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Facebook   Liguria, terra di nuove conquiste: i mulini a vento e la battaglia con l'esercito di pecore...Last Update: 5/5/2012 4:09 PM
5/1/2012 3:05 AM
 
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"Ho letto millanta storie di cavalieri erranti..."

Avevo ben 4 giorni da spendermi per il ponte del 25 Aprile. E avevo trascorso ogni minuto libero nei giorni precedenti cercando di interpretare l'umore volubile dei vari siti meteo. E alla fine mi sono decisa a partire, nuvole o non nuvole.
Alassio sarà la base delle mie spedizioni ciclistiche, alla scoperta di una zona dell'entroterra ligure che conosco ancora poco, pur sapendola affascinante.
Tutto sembra facile, come prendere un treno, già.... ma non quando c'è sciopero dei treni!!!!!
Così la mia vacanza mi tocca raccontarvela da ancora prima che cominci, con un lungo prologo.

1° GIORNO - Domenica 22 Aprile

L'ANTEPRIMA
Ore 6.00 del mattino. In stazione scopro che il mio treno non c'è, il tabellone delle partenze sembra un cimitero.
Devo trovare una soluzione alternativa per arrivare ad Alassio, dove ho l'albergo prenotato. Torno a casa, attacco internet, trovo l'orario delle corriere per il Ponente, che partono però da Voltri: come ci arrivo? Non mi resta che cambiarmi, inforcare la bici e caricarmi sulle spalle lo zaino stracolmo: fare così i 20 Km. fino al capolinea non è proprio l'ideale, ma non ho molta scelta. Arrivo che la corriera sta lasciando il parcheggio, le taglio la strada e mi catapulto alla fermata successiva. L'autista non vuol farmi salire, dice di non avere spazio, in realtà è perché non ha voglia di aprirmi il portellone del bagagliaio per caricare la bici, ma poi cede alle mie rimostranze . A Varazze scendo, aspettando la coincidenza per Savona.
Ma all'arrivo della seconda corriera vorrei piangere : niente bagagliaio, divieto assoluto di trasportare la bici. E adesso? Se riesco ad arrivare almeno a Savona, posso chiedere a mio fratello di venirmi a prendere da Loano, dove abita. E così per la seconda volta riprendo a pedalare, è il caso di dirlo, a pieno carico. Sono talmente zavorrata che non riesco neanche a sentire le forti raffiche di vento che imperversano sull'Aurelia: il vero "bisonte della strada" da oggi sono io!
A Savona riesco finalmente a contattare mio fratello Giorgio: "Ok, vengo a prenderti, ma devo prima scaricare la macchina, tu continua a pedalare verso Ponente, che prima o poi ci incrociamo lungo l'Aurelia".... già, prima..... o POI.... a Borgio Verezzi, per la precisione.
E così all'una, dopo l'avventuroso trasferimento da Genova, riesco finalmente a mettere piede in albergo ad Alassio: dei 100 Km. che separano le due città, 60 li ho percorsi in bici con 15 Kg di zaino sulle spalle.
Bene, adesso la vacanza può cominciare per davvero!

Distanza Km. 57,81 - Dislivello m. 298

IL POMERIGGIO
Non posso certo pensare di essermi giocata così il primo giorno di "biciclettata", in albergo ci sto appena il tempo della registrazione e di depositare lo zaino : sono le 2.00, la possibilità del giro programmato originariamente è ormai sfumata, devo rinunciare all'ambito anello Colle Caprauna/Garessio/Colle S. Bernardo, ma mi metto comunque sulla strada alla volta del Colle San Bernardo di Garessio.

Un assaggio di mare prima di puntare verso i monti



Prima Albenga, poi Cisano sul Neva, fino a Zuccarello, dove il mio stomaco (sono le 3 passate) mi ricorda prepotentemente che non ho più mangiato dopo la colazione alle 5 del mattino e due barrette: d'obbligo la sosta panino.
Da qui la strada inizia a salire. Bellissima. Erano anni che desideravo farla, e oggi finalmente è arrivato il momento. Qualche ansia per dei nuvoloni minacciosi che si ammucchiano lassù, in qualche momento temo di dover fare dietro front. E intanto le grandi pale eoliche in fila lungo il crinale si fanno sempre più vicine.

