No. La risposta è no, e per un sacco di motivi.
Premetto che io ho fatto nuoto (tanto nuoto), tiro l'arco, uso l'ellittica un giorno sì e l'altro pure, e faccio pure
workout guardando i film (sì, tipo bere un cichetto quando Tizio fa qualcosa, solo con determinati esercizi al posto dell'alcool).
Ma alla ginnastica come una materia va detto un
NO enorme.
SaraBlack, tu scrivi da persona che
è capace. Si sente tantissimo. Quindi, mi perdonerai se cito il tuo post, ma devo ribattere. Ne sento il bisogno fisico, in quanto impedita di serie A.
E io sono una ragazza di 14 anni alta 1.58 m e che pesa 49 kg, eh...) ma a pallavvolo è tutta questione di tecnica. [...] A me fa girare, perché siamo in sei e devo difendere due sesti dell'area?! [...] Nella mia ex-classe ce n'erano tre questi delle femmine che non ci provavano nemmeno, a prendere la palla. E io che faccio? Le dico di provarci, non in partita, ma almeno negli esercizi in cui la palla te la tiro a lentezza esasperante abbi la buona volontà di provarci, te ne prego.
Ed eccola, la cruda verità: tu sei alta 1 e 58 e pesi 49 chili. Praticamente non esisti, se messa di profilo.
Il tuo è il dannatissimo stato fisico a cui secondo il mio stupido professore di ginnastica -e lasciatemelo dire- che fu, tutti devono corrispondere, dovranno corrispondere e a cui
corrispondo. Sì, al presente, anche se è evidente che non è vero.
Io ho avuto seri, serissimi problemi di peso. Ero in sovrappeso, al liceo, sovrappeso
forte. E non perché mangiassi come un lupo, ma perché il mio stupido metabolismo è ancora più stupido del mio professore. Io sono a dieta da quando avevo tre anni, okay? E non potrei fare altrimenti.
Il che non voleva dire, attenzione!, che io non
ci provassi. Lo facevo, perdiana! Se dovevo fare esercizi, li facevo, se dovevo correre, correvo, e sulle corte distanze davo anche una spanna alle mie compagne di classe ultramagre che muovevano un piede davanti all'altro solo per la distanza motorino-casa, motorino-scuola, mentre io mi sfondavo di ellittica.
Ora, in queste cose se ci provi, ci riesci anche, più o meno bene.
Ma nella pallavolo. La
pallavolo! Se una palla arriva ai 97k/h, anche se tu capisci dove sta andando, non hai
le capacità fisiche di arrivarci in tempo. Mi dispiace, ma i miei buoni riflessi non mi permettono di teletrasportarmi sotto la palla e di fare un buon bagher -che teoricamente saprei come eseguire a livelli da serie A. Mea culpa, perdonatemi, andrò a chiedere subito la tecnologia di teletrasporto al capitano Kirk.
Questo la gente, sopratutto il mio stupido prof sopra citato, di solito non lo capisce. Nel mio caso, poi, avrebbe dovuto giungergli alle orecchie che l'obesità è una malattia.
Ora, se io fossi stata ventiquattrore su ventiquattro in un mcDonald, pace all'anima sua, c'aveva pure ragione ad urlarmi contro (perché, sì, lo scherzone di sbraitarmi in faccia e poi pretendere di avere ragione persino con mio padre l'ha fatto, e più di una volta, a proposito di educatori competenti); ma il punto era che il mio sovrappeso era, è stata e potrà essere una malattia vera, al pari di uno con un amputazione. Con 120 kili sul groppone, non puoi correre la maratona di New York.
Ma anche lasciando il peso a parte: una volta ha cacciato giù dal campo una mia compagna di classe che con il movimento ci va con i cavoli a merenda, solo perché non si gettava a prendere palle ai 90 all'ora lanciate da persone che sono in serie B. Ora,
ditemi voi.
A palla prigioniera la palla si deve schivare (o prendere), a pallavvolo no. Se ti scansi a pallavvolo la prof ti dice su, come farebbe nell'ora di matematica se ti rifiuti di fare gli esercizi. Non capisco la fobia della palla, dico sul serio. Le palle sul naso si prendono poche volte, se si sta attenti a come prenderla (tipo non fare il bagher se la palla è alta! XD). Ne ho prese, qualche volta... e quindi? Una volta ho avuto sangue da naso... E quindi? Non muori. [...] Ci sono il secondo e il terzo tocco, a pallavvolo. Capisco la paura della battuta, ma se non fai manco quelli, ecco, sei tu che non ci vuoi provare!
