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Facebook   I Grandi Maestri: JOHN CONNOLLYLast Update: 6/2/2011 8:35 PM
9/20/2005 9:43 PM
 
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Quando vuoi tu Simona

che devo fare???????

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Voglio essere Barbie. Quella stronza ha proprio tutto.
(Crais)

9/21/2005 8:35 AM
 
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Troviamoci stasera a mezzanotte all'incrocio tra Wilshire e La Brea
molto hush - hush mi raccomando!
Scherzi a parte, mandami pure la lettera se e quando la scrivi, il mio indirizzo lo trovi sul profilo. Vedrai che capolavoro, altro che Totò e Peppino
Lansdale sarà tuo!
10/29/2005 3:25 PM
 
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Ho finito ieri di leggere il racconto di Connolly THE REFLECTING EYE.

Grazie ad Alberto per avermelo mandato e a la Simona per la splendida traduzione, non credo, dovesse mai essere pubblicato in Italia, che potrebbero fare di meglio, davvero brava, complimenti.

Connolly
lo amo, l'anno scorso ho letto di fila tutti e quattro i suoi libri, TUTTO CIO' CHE MUORE, IL CICLO DELLE STAGIONI, GENTE CHE UCCIDE e PALUDE.

E' stata una vera immersione in un mondo lirico e poetico, fatto di immagini talmente suggestive da andare oltre i normali confini del genere thriller.
Ho letto tutto quanto è stato scritto in questo thread sull'autore e non mi sento ora di aggiungervi niente altro, ma prima o poi riprenderò in mano l'intera saga e lascerò ai miei ricordi molto più freschi il compito di scrivere parole più sensate di quelle che mi usciranno ora.

E' passato troppo tempo per scrivere qualcosa di decente su di lui, a me sono rimaste impresse come dolci cicatrici le emozioni che mi hanno lasciato le sue frasi, i suoi personaggi, quel viaggio esistenziale che parte dal più grande dolore, e che non a caso ha come simbolo la figura del Viaggiatore, e che arriva fino alla (as)soluzione finale dopo anni di tormenti, cadute e rinascite.

Mi ricordo che rimasi estasiato e scosso dalla violenza cruda e diretta di TUTTO CIO' CHE MUORE, dalla grande capacità di Connolly a disegnare colori di morte con una tale poesia che era ferita e cura allo stesso tempo, disgregazione e creazione insieme.

Usa delle immagini talmente evocative da fermare il tempo per la contemplazione di esso, sposta gli occhi in cielo a guardare l'animo umano con una delicatezza e una forza tali da non poterne rimanere indifferenti.

Poche volte ho visto una rappresentazione del MALE così diretta, spietata, efficace, pregnante ma al tempo stesso apparentemente così eterea.
IL VIAGGIATORE è una figura presente in ogni pagina con il suo spirito e con la sua essenza, aleggia nelle parole e nei pensieri ma comincia a prendere una sua forma solo nel finale del libro, anche se la sua figura simbolica sarà presente in tutti e quattro i libri.

TUTTO CIO' CHE MUORE parte dalla morte fisica e dell'anima, si conclude con la morte fisica e lascia sospesa l'anima.
In mezzo ad una marea di nomi, fatti, eventi è un lungo percorso alla ricerca di una luce, un viaggio a mani nude a trovare quei due bastoncini di legno da sfregare dopo che ti hanno tolto tutto quello che amavi. Un viaggio doloroso che prima di arrivare a quel piccolo fuoco porta ad esaudire ed esaurire un implacabile desiderio di vendetta e di comprensione degli eventi.

IL CICLO DELLE STAGIONI è poesia pura in movimento, il libro che mi ha fatto amare Connolly come scrittore dopo averlo amato come giallista nel precedente, un libro che sembra di passaggio nell'intera saga ma che ho trovato dolcissimo e struggente nella sua sospensione spazio temporale.

Il Maine, i suoi paesaggi, la sua storia, bellissime foto che Connolly riesce a sviluppare con una prosa e un lirismo a livelli assoluti.
E' un soggiorno nella malinconia, un quadro autunnale dei sentimenti, un cammino di schiena col bavero alzato sull'impermeabile delle emozioni.
Un libro da leggere per il solo piacere di farlo.

