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Facebook   cosa ricorderete di armstrong?Last Update: 8/8/2005 11:19 AM
7/27/2005 9:28 AM
 
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rob
[Unregistered]
che lo si ammiri o lo si detesti, ha chiuso.
cosa ricorderete di lui, quale azione vi è rimasta impressa di più?

ieri ci ho pensato, pedalando, e devo dire che non ne ricordo nessuna di davvero esaltante, forse luz ardiden è quelle che mi è rimasta impressa di più, perchè ha vinto di pura rabbia approfittando della dabbenaggine di ullrich e company...
7/27/2005 1:56 PM
 
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7 anni di monotonia e noia, da cui emergono ben pochi ricordi di grandi gesti atletici:
- la cronoscalata dell'Alpe d'Huez dell'anno scorso
- il prologo di quest'anno
- il "dritto" attraverso i prati dopo la caduta di Beloki

Invece in senso negativo:
- le dichiarazioni su Pantani dopo il Ventoux
- l'arroganza verso Simeoni
"E quando verrà il momento,
se magari ci imbattessimo in unaltra famiglia del mulino bianco
salveremmo almeno gli scarponi muovendogli incontri i nostri residui passi ancor più liberi."
7/27/2005 2:16 PM
 
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Re:
Purtroppo ho il timore che l'assenza di Armstrong non sarà così benefica x il ciclismo come pensavo tempo fa...la stessa "filosofia" dell'americano sarà ripresa dalla sua squadra, x continuare a vincere e per continuare a imporre il marchio DISCOVERY CHANNEL nel mondo del ciclismo. Quando Armstrong correva con la U.S. POSTAL dietro alla squadra e ai corridori non c'era l'amore verso lo sport (vedi alla voce GREGARI=gente che guadagna poco e che continua a correre) o quantomeno non solo quello...c'era la voglia di vincere, di avere successo, di avere soldi...i massaggiatori, gli allenatori, i materiali...tutto al TOP, tutto il meglio per vincere sempre...una pianificazione impressionante, che stona con l'improvvisazione che dovrebbe caratterizzare questo sport...Purtroppo la grande corsa non la fanno più i corridori di talento, ma quelli che hanno alle spalle (prima dei compagni di squadra) una struttura clamorosamente efficente e infallibile...questa moda è stata introdotta da Armstrong&co. ma la Discovery non è una goccia nel mare del ciclismo...c'è chi la sta imitando (CSC con Basso)...io, sinceramente, spero che il progetto Popovic fallisca (mi spiacerebbe per Yaroslav...sono un suo grande tifoso), spero che Armstrong abbandoni il ciclismo anche come dirigente, perchè il suo modo di pensare a questo sport è diverso dal mio, ed è diverso da quello di tutti gli appassionati...
tempo fa, mi pare Jack.ciclista, faceva questa osservazione:
Dieci anni fa le Formula1 facevano tempi sul giro di 10" superiori a quelli che fanno adesso ma in gara si sorpassavano continuamente...ora girano molto più veloci e non si sorpassano più...
stesso discorso x il ciclismo...medie da paura=gare noiose, percorsi indecenti, selezione da dietro perchè davanti si va troppo forti per scattare...mah....

Di Armstrong, purtroppo, si ricorderà fin troppo...lo si ricorderà perchè la sua eredità ce l'avremo sempre davanti agli occhi...
A questo punto non voglio dire che dove gli americani vanno gli americani rovinano...ma nel ciclismo, ahimè, è stato così...
Mitch

_________________________________

Sulla mia tomba vorrei ci fosse scritto: "Te l'avevo detto, Baby, che stavo molto male"

AL CUORE, RAMON, AL CUORE!

Ho osservato, una lumaca, strisciare lungo il filo di un rasoio, questo e' il mio sogno , il mio incubo, strisciare scivolare lungo il filo di un rasoio e sopravvivere
7/27/2005 2:28 PM
 
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Mirko
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Il mondiale di Oslo, la vittoria di Limoges al Tour 1995, direi anche la prima tappa in salita del Tour 2000 che non ricordo dove arrivava.
7/27/2005 2:53 PM
 
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Alefederico
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Non ho dubbi. L'azione che non scorderò mai fu quell'attacco sulla salita di Hautacam nel Tour 2000. Per me fu uno choc. Armstrong veniva dal vittorioso Tour 1999 e si portava dietro molti dubbi per via delle assenze di Ullrich e Pantani, vincitori degli ultimi anni. Al primo arrivo in salita in una giornata climaticamente difficile suonò la sveglia con un'azione devastante e distacchi tremendi. Ullrich fu cancellato, Pantani le prese sul suo terreno preferito.

