Forum dei Masters di Avalon - Forum Ufficiale del sito www.isoladiavalon.net

Questo forum fa riferimento all'ambientazione Fantasy www.isoladiavalon.net

Nomi e riferimenti usati in questo forum sono frutto di pura fantasia e si riferiscono al gioco in oggetto.

New Thread
Reply
Log In
Register
Print | Email Notification    
Author
[OSPITALIERI - SANITARIUM] Rhyse (OK) - ATTENZIONE MASTER PSYCHOLast Update: 4/8/2012 8:06 PM
4/5/2012 12:32 AM
 
Email
 
User Profile
 
Modify
 
Delete
 
Quote
Post: 855
Post: 392
Registered in: 7/21/2008
Location: ROMA
Senior User
NOME: Rhyse
ETA': giovane
RAZZA: UMANO
SINTOMI RISCONTRATI:
Lividi ed echimosi su gambe e braccia, amnesia.
CURE PRESTATE:
Ogni singolo livido è stato trattato con un medicamento a base di arnica e malva.
Prescrizione dello stesso medicamento per i giorni a venire sulle echimosi.
LINK DI RIFERIMENTO:
http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=10183047

Preciso che nel responso non vengono sottratti punti salute vista l’entità del danno fisico riscontrato, ma sono prescritti 2/3 giorni per la guarigione dei lividi stessi.
Nella role vengono utilizzate le skill trattare ferite livello 3 e guarire livello 3. Riporto la descrizione delle skill.


TRATTARE FERITE/MALATTIE
LIV 1
A questo livello di conoscenza la skill non permette di guarire ferite, ma impedisce che il personaggio assistito muoia dissanguato. L’intervento sulla ferita comincia ad agire quando viene applicata una prova fisica (una benda, un legaccio, ecc.), e continua finché rimane applicata. Questa Abilità conferisce una minima competenza di fronte alle ferite. L’Abilità permette di esaminare una ferita e stabilire immediatamente se la ferita è Fatale, se è ustionata. Senza quest’Abilità non è possibile stabilire con precisione l’entità della ferita.
LIV 2
Il personaggio può abbreviare il decorso di una malattia identificata su una creatura somministrando le cure necessarie. Tali cure non devono essere necessariamente continuative e assidue, ma basta un’ora di presenza nell’arco di un giorno. Non è in grado di curare Malattie Non Morte, ma è in grado di arrestarne il decorso, permettendo al paziente di sopravvivere. In pratica, non cura penalizzazioni derivanti dalla malattia, ma previene la morte (in caso di malattie che causano danni, semplicemente si limita a prolungare indefinitamente il tempo di coma del soggetto). Questa Abilità non ha alcun effetto sulle Malattie Magiche. L’Abilità non rende immuni al contagio. L’Abilità permette di esaminare una creatura malata, e identificarne la malattia. È possibile riconoscere con sicurezza ogni Malattia Normale o Non Morta, mentre le possibilità di riconoscere una Malattia Magica sono poche. L’Abilità non rende immuni al contagio.
LIV 3
Questa Abilità estende l’uso di “Trattare ferite” anche alle Ferite Fatali. Le Ferite Fatali così trattate non guariscono, ma diventano ferite normali.
L’ospitaliere che possiede tale skill identifica tutte le ferite e le malattie anche quelle magiche. L’Abilità non rende immuni al contagio.