La conquista dei mulini a vento è ormai prossima



Sono contenta, le difficoltà e gli intoppi di stamattina sono cosa ormai lontana, come le nubi dissoltesi improvvisamente nel cielo sopra di me: i grandi "mulini a vento" in cima al Colle sono miei!
Lo spartiacque sembra segnare il confine tra due mondi: dietro di me, laggiù, Albenga e il blu del mare. Davanti le montagne innevate, incappucciate dalle nuvole. Ma si fa tardi, devo rientrare alla base, pienamente soddisfatta per aver "raddrizzato" la giornata.

L'arrivo al Colle San Bernardo di Garessio (m. 957)



Dalla cima uno sguardo verso i monti....





.... e uno verso il mare



Sulla strada del ritorno la vista su Castelvecchio di Rocca Barbena




Distanza Km. 73,20 - Dislivello m. 1200
Il giro

Totale giornata:
Distanza Km. 131,01 - Dislivello m. 1498


***

2° GIORNO - Lunedì 23 Aprile
Sapevo che in questi giorni non avrei avuto il meteo dalla mia e sarebbe stato improbabile programmare giri a lunga gittata senza rischiare sonore bagnate, cosa che volevo evitare. Così, dopo l'avventurosa giornata di ieri, anche questa mattina ero rassegnata a ridimensionare l'ambizioso itinerario, vista la massa nuvolosa che si addensava sui rilievi.
Così inizio il mio giro con la salita al Passo del Ginestro, attaccata proprio dal centro di Alassio. Lungo la strada scambio due chiacchiere con due ciclisti locali, che mi offrono pure un caffé prima di separarci e mi consigliano prudenza per non osare troppo in una giornata così incerta.

Si salvi chi può!!



Scollino da sola al Passo del Ginestro e risalgo in breve al Colle San Bartolomeo, diretta a Pieve di Teco, da lì deciderò come proseguire, anche se in realtà non c'è molto da decidere: come si fa a pensare di inerpicarsi a 1600 m. di quota quando già a 300 è tutto bigio?

Dovrei puntare lassù.... ma oggi non è giornata





A Pieve di Teco mi fermo a mangiare e a girovagare per i portici medievali, quando mi arriva la telefonata di mio fratello: "Ci volevi tu a portare la pioggia, qui a Loano sta diluviando!". Abbandonati i programmi bellicosi, resto sulla provinciale per rientrare da Albenga, per oggi basta salite: puntando in direzione mare vedo la massa di nubi e acqua preannunciatami da Giorgio. La strada si fa bagnata, l'aria gonfia di goccioline in sospensione, ma non piove. Man mano che mi avvicino alla costa però, il cielo si apre, la pioggia sembra essersi scaricata prima del mio arrivo. Così, giunta ad Ortovero, poco prima di Albenga, vedo una deviazione indicante Vendone, 8 km.: il richiamo "selvaggio" per la salita si fa sentire e la bici quasi svolta da sola, sarebbe un delitto non inseguire lo squarcio di azzurro che si sta aprendo nel cielo.
Sono premiata, la strada sconosciuta sale piacevolmente ad ampi tornanti, alzandosi sulla piana di Albenga e regalando panorami sempre più aperti.

La chiesetta di Vendone aspetta il mio arrivo, guardandomi da lassù



La strada scende sul versante opposto, ma lungo la salita io avevo visto un'altra allettante diramazione



A Vendone scendo a ritroso di qualche km. e imbocco la strada che prosegue tenendosi in quota per una bellissima panoramica e toccando diversi paesi dell'entroterra, tra i quali Arnasco, da dove la strada ridiscende infine su Albenga.

Panorama su Albenga



La strada panoramica di Arnasco



L'ulivo, incontrastato protagonista di queste colline



Intanto si è alzato un vento furioso che mi costringe a lottare per tenere l'equilibrio lungo i 10 km. di Aurelia che mi separano da Alassio.
Anche oggi il programma iniziale è stato stravolto, ho dovuto rinunciare al giro "nobile", ma in fin dei conti non ho preso acqua e ho comunque visto, scoperto e pedalato per lunghi e piacevoli chilometri.