Il peggior ricordo? La sua permanente assenza da tutti gli altri grandi avvenimenti ciclistici.
7/27/2005 5:42 PM
 
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giocurio
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Alpe d'Huez 2001. credo sia stata impressionante la cadenza con cui è andato su. dal punto di vista dell'emozione pura (la pelle d'oca per capirsi) nulla a che vedere che ne so con Galibier 98 (Pantani), però da lasciare a bocca aperta.
Ecco, credo sia questa la differenza fra Armstrong e altri atleti, la poesia nell'azione.
Armstrong ne ha messa meno, però non si può dire che non lasciassere di stucco le sue prodezze (compresi gli attacchi che ha fatto in svariati Tour e l'irrisoria scioltezza con cui a colmato i vuoti le poche volte che la squadra non lo ha pilotato).

Naturalmente un capitolo a parte per Limoges 95: continuo ad essere al limite delle lacrime ogni volta che vedo le immagini...
7/27/2005 7:07 PM
 
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Faccio ammenda, non ho inserito tra le cose belle da ricordare Limoges '95, è stata l'unica volta che Armstrong mi ha davvero emozionato (ricordo offuscato dall'assenza alla cerimonia di Casartelli quest'anno: proprio non poteva andarci?). Però si tende sempre a dimenticare l'Armstrong pre-cancro; in effetti si trattava proprio di un altro corridore, che forse ho apprezzato molto più di quello degli ultimi anni.
"E quando verrà il momento,
se magari ci imbattessimo in unaltra famiglia del mulino bianco
salveremmo almeno gli scarponi muovendogli incontri i nostri residui passi ancor più liberi."
7/27/2005 7:08 PM
 
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Re: Re:

Scritto da: michele.zul 27/07/2005 14.16
Purtroppo ho il timore che l'assenza di Armstrong non sarà così benefica x il ciclismo come pensavo tempo fa...la stessa "filosofia" dell'americano sarà ripresa dalla sua squadra, x continuare a vincere e per continuare a imporre il marchio DISCOVERY CHANNEL nel mondo del ciclismo. Quando Armstrong correva con la U.S. POSTAL dietro alla squadra e ai corridori non c'era l'amore verso lo sport (vedi alla voce GREGARI=gente che guadagna poco e che continua a correre) o quantomeno non solo quello...c'era la voglia di vincere, di avere successo, di avere soldi...i massaggiatori, gli allenatori, i materiali...tutto al TOP, tutto il meglio per vincere sempre...una pianificazione impressionante, che stona con l'improvvisazione che dovrebbe caratterizzare questo sport...Purtroppo la grande corsa non la fanno più i corridori di talento, ma quelli che hanno alle spalle (prima dei compagni di squadra) una struttura clamorosamente efficente e infallibile...questa moda è stata introdotta da Armstrong&co. ma la Discovery non è una goccia nel mare del ciclismo...c'è chi la sta imitando (CSC con Basso)...io, sinceramente, spero che il progetto Popovic fallisca (mi spiacerebbe per Yaroslav...sono un suo grande tifoso), spero che Armstrong abbandoni il ciclismo anche come dirigente, perchè il suo modo di pensare a questo sport è diverso dal mio, ed è diverso da quello di tutti gli appassionati...
tempo fa, mi pare Jack.ciclista, faceva questa osservazione:
Dieci anni fa le Formula1 facevano tempi sul giro di 10" superiori a quelli che fanno adesso ma in gara si sorpassavano continuamente...ora girano molto più veloci e non si sorpassano più...
stesso discorso x il ciclismo...medie da paura=gare noiose, percorsi indecenti, selezione da dietro perchè davanti si va troppo forti per scattare...mah....

Di Armstrong, purtroppo, si ricorderà fin troppo...lo si ricorderà perchè la sua eredità ce l'avremo sempre davanti agli occhi...
A questo punto non voglio dire che dove gli americani vanno gli americani rovinano...ma nel ciclismo, ahimè, è stato così...



