Riassunto:Ciò che precede un nome che si è acquisito nel tempo, è un uomo o una donna con un nome qualsiasi a discrezione dei gusti della madre o altri.
Questo sembra emergere dall'incontro fra il famigerato "Mastino" che tutti sembrano cercare e la Rosa d'Oro, il cui nome fu dono di Discordia.
Nelle profondità del bosco oscuro i due parleranno di un passato che li accomuna e di quei ricordi sepolti nel nulla delle loro menti.Lui sa di poterla uccidere ma la inviterà ad allontanarsi.
Commento: Non mi odiate se ho sbagliato qualcosa. Io stavolta sono stata attenta! :(
Ah dimenticavo, che bella role pulciosetto. Visto? anche per quella sera la passeggiatina fuori l'hai fatta, e poi non dirmi che non sono BUONA!
o°O°o § o°O°o
GWENDHELEN [Sentiero-bosco]Prosegue il cammino della folle alla ricerca dell'ignoto, e dell'odio che l'ha forgiata.Cammina nei sussurri della propria mente e del principiar del sentiero che la porterà nelle profondità di quel luogo sconosciuto. Quella poteva essere l'ultima notte che respirava come la prima in cui avrebbe provato il brivido della vita. La sensazione di oscurità l'avvolge e e lei vi si adatta immediatamente. Inspira quell'odore che non le ricorda certo l'infanzia.Qualcosa di putrefatto, o morto non sapeva descriverlo con esattezza.Neri e senza tacco gli stivali che le giungono fino al ginocchio. Dentro sono infilati un paio di pantaloni di pelle intrecciati ai lati. Corpetto , blusa nera e mantello completeranno l'abbigliament.Alla cintura sul lato dx pende il pugnale e nulla più.Il cappuccio le copre la testa e i capelli colore del grano, solo il pallido profilo sarebbe mostrato a chi può vederlo in quella timida luna che andava a morir nelle stelle.
YURSHUL || Radura - Roccia | H || Assiso su quello che considera ormai il suo trono, osserva con cupo sguardo la radura, alla ricerca di eventuale movimento o altra avvisaglia di indesiderata presenza nel suo regno. Il busto possente coperto dalla leggera armatura, la spada poco distante, per più di metà a trafiggere il terreno, in compagnia dello scudo, abbandonato poco distante. Alla cintura altre armi, due asce, una delle quali adatta al lancio, attende che ancora qualcuno giunga presso il cuore dell'oscurità di quelle terre, ed abbia l'ardire di sfidarlo.
GWENDHELEN [bosco]Il passo è silente, mentre esplora con lo sguardo quel posto. Non provava quell'intimo disagio che tanto si addiceva ad una diciassettenne. Provava piuttosto l'ardire di quelle sfide che poneva continuamente a se stessa, e alla follia che imperava in quella mente. Ricercava la morte poichè di essa non temeva il confine. Ogni singola fibra muscolare sembrava in allerta nonostante tutto non sarebbe morta senza combattere o senza ribellarsi. era questa la forza della piccola della Theoricum. Testarda, resisteva a dolore, insulti, e cacciava ogni ricordo che nella sua mente poteva essere debole e disturbarla.In effetti era in cerca di qualcosa che le riscuotesse l'animo. *Avanti... so che sei davanti a me... cos'hai da offrirmi*. Pensieri che l'accarezzano nella mente rivolti all'immagine di un potenziale nemico o utile conoscente.
YURSHUL || Radura - Roccia | H || L'odore del Bosco, quel penetrante effluvio di vegetazione marcescente unito al lezzo della decomposizione e della morte, ormai non lo disturba più, anzi sembra rinvigorirlo, certo di essere lui e lui soltanto, con il resto della sua Razza, ovviamente, il solo e vero dominatore di quella parte della Terraferma, e di tutto ciò che tra la foschia della spettrale vegetazione si trova. Porta lo sguardo a cercare la Bianca Madre, soltanto una riga sottile nel cielo, e poi nuovamente a terra, ancora mantenendosi seduto, vigile e attento, come in attesa di qualcuno, silente sentinella della sua stirpe.
