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Facebook   I Grandi Maestri : MICHAEL CONNELLYLast Update: 2/4/2012 11:48 PM
5/31/2005 3:41 PM
 
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Il decimo capitolo della saga....
Forse si arrivera' al ventesimo
trentesimo
quarantesimo
cinquantesimo e cosi' via....

Ah!! la fertilita' degli scrittori moderni!!
Si infilano in un personaggio e non lo mollano piu'.
Fedeli fino alla fine.
Loro e dei loro lettori.
5/31/2005 4:10 PM
 
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Che possimao farci Sergio.
E' quello che capita ad affezzionarsi ad un personaggio....è sempre bello avere aggiornamenti sulla sua vita



5/31/2005 4:17 PM
 
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Sergio
Saga... che brutta parola... credo che si intenda saga ciò che poi saga vera e propria non è... in fondo credo che ogni romanzo di Connelly possa essere letto e apprezzato singolarmente... il loro punto di unione sta solo nell'evolvere del personaggio principale che romanzo dopo romanzo assume caratteristiche e sfaccettature nuove... come quando si conosce un nuovo amico...
E poi quello di utilizzare lo stesso protagonista per più libri non credo debba per forza essere preso come uno svilente modo di fregare il proprio lettore o la propria fantasia... qualcosa che vada percepito come un voler mascherare magagne o carenze...
Tra l'altro grandi scrittori hanno fatto lo stesso... come Agatha Christie o addirittura come Sir Arthur Conan Doyle, scrittore che credo possa ben figurare anche nella tua biblioteca personale...
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...parole scritte a caso o con maniacale cura,
parole contro l'ansia e contro la paura...

[Modificato da 1lucano 31/05/2005 16.18]

5/31/2005 4:36 PM
 
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Lucano ho letto qualche Connely cosi' a casaccio.
Vero,lo puoi anche leggere estrapolandolo dalla cronologia.

Rimane il fatto pero',che molti autori si appigliano disperatamente a un personaggio solo; sembra quasi che fuori dalla tematica narrativa del solito tran tran (cattivi/buoni
male/bene)non riescano ad andare.
E infatti non ci vanno.
Ognuno ha i suoi limiti.
Scommetto che Connely smetterebbe di accompagnare il suo Bosch se questo non gli facesse vendere lòe solite migliaia di copie.
Bosch non vive, esegue ordini come un burattino commerciale.

Caso diverso per altri filoni o per altri autori.
Ti accorgi se un personaggio e' amato dallo scrittore, o se in esso parla altro.
Prendi la Miss Scarpetta di quella degenerata della P.C e dimmi come l'ha conciata.
Le ha fatto perdere ogni autenticita' libro dopo libro,noia dopo noia.
Questo non significa amare il proprio personaggio:non lo si inflazionerebbe cosi,ma lo si rispetterebbe
Chi e' scrittore davvero, naturalmente.
5/31/2005 5:15 PM
 
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Re: Sergio
Concordo pienamente su quanto hai detto... il mio appunto di prima era sulla generalizzazione che traspariva dal tuo post precedente...
Vorrei però aggiungere che ci sono anche autori "prigionieri" dei loro personaggi... che probabilmente anche loro vorrebbero poter spaziare con la fantasia per altri lidi... ma regole di mercato glielo impediscono... c'è una cosa strana, il denaro non fa schifo a nessuno... come mai?
Tra l'altro, non conoscendo Connelly, non so se si sia mai cimentato in altre imprese...
Sul rapporto personaggio/scrittore concordo che debba esserci rispetto... anche se non sempre in un rapporto conflittuale tra creatore e creatura il risultato è stato negativo... per esempio, ritornando a Conan Doyle, lo scrittore scozzese praticamente odiava il "suo" Sherlock Holmes che distraeva critica e pubblico dai suoi più amati romanzi storici... ma nonostante questa, in fondo, mancanza di rispetto ci ha lasciato romanzi che sono pietre miliari della letteratura e non solo del genere...
Ma lui...
era scrittore davvero, naturalmente.
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...parole scritte a caso o con maniacale cura,
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5/31/2005 5:23 PM
 
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Sono d'accordo con te Lucano anche se quella generalizzazione non e' poi cosi'lontana dal vero.
Su un banco di libreria ,ormai in alcuni generi, 9/10 di volumi sono saghe o continui all'infinito...
Il potere di mercato non dovrebbe stravolgere chi scrive; dovrebbe stravolgere il commerciante,il mercante.
Ecco!! vedo un Connely (ma non necessariamente lui) come mercante in fiera.
Hanno prostituito i loro personaggi;li hanno trasformati in "puttane" da vendere e svendere.