La penso un po' come te, Michele: indietro non si torna.

Di Armstrong sportivo sinceramente non ho grandi ricordi, di 7 Tour de France quasi identici vinti sovrastando gli avversari paradossalmente fatico a trovare qualche grande impresa, forse perchè più di ogni altro ha saputo limitare alti e bassi rimanendo sempre per 3 settimane a livelli impressionanti.

Una cosa però spero non si dimentichi: il suo impegno nella lotta contro il cancro. Mi auguro che ciò che ha scritto n@apo tempo fa (cioè che la fondazione non sia altro che un suo laboratorio privato) non sia vero. Anch'io detesto i braccialettini gialli, ma lo scopo è assolutamente nobile.
7/27/2005 10:10 PM
 
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Di essere spocchioso è antipaitco sia nel comportarsi che nel correre!
Le sue vittorie non mi hanno mai entusiasmato! E le sue 100 pedalate al minuto mi sanno troppo da finto.....
No crusar la caretera!
7/27/2005 11:48 PM
 
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Tra le tante leggende sulle abitudini di Lance Armstrong nel suo soggiorno comasco, antecedente alla malattia: nuotate su nuotate, manco fosse ancora un thriatleta.
7/28/2005 10:19 AM
 
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christian
[Unregistered]
I 7 tour di Armstrong non sono stati identici, gli ultimi anni sono stati corsi molto piu' sulla difensiva dei primi.
Cio' che ricordero' di piu' e' la mostruosita' della scalata di hautacam 2000, anche l'alpe d'huez 2001 e' stata piuttosto impressionante.
7/28/2005 10:25 PM
 
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Potrebbe essere ricordato come uno dei campioni meno amati nella storia del ciclismo.


V
7/28/2005 11:06 PM
 
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Lo ricordo come quello che ha fatto il bene del ciclismo bloccando Simeoni, quello che ha preso in giro tifosi e ciclismo facendo seriamente una gara all' anno e beffandosi dei vari Ullrich (ad Agosto vola) e Basso (anche lui non corre molto ma spesso lo si vede), quello che ottiene prestazioni disumane e stacca gli scalatori in salita, come quello che deve fare il signorotto al tour.
Insomma, menomale che si è ritirato, ha smesso di prendere in giro tutti, anche se quest' anno si è reso meno antipatico degli scorsi
____________________________________________________

Giri e salite: itinerari organizzati alla scoperta dell' Italia (Ora anche su Facebook)
7/29/2005 10:43 AM
 
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Cristian M.
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Commenti vari
E' qualche mese che entro in questo forum e leggo i commenti riguardanti i vari argomenti, soprattutto quelli sulle corse professionistiche. Non sono mai intervenuto perchè non ne avevo il motivo, ultimamente sto però leggendo dei commenti a dir poco allucinanti e credo che sia arrivato in momento di esprimere la mia opinione.
Innanzitutto per quello che ho potuto capire quasi nessuno di voi va, o è andato, in bicicletta seriamente: cioè non ha mai corso nelle categorie giovanili quali allievi, junior o dilettanti (non parlo di prof.); in questo caso credo sia molto difficile esprimere opinioni sul mondo delle corse, il modo di correre ecc. senza aver mai partecipato ad una corsa seria, aver incontrato dei corridori che vanno forte veramente e arrivare alla soglia del collasso per poter competere con loro. Le corse amatoriali e le gran fondo sono tutt'altra cosa.

Ho letto cose tipo che la malattia di Armstrong è stata una "americanata", ma le avete viste le foto durante le cure? Ho letto che Valverde si è ritirato dal Tour non per una tendinite, ma per altri motivi: ma avete mai avuto una tendinite, per esempio, al ginocchio? In bici non ci si va e i tempi di recupero sono anche abbastanza lunghi. Commenti sulle prestazioni di Basso e Cunego al giro ecc. ecc.

