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I Grandi Maestri: JAMES LEE BURKELast Update: 9/8/2008 4:01 PM
6/12/2004 10:59 PM
 
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Voglio parlarvi di questo scrittore, che il mio amato J.Connolly ha definito per certi versi come la sua musa ispiratrice.
Burke è poco conosciuto in Italia, ma è uno dei maggiori scrittori americani viventi.
Personalmente lo ritengo un grandissimo.
Burke, nato nel 1936 a Houston, è famoso per la saga dell'ispettore Dave Robicheaux, ambientata in Louisiana, fra New Orleans e le paludi.
Volenza estrema, profondità, prosa lussureggiante dalle spettacolose descrizioni naturali, romanticismo e malinconia.
Crime stories d'autore, insomma.
Consigliatissimo.

CRONOLOGIA saga di Robicheaux:

1987 Pioggia al neon (BaldiniCastoldiDalai)
1988 Prigionieri del cielo (BaldiniCastoldiDalai 94)
1989 Black Cherry Blues (Mondadori)
1990 Autunno caldo a New Orleans (Mondadori)
1992 Piccola notte Cajun (Mondadori)
1993 L'occhio del ciclone (Mondadori)
1994 Rabbia a New Orleans (BaldiniCastoldiDalai 1999)
1995 L'angelo in fiamme (BaldiniCastoldiDalai 2003)
1996 La palude dell'odio (Baldini & Castoldi)
1998 Sunset Limited (Meridiano Zero 2004)
2000 Il mio nome è Mae Robicheaux (GialliMondadori n.2733)
2002 La ballata di Jolie Blon (Meridiano Zero 2005)
2003 Ultima corsa per Elysian Fields(Meridiano Zero 2005)
2005 Ti ricordi di Ida Durbin (Meridiano Zero 2006)
2006 Prima che l'uragano arrivi (Meridiano Zero 2008)
2007 L'urlo del vento (Fanucci 2008)

Romanzi stand-alone pubblicati in Italia:
1982 Two for Texas (Meridiano Zero 2004)

Dell'intera saga del poliziotto Texas ranger Billy Bob Holland (4 romanzi), invece, è stato tradotto solo il primo:
1997 Terra Violenta (Gialli Mondadori n.2669)

Ecco l'ottimo sito ufficiale
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In qualche oscura forma, continuerò a esistere.

Amministratore di EmozionaliA...parole che scaldano il Blu
[Edited by Bad Desire 7/24/2008 11:47 PM]
6/12/2004 11:44 PM
 
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Beh... la musa ispiratrice di Connolly...
Però porca miseria il sito è tutto in inglese...

E i libri credi siano semplici da trovare?
Su IBS ho visto che ci sono solo questi:
Pioggia al neon
Prigionieri del cielo
Piccola notte cajun
Rabbia a New Orleans
L'angelo in fiamme

A parte il GM e gli ultimi due che hai postato (che non ho capito ma da noi non sono ancora stati pubblicati?) gli altri?

Ceia confusa...


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Questo è un mondo a nido d'ape.
Devi stare attento a dove metti i piedi.
E devi essere preparato a ciò che potresti trovare.
(Gente che uccide - John Connolly)


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6/13/2004 1:08 AM
 
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Burke è difficile da trovare.

Ibs ne ha qualcuno, il resto è nei gialli Mondadori, mentre 3 degli ultimi 4 non sono stati tradotti.

Da Prigionieri del cielo è stato tratto un film con Alec Balwin (grande fans di Burke) e Teri Hatcher.



