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5/5/2006 6:41 PM | |
Premetto che io non soffro di disturbi di ansia come voi. Ma anch'io sono un tipo ansioso.
Recentemente ho letto un libro intitolato "Le dipendenze amorose" che mi ha fatto, insieme a tante altra cose, prendere coscenza della mia situazione. Sicuramente mi sento una persona dipendente. Ma non cambiamo discorso. Parliamo di ansia, magari riprenderò a palrlare di dipendenza nel contesto giusto. Certo perché credo che ci sia una correlazione tra dipendenza e ansia.
Per esempio oggi ho fatto un bell’incidente con l’auto. Io non mi son fatto nulla ma ho fatto un danno di almeno 1400 euro. L’ho capito subito che il danno era grosso. Prima ho incominciato ad insultarmi da solo per l’essermi distratto, poi ho cercato di darmi delle attenuanti generiche:
1) Sono un bel po’ di anni che non faccio incidenti
2) Sto bene. E’ questa la cosa importante
3) Ho cambiato lavoro…ho tanti pensieri
Poi ho pensato anche ( e questa è interessante ), perché mi succede proprio quando torno a casa e non in Trentino Alto Adige? Allento la guardia quando sono più tranquillo perché c’è qualcun altro che può pensare a me?
Lo dico a papà o lo tengo per me e risolvo tutto da solo?
Dirlo a papà è rassicurante. Ma è un po’ è come se cercassi un giudizio. Come se poi lasciassi a lui la decisione se condannarmi per l’errore o assolvermi.
Non dirlo a papà è meno rassicurante. Ma al solo pensarci l’ansia diminuiva. Prendersi il coraggio dei propri errori è difficile. Ma credo debba essere un obbiettivo.
Alla fine ho deciso di dirlo. Ho cercato di gestire più o meno l’ansia, ma il fatto di averlo detto mi ha messo nella situazione di dipendenza dal suo giudizio e quindi di vulnerabilità.
Credo ancora fortemente che ci si appoggia l’uno a l’altro in tante situazioni.
Però ammiro tanto le persone che gestiscono bene la propria ansia che sorridono anche se in realtà hanno casini che non ti hanno detto e che si tengono dentro.
Sono contento comunque del fatto che ho deciso che andrò a vivere solo. Il fatto di essere servito e riverito non è funzionale alla crescita, alla maturità e quindi al raggiungimento dell’indipendenza.
Indipendenza chiaramente non sono rose e fiori. Significa gestire da soli situazioni stressanti. E forse, speriamo, l’unica maniera per imparare a gestirle è buttarcisi dentro perché credo che c’è sempre una forza che pensiamo di non avere e che viene fuori nel momento giusto.
Ora incontro un amica. Spero di non scaricarle addosso l’ansia, non ci farei bella figura…
Come mi disse un amico: “Le donne vogliono avere risolti i loro problemi, non vogliono risolvere quelli degli altri”
Si è vero. Anzi generalizzando si potrebbe dire che tutti vogliono avere risolti i loro problemi e scoccia risolvere quelli degli altri: è bello vedere una persona sorridente e non sapere che in realtà ha qualche problema.
Ciao, Sergio.
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...Voci Nel Web...
... the world is an opportunity to exhibit how exciting alienation can be....and on really romantic evenings of self I go salsa dancing with my confusion. [from the film "waking life"] |
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5/5/2006 8:33 PM | |
Con le parole ci so fare credo, ma poi sbaglio nel comportamento.
Insomma con l'amica non mi son trattenuto. Abbiamo parlato di cose profonde e io mi sono lasciato andare con i miei pensieri e le mie congetture per incontrarla.
Ma appunto "dire le proprie congetture" è una ricerca di approvazione. E dalla ricerca difficilmente si incontra. Si incontra quando non ricerchi. Ma tanto me lo ha detto espressamente che tra di noi non succederà mai nulla. Ecco forse perchè le vado dietro...per farmi male...per non concludere nulla come al solito.