GENTE CHE UCCIDE e PALUDE ( brutto titolo, mi spiace, The White Road se lasciato com'era, anche in italiano, lo trovavo più adatto ) hanno concluso momentaneamente questa quadrilogia in maniera impeccabile.

Nel primo dei due c'è una rappresentazione del MALE forse addirittura più grande e terribile del VIAGGIATORE, ma abbiamo un Charlie Parker diverso rispetto agli altri due libri, in continua evoluzione, più responsabile e consapevole, e che si prende una netta distanza dal male che sta cercando di combattere.
Nei primi due episodi (soprattutto in TUTTO CIO CHE MUORE) "Bird" usa la sua stessa rabbia, la stessa violenza che cerca di combattere, come arma per vincere il suo nemico e le sue ombre.

In questo GENTE CHE UCCIDE comincia a rendersi conto del suo compito, comincia ad accettare l'inevitabile "dono" di sentire e vedere persone che sono morte, e comincia a distaccarsi da tutto quello che di marcio ritiene esserci o esserci stato nella sua vita; ogni cosa che aveva di negativo( l'alcool, la violenza e la morte come risposta a loro stesse...) viene sostituita lentamente dalla consapevolezza che può vivere una nuova vita, una nuova storia, senza tutto questo.

E per raccontarcelo Connolly usa tutta la sua abilità, descrizioni mirate, ambientazioni suggestive, una prosa evocativa che arricchisce di descrizioni storiche e filosofiche strumentali al racconto, una trama intrecciata che affonda le sue radici in un passato che riaffiora pagina dopo pagina con tutto il dolore che si porta dietro, una rappresentazione del male nel sig.Pudd che rimarrà nella memoria degli amanti del genere.

Poi i soliti Parker, Angel e Louis (leggermente più defilati, anche se presenti, del solito), e una narrazione in prima persona che ti fa sentire il racconto come una seconda pelle, creando una immedesimazione nel lettore che ha pochi uguali al mondo.

PALUDE l'ho letto e divorato come quarta parte di un unico intero viaggio, il cui finale ha subito, a mio parere, qualche lieve cedimento alla stanchezza.

Talentuoso Connolly, ma in questo libro ho avuto la sensazione che le sue impeccabili descrizioni, i suoi riferimenti storici, abbiano avuto anche il compito di riempire dei buchi nella trama, di completare pagine che altrimenti non sarebbero state riempite con il solo succedersi degli avvenimenti.

Fino a 200 pagine circa non succede moltissimo, se non per un significativo incontro tra Parker e il reverendo Faulkner in prigione.
Avrei preferito un maggior coinvolgimento anche di Angel e Louis.
E' vero, c'è un intero (seppure breve) capitolo dedicato a loro, ma per il resto non sono molto presenti, tranne che per un piccolo antefatto riguardante una vendetta consumata a freddo risalente ad un episodio del passato dei due personaggi.

Soprattutto mi sarei aspettato una maggiore evoluzione del personaggio di Angel dopo i danni inflitti al suo corpo nel precedente Gente che Uccide, ma a parte un dolore soffocato e una vendetta collettiva e liberatoria del suo carnefice nel finale, rimane un pò defilato.

Forse è stato giusto così, forse sto cercando il pelo nell'uovo, ma leggere di un reverendo Faulkner in fuga come un povero vecchio ridotto alla sua futile umanità in una corsa contro niente, per avere tre pallottole in corpo mi ha lasciato un pò l'amaro in bocca, mi aspettavo una resa dei conti anche verbale, di valori, di giustizia, ma tutto si compie in un irreale silenzio, quasi in maniera distaccata.

E dopo aver ucciso il reverendo, dopo aver trovato giustizia per due donne violentate e uccise, dopo aver fatto in modo che le anime di tutti coloro che ha incontrato avessero una loro collocazione in un mondo che non è quello terreno, anche Charlie Parker ha trovato per ora la sua, di pace, la possibilità di ricominciare laddove la sua prima vita era stata spezzata, con una donna che ama e un figlio in arrivo.