Se mi permetti il confronto con Doyle regge poco,perche' quello era veramente scrittore.
Addirittura lui si era dispiaciuto di qull'imperante richiesta sul suo Investigatore......;lo rispettava e rispettava la sua scrittura.
Come vedi,e' meglio lasciare perdere Doyle, per non offenderlo.

A proposito;sta bene in qualsiasi biblioteca.
5/31/2005 5:30 PM
 
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Sai Lucano che ti dico?
Che il problema non e' piu' nemmeno il libro in se', e' lo scrivere.
Che significato ha scrivere e' un punto ormai perso nel panorama letterario.
Scrittura; un foglio ,una penna, e dell'inchiostro.
E fantasia.
Non basta,proprio per niente.
Cosi' non si comincia nemmeno,o ci si trasforma in mercanti...

Ci vuole passione e "conversione"
Proprio in questi giorni lo sto imparando o almeno tento di trovare l'atto profondo della scrittura.
Non la mia schifosa intendo,ma di coloro che amano scrivere come atto di se'.
"Conversione" e' la parola giusta.
E non necessariamente solo per i grandi scrittori....
Oltretutto Lucano,di grandi, ne sono rimasti 5/6 , non di piu'.
Il resto?
Ciarpame.
5/31/2005 7:32 PM
 
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Occhio... non sto paragonando Conan Doyle a Connelly, e con questo non intendo dire che Connelly sia ciarpame... ma Conan Doyle è storia... e ribadisco che, secondo me, verso il suo personaggio non si possa dire abbia avuto rispetto... fosse stato per lui lo avrebbe ucciso non una ma cento volte (e ci ha anche provato)... diciamo piuttosto che lo ha usato per poterne trarre sostentamento, non solo materiale, ma anche spirituale... poichè gli ha permesso comunque di poter scrivere anche altro... che però non gli avrebbe garantito uguale rendita...
Perfettamente d’accordo sul fatto che abbia rispettato la propria scrittura... ed è in questo che ha dimostrato la sua levatura...
In effetti credo sia più giusto spostare il discorso dai libri alla scrittura... con “conversione” cosa intendi?

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5/31/2005 8:42 PM
 
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Permesso...
Ciao ragazzi, mi infilo tra voi solo per dire che.
Sono d'accordo con lo sdegno per il fatto che alcuni autori abbiano creato un personaggio per poi renderlo una prostituta da svendere ai lettori... ma direi anche che, se questo è il caso della Cornwell o magari di altri che ora non mi vengono in mente, non è il caso di Connelly.
O almeno secondo me.
Quindi è così.
Lo dice una che ha letto un bel po' di suoi libri.

Nel discorso tra voi ho letto anche di qualcosa tipo..."amare il proprio personaggio"... beh, bisogna fare un distinguo.
Amare con sentimento è una cosa e amare perchè ti porta i soldi è un'altra. Quando lo ami perchè ti porta soldi... fai come la Patricia... lo sputtanizzi...
Quando un autore, invece, crea un personaggio talmente denso di carisma da diventare per lui "amato" o anche "odiato" - in ogni caso sempre CON SENTIMENTO scevro da implicazioni danarose - allora, sì, è un autore vero. E poi significa che, oltretutto, l'ha creato pure bene, ergo merita di essere conosciuto.
Nel "merito" dell'autore qui in oggetto di disquisizione...
Connelly ama Bosch?
Non so.
Forse all'inizio, sì.
Poi ha preso vita.
E, attenzione perchè su questo proprio non transigo.
Non venitemi a dire che Bosch è un personaggio di carta senza arte nè parte perchè non è così.
Non venitemi a dire che è una prostituta chè dò fuoco al forum!
Connelly ha creato un universo parallelo. Una L.A. dove Bosch vive, un mondo che non ha praticamente "errori" creativi, è perfetto, funziona.
Può non piacere.
Ma non si può dire che Harry Bosch sia un personaggio che non buca la pagina, o che non abbia mille e più sfaccettature.
Come una persona VERA.

Scusate l'intromissione.
Baci.