Dai è da tanto che ripeto e scrivo le stesse cose !!! Spero che prima o poi riesca a cambiare i miei circoli viziosi. Sono caparbio, ci riuscirò !!!  ---------------------------
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5/5/2006 8:43 PM | |
ma zen, io credo che sia molto umano parlare dei propri pensieri con gli altri.
maschi o femmine, c'è che ha voglia di ascoltarti e gli interessi, quindi lo fa senza fatica credo.
non si può sempre parlare del più e del meno, e poi le difficoltà raccontate hanno tutto un altro sapore, secondo me diventano "vita normale".. cioè, capita a tutti insomma.
gestire l'ansia e non chiedere è altro problema, tenersi tutto per sé non mi pare sia il massimo, a volte si ha davvero voglia di aprirsi.
anche perché se no gli altri non ci conosceranno mai no? difetti, pregi, qualità o semplici caratteristiche.. insomma, avere bisogno non è solo sintomo di dipendenza.
si vuole comunicare, e beati quelli col sorrisone sulle labbra che tirano sù gli altri anche quando hanno dei casini grossi loro, li invidio molto.
se mi venisse naturale, come a loro, lo farei anch'io.
e forse lo faccio a volte senza neanche saperlo.
è la famosa frase che mi dicono sempre "ma tu sei sempre così tranquilla con tutti sti problemi del bambino, del marito.."
tranquilla? se appena gli racconto credo che cambino idea, tu che dici?
forse non siamo così strani o così diversi, forse no, siamo umani.
auguri per la macchina.
l'altro giorno io ho quasi preso una cicilista che mi ha tagliato la strada, ho frenato l'ho evitata perché andavo pianissimo, lei è scivolata con la bici e mi è venuta a sbattere contro il fianco.
ho preso un colpo, perché non mi era mai successo, lei è scivolata sulla ghiaia di un marciapiede merdoso, la bici è andata giù e lei.. mamma mia, se ci penso ancora ho i brividi. lei correva sul marciapiede carica di roba sul manubrio, non è successo nulla, però ha picchiato una craniata e mi ha lasciato un buco nella carrozzeria.
poi non ha voluto medico ambulanza niente... mi son spaventata da morire.
danni, io e lei avrà avuto un bel mal di testa...
volevo tornare a casa dalla paura.. sigh. |
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5/5/2006 10:04 PM | |
Si, anch'io andavo pianissimo. Ma l'urto è stato forte perchè il freno non l'ho neanche sfiorato....ero distratto...stavo cambiando il cd nella radio. Ho sbattuto contro un camion.
Chi sene frega. Non mi son fatto male e non ho fatto male a nessuno. Pazienza per il resto.
Per quanto riguarda l'ansia e il parlarne, ti do ragione solo in parte. Si, riconosco il fatto che si è veri raccontandosi.
Ma ad esempio raccontare a persone che non si conoscono bene non è segno di apertura, ma piuttosto una forte richiesta d'aiuto.
Insomma ci vuole equilibrio anche in questo: cercare di dare quanto si riceve e cercare di ricevere quanto si da, senza troppi eccessi nell'uno o nell'altro senso.
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6/27/2006 8:28 PM | |
parliamo di ansia?
ma sì, va', parliamo di ansia.
oggi è una delle giornate più brutte di questo anno per lo meno.
sto di merda, sarà che ho bisogno di attenzione, sarà che sono immatura, sarà che mi sento terribilmente oppressa da problemi e difficoltà che ho paura di non saper risolvere.
mi sento morire, ogni tanto parte l'attacco d'ansia e non riesco più a stare neanche dentro me stessa.
ma io non so cos'è, sono terrorizzata dall'idea di avere perso mio marito, di non avere più una famiglia, di avere tutte le rsponsabilità di una persona qualsiasi, sana.
io non so se davvero non sono capace di fare queste cose che ritengo così difficili.
ma la paura mi paralizza certi giorni.
raramente per fortuna, stavo raggiungendo un certo grado di sicurezza, poi è crollato tutto oggi.
male male malissimo.
ho la sensazione di non sapere niente di me.
eppure è un momento decisamente positivo rispetto a certe cose: la separazione mi ha dato più spazi, sicurezza in me stessa, un rapporto più intenso con mio figlio e tutto sommato migliore.