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Amministratore di EmozionaliA...parole che scaldano il Blu
6/26/2004 11:29 AM
 
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Two for Texas


Louisiana, 1836. In un clima impossibile, tra paludi soffocanti e fatali, un campo di prigionia dai ritmi massacranti. Due detenuti, Son Holland e Hugh Allison, condividono la stessa cella, e la speranza di andarsene un giorno da lì, sognando il Texas. Son è giovane e ingenuo, e la fortuna con lui è stata particolarmente cieca. Hugh è una vecchia canaglia che nella vita ne ha viste tante. Non hanno nulla in comune e un giorno, del tutto inaspettata, si presenta la loro occasione. I due riescono a fuggire, ma l’inferno che credevano di essersi lasciati alle spalle non tarderà a braccarli.
Inizia così una fuga disperata, un vorticoso viaggio dalla Louisiana al Texas, attraverso una natura sontuosa e indifferente, tra uomini violenti e donne dagli occhi insondabili. E mentre la notizia della loro evasione si diffonde, sempre più in fretta, e il cerchio attorno a loro si stringe, sempre più minaccioso, i due fuggitivi entrano di forza nella storia americana. A pochi giorni dalla Dichiarazione di Indipendenza del Texas e dalla sconfitta di Alamo, Hugh e Son saranno al fianco di Sam Huston nell’esercito che sconfiggerà definitivamente i messicani a Santa Anna.

Two for Texas è uno straordinario romanzo di avventura, incalzante e frenetico, ma anche un delicato romanzo di formazione capace di fondere in un impasto magistrale violenza, asciutto lirismo e ironia.

Albys, dato che sei l'esperto, questo libro è nuovo?
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6/27/2004 12:29 AM
 
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No, Ceia, Two for Texas è del 1982.

E' un libro stand alone, che credo venga pubblicato ora qui da noi perchè il filone americano dei romanzi "di formazione" (vedi gli ultimi due di Lansdale) è parecchio di moda.

Io aspetto i romanzi della saga di Robicheaux, il punto forte di Burke.
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8/17/2004 10:24 PM
 
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Ho letto piccola notte cajun, thriller senza infamia e senza lode.
Non credo che in questo caso il non rispetto della cronologia mi abbia fatto perdere molto.
Trama, suspance, stile e prosa assolutamente nella media.
Connolly avrà pure tratto ispirazione da Burke, ma lo ha distrutto subito!
Per me capitolo chiuso.

______________
letti nel 2004:
gli occhi della preda, il mambo degli orsi, bad chili, l'analista, come cani randagi, palude, la città delle ossa, come una bestia feroce, preda di ghiaccio, la notte della preda, all'inferno fumano tutti, morte di uno sbirro, estensione del dominio della lotta, piattaforma, hollywood confidential, romanzo criminale, sfida a detroit, le parole perdute, 1974, posizione di tiro, 1977, svaniti nel nulla, la perfezione di un silenzio, inferno sola andata, la variante di luneburg, piccola notte cajun, il dettaglio.
8/18/2004 2:35 PM
 
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Oh che peccato!
Uhm...

Dunque... esempio di come l'allievo ha saputo superare il maestro...
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3/12/2005 12:07 AM
 
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Ho letto un articolo su questo tipetto su una rivista.
Beh.
Più che un articolo è un'intervista...
Comunque.

Nell'introduzione lo si definisce uno dei maggiori romanzieri americani viventi e si dice che la Meridiano Zero ha acquisito i diritti o come si dice per pubblicare l'opera omnia.
Per questo ha iniziato con Two for Texas e con Sunset Limited.

E poi, cosa che mi ha incuriosito, si parla di una comunità, una certa COMUNITA' DI MISSOULA nel Montana.
Questo James (ah che nome! ) spiega così:
"Le origini della comunità di scrittori di Missoula risale ai tempi di A.B. Guthrie, D. Johnson e Walter Van Tillberg Clark, che vivevano e scrivevano qui. Durante gli anni Sessanta il rettore della Facoltà di lettere, Warren Carrier, ha inaugurato un corso di scrittura creativa qui all'università, e ha preso Richard Hugo (che è quello che ha scritto quella intro pazzesca all'inizio del romanzo di Crumley - questo lo sto dicendo io, non James... ), James Crumley (eccolo!) Rick Demarinis e molti altri scrittori per insegnare. Da allora questo posto è diventato un punto di riferimento per artisti di ogni tipo."

Vabè.
Questo per dire che, alla fine, 'sti autori si conoscono tutti e chissà che combinano quando sono insieme...