Voto complessivo all'intera saga : 9 ( con una nota particolare per IL CICLO DELLE STAGIONI, forse quello con la trama meno complessa ma quello che più mi assomiglia in alcuni momenti, ad ognuno le sue chiavi di lettura, le mie si incastrano in serrature un po' del cazzo..)

THE REFLECTING EYE si colloca subito dopo questi libri, è un racconto veloce, che si legge bene, ottimo per non rimanere troppo lontani dai personaggi che tanto si amano.
Mi ha lasciato un po' di tristezza l'ammissione del tempo che passa, il grigio che comincia a disegnare gli anni in modo più marcato su protagonisti che tanto mi sono mancati, ma è una rassegnazione inevitabile, uno scorrere del tempo che forse il prenderne atto con un po' di ironia riesce a stemperare in maniera divertente e delicata.

Io trovo molto interessante l'uso che , metaforicamente, Connolly fa degli specchi.

E' presente in ogni suo libro questa metafora, anche se in maniera velatamente diversa in ognuno di essi.
Non sempre ci vediamo riflessi la nostra persona, a volte vediamo pure cose che non ci piacciono, che sembrano appartenere ad altri, ma che sono in fondo un' altra parte di noi, della quale possiamo non averne più bisogno ma dalla quale non possiamo distaccarci come se niente fosse.

Charlie Parker non è il Viaggiatore, non è Caleb Kyle, non è Pudd, non è il reverendo Faulkner, non è John Grady, ma anche nel suo passato e nella sua vita ci sono atti di violenza, di crudeltà, di danni inflitti agli altri e a sé stesso; si può sempre obiettare che lui sia una persona diversa e che le circostanze l'hanno portato a fare quello che ha fatto, ma ciò non cambia che il MALE nella sua essenza, per chi lo riceve, non ha tante sfumature, non distingue le diverse facce che lo infliggono, arriva sempre diretto allo stesso modo.

E l' idea che finalmente cominci a staccarsi dalle pareti dell'anima di Bird, che cominci a puzzare da far girare la testa, che abbia un odore non sopportabile per più di qualche attimo l'ho trovata in questo racconto liberatoria e consolatoria.

Chi ne è rimasto invischiato a lungo ne subisce ancora le conseguenze, compie azioni che rispondono al lato oscuro del cuore anche se una parte di esso reclama perdono e assoluzione.

Nella purezza del cuore di un bambino sta forse la risposta, quella purezza che è stata tolta agli occhi di Parker qualche tempo prima ma che ora il destino ha deciso di ridonargli, una rinascita, una redenzione, forse solo e semplicemente amore, l'unica e più umana risposta al tempo che passa e ai segni che lascia.

Lo rileggerò Connolly, magari dopo aver cambiato le chiavi od oliato qualche serratura, dopo aver cambiato lo sguardo o aver girato gli occhi in direzioni diverse, ma lo farò, e non sarà mai come la prima volta.

10/29/2005 4:10 PM
 
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Fantastico...

Ragazzo mio,
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Ma come fanno quelli che non scrivono? Non si intasano? (W. Faulkner)
10/29/2005 7:52 PM
 
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SPEED!

Guarda che può succedere, specie a persone come te, che la seconda volta sia nuovamente una Prima Volta ... si cambia ... e non si perde la memoria nè della prima, nè della 'seconda': si amplia l'archivio e si incrementa la capacità, sempre che uno ce l'abbia!


10/29/2005 10:56 PM
 
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Ecco.
Quando accendo il pc e richiamo la pagina Blu di questo forum, e mi capita di incrociare un post come questo, come il tuo Speed, beh...
Nel senso che, come dire? è sempre un brivido lungo la schiena leggere le parole emozionate di qualcuno che ha amato un autore che ti ha toccato dentro.


Vabèèèèèèèèèèè........
Solo per dire che è un commento grandioso, CAZZO!, sei stato bravissimo, plauso all'impegno di metterti lì, seduto al pc, con calma e concentrazione, a radunare idee e creare parole apposta per noi
e poi, ohhh... 'sta frase che ti è uscita, questa:
E' un soggiorno nella malinconia, un quadro autunnale dei sentimenti, un cammino di schiena col bavero alzato sull'impermeabile delle emozioni.
Dì un po', dove l'hai copiata???