Soprattutto però non condivido i commenti rivolti verso Armstrong, un corridore che ha iniziato a vincere, dopo un passato da grande triatleta, a 19 anni la Settimana Bergamasca (1991) contro dei professionisti, è stato il più giovane vincitore di un mondiale (quando i mondiali erano ancora corse serie e si facevano ad agosto) e di una tappa al Tour del dopoguerra (1993). Quando nel 1996 si è ammalato era in n°1 al mondo. Poi si può criticare il fatto che faceva tutto in funzione del Tour e che snobbava le classiche (cosa che dispiaceva anche a me), ma quella era una sua scelta e poi durante i 7 anni di vittorie al Tour ha vinto due Delfinati, un Giro di Svizzera, un Midi-Libre e piazzamenti alle classiche a cui partecipava (vedi Amstel o Zurigo). Credo un palmares di tutto rispetto e poi bisogna dargli atto che si è sempre presentato alla corsa francese in perfette condizioni e con una motivazione ed una determinazione che gli altri non avevano.
Per quanto riguarda il suo modo di correre al Tour credo che non sia stato molto differente da quello di Indurain solo che Armstrong attaccava anche in salita; poi è facile criticare gli avversari che non attaccavano (come succedeva per Indurain) e non provavano ad isolarlo dai compagni: per fare queste cose bisogna andare più forte (nessuno lo ha dimostrato) o essere coraggiosi con il rischio di saltare e perdere un prezioso piazzamento.
Non ha mai partecipato al Giro? E allora? personalmente non rischierei di compromettere una vittoria al Tour per provare a vincere una corsa quasi dilettantistica: provate a seguire dal vero il Giro e il Tour e li capirete la differenza tra le due corse. Negli ultimi quattro anni ho seguito sul luogo le tappe più dure del Tour e vi posso assicurare che le facce dei corridori che erano in corsa non avevavo bisogno di commenti, anche quelli della rete non erano messi tanto bene: questo al Giro (e mi dispiace) non avviene a dispetto di altimetrie, percorsi ecc. E' il modo di interpretare la corsa che è differente.

Per quelli che pensano di andare forte in salita come i professionisti (anche magari quelli della rete) faccio presente che la selezione per entrare nel professionismo inizia a 10 anni nelle categorie giovanili, solo i migliori dei migliori ci arrivano e non è detto che quando ci si arrivi si riesca ad essere vincenti; poi faccio anche presente che la percentuale di grasso di un prof è paurosamente bassa e che le salite le affrontano nell'arco di tappe di 200 o più km magari con 35°C di temperatura.

Con questo concludo il mio intervento.

Saluti a tutti
Cristian M.
7/29/2005 12:36 PM
 
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Re: Commenti vari

Scritto da: Cristian M. 29/07/2005 10.43

Per quelli che pensano di andare forte in salita come i professionisti (anche magari quelli della rete) faccio presente che la selezione per entrare nel professionismo inizia a 10 anni nelle categorie giovanili, solo i migliori dei migliori ci arrivano e non è detto che quando ci si arrivi si riesca ad essere vincenti; poi faccio anche presente che la percentuale di grasso di un prof è paurosamente bassa e che le salite le affrontano nell'arco di tappe di 200 o più km magari con 35°C di temperatura.


Saluti a tutti
Cristian M.



sCUSA cRISTIAN MA DOVE HAI LETTO CHE QUALCUNO DI NOI PENSA DI ANDARE FORTE COME I PROF? PERCGE ME LO SONO PERSO...
SEMMAI HO LETTO CHW QUALCUNO DICEVA DI ANDARE PIANO COME IL PIU SCARSO DEI CICLOMATORI IL CHE E PROPRIO L'OPPOSTO!

sU aMOSTROng; non credo che bisogna necessariamente aver corso nei dilettenati o negli juniores per poter farsi una proprio opinione sensata e poter arrivare a dire certe cose; ci si puo informare sulel corse e capirle anche senza averne mai fatto una;
questo è la mia opinione opinabile-.....
No crusar la caretera!
7/29/2005 1:07 PM
 
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christian
[Unregistered]
Forse cristian si riferiva ad altri forum della rete, altrimenti quella frase non so da dove e' stata tirata fuori.
7/29/2005 1:37 PM
 
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Cristian M.
[Unregistered]
L'ho presa qui, ma forse ho capito male...
Poi era anche una considerazione di carattere generale.