"... io in realtà dovevo essere una farfalla notturna, ma poi c'è stato un errore, e così son arrivata qui, ma non è esattamente qui che dovevano posarmi, e così adesso è tutto più difficile, è normale che tutto mi faccia male, devo avere molta pazienza e aspettare, è una cosa complicata, si capisce, trasformare una farfalla in una donna..."
(Oceanomare - Baricco)
5/31/2005 9:02 PM
 
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Ceia (domani sicuro....)non ti diciamo niente
5/31/2005 9:17 PM
 
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Lucano intendo, forse, come intendeva la parola inversione M.Tournier...
Ovvero "movimento" da ...a...
Cambiamento, e sublimazione del proprio io narrante.
E se chi narrasse volesse nel suo raccontare convertire l'atto dello scrivere in vita e ricerca?
E' facile dire che una scrittura e' il poeta stesso, o lo scrittore stesso.
Ho forti dubbi a riguardo o comunque non ho le idee chiare-
Prendi la Poetica: gia' Aristotele si poneva la stessa domanda:Chi scrive? il poeta stesso?? mhhh....non ne sarei sicuro.
Cosi' in prosa,in alcuni casi almeno....
Lo spessore fa la differenza; chi scrive e' lo stesso che si sta cercando,ma potrebbe non essere lo scrittore di quel momento.
E' lui stesso in movimento...

6/1/2005 3:16 AM
 
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Scrittura come evoluzione?
O intesa come estraniazione... elevarsi al di sopra del proprio io, non come deus ex machina ma come “spettatore” di un altro se stesso in fase di scrittura... migliorato, forse, dall’atto creativo... una sorta di eteronimi pessoniani... ovviamente raggiungendo, o aspirando a raggiungere, quei limiti imposti dal proprio talento... talento che poi distingue i mediocri dai sublimi... e relative vie di mezzo...
Sergio, se tu volessi proseguire questo discorso... credo sia più giusto non continuarlo in off topic ma in un’altra sede... trovala tu o fammi un cenno e ne apro io un’altra...

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6/1/2005 3:18 AM
 
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Ceia
Io lo spero che sia come dici tu... soprattutto ora che ho comprato i suoi primi romanzi...
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6/22/2005 1:53 AM
 
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Ho quasi finito il primo...
Domandina: Non credete che a volte i "detective" siano un po' troppo intuitivi?
Questo vale in parte per Bosch, perchè da metà libro in poi si sta riprendendo... ovvero diventa meno infallibile...
All'inizio ammetto che cominciavo a non sopportarlo più... non sbagliava mai! La sua stessa collega gli ha fatto notare che stava facendo congetture su delle congetture e nonostante questo l'esito del suo ragionare corrispondeva immancabilmente alla verità... a me questo irrita un po'...
Poi comincia a perdere colpi... sarà che s'innamora della sua collega e l'amore si sa ti deconcentra... questo è servito a fargli acquistare in simpatia...
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6/22/2005 2:36 PM
 
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Admin EmozionaliA
Imparerai a conoscere un Bosch assolutamente fallibile.
Bosch ha gran personalità e testardaggine, ha le sue idee e le persegue sempre.
Spesso ci becca, ma la sua saga riserva moooolte sorprese.
Anche durissime per il suo ego di gran detective.

Il primo bilancio su Harry Bosch come personaggio va fatto, a mio giudizio, dopo La bionda di cemento.
Vedrai che avrai già dimenticato quell'insofferenza che ti ha colto all'inizio di questo libro.
Ciao!



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Sono tempi duri.
E' la gente dura che rende duri i tempi. Ho visto tanta cattiveria tra gli uomini che non so perchè Dio non ha ancora spento il sole e non se n'è andato. (Cormac McCarthy - Il buio fuori)
6/22/2005 10:27 PM
 
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Ciao Lucanofigo!

Non hai idea di quanto mi faccia piacere il fatto che tu stia leggendo il mio amato Bosch, uno perché so che ti sei convinto anche un po’ grazie alle mie recensioni e due perché, ehhhh, perché leggendolo ne parli e, quindi, ne posso parlare anche io…e quindi, beh. Mi fa piacere. Punto.

Riguardo a quel che dici, uhm… ora non ricordo se anche io avevo provato quella specie di sottile irritazione nei confronti di Bosch, è passato un bel po’ di tempo da quando l’ho conosciuto ma lascia che ti dica una cosa (vabè.. due o tre, dai! ).
Bosch è un personaggio complesso, molto, è un uomo piuttosto selvatico, se capisci quel che voglio dire, è ombroso, a volte taciturno, ha un carattere di merda, sa essere molto duro, diciamo che in alcune situazioni ha dimostrato una freddezza quasi da romanzo (!!!), in altre si è rivelato quale una vera e propria testa calda che agisce in base all’istinto… in altre…
Insomma.
Bosch sembra davvero un uomo.
Con tutta quelle serie di sfumature che VI rendono così terribilmente adorabili.