lui è diventato così bravo, fa casino ma migliora di giorno in giorno le capacità di linguaggio, eccetera.
ho anche un lavoro, finalmente, sono stata contattata da una rivista e ora la impagino io al computer.
mi pagano, con la macchina gli porto le bozze, vado in riunione, è gente perbene simpatica e di buona cultura e carattere.
e allora che cazzo ho? si può sapere?
sono fallata, sono bucata come le magliette mangiate dalle tarme, nella mia testa l'ansia si impossessa di tutto il tempo, le sensazioni, gli affetti, i sentimenti.
e io mi sento morire, continuamente.
la sensazione di impazzire lontana da mio marito che è la sicurezza della mia vita.
scappo scappo da casa mia, in cui vivo e mi sento rinchiusa certi giorni, scappo dalla mancanza di vacanze e dalla possibilità di esprimermi, di guarire, di riprendermi, di gioire anche delle cose belle che finalmente stanno arrivando.
mi manca la paura, mi manca il coraggio, tutti e due.
poi, inspiegabilmente, mi passa, sento vicino qualcuno e tutta questa angoscia mortale mi passa e la vita è di nuovo normale.
che cos'ho dentro che non va?
ho sentito la notizia di quel povero calciatore che si è buttato, che brutta storia; ho la sensazione che in certi giorni noi depressi gravi e problematici siamo più esposti, sentiamo la luna come i lupi mannari, o il clima, il grande caldo affollato delle città.
ma vai a sapere che cos'è che ci rovina la vita? eppure io so bene che l'amo la vita, che vorrei di più.
ma la sensazione di non essere capace di prendermi niente per me, da sola, mi schiaccia come un pidocchio a terra.
scusate, ho bisogno di parlarne, non voglio buttare su altri che stanno male i miei problemi, che non so nemmeno se sono reali o solo immaginari per il pessimismo cosmico di oggi.
è che mi vien da dire sto male sto male sto male, ma non ho soluzione per vivere senza le paturnie.
e mi domando "che cazzo avrò?"
come una volta, le prime volte che soffri e ti domandi "mbè?"
grazie, scusate di nuovo, ciao
[Modificato da lillabus 27/06/2006 20.29] |
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6/27/2006 9:23 PM | |
Scusarti di che Lidia?
E che è diventato il nostro forum se proprio di ansia non si può parlare?
Lidia, che cos'hai?
Ma niente di nuovo bella! Dai stai tranquilla!
Lo sai che sta bestia è proprio come dici tu, sente il clima, la fase premestruale, le nostre insicurezze che peraltro sono nè più nè meno che come quelle di chiunque altro!
Solo che per noi c'è la sintomatologia che ci frega.
Vedi Lidiaccia, io sono almeno tre anni che lo dico: l'ansia, la nostra ansia è determinata da una nostra mancanza di serotonina. Non la produciamo adeguatamente.
Poi è logico che in momenti come quello che stai passando: il marito lontano, il lavoro nuovo (che solo l'idea di perderlo ti fa star male), il caldo ecc.ecc.... dicevo, è logico che in momenti di fragilità, la nostra "naturale" (perchè del resto è così che siamo fatte, organicamente intendo) predisposizione all'ansia si fa sentire maggiormente.
Partono i sintomi, la preoccupazione, il...ma dove cazzo finirò, la disperazione ecc.ecc.
E' il nostro modo alterato, purtroppo, di percepire le cose.
Il malessere, tachicardia, contorcimento delle budella, respiro corto ecc. son tutte questioni organiche e non psicologiche.
Devi cercare di non cadere sempre nel tranello.
Aspetta che passi Lidia!
Non c'è un vero e proprio nesso tra la situazione psicologica che stiamo attraversando e questi picchi di ansia immotivata che è la nostra croce.
Qunado la situazione organica si sarà nuovamente normalizzata, tutto come al solito ti sembrerà di nuovo sotto controllo.
Forza Lì, cerca di crederci a quel che ti sto dicendo.