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"... io in realtà dovevo essere una farfalla notturna, ma poi c'è stato un errore, e così son arrivata qui, ma non è esattamente qui che dovevano posarmi, e così adesso è tutto più difficile, è normale che tutto mi faccia male, devo avere molta pazienza e aspettare, è una cosa complicata, si capisce, trasformare una farfalla in una donna..."
(Oceanomare - Baricco)
4/18/2005 1:47 AM
 
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A me sto tizio continua a incuriosire...
Da Meridianozero è uscito un altro suo libro:

La ballata di Jolie Blon
Trama:
Due omicidi con stupro. Le vittime - un'adolescente classica brava ragazza e una prostituta tossicodipendente - hanno poco o nulla in comune. Il musicista blues Bobby Hulin sembra essere il primo naturale sospettato. Il detective Robicheaux sente però che non c'è lui dietro quei crimini. Emerge una rete di collegamenti che porta a una ricca famiglia dell'aristocrazia terriera, i LaSalle. Cercando di far luce sulla vicenda, l'ex poliziotto cajun si imbatte in una serie di personaggi sinistri, dal boss mafioso padre della prostituta uccisa a un enigmatico venditore di bibbie, per finire con una diabolica figura al servizio dei LaSalle.


Io non capisco mai se son nuovi o riedizione dei vecchi... vabè.


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"... io in realtà dovevo essere una farfalla notturna, ma poi c'è stato un errore, e così son arrivata qui, ma non è esattamente qui che dovevano posarmi, e così adesso è tutto più difficile, è normale che tutto mi faccia male, devo avere molta pazienza e aspettare, è una cosa complicata, si capisce, trasformare una farfalla in una donna..."
(Oceanomare - Baricco)
6/17/2005 8:25 PM
 
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La ballata di Jolie Blon - una recensione (non mia)
Esce per Meridiano Zero un romanzo nuovo fiammante di James Lee Burke, si tratta di La ballata di Jolie Blon, il secondo, per la lungimirante casa editrice patavina, dedicato alle avventure poliziesche del detective cajun Dave Robicheaux, sbirro dal cuore d'oro, alcolista e tossico, alla ricerca, questa volta, della soluzione di un quanto mai complicato caso di duplice omicidio.
Come gia' nei precedenti romanzi del ciclo, anche in La ballata di Jolie Blon sono almeno due le caratteristiche vincenti che permettono a Burke di andare oltre le fuorvianti catalogazioni di genere. La prima attiene alle splendide descrizioni dei paesaggi della Louisiana che svelano un'ambientazione che va ben oltre lo sfondo: la natura non e' cioe' semplice cornice ma diviene piuttosto elemento imprescindibile della narrazione, polpa viva delle "pieghe" piu' intime del romanzo. La seconda e' quella per cui il concetto di noir pare in qualche modo trasformarsi in strumento formale, chiave di lettura, primo "strato narrativo" per raccontare, piuttosto, il sud attraverso spaccati vividi ed efficacissimi, in grado di metterne in evidenza il problema razziale, tutt'altro che sopito, la lotta costante dell'uomo con la natura che ha ormai assunto tutte le caratteristiche dello stupro, sono parole di Burke, il classismo sociale, figlio dell'aristocrazia latifondista e della proprieta' terriera pre-secessione che in molti casi e' rimasto ostinatamente attaccato alle proprie radici. Accade quindi che passando al setaccio il bayou a caccia di un serial killer affamato di vittime, fra mocassini d'acqua ed alligatori, battute di pesca e down home blues, Robicheaux si scontri con le miserie quotidiane di un sud che e' parente stretto di quello patriarcale e violento della confederazione, cercando di rimettere insieme i pezzi di una tragica vicenda che affonda le proprie radici nell'odio razziale e nel desiderio di vendetta e di sopraffazione dell'altro.
Ne viene fuori un romanzo splendido, che ritrae una ricca galleria di "cattivi" davvero riusciti, come il luciferino Legion Guidry, diabolica nemesi di Robicheaux e forse la figura piu' inquietante mai tratteggiata da Burke, Perry La Salle, arrogante avvocato penalista sessuomane, Marvin Oates, enigmatico venditore di bibbie. Tutta la vicenda sembra tuttavia ruotare attorno a Tee Bobby Hulin, un giovane bluesman di talento, drogato e impaurito che probabilmente e' coinvolto nella tragedia piu' di quanto non voglia confessare e infatti La ballata di Jolie Blon e' proprio il titolo di una delle canzoni da lui suonate nei locali della palude.
Sono queste le figure chiave che dettano gli accenti della storia ambientata nel microcosmo sociale di New Iberia, Louisiana, avvolto nelle ombre di un razzismo radicale, in cui le donne sono sempre e solo vittime predestinate di violenze, fisiche e psicologiche, incapaci di allontanare gli spettri di un potere primitivo e rabbioso che e' pronto a scatenarsi all'improvviso come l'urlo di una belva feroce.
In un'indagine che lo portera' a misurarsi, mai come questa volta, con le proprie paure e dipendenze, Dave Robicheaux, spalleggiato dai pards di sempre, il gigantesco Clete Purcell e la collega Helen Soileau, poliziotta lesbica tutta d'un pezzo con un passato di abusi sessuali, dovra' conquistarsi uno alla volta i tasselli di un mosaico terrificante, scavando nel tessuto della citta', andando, a poco a poco, a grattare dove si annida un male indicibile che minaccia di chiudere la bocca anche a lui, e questa volta per sempre.



