare la prova alla prossima volta. Invece per superare le incertezze i dubbi e le mille paure, bisogna raddoppiare questa aspirazione all’inverosimile restando fisicamente immobili, ordinando alla ventosa aurale di girare ed aspirare ancora più velocemente.

Con forte volontà una volta che avrete aumentato l’aspirazione del corpo astrale, le sensazioni spiacevoli non saranno più percepite, perché finalmente sarai fuori dal tuo corpo fisico. Una volta separato il corpo astrale da quello fisico, disintegra mentalmente la ventosa Aurale Gigante. (basta un ordine mentale) Ordina alla tua mente di osservare e ricordare tutto e di non dimenticare nulla, di ciò che il corpo astrale vede e fa durante il viaggio.

Poi invia un ordine al corpo astrale indicandogli dove andare e cosa fare. Ora visualizza il corpo astrale libero dal corpo fisico mentre penetra nello spazio, e compia ciò che gli hai ordinato di fare. Una volta portato a termine l’ordine il corpo astrale, rientrerà automaticamente nel corpo fisico facendoti risvegliare immediatamente. Durante l’uscita del corpo astrale il corpo fisico resterà ad esso collegato, (come una vigile sentinella) per cui qualunque cosa potrà succedere al corpo fisico, il corpo astrale per difesa rientrerà prima automaticamente.

Le misteriose molecole astrali sono sensibili al pensiero al di la di ogni concezione umana. Durante il viaggio astrale qualsiasi azione verrà eseguita in maniera fantastica, anche quando le situazioni si presenteranno diverse dal progetto mentale, precedentemente studiato programmato e con grande volontà fortemente ricercato.
N.B.
Con queste difficili locuzioni letterarie (per me) estrapolate allora dal libro, sulla composizione scientifica del corpo astrale, dopo diverso tempo (due mesi) sono riuscito a riprodurre in volontà cosciente, il mio primo viaggio del corpo astrale fuori dal corpo fisico, anche se non ero certo della possibilità di completa riuscita, mi sono fidato dell’autore soltanto perché dedicava l’opera letteraria a suo figlio. Un padre non ingannerebbe mai il proprio figlio, eppoi il testo differentemente dagli altri costava pochissimo, ed allora la speculazione dov’era?
Personale pratica alternativa.
Questo sistema di mia invenzione è molto efficace, sia nella preparazione e collaudo che nella praticità esecutiva. Esso serve per favorire il distacco del corpo astrale dal corpo fisico, tentando di viaggiare senza eccessivi sforzi mentali e concentrativi. Con la TUA voce calma ed intervallata da lunghe pause silenziose, registra più volte le “ seguenti frasi riprodotte in neretto “ su di un nastro magnetico della durata di almeno un’ora.

Durante la registrazione del TUO nastro si debbono evitare tutti i rumori, diversamente durante l'ascolto assocerai mentalmente i rumori distraendoti. Chiaramente oggi va bene anche un diverso tipo di registrazione, effettuato attraverso l’impiego ed uso delle nuove tecnologie allora inesistenti, per cui la registrazione deve ricalcare le seguenti frasi:


1) IO RESPIRO - L E N T A M E N T E P R O F O N D A M E N T E.
2) IO SONO - R I L A S S A T O D I S T E S O T R A N Q U I L L O.
3) IO ESCO IN ASTRALE - R A P I D A M E N T E V E L O C E M E N T E.
4) IN ASTRALE SONO COSCIENTE - C A L M O - S I C U R O.
5) I RUMORI E LA LUCE - NON HANNO ALCUNA IMPORTANZA
6) IN ASTRALE REALIZZO - G L I I N T E N S I DESIDERI COSCIENTI.
(visualizzare soltanto un obbiettivo come l’ immagine fissa di una fotografia)
7) NIENTE E NESSUNO - MI EMOZIONA ED IMPRESSIONA.
(capita d’incontrarsi con qualcuno inaspettatamente, e l’emozione spesso di riflesso mentale, comporta il risveglio fisico immediato)
8) RIENTRANDO RICORDO - P E R F E T T A M E N T E T U T T O.
Ripetere queste frasi fino a completare un’ora di registrazione.
Ulteriori consigli.
Devi prendere coscienza e convinzione che in astrale, tutte le paure mentali si realizzano immediatamente, però dal momento che ti sei autosuggestionato col precedente ascolto del nastro, con queste parole precise eliminerai tutte le difficoltà che fanno parte dei viaggi astrali, perché ogni pensiero o distrazione astrale purtroppo trova immediata realizzazione.

Ricordati che la voce registrata deve essere soltanto la tua, diversamente il tuo inconscio ti farà addormentare per auto difesa di se stesso, non accettando imposizioni altrui. Se dopo la prima ora di ascolto ancora sei sveglio, devi ripetete immediatamente l’ascolto fino ad addormentarti con il nastro, ancora in perfetta funzione ed ascolto. Senza alzarti dal letto o bere liquidi.

Quando dopo un paio di ore ti sveglierai improvvisamente, devi continuare a mantenerti calmo ed immobile. Sempre con gli occhi chiusi devi ripetete mentalmente, i messaggi ascoltati ormai entrati nella tua memoria e vedrai che allora, incomincerai a conoscere tutta la gradualità e nuove sensazioni e vibrazioni, che ti consentiranno immediatamente l’uscita dell’astrale, se continuerai ad avere coraggio e determinazione: senza alcun tentennamento o timore.

Personalmente ho impiegato anni di inutili esperimenti, con letture vuote e consigli inutili, per arrivare alla sintesi di questo metodo, che con me ha funzionato nell’arco di un mese, avendola applicata precedentemente tutte le notti, (anche due tre volte) dopo aver mangiato leggerissimo e presto ogni sera, evitando di avere rapporti sessuali entro le 48 ore, eliminando l’alcol e tutte le sostanze stupefacenti e farmaceutiche: naturalmente senza guardare la TV. Le frasi brevi sono studiate singolarmente per ogni problematica dell'astrale,che qui sono lunghe da spiegare. Se inizialmente non funziona non scoraggiarti,ma armarti di pazienza e costanza, cosi vedrai nel tempo gli ottimi risultati che raggiungerai. Durante l’ascolto del nastro respira l’aria con il naso lentamente e profondamente, per buttarla fuori sempre con la bocca socchiusa ascoltando anche il suo rumore. Tutto deve avvenire senza sforzi ma con il respiro gradualmente in aumento. Ricordati che la posizione del corpo che deve essere quella supina, (distesi come i morti) con le mani lungo i fianchi, anche se inizialmente puoi metterle indipendentemente, sia sullo stomaco basso sia sulla parte del sesso.