( )



Viviamo come circondati da un velo, da un baluardo di dati, ma abbiamo la possibilità di strappare il velo, di abbattere il baluardo; i nostri corpi ancora umani sono prontissimi a rivivere.
10/29/2005 11:19 PM
 
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Re:

Scritto da: Ceia 29/10/2005 22.56
Solo per dire che è un commento grandioso, CAZZO!, sei stato bravissimo, plauso all'impegno di metterti lì, seduto al pc, con calma e concentrazione, a radunare idee e creare parole apposta per noi.




Ehi, Ceia, non è che c'è sempre bisogno di evocare Il Sommo, per far capire che una è contenta!


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Ma come fanno quelli che non scrivono? Non si intasano? (W. Faulkner)
10/29/2005 11:39 PM
 
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Ceia la contessa, in futuro, presterà più attenzione nella scelta dei suoi vocaboli. Pardon.

( )

(Però, Alb, mado, hai visto che bravo? mado... )



Viviamo come circondati da un velo, da un baluardo di dati, ma abbiamo la possibilità di strappare il velo, di abbattere il baluardo; i nostri corpi ancora umani sono prontissimi a rivivere.
11/9/2005 6:32 PM
 
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Gente che uccide
Dov'è l'ingresso del mondo a nido d'ape? Quanto è profondo?
Anche questa volta Connolly mi ha sorpresa.
La struttura del testo è un alveare, dove la trama traccia il suo disegno.
L'alternanza delle descrizioni, dei pensieri e dei resoconti arricchiscono la narrazione in modo perfetto; anche l'intercalare di stralci della tesi di Grace Peltier non riesce a frammentare il ritmo e il tono del libro.
La tensione cresce e si mantiene per tutto l'arco del testo, trovando parziale sollievo nella leggera ironia che percorre alcune battute delle conversazioni o considerazioni di Charlie Parker.
Anche il minuzioso elenco dell'armamentario, di volta in volta disponibile, non sembra intaccare il procedere di "Gente che uccide".
Tra le immagini, che caratterizzano il libro, due meritano di essere fermate: il mondo a nido d'ape e l'angelo oscuro. Termini che designano la contrapposizione figurata tra la natura e l'uomo, tra gli animali e gli uomini-animali.
Nel complesso l'autore trova un modo nuovo per raccontare le paure e le credenze umane, permettendo uno stranissimo feedback emozionale.


11/9/2005 6:35 PM
 
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Gente che uccide
PROSEGUITE SOLO SE AVETE LETTO IL LIBRO!!!