Il sud degli States ha sempre avuto una straordinaria schiera di affascinanti cantori e James Lee Burke, che di quel deep south e' custode e cultore integerrimo, e' solo uno dei talenti emersi negli anni recenti, se e' vero che al suo fianco non possono non venire a mente, fra gli altri, anche Joe Lansdale, Daniel Woodrell, e James Sallis.
Nato a Houston, Texas, nel 1936, Burke non e' certo un accademico nel senso ortodosso del termine: ha infatti lavorato nell'industria petrolifera e poi come giornalista ed impiegato all'ufficio di collocamento in Louisiana, e' stato quindi professore di College nel Kentucky e successivamente assistente sociale a Los Angeles, senza che tutto questo gli impedisse di prendere una laurea in Letteratura Inglese presso la University of Missouri nel 1960.
Eppure tutto questo girovagare non lo ha distolto dal suo grande amore per la Louisiana ed il Texas, che poi, guarda caso, sono i due stati in cui vengono ambientati i cicli di avventure dei suoi due personaggi di maggior successo, quelli che gli hanno permesso di scalare le classifiche di mezzo mondo e di vincere ben due Edgar Awards: rispettivamente il detective cajun Dave Robicheaux e l'avvocato texano Billy Bob Holland. Autore superbo, definito da Jonathan Kellerman "il Faulkner della Crime Fiction", ma i riferimenti possibili sarebbero infiniti, da Flannery O'Connor a James Ellroy tanto per nominarne un paio, James Lee Burke e' uno di quegli scrittori in grado di rivoluzionare il concetto di noir, riuscendo a fondere i tratti caratteristici del genere con il lirismo vibrante della letteratura del sud.
Infatti, anche a causa del suo vissuto, Burke e', a dispetto delle etichette e delle categorie di scrittore di noir doc pure certamente utili sotto il profilo divulgativo-informativo, anche e soprattutto autore di romanzi sociali. Nei suoi libri il detective Dave Robicheaux e' un ex agente della squadra omicidi di New Orleans, a cui hanno ucciso la moglie, che ha deciso di ritirarsi in un angolo appartato sul bayou Teche a vendere esche e a fare l'aiuto sceriffo di New Iberia. Disilluso senza essere rassegnato, cinico ma non spietato, Robicheaux e' la figura perfetta per Burke, il deus ex machina che gli consente di mettere in vetrina i complicati intrecci della societa' del sud, incrociando politica con corruzione e sete di denaro, aristocrazia e potere, rabbia e sopruso, evitando, peraltro, nel modo piu' assoluto di "pennellare" personaggi a senso unico ma anzi proponendo caratterizzazioni quanto mai complesse e sfaccettate, in grado di affascinare i lettori proprio perche' rifuggono in ogni modo semplificazioni manichee di sorta.
Onore a Meridiano Zero, quindi, che ha pensato bene di ripubblicare i libri di James Lee Burke acquistandone di recente i diritti e, cosi' facendo, permettendo che uno dei massimi scrittori americani contemporanei giungesse finalmente fino a noi.
Matteo Strukul
(Arrivata tramite la newsletter della Meridiano Zero)