Durante l’uscita dell’astrale le mani automaticamente si chiuderanno a forma di pugno, per distendersi completamente una volta buttato fuori il respiro che precederà il viaggio. Quando viene l’estate sudare è più facile anche perché l’uscita dell’astrale, comporta sempre un aumento della temperatura corporea. Per evitare di essere distratti dal sudore che inesorabilmente scivolerà lungo la fronte, scendendo poi sulla parte delle orecchie, provocando fastidiosi ed interminabili solletichii o pruriti, mettiti un lenzuolo sopra a coprire tutto il corpo, così da asciugare il sudore sul nascere, risparmiandoti anche un mare di vibrazioni (tremolii) in accumulo corporeo.

Questo succede perché in automatismo il corpo astrale prima di uscire, si ricarica di energia cosmica necessaria ed indispensabile, per affrontare il viaggio: anche multidimensionale. Se sentirai il cuore battere in forte tumulto è una reazione inconscia della tua paura. Non devi averla perché niente ti può succedere. Se esisterebbe questo pericolo o altri di natura diversa, il tuo inconscio ti farà addormentare senza accorgertene.

In astrale non esistono limiti o misurazioni di tempo paragonabili, al normale trascorrere del nostro tempo in abitudine ed uso quotidiano. I minuti, le ore, i giorni della realtà fisica e temporale, non possono essere paragonabili minimamente al tempo vissuto in astrale. Se in astrale con la concezione mentale del nostro tempo, percepisci chiaramente il trascorrere del tempo in minuti ore e giorni interi, nella realtà fisica sei stato fuori dal corpo fisico soltanto pochissimi minuti: gli stessi necessari e vitali al nostro corpo fisico, senza che lo stesso subisca alcun danno dal momento che il fisico e mente, possono stare anche senza ossigeno per alcuni minuti se precedentemente, in volontà ricercata oppure automaticamente si è attuata la COMPENSAZIONE.

Avendo introdotto precedentemente ossigeno nel nostro circuito del sangue e cervello, in misura volutamente eccessiva attraverso la respirazione ritmata, fino a creare quella famosa forma di stordimento lieve, per un fattore fisico di rigetto si viene a creare una naturale pausa fisica, molto simile alla catalessia o al post-morte dove il corpo fisico, resta senza il naturale bisogno di respirare. Questa pratica viene normalmente attuata dai subacquei prima di scendere in apnea. Agli inizi può attanagliarti la paura istintiva o inconscia che non si possa più rientrare. Se la riserva di elettroni ed ossigeno finisce prima, il rientro è sempre automatico ed indipendente dalla tua volontà.

Mi è capitato alcune volte che non volevo rientrare perché attratto diversamente,
allora il mio corpo fisico indipendentemente dalla mia volontà, ha risucchiato prepotentemente il mio corpo astrale all’interno, nonostante la mia forte resistenza.
I due corpi non sono assolutamente in competizione tra loro, però allo stesso tempo sono portati alla protezione ed assistenza reciproca, perché legati tutt’uno da un invisibile cordone ombelicale di color argenteo, che chiaramente si nota nelle prime fasi dell’uscita astrale.

Nel caso ci fosse addirittura un terremoto il corpo astrale per autodifesa rientrerà prima, come mi succede spesso essendo la mia zona interessata particolarmente a questo specifico fenomeno. Riesci a sentire anche le scosse minime normalmente non percepite nella normalità. Tutti i rumori, voci comprese, durante la fase del rilassamento profondo, mantenendo sempre gli occhi ben chiusi, verranno visti come lampi di luce diversa nei colori, che saettano in velocità e scompaiono nella mente.

Attraverso l’uso del potere astrale visitare il passato e futuro, rientra nelle possibilità della conoscenza anche se richiede, diverse e specifiche modalità di allineamento: energetico fisico mentale e spirituale. Il passato viene visto senza che si possa modificarlo minimamente. È come assistere in diretta, da invisibile spettatore, alla proiezione di un film, magari molto diverso da come entrò nelle memorie collettive o singole, restando pienamente consapevoli della reale condizione del tempo attuale.

La proiezione nel futuro avviene sempre nella piena coscienza di se e volontà tenace, con la forte emozione di sapere di assistere al tuo (o di altri) futuro prossimo, quello che magari avevi in semplicità programmato, ed invece ti accorgerai con stupore che andrà molto diversamente, nei tempi luoghi persone finalità ed obbiettivi, però sempre tremendamente preciso in quello che sarà il futuro accadimento. Non ho mai provato a modificarlo anche perché in tutte la mie esperienze astrali, mi sono interessato a questo specifico genere riuscendo soltanto due volte, per vedere ricordare e tentare di giocare i numeri, per vincere nel gioco del lotto.

Non voglio darti nessuna illusione materialistica, però sappi, ricordati e rifletti che,
nonostante abbia visto e ricordato per ben due volte i numeri di una ruota precisa,
che immancabilmente ed in perfetta fedeltà sono usciti sulla medesima, io non sono riuscito nella volontà di potermeli giocare: non perché non avessi i soldi. La prima volta fu nell’immediata morte di mia madre, e nel dolore immenso,(sono figlio unico) poco mi importava giocarmeli: tanto ci sarà sempre una prossima volta. Cosi allora mi dissi, aggiungendo poi : avrò il modo di accertarmi se sarà vero.

Mi sembrava impossibile ed incredibile anche a me… invece! In quel contesto di lutto e sconforto si aggiunse la grande difficoltà, di non riuscire a trovare un loculo libero nei cimiteri di Roma. Per la definitiva sepoltura di mia madre cercando ho trovato un loculo libero, in uno sperduto paese vicino ai confini di Roma. Dovevo scendere in Sicilia perché mi aspettavano moglie e figlio appena nato, e mi sembrò irrispettoso lasciare mia madre in attesa, in un deposito anonimo pieno di salme che per la lunga attesa scoppiavano, facendo cadere i lumini accesi. (sic.) Vergogna !

La seconda occasione perduta fu giorni dopo la sua sepoltura (aprile 1980) Per la prima volta nella storia del gioco del lotto, ci fu uno sciopero che interessò soltanto Roma e Napoli. (cosi lessi) Lo stesso ebbe termine il venerdì, ultimo giorno per fare le giocate, perché allora le giocate del lotto terminavano sempre il venerdì pomeriggio. Quel venerdì rientrando a Roma verso le ore 14, proveniente dal paese dove avevo finito di seppellire mia madre, stanco stordito amareggiato e confuso, (giorni prima avevo detto telefonicamente a mia madre che sarebbe morta) notai un gruppo numeroso di persone davanti all’ingresso di un botteghino del lotto.

Nonostante era una fila lunghissima mi sono messo in coda anch’io. Sentendo dire che i bollettini delle giocate sarebbero finite molto prima, e sicuramente avrebbero lasciato molti giocatori, senza la possibilità di potersi fare le proprie giocate settimanali, decisi di regalare i miei numeri a persone anziane che mi precedevano nella fila. Sicuramente 4- 9- 83- 22 uscendo esattamente sulla ruota di Roma, nella seconda settimana del mese di Aprile dell’anno 1980, avranno reso felice diverse persone anziane che mi dettero credito e fiducia.

