marti.84, 19/05/2012 19.47:
Il nome Geova è stato inventato dall unione delle consonanti jhv e le vocali eoa, di edonah. Quindi più che formai italianizzata, mi pare una forma convenzionale in italiano. Pur sapendo che si sono unite le vocali di edonah, tral'altro unite alle consonanti apposta per non far pronunciare il nome corretto. Quindi perchè utilizzarlo se si sa da principio che non è quello giusto? Vi informo inoltre che molti dei vostri fratelli negano questo. e dicono he queste informazioni sono sbagliate. Invece qua su questo sito mi è stato confermato che è vero che il nome nasce dall unione delle consanti jhv e delle vocali eoa di edonah.
Marti,
può succedere che ci siano fratelli che non riescono a mettere insieme due concetti complementari che, fino a prova contraria, ci fanno continuare ad impiegare come pronuncia del Nome Divino l'italianizzazione della convenzione latina Iehova:
1) Opuscolo nome divino p. 6 "Significato e pronuncia del nome di Dio"
Come si pronuncia il nome di Dio?
A dir la verità nessuno sa con certezza come si pronunciasse in origine il nome di Dio. Perché? Perché la prima lingua usata per scrivere la Bibbia fu l’ebraico, lingua in cui si scrivevano solo le consonanti, senza vocali. Perciò, quando gli scrittori ispirati scrivevano il nome di Dio, facevano ovviamente la stessa cosa, scrivendo soltanto le consonanti.
Finché l’ebraico antico continuò a essere una lingua d’uso quotidiano, non ci fu nessun problema. La pronuncia di questo nome era nota agli israeliti, per cui quando lo vedevano scritto vi aggiungevano automaticamente le vocali (così come per il lettore italiano, ad esempio, l’abbreviazione “cfr” sta per “confronta”, e “btg” per “battaglione”).
Ma accaddero due fatti che modificarono la situazione. Primo, fra gli ebrei nacque una superstizione secondo cui non si doveva pronunciare udibilmente il nome di Dio; così quando lo incontravano nella lettura della Bibbia pronunciavano al suo posto la parola ebraica ’Adhonày (“Sovrano Signore”). Secondo, col passar del tempo l’ebraico antico cessò di essere una lingua d’uso quotidiano, e così l’originale pronuncia ebraica del nome di Dio fu infine dimenticata.
Per far sì che la pronuncia della lingua ebraica nell’insieme non andasse perduta, studiosi ebrei della seconda metà del primo millennio E.V. escogitarono un sistema di punti per rappresentare le vocali mancanti, e li collocarono vicino alle consonanti nella Bibbia ebraica. Così vennero scritte sia le vocali che le consonanti, preservando la pronuncia comune a quell’epoca.
Per quanto riguarda il nome di Dio, invece di mettervi i segni vocalici giusti, nella maggioranza dei casi vi misero altri segni vocalici per ricordare al lettore di leggere ’Adhonày. Da ciò derivò la grafia Iehouah, diventata poi “Geova”, la tradizionale pronuncia del nome di Dio in italiano.
2) Torre di guardia 1/2/99 pp. 30-31
“Geova” o “Yahweh”?
“IBRIDO”, “sgorbio”, “mostro filologico”. Cosa può spingere studiosi di ebraico biblico a usare espressioni così forti? Il punto in discussione è se “Geova” sia la pronuncia corretta del nome di Dio in italiano o no. La controversia va avanti da oltre cento anni. Oggi la maggioranza degli studiosi sembra favorire il bisillabo “Yahweh”. Ma la pronuncia “Geova” è davvero un “mostro filologico”?
Alla radice della controversia
Secondo la Bibbia, Dio stesso rivelò il suo nome all’umanità. (Esodo 3:15) Ci sono prove scritturali che gli antichi servitori di Dio usavano liberamente quel nome. (Genesi 12:8; Rut 2:4) Il nome di Dio era noto anche ad altre nazioni. (Giosuè 2:9) Fu così specialmente dopo che gli ebrei reduci dall’esilio in Babilonia vennero in contatto con gente di molte nazioni. (Salmo 96:2-10; Isaia 12:4; Malachia 1:11) Un dizionario biblico dice: “Ci sono molte prove che nel periodo postesilico numerosi stranieri furono attratti dalla religione degli ebrei”. (The Interpreter’s Dictionary of the Bible) Comunque, nel I secolo E.V. prese piede una superstizione riguardante il nome di Dio. Alla fine non solo la nazione ebraica smise di usare apertamente il nome di Dio, ma alcuni arrivarono addirittura a proibire assolutamente di pronunciarlo. Così la pronuncia corretta andò perduta. O no?