"... io in realtà dovevo essere una farfalla notturna, ma poi c'è stato un errore, e così son arrivata qui, ma non è esattamente qui che dovevano posarmi, e così adesso è tutto più difficile, è normale che tutto mi faccia male, devo avere molta pazienza e aspettare, è una cosa complicata, si capisce, trasformare una farfalla in una donna..."
(Oceanomare - Baricco)
6/17/2005 8:37 PM
 
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Visto che non è tua non la leggo nemmeno...

Strukul???
_________________________________

...parole scritte a caso o con maniacale cura,
parole contro l'ansia e contro la paura...
6/17/2005 8:39 PM
 
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Ma no, è bella! (ok, non come quelle che scrivo io... )
E non lo so chi è Stoscucul, ma la rece non è male, davvero.



"... io in realtà dovevo essere una farfalla notturna, ma poi c'è stato un errore, e così son arrivata qui, ma non è esattamente qui che dovevano posarmi, e così adesso è tutto più difficile, è normale che tutto mi faccia male, devo avere molta pazienza e aspettare, è una cosa complicata, si capisce, trasformare una farfalla in una donna..."
(Oceanomare - Baricco)
6/18/2005 9:53 AM
 
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La ballata di Jolie Blon è uno degli ultimi libri scritti da Burke con il detective Robicheaux.
Infatti, nella cronologia che ho postato all'ìnizio della discussione, potete vedere come questo romanzo sia del 2002 ( Jolie Blon's Bounce).

Meridiano Zero, con apprezzabilissima passione, sta recuperando le opere di questo che è unanimemente definito come uno dei grandissimi scrittori di genere degli USA.
Uno che è paragonato a Ellroy, Crumley, Leonard, Willeford, Lansdale, anche dal multitraduttore Luca Conti from Einaudi.

Confesso che a me ispira molto, ma avendo solo L'occhio del ciclone voglio prima leggere il primo episodio della saga, che cercherò di recuperare in biblioteca.

Comunque con lui si va sul sicuro.
E, leggendo trama e recensione, sembra di stare nei paraggi di John Connolly...

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Sono tempi duri.
E' la gente dura che rende duri i tempi. Ho visto tanta cattiveria tra gli uomini che non so perchè Dio non ha ancora spento il sole e non se n'è andato. (Cormac McCarthy - Il buio fuori)
9/26/2005 10:58 PM
 
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Iniziata la grande avventura della lunghissima saga del detective creolo Dave Robicheaux (grazie alla biblioteca, i libri di Burke si trovano a fatica...)

Prime 70 pagine di PIOGGIA AL NEON.
Le prime 70 pagine thriller-noir più belle dell'anno.

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Ma come fanno quelli che non scrivono? Non si intasano? (W. Faulkner)
9/26/2005 11:04 PM
 
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Re:

Scritto da: Bad Desire 26/09/2005 22.58

Le prime 70 pagine thriller-noir più belle dell'anno.






Leggeremo pure questo.


