NOME: Rhyse
ETA': giovane
RAZZA: UMANO
SINTOMI RISCONTRATI:
Lividi ed echimosi su gambe e braccia, amnesia.
CURE PRESTATE:
Ogni singolo livido è stato trattato con un medicamento a base di arnica e malva.
Prescrizione dello stesso medicamento per i giorni a venire sulle echimosi.
LINK DI RIFERIMENTO:
http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=10183047
Preciso che nel responso non vengono sottratti punti salute vista l’entità del danno fisico riscontrato, ma sono prescritti 2/3 giorni per la guarigione dei lividi stessi.
Nella role vengono utilizzate le skill trattare ferite livello 3 e guarire livello 3. Riporto la descrizione delle skill.
TRATTARE FERITE/MALATTIE
LIV 1
A questo livello di conoscenza la skill non permette di guarire ferite, ma impedisce che il personaggio assistito muoia dissanguato. L’intervento sulla ferita comincia ad agire quando viene applicata una prova fisica (una benda, un legaccio, ecc.), e continua finché rimane applicata. Questa Abilità conferisce una minima competenza di fronte alle ferite. L’Abilità permette di esaminare una ferita e stabilire immediatamente se la ferita è Fatale, se è ustionata. Senza quest’Abilità non è possibile stabilire con precisione l’entità della ferita.
LIV 2
Il personaggio può abbreviare il decorso di una malattia identificata su una creatura somministrando le cure necessarie. Tali cure non devono essere necessariamente continuative e assidue, ma basta un’ora di presenza nell’arco di un giorno. Non è in grado di curare Malattie Non Morte, ma è in grado di arrestarne il decorso, permettendo al paziente di sopravvivere. In pratica, non cura penalizzazioni derivanti dalla malattia, ma previene la morte (in caso di malattie che causano danni, semplicemente si limita a prolungare indefinitamente il tempo di coma del soggetto). Questa Abilità non ha alcun effetto sulle Malattie Magiche. L’Abilità non rende immuni al contagio. L’Abilità permette di esaminare una creatura malata, e identificarne la malattia. È possibile riconoscere con sicurezza ogni Malattia Normale o Non Morta, mentre le possibilità di riconoscere una Malattia Magica sono poche. L’Abilità non rende immuni al contagio.
LIV 3
Questa Abilità estende l’uso di “Trattare ferite” anche alle Ferite Fatali. Le Ferite Fatali così trattate non guariscono, ma diventano ferite normali.
L’ospitaliere che possiede tale skill identifica tutte le ferite e le malattie anche quelle magiche. L’Abilità non rende immuni al contagio.
GUARIRE
LIV 1
A questo iniziale livello l’ospitaliere riesce a curare le piccole ferite e ad usare gli impiastri medicamentosi più semplici, nonchè può fare semplici diagnosi di malattie non gravi. A questo livello il congregante comincia a studiare l'anatomia umana e delle altre razze, per quanto conosciuta, così da avere una rudimentale conoscenza della loro fattura. (utile per ricucire ferite, sistemare fratture..). Il personaggio riconosce tutte le razze più comuni e conosce perfettamente l’anatonomia della razza umana
Punti salute guaribili: max 15
LIV 2
L’Ospitaliere diventa più esperto, sa manovrare quasi tutti gli impiastri e i medicamenti, sa fare fasciature per fratture e segue la degenza del paziente in modo ottimale. Non sa fare ancora diagnosi accurate per malattie rare. L’ospitaliere ha una buona conoscenza anatomica così che può operare su corpi vivi o cadaveri senza particolari problemi, ma sempre con alto rischio di mortalità. (utile per piccole operazioni di medie ferite). Il personaggio riconosce tutte le razze anche quelle speciali e conosce perfettamente l’anatomia di elfi, mezz’elfi e nani
Punti salute guaribili: max 35
LIV 3
L’Ospitaliere con questa skill è un maestro nell'arte della guarigione, sa medicare tutte le ferite e sa porre rimedio a quasi tutte le malattie, anche quelle rare ed estremamente pericolose. Le conoscenze anatomiche sono ottime e l’ospitaliere diventa un esperto nelle operazioni anche ad alto rischio. (utile per tutte lo operazioni anche di ferite molto gravi) a questo livello la conoscenza della razze non ha limiti e si estende a fate, folletti, gnomi, drow,draghi e centauri. Le creature speciali (DROW/ ANIMORFI) saranno accomunate come conoscenza alla razza che maggiormente assomiglia loro (drow->elfi - animorfi->animali/umani) Le creature oscure (vampiri/darkgul) e i mannari in forma homid saranno accomunate agli umani e trattati come tali.