GWENDHELEN [Bosco-Pressi roccia]Lo sguardo verrebbe posato fra ombre più fitte, ombre che la chiamano. Fra l'odore di morte, le sembrerebbe di distinguerne uno diverso. Uno che conosceva quasi bene. Un lieve sorriso. Era ancora debole? non lo sapeva.Però era certa di essere vuota dalle sensazioni opprimenti di sempre, come se l'orrore la cullasse con dolcezza, e non avesse nulla di cui temere. Il sorriso prosegue nell'oscurità. Si chinerebbe a terra, flettendo le ginocchia, e portandosi in basso cercando di mantenere l'equilibrio. La mancina afferrerebbe un pezzo di legno marcio e lo stringerebbe fra le dita. Tenterebbe dunque di lanciarlo nel vuoto attirandolo a sé. (1/2).
YURSHUL || Radura - Roccia | H || Cambia appena la posizione, muovendosi a disagio non certo per la scomodità, ma come infastidito da quella prolungata inattività. Le speranze che la donna fuggiasca torni, questa volta per affrontarlo finalmente, si fanno sempre più remote, mentre la notte invecchia e la Madre si assottiglia nel cielo, rivolgendo ai suoi figli persi nella notte un sorriso sempre più ''stretto'', più simile alla stretta e luminosa ferita nel manto della notte che alcune leggende vogliono che essa sia. Soltanto le tenebre si offrono dunque al di lui sguardo, ma non all'olfatto, al quale giunge ora un delicato e tuttavia inebriante odore, che lo spinge a sollevare il capo ed annusare l'aria con più attenzione, come un segugio che avesse casualmente ritrovato l'odore di una traccia smarrita da tempo. (//sensi sv: olfatto) Si alza così in piedi, torreggiando dall'alto del suo scranno e della sua stessa altezza sull'intera radura, lanciando lo sguardo di brace dinnanzi a sé, verso l'approssimativa direzione dalla quale sembra provenir l'odore di carne fresca e viva, osservando con sguardo corrucciato in attesa di scorgere una qualche figura. Porta entrambe le mani alla cintura, sull'impugnatura delle due asce.
GWENDHELEN [Bosco.-pressi roccia]Sarebbe scagliato con tutta la forza di cui dispone quel singolo pezzo di legno, che le lascerà numerose tracce sulla mancina. (2/2) Cadrebbe probabilmente nel vuoto, e nel nulla di quel luogo ove dimorava la tenebra. Un lieve sorriso mentre come giovane preda attende.Sorride fra sé, mentre riprenderebbe di nuovo a camminare. Non guarda. Si fa guidare dal suo naso, nonostante, quell'odore la nausei un poco. Nonostante tutto il suo essere per metà>>
essere di luce, la metteva in condizioni di disagio in certi contesti. Ma l'odore sembrerebbe farsi più netto, come se fosse vicina a lui.Interrotto nuovamente il passo, i sussurri nella mente prenderebbero forma in un verbiar freddo: - E così... il caso pretende qualcosa da noi. Direbbe, celando un sorriso sotto il cappuccio. La dx tenterebbe di afferrar saldamente il pugnale attaccato alla cintura, e lenta tenterebbe di estrarlo.
YURSHUL || Radura | H || L'odore sembra farsi più vicino, forte e persistente, capace di risvegliare il mai sopito istinto del Razior, la sua ferale brama, che a stento viene controllata dall'umana forma. Compie quindi ancora un passo avanti, scendendo dalla roccia per poi attraversare la radura, allontanandosi dal rozzo scranno di qualche metro, così da raggiungere l'elmo, lo scudo e la spada poco distanti. Pone la mancina su questa, lasciando elmo e scudo interra, osservando le tenebre e annusando l'aria, riconoscendo lo strano odore che cerca di confondersi assieme all'effluvio della morte e della corruzione che tutto domina. (sensi sv: olfatto) Ne sente le parole, che crede a lui indirizzate, e pur non vedendo la figura replica. [Qui vige una legge soltanto, femmina... la Morte]
bassa e minacciosa la sua voce, aspra e roca come di consueto, che lungo aleggia nell'immota foschia prima di disperdersi nella notte.
