Michael vince ma Alonso fa paura
Michael Schumacher e la Ferrari tornano al successo nel Gp di San Marino, quarto appuntamento del Mondiale 2006, tra lo sventolìo di bandiere rosse del numeroso pubblico accorso al circuito intitolato ad Enzo e Dino Ferrari. La squadra di Maranello trova conferme al grande lavoro fatto sulla F248 nelle ultime settimane, ed il tedesco sale al secondo posto nella classifica del mondiale piloti.
Ma ad impressionare, anche in riva al Santerno, è stato Fernando Alonso, che partito quinto con la sua Renault ha finito per braccare letteralmente Schumi fino agli ultimissimi giri. Un intenso duello a ruoli invertiti rispetto al Gp dello scorso anno, che dimostra però quanto la Renault fosse in grado di essere veloce anche nel week end per lei teoricamente più difficile di questa prima parte di stagione. Il sette volte campione del mondo ha dovuto pescare a piene mani dal proprio temperamento e dalla propria esperienza per vincere la gara, ma lo spagnolo è stato largamente il più veloce in pista, e l'impossibilità di sorpassare data dalle caratteristiche del tracciato gli ha negato quella vittoria che aveva potuto cogliere, per lo stesso motivo, nel 2005.
Al semaforo verde Barrichello è l'unico dei primi a partire male, lo infilano sia Massa che Alonso, e i primi quattro prendono subito un buon vantaggio su Rubens, Ralf Schumacher e le McLaren. Intanto alla piratella lo sciagurato giapponese Ide (Super Aguri) tocca Albers e lo fa capottare. Safety car e per fortuna nessun danno per il pilota olandese.
Schumi adotta ovviamente la strategia della lepre, ma il primo terzo di gara sarà l'unico che potrà fare all'attacco. Il tedesco dà mezzo secondo al giro a Button, Massa ed Alonso, che nonostante abbia qualche chilo in più di carburante riesce a rimanere in scia alla seconda Ferrari.
Button è il primo a fermarsi, confermando che le Honda fanno sempre grandi tempi in prova anche perchè molto leggere, ma ci pensa il suo box a metterlo subito fuori dai giochi per quanto riguarda il podio; l'addetto al "lecca lecca", il cartello tondo che fornisce al pilota l'indicazione di stop e di ripartenza, gira il cartello prima che il rifornimento sia terminato, e l'inglese riparte trascinandosi il tubo ed un paio di meccanici, perdendo poi circa 20". Schumacher ha allungato fino a 12" su Alonso, che si ferma quattro giri dopo il tedesco e si ritrova poi secondo (davanti a Massa) e staccato di 7" da Michael.
Col secondo treno di gomme la Ferrari è però nettamente più lenta, Alonso recupera un secondo e mezzo al giro su Schumacher e si presenta dietro i suoi tubi di scarico. Lo spagnolo ha un passo visibilmente più veloce, il tedesco deve guardare più negli specchietti che davanti a sè, ma non perde la concentrazione e riesce a fare il "tappo", girando peraltro più lentamente anche rispetto alle McLaren. Realizzando di non potere tentare il sorpasso, la Renault prova il colpo di scena richiamando Alonso in anticipo per il secondo stop, nella speranza che i tempi sul giro molto alti condannino il tedesco anche se restasse in pista un giro in più.
E qui c'è il colpo di classe di Schumacher, perchè il box Ferrari lo lascia in pista un solo giro più di Alonso e lui abbassa il tempo di oltre un secondo, ripresentandosi immediatamente davanti al campione in carica una volta rientrato in pista dopo lo stop. L'esuberante spagnolo bracca il vecchio campione per 15 giri, ma Schumi resiste sfruttando anche un set di gomme meno disastrose rispetto al secondo. Alonso mette pressione fino a quattro giri dalla fine, quando è talmente attaccato a Schumacher da commettere un piccolo errore; le due ruote messe sull'erba e i 3" persi rispetto a Michael lo consigliano a tirare i remi in barca ed accontentarsi di un secondo posto comunque validissimo nella corsa al Mondiale.
Sul terzo gradino del podio sale Montoya, autore di una gara di regolarità sulla McLaren che gli ha permesso di sopravanzare Massa. Quinto Raikkonen, sesto Weber, settimo Button, ottavo Giancarlo Fisichella. Fuori gli altri due italiani Trulli (guasto al piantone dello sterzo) e Liuzzi (testacoda).