GUARIRE

LIV 1
A questo iniziale livello l’ospitaliere riesce a curare le piccole ferite e ad usare gli impiastri medicamentosi più semplici, nonchè può fare semplici diagnosi di malattie non gravi. A questo livello il congregante comincia a studiare l'anatomia umana e delle altre razze, per quanto conosciuta, così da avere una rudimentale conoscenza della loro fattura. (utile per ricucire ferite, sistemare fratture..). Il personaggio riconosce tutte le razze più comuni e conosce perfettamente l’anatonomia della razza umana
Punti salute guaribili: max 15
LIV 2
L’Ospitaliere diventa più esperto, sa manovrare quasi tutti gli impiastri e i medicamenti, sa fare fasciature per fratture e segue la degenza del paziente in modo ottimale. Non sa fare ancora diagnosi accurate per malattie rare. L’ospitaliere ha una buona conoscenza anatomica così che può operare su corpi vivi o cadaveri senza particolari problemi, ma sempre con alto rischio di mortalità. (utile per piccole operazioni di medie ferite). Il personaggio riconosce tutte le razze anche quelle speciali e conosce perfettamente l’anatomia di elfi, mezz’elfi e nani
Punti salute guaribili: max 35
LIV 3
L’Ospitaliere con questa skill è un maestro nell'arte della guarigione, sa medicare tutte le ferite e sa porre rimedio a quasi tutte le malattie, anche quelle rare ed estremamente pericolose. Le conoscenze anatomiche sono ottime e l’ospitaliere diventa un esperto nelle operazioni anche ad alto rischio. (utile per tutte lo operazioni anche di ferite molto gravi) a questo livello la conoscenza della razze non ha limiti e si estende a fate, folletti, gnomi, drow,draghi e centauri. Le creature speciali (DROW/ ANIMORFI) saranno accomunate come conoscenza alla razza che maggiormente assomiglia loro (drow->elfi - animorfi->animali/umani) Le creature oscure (vampiri/darkgul) e i mannari in forma homid saranno accomunate agli umani e trattati come tali.
Punti salute guaribili: qualsiasi tipo di ferita
I punti salute sono guaribili nel corso di una role, per recuperare punti saluti ulteriori è necessario, dunque, ruolare più volte con il paziente.

Chiedo pertanto che venga considerato l’utilizzo delle skill e conseguentemente i giorni di cura vengano ridotti ad uno, cioè alla giocata sotto riportata.


-------
GDR
--------



RHYSE [Vie - Esterno Sanitarium] Da quando hanno lasciato la Biblioteca, fianco a fianco, non ha aperto bocca; si è limitato a stargli vicino, magari ancora con il suo braccio attorno alle spalle, camminando senza fretta e rendendo sottilmente noto, in questo modo, che trova tutto questo un'assoluta perdita di tempo. Non ha, comunque, protestato in alcun modo, assecondando i desideri del Custode recandosi assieme a lui dagli ospitalieri; se fosse stato solo, probabilmente non l'avrebbe fatto. I lividi che reca sulle braccia sono coperti dalla maniche della camicia, gambe fasciate da pantaloni e robusti stivali ai piedi. Ciocche bionde che contornano un viso dal quale sembra essere sparita ogni traccia di stanchezza, lo sguardo grigio scorre pigramente tra le vie, lasciandosi docilmente guidare da Donatien. E' stato qui, una volta, tanto tempo fa ma non ricorda assolutamente la strada ed ora, di notte, gli è ancora più difficile ritrovarla. Di tanto in tanto, lancia un'occhiata al vampiro al suo fianco, non dà alcuno spunto di conversazione limitandosi a godersi questa passeggiata. Dopo poco, lo sguardo si sofferma su una struttura che ha vagamente qualcosa di familiare; viene indicata al vampiro con un cenno del capo, un mormorio basso che sfugge dalle labbra sottili del ragazzo. ''Siamo arrivati?'' ne chiede conferma, tornando a portare l'attenzione sul suo volto, adeguando il proprio passo a quello altrui.


DONATIEN [vicoli -> sanitarium soglia] la falcata si mantiene regolare, fluida, breve quanto gli sarà necessario per poter adattar, ad ogni passo, il proprio avanzar in risposta a quello del proprio succube. Il braccio destro ancora stretto attorno la sua vita, seppur egli non ne necessiti, mentre il mancino risulterà mollemente adagiato lungo il fianco, ondeggiante, sciolto dalle briglie di qualunque umana tensione od emozione. A lambire le membra le consuete stoffe nere, di buona fattura, la solita tunica ed i calzoni ch’in basso s’inguainano nell’abbraccio rigido degli stivali. Sul volto l’inganno d’una vita recisa nel fiore dei suoi anni, la finzione d’una umanità che non resta come ricordo nell’esistenza oscura del Sommo predatore della notte ma ch’egli sa rievocare, quando necessario, per dissimular l’imperante morte. Il passo rallenta appena in risposta alla domanda del ragazzo e, con le medesima indecisione che domina le parole di lui, il Custode prenderà ad avanzar verso la bassa dimora. Coprirà i gradini che ne dividon il portone dal vicolo e, se gli sarà concesso, scioglierà il braccio dritto dall’abbraccio per portar le nocche ad impattar con assoluta regolarità, per tre volte, sull’assi dell’uscio. I sensi per primi si dilateranno, sospingendosi oltre le fitte trame legnose del battente, valicandoli, insinuandosi entro ogni fessura per abbracciar ciò che al dì là potrà presentarsi alla propria coscienza. Presenze o Assenze. Individui o quant’altro [tenebra I – veggenza I]