Cosa contiene un nome?
In ebraico il nome divino è scritto יהוה. Queste quattro lettere, che si leggono da destra a sinistra, sono generalmente chiamate il Tetragramma. Molti nomi di persone e luoghi menzionati nella Bibbia incorporano una forma abbreviata del nome divino. È possibile che questi nomi propri forniscano qualche indizio su come si pronunciava il nome di Dio?
Secondo George Buchanan, professore emerito del Wesley Theological Seminary di Washington, la risposta è sì. Buchanan spiega: “Anticamente i genitori erano soliti dare ai figli nomi che derivavano da quelli delle loro divinità. Ciò significa che pronunciavano il nome dei figli come quello della divinità. Il Tetragramma era usato nei nomi di persona, e c’era sempre la vocale mediana”.
Prendiamo ad esempio alcuni nomi propri contenuti nella Bibbia che incorporano una forma abbreviata del nome di Dio. Gionatan, che nella Bibbia ebraica compare nelle forme Yohnathàn o Yehohnathàn, significa “Yaho o Yahowah ha dato”, dice Buchanan. Il nome del profeta Elia in ebraico è ’Eliyàh o ’Eliyàhu. Secondo Buchanan, il nome significa: “Il mio Dio è Yahu o Yahu-wah”. Analogamente il nome ebraico reso Giosafat è Yehohshafàt, che significa “Yaho ha giudicato”.
Una pronuncia bisillabica del Tetragramma come “Yahweh” non consentirebbe la presenza del suono vocalico o nel nome di Dio. Ma nelle decine di nomi biblici che incorporano il nome divino, questo suono vocalico mediano compare sia nelle forme originali che in quelle abbreviate, come Yehohnathàn o Yohnathàn. Perciò Buchanan dice riguardo al nome divino: “La vocale u o oh non viene omessa in nessun caso. A volte il nome era abbreviato in ‘Ya’, ma mai in ‘Ya-weh’. . . . Quando il Tetragramma veniva pronunciato con una sola sillaba era ‘Yah’ o ‘Yo’. Quando veniva pronunciato con tre sillabe doveva essere ‘Yahowah’ o ‘Yahuwah’. Se mai veniva abbreviato in due sillabe, sarebbe stato ‘Yaho’”. — Biblical Archaeology Review.
Queste osservazioni ci aiutano a capire ciò che scrisse l’ebraista del XIX secolo Gesenius nel suo lessico di ebraico veterotestamentario: “Coloro che considerano יְהוָֹה [Ye-ho-wah] come la vera pronuncia [del nome di Dio] non sono del tutto senza una base per difendere la loro opinione. In questo modo le sillabe abbreviate יְהוֹ [Ye-ho] e יוֹ [Yo], con cui iniziano molti nomi propri, possono essere spiegate in maniera più soddisfacente”. — Hebrew and Chaldee Lexicon to the Old Testament Scriptures.
Tuttavia, nell’introduzione della sua recente traduzione del Pentateuco, Everett Fox afferma: “Sia i vecchi che i nuovi tentativi di ricuperare la pronuncia ‘corretta’ del nome ebraico [di Dio] non hanno avuto successo; né la pronuncia ‘Geova’ che a volte si sente, né quella usata di norma dagli studiosi, ‘Yahweh’, possono essere provate in maniera conclusiva”. — The Five Books of Moses.
Senza dubbio il dibattito fra gli studiosi continuerà. Gli ebrei smisero di pronunciare il nome del vero Dio prima che i masoreti mettessero a punto il sistema di vocalizzazione. Così non c’è modo per dimostrare in maniera definitiva quali vocali erano usate con le consonanti YHWH (יהוה). Nondimeno i nomi dei personaggi biblici — la cui corretta pronuncia non è mai andata perduta — forniscono un indizio concreto su quella che poteva essere l’antica pronuncia del nome di Dio. Per questo motivo almeno alcuni studiosi convengono che, tutto considerato, la pronuncia “Geova” non è affatto un “mostro filologico”.
[Foto a pagina 31]
“Geova” (“Jehovah”) è la pronuncia più diffusa del nome di Dio
Leo