Non hai un cazzo in più o in meno del solito. Goditi i momenti di pacchia e tieni duro in quelli grigi e aumenta semmai qualche mezza pastiglietta. E non farti più domande. Non ora. Non quando stai male. Ok?
Un abbraccio solidale come sempre
Laura
p.s. L'altro giorno, quando dovevo andare a ritirare la tarty dal veterinario dall'altra parte della città mi sentivo...come dire, a rischio! Non ero a posto come al solito. Mi sentivo agitata e con possibilità che la testa potesse andarsi a fare un giro senza di me. Poi ho superato. Ma come dicevo a mio marito: questo è uno di quei giorni, che se non fossi in cura con il mio mezzo sereupin, sarebbe stato di tragedia e di dolore.
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6/27/2006 10:23 PM | |
ora sto meglio, ho avuto bisogno di stare sola, tranquilla stesa a occhi chiusi, il bimbo è dal papà quindi neanche la responsabilità e la presenza fissa.
ho ancora molta stanchezza addosso, ma dedicarmi del tempo, solo per me, senza stress, è molto.
grazie laura |
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6/27/2006 10:48 PM | |
Non credo di essere completamente in grado di capire chi soffre di forte ansia come te e come Lupetta con la quale sono stato per un breve periodo.
Però anch'io nel mio piccolo ho ansia e per quanto ho potuto notare spesso l'ansia mi capita come paura di non sapere gestire le cose. Come se sono stato così viziato da non essermi mai troppo occupato di me stesso. E poi forse sono stato anche scoraggiato da chi invece mi avrebbe dovuto incoraggiarmi a prendermi cura di me stesso.
Però volevo dirti che sei in gamba Lidia ! Non tutti sono in grado di gestire quello che stai gestendo tu e ci stai riuscendo alla grande. Certo ogni tanto capita di scoraggiarsi, ma non eccedere col buttarti giù, non te lo meriti.
Ciao. ---------------------------
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6/28/2006 3:34 AM | |
grazie zen, troppo gentile, così è la vita.
anche tu fai secondo me cose molto difficili, ti trasferisci, giri l'italia senza paura, ti muovi.
se penso che una volta "ero normale".
ma poi lo ero veramente? mi domando. |
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6/28/2006 11:24 AM | |
Si ,una volta ...magari eravamo meglio o peggio ,ma ora ,proviamo a fare pace con ciò che rimane di noi ,mille altre cose sulle quali puntare ,senza la stampella di nessuno
Guarda nel tuo cappello ,sicuramente hai una sorpresa ,ancora...da tirare fuori
Ci sono delle mattine in cui mi alzo e mi dico : oggi è la volta buona ,crollerò definitivamente
Donna di poca fede ,mi dico....alla sera..
un abbraccione
lazia |
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6/28/2006 4:47 PM | |
Scritto da: lillabus 28/06/2006 3.34
grazie zen, troppo gentile, così è la vita.
anche tu fai secondo me cose molto difficili, ti trasferisci, giri l'italia senza paura, ti muovi.
se penso che una volta "ero normale".
ma poi lo ero veramente? mi domando.
Lidia...il mio problema è un altro...
E, almeno per ora rimane irrisolto. Uff.
Coraggio ! [Modificato da Zen 28/06/2006 16.47] ---------------------------
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6/30/2006 8:09 PM | |
ragazzi,
fa un caldo pazzesco |
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6/30/2006 11:56 PM | |
si, terribile!
Approfitto per salutarvi. Domani mattina parto e vado al mare per un mese. Ci sentiamo ad agosto. Se ci riesco vado a un internet point per leggervi...ma lo dico sempre e poi non lo faccio mai
Mi aspettano delle vacanze a singhiozzo per via del problema dei miei zii. Mi sa che dovrò fare la spola tra la spiaggia e casa dei miei zii. La cosa è più terrificante del caldo!!!
Allora ciao e buona vacanza a tutti.
Laura
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7/1/2006 8:35 AM | |
Buona vacanza, Là. :-)
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7/2/2006 1:26 AM | |
buone vacanze, là.
sarai già al mare stasera  |
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7/30/2006 11:23 PM | |
Son tornata ma purtroppo ho perso il mio gatto, il mio meraviglioso gatto rosso che avevo da 5 mesi.