Punti salute guaribili: qualsiasi tipo di ferita
I punti salute sono guaribili nel corso di una role, per recuperare punti saluti ulteriori è necessario, dunque, ruolare più volte con il paziente.
Chiedo pertanto che venga considerato l’utilizzo delle skill e conseguentemente i giorni di cura vengano ridotti ad uno, cioè alla giocata sotto riportata.
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GDR
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RHYSE [Vie - Esterno Sanitarium] Da quando hanno lasciato la Biblioteca, fianco a fianco, non ha aperto bocca; si è limitato a stargli vicino, magari ancora con il suo braccio attorno alle spalle, camminando senza fretta e rendendo sottilmente noto, in questo modo, che trova tutto questo un'assoluta perdita di tempo. Non ha, comunque, protestato in alcun modo, assecondando i desideri del Custode recandosi assieme a lui dagli ospitalieri; se fosse stato solo, probabilmente non l'avrebbe fatto. I lividi che reca sulle braccia sono coperti dalla maniche della camicia, gambe fasciate da pantaloni e robusti stivali ai piedi. Ciocche bionde che contornano un viso dal quale sembra essere sparita ogni traccia di stanchezza, lo sguardo grigio scorre pigramente tra le vie, lasciandosi docilmente guidare da Donatien. E' stato qui, una volta, tanto tempo fa ma non ricorda assolutamente la strada ed ora, di notte, gli è ancora più difficile ritrovarla. Di tanto in tanto, lancia un'occhiata al vampiro al suo fianco, non dà alcuno spunto di conversazione limitandosi a godersi questa passeggiata. Dopo poco, lo sguardo si sofferma su una struttura che ha vagamente qualcosa di familiare; viene indicata al vampiro con un cenno del capo, un mormorio basso che sfugge dalle labbra sottili del ragazzo. ''Siamo arrivati?'' ne chiede conferma, tornando a portare l'attenzione sul suo volto, adeguando il proprio passo a quello altrui.
DONATIEN [vicoli -> sanitarium soglia] la falcata si mantiene regolare, fluida, breve quanto gli sarà necessario per poter adattar, ad ogni passo, il proprio avanzar in risposta a quello del proprio succube. Il braccio destro ancora stretto attorno la sua vita, seppur egli non ne necessiti, mentre il mancino risulterà mollemente adagiato lungo il fianco, ondeggiante, sciolto dalle briglie di qualunque umana tensione od emozione. A lambire le membra le consuete stoffe nere, di buona fattura, la solita tunica ed i calzoni ch’in basso s’inguainano nell’abbraccio rigido degli stivali. Sul volto l’inganno d’una vita recisa nel fiore dei suoi anni, la finzione d’una umanità che non resta come ricordo nell’esistenza oscura del Sommo predatore della notte ma ch’egli sa rievocare, quando necessario, per dissimular l’imperante morte. Il passo rallenta appena in risposta alla domanda del ragazzo e, con le medesima indecisione che domina le parole di lui, il Custode prenderà ad avanzar verso la bassa dimora. Coprirà i gradini che ne dividon il portone dal vicolo e, se gli sarà concesso, scioglierà il braccio dritto dall’abbraccio per portar le nocche ad impattar con assoluta regolarità, per tre volte, sull’assi dell’uscio. I sensi per primi si dilateranno, sospingendosi oltre le fitte trame legnose del battente, valicandoli, insinuandosi entro ogni fessura per abbracciar ciò che al dì là potrà presentarsi alla propria coscienza. Presenze o Assenze. Individui o quant’altro [tenebra I – veggenza I]
FARIDHA (Sanitarium)La notte presto ha rappreso ogni singola luce inghiottendola e fra le trame di quella fitta scure si muove la transalpina, in quelle mura che ora sono la sua nuova dimora ,con passo suadente calca gli scalini per scendere alla sala degenza,dopo la notte scorsa uno squarcio di sorriso sembra lambire quelle labbra rosee ,senza inganno a deturparne la forma e la capienza ,prive di sotterfugi e indisposte in quel che agli occhi potrebbe sembrare un sorriso,solo apparenza che ella ostenta quasi come se indossasse una maschera che in sè racchiude ed inprigiona la sua vera essenza.Sospira procedendo verso la sala ,indosso il vestito blu che su di lei scende come una morbosa carezza ,esaltando quelle che sono le sue forme ,che però risparmierebbe alla vista ma non avendo le braghe ha dismesso quelle per questo abito,i capelli sono stati domati ,rosso fuoco che incendia quei tratti quasi ferini dove due occhi di un blu quasi inafferabile si muovono rapaci alla ricerca della rettore ,di Dodaiux.Varcata la sala la vede ed un sorriso marca quel volto ,sorriso che scema nel momento stesso che avverte quel rumore alla porta..]chi sarà a quest'ora.?.[ flebile sibilo che scivola dalle labbra ,le mordicchia ponendosi quella domanda che se non va a vedere non troverà una risposta esaudiente.Arricciando il nasino e prendendo un ampio respiro ,avanza con quella camminata suadente alla porta ,giro di chiave prima di spingere l'immenso portone e frugare con quegli occhioni blu sulle due figure..]Mentis vivacitatem!![ esaudisce assottigliando quelle biglie blu ,sulle due figure.]Cosa state cercando ?[ domanderebbe con uno sguardo che sembrerebbe scivolare quasi indisponente sue due .