Una cosa avevo compreso chiaramente. Non so per quale destino o invisibile disegno supremo, anche conoscendo preventivamente i numeri viaggiando nel futuro, io non potevo arricchirmi attraverso il gioco del lotto. Troppe realtà assurde si erano combinate in 15 giorni. Cosi abbandonai il progetto dei viaggi nel futuro anche perché il presente, continuava ad essere tremendamente e tragicamente sempre più chiaro.

Sapere prima che mia madre doveva morire, constatando quasi immediatamente l’esattezza della mia visione astrale, partire subito dalla Sicilia raccomandandomi di aspettarmi viva ad ogni costo, dopo aver avuto il coraggio della verità nel comunicarglielo telefonicamente, non mi rendeva assolutamente tranquillo. Sembrava di essere entrato e vivere intrappolato da solo in una realtà assurda, dove tutto apparentemente continuava come prima, mentre a nessuno importava della morte di mia madre, con la necessità di dover mantenere il segreto sulle mie capacità precognitive.

Per iniziare la pratica del viaggio astrale consiglio di sperimentarla, andando a vedere cosa succede in casa di un tuo conoscente, senza fare e dire nulla, ma soltanto per immagazzinare mentalmente quello che vedi, per poi confrontarlo nello specifico con la persona da te i interessata dalla visione, inventandoti la scusa che hai fatto un sogno reale. Non cercare di farti credere raccontandogli la verità, perché ti prenderanno per un pazzo o visionario. Se ti ho raccontato le fasi iniziali e centrali del viaggio del corpo astrale, gradualmente sarai tu con le tue esperienze sempre in progressione, a scoprire gli effetti spirituali del potere astrale che ti daranno la garanzia, che sei sulla buona strada.

Non dimenticate l'importanza della tua registrazione ripetuta anche quando, non sei predisposto all'uscita astrale o magari sei diversamente impegnato. Dovrà essere la cosa più importante per chiudere bene ogni giornata, anche se è andata male. Riponi in essa la giusta fiducia per le conoscenze infinite, senza PENSARE ad egoismi o vendette personali. E’ un tuo diritto vedere e conoscere cosa ha fatto, sta facendo o farà, la persona da te particolarmente AMATA.

Non stranamente il mio primo viaggio astrale,perfettamente cosciente e volutamente più volte ricercato, avvenne proprio per questa esigenza sentimentale, perché mi sentivo tradito ed ingannato dalla mia ragazza, anche se telefonicamente mi assicurava in continuazione del suo amore eterno ed esclusivo. (per me non si trattava di gelosia, ma sfiducia) Siamo nell’anno 1972. Lei abitava in provincia di Trapani, mentre io ero di servizio come agente di custodia in provincia di Messina. L’unico sistema che avevo per appurare la sua decantata fedeltà, Fu di utilizzare il viaggio astrale nel presente-passato, perché avevo preventivamente calcolato, che per accertarmi definitivamente della sua fedeltà, il mio viaggio astrale poteva anche aver luogo viaggiando nell’immediato passato.

Cosi una notte uscendo alle ore 3 circa mi sono risvegliato in astrale, proiettato ore indietro nel tempo perché erano le ore 1,25. Mi ritrovai a molti chilometri di distanza,
proprio vicino al portone aperto di un albergo conosciuto di Trapani, lo stesso dove ora la coppia aveva trovato intimità in una camera matrimoniale: la stessa dove alloggiavamo assieme quando partivo per andarla a trovare. Non vorrei scivolare nella specifica narrativa trasformandola in un sex racconto, con i suoi particolari morbosi a sfondo sessuale di coppia fedifraga.

La cosa più allucinante fu: il mio vedere sentire e leggere nelle loro menti, risultò di una precisione incredibile e millimetrica anche nella grammatica verbale, che poco mi importò accertare conoscere e vedere che la Signorina, mi aveva cornificato con il mio migliore amico, lo stesso che fu accusato dalla Signorina, perché gli rinfacciò di essere d’accordo con me, perché io non potevo conoscere nei minimi particolari quella loro specifica serata, sessualmente e passionalmente vissuta da ambedue. La stessa accusa fu rivolta anche dal mio amico contro la Signorina. Non ho perso ne la ragazza ne il migliore amico, perché in realtà non lo furono MAI. Non nascondo che ebbi una dura lezione sulla fedeltà e sulla amicizia, che segnerà profondamente il mio futuro. Proprio da parte loro non mi immaginavo un simile tradimento.

Questa intima esperienza mi dette la fiducia sull’esistenza reale e veritiera, del viaggio del corpo astrale fuori dal corpo fisico. (anno 1972) Dopo diversi viaggi acquistai maggior sicurezza, però la stessa garanzia e certezza di completa riuscita, nel tempo modificò per sempre la mia concentrazione annullandola totalmente, perché ormai mi deconcentravo facilmente visualizzando sempre e soltanto: “ il dopo della mia visione astrale “ Significa che ormai mi lasciavo mentalmente coinvolgere, nei futuri progetti ed investimenti materiali. Per questo dopo centinaia di fallimenti escogitai il nastro registrato da me.

Anche se mi addormentavo spesse volte, il mio nastro silenziosamente lavorava nel mio inconscio, dandomi nel tempo la capacità delle realizzazioni immediate ed intelligenti, per affrontare tutte quelle tematiche che vi ho narrato; anche se sono di difficile credenza. Questa è la ragione valida perché oggi ti stimolo ed insegno ad averle anche tu. Diranno di te quello che oggi dicono o pensano di me: salvo eccezioni e condivisioni preziose, però saremo sempre più numerosi negli interventi del soccorso della fede, formando un’ invisibile comunità indipendente, libera dai legami della cultura sociale economica nazionalistica e religiosa; fonti di egoismi possessi violenze e guerre infinite.

Molte volte all'inizi (anni 70-80) mi capitava di vedere l'ora esatta , della mia uscita astrale; cosi facevo quando rientravo, notando spesso che erano le ore TRE (di notte) ed alcuni minuti. Il che dice che in astrale ero rimasto FUORI soltanto 1-2-3- minuti,
diversamente dal tempo VISSUTO IN ASTRALE che era sempre MOLTO SUPERIORE. Il grande problema per me è sempre stato: quando la ragione e l'intelletto si scontravano con l'irreale, ” affrontavo apertamente l'irreale senza la ragione e l'intelletto “

Ragionavo cosi quando vedevo incredibilmente che le mie segrete esperienze astrali, anche se parzialmente o volutamente falsificate, venivano riprodotte nei giorni susseguenti attraverso l’uso dei diversi mass media, Precedentemente all’oscuro di tutto. Solo allora la paura della verità cospirata, ingannata e deviata, mi imponeva di continuare nel mio silenzio con tutti. Attualmente attraverso l’uso del computer ed iscrivendomi in diversi forum, che ho incominciato a frequentare dal 2002 grazie ad Internet, mi sono sentito spesso pormi la domanda , se i miei viaggi astrali avvenivano in modo spontaneo, oppure ero io a decidere dove andare o casa fare.