GWENDHELEN [Bosco]Sorride fra sé, mentre attende una risposta. Le puntute tese, in ascolto, e non serve molto per udir una replica distinta in quel luogo. La voce le sembrerebbe di riconoscerla, assieme al suo odore che ogni tanto percepiva nel dominio di morte. - Femmina... interessante. Provatelo! Direbbe, continuando a tener la destra sull'impugnatura di cui riuscirebbe ad impossessarsi. Quest'operazione verrebbe fatta nel gioco di ombre e proprio sotto il mantello. Qual'ora vi riuscisse estrarrebbe definitivamente il pugnale, lasciando che le scivoli lungo il fianco. I muscoli tesi. - Io brindo nell'orrore alla morte stessa Uomo. Direbbe in un sussurro che la folle non tarderebbe nel direzionar a lui. Cercheranno le ametiste la figura possente di quella bestia. Sapeva a cosa andava incontro, ma desiderava di più
YURSHUL || Radura | H || L'odore sembra farsi più vicino, forte e persistente, capace di risvegliare il mai sopito istinto del Razior, la sua ferale brama, che a stento viene controllata dall'umana forma. Compie quindi ancora un passo avanti, scendendo dalla roccia per poi attraversare la radura, allontanandosi dal rozzo scranno di qualche metro, così da raggiungere l'elmo, lo scudo e la spada poco distanti. Pone la mancina su questa, lasciando elmo e scudo interra, osservando le tenebre e annusando l'aria, riconoscendo lo strano odore che cerca di confondersi assieme all'effluvio della morte e della corruzione che tutto domina. (sensi sv: olfatto) Ne sente le parole, che crede a lui indirizzate, e pur non vedendo la figura replica. [Qui vige una legge soltanto, femmina... la Morte]
bassa e minacciosa la sua voce, aspra e roca come di consueto, che lungo aleggia nell'immota foschia prima di disperdersi nella notte.
GWENDHELEN [Bosco]Sorride fra sé, mentre attende una risposta. Le puntute tese, in ascolto, e non serve molto per udir una replica distinta in quel luogo. La voce le sembrerebbe di riconoscerla, assieme al suo odore che ogni tanto percepiva nel dominio di morte. - Femmina... interessante. Provatelo! Direbbe, continuando a tener la destra sull'impugnatura di cui riuscirebbe ad impossessarsi. Quest'operazione verrebbe fatta nel gioco di ombre e proprio sotto il mantello.Qual'ora vi riuscisse estrarrebbe definitivamente il pugnale, lasciando che le scivoli lungo il fianco. I muscoli tesi. - Io brindo nell'orrore alla morte stessa Uomo. Direbbe in un sussurro che la folle non tarderebbe nel direzionar a lui. Cercheranno le ametiste la figura possente di quella bestia. Sapeva a cosa andava incontro, ma desiderava di più
YURSHUL || Centro Radura/Roccia | H || Le cupe iridi rimangono piantate sull'esile figura della mezzelfa, dure e spietate, acuminate quanto l'acciaio che è solito stringere il pungo, quanto le zanne e gli artigli che ogni ora di più brama di liberare. Uno strano gorgoglio rimbomba nel petto e nella gola dell'imponente figura successivamente alle parole di lei, capace di trasformarsi in suono solo dopo che le labbra si sarebbero schiuse, liberando così una roboante risata gonfia di aspro scherno. [Torna a casa, cucciola.] Intima quindi alla giovane, il tono roco e profondo, sprezzante, ergendosi dinnanzi a lei in tutta la sua massiccia figura. Sposta quindi lo sguardo verso il cielo, osservando quello che per i bipedi è soltanto il lume della notte ma ha per lui ben diverso valore.[Si...] Mormora ora soltanto, schiudendo appena le labbra dalla piega crudele, mentre un sinistro lampo ne attraversalo sguardo di brace. Torna quindi ad osservare il suolo, incapace di soffocare un'espressione di disgusto nel vedere la ''Sua'' radura insozzata da straniera presenza.
