E' qualche mese che entro in questo forum e leggo i commenti riguardanti i vari argomenti, soprattutto quelli sulle corse professionistiche. Non sono mai intervenuto perchè non ne avevo il motivo, ultimamente sto però leggendo dei commenti a dir poco allucinanti e credo che sia arrivato in momento di esprimere la mia opinione.
Innanzitutto per quello che ho potuto capire quasi nessuno di voi va, o è andato, in bicicletta seriamente: cioè non ha mai corso nelle categorie giovanili quali allievi, junior o dilettanti (non parlo di prof.); in questo caso credo sia molto difficile esprimere opinioni sul mondo delle corse, il modo di correre ecc. senza aver mai partecipato ad una corsa seria, aver incontrato dei corridori che vanno forte veramente e arrivare alla soglia del collasso per poter competere con loro. Le corse amatoriali e le gran fondo sono tutt'altra cosa.
Ho letto cose tipo che la malattia di Armstrong è stata una "americanata", ma le avete viste le foto durante le cure? Ho letto che Valverde si è ritirato dal Tour non per una tendinite, ma per altri motivi: ma avete mai avuto una tendinite, per esempio, al ginocchio? In bici non ci si va e i tempi di recupero sono anche abbastanza lunghi. Commenti sulle prestazioni di Basso e Cunego al giro ecc. ecc.
Soprattutto però non condivido i commenti rivolti verso Armstrong, un corridore che ha iniziato a vincere, dopo un passato da grande triatleta, a 19 anni la Settimana Bergamasca (1991) contro dei professionisti, è stato il più giovane vincitore di un mondiale (quando i mondiali erano ancora corse serie e si facevano ad agosto) e di una tappa al Tour del dopoguerra (1993). Quando nel 1996 si è ammalato era in n°1 al mondo. Poi si può criticare il fatto che faceva tutto in funzione del Tour e che snobbava le classiche (cosa che dispiaceva anche a me), ma quella era una sua scelta e poi durante i 7 anni di vittorie al Tour ha vinto due Delfinati, un Giro di Svizzera, un Midi-Libre e piazzamenti alle classiche a cui partecipava (vedi Amstel o Zurigo). Credo un palmares di tutto rispetto e poi bisogna dargli atto che si è sempre presentato alla corsa francese in perfette condizioni e con una motivazione ed una determinazione che gli altri non avevano.
Per quanto riguarda il suo modo di correre al Tour credo che non sia stato molto differente da quello di Indurain solo che Armstrong attaccava anche in salita; poi è facile criticare gli avversari che non attaccavano (come succedeva per Indurain) e non provavano ad isolarlo dai compagni: per fare queste cose bisogna andare più forte (nessuno lo ha dimostrato) o essere coraggiosi con il rischio di saltare e perdere un prezioso piazzamento.
Non ha mai partecipato al Giro? E allora? personalmente non rischierei di compromettere una vittoria al Tour per provare a vincere una corsa quasi dilettantistica: provate a seguire dal vero il Giro e il Tour e li capirete la differenza tra le due corse. Negli ultimi quattro anni ho seguito sul luogo le tappe più dure del Tour e vi posso assicurare che le facce dei corridori che erano in corsa non avevavo bisogno di commenti, anche quelli della rete non erano messi tanto bene: questo al Giro (e mi dispiace) non avviene a dispetto di altimetrie, percorsi ecc. E' il modo di interpretare la corsa che è differente.
Per quelli che pensano di andare forte in salita come i professionisti (anche magari quelli della rete) faccio presente che la selezione per entrare nel professionismo inizia a 10 anni nelle categorie giovanili, solo i migliori dei migliori ci arrivano e non è detto che quando ci si arrivi si riesca ad essere vincenti; poi faccio anche presente che la percentuale di grasso di un prof è paurosamente bassa e che le salite le affrontano nell'arco di tappe di 200 o più km magari con 35°C di temperatura.
Con questo concludo il mio intervento.
Saluti a tutti
Cristian M.