Da parte mia mi predisponevo con “volontà ricercata” all’uscita dell’astrale,
per obiettivi già studiati ed esclusivamente personali, e come succede nella vita di tutti i giorni mentre felice mi liberavo in astrale, provando il volo il altezza e velocità, attraversando lentamente le pareti di casa mia, SCACCIANDO la presenza di altre entità astrali, sempre PRESENTI nei loro appelli quando stavo per uscire o ero uscito, allora e soltanto allora percepivo chiaramente il grido di dolore e sofferenza, di gente a me sconosciuta distante centinaia o migliaia di KM, riuscendo a vederli telescopicamente molto reali e vicini.

Il mio pensiero di conoscere il loro vero bisogno emergenziale, mi faceva proiettare velocemente al loro fianco per interventi paragonabili ai miracoli, di cui mi facevo carico rispettando spesso il loro desiderio della mia trasformazione, nelle sembianze di santità simile alla loro particolare devozione. Soltanto cosi in fede si lasciavano poi guidare senza porre alcuna resistenza e paura.

È il tuo animo e sensibilità innata che ti porterà a scegliere di aiutarli, rimandando i tuoi obiettivi personali: tanto sarà ci sarà sempre una prossima volta! nel frattempo comprenderai che “ ogni impedimento è un giovamento.” In verità gran parte delle mie iniziali esperienze da me scritte e pubblicate, sono state vissute quando mi predisponevo all’uscita astrale per viaggiare nel futuro, con la volontà di conoscerlo anticipatamente, (meno male che è molto difficile) per trarre vantaggi materiali e personali in assoluto e prepotente mio egoismo, senza contare il mio continuo accertamento, misurazione e sfide personali, nell’uso e pratica dei singoli poteri insiti nell’astrale.

Diversamente da me ti invito a farne SUBITO un uso migliore, cosi avrai incredibilmente risultati nemmeno sperati o immaginati. Queste esperienze marcheranno per sempre la tua vita rendendoti migliore, se poi sarai veramente altruista e solidale sempre, allora il tuo cammino continuerà con grandi scoperte,
che ti porteranno a superare i confini della conoscenza sapienza e Divinità Superiore.

Io da sempre ci ho rinunciato perché prima debbo impararmi: a perdonare e sorridere sempre: soprattutto ai nemici. Non è cosa facile annullare immediatamente nella propria mente, ogni reazione di arrogante sfida: anche se non è rivolta a te stesso. Questo resta il mio punto debole, nonostante abbia fatto enormi passi avanti, dal momento che mi chiudo dentro ripetendomi ossessivamente: perdona, perdona, aggiungendo “ chi non ha peccato lanci la prima pietra.”
Conclusioni.
La certezza della tua uscita in astrale per te resterà inconfondibile, dal momento che per essere proiettato fuori dal corpo fisico, (soprattutto agli inizi) sentirai chiare vibrazioni intense su tutto il corpo fisico, compresa una sudorazione abbondante specialmente nella parte ascellare. Soltanto attraverso la tua continua volontà e coraggio nell’aumentarne l’intensità, ti permetteranno il distacco più velocemente, accettando di farti risucchiare immediatamente fuori dal vortice aurale.
Una volta acquisito il giusto coraggio e determinazione nell’aumentarle, non le percepirai più talmente sono da subito intense, facendoti proiettare velocemente nei luoghi o tempi da te scelti. È anche vero che le prime volte appena uscirai, sarai impressionato dall’aspetto diverso del tuo volto. Questo succede perché negli anni ci siamo costruiti, magari senza volerlo però sempre davanti ad uno specchio, un immagine di noi stessi diversa dalla realtà fisica.
È la stessa immagine che hanno visto e vedranno sempre tutti, tranne te che negli anni hai corretto automaticamente ciò che non ti piace del tuo viso. La sicurezza che quella persona distesa sul tuo letto, anche se diversa nel volto sei sempre tu, l’avrai attraverso l’anali dell’ insieme delle cose, che sono da sempre presenti nella tua stanza e che conosci benissimo: sono sempre le stesse.
Chiaramente l’ascolto sistematico del tuo nastro auto ipnotico, ovvierà gran parte a questi inconvenienti facendoti risvegliare soltanto, nel momento che arriverai sul luogo prescelto. Come vedi ci vuole tanto coraggio e determinazione, con un po’ di fiducia in più nelle nostre primordiali capacità in dotazione a tutti. Basta volerle risvegliarle senza attendere ancora, che la vita materiale annulli il nostro essere da sempre: Entità Spirituali e Divine.
RICORDATI i: IO ESCO IN ASTRALE - R A P I D A M E N T E V E L O C E M E N T E
NIENTE E NESSUNO - MI EMOZIONA ED IMPRESSIONA
IN ASTRALE SONO COSCIENTE - C A L M O - S I C U R O.
RIENTRANDO RICORDO - P E R F E T T A M E N T E T U T T O.
7/26/2007 2:36 AM
 
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H'ERMES
CONTINUAZIONE
Il segreto svelato dei Tarocchi: esperienze e considerazioni.
Per diretta esperienza in Cartomanzia, (dal 1978) le carte migliori per me sono i Tarocchi Egiziani, chiaramente con la traduzione completa in italiano, perché si suddividono in 22 Arcani Maggiori che rappresentano “le cause” molto importanti per comprendere la vera causa maggiore, che nel futuro prossimo potrà generare un risultato positivo o negativo, mentre i 56 Arcani Minori rappresentano “gli effetti”
indispensabili per sapere e conoscere tutti gli sviluppi che si innescheranno, in merito alla causa principale. In tutto sono 78 carte: sufficienti per avere una lettura facilmente scorrevole.

Se sceglierai le stesse carte per ottenere i multipli responsi,per avere una pratica veloce e chiara nella lettura, ti consiglio di prelevarne 3 carte per ogni responso,
fino a raggiungere il massimo di 15 carte. (5 volte per 3 carte) Essendo le carte diversamente lette se sono dritte o al rovescio, considerando che ogni carta assume diversi valori e significati, altri valori maggiormente chiarificanti si aggiungono nella lettura, attraverso la vicinanza prossima delle carte, poste sulla sinistra e destra della stessa carta centralmente prelevata. Inizialmente tornerà utile riportare su di un quaderno tutti i responsi, segnando ogni tre carte separatamente con i vari significati, cosi fino all’ultime tre che completano il responso totale, che sarà fatto sempre di diverse risposte per diverse problematiche.

Se non vengono separate nella lettura e riscrittura, nel tempo si tende nel dimenticarle nello specifico, generalizzandole ed assommandole erroneamente ai diversi responsi, che spesso si contraddicono nella lettura generale, perché ogni tre carte prescelte fanno responso a se. Normalmente ogni singolo prelievo da la sua risposta certa, però può capitare che le altre le tre carte susseguenti, diano un responso aggiuntivo e supplementare al precedente, e cosi via..

