La Primavera - 1482 circa - tempera su tavola; 203 x 314
Firenze, Galleria degli Uffizi
A legger i libri di storie fiorentine, il quadro, in coppia con "Pallade che doma il centauro" era alle pareti della camera accanto a quella da letto del cugino di Lorenzo il Magnifico, tal Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, nel suo palazzo fiorentino in via Larga.
Molti voglion di questo quadro protagonista, Venere, sita al centro del suo opulento giardino. La mitologia classica ubicava questo giardino, ricco di ogni pianta ed erba, nell'isola di Cipro.
V'è folla attorno alla Dea, a farle onore:
Cupido, bendato siccome tradizione vuole, mentre le Tre grazie accenanno ad una danza, legiadro girotondo in compagnia di Mercurio! Ma altra scena si nota nella parte opposta dell'opera: l'incontro fra il vento principe in primavera, Zefiro, e la ninfa Clori che fugge terrorizzata.
Non poteva mancar accanto a Primavera, Flora che fiori sparge e rose.
Qui il Botticelli esalta la Primavera, gia cantata dai sommi Ovidio, Orazio e Lucrezio: la Natura e la sua potenza, la Natura e la propria "divina" fertilità.
Molti però in questo quadro vedono risvolti filosofici! E' l'allegoria, affermano, di una Venere, sintesi di spirito e materia (Humanitas), che divide in due il mondo: a destra la materia ed a sinistra lo spirito, secondo teorie filosofiche del neoplatonismo, in auge all'epoca!
Venere insomma che fa da tramite fra l'uomo e Dio....
Forse son troppi i concetti che valenti "critici" han voluto che quadro esprimesse. A me che guardo, basta la soavità dell'immagine che dona agli occhi miei dolci beatitudini!
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