Io la palla la schivo,
se riesco. Se uno tira dei missili che deformano la palla, col cavolo che io imbranata motoria numero 1 ci riesco, a non prenderla sulla coscia e andare poi in giro con la gamba gonfia per tre giorni.
Ed eccolo, il paragone ed. fisica/matematica! Qui c'è un grossissimo sbaglio di fondo: la matematica puoi provarci sempre, farti rispiegare la roba, riprovare finché non riesci. Uno che ha la musculatura di un grissino, dovrebbe stare diciotto ore giornaliere in palestra per svilupparla. Se mi chiede di fare delle flessioni, io dico di no non perché "non mi piace farla, chissene frega", ma perché
non ci riesco fisicamente. Ho dei limiti, che mi si vadano riconosciuti. Sia che siano di peso, sia che sia debolezza muscolare.
La fobia della palla arriva nel momento in cui un oggetto che potrebbe appunto farti sanguinare il naso è libero di scorrazzare a una velocità inaudita dalla quale
tu non puoi difenderti. Come ho già detto, quando capisco che dovrei spostarmi, o ripararmi dal colpo, ormai non sono più in tempo.
Sempre, perennemente (prima di ottenere l'esonero almeno dalle partite di allenamento in seguito a uno dei tipici "ti chiedo gentilmente e rispettosamente se posso non fare l'esercizio, e tu mi sbraiti in faccia, allora io ti mando mio pare che è il triplo di te e poi ne riparliamo") mi sono fatta male giocando a pallavolo. Una volta la testa, una volta il naso, una volta una caviglia, l'altra il braccio... insomma, ogni due ore di ginnastica portavo a casa un malanno. E questo perché, ripeto, non avevo le capacità fisiche necessarie. Cogliona io, eh? E, ripeto, io
mi allenavo. Non è che stessi seduta davanti al pc tutto il giorno.
Il secondo e il terzo tocco io li avrei anche fatti. Palleggiavo benissimo, io, ero perfetta. Il problema è
a) se i tuoi compagni sanno che fai schifo, la palla non te la danno, se possono. E PER FORTUNA. Di conseguenza, le uniche palle che ti arrivano sono quelle avversarie, che chissà come mai, schiacciano sempre su di te, povero emerito imbecille con la paura dei palloni.
b) la pressione psicologica. Se sbagli, la squadra perde per colpa tua. Io già coi miei compagni di classe non andavo d'accordo, di farmi persino guardar male perché li facevo perdere a pallavolo, no grazie.
Nel tennis si può prendere la pallina nell'occhio o darsi una racchettata, nell'atletica ci sono vari rischi, dalle cadute alle fratture (come in vari sport), nell'arrampicata si può cadere. Il pattinaggio (io faccio l'artistico su rotelle) ti assicuro che è uno degli sport che ho fatto nei quali si deve stringere i denti! Cadute su cadute. Sai qual è la prima cosa che ti insegnano? Ad alzarti. A me il calcio non piace, ma ci gioco lo stesso se è quello che chiede la prof. E mi impegno, anche, perché non dovrei? Magari mi offro come portiere (lì sono meno peggio! ^^) ma altrimenti pace, le ore passano in fretta lo stesso, se prese per il verso giusto.
Camminando puoi cadere, facendo le scale puoi scivolare e cadere e magari anche morire. Sai perché questo non succede, di solito? Perché sei capace di farlo.
Se uno non è capace di giocare a tennis, di contro, buona pace che prenda la pallina! figuriamoci far male a qualcuno con quella stessa palla.
Qui si arriva al mio punto fondamentale:
se io sono un disastro a fare una cosa, mettimi con degli altri disastri. Rideremo, ci prenderemo un po' in giro, sembreremo delle deficienti, ma, bon, ci proviamo e ci divertiamo anche.
Se nell'equazione, però, inserisci una maggior parte di gente che a giocare è capace, capace davvero, allora bon. E' finita.