DODAIUX (sala degenze) la giornata sembra iniziare ora per la mediterranea, ora che le è passato il mal di testa dovuto alla gioviale bevuta della sera precedente. Una lunga dormita, interrotta dal raglio lamentoso di Tore che reclamava la quotidiana passeggiata. Tutto il tempo è trascorso mollemente pigro, dopo cena si è dedicata a rassettare la cucina e poi la sala degenze, che si appresta a lasciare in cerca della neo-promossa. Le braccia si sollevano a stringer più forte il nastro rosso che tiene ferma la lunga treccia, lasciandole poi ricadere lungo i fianchi. Un rapido sguardo alle dita dei nudi piedi che sbucherebbero fuori dall’orlo della veste nera che indossa , una divertita smorfia, nel notare che in quell’istante il luogo sembrerebbe animarsi. Seguirebbe Faridha, senza dir nulla, sbirciando oltre le spalle dell’altra, riconoscendo entrambi gli astanti, ai quali regalerebbe un sorriso.
RHYSE [Pressi Soglia] Adegua il proprio passo a quello del Custode, mantenendosi al suo fianco e lasciando che sia lui a palesare la loro presenza, bussando, limitandosi ad attendere; c'è sempre la vaga speranza che il luogo sia deserto. Lo sguardo grigio rimane comunque rivolto in direzione del portone, l'espressione svogliata di chi vorrebbe trovarsi da tutt'altra parte tranne che qui. Quando poi Faridha schiude il portone, presentandosi a loro con un saluto così vivace, non riesce a trattenere una smorfia infastidita. Scruta la donna senza preoccuparsi affatto di mostrarsi cortese nei suoi confronti e, a quella domanda, sarebbe davvero tentato di delegare la risposta al suo accompagnatore ma, ipotizzando che possa ingigantire ulteriormente la situazione, sarà a lui a risponderle, senza particolare enfasi nel tono. ''Non cerchiamo niente.'' chiarisce, giusto per mettere le cose in chiaro. ''Siamo qui per un..per chiedere qualche spiegazione in merito a qualcosa che è successo.'' Si ferma e, solamente in seguito, aggiunge. ''Se possibile..'' Non ha affatto menzionato o richiesto una visita specifica, forse perchè non ha la minima intenzione di sottoporvicisi. E' qui semplicemente per porre qualche domanda. Lo sguardo si sposta di poco oltre le spalle della donna, in direzione di Dodaiux ma non sembra affatto averla riconosciuta.