Chiaramente uno che sceglie di farsi le carte da se, deve cancellare dalla sua mente e volontà, la determinazione e sfida di prelevare carte specifiche, perché conosce in partenza quale sono le migliori. Rimandare alle carte il giusto oracolo significa non avere in mente NULLA. Personalmente ho iniziato questa conoscenza e pratica per curiosità nel 1978, dopo aver affrontato negli anni precedenti tematiche occulte molto più impegnative, rimandando sempre i miei inizi sulla a cartomanzia, benché avevo appurato che l’esistenza dei Tarocchi Egiziani, erano addirittura più antichi della Bibbia. Se erano durate tanti millenni significava che il suo valore profetico era valido, nonostante i tanti millantatori e truffaldini che ne avevano mortificato la genuinità.

Se le carte non hanno nessun potere allora perché i responsi sono spesso veritieri?
Oggi posso sostenere che il vero valore dell’oracolo che esprimono i Tarocchi,
sono un’invisibile manifestazione del nostro potere nascosto dell’inconscio,
che attraverso le carte RIVOLTE SEMPRE SUL DORSO, (che non si vedono)
obbligano e stimolano le nostre segrete facoltà dette paranormali, che si determinano nella scelta INDIVIDUALE di specifiche carte, che lo stato cosciente non può conoscere proprio perché sono capovolte e nascoste. Come oracolo non sbagliano mai: siamo noi a sbagliarne l’interpretazione.

Ho potuto appurare negli anni che per avere un valido oracolo sui Tarocchi, le carte debbono essere scelte manualmente dalla persona interessata, senza farsele fare a distanza come usano fare oggi in maniera volutamente speculativa. Questo responso a distanza può essere esercitato con dovizia, soltanto da coloro che hanno con il cartomante rapporti stretti del tipo: famigliare affettivo sentimentale o precedentemente amichevole. Significa che il cartomante durante il responso nella sua mente concentrata, deve avere una chiara raffigurazione fisica della persona in oggetto di responso, con dati anagrafici completi.

Considero la Cartomanzia vista dal mio punto di vista di esperienze di vita vissuta, una delle poche alternative facili per conoscere in anticipo, le strategie malefiche o benigne del nostro non più nascosto futuro. Se ti sarai imparato ad interpretarle bene considerando principalmente, che gli arcani maggiori rappresentano e determinano sempre un cambiamento, mentre gli arcani minori ti spiegheranno gli effetti o conseguenze, allora non ti mancheranno le soddisfazioni e ringraziamenti dei tuoi conoscenti, mentre nel cammino della tua vita ti sarai risparmiato grandi sorprese. Già le sapevi! Belle o brutte che siano.

Oggi si fa un gran speculare sulla cartomanzia denigrandola spesso, perché si evidenzia sempre e soltanto chi in essa sfrutta i problemi della gente. In sincerità non ritengo che sia un atto di equilibrio spirituale, farsi pagare da chi ripone in noi fiducia e speranze perché tentare di aiutare il prossimo, rientra sempre nel nostro impegno di vita nella fratellanza umana. Verso chi soffre ed è angosciato non possiamo aggravare la loro situazione, anche perché non spendiamo nulla nel fare le carte.
Il vero segreto per essere un buon cartomante è la solidarietà vera. Nell’antico Egitto il sacerdote addetto alla cartomanzia, accettava offerte soltanto di natura alimentare,
sia per sopperire alle esigenze giornaliere dei sacerdoti del tempio, come era uso e costume allora, che per ringraziarsi le divinità che a loro pensare e credere, avevano illuminato la mente nel responso. Allora le offerte alle divinità avvenivano giornalmente per ringraziarsi gli dei, e l'offerta ai sacerdoti erano effettuate anche senza che essi traevano i destini altrui.

Personalmente ogni tanto riprendo nel farle, quando la richiesta è motivata da urgenze e bisogni immediati di conoscenti. Non mi sono mai sentito autorizzato nel richiedere denaro od altro, anche se mi viene offerto ripetutamente e sinceramente.
Diversamente le faccio a me stesso nelle poche volte, che aspetto una risposta per qualcosa che devo intraprendere, oppure per giocare d’anticipo con i furbi. Non esistono nella vita doti riservate ad una schiera specifica di eletti, per cui chiunque può leggere il futuro servendoti dei tarocchi. La prima regola è la scelta obbligata delle carte, che potrà essere anche diversa dai tarocchi tradizionali, perché ognuno di noi ha tendenze e preferenze diverse e specifiche. Consiglio è di farle una volta al mese come è il ciclo completo delle fasi lunari. A distanza di un mese la rilettura delle stesse, sicuramente daranno maggiori chiarezze degli eventi preannunciati, ed essendo carte che ti riguardano personalmente, ti sarà più facile andare a rivedere e leggere gli eventi che ti sono accaduti nel mese, senza che tu eri riuscito inizialmente a leggerlo in chiaro nelle carte. Una pratica continua ti servirà per imparare a leggerle velocemente.

Quando ti fai le carte il bisogno di isolarsi da tutti è molto importante, per non permettere che presenze sia amiche che nemiche, con il loro pensiero umano possano deviarne i contenuti, sia in cattiveria che in forte e sincera amicizia. L’energia negativa sprigionata spesso è una conseguenza della grande possessività, che si esprime anche inconsciamente quando esistono forti sentimenti ed affetti, diventati nel tempo troppo morbosi ed egoistici: mentalmente ed astralmente nocivi nei confronti della persona amata. Essere geloso ed in silenzio con tutti degli eventi positivi annunciati dalle carte, servirà per non compromettere il fato positivo. Il mondo è pieno di amici invidiosi apparentemente invisibili. Significa: quando fai le carte deve essere presente soltanto la persona interessata, e non dovrai raccontare o spiegare a nessuno il responso emerso dalle carte.

Quando dovrai farle ad altri NON devi farti dire mai la motivazione, perché nelle carte la leggerai ugualmente mentre saperlo prima, spesso potrebbe condizionarti erroneamente nella lettura del responso. Dovrai leggergli le carte gradualmente come verranno prelevate. Nel responso apparirà chiaramente il problema più immediato,
quello che in realtà succederà prima anche se non è stato pensato o calcolato, però sarà sicuramente il primo evento che dovrà svolgersi nel breve tempo. Se invece apparirà immediatamente il vero problema, che dovrà poi essere confermato dal richiedente, significa che non solo è intensamente vissuto dal richiedente, ma gli sviluppi sono in progressione immediata.