GWENDHELEN [Bosco]Puoi avere fra le mani tante vite,e spezzarle sotto la lama della spada o del verbo stesso,serbar nel cuore la morte, ma esser considerata ancora un cucciolo, soltanto perchè non è ancora morto nessuno davanti ai suoi occhi per tua mano.Questo era il prezzo da pagare?Un lieve sorriso beffardo animerà lievemente il volto della figlia rinnegata dall'Eterna. - Ma io sono venuta a trovarvi. Perchè mi cacciate? Chiederebbe cercando lo sguardo dell'uomo.Le intuizioni sulla sua razza, erano ancora tutte da valutare, ma le raccomandazioni di Eilantia, sembravano confermare il grave rischio che correva ma a lei non importava.Era stufa di sentirsi dire, *Non andare*. Era come dirgli, *è vero, vi temiamo*, e lei di fronte a lui provava ben altri desideri. - Dimmi... sei tu? Tu quello al Sanitarium? Chiederebbe senza esitazione.Ci aveva pensato così tanto, e ora era di fronte a lui. Non avrebbe esternato i suoi desideri, come la sua identità del resto. Era solo una bambina quella notte,e della violenza caotica portava i segni in volto.
YURSHUL || Centro Radura/Roccia | H || Tentativo lodevole quello della giovane, qualunque sia il suo scopo, vanificato tuttavia dalla sua poca saggezza, non avendo ella considerato con attenzione chi ha di fronte. L'aspetto soltanto del Mastino è umano, una mera apparenza, un'ombra sul muro, che nasconde nelle profonde tenebre dello sguardo ben diversa natura, ed una inarrestabile ferocia che nessun umano ideale riuscirebbe mai a raggiungere. Una vena pulsa sulla tempia, segno del progressivo sgretolarsi di quel briciolo di razionalità che possiede, mentre il purpureo mantice nel suo petto non perde un colpo, tutt'altro, aumentando progressivamente la sua corsa. [Mi hai trovato...] Conferma soltanto in tono cupo, la voce aspra e raschiante come di consueto, simile allo sgradevole suono di pietre che cozzano e stridono l'una contro l'altra e tuttavia possente, perfettamente udibile nella tetra atmosfera della notte. Di un passo soltanto si avvicina alla ragazza, riducendo forse di un metro o poco più la distanza tra loro, senza staccare lo sguardo da lei. [Cosa?] Domanda senza comprendere la parola da lei proferita, per poi chiedere con ira [Perché sei qui?] Più simili ad un sordo ruggito che ad umana favella le di lui parole, ora a stento distinguibili, accompagnate dal serrarsi dei denti ed un lampo di furia nello sguardo .
GWENDHELEN [Bosco]Un altro passo sarebbe mosso da lui, e lei sembrerebbe fare altrettando accorciado definitivamente quella distanza.Adesso di troverebbero faccia a faccia.Lei il volto leggermente alzato, e la testa piegata indietro per guardarlo per non perderne movimento alcuno.Inspirira lentamente l'odore di lui.Odore forte, che si mescola a quello della natura morta che lo circonda.Forse era così rozzo, e solitario che perdeva poco a poco la cognizione della realtà che lo circondava, o forse più semplicemente, non la considerava importante quanto se stesso. - Ricordo poco. Il tuo odore soprattuto. Avevi sangue, sbrani... sembravi affamato. - Io... ero solo una bambina. Le labbra della mezza, si muovono lente, lasciando che il calore del suo respiro possa forse accarezzare quello di lui. - Ci ho messo tanto a ricordarlo...