La cosa che più mi fa star male è che non so che fine abbia fatto. Potete comunque immaginarvi cosa non ho fatto per cercarlo.
circa 100 cartelli sparsi per tutta Varazze. Ho parlato con vigili, spazzini, il comune, gattare, vetrinari (tutti). Conosco le vie di Varazze meglio degli abitanti stessi. Ho girato ed esplorato due promontori, nonchè vie, viuzze, ville, case varie.
praticamente la gente ormai mi riconosceva per strada: lei è quella del gatto, vero???
Al mare ci sono andata per un ora e mezza al giorno al massimo.
ci sto malissimo! Malissimo! Stramalissimo!
Adesso mi aspetta l'ansia della pertenza di mio figlio per gli Stati Uniti.... e che cosa è successo oggi????
38,5 di febbre.
Cazzuto mondo schifo!
Tachipirina 1000, antibiotico e adesso staremo a vedere domattina come va...
Speriamo che gli passi altrimenti non so che fare.
Mio marito vorrebbe annullare tutto ed è già preso dal panico.
Come odio i viaggi programmati. LI ODIO!
Io vorrei partire a seconda di come mi sveglio la mattina.
E invece sti cazzi! Devi pagare e prenotare un mese prima come minimo!
E noi che ci rammarichiamo di non riuscire a viaggiare!!!!
ma chi ...zzo se ne frega!
viaggiare è da masochisti! Bisogna essere sempre in forma!
Devi aver voglia di visitar musei anche con 40 gradi di caldo....
ma porca zozza eva! Io sto bene quando non ho un cacchio da fare, e posso stare dove mi va di stare in quel momento e basta.
ciao ragazzi
ci sentiamo domani
Là
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7/31/2006 12:26 AM | |
ciao laura bentornata
il tuo gatto starà benissimo e avrà trovato amici e parenti gatti come lui, si sarà formato una famigliola pelosa con cui sgattaiolare libero
cerca di vedere anche il buono nel fatto che l'hai perso, le peggio previsioni non sono certe e forse il gatto non lo sa, voleva essere libero.
ci ha provato, sono bestie, e la stagione per loro è quella degli amori e delle fughe, non devi preoccuparti, non potevi mica tenerlo al guinzaglio, sarebbe stato più strano per lui che scappare.
ciao |
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7/31/2006 9:09 AM | |
Ciao laura ,un bacione
Senti ,ha proprio ragione Lidia ,quello si è invaghito di una gatta ligure..e..chiamalo scemo!
I gatti fanno così ,un bel giorno ti girano il sedere e se ne vanno ,e se ne fregano di tutto quello che hanno avuto prima e...,o cavoli ,sto diventando polemica..
Dai Laura ,non sta male ,sta vivendo felice da qualche parte e ti ringrazia per averlo ben ingrassato con nutrimenti a quattro stelle
Tuo figlio ,coperto da antibiotico ,può andare ovunque ,vero Ester?
Beh ,io e la Lidia ,per il momento non ci muoviamo ,avevamo deciso per un viaggetto alle Marshall ,ma poi ,in fondo ,abbiamo pensato : ma dove andiamo a stare meglio di qui??
bacione
laziaapatica |
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7/31/2006 10:34 AM | |
Ragazze!!! Ragazze!!!
Il gatto è sterilizzato, castrato do you know?
Quindi niente gatte, amori o famiglie.
Era uscito una volta per un pò di ore. Poi è tornato e per una settimana ha avuto paura persino a uscire nel giardino. Altro che andarsene da casa!
Tuttavia, una notte deve aver sentito qualcosa, non so, e probabilmente è andato oltre il giardino.
Se devo essere sincera i casi sono due: o è stato miseramente investito a 50 metri dalla casa dove stavo (ma del cadavere nessuna traccia? Possibile?) oppure l'ha preso qualcuno perchè nel frattempo potrebbe aver perso il collare.
