Titolo:
Non e' un'altra banale dichiarazione d'amore
Autore: TwinStar
Categoria: Harry Potter
Pairing: Sirius/Remus
Rating: PG13
Avvertimenti: Yaoi
Numero capitoli: 7
Riassunto:
Sirius si è convinto per chissà quale assurdo ragionamento che la maniera migliore di esprimere ciò che prova sia una lettera d’amore, anche se la stesura non sembra delle più semplici: complici amici, conoscenti nonché una naturale incapacità di fondo.
Una trama sentita chissà quante altre volte.
Del resto è solo un’altra banale dichiarazione d’amore.
Cosa mi piace...
Il fatto che si tratti di una fanfic di Twinstar completata.
Scherzi a parte.
Se sto scrivendo la pubblicità per una fanfic che ho finito di leggere venti minuti fa e la quale (orrore, mi vergogno!) non ho ancora recensito, un motivo ci sarà.
A differenza delle altre storie di Twinstar alle quali siamo abituati, la dichiarazione è una storia romantica e principalmente dovrebbe essere anche una commedia (principalmente, perchè ci sono pure i passi tristi se così possiamo chiamarli), a tratti fa ridere mentre a volte ti fa venire un groppone in gola vedendo il giovane Grifondoro soffrire per
delle stupidi frasi che non ne vogliono sapere d'uscire dalla piuma.
Sirius Black si ritrova con un grosso problema, è innamorato. È per far sapere il suo sentimento al diretto interessato decide di farlo con uno dei modi più tradizionali e antichi, scrivendo una lettera d’amore.
Solo che mettere per iscritto i propri sentimenti non è un’impresa facile, tantopiù se vi chiamate Sirius Black.
In sette capitoli si legge di come Sirius cerca disperatamente, nel corso dell’anno a scrivere una lettera d’amore come si deve, verrà aiutato da altre persone, ma non sempre con esito positivo.
Riuscirà Sirius a finire la lettera?
Ma sopratutto, verrà ricambiato?
Leggere per sapere ˆ____ˆ
(speriamo di avere fatto una roba decente con questa pubblicita'...)
we keep ourselves a mystery
but we provide, provide the clues
so the rest is up to you
and don't forget to check the obvious
we are so serious
so I guess it all comes down to how curious you can be