Per quanto riguarda il suo mestiere di detective, ohibò!, mi pare che in La memoria del topo il lettore inizi a capire che “le coincidenze non sono mai casuali”, e su questo il buon Connelly ci lavora parecchio, e parecchio bene pure, vedrai, Connelly è un perfezionista, tutto quadra, tutto ha un significato.
E poi.
Bosch ha un ego molto pronunciato, ma ti assicuro che l’autore non gli risparmierà qualche botta sul naso, tanto che, proseguendo nella saga ti renderai conto di quanto, questo personaggio, cresca e si evolva… fino a definirsi ancor di più in quello che è:
Un uomo vero.
Che le esperienze della vita ti cambiano, ti segnano, ti INsegnano…

Sono d’accordo con Albys, un giudizio vero e proprio su Bosch… bisogna proprio aspettare tre romanzi.

E che mi dici di come scrive Connelly?
Scorrevole paura, vero?



"... io in realtà dovevo essere una farfalla notturna, ma poi c'è stato un errore, e così son arrivata qui, ma non è esattamente qui che dovevano posarmi, e così adesso è tutto più difficile, è normale che tutto mi faccia male, devo avere molta pazienza e aspettare, è una cosa complicata, si capisce, trasformare una farfalla in una donna..."
(Oceanomare - Baricco)
6/25/2005 4:31 PM
 
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La memoria del topo
Giudizio per Ceia

Il libro è ottimo e Bosch è il piu grande investigatore che abbia mai letto...

Giudizio per chiunque abbia letto il libro tranne Ceia

Non so...
L’ho appena finito e sono un po’ interdetto...
In generale non posso dire che mi abbia convinto molto...
Il problema è che sono presenti nel libro gran parte delle cose che meno sopporto in un thriller...
A cominciare dal detective eccessivamente intuitivo, come già avevo accennato, ma su questo punto ho avuto rassicurazioni che negli altri romanzi la musica cambia...
Forse è questo il punto... essendo il primo della saga si notano molte di quelle magagne che uno scrittore più esperto non commetterebbe mai...
Solo per citarne alcune comincerei col dire che i cosiddetti “colpi di scena” sono fin troppo scontati... mi sono ritrovato, dopo aver avuto conferma che il “cattivo” era chi la trama lasciava facilmente intuire, a supplicare lo scrittore di stupirmi con un contro colpo di scena che mi spiazzasse, come se mi avesse volontariamente spinto ad arrivare a certe conclusioni per poi cogliermi impreparato di fronte al vero epilogo... ma così non è stato... tra l’altro appena si intuisce che c’è ancora un dettaglio da scoprire... basta fare 2 + 2 per arrivare alla soluzione finale...
Credo che questo sia dovuto probabilmente alla scarsezza dei personaggi “in scena”... in un cerchio ristretto di “sospettabili” non è poi così difficile per il lettore anticipare le intenzioni dello scrittore... ci sarebbe voluta una trama più fitta di intrecci...
Proseguirei col dire che i dettagli non sono molto curati... uno su tutti il particolare del dito spezzato, post mortem, della vittima su cui vertono inizialmente molti dubbi di Bosch... il medico legale non riesce a capire come mai sia rotto, e ipotizza che sia stato spezzato manualmente, piegandolo... poi alla fine si scopre (WARNING per chi non ha letto il libro) che è stato rotto con un colpo di chiave inglese... ma come?!?! Ora... io non sono un esperto in materia.... ma se quelli di C.S.I. riescono a risalire da un pelo di cane fino a cosa ha mangiato il suo padrone, come fa questo illustre scienziato a non distinguere una botta da una rottura manuale? Ed è possibile che non ci siano segni sul dito, che ne so, un livido... vabbè, sorvoliamo...
E passiamo direttamente alla fase clou... lo scontro finale!
Se c’è una cosa che più mi manda in bestia durante un thriller che dovrebbe avere pretese di realismo, non un Arma Letale per intenderci, è l’inutile chiacchiericcio del “cattivo” di fronte al “buono” in fin di vita... pistola puntata e invece di sparare fa il classico riepilogo di indagine... è una delle scene più stereotipate in questo tipo di romanzi o film, fino all’inevitabile arrivo della cavalleria... da Connelly mi aspettavo qualcosa di più...
Tra l’altro nelle confessioni che il “cattivo” fa, prima dell’intenzione di sparare, mente su un dettaglio, cosa assurda, prendendosi la colpa di una cosa che non ha fatto lui, ma se avesse detto la verità avrebbe bruciato anzitempo, allo scrittore, l’ultimo “colpo di scena”...
E mi limito a questo...