Accanto alle dettagliate e pulsanti descrizioni dei luoghi, quasi visibili e respirabili, troviamo un giocato e altalenato intreccio tra la presenta di animali e la presentazione di persone con tratti non umani, tra un concedere/chiedere fiducia e una serie di bisogni totalmente diversi che trovano però risposte comuni.
Lo stesso Parker ne è soggetto e oggetto: in alcune osservazioni assume un tono ironico-macabro-nostalgico che si lega ai ricordi del suo recente passato, o alle nuove visioni che percorrono le pagine. Nel suo porre in dubbio il suo destino, il suo futuro, e nel suo accettare/rivalutare i fatti del suo passato compie una operazione di autoriflessione, sintetizzabile in alcuni passaggi chiave:
"Ero stato ferito e in tutta risposta avevo agito in modo violento, distruggendo ogni volta una parte di me stesso. Ma non era questa la cosa peggiore. Non appena mi facevo coinvolgere in simili faccende, mi sembrava che queste creassero una feditura nel mio mondo. Vedevo cose: cose perdute, cose morte. Era come se il mio intervento chiamasse a me coloro che erano stati strappati dolorosamente e violentemente da questa vita. Un tempo credevo che fosse un prodotto del mio senso di colpa incipiente, o una sorta di empatia che provavo e che passava dalla sfera dei sentimenti a quella dell'allucinazione."
L'influenza esercitata dalla sua Smith & Wesson, legata a ricordi di morte e distruzione, e ora riabilitata a scopo difensivo. Mentre è nuova la sua voglia di compagnia, di un cane (legato anche alla memoria del nonno).
"...e io sono la riparazione per il luogo in cui egli giace." "...trovare il modo di vivere una vita in cui amori perduti e nuovi inizi potevano coesistere..." per arrivare, dopo il dialogo con Amy, ad "...il passato non muore mai ma resta stranamente, meravigliosamente vivo nel presente... una predisposizione alla mutevolezza che permette a una buona azione compiuta nel presente di rettificare un antico squilibrio."
E con gusto squisito il piccolo James viene descritto in atteggiamenti tipici di una persona viva (per esempio, alzare le gambe per non strappare i calzoni), mentre Bird vive quella fase di legame-rottura con un vuoto non più incolmabile, ma riempibile in modi nuovi..."Non-è-stata-colpa-mia" ...in una immagine:"Passato e presente si attorcigliavano fra loro come serpenti in un nido. .... e il mondo cedette, nell'attesa che lo ricostruissimo a nostra immagine e somiglianza."
Attraverso il mare oscuro, strada obbligata ma anche transito concesso, si arriva ad avere una visione globale e una chiusura propositiva: "Questo è un mondo a nido d'ape, in cui ogni cavità è collegata alla successiva, in cui ogni esistenza è inestricabilmente intrecciata alle altre. Anche una singola perdita riecheggia nella sua interezza, alterandone l'equilibrio e cambinado impercettibilmente la natura dell'esistenza."
Quali sono quindi i veri angeli oscuri in questo libro? Inizialmente tendevo a fervi rientrare alcune figure: quella dell'uomo della metropolitana (caso seguito dal padre di Bird), il signor Pudd (dallo strano atteggiamento "all'inglese"), la creatura che appare in sogno (il Viaggiatore), e altri "cattivi" di secondario spicco, tra cui forse il Golem. Tuttavia nel succedersi delle pagine ho dovuto rivederle in parte: confermato Pudd, ho sostituito le altre con la sua muta sorella e il suo autoritario padre, sempre più conscia della atemporalità che avvolgeva la figura apocalittica in un fervore religioso deviato. Giungendo così a notare come la storia iniziata con una gamma di tonalità dal bianco al nero attraverso le diverse sfumature del grigio, giunga al termine distinguendo nettamente due colori puri o coesistenti: il bianco e il nero. Ma forse è solo lo sguardo/l'ottica con cui vengono presentati di volta in volta i fatti a cambiare, dando l'illusione di un mutamento più netto.
Unica piccola pecca nel testo è la sovra-abbondanza di indizi seminati (contrariamente, le piccole anticipazioni fornite dal protagonista rappresentano uno stimolo che ti "lega" alla pagina): dopo la tesi di Grace da cui veniamo a conoscenza dell'esistenza di Faulkner e dei suoi due figli, nonchè della presunta abilità canora della piccina, l'incontro con Pudd e la sua Nakir ci rivelano anzitempo che la donna possedeva in passato una bellissima voce e amava cantare.... con quasi trecento pagine di anticipo rispetto alla consapevolezza, sulla loro identità, di Parker!


11/9/2005 6:38 PM
 
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Gente che uccide
Se qualcuno vuole vedere alcune delle immagini di Durer richiamate nel libro, schiacci QUI... o su quest'altro LINK.



<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da Krystal.F 09/11/2005&nbsp;18.43</i>]</font></p>
11/9/2005 6:50 PM
 
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Eh, Krystal, evidentemente tu hai la sensibilità per apprezzare fino in fondo Connolly... uno scrittore che da qualcuno sarebbe MASSACRATO per il suo lirismo estremo, per le sue divagazioni, per il modo a tratti barocco di narrare.
Eppure, queste sono tutte palle: la sostanza è che Connolly scrive libri che umiliano quasi tutti quelli di genere, e si confrontano direttamente con la Letteratura senza tempo.

Quella del mondo a nido d'ape è una delle invenzioni-riflessioni che più hanno segnato la mia "carriera" di lettore. Non per nulla è stata la mia prima signature in un forum.