Pensi di volare, anche solo staccarti da terra di due centimetri, ed ecco che una mano esce dal fango e ti tira giù. Tutte le volte che chiudi una porta, la voce di quelli che sono rimasti fuori grida più forte. Anche se la porta è solo dentro la tua testa.
10/3/2005 9:36 PM
 
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Recensione di PIOGGIA AL NEON
Come sapete io amo le saghe poliziesche, tanto che ne ho già "aperte" una decina di mastodontiche, fatte di almeno 4 libri per ognuna.
Ebbene, se considero i primi numeri (le partenze di saga, insomma), questo Pioggia al neon di James Lee Burke è il meglio che io abbia letto. Solo lo straordinario Codice di Caccia di Sandford (probabilmente mai più ripetutosi a quei livelli) regge il confronto. E, off course, Dalia Nera, che peraltro è una forzatura considerare come parte di una saga perchè la quadrilogia di Los Angeles del buon James Ellroy è una creatura fuori da ogni schema (e da ogni possibilità di ripetizione, aggiungo).
Dunque Burke parte meglio di Connolly, Connelly, Lehane, Rankin, Crais, Deaver, Willeford, Peace, Genna.
Rileggendo questi nomi non si può dire che: sti cazzi!
Pioggia al neon è stato scritto nel 1987. Lo stesso anno di Dalia Nera e due anni prima di Codice di caccia. Cinque anni prima che iniziassero i best-buy di Connelly. Insomma, dei noir-heroes moderni solo Willeford è partito prima di Burke. Qualcosa vorrà pur dire.
Pioggia al neon è attualissimo, e l'impatto con il romanziere della Louisiana è avvincente: si intuisce da subito il grande tessuto narrativo, la splendida capacità descrittiva - piuttosto lirica - la competenza e la bravura nel gestire acceleratore e freno. I momenti d'azione (tanti, ma non spara-spara) si miscelano benissimo ai numerosi momenti intimisti e ai ricordi del protagonista, quel poliziotto cajoun di nome Dave Robicheaux che nulla ha da invidiare a colossi come Harry Bosch e John Rebus in materia di carisma.
Robicheaux è un tipo estremo, ha una testa più dura di quella di Bosch ed è più manesco. Già in questa prima puntata si caccia in guai enormi e gli costerà parecchio uscirne.
In questo Pioggia al neon (bel titolo metafora per i vizi alcolici del protagonista) ne succedono di tutti i colori, ma Burke non supera mai i livelli di credibilità; anzi, la collocazione sociale della storia è molto dettagliata e precisa, tanto che non si farà fatica a credere che tutto sia in effetti successo in quella splendida terra piena di "estremi" che è la Louisiana.
Un clima ballerino e violento come la gente, criminali cinici e di varia nazionalità (l'Italia offre la sua parte migliore), richiami al passato e alle varie etnie, e su tutto e tutti la lunga ombra del Vietnam, che ha segnato gli anni '80 di tanti reduci americani.
E' un grande, Burke, si vede subito. Ha tantissimo dentro e lo si capisce dalle storie dei personaggi secondari che lui butta dentro in modo egregio e che sono sempre interessanti e originali. Non credevo possibile che un libro del 1987 mi potesse sorprendere, dopo aver letto centinaia di libri di genere; eppure lui ci è riuscito, non con i colpi di scena ma con LA DENSITA' della sua narrazione.
Tanti eventi, tanto colore, e parecchio contorno ma senza la minima dispersione. Il romanzo è veloce, scorre bene eppure non è superficiale nè minimalista, anzi.
Stilisticamente Burke è in questo libro nella norma dei narratori anni 70-80: uno Stephen King non prolisso, per intenderci. Nessuna stranezza, nessuna soluzione originale. Solo una bella bellissima potenza di stampo classico.
Parlavo in apertura di thread di Burke come papà di Connolly: sì, ci siamo. John Connolly è il suo erede, decisamente. La stessa potenza espressiva, l'amore per la natura mostrato con espressive e d insistite descrizioni e le ampie riflessioni (anche metafisiche) sul male.
A mio parere Connolly ha un romanticismo e un lirismo leggermente superiori, e una capacità poetica davvero ineguagliabile. In compenso Burke è più veloce, meno tendente al ricamo. L'amore per la rappresentazione del Male, quello senza limiti e ancestrale, è invece identico.
Questo romanzo si presenta a piedi fermi e con le mani sui fianchi. E' serio, duro, competente. Grande ambientazione, personaggi riuscitissimi, bell'intreccio e buon divertimento con l'aggiunta di qualche occasione per riflettere.
Che volere di più? Un goccio di Rhum e salsa cajun?