Sembra una sceneggiatura fatta apposta per un thriller movie di serie b...
Per quanto riguarda il personaggio Bosch, è interessante la scelta di farlo scoprire attraverso una serie di indizi, ricordi, dettagli... senza soffermarsi in una descrizione completa iniziale...
Bosch è un duro e puro che cerca di fare il suo mestiere nel migliore dei modi, sciolto da ogni briglia, in un ambiente pieno di compromessi e intimidazioni... e la scoperta del personaggio si rivela alla fine la parte migliore del romanzo...

Ammetto che adesso, nella lettura del secondo romanzo, terrò molto d’occhio gli stessi particolari che ho criticato in questo, per vedere se saranno ripetuti... mi aspetto di no... anche se per un giudizio definitivo attenderò di leggere il terzo, che a quanto pare dovrebbe essere uno dei migliori... non solo di Connelly, ma del genere...

Adesso, prima che mi becchi Ceia

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[Modificato da 1lucano 25/06/2005 16.45]

6/25/2005 7:27 PM
 
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Re: La memoria del topo

Scritto da: 1lucano 25/06/2005 16.31
Giudizio per Ceia

Il libro è ottimo e Bosch è il piu grande investigatore che abbia mai letto...


[Modificato da 1lucano 25/06/2005 16.45]




Bene.

"... io in realtà dovevo essere una farfalla notturna, ma poi c'è stato un errore, e così son arrivata qui, ma non è esattamente qui che dovevano posarmi, e così adesso è tutto più difficile, è normale che tutto mi faccia male, devo avere molta pazienza e aspettare, è una cosa complicata, si capisce, trasformare una farfalla in una donna..."
(Oceanomare - Baricco)
6/25/2005 7:38 PM
 
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Re: La memoria del topo

Scritto da: 1lucano 25/06/2005 16.31

Giudizio per chiunque abbia letto il libro tranne Ceia

Adesso, prima che mi becchi Ceia

[Modificato da 1lucano 25/06/2005 16.45]






Beh, Lucano... sto morendo dentro per l'enorme dolore che mi ha provocato leggere le critiche che gli hai fatto (lo so che non le dovevo leggere, ma, porca miseria! finisce sempre così... mi dicono di non fare una cosa e io TAC che la faccio immediatamente... )


Comunque.
Io odio le critiche immotivate (come anche gli elogi) e invece mi inchino quando incontro qualcuno che legge con attenzione e "vive" i libri, come fai tu.
La memoria del topo non è il migliore di Connelly, ma dà comunque l'idea di quello che è questo autore. Ci sono in giro un sacco di scrittori di thriller, tantissimi, e lui, tra tutti, si distingue, è tra i più bravi.
Le cose che hai notato e che non ti quadrano, quelle che ti sembrano troppo semplificate... uffaaaaaaaa, l'ho letto da troppo tempo...
Ma a me il finale non era sembrato scontato, proprio per nulla...

Ah.
Ghiaccio Nero ha una bella storia d'amore ma la trama thriller è forse, tra tutte, quella che mi è piaciuta meno...
Vabè.
Tanto ormai i primi tre li hai, tanto vale che te li leggi!
La Bionda di Cemento è uno dei più bei thriller degli ultimi anni.

(Che, mi pare, Greta non ha letto... )

Ciao Luc!


"... io in realtà dovevo essere una farfalla notturna, ma poi c'è stato un errore, e così son arrivata qui, ma non è esattamente qui che dovevano posarmi, e così adesso è tutto più difficile, è normale che tutto mi faccia male, devo avere molta pazienza e aspettare, è una cosa complicata, si capisce, trasformare una farfalla in una donna..."
(Oceanomare - Baricco)
6/27/2005 7:21 AM
 
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per 1Lucano
Dopo aver letto la tua rece a Connelly mi sento di consigliarti vivamente la saga del commissario Kurt Wallander della polizia di Ystad, di Henning Mankell.
Ciao


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