C'è un po' di vento.....




Distanza Km. 93,63 - Dislivello m. 1365
Il giro

***

3° GIORNO - Martedì 24 Aprile
Il meteo di oggi prevede pioggia, e poi non posso esagerare, domani mi aspetta il giro clou della vacanza in compagnia di una... "guest star" : meglio conservare le energie.
Al mattino faccio la turista a piedi, visitando per bene il centro storico di Albenga. Salendo in cima alla Torre Civica e guardando il panorama a 360° con un cielo "blu-emiliano®" mi domando dove abbiano visto le nuvole i vari siti meteo e rimpiango un po' di aver lasciato la bici in albergo, ma poi ripenso a cosa mi aspetterà domani e cerco di convincermi che è meglio così.

Albenga e le sue torri



Albergo, un trancio di pizza e sono di nuovo fuori: oggi pomeriggio ne approfitto per incontrare mio fratello, che sta a Loano.
Lui mi propone un giro di prova in Mtb, che lui preferisce alla corsa, sul suo abituale "terreno di caccia". Io, a dirla tutta, non sono del tutto convinta, e non lo nascondo, ma mi spiace deluderlo e accetto di buon grado. Ci portiamo più in quota con la macchina e poi scarichiamo e prepariamo le bici, sotto un cielo che si sta via via coprendo di nuvoloni grigi.
Pronti, via.... sì.... per modo di dire, perché non sono proprio a mio agio sulla mia nuova cavalcatura. Troppo contratta e tesa, fatico ad assecondarne i movimenti, mentre Giorgio mi elargisce preziosi consigli.... che io non ascolto, presa come sono dal terrore di farmi male e di compromettere il giro di domani. Lui mi incoraggia, mi dice che non sono poi così scarsa, ma è dura credergli . Però sono contenta di poter trascorrere la giornata insieme a lui, non capita spesso.





Raggiungiamo (io in parte a piedi ) una cima sormontata da una cappelletta, spazzati da raffiche di vento gelido e con nuvoloni neri che promettono pioggia. Considerando quanto sono stata imbranata oggi, ancora mi domando come ho fatto nel 2006, senza alcuna esperienza di mtb, a conquistare i 3000 m. del Colle Sommeiller!

Un classico "nero-grigua®"



Foto di vetta a Poggio Ceresa



Ed ecco il mio fratellone!



***

4° GIORNO - Mercoledì 25 Aprile
"Salta in piedi Sancho è tardi, non vorrai dormire ancora, solo i cinici e i codardi non si svegliano all'Aurora."
Avevo da tempo parlato a Massimo del progetto della mia breve vacanza in quel di Alassio e gli avevo proposto di raggiungermi per il giro dell'ultimo giorno.
Detto, fatto.
Dopo i piani forzatamente ridimensionati dei giorni precedenti, ci tenevo veramente a realizzare per oggi il giro completo, anche per non deludere il mio socio venuto apposta da Genova.... ma chissà se le mie gambe reggeranno fino in fondo!
Ci troviamo ad Alassio con buon anticipo sull'orario concordato, salvo perdere tutto il tempo guadagnato con lo spogliarello di Massimo che, poco poco indeciso, si è messo e levato 4 (DICO, 4!!!!) volte la sottomaglia prima di decidere di lasciarla definitivamente in macchina (e poi dicono delle donne...) .
Finalmente partiti, affrontiamo la salita al Passo del Ginestro e poi al Colle San Bartolomeo, che io avevo già percorso lunedì.

Eccoci al Colle San Bartolomeo, guardando verso la valle Impero



Dopo 3 giorni in prevalente solitudine, la parlantina di Massimo ha l'effetto di un tornado e, non so perché, mi vengono in mente i versi di una canzone... "Questo folle non sta bene, ha bisogno di un dottore; contraddirlo non conviene, non è mai di buon umore..." sarà un caso??
Continuiamo a salire alla volta del Colle San Bernardo di Conio, addentrandoci su strade sconosciute. Nessun rumore di "civiltà", niente macchine, case e paesi lontani, solo noi, le nostre bici, il bosco e una strada tortuosa che si inerpica e che di quando in quando apre scorci sorprendenti sulle montagne innevate: stiamo salendo ai 1387 m. del Passo Teglia. Stupendo. Spettacolare anche il paesaggio lungo la discesa, sorprendentemente degno di un "duemila".

