Dal Corriere del Veneto
VENEZIA—Il Tour de France, edizione 2014, potrebbe partire da piazza San Marco. Manca solo l’ufficialità ma il progetto è in uno stato molto più avanzato di quanto si possa immaginare. A «tirare la volata» a Venezia è VeneTour, il comitato promotore che da oltre un anno sta lavorando sotto traccia per portare la grand depart della corsa a tappe più importante al mondo in Veneto. La proposta di una tappa del Tour in Veneto è stata già formalizzata nella primavera dello scorso anno da Eleonora Bottecchia, presidente di VeneTour: un incontro ufficiale con Christian Prudhomme, direttore del Giro di Francia, ha spalancato la porta a un’opportunità più unica che rara. E proprio da questo primo incontro è scaturita l’idea che ora sta prendendo forma: la partenza della corsa da Venezia, per restare poi per almeno un paio di giorni in Veneto. L’aggancio ha una forza micidiale: nel 1924, infatti, Ottavio Bottecchia — un mito per i francesi—trevigiano di Colle Umberto, vinse il Tour e avrebbe replicato l’anno dopo.
Giusto 90 anni di storia, di ciclismo, di sport. E i primi incontri tra VeneTour e il Comune di Venezia sono stati più che positivi. «Abbiamo trovato una realtà propositiva e pronta a collaborare — dice Eleonora Bottecchia, discendente del grande Ottavio —per un obiettivo importante per il Veneto». Andrea Ferrazzi, assessore alle attività sportive di Ca’ Farsetti, non nasconde l’entusiasmo per la possibilità, tanto più concreta quanto più è solido il lavoro di queste settimane. «Stiamo lavorando per portare la partenza del Tour de France a Venezia nel 2014 — dice — e ci stiamo attivando al massimo delle nostre potenzialità, come amministrazione comunale. I contatti sono stati molto concreti, un parere di massima positivo già c’è: nei prossimi giorni verrà anche steso un atto formale di Giunta per arrivare alla candidatura in via ufficiale». Insomma, lo striscione del traguardo, mutuando un termine caro allo sport delle due ruote, è già in vista. Si può dire che il triangolo rosso dell’ultimo chilometro è già stato messo alle spalle. «La partenza del Tour dal Veneto e da Venezia in particolare — dice Bottecchia—può essere una formidabile opportunità per la promozione e il rilancio del territorio: una vetrina sul mondo per il "made in Veneto" senza pari».
E Venezia, che già ha ricevuto segnali positivi con le Wolrd series dell’America’s Cup, potrebbe candidarsi come polo d’attrazione di manifestazioni sportive di rilievo internazionale. D’altra parte, dopo i Mondiali di calcio e le Olimpiadi (ahi, tasto ancora dolente per Venezia) il Tour de France non ha davvero paragoni come cassa di risonanza. «Già solo il fatto di aver inserito la Città dello sport nel Pat—ricorda Ferrazzi—è segno di quanto la città voglia recitare una parte da protagonista. Venezia è avanti, guarda al futuro: una metropoli a "basso impatto ambientale" che tutto avrebbe da guadagnare grazie a un’opportunità del genere». Le buone pratiche, del resto, in materia non mancano: solo tre anni fa il Giro d’Italia partì da Venezia con la cronosquadre al Lido. Questa volta, invece, si vorrebbe partire con una crono individuale con il via da piazza San Marco, un attraversamento del centro storico lungo le Zattere e l’arrivo a Mestre. Il Comune c’è, l’organizzazione della Grande Boucle pure: la storia del Tour de France vuole sposare il fascino di Venezia.
Daniele Rea
"E quando verrà il momento,
se magari ci imbattessimo in unaltra famiglia del mulino bianco
salveremmo almeno gli scarponi muovendogli incontri i nostri residui passi ancor più liberi."