Quando si evidenzia un problema confermato nella realtà, le stesse carte suggeriscono chiare modalità e suggerimenti di cambiamento, per ottenere una soluzione diversa ma positiva per il richiedente: consiglio di fare tesoro dei suggerimenti applicandoli immediatamente. Sarà facile stabilire la natura del responso attraverso i semi, che siano di denari coppe bastoni o spade. Ogni seme ha un preciso riferimento oggettivo: sentimentale salute denaro lavoro. Basta leggerlo nelle carte perché ogni carta ha in fondo al suo margine segnato, diversi significati che assommati nelle tre carte, danno l’idea chiara di cosa vogliono comunicarci. Per fare le carte la scelta anticipata di un giorno esatto del mese, giocherà un ruolo importante per facilitare la lettura delle stesse. Ci condizioniamo anticipatamente di riflesso per cui la lettura diventerà scorrevole.

Quando nel responso appariranno carte negative che annunciano eventi nefasti, di cui nemmeno s’immaginava o sospettava l’esistenza, conviene sospendere immediatamente le carte, rimandando la lettura all’indomani stessa ora: ponendoti immediatamente due domande ben precise. Come fare ad evitare l’evento funesto (ci vorranno cambiamenti radicali) in questo caso saranno gli arcani maggiori a suggerirti dove e come modificare, e capire esattamente a chi il destino sta riservando l’amaro fato: donna o uomo, giovane o anziano, famigliare o parente, amico o conoscente.

Non devi dimenticare che il destino non è segnato per nessuno, per cui una forte fede in DIO Padre Universale sarà necessario per superare, tutti gli ostacoli disseminati nel tuo cammino, sia per colpa tua che per desiderio altrui, perché nulla succede senza una ragione che spesso sfugge al controllo della mente razionale. Una forte volontà determinata nel cambiamento in bene, potrà essere portatrice di migliori ed incredibili soluzioni.














Esistono i demoni? Estensioni di una analisi personale.

Nel mio vocabolario di esperienze ASTRALI immancabilmente ho cercato più volte, di constatare conoscere e verificare l’esistenza dei demoni o diavoli. Eppure in tutte le mie esperienze astrali non ho mai incontrato Veri demoni: quelli comunemente entrati nell’immaginario collettivo. Per curiosità e sfida li ho cercati per vedere come erano fatti e se esistevano veramente, lasciando cadere nel vuoto quel famoso detto cattolico: “ La furbizia del demonio è nel convincerci che non esiste.” Cosi accettando per riflesso indotto la sua tetra e lugubre esistenza, a nessuno verrà in mente di sfidare l’ignoto mondo demoniaco, per effettuare una ricerca autonoma ed indipendente dai rigidi crismi religiosi.

È anche vero che in astrale tali entità negative sono viste o raffigurate, come una nebbia oscura e mai conforme, in continua metamorfosi creativa. Viaggiano sempre cambiando continuamente colori, più o meno sempre oscuri, sparendo e ricomparendo all’improvviso, a seconda l’attrattiva determinata dalla mente degli umani. Durante i loro sfuggevoli passaggi cercando di fissarli al loro interno, percepisci la loro essenza e creazione portatrice del male oscuro.” Senza alcuna capacità di interventi possessivi sul piano astrale.” Questo è stato da me appurato perché mi sono fatto attraversare nel mio corpo astrale, nella volontà di una identificazione certa ed inequivocabile. Ho scoperto invece che sono un insieme di energie impersonali, senza una vera identità specifica, perché in esse sono racchiuse una moltitudine di maligne identità.

Come nebulose maligne non si disperdono mai nei diversi piani esistenziali, restando sempre masse di energia compatta che aumenta o diminuisce il suo volume e colore. Non stranamente aleggiano sempre vicine al piano dimensionale della loro nascita energetica. Direi: ogni forma di vita esistenziale nel cosmo, ha intorno a se le proprie creazioni maligne. Precedentemente anche sul piano pratico ho cercato la loro esistenza. Da premettere che sin da bambino credevo ai demoni, per riflesso dell’educazione cattolica che mi aveva inculcato nel credere agli stessi, per questo in gioventù ho affrontato strane, diverse ed antiche pratiche per evocarli. Volevo il potere mettendo in pratica il dire del “ Libro del 500”

Per due volte cercando di evocare la loro diversa manifestazione rappresentativa e figurativa, non so perché essa è stata sempre accompagnata da un tremendo terremoto, e se non esisteva una protezione ENERGETICA del bene, creata e consolidata mentalmente nei secoli precedenti, dalle persone pie e devote del bene e dell’amore verso CRISTO,(cerchio sacro, bibbia, acqua santa, crocifisso, ostia consacrata ecc…) sono certo che la paura e la disponibilità psicologica al suo possesso, avrebbe preso il sopravvento creando in futuro una mia doppia personalità, dove la pratica estrema del male in tutte le sue forme, sarebbe stata una scelta obbligata e facilmente praticata.

Chiaramente il secondo terremoto non mi prese alla sprovvista, perché l’ho avevo preventivamente calcolato. Mi ero dato una risposta che lo stesso poteva avvenire indipendentemente dalla mie evocazioni, invece è quasi sempre associato ai riti evocativi dei demoni, grazie ad un consolidamento del passato cerimoniale, che unisce il fenomeno dell’apparizione demoniaca ad un terremoto . Lasciai perdere per sempre questo rito evocativo perché qualcosa di imprescindibile della mia natura, mi fece rigettare questa antica pratica. Intimamente sapevo di fare un grave passo spirituale negativo. Una cosa avevo acquisito: la non paura dei demoni nonostante il grande fenomeno del terremoto ed altri in genere, che avvennero in aperta campagna vicino ad un casolare vecchio e malandato, durante una notte di luna piena.

Altra testimonianza nel tempo, l’ho avuta conoscendo e frequentando una persona dal normale dire “ malignamente impossessata ” dove soltanto un estenuante esorcismo praticato da un esperto clericale, ha saputo ridare la pace al suo animo. In mia presenza la stessa persona, è sempre rimasta tranquilla nei suoi comportamenti, forse perché aspettavo di vedere la sua reale possessione che per me rappresentava una mia futura sfida. Eppure al dire di molti ne aveva combinate di tutti i colori: le sue azioni furono al par simili ad un film di possessioni demoniache. Arrivai alla conclusione che molti scherzi fa la mente umana, quando la stessa si lascia condizionare pesantemente dalle paure ancestrali, o dalle disinformazioni culturali delle religioni.

Se i demoni non esistono come entità autonome e tentatrici, allora cosa possono essere queste presenze accertate perché tramandate diversamente nei secoli? Però mi domando: come mai nel presente questi fenomeni sono inesistenti o diversamente presenti soltanto nei film? È utile ricordare che nei secoli passati, si prendeva sempre per buono quello che dotti sapienti e prelati qualificati, pubblicamente propinavano alle masse popolari, (approfittando dell’ignoranza) senza che le stesse avessero il coraggio di una ricerca indipendente, per cui quando l’auto suggestione prendeva il sopravvento sui malcapitati, le manifestazioni demoniache erano prese sempre dalle raffigurazioni attinte dalla cultura religiosa, dominata forzatamente dai regnanti in osservanza o dal potere temporale del clero, per cui è stato facile formare e tramandare ai posteri quello che loro arbitrariamente avevano deciso: Trasmettere il terrore demoniaco con raffigurazioni ben precise.

