Medici, 150mila in sciopero
L'adesione ha raggiunto l'85%
Giornata di sciopero per i medici contro il mancato rinnovo del contratto scaduto da tre anni. Coinvolti 150mila tra dottori, veterinari, sanitari, amministrativi e tecnici del servizio sanitario nazionale. Esclusi dalla mobilitazione i medici di Genova, Imperia e Savona. Rinviati 90mila interventi chirurgici. Secondo l'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani l'adesione ha raggiunto l'85%.
"In Toscana addirittura abbiamo raggiunto una punta del 90% - ha detto il segretario nazionale Serafino Zucchelli - e nel resto d'Italia si aggira all'80-85%". I medici ospedalieri, comunque, per la situazione di emergenza maltempo in Liguria hanno sospeso volontariamente l'agitazione. La settimana prossima, comunque, le Regioni presenteranno alle organizzazioni sindacali mediche un nuovo testo sulla parte normativa che sarà appunto valutato. A Roma sit-in dei camici bianchi ospedalieri sotto il Palazzo delle Regioni.
"Assicureremo solo le emergenze - ha precisato Vincenzo Carpino, presidente dell'Aaroi - ma saranno oltre il 40% gli anestesisti e rianimatori che domani incroceranno le braccia". "L'incontro con il Comitato di settore non ha scongiurato lo sciopero - ha detto Serafino Zucchelli, segretario nazionale dell'Anaao - anzi tutte le organizzazioni sindacali hanno deciso di inasprire le azioni di protesta nel caso in cui regioni e governo, ognuno per le proprie competenze, non diano risposte alle richieste economiche e normative fatte dalla categoria".
A saltare sono state le visite e gli esami programmati, anche se è stata garantita l'assistenza ai degenti già ricoverati e le emergenze. Un disagio, tuttavia, che grava sui cittadini. "Ma - ha spiegato il segretario nazionale della Cigl, Massimo Cozza - un Paese che vuole essere competitivo non lascia per 39 mesi senza contratto i medici. Non è più tempo di parole, né di promesse, vogliamo una formale proposta contrattuale che non ci costringa a lavorare oltre 40 ore a settimana, senza adeguate garanzie, senza formazione retribuita, assicurazione, senza neppure alcun ruolo reale nelle scelte delle direzioni aziendali e senza regolamentazione per i sempre piu' numerosi contratti atipici con i quali si assumono nuovi medici".
Il contratto è scaduto il 31 dicembre del 2001 ed è prossimo alla scadenza quadriennale del dicembre prossimo. Si tratta della quarta protesta di categoria in 13 mesi. I medici hanno scioperato infatti il 9 febbraio, il 24 aprile e il 3 giugno del 2004. Tra i punti della contesa c'è la richiesta da parte dei sindacati di categoria di un aumento dell'8%, mentre le regioni restano ferme al 4,3% previsto dalla legge finanziaria.