Jack.ciclista: 27/07/2005 16.07

Io ricordo il Fedaia 2001. Marco si ritirò all'inizio della salita, che era la prima di giornata, ma mi stupì il gruppo velocisti in salita. A parte che andavano più piano di me su quelle pendenze, gli ultimi erano già staccati (ero a malga Ciapela, appena pochi km dall'inizio) e più di qualcuno sarebbe ancora li se non fosse stato spinto dagli spettatori.

7/29/2005 3:56 PM
 
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Re: Commenti vari
Se per espriemere un commento su una qualsiasi disciplina secondo te è necessario averla praticata ad alti livelli, allora il 99% delle riviste e dei quotidiani sportivi non avrebbe alcun senso di esistere...
Bulbarelli non potrebbe essere commentatore del Giro, tanto per prendere un esempio recente (molti lo criticano ma trovo che faccia il suo lavoro con più passione e competenza di altri che hanno un'esperienza agonistica molto più vasta della sua...)
Ritornando alla tua equazione "esperienza ad alti livelli=competenza nel commento" trovo che ci siano molti esempi di atleti che, pur avendo praticato il ciclismo ad alti livelli, di questo sport non capiscano proprio un fico secco (cfr. Gigi Sgarbozza), ciò non toglie che alcune persone che non hanno un'esperienza simile si lascino andare in commenti che evidenziano la loro totale incompetenza in campo ciclistico, ma se fossi in te eviterei di generalizzare, poichè mi pare troppo semplicistico ridurre ad un "ammasso di ignoranti" coloro i quali sono grandi appassionati di questo sport pur non praticandolo a livello agonistico.
Intervengo inoltre in difesa di Jack.ciclista innanzitutto perchè il suo modo di esprimersi poteva essere interpretato "eufemisticamente":diciamo che per rendere l'idea di quanto piano andassero i velocisti li ha paragonati a sè, anche se la loro velocità, seppur molto inferiore a quella dei loro colleghi scalatori, poteva benissimo essere inarrivabile per noi comuni mortali...
In secondo luogo vi assicuro, per esperienza personale, che i velocisti nelle tappe di montagna vanno davvero piano.
L'anno scorso ero sul tracciato del Giro, nella tappa del Corno alle Scale (peraltro non durissima), e il gruppetto velocisti, tra i quali era presente anche Mario Cipollini, nonostante gli "aiuti" del pubblico (spinte), procedeva a non più di 10-12 Km/h, che su una salita del genere non mi sembra una velocità impossibile.
7/29/2005 6:05 PM
 
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Non volevo proprio essere eufemistico !
Ho scritto che era il gruppo velocisti, mi correggo dicendo che erano una ventina di corridori dopo tale gruppo, e garantisco che sulla rampa di Malga Ciapela andavano con il 39x23 e saranno stati a 35 pedalate al minuto, erano al limite del ribaltamento. Io mi son fatto Fedaia + Sella + Gardena + Campolongo per poi ritornare a metà Fedaia, appunto a malga Ciapela, e neppure al secondo passaggio ero così piantato !
Detto ciò ho scritto anche che sono riuscito a fare un MASSIMALE di 100 metri a 46 km/h confrontandolo con i 50 e passa di MEDIA che hanno fatto nella prima crono del tour.


Jack
www.jack.135.it
8/8/2005 11:19 AM
 
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Di positivo in Armstrong ricorderò la forza di volontà che ci ha messo dopo il tumore per poter tornare a fare il corridore, la cadenza di pedalata mostruosa che ha avuto sulle salite di Hautacam 2000 e Alpe d'Huez 2001 e prima del tumore la commovente vittoria di Limoges nel 1995.

Di negativo quasi tutto il resto, il fatto di incentrare tutta la stagione solo sul Tour per 7 anni consecutivi, le dichiarazioni contro Pantani dopo Ventoux 2000, il gesto da prepotente su Simeoni l'anno scorso e anche i sospetti sul doping(la forza di volontà non si discute come scritto sopra, ma lui nel 97 subito dopo la chemio era 50 Kg e con una massa muscolare di un bambino etiope e già nel 98 arrivò 4° alla Vuelta e al Mondiale, un po' di sospetti possono venire).

Sinceramente non lo rimpiangerò, anche se temo che forse per 2-3 anni molti corridori correranno alla stessa maniera dell'americano ossia incentrando tutta la stagione su un appuntamento. Dopo forse le cose potrebbero cambiare.
----------------------------------------
Roberto
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