Ciò non escludere una loro diversa esistenza, anche se totalmente diversa dall’immaginario storico e religioso. In realtà sono una forza astrale concentrata e rappresentativa del male stesso, che libera si rigenera appena viene mentalmente o nelle azioni evocata, sempre dall’incoscienza superbia cattiveria ed arroganza di noi umani. Non sono una creazione diretta del Divino Creatore, ma una trasformazione spirituale ed energetica degli umani. Essendo noi i diretti creatori del male sempre contro noi stessi si rivolteranno, con la non segreta intenzione e volontà di essere a noi pari simili: immortali spiritualmente. Non farti ingannare perché non possono creare e dare nessun bene materiale, benché ricchi di esperienze maligne e maestri della perfidia, con inganni persuasivi e proposte allettanti. In realtà sono la nostra ambigua espressione inconscia, ma malvagia. L’unica difesa contro gli stessi è l’energia dell’amore del perdono e della vera FEDE.

Il mio parere è che i demoni esistono soltanto sul piano energetico in forma eterica, essendo una continua realizzazione mentale del male in crescita o diminuzione, e riescono a colpire malignamente chiunque ad esso in Libero Arbitrio, si rende pari o addirittura superiore, perché apre allo stesso le porte interiori della propria luce di spiritualità eterna. Queste forze energetiche maligne sono dei perfetti parassiti, che noi ingrassiamo dopo averli creati. Una cosa ci incoraggia: con tutte le malvagie strategie poste in essere ed ancora in atto, non potranno mai sostituire definitivamente uno spirito umano, nonostante le nostre debolezze e cattiverie incredibili. L’essere umano è nato senza il male e non posso credete che DIO, nella sua perfezione assoluta in sapienza onniscienza ed illuminazione suprema, non aveva programmato o addirittura non credeva e pensava che alcuni Angeli, (stando alle sacre scritture) si sarebbero ribellati alla volontà del loro Creatore, perché chiaramente quel dio ha avuto i suoi limiti, cosa che in realtà parlando del DIO VERO questi errori o limiti non possono appartenergli.

È anche vero che la capacità di attrazione del male è data dal fatto che è più facile praticarlo, creando e portando sofferenze ingiustizie distruzioni lotte guerre e morti, diversamente dal bene che richiede sempre sacrifici costanti, amore infinito e perdoni illimitati. Quando alle tentazioni del Libero Arbitrio diamo seguito con “ azioni pensieri e desideri ” nocivi e contrari a noi stessi ed altri, allora liberiamo energia negativa che è espressione vitale del male, che noi comunemente personalizziamo ed identifichiamo nel demonio-diavolo-satana: come a volerci scaricare tutte le nostre colpe addebitandole alle tentazioni dei diversi maligni. Diversamente il credere all’esistenza degli stessi serve ed è servita, per metterci in guardia ed ammonirci costantemente sul nostro comportamento sulla terra. Da sempre ci dicono: se ci comportiamo male una volta che moriremo saremo dannati per l’eternità andando a bruciare nell’inferno: a gestione esclusiva dei nostri demoni? Perché non affermare semplicemente che l’inferno assoluto è nella vita di tutti i giorni?

Conclusioni.
DIO è creazione del bene assoluto e non del male supremo a noi in delega. All’alba del creato abbiamo chiesto ed ottenuto la concessione del Libero Arbitrio: impariamo ad usarlo soltanto nel bene. Al BENE supremo rappresentato da DIO, arrogantemente abbiamo creato e fortificato un dio minore rappresentante il male assoluto. In definitiva: “ i demoni esistono soltanto nella nostra mente.” Essere o non essere “ questo è il nostro dilemma dal momento che possiamo scegliere di essere santi o demoni. Possiamo vivere tranquillamente senza continuare a farci del male da soli? Una speranza esiste? Io, tu, noi, voi, siamo tutt’UNO con il creato. NESSUNO resterà indietro. L’evoluzione spirituale diversamente ci coinvolge tutti: compreso i cattivi – cattivi che si sono riservati la scelta di un cammino tortuoso, fatto di sofferenze e dolori immensi.

Ecco perché principalmente a loro deve andare il nostro perdono soccorso e preghiere. È indubbio il grande beneficio avuto nei secoli, attraverso la costruzione religiosa della divinità demoniaca. Magistralmente artefatta e sapientemente tramandata questa credenza, è servita come unico deterrente e freno minaccioso, nei confronti dei comportamenti maligni ad uso e consumo degli esseri umani. Però per iniziare a percorrere una diversa Via Spirituale, dobbiamo fare a meno di questi condizionamenti e ricatti, affinché ogni persona umana affronti in massima libertà, “ La Ricerca della Conoscenza Divina “ che è esistente in ogni forma di vita. Senza più credere alla dannazione o perdizione eterna delle anime. Se i demoni ancora esistono la colpa è soltanto nostra.

Congedo.

Debbo ringraziare il coraggio dell’editore nella difficile scelta, che è stata la pubblicazione di questo libro non molto comodo e gradito da alcuni. Ad onor della verità 1000 e più editori non si sono nemmeno degnati, della benché minima risposta, senza contare decine e decine di personaggi di pubblica conoscenza, restati sempre sordi ciechi e muti. Ringrazio anche te lettore della fiducia riposta nell’acquisto, di questa mia PRIMA e credo ultima opera autobiografia. Credimi il miglior acquisto di narrativa per i contenuti di vita e di pensiero, fuori dalle logiche di mercato di tendenza spirituale. La libertà di credere se i contenuti narrati possano essere stati, liberamente adattati ai racconti è da escludere categoricamente. Faranno sempre parte della mia verità ottenuta attraverso la visione astrale.

In verità sono realtà che con grande sofferenza e silenzio ho vissuto direttamente, nei periodi che gli stessi avvenimenti si succedevano in diretta temporale. Il lungo silenzio (dal 1970) era dettato dalla paura del mio sapere e conoscere. Perché scriverlo ora? L’omicidio del dottor Massimo D’Antona da parte delle B.R. è stato un forte stimolo, ma determinanti furono gli atteggiamenti di silenzio inoltrato delle istituzioni. Altra importante motivazione fu: da molti anni quando ero pronto ad uscire in astrale dal mio corpo fisico, accanto al mio letto prima di uscire c’era sempre una presenza a me invisibile, che mi invitava a scrivere un libro sulle mie esperienze. Da premettere che ed è impossibile in condizioni astrali, non riuscire a vedere l’invisibilità della stessa dimensione. Vedi tutto e tutti. Ancora oggi non so darmi una risposta chi fosse quella presenza, anche perché dal 19 dicembre 2001 ho smesso volutamente di praticare l’astrale, perché impegnato nello scrivere correggere e divulgare in tutti i modi questo libro.