Al Passo Teglia, lo spettacolare panorama sui 2000 liguri (sulla sinistra gli inconfondibili Toraggio e Pietravecchia)



E la discesa lungo il versante opposto ha un aspetto a tutti gli effetti alpino







Facciamo una breve sosta a Molini di Triora, percorrendo poi un tratto della Valle Argentina battuta dal vento, dove Massimo vorrebbe guadagnare tempo mettendosi davanti a tirare, ma io non sempre riesco a tenergli la ruota e lui non manca di farmi notare quanto sono imbranata, ma ormai ci sono abituata ai suoi "complimenti".... del resto non ha tutti i torti.
A Montalto (315 m.) riprendiamo a salire, questa volta verso la Colla d'Oggia (1187 m.). Io salgo al mio solito ritmo - lento! - e quasi in cima Massimo allunga per non rischiare lo stallo. Ma proprio in quel momento un gregge invade la strada e devo forzatamente dare la precedenza, staccandomi ulteriormente dal mio socio.

"L'altro giorno quando ha visto quelle pecore indifese le ha attaccate come fossero un esercito di Mori...."



Lo raggiungo allo scollinamento, giusto per commentare insieme la bellezza del panorama intorno a noi: siamo in un paesaggio dall'aspetto spiccatamente alpino, ma laggiù c'è il mare, con Imperia e le colline coperte di ulivi: tutta l'essenza della Liguria in un solo colpo d'occhio. La discesa non è facile, su un asfalto abbastanza ruvido e sconnesso, inoltre un bivio mancato ci fa allungare di qualche chilometro il percorso, aggiungendo pure qualche decina di metri di dislivello.

L'arrivo alla Colla d'Oggia





Siamo finalmente sulla strada principale. Massimo contava di rientrare prima (io no, conoscendo il mio passo), e volendo potremmo tagliare l'ultima salita, ma sarebbe un peccato. A Pontedassio, quindi, puntiamo di nuovo all'insù, verso la collina di Diano Aretino. Io sono al lumicino e la salita, sottovalutata da entrambi, visto che l'altimetria al cospetto delle precedenti appariva un innocuo "dentino", sembra non finire mai. Ma nonostante la stanchezza riesco ancora a intuire la dolce bellezza di questa strada collinare serpeggiante tra gli ulivi. Dopo parecchi "scherzi", la strada si decide finalmente a scendere definitivamente verso il mare a Diano Marina.
Siamo sull'Aurelia. Massimo ancora una volta si mette davanti, sfidando il vento e mi "ordina" di stargli incollata, ma io non ne ho più . Non gli dò neanche un cambio , e questo un po' mi avvilisce in aggiunta alla stanchezza, perché va bene la cavalleria, ma non mi piace fare da peso morto . Reggo fino ai 36-37 all'ora, ma appena Massimo dà una pedalata in più mi stacco e lui deve "ricalibrare" il passo su di me.
Siamo alla macchina.

Sono quasi distrutta, anche considerando gli intensi giorni precedenti, come sempre avviene nelle mie ciclo-vacanze del resto, ma contentissima.
Il giro è stato impegnativo e spettacolare nella sua varietà di paesaggi. Indimenticabili il Passo Teglia e la Colla d'Oggia. Una giornata perfetta.
Sulla piacevole compagnia di Massimo, sui commenti di meraviglia rubati l'un l'altro al cospetto degli splendidi panorami, sulle nostre agguerrite schermaglie non posso aggiungere niente che non abbia già detto. E come sempre i suoi reiterati sforzi nel cercare di farmi acquisire una mentalità "da ciclista vera", con scarsi risultati a dir la verità.
In più questa volta un ringraziamento speciale, perché il lungo giro di oggi non sarebbe stato possibile senza il rientro a Genova in macchina insieme a lui...... e la sosta in pizzeria a metà strada è stata la piacevole conclusione di questi 4 giorni.