C'è, in Connolly, questo pizzico di metafisica nella sua analisi del Male. Trovo questa caratteristica irresistibile, affascinante come poche altre.
C'è un romanticismo di fondo che nella merda attuale si è quasi del tutto perso, e io il mio Connolly me lo tengo stretto, anche in mezzo alle sue violenze estreme, maligne come poche altre, quasi rituali.
Questo contrasto fra malinconiche carezze e spietate esecuzioni è per quel che mi riguarda di una bellezza devastante.

Grazie Krystal per avermi fatto rivivere qualche goccia di sangue di Maine.

p.s.
Nella saga di Bird Parker, Gente che uccide credo sia quello più "impegnato", più vicino alla letteratura classica tipo Faulkner.
E' anche il più lento, almeno fino a metà libro.
Nonostante ciò, pochi personaggi (fra i milioni incontrati nelle letture) mi hanno inquietato come Elias Pudd e i suoi amici...
Capolavoro.
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Ma come fanno quelli che non scrivono? Non si intasano? (W. Faulkner)
11/9/2005 6:52 PM
 
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Accidenti, Krystal, avevo risposto dopo il tuo primo post!
Ora mi leggo anche il tuo secondo lunghissimo e visito i siti, ma... posso RIPETERTI CHE TI AMO?

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Ma come fanno quelli che non scrivono? Non si intasano? (W. Faulkner)
11/9/2005 7:09 PM
 
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11/9/2005 8:35 PM
 
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Accidenti Krystal, hai lasciato una recensione di GENTE CHE UCCIDE che tecnicamente deifinirei....della madonna..!!!
Brava, brava davvero..

Non scenderò al livello della generosità del boss nel dispensare sentimenti ( ) però il tuo approccio al lato psicologico del personaggio con le citazioni che hai postato e l'analisi della trama sono stati davvero molto intensi e dettagliati..

Con ammirazione, complimenti davvero...
11/9/2005 10:02 PM
 
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Krystal!

Io ti ordino di scrivere di più su questo Blu, okkey????


Oh, rece pazzesca, la tua, porca miseria hai tirato fuori delle cosine su quel libro... brava davvero.
Gente che uccide è un bellissimo thriller e un romanzo superlativo.

Il mondo a nido d'ape?
Ehhhhhhhhh, decisamente affascinante, come definizione.
(Pure io, come il boss, ho tenuto per mesi, nella signature, la frase di Connolly che descriveva il mondo a nido d'ape)

Sullo stile di Connolly: LIRISMO IMPECCABILE.
(Alb, tu e Connolly siete gemelli separati alla nascita.)

Ancora grazie, Krystal!




Viviamo come circondati da un velo, da un baluardo di dati, ma abbiamo la possibilità di strappare il velo, di abbattere il baluardo; i nostri corpi ancora umani sono prontissimi a rivivere.
11/19/2005 10:00 AM
 
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The Reflecting Eye


Un ad Albys e Simona... grazie! è veramente un piacere leggerlo. Un racconto di media lunghezza in cui si ritrova tutto Connolly.
Il disegno si dirama nei classici due sensi: da una parte il racconto, con protagonisti Grady e l'Esattore, dall'altra il percorso di Parker.
Se c'è veramente un limite al male che i morti possono fare, è individuabile, in queste pagine, nell'Esattore. Come al solito le figure dei cattivi si moltiplicano e si confondono, in un piccolo depistaggio: esclusi i "criminali", escluso il capo Grass, resta uno spirito, una immagine di fumo e riflessi che invade e contamina LA casa e la zona. Come l'uomo del bar che si tormentava l'unghia in attesa di perderla, gli animi dei personaggi rivivono l'orrore creato ed inflitto loro da un morto. E il medium prescelto per vedere, entrare e fronteggiare tale visione è Parker. Il suo è un cammino segnato veramente dai bambini; un ciclo che continua dal passato al presente e si proietta nel futuro... attraverso uno specchio che propone immagini distorte; come fare allora per non avere paura?
Anche Rachel sembra qui acquisire la consapevolezza di ciò che fu e potrebbe essere... come si può quindi affrontare un luogo simbolico quale LA casa? Non una casa ma proprio quella casa, poichè consapevoli dell'unicità e particolarità del luogo, così diversa, per descrizione, da qualsiasi altro luogo descritto, con quel suo odore che ne allontana i visitatori e con quello sbarramento che ne impedisce la distruzione. Un luogo nato per resistere, per permanere, per proteggere e per distruggere... un luogo il cui aspetto racconta la realtà che lo caratterizza, e nel cui riflesso si alimenta il male. La risposta a tutte le domande, a tutte le attese, si trova in uno strano personaggio: l'Esattore, figura chiamata a ristabilire un ordine, uomo che appare come un riflesso, una porta su un luogo lontano...