Io che non scrivevo da decenni sapendo che è difficile e faticoso, quando con garbo mi sentivo consigliato facevo orecchio da mercante, poi preso dall’incredibile realtà dell’esperienza sempre diversa, al rientro dimenticavo volutamente il suo suggerimento. Quando ho cominciato a scrivere oltre ha farmi rivivere un infinita sofferenza, era come se i fatti narrati fossero successi ora ed il tempo non fosse mai passato, tanto da meravigliarmi della mia memoria abituata al lungo letargo, sempre pronta a cancellare frettolosamente il mio e loro passato. Eccezionalmente i ricordi lucidi mi trasmettevano gradualmente, l’obbligo e la forza morale per continuare, nonostante le difficoltà del mio non saper scrivere da sempre, abituato ormai da decenni a ragionare e riflettere velocemente: cosa molto diversa del saper scrivere correttamente.

C’era in me la consapevolezza di dover continuare ad andare avanti, perché tutti hanno il diritto di conoscere sognare e credere in se stessi, nelle proprie innate capacità, forza dell’amore e del cuore, perché questo mio cammino di vita apparentemente e socialmente per molti inutile, benché fatto di evidenti sofferenze privazioni solitudine abbandono e di apparente nullità, nascondeva il realtà una grande capacità umana e spirituale, perché avevo imparato a credere in DIO che è buono e perdona sempre, e soffre quando noi per colpa nostra soffriamo, diversamente facciamo soffrire i nostri fratelli spirituali.
Quando ho cominciato a scrivere questo libro, la mia coscienza e conoscenza era come un vulcano improvvisamente attivo, se riuscivo velocemente a comprendere e ricordare, mi ritornava difficile annotare velocemente i sentimenti del sapere e della conoscenza; perché nel mio scrivere le parole erano insufficienti o non le trovavo, per trasmettere la specificità diversità intensità delle mie emozioni nel mio rivivere. Mentre scrivevo c’erano dei momenti che mi assaliva l’ansia e la paura, al pensiero della pubblicazione di questo libro. M’immaginavo il polverone il frastuono l’uragano che gradualmente si sarebbe alzato, nel tentativo di travolgermi cercando di accusarmi screditarmi o peggio ancora, denigrarmi nell’accusa di tentare o voler tentare, di plasmare le verità e l’animo della coscienza umana.

Allora e solo allora il ricordo doloroso della mia infanzia senza diritti casa e famiglia, cresciuto in fretta tanto da sentirmi già vecchio a 20 anni, al pensiero che altri come me o peggio di me continuavano a vivere o sopravvivere, nella speranza di una società più giusta in un mondo migliore, allora questo libro dovevo scriverlo soprattutto per loro, per tutti quelli che aspettano da sempre quelle risposte mai avute. In questi lunghi anni ho tentato di imparare ad escludere in me, l’io del giudizio e condanna ricordandomi sempre della pratica del perdono, riuscendo a vedere negli occhi dei miei fratelli, quel loro antico sorriso di bambino infantile, sempre ingenuo e sincero tanto da illuminare e fare spendere i loro volti, che trasparivano d’amore e fiducia infinita per tutto il mondo intero, prima ancora che la società li ferisse continuamente nell’animo e nello spirito, rendendoli adulti cattivi ed egoisti.

Questi ultimi 37 anni sono stati certamente silenziosamente intensi, facendomi sentire fortemente responsabile in coscienza verso il prossimo, anche se si rivelarono peggiori dei miei primi vent’anni. Potevo eliminare ad altri circostanze spiacevoli tragiche e disastrose, invece per me sono stati un’amara e consapevole continuità del mio essere irrequieto, privato della normalità e dei traguardi personali che poco aspiravo. Godevo per le riuscite dei loro ambiti traguardi, amavo senza essere fisicamente contraccambiato, continuavo a vivere sapendomi sempre disponibile al richiamo della loro fede, anche se la loro sofferenza giorno per giorno diventava un carico troppo pesante ed amaro, ma dovevo continuare a combattere e difendere la vera giustizia dei popoli.
Nel mio non orgoglio ho accettato il silenzio della gratitudine, nella mente la normalità e continuità della vita, nel mio cuore la comprensione il perdono e l’amore incondizionato per tutti: anche per i tanti colpevoli. Poco importa oggi sapere chi sia individualmente e fisicamente H’ERMES. È sempre esistito eppure tu non lo sapevi. Continuerà ad esistere anche quando io non ci sarò, perché se vuoi puoi esserlo anche tu, basta credere e sacrificarti nell’amore universale che è in Dio, riflesso in ogni vita umana.

Lo so che questo libro avrà dato tante risposte ma ripropone anche tante domande, però ti invito ha trovare le giuste risposte nell’intimità della tua coscienza. Non sarà difficile se imparerai a credere in te come vero figlio di DIO, com’è l’intera umanità senza distinzioni di sesso razze e religioni. Spero che le mie esperienze ti abbiano dato la fiducia e la speranza per un futuro e mondo migliore, soprattutto trasmesso la certezza dell’importanza del tuo essere prima persona spirituale, e poi fisica e materiale. Sicuramente ho aggravato la mia posizione scrivendo questo libro, che per alcuni in vesti di responsabilità potrà essere anche maledetto.
Se tutto dovesse finire al solito modo pazienza: “ l’età dell’incoscienza se ne andata da molto tempo portandosi via i miei sorrisi.” Resterà comunque questa mia testimonianza che spero un domani anche i miei figli, sappiano comprendere ed attingere in esso i veri valori spirituali, perché questa era l’eredità che sognavo da mio padre mai conosciuto. “ Imparare a credere in te stesso anche in mezzo alla grande tempesta dei sentimenti umani, avendo la forza del perdono, dell’amore, e della solidarietà incondizionata.”

Un abbraccio fraterno: H’ERMES

Prefazione esterna della copertina del libro: lato posteriore. 
Attraverso un linguaggio fluido e scorrevole arricchito di stile sobrio e lineare, la prima cosa che balza agli occhi è la particolarità del testo in duplice veste. Da un lato si ricordano avvenimenti che hanno fatto discutere e scosso l'opinione pubblica, dall'altro ci troviamo di fronte a un nuovo percorso spirituale, fatto di eventi narrati che conducono  verso la conoscenza di un Dio,anche se diverso dal luogo comune però sempre legato in maniera indissolubile, alla fede e all'amore incondizionato riversato in abbondanza sulla fratellanza universale. Un libro che cattura pagina dopo pagina facendo tornare alla mente episodi e figure, spesso di un tragico passato ancora tutt’oggi avvolto nei misteri e depistaggi voluti ricercati ed imposti, ma al contempo avvicina alla fede spirituale esercitata nei soccorsi altrui, attraverso il dono della fede e dell’altruismo. È un invito alla riflessione e nel contempo a porsi nuove domande, cercando le risposte nell’intimo di se stessi, avendo la certezza che dentro di noi esistono da sempre tutte le risposte.


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