Distanza Km. 149,82 - Dislivello m. 3429
Il giro

Ciao!!

[Edited by grigua 5/1/2012 3:09 AM]
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Un'emozione in più è terra conquistata,
non possiamo chiedere certezze a questa vita (R.Z.)

E' il tempo, sai, che ci misura,
che ci fa uomini o soltanto frenesia (R.Z.)
5/1/2012 6:51 AM
 
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Uno dei più bei reportage apparsi su questo forum. Davvero bellissimo.
Complimemti.

GNaldi

Lent e seguent
5/1/2012 8:22 AM
 
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Re:
gnaldi, 01/05/2012 06.51:

Uno dei più bei reportage apparsi su questo forum. Davvero bellissimo.
Complimemti.





Sul reportage e sul resoconto sono perfettamente d'accordo con il mio amicone Giuseppe: che bel regalo che ci hai fatto Elena !!!

Sulla prestazione sportiva ... SUPERLATIVA !!!

Ciao

Giorgio
5/1/2012 8:25 AM
 
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Che bel reportage! Ti ci è voluto un po' ma è davvero un piacere leggerlo. Bravi tutti e due!
5/1/2012 12:44 PM
 
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Bel racconto e belle foto, grazie!

-------------
Duc in altum!
5/1/2012 1:27 PM
 
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Complimentoni per tutto, dallo spirito avventuroso al coraggio, dall'ambizioso progetto alla capacità di non farti scoraggiare dalle nuvole e dalle varie sfortune (emblematica quella dello sciopero + casini con i bus)!
Però dai, ammettilo: sei tu a selezionare e raccontarci solo i giri contraddistinti dal "nero Grigua" e non quelli col sole!
Grazie per le belle foto e il bel racconto!

Giorgio
5/1/2012 3:09 PM
 
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Bellissime zone e bel racconto, devi però ricordare che il 22 ho allenato Massimo per bene in pianura ed ora i 37 sono bazzecole per lui

Ti mancano solo 2 posti:
Caprauna, salita bellissima, e dal colle San Bartolomeo il "bocchino delle meraviglie"
____________________________________________________

Giri e salite: itinerari organizzati alla scoperta dell' Italia (Ora anche su Facebook)
5/1/2012 11:50 PM
 
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Lo sciopero dei treni ha messo sale alla tua bella avventura.
Dal Passo Teglio ho visto ancora tanta neve sulle cime liguri sopra Triora.
Complimenti per i tuoi giri e per le belle foto.
wilma
5/2/2012 8:30 AM
 
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clap clap clap



Jack
www.jack.135.it
5/2/2012 3:10 PM
 
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Complimenti sia per i giri che per il racconto!
5/2/2012 3:17 PM
 
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Tantissimi complimenti per il tuo bellissimo reportage.

Ciao

Ricky
5/2/2012 9:12 PM
 
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Intanto, chiedendo scusa perché è già stata postata, mi permetto di completare con questa:



e poi volevo chiarire la cosa del "fratellone": è la maglia, che mi fa difetto e mi ingrassa!
Giorgio
5/5/2012 10:35 AM
 
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Malgrado scioperi e maltempo hai confezionato una quattro giorni di altissimo livello. Quando c'è la volontà, la si fa !
Le foto sono belle, il racconto ancora di più e il giro del 25 aprile è molto invitante. Meriteresti un riconoscimento dall'ente del turismo per la promozione turistica ecosostenibile
Data la bellezza dei tuoi reportages, proporrei una sezione autonoma del forum da affiancare ai racconti di Emiliano, in modo che anche il "nero Grigua" venga definitivamente consacrato.
5/5/2012 11:31 AM
 
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Finalmente...
Avevo addocchiato il post e primi commenti ma mi ero prefisso di metterci occhi solo con il dovuto tempo da dedicargli.
L'attesa è stata decisamente premiata!!! Posti a dir poco stupendi!

SUPER COMPLIMENTI!!!!


Il 90% dei ciclisti che conosco, visto lo sciopero, avrebbero mollato tutto lì e si sarebbero pianti addosso per un mese!