Brillo, questo è il suo nome, è un gattone non un gattaccio di strada pronto ad abbandonare tutto e tutti pur di stare fuori.
Si prega di rispettarne la memoria
Ragazze, lo so che molti gatti sono indipendenti e fanno quel che vogliono... Ho anche la gattina nera che si fa tanto di quei cacchi suoi...
Ma Brillo era diverso secondo me. Imbranato, dal culone pesante, di quelli che dormono 18 ore al giorno...sigh e sob!
mai visto un gatto così.
Ti stava in braccio anche tre ore di fila. Un gatto che se lo chiamavi ti rispondeva come un cane e ti correva incontro.
Ecco perchè sto doppiamente male. Proprio per la sua indole poco gattesca, capite?
A questo aggiungete che io, che non mi innamoro mai come sapete, per questo gatto avevo preso proprio una bella cotta.
vabbè, che devo fare?
Ancora la gente mi telefona per avvistamenti vari. Ma poi le descrizioni nel dettaglio non corrispondono.
Tanto per farvi capire che tipo di famiglia siamo, mio fratello è già allertato e dal momento che per il mese di agosto il chiosco è chiuso, mi ha promesso che mi porta a Varazze anche alle tre di mattina se ci fanno una segnalazione abbastanza pertinente.
Non siamo normali, lo so!
La Ester che è riuscita a venire questo sabato sera, lo ha passato per le strade ancora a cercarlo!
e poi le mie zie, tutte a telefonarmi per saperee consolarmi.
Lo so, ora non ditemi che dopo i 60 morti in Libano questa è una cazzata! Lo so da me!
Però ognuno di noi vive nel proprio contesto. E a me questo micio scomparso (che se sapessi che è morto me ne farei sicuramente una ragione) mi fa soffrire.
ciao raga!
Vi abbraccio come sempre
Là
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7/31/2006 11:36 AM | |
no laura, non è una cazzata lo so.
però se qualcuno l'ha preso puoi stare tranquilla che avrà di nuovo coccole e casa.
per quanto riguarda la castrazione, impedisce di riprodursi ma non in tutti i gatti elimina del tutto l'istinto, sentono i richiami degli altri, alcuni restano viviacissimi nonostante.
il mio primo gatto, ciccio, era così per esempio.
se n'è fuggito dal balcone per diverse volte su quello a fianco e miagolava disperato.
poi un bel giorno non si è disperato più ed è andato.
e che, gli posso impedire di fare il gatto?
in cità è pieno di macchine, ma io credo e spero che ce l'abbia fatta lo stesso.
io non miagolo, mica lo so cosa provano. sono istintivi, non è mica facile indormentarli del tutto per farli vivere con noi in comodi apartamenti.
la mia Gialla (la canarina) è rimasta in gabbia nonostante la fugadei suoi figli. appena cresciuti al minimo spazio tra due barrette sono filati via, vedendo fuori alberi e sentendo i passeri che cantavano.
sai, ora che ha finito le sue due covate, è scappato il maschio rosso.
è rimasto qua di fronte su una magnolia a chiamare cols uo fischio bellissimo, l'ho anche visto.
il veterinario era stupito che lei non avesse tentato la fuga, dopo tre anni di gabbia sembrava volesse stare lì per sempre.
con la porta della gabbietta aperta lei usciva sul balcone a fare il bagno, un volo in giardino e poi tornava. giuro.
poi un giorno lui ha cantato più forte e lei ha cominciato a rispondere.
il nido ormai era vuoto, e in poche ore passin passino se n'è volata sugli alberi di fronte.
ora è via da una settimana, ho lasciato la gabbia il cibo e tutto quanto.
può darsi che col freddo torneranno, può darsi che qualcuno sia risucito a catturarla.
però credo che il tempo passato fuori l'abbia resa più felice dei tre anni in gabbia, sai?
non ne prenderò più.
e, cosa strana, quando i miei erano tutti nelle gabbie qua fuori arrivavano merli, cinciarelle e passeri tutto il giorno e si fischiavano, lottavano.
ora che non ci sono più non arriva un uccellino per sbaglio.
è la natura che è sempre più forte, credo
ciao |