YURSHUL || Centro Radura | H || Osserva la ragazza mentre questa si impegna a rievocare il loro comune passato, il loro primo fortuito incontro, da entrambi per lungo tempo dimenticato. Un lampo nello sguardo ed un volto diverso, quello d'una infante, sorge dalle nebbie di un'annebbiata memoria, poco lucida allora come adesso. Una tremenda ferita lo aveva condotto a pochi passi dalla morte, segno inferto sulla sua carne e mai cancellato, come l'onta arrecata al suo orgoglio. [Ricordo.] Dichiara soltanto, stringendo maggiormente i denti e serrando la mascella, l'incendio nelle cupe iridi che si propaga all'interno delle sue membra, il corpo attraversato da brividi infuocati, tanto forti da risultare ora evidenti, sottolineati ancora di più dal tendersi della muscolatura, visibile laddove l'armatura leggera non riesce a celare o proteggere le membra possenti. Ricorda la rabbia impotente e l'umiliazione... e sembra non gredirlo affatto.
GWENDHELEN [Bosco]Se avesse voluto colpirlo, si sarebbe di certo impegnata, e invece era bastato molto poco. - Non sei cambiato... sai?direbbe guardandolo bene. Stava per ucciderla, o forse no. Questo non poteva saperlo, ma quei tremiti la dicevano lunga. Li provava così spesso, che ormai li dava per scontati. Certo. La sua non era una rabbia che avrebbe condotto molto lontano, soprattutto quando non era armata che di un misero pugnale, ma nonostante questo sembrava>>
poter condividere qualcosa. Avrebbe spinto ancora la folle. Testato la sua rabbia o la sua passione, a discrezione del Mastino. - Come vi chiamate? Chiederebbe, cercando di non mutar espressione in volto. Fredda,distaccata come sempre, ma donando al tono una lieve inflessione dolce. Del resto era la Rosa d'oro per il Caos. Doveva brillare anche nella tenebra, in un modo o nell'altro. *La morte è ciò che più bramo, e lui me la offre su un piatto d'argento...se io la offrissi a lui e le mie deduzioni sono giuste, non basterà che il vassoio*.Pensieri silenziosi, si agitano sotto il freddo marmo della pelle.
YURSHUL || Centro Radura | H || Incrocia lo sguardo di lei, chinando appena il capo e con esso il busto così da poterla guardare più direttamente. Se lei ha soltanto un pugnale lui invece porta due asce infilate alla cintura e la spada bastarda infissa nel terreno qualche metro alle sue spalle. [Non ti conviene saperlo... mi costringi ad ucciderti.] Le rivela con la rauca e possente favella, parole a cui segue l'orrendo e distorto ghigno, capace soltanto a mettere in risalto le cicatrici che deturpano la metà sinistra del suo volto. [Torna a casa...] Ancora la invita, mentre passa la lingua sulle labbra riarse, sentendo la brama accendersi in lui al fresco e lieve odore che le carni della mezzelfa esalano nell'aria fetida e pregna dell'odore della corruzione e della morte. (//sens sv: °°
YURSHUL olfatto).
GWENDHELEN [Bosco]Cosa le accadeva?Chi era il debole fra i due adesso?Lui che la mandava a casa e rifiutava lo scontro, o lei che sapeva di non possedere il giusto equipaggiamento e la forza per contrastarlo. - Un giorno dalle tue labbra è uscita la parola sbagliata melamin... Il tono è dolce, si confonde alla lingua elfica che lei usa per insultare gratuitamente gli stolti come lui, in quelle quattro parole messe in croce che ricordava.L'aveva chiamato Amore, ma il suo amore aveva un solo senso. - Debole... non posso dimenticare niente, che vi riguardi. Direbbe, con un sorriso, prima di prender a indietreggiare, inserendosi in un punto ove la luce veniva meno (furtività 1). - Presto o tardi, ti vedrò ancora.Ormai sei nel mio cuore, ricordalo. Così dicendo, qual'ora ei non la seguisse, scomparirebbe nel folto di quella desolazione che accompagnava il suo essere. Lei non aveva realmente cuore, era soltanto un dolce inganno in cui molti osavano perdersi. Nulla più.
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