Anche qui non è mancata quella leggera ironia che attraversa alcuni paragrafi, non sono venute meno le riflessioni e le considerazioni di Bird, e non sono mancati Angel e Louis... cosa dire allora se non un GRAZIE!!!!!!! E' stato molto bello poter ritrovare tutto il clan connelliano in queste poche pagine.


11/20/2005 9:34 AM
 
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Ogni volta mi stupisci per le tue osservazioni attente e originali.
E' un piacere parlare di libri con persone come te.

Ovviamente condivido quanto hai scritto, Connolly ha un suo disegno che sta portando a compimento con grande charme e allo stesso tempo con qualità letteraria e fruibilità da parte del lettore.
I simboli, sempre e ovunque.
E i bambini, la vita che si rinnova e supera il dolore della violenza, quindi da preservare a ogni costo (e da qui il terrore che possa succedere loro qualcosa, vero leit-motiv della produzione connollyana, peraltro senza cadute retoriche)

Ah, John... meriterebbe numeri clamorosi, almeno pari a quelli di Connelly, Grisham e Deaver (che distanzia di anni luce quanto a qualità).
Invece, purtroppo, la scarsa qualità dei lettori italiani e la ancor peggiore qualità degli editori fa sì che non sia più tradotto da tre anni, costringendoci a questi lavori per godere ancora un po' del suo talento.

Ora però se non pubblicano The Black Angel vado alla Rizzoli e li minaccio di lasciar lì una copia de Lo Psicologo ottonelliano.

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Ma come fanno quelli che non scrivono? Non si intasano? (W. Faulkner)
12/5/2005 11:12 AM
 
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Palude pag.145
Per ora mi piace molto ed è assai valido l'intreccio prima terza persona
12/8/2005 1:28 PM
 
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Ottimo Palude !!!
Sono rimasto molto soddisfatto da questa lettura che mi ha fatto ritrovare l'amore per John, un pò calato dopo "Gente che uccide" che a me aveva veramente detto poco
Mi è piaciuto molto il modo di mescolare la terza alla prima persona da parte di uno scrittore che finora mi aveva sempre deliziato con la prima persona e basta
La storia non è forse eccelsa, ma come al solito non è questa a farla da padrona nelle avventure di "Bird" ... solo in "Tutto ciò che muore" l'intreccio narrativo era veramente notevole, in questi altri tre le storie sono solo validi pretesti per tirar fuori personaggi buoni e cattivi veramente interessanti (anche se in "Gente che uccide" e "Palude" per me ha perso un pò di verve creativa) e ampio spazio all'introspezione di "Bird" anche se in "Palude" vien dato ampio risalto ad Angel e Louis come retroscena di vita
La prosa l'ho trovata molto migliore rispetto a "Gente che uccide" dove stò mondo a nido d'ape e il continuo rimando alle visioni ed al passato mi avevano veramente spaccato le bolas
Dunque un ottima conclusione della saga (almeno credo che l'epilogo così come è scritto avesse quel senso) a cui dò un bell' 8,5
Mentre alla saga in tutta la sua interezza non posso esimermi dal dare un bel 9+ ... ripeto a me il terzo libro ha lasciato l'amaro in bocca, anche se effettivamente trova la sua giusta spiegazione con quest'ultimo


Extra : Il quinto che è in uscita nel prossimo anno è direttamente collegato alle vicende di questi 4 ???

[Modificato da Vagrant 08/12/2005 13.30]

[Modificato da Vagrant 08/12/2005 13.31]

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