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Ed eccoci nel 2013 (alla faccia di chi voleva che il mondo finisse prima - ma già si stanno preparando per maggio 2013 -). Anno nuovo, logo nuovo  (se non l'avete riconosciuta è Tsukimiya Ayu - uguu - di Kanon).
Anche se un po' in ritardo auguro a tutti voi un buon 2013

Suinogiallo


Hasta Luego
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Facebook   [Anime & Manga- Angel Sanctuary] Sere Nere, di Juuhachi GoLast Update: 9/18/2005 12:48 PM
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9/14/2005 8:47 PM
 
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Creazione: Sere Nere
Artefice: Juuhachi Go
Percorso: Anime e manga, Angel Sancturay
Genere: Romantico, Triste
Rating: PG13
Note: One-Shot

Contenuto

Quel dolore assurdo che nessuno mai dovrebbe provare gliel'ha inflitto lui, perché non potrà essere mai. L'insulto, la menzogna, per non urlarle che è vero che l'ama, l'ama, l'ama e non ci sarà mai peccato o preghiera che potrà negarlo... [© Juuhachi Go]

In un susseguirsi di immagini forti, incisive e poetiche, l’autrice racchiude in un breve ed efficace scritto il sentimento controverso di Setsuna. L’amore che lo unisce a Sara emerge nitidamente dalle righe, affiancato dall’altra, immancabile, emozione: la disperazione. Setsuna ama sua sorella disperatamente e dispera di amarla, angosciato dal senso di colpa, e tuttavia consapevole di non poter soffocare quello che prova.
Poetico e delicato in finale, inusuale nella parte iniziale.

Leggerla. Ma perchè?

Premetto che abbatterei a colpi d’ascia sia Tiziano Ferro sia Sara Mudo. Per cui questa FanFiction andrebbe letta anche solo per essere stata consigliata dalla sottoscritta nonostante le incriminazioni.
Ma vi dirò di più.
L’amore è uno dei temi più ricorrenti nei lavori amatoriali ed in quelli editi, per non dire il tema più ricorrente. Non è facile affrontarlo senza inciampare nei luoghi comuni, descriverne le sensazioni senza ricorrere alle solite immagini oramai logore per l’utilizzo. Inutile precisare che Sere Nere mi ha colpita proprio per tal motivo.
Senza dilungarsi, con uno stile asciutto che tuttavia scuote, in un numero ristretto di righe l’autrice descrive e dipinge alla perfezione il difficile rapporto dei due fratelli, attraverso un lessico che fonde armonicamente un linguaggio parlato ad uno più intimo fatto di sentimenti che si traducono in instantanee.

Voglio gelare qui, stringendo il dolore vibratoti, cadere sull’asfalto con un peso non mio ma di una statua di ghiaccio, negli occhi morti ancora l’abbozzo del tuo piangere sincero che mi grida la tua salvezza.
Libera da questo peccato, al contrario di me che lo trascino come una pietra pesante e sporca da una vita fino alla meta dell’oblio.

[Modificato da Referenti del Comitato 07/10/2006 16.07]





Dick si stupì di come un essere umano potesse usare tanta arte, tanti suoni raffinati per descrivere qualcosa che evidentemente rappresentava la paura allo stato puro. Ma forse era vero che la bellezza non era altro che l'inizio del terrore.
Post: 248
Junior User
9/17/2005 3:16 PM
 
Quote

Grazie, grazie, grazieeeeeeeeeee
Sono Juuhachi Go^^...
Grazie. Grazie grazie grazie! *____* Che onore *__*!





Tu... dopo aver ucciso mia sorella... sei svanito nel nulla e io... ho deciso che ti avrei ucciso. Lo volevo dal profondo del cuore. Pensavo di poter cancellare dalla mia mente la tua esistenza e di andare avanti come se niente fosse. Invece... non ci sono riuscito. Nonostante tu mi considerassi meno di un sassolino... nonostante per te fossi meno interessante di una foglia morta... nonostante questo... o forse proprio per questo... desideravo essere ucciso da te. E anche se poi tu ti fossi dimenticato di avermi ucciso... e io fossi diventato solo uno delle vittime sacrificate ai ciliegi... anche così... almeno mi avresti... (Subaru Sumeragi - X #16)