DONATIEN [esterno – soglia] i sensi per primi cattureranno quella femminile presenza che si approssima a cui si sommerà quella della rettrice, conosciuta tempo addietro, probabilmente non troppo lontana dall’uscio poiché apprezzabile è l’aroma delle sue carni nonché della linfa che le satura.. Impronta inconfondibile di vita, per il Custode. Lo sguardo incontrerà, se riuscirà, quello della donna che li accoglie e lascerà che per primo, a quest’ultima, giunga il verbo del giovine. Nessuna reazione inizialmente ma, quando il silenzio succederà alle parole del succube, egli aggiungerà. Con estrema calma. –e gradiremmo un vostro parere riguardo taluni rividi riportati dal ragazzo- abbastanza lapidario, forse più del solito, eppur non più gelido del consueto nel proferir, a tono basso e profondo, quei pochi lemmi. Accennando, infine, al giovine con un gesto fugace, laterale, del capo – non sono più recenti ma è mio desiderio assicurarmi che non necessitino di cure specifiche- concluderà. Lo sguardo che s’allungherà oltre le spalle dell’ospitaliera per abbracciar la rettrice e vers’ella andrà solo un fugace cenno del capo, un abbozzo d’inchino, un rilevabile saluto indirizzato proprio a lei [tenebra I – veggenza I]
FARIDHA ( sanitarium)Piega di lato il volto, il tempo per sorridere a Dodaiux ed ammiccare che ci sono ospiti ,se graditi o meno dalla sua mimica facciale non trapela..Di nuovo lo sguardo attento e circospetto come quello di una donnola che saggia il suo territorio ,si poggia sui volti dei due non tralasciando quell'espressione poco serena che si disegna sul volto di Rhyse ,sarebbe tentata di fare analoga smorfietta ma la lascia morire per recare quella sorta di espressione severa ma al contempo sincera ,si come le acque di un mare incontaminato ,come sono quegli occhi blu che non perdono un accento di quanto si palesa davanti.Al dire di Rhyse sorge spontanea comunque una piega su quelle labbra che si curvano sotto il peso dei suoi pensieri..] ..[ Ammutolita con quel punto interrogativo che si disegna in faccia cercherebbe prima lo sguardo di Dodaiux,quasi cercasse una risposta a quanto è stato appena loquito ma subito ruoterebbe quelle iridi al cospetto del vampiro ascoltandone favella ,lasciandosi accarezzare dal flebile suono della sua voce..] Prego entrate pure ,ma vi prego di depositare armi se con voi ne avete.!!.[ schietta quasi ferale nel dirlo per poi spostarsi per aprire l'ampio portone e fare spazio .
DODAIUX (Corridoio) permane ancora dietro Faridha ascoltando stupita le parole di Rhyse, ma quell’iniziale stupore verrebbe subito smorzato dal chiarimento del custode… *lividi… appunto* pensa tra sé. Due piccoli passi verso destra basteranno a svelarne completamente la figura “su entrate, certo sulla porta non concluderemo nulla” facendo seguire a quelle parole l’invito ad entrare allargando la mancina in direzione della piccola sala che precede quella delle degenze. “Spiegazioni su come sia accaduto… cosa?” domanderebbe poi, attendendo che gli altri entrino e consegnino le armi alla consorella, sempre se ne abbiano alcuna con sé. Lo sguardo si soffermerebbe su ognuno dei nuovi giunti, cercando di capire se qualcuno di loro possa esser ferito, ma nulla al momento sembrerebbe rispondere a quella domanda inespressa. ''Grant?'' lentamente il capo si sposterebbe verso destra, in direzione del guardiano spuntato dal cortile interno ''abbiamo ospiti, portate da bere e qualcosa da mangiare, vi ringrazio''. l'attenzione sarebbe ora nuovamente rivolta agli altri ''allora, ditemi, in cosa possiamo aiutarvi per l'esattezza?'' lascerebbe la scelta ad ognuno di loro di accomodarsi dove meglio credano, prendendo posto per ultima.
RHYSE [Soglia > Interno] Lo sguardo permane sulla figura della donna, almeno sino a quando le parole del Custode non lo distraggono, inducendolo a spostare su di lui la propria attenzione, annuendo leggermente alle sue parole, confermando il tutto. Non c'è bisogno di aggiungere altro, limitandosi a scuotere la testa per quanto riguarda la precisazione sulle armi: con sè non ha assolutamente nulla. Fa il suo ingresso, dunque, cercando di precedere di qualche passo il vampiro, attendendolo comunque una volta entrato e ponendosi sempre al suo fianco; l'attenzione scivola sulla Rettrice, ora, quando sente le sue parole; attenderà in silenzio, alcuna espressione particolare ad attraversargli il volto, limitandosi a seguirla e restandosene semplicemente in piedi. Le mani vanno a arrotolare le maniche della camicia sino ai gomiti, rivelando sulla pelle chiara lividi in via di guarigione ma che, ancora, restano facilmente visibili ad occhio umano. ''Questi..'' mormorerà, muovendo un passo in direzione di Dodaiux, tendendo le braccia dinnanzi a sè, paralleli al pavimento. ''So che può sembrare strano, ma...non ho idea di come posso essermeli procurati'' ammette, increspando le labbra in una mezza smorfia. Spiega il minimo essenziale, lasciando eventualmente al Custode il compito di svelare qualche dettaglio in più.