Non mancate l'appuntamento con la Pioggia al neon.
Non so se sia vero che di troppe saghe si muore, ma se fate fatica a trovare libri da amplesso stand-alone, se i libri da una botta e via vi lasciano l'amaro in bocca (o lo lasciano a lei), se insomma non avete paura di perdere la vista, sparatevi quest'altra saga e godrete un sacco.
Agitare prima dell'uso.
VOTO 9- (il meno non è quel verbo)


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In qualche oscura forma, continuerò a esistere. L'angelo del silenzio - James Ellroy





Questi occhi dannati hanno letto nel 2005:

Il grande nulla (Ellroy), Le braci (Marai), L.A. Confidential (Ellroy), L'istinto della caccia (Hammett), L'ultimo vero bacio (Crumley), Finestra sul vuoto (Chandler), Per cosa si uccide (Biondillo), Io l'amavo (Gavalda), Luci nella notte (Simenon), Cerchi e croci (Rankin), Il buio fuori (McCarthy), Il mangiatore di pietre (Longo), L'impagliatore (Di Fulvio), Shella (Vachss), La verità bugiarda (Montanari), Il dubbio letale (Ellroy), Novecento (Baricco), Bad Chili (Lansdale), Figlio di Dio (McCarthy), Miami blues (Willeford), La missione di Clara Rinker (Sandford), Le anime grigie (Claudel), Seta (Baricco), White jazz (Ellroy), Giro di vento (De Carlo), Get Shorty (Leonard), Il giorno della civetta (Sciascia), Cuore di tenebra (Conrad), Giovinezza (Conrad), La signora nel lago (Chandler), Let it be (Grugni), Watchmen (Moore-Gibbons), Morte grezza (Rankin), All'inferno fumano tutti (Ridley), La perfezione (Montanari), Scarabeo (Giuttari), Che cosa hai fatto (Montanari), Tramonto e polvere (Lansdale), Bersaglio mobile (MacDonald), Pioggia al neon (Burke).
[Edited by Bad Desire 9/14/2007 9:48 PM]
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Re: Recensione di PIOGGIA AL NEON

Scritto da: Bad Desire 03/10/2005 21.36


Non mancate l'appuntamento con la Pioggia al neon.
E' vero che di troppe saghe si muore, ma se fate fatica a trovare libri da amplesso stand-alone, se i libri da una botta e via vi lasciano l'amaro in bocca (o lo lasciano a lei), se insomma non avete paura di perdere la vista, sparatevi questa saga e godrete un sacco (o un sacchetto, o perlomeno un preservativino).
Fidatevi.






Mi fido!



Pensi di volare, anche solo staccarti da terra di due centimetri, ed ecco che una mano esce dal fango e ti tira giù. Tutte le volte che chiudi una porta, la voce di quelli che sono rimasti fuori grida più forte. Anche se la porta è solo dentro la tua testa.
10/3/2005 11:39 PM
 
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Re: Re: Recensione di PIOGGIA AL NEON

Scritto da: Ceia 03/10/2005 23.29




Mi fido!




Bellissimo post questo tuo Ceia,complimenti.
10/3/2005 11:43 PM
 
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Ma tu guarda questo....
Leggiti la rece del boss - e magari prenditi il libro - invece di far lo spiritoso...

Pensi di volare, anche solo staccarti da terra di due centimetri, ed ecco che una mano esce dal fango e ti tira giù. Tutte le volte che chiudi una porta, la voce di quelli che sono rimasti fuori grida più forte. Anche se la porta è solo dentro la tua testa.
10/3/2005 11:51 PM
 
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Re: Ma tu guarda questo....

Scritto da: Ceia 03/10/2005 23.43
Leggiti la rece del boss - e magari prenditi il libro - invece di far lo spiritoso...


La recensione del boss l'ho letta,stirata e ammirata,e mi sono pure complimentato con lui...Bad è sempre un esempio..E' che tu hai una marcia in più a volte,hai un dono di sintesi della madonna...e se lo scrivi tu...beh...MI FIDO..
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