«Oh!», disse il prete, «fanciulla, abbi pietà di me! Tu ti credi sventurata, ahimè! ahimè! tu non sai cosa sia la sventura. Oh! amare una donna! essere prete! essere odiato! amarla con tutti i furori dell'anima, sentire che per il suo più piccolo sorriso si potrebbe dare il proprio sangue, le proprie viscere, la reputazione, la salvezza, l'immortalità e l'eternità, questa vita e l'altra; rimpiangere di non essere re, genio, imperatore, arcangelo, dio, per metterle sotto i piedi un più grande schiavo; stringerla giorno e notte con i propri sogni ed i propri pensieri; e vederla innamorata di un'uniforme da soldato! e avere da offrirle solo una sporca tonaca da prete di cui ella proverà paura e disgusto! Essere presente, con la propria gelosia e la propria rabbia, mentre prodiga tesori d'amore e di bellezza ad un miserabile fanfarone imbecille! Vedere quel corpo la cui forma vi brucia, quel seno che ha tanta dolcezza, quella carne palpitare e arrossire sotto i baci di un altro! O cielo! amare il suo piede, il suo braccio, la sua spalla, sognare le sue vene azzurre, la sua pelle bruna, fino a contorcersene per intere notti sul pavimento della propria cella, e vedere che tutte le carezze sognate per lei finivano nella tortura! Non esser riuscito a coricarla se non su un letto di cuoio! Oh! sono queste le vere tenaglie arroventate al fuoco dell'inferno! Oh! beato colui che viene segato fra due assi, e che viene squartato da quattro cavalli! Sai cosa significa quel supplizio che fanno subire, per notti intere, le arterie che ribollono, il cuore che scoppia, la testa che si spezza, i denti che mordono le mani; torturatori accaniti che vi rivoltano senza posa, come su una griglia ardente, su un pensiero d'amore, di gelosia e di disperazione? Fanciulla, di grazia! un momento di tregua! un po' di cenere su questa brace! Asciuga, te ne scongiuro, il sudore che scorre a grosse gocce dalla mia fronte! Bambina! torturami con una mano, ma accarezzami con l'altra! Abbi pietà, fanciulla! abbi pietà di me!».

(Victor Hugo, Nôtre-Dame de Paris)
9/18/2005 9:06 AM
 
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Di nulla ^^. Tutto meritato.




Dick si stupì di come un essere umano potesse usare tanta arte, tanti suoni raffinati per descrivere qualcosa che evidentemente rappresentava la paura allo stato puro. Ma forse era vero che la bellezza non era altro che l'inizio del terrore.
9/18/2005 12:48 PM
 
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Gwa. *_*
OK, la smetto...^^





Tu... dopo aver ucciso mia sorella... sei svanito nel nulla e io... ho deciso che ti avrei ucciso. Lo volevo dal profondo del cuore. Pensavo di poter cancellare dalla mia mente la tua esistenza e di andare avanti come se niente fosse. Invece... non ci sono riuscito. Nonostante tu mi considerassi meno di un sassolino... nonostante per te fossi meno interessante di una foglia morta... nonostante questo... o forse proprio per questo... desideravo essere ucciso da te. E anche se poi tu ti fossi dimenticato di avermi ucciso... e io fossi diventato solo uno delle vittime sacrificate ai ciliegi... anche così... almeno mi avresti... (Subaru Sumeragi - X #16)





«Oh!», disse il prete, «fanciulla, abbi pietà di me! Tu ti credi sventurata, ahimè! ahimè! tu non sai cosa sia la sventura. Oh! amare una donna! essere prete! essere odiato! amarla con tutti i furori dell'anima, sentire che per il suo più piccolo sorriso si potrebbe dare il proprio sangue, le proprie viscere, la reputazione, la salvezza, l'immortalità e l'eternità, questa vita e l'altra; rimpiangere di non essere re, genio, imperatore, arcangelo, dio, per metterle sotto i piedi un più grande schiavo; stringerla giorno e notte con i propri sogni ed i propri pensieri; e vederla innamorata di un'uniforme da soldato! e avere da offrirle solo una sporca tonaca da prete di cui ella proverà paura e disgusto! Essere presente, con la propria gelosia e la propria rabbia, mentre prodiga tesori d'amore e di bellezza ad un miserabile fanfarone imbecille! Vedere quel corpo la cui forma vi brucia, quel seno che ha tanta dolcezza, quella carne palpitare e arrossire sotto i baci di un altro! O cielo! amare il suo piede, il suo braccio, la sua spalla, sognare le sue vene azzurre, la sua pelle bruna, fino a contorcersene per intere notti sul pavimento della propria cella, e vedere che tutte le carezze sognate per lei finivano nella tortura! Non esser riuscito a coricarla se non su un letto di cuoio! Oh! sono queste le vere tenaglie arroventate al fuoco dell'inferno! Oh! beato colui che viene segato fra due assi, e che viene squartato da quattro cavalli! Sai cosa significa quel supplizio che fanno subire, per notti intere, le arterie che ribollono, il cuore che scoppia, la testa che si spezza, i denti che mordono le mani; torturatori accaniti che vi rivoltano senza posa, come su una griglia ardente, su un pensiero d'amore, di gelosia e di disperazione? Fanciulla, di grazia! un momento di tregua! un po' di cenere su questa brace! Asciuga, te ne scongiuro, il sudore che scorre a grosse gocce dalla mia fronte! Bambina! torturami con una mano, ma accarezzami con l'altra! Abbi pietà, fanciulla! abbi pietà di me!».

(Victor Hugo, Nôtre-Dame de Paris)
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