DONATIEN [->atrio] Armi. Come potrebbe privarsi delle proprie? Sorride. Un inarcasti lieve del labbro superiore che disvelerà il profilo niveo degli incisivi in tutto umani. Un’espressione che fugace scivolerà a modellare quei tratti d’alabastro ed altrettanto rapidamente ne si dissolverà lasciando spazio solo al gelo, all’Assenza. Non depositerà alcun arma poiché ne è apparentemente privo ma procederà, al seguito del proprio succube, all’interno dell’androne, quello in cui ora ambedue le donne sostano semplicemente avanzando quanto necessario a lasciar all’inserviente, o all’ospitaliera che li ha accolti, la possibilità di serrare il portone alle loro spalle. Mantenendo ridotte distanze tanto dall’umano quanto dalle due donne. Le braccia si flettono appena all’altezza del gomito, le mani raggiungon i fianchi ed il dire di colui che il proprio stesso sangue ha reso immortale sarà accompagnato da un basso e sommesso frusciar d’aria lungo le narici. Non è irritazione, solo un modo abbastanza umano di sottolineare l’imprecisione di quei verbi che lui stesso amplierà, successivamente, a dovere – riteniamo sia un’amnesia…egli sembra aver perduto i ricordi inerenti ben più d’un paio di giorni se, come mi dicevi,- proseguirà portando l’attenzione su colui che fu apprendista venefico- il tuo più recente ricordo risale al nostro ultimo incontro.- tornerà quindi ad innalzare lo sguardo sulla rettrice – voglio solo che voi possiate assicurarmi che, oltre questi lividi e la memoria persa, egli sta bene- sembra aver perduto i ricordi inerenti ben più d’un paio di giorni se, come mi dicevi,- proseguirà portando l’attenzione su colui che fu apprendista venefico- il tuo più recente ricordo risale al nostro ultimo incontro.- tornerà quindi ad innalzare lo sguardo sulla rettrice – voglio solo che voi possiate assicurarmi che, oltre questi lividi e la memoria persa, egli sta bene- e per quanto tutto ciò potrà suonar come un ordine il tono tradirà una certa malcelata urgenza, appena percettibile, leggera e sottile ma presente a tinger di vaga emozione il gelo che perennemente attanaglia tanto il proprio volto quanto le proprie parole [tenebra I]
FARIDHA (atrio-sala)Una volta entrati spingerebbe la porta facendola combaciare con lo stipite.Lascia che Dodaiux inviti i due a seguirla nella sala e prendere posto ovunque le loro membra decidano di spalmarsi .Prosegue lei al loro seguito sulla scia dei loro passi, adocchiando Grant che sbuca dal cortile e che dritto come un perneo corre nelle cucine a preparare qualcosa,un sorriso malsano e scuote la testa incamminandosi anche lei nella sala ,una volta arrivata non potrebbe non fare scivolare quello sguardo sulle braccia efebiche di Rhyse che con ricercata flemma libera della camicia ,mostrando alla rettore quei lividi ,quei percettibili ematomi che sembrano in via di guarigione ,si mordicchia il labbro trattenendolo mentre quello sguardo serpeggia su quelle braccia lambendole con una certa preoccupazione che vela quel volto,non dice parola non parla ma rimane silente nell'attesa che Dodaiux dia una rispsota alle domande che serbano un accento di preoccupazione del vampiro ,inerme come una statua soppesa ogni cosa pronta ad intervenire se la rettore lo riterrà oppurtuno.Intanto studia quelle braccia e il fattore anmesia.Deglutisce mordicchiando quel labbro ,mani che combaciano sui fianchi ,dita che su di esso si artigliano ,non si siede ancora .
DODAIUX (sala) “accomodatevi, stare in piedi non servirà a nulla, se non ad ostacolare una giusta ed attenta verifica del vostro stato” (persuadere 3), si volgerebbe verso Faridha, sorridendole nel chiaro intento di far si che anch’ella si avvicini al giovane. “una perdita di memoria e lividi, farebbero suppore ad una caduta, probabilmente ha sbattuto la testa…” parole in risposta al dire del vampiro, ma rivolte ad entrambi. “sentite dolore al capo? O presentate lividi anche in altre parti del corpo?” domanderebbe per poi avvicinarsi a Rhyse. “mostratemeli ancora” e se questi si sarà seduto, e acconsentirà all’ultima richiesta fatta, lascerebbe scivolare le dita della mancina lungo le braccia, tenute sul palmo ben aperto della mandritta. Le echimosi si presenterebbero nette, simili a delle linee (trattare ferite 3) “si… potrei supporre una caduta, dovreste aver sbattuto contro qualcosa… forse gradini… non posso esserne certa, ma se aveste subito un colpo, l’ampiezza del livido sarebbe diversa, più tonda, sformata… non trovate?” domanderebbe rivolta alla consorella. “i lividi andranno via con delle gocce d’arnica e impacchi di malva (conoscenze naturali 3, preparare medicamenti 3), per la memoria potrebbe esser diverso. Potrebbe tornare improvvisamente, o non tornare mai, la nostra mente resta ancora un mistero” direbbe seria, annuendo anche con cenni del capo. “quando diventeranno marroni, potreste accelerare la scomparsa poggiandovi la stoffa in cui conservate il pane… non ne ho ancora capito il motivo, ma le echimosi spariscono prima” (Trattare ferite 3, guarire 3) direbbe divertita. “controllate pure mia cara, mi allontano un momento, il tempo di tornare con i medicamenti” e dopo aver lasciato i due con l’altra donna, si dirigerebbe verso la sala degenze.