Ciao Nicola
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*Che si voglia o no, è un sogno a cui teniamo e contrastando i nostri sensi scaleremo.
Ma se la fiducia in noi è la risposta, ce l'abbiamo già fatta.
E se lo spirito è un segno allora è solo una questione di tempo.

Only a matter of time - Dream Theatre -
5/5/2012 11:44 AM
 
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Re: Finalmente...
NicKo67, 05/05/2012 11.31:

Avevo addocchiato il post e primi commenti ma mi ero prefisso di metterci occhi solo con il dovuto tempo da dedicargli.
L'attesa è stata decisamente premiata!!! Posti a dir poco stupendi!

SUPER COMPLIMENTI!!!!


Il 90% dei ciclisti che conosco, visto lo sciopero, avrebbero mollato tutto lì e si sarebbero pianti addosso per un mese!

Ciao Nicola



Concordo, l'impresa più grande di Elena anche secondo me è stata non arrendersi allo sciopero... eh, Nicko, che ci vuoi fare, d'altronde quando c'è di mezzo il trasporto pubblico...

pierole1, 05/05/2012 10.35:

Malgrado scioperi e maltempo hai confezionato una quattro giorni di altissimo livello. Quando c'è la volontà, la si fa !
Le foto sono belle, il racconto ancora di più e il giro del 25 aprile è molto invitante. Meriteresti un riconoscimento dall'ente del turismo per la promozione turistica ecosostenibile
Data la bellezza dei tuoi reportages, proporrei una sezione autonoma del forum da affiancare ai racconti di Emiliano, in modo che anche il "nero Grigua" venga definitivamente consacrato.



Davvero Piero, il giro del 25 è stato veramente fenomenale. Quando Elena ha buttato giù la proposta della "trasferta" mi è sembrata proprio una ghiotta occasione a cui aggregarmi...
Io lo dico sempre, chi in Liguria viene al mare non ha capito niente, il bello è sui monti!!! Tra l'altro, se come Riviera preferisco il Levante, che conserva ancora qualche angolo risparmiato al turismo della folle cementificazione selvaggia , sui monti il Ponente ha un fascino particolare! Non farei classifiche, perchè tutto l'entroterra merita di essere conosciuto, però a Ponente si sta già sulle Alpi, e secondo me si vede...

Scusate ma... una domanda per finire...
Mulini a vento, esercito di pecore... posto che mi rifiuto di far la parte di Dulcinea, non venendo io dal Toboso, se a Elena come eroina principale tocca il ruolo di Don Chisciotte... per me cosa rimane?!?



5/5/2012 2:36 PM
 
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GRAZIE a tutti, carini come sempre.

Grazie a Piero per la proposta di una sezione tutta mia, ma preferisco l'allegro casino del "Bar".

Ci tenevo tantissimo a questi 4 giorni e quando ho visto le previsioni meteo che davano tempo brutto per quel periodo ho rischiato.... la crisi depressiva! E' andata più che bene, quindi!

Maxi_78, 05/05/2012 11.44:

Scusate ma... una domanda per finire...
Mulini a vento, esercito di pecore... posto che mi rifiuto di far la parte di Dulcinea, non venendo io dal Toboso, se a Elena come eroina principale tocca il ruolo di Don Chisciotte... per me cosa rimane?!?





"Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante..."

[Edited by grigua 5/5/2012 2:37 PM]
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Un'emozione in più è terra conquistata,
non possiamo chiedere certezze a questa vita (R.Z.)

E' il tempo, sai, che ci misura,
che ci fa uomini o soltanto frenesia (R.Z.)
5/5/2012 3:16 PM
 
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Re:
grigua, 05/05/2012 14.36:











"Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante..."




E NO, EH?!? AL MASSIMO SANCHO PANZA DI NOME, MA NON DI FATTO!!!

Non è panza, in realtà... è il bianco del k-way che non mi snellisce!!!



[Edited by Maxi_78 5/5/2012 3:17 PM]
5/5/2012 4:09 PM
 
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In realtà fai come GattoVE: hai messo i manicotti sotto la giacca.



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Ciao Moro...

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