FARIDHA (Sanitarium)La notte presto ha rappreso ogni singola luce inghiottendola e fra le trame di quella fitta scure si muove la transalpina, in quelle mura che ora sono la sua nuova dimora ,con passo suadente calca gli scalini per scendere alla sala degenza,dopo la notte scorsa uno squarcio di sorriso sembra lambire quelle labbra rosee ,senza inganno a deturparne la forma e la capienza ,prive di sotterfugi e indisposte in quel che agli occhi potrebbe sembrare un sorriso,solo apparenza che ella ostenta quasi come se indossasse una maschera che in sè racchiude ed inprigiona la sua vera essenza.Sospira procedendo verso la sala ,indosso il vestito blu che su di lei scende come una morbosa carezza ,esaltando quelle che sono le sue forme ,che però risparmierebbe alla vista ma non avendo le braghe ha dismesso quelle per questo abito,i capelli sono stati domati ,rosso fuoco che incendia quei tratti quasi ferini dove due occhi di un blu quasi inafferabile si muovono rapaci alla ricerca della rettore ,di Dodaiux.Varcata la sala la vede ed un sorriso marca quel volto ,sorriso che scema nel momento stesso che avverte quel rumore alla porta..]chi sarà a quest'ora.?.[ flebile sibilo che scivola dalle labbra ,le mordicchia ponendosi quella domanda che se non va a vedere non troverà una risposta esaudiente.Arricciando il nasino e prendendo un ampio respiro ,avanza con quella camminata suadente alla porta ,giro di chiave prima di spingere l'immenso portone e frugare con quegli occhioni blu sulle due figure..]Mentis vivacitatem!![ esaudisce assottigliando quelle biglie blu ,sulle due figure.]Cosa state cercando ?[ domanderebbe con uno sguardo che sembrerebbe scivolare quasi indisponente sue due .


DODAIUX (sala degenze) la giornata sembra iniziare ora per la mediterranea, ora che le è passato il mal di testa dovuto alla gioviale bevuta della sera precedente. Una lunga dormita, interrotta dal raglio lamentoso di Tore che reclamava la quotidiana passeggiata. Tutto il tempo è trascorso mollemente pigro, dopo cena si è dedicata a rassettare la cucina e poi la sala degenze, che si appresta a lasciare in cerca della neo-promossa. Le braccia si sollevano a stringer più forte il nastro rosso che tiene ferma la lunga treccia, lasciandole poi ricadere lungo i fianchi. Un rapido sguardo alle dita dei nudi piedi che sbucherebbero fuori dall’orlo della veste nera che indossa , una divertita smorfia, nel notare che in quell’istante il luogo sembrerebbe animarsi. Seguirebbe Faridha, senza dir nulla, sbirciando oltre le spalle dell’altra, riconoscendo entrambi gli astanti, ai quali regalerebbe un sorriso.

RHYSE [Pressi Soglia] Adegua il proprio passo a quello del Custode, mantenendosi al suo fianco e lasciando che sia lui a palesare la loro presenza, bussando, limitandosi ad attendere; c'è sempre la vaga speranza che il luogo sia deserto. Lo sguardo grigio rimane comunque rivolto in direzione del portone, l'espressione svogliata di chi vorrebbe trovarsi da tutt'altra parte tranne che qui. Quando poi Faridha schiude il portone, presentandosi a loro con un saluto così vivace, non riesce a trattenere una smorfia infastidita. Scruta la donna senza preoccuparsi affatto di mostrarsi cortese nei suoi confronti e, a quella domanda, sarebbe davvero tentato di delegare la risposta al suo accompagnatore ma, ipotizzando che possa ingigantire ulteriormente la situazione, sarà a lui a risponderle, senza particolare enfasi nel tono. ''Non cerchiamo niente.'' chiarisce, giusto per mettere le cose in chiaro. ''Siamo qui per un..per chiedere qualche spiegazione in merito a qualcosa che è successo.'' Si ferma e, solamente in seguito, aggiunge. ''Se possibile..'' Non ha affatto menzionato o richiesto una visita specifica, forse perchè non ha la minima intenzione di sottoporvicisi. E' qui semplicemente per porre qualche domanda. Lo sguardo si sposta di poco oltre le spalle della donna, in direzione di Dodaiux ma non sembra affatto averla riconosciuta.