RHYSE [Sala] L'attenzione permane su Dodaiux, ma quando il Custode aggiunge particolari specifiche non può fare a meno di annuire, confermando il tutto; resta in silenzio, le braccia ancora tese, in modo tale che la donna possa controllare tutto quanto, come meglio preferisce. A quella nuova esortazione prende posto su una sedia, rivolgendo un'occhiata piuttosto impaziente alla donna. Alle sue parole iniziali scuote la testa. ''La testa non mi fa alcun male..'' informa, prima di proseguire. ''Sì, qualcuno anche sulle gambe..'' da quello che ha visto, poi, non sono troppo diversi da quelli che ha sulle braccia. Si lascia toccare, lasciandola parlare di cure e medicamenti; sembra sul punto di commentare qualcosa - forse che non v'è n'è affatto bisogno, dal momento che spariranno da soli, in poco tempo - ma sembra ripensarci; un'occhiata fugace in direzione del vampiro, prima di rivolgersi alla donna, poco prima che si allontani dalla stanza. ''Non mi fanno male..'' precisa, sottolineando come di tutte quelle cure non ve ne sia affatto bisogno. Almeno dal suo punto di vista. Si appoggia comodamente sulla sedia, lanciando successivamente un'occhiata eloquente in direzione di Donatien, su quanto reputi inutile la loro presenza in questo posto.
DONATIEN [sala] annuisce solamente. Non svela quanto sa del veleno somministrato ma è più che ovvio che ipotizzi l’amnesia sia un effetto secondario dunque i verbi della rettrice saranno più che sufficienti, il resto lo chiederà alla Sposa, se ne necessiterà. Non siederà, sia che le parole persuasive dell’ospitaliera siano indirizzate anche a lui, sia che invece siano solo volte al proprio succube poco cambierebbe la propria mente non le assimilerà nel modo in cui posson essere percepite da un qualunque umano, sulla propria fredda razionalità non avranno presa, sull’autocontrollo e la volontà d’un essere che ha appreso a dominare la bestia quest’ultime scivoleranno come piaggia su d’un vetro ed egli permarrà in piedi ad osservare, silenzioso, il resto della scena. Lo sguardo s’alternerà tra quelle braccia ed il volto della rettrice, inizialmente, e quando questa si sarà allontanata tra quello del giovine e quello dell’ospitaliera che lì sarà rimasta. Le mani ancora strette ai fianchi, le palpebre lievemente socchiuse a tradire volutamente finto rimprovero, bonaria minaccia verso quel ragazzo che, senza alcuna parola ma con estrema eloquenza, continua a rivelare la propria stizza per la corrente situazione.[tenebra I]
FARIDHA (sala)Allo sguardo della rettrice si avvicinerebbe con passo cadenzato e modulato fino a presenziare di fronte ai due ,per l'esattezza di fronte a Rhys che di nuovo andrebbe a riempire la sua totale attenzione ,non quanto lui quanto quell'ecchimosi che si presentano su quella pelle efebica..] ..[ tacito silenzio seguito da un' espressione perplessa e da un lieve increspare quelle labbra..Come una scolaretta ascolta con quegli occhi che si velano di quella particolare curiosità che si conface sui volti dei ragazzini ,continuerebbe a fissare il ragazzo scivolando su quelle braccia con una leggera carezza prima di poggiare quelle iridi blu sul vampiro ,catturandone le espressioni e poi scivolando di nuovo su Rhyse ,solo quando Dodaiux la interpella muoverebbe il capo per poi replicare con quel sibilo di voce..] i lividi anche definiti contusioni o ecchimosi si formano quando una parte del corpo viene colpita e le fibre muscolari ed il tessuto sottopelle vengono schiacciati senza che la pelle si laceri.Non noto escorazioni visibili.[ sentenzia avvicinandosi quasi ad azzerare le distanze con Rhyse ..] quindi se siete accidentalmente caduto dalle scale è facile che riportiate qualche bernoccolo sulla nuca..[ serra le mascelle e convalida la tesi ampliamente confermata dalle parole di Lui..] bene..[ sospira e porterebbe le dita esili sulle braccia del ragazzo percorrendole con il pollice che permea la parte alta ed le altre dita che sono sulla parte bassa..] spariranno nel giro di pochi giorni ,.di solito come vengano se ne vanno..[ sibila schioccando la lingua contro il palato lasciando le braccia di lui ,indietreggiando per colmare nuovamente la distanza e fissarne il guardo ,sorridendo appena rimembrando quel rimedio naturale di usare la pezza con cui si avvolge il pane ,un timido sorriso che varca e che muore all'istante ,poco duraturo per essere rapito.Un leggero arcuare qul ciglio mentre lo sguardo danza da Donatiene a Rhyse.