Vallo tu a dire a una di serie B di pallavolo che non può tirare ai 95. O a uno che gioca a calcio di non ucciderti entrandoti sui piedi.
Ed è per questo che ODIAVO giocare a pallavolo in classe: si dava per scontato che il livello fosse quello dei bravi, o ancora peggio delle eccellenze. Giocare a calcio, invece, lo facevo volentieri. Non c'era pressione, si rideva, si andava soft e ti divertivi a correre dietro al pallone senza riuscire a calciarlo, perché sapevi che le altre ridevano perché erano messe male quanto te.
Ma la pallavolo è un'arma di sterminazione di massa.
E arriviamo infine al prof! Quell'esimia figura!
Punto premessa: tutti gli insegnanti di educazione fisica sono sportivi falliti. Così abbiamo l'insegnante obesa che si è messa a mangiare dopo che si è rotta un femore e, no, la ginnastica artistica non la poteva più fare. L'uomo frustrato che guarda le scollature delle ragazze perché in seria A a giocare a pallone non l'hanno voluto, e allora niente veline, si deve accontenta'.
Gli insegnanti bravi sono o quel 3% di gente che l'insegnante lo voleva fà davvero, o quelli che han preso bene la delusione, si son fatti una vita e via -tipo la mia insegnante di teatro, che appunto aveva un grande interesse nella vita-.
Poi c'è la categoria più odiosa di tutte, che è quella del maschio frustrato maschilista urlante da campo di concentramento.
Che era il mio prof.
Ora, chiamare la gente "cretini", "analfabeti della ginnastica", "schiappe" e roba varia va benissimo,
se fai il preparatore atletico professionista. In una scuola, significa farsi odiare da tutti e diventare il carnefice dei tuoi studenti adolescenti a cui magari la ginnastica piace pure, ma che non sono da serie A.
Già uno si sente inadeguato e stupido se non riesce a prendere una palla, figuriamoci se gli urli anche che è un'idiota.
Se poi una tua alunna viene a chiederti -argomentando, e invece di mentire e chiederti un permesso per il bagno che dura diciotto ore- di star giù a pallavolo, e sinceramente ti dice che non ce la fa perché soffre di obesità -e ripeto non per eccessiva alimentazione-, allora tu non cominci ad urlare in faccia che sono "problemi suoi". Solo, no.
Echeccazzo, lo so anche io che sono problemi miei! Non sto dicendo che devi farmi dimagrire con la bacchetta magica! Ti sto solo chiedendo di darmi un attimo di tregua, accidenti.
Questo non si chiama fare l'educatore, a casa mia. Questo si chiama essere delle Teste Di.
Poi c'è la questione media! Ora, anche qui. La media è importante. Importantissima. Ti da crediti che ti servono per la maturità. CHE RAZZA DI SENSO HA, a un cazzo di liceo scientifico, poi!, METTERE UNA MATERIA FISICA FRA QUELLE DI STUDIO? Sarebbe come metterci religione, che, oh, se uno sa l'Ave Maria allora gli do 10.
Andiamo, è ridicolo. Vuoi farci fare ginnastica? Non metterla come materia con voto. A quel punto, forse, riusciremmo pure ad essere un pelino meno terrorizzati durante quelle fottutissime due ore di palestra.
"Valutare l'impegno" è una cazzata. Se si valutasse l'impegno, io dovrei aver avuto minimo 8, visto che riuscivo a star dietro a compagni di classe che pesavano la mia metà, quando non si giocava in squadra. Perché, ripeto, quel che potevo fare lo facevo.
Ma in ginnastica come si distingue uno che si ferma perché ha il cuore a mille e i polpacci impediti, da uno che si ferma perché non ha voglia di far nulla? Come si distingue uno che ci ha provato, a prendere la palla, da uno che manco ha allungato il braccio? Te lo dico io, come:
non si può. Ammettiamolo.
E con questo, iuff, ho finito. Sono logorroica, lo so. Ma sentivo il bisogno di dirle, 'ste cose, che ogni tanto mi danno ancora gli incubi.
Preciso anche io che il tu era un tu generico.
(E c'era anche molta invidia per quelle che pesano nemmeno 50 chili in un metro e cinquantotto

)