DONATIEN [esterno – soglia] i sensi per primi cattureranno quella femminile presenza che si approssima a cui si sommerà quella della rettrice, conosciuta tempo addietro, probabilmente non troppo lontana dall’uscio poiché apprezzabile è l’aroma delle sue carni nonché della linfa che le satura.. Impronta inconfondibile di vita, per il Custode. Lo sguardo incontrerà, se riuscirà, quello della donna che li accoglie e lascerà che per primo, a quest’ultima, giunga il verbo del giovine. Nessuna reazione inizialmente ma, quando il silenzio succederà alle parole del succube, egli aggiungerà. Con estrema calma. –e gradiremmo un vostro parere riguardo taluni rividi riportati dal ragazzo- abbastanza lapidario, forse più del solito, eppur non più gelido del consueto nel proferir, a tono basso e profondo, quei pochi lemmi. Accennando, infine, al giovine con un gesto fugace, laterale, del capo – non sono più recenti ma è mio desiderio assicurarmi che non necessitino di cure specifiche- concluderà. Lo sguardo che s’allungherà oltre le spalle dell’ospitaliera per abbracciar la rettrice e vers’ella andrà solo un fugace cenno del capo, un abbozzo d’inchino, un rilevabile saluto indirizzato proprio a lei [tenebra I – veggenza I]

FARIDHA ( sanitarium)Piega di lato il volto, il tempo per sorridere a Dodaiux ed ammiccare che ci sono ospiti ,se graditi o meno dalla sua mimica facciale non trapela..Di nuovo lo sguardo attento e circospetto come quello di una donnola che saggia il suo territorio ,si poggia sui volti dei due non tralasciando quell'espressione poco serena che si disegna sul volto di Rhyse ,sarebbe tentata di fare analoga smorfietta ma la lascia morire per recare quella sorta di espressione severa ma al contempo sincera ,si come le acque di un mare incontaminato ,come sono quegli occhi blu che non perdono un accento di quanto si palesa davanti.Al dire di Rhyse sorge spontanea comunque una piega su quelle labbra che si curvano sotto il peso dei suoi pensieri..] ..[ Ammutolita con quel punto interrogativo che si disegna in faccia cercherebbe prima lo sguardo di Dodaiux,quasi cercasse una risposta a quanto è stato appena loquito ma subito ruoterebbe quelle iridi al cospetto del vampiro ascoltandone favella ,lasciandosi accarezzare dal flebile suono della sua voce..] Prego entrate pure ,ma vi prego di depositare armi se con voi ne avete.!!.[ schietta quasi ferale nel dirlo per poi spostarsi per aprire l'ampio portone e fare spazio .


DODAIUX (Corridoio) permane ancora dietro Faridha ascoltando stupita le parole di Rhyse, ma quell’iniziale stupore verrebbe subito smorzato dal chiarimento del custode… *lividi… appunto* pensa tra sé. Due piccoli passi verso destra basteranno a svelarne completamente la figura “su entrate, certo sulla porta non concluderemo nulla” facendo seguire a quelle parole l’invito ad entrare allargando la mancina in direzione della piccola sala che precede quella delle degenze. “Spiegazioni su come sia accaduto… cosa?” domanderebbe poi, attendendo che gli altri entrino e consegnino le armi alla consorella, sempre se ne abbiano alcuna con sé. Lo sguardo si soffermerebbe su ognuno dei nuovi giunti, cercando di capire se qualcuno di loro possa esser ferito, ma nulla al momento sembrerebbe rispondere a quella domanda inespressa. ''Grant?'' lentamente il capo si sposterebbe verso destra, in direzione del guardiano spuntato dal cortile interno ''abbiamo ospiti, portate da bere e