DODAIUX (sala) rapida frugherebbe nella farmacia, prendendo quanto le occorre per poi far ritorno all’altra sala. E rispondere solo allora a quanto affermato dal giovane “si, guariranno da soli, ma dar loro una mano non comporterà alcun danno” noterebbe la neo promossa vicina al ragazzo, intenta a proseguire con l’analisi della sua situazione. “tenete” direbbe offrendo la boccetta contenente il medicamento a Rhyse. “vi lascio libero di utilizzarla o meno… voi cosa suggerireste?” domanderebbe rivolgendosi a Donatien. Nel frattempo Grant farebbe il suo ingresso portando tisane, vino e dolci che lascerebbe sull’unico tavolo presente nella piccola sala.
RHYSE [Sala] Lascia che anche l'altra donna si avvicini, ascolta le sue parole ma le labbra del ragazzo rimangono ben serrate tra loro, un'espressione che lascia tradire la totale indifferenza nei confronti di questa situazione. Non replica assolutamente nulla, si limita ad un'occhiata fugace in direzione del Custode, prima che la propria attenzione venga attirata, nuovamente, dalla figura di Dodaiux, con annessa boccetta. Perplesso, inarca appena le sopracciglia, rimanendo un attimo spiazzato. Osserva Donatien, velocemente, cercando di anticiparlo per rispondere a quella domanda, dopo aver allungato la mano destra per afferrare la boccetta. ''La tengo con me, ma vedrò se è il caso di utilizzarla o meno; come ho detto, non mi fanno male e lasciare che questi lividi spariscano con il tempo, non mi crea alcun problema..'' abbassa distrattamente lo sguardo sulla boccetta, donandole una rapida occhiata, prima di alzarsi in piedi, ricercando l'attenzione del Rettore. ''Se non v'è altro..'' lascia in sospeso la frase, manifestando chiaramente l'intenzione di andarsene il prima possibile.
DONATIEN [sala] Presterà la giusta attenzione all’analisi fatta dall’ospitaliera prima di veder tornare la rettrice. Trincerato al di dietro della cortina di gelo non si lascerà sfuggir altre espressioni non per volere ma esattamente per l’impossibilità di quest’ultime di spingersi nuovamente talmente in superficie da emergere. Ascolterà quando questa riferisce al giovine così come ciò ch’egli, immancabilmente, replica. Non se ne stupirà. Eppure alzerà lentamente la mano mancina, gomito flesso, dorso rivolto al pavimento palmo a colui che fu aspirante venefico – consegnamela- e questo sì sarà un ordine, inappellabile per colui che porta dentro di sé il proprio stesso sangue. Non sarà duro il verbo, ma fermo e basso, non più ruvido del consueto. E solo quando la boccetta, senza probabilmente grosse difficoltà, giungerà nel proprio palmo distaccherà gli occhi dal ragazzo e, a mento lievemente alzato ad ostentare una certa istintiva e naturale alterigia, sospirerà dalle narici rispondendo a quanto gli fu, in principio, domandato – l’userà, se non altro per onorare il tempo che ci avete così generosamente riservato nonché le competenze ch’avete messo al nostro servizio. Madama Malaspina- sentenzierà ma volgendosi anche verso Faridha, indirizzandole un fugace inchino del capo che riesca a farla sentire compresa in quelle proprie ultime parole. – quanto al cibo, credo gradiremo un’altra sera…non vogliamo prolungar il disturbo recato, già gravato dal nostro sopraggiunger in piena notte- e qualche passo di già lo muoverà, verso l’atrio. Ancora in attesa d’una replica, propenso a fermarsi oltre se sarà necessario [tenebra I]
FARIDHA Sospira la transalpina ,lo sguardo che permea sulla figura in veste nera che fa il suo ingresso; la rettore, a lei concede un espressione stranita per la situazione che sembra crearsi ,quell'astio che intercorre fra i due che non le sfugge per i toni che vengano impartiti ,fa spallucce non mettendo bocca sulla questione ,misurando quella boccetta che finisce nelle mani di Rhyse e poi sembra finire nelle mani del vampiro. Non fiaterebbe lei ,smuovendo quelle ciocche rosse con le dita giocando con queste mentre uno sbadiglio percettibile rapisce quelle labbra atteggiandole a smorfia. Coglie l'inchino di Donatien e sorride appena, smussando quegli angoli di quel volto troppo impassibile e poco mansueto elargendo con un flebile suono di voce..] Lieta notte [ poggiando quelle iridi blu su entrambi e calcando con impertinenza che no ,non riesce a contenere i loro volti aspettando che si allonmtanino per sibilare alla rettore..] davvero strano lo trovo.. ma non voglio fasciarmi la testa per qualcosa che non mi riguarda..[ lieve inchino con tanto di mano che raccoglie l'abito per poi recare la buonanotte a Dodaiux .
DODAIUX (sala) ascolta gli altri, li guarda, poi lascia che un sorriso furbetto si dipinga sul proprio volto. ''venite qui'' (persuadere 3) direbbe con fare deciso verso il giovane, avvicinandosi allo stesso. ''credetemi, è il caso che usiate il medicamento, guarirete prima'' e se questo acconsentisse, provvederebbe a frizionare ogni livido sulle braccia e sulle gambe con il medicamento a base di arnica e malva (conoscenze naturali 3, preparare medicamenti 3, guarire 3). senza distogliere l'attenzione da quanto sta facendo, si rivolgerebbe a Donatien ''non è un disturbo, credetemi, e siamo abituate a ricevere visite in tarde ore, appena avrò terminato, potrete andare'' volgerebbe lo sguardo poi in direzione di Faridha, salutandola con un cenno del capo ed un sorriso, concedendole così la possibilità di lasciar la sala. provvederebbe a passare il medicamento anche nella parte della cute che contorna ogni singolo livido (trattare ferite 3, guarire 3), ed una volta terminato, si rivolgerebbe nuovamente agli ospiti, guardandoli negli occhi stavolta. ''avete la vostra boccetta, abbiate cura di utilizzarla almeno un'altra volta. Non vi trattengo oltre, mentis vivacitatem miei signori'' rivolgerebbe un piccolo inchino verso di loro, prima di accompagnarli verso il portone. Vorrebbe chiedere altro ad entrambi, ma li lascerebbe andar via, senza indugiare oltre.
RHYSE [Sala > Esterno] Stringe quella boccetta in mano, l'attenzione che gli riserva è piuttosto minima e solamente alle parole del vampiro, torna ad abbassare lo sguardo; una breve occhiata, prima di avvicinarsi al Custode e porgergli la boccetta, ben contento di disfarsene. Lo lascia parlare, dando comunque poca importanza alle sue parole, senza preoccuparsi del fatto che parli al posto suo e decida per lui; al momento, l'unica cosa che gli interessa è andarsene da questo posto, il prima possibile. Non replica assolutamente niente, lanciando già un'occhiata in direzione dell'uscita della sala, prima che le parole della donna lo trattengano dall'allontanarsi. Rimane in silenzio, lasciandola fare, ma tradendo una certa impazienza; si sforza di stare in silenzio, labbra serrate e sguardo che si ostina a rimanere puntato altrove, in particolar modo sulla figura del vampiro. Annuisce leggermente a quel congedo, un chiaro sospiro di sollievo, avvicinandosi maggiormente a Donatien. ''Grazie..'' un mimino di cortesia, forse più per evitare di far innervosire maggiormente il Custode, che per altri motivi. Un cenno distratto con la mano, lasciando che li accompagni in direzione del portone. Una volta fuori prenderanno la strada per fare ritorno, entrambi, alla Biblioteca.
Dodaiux Malaspina
Rettore degli Ospitalieri di Avalon
§ Siate come la piccola supposta, che quando è chiamata a fare il suo dovere, lo fa fino in fondo, e senza mai guardare in faccia nessuno. Si mette subito in cammino, cercando la propria strada. E se qualcuno le si para davanti, dicendole con presunzione ed arroganza: "lei non sa chi sono io" intimamente sa già che non può essere altro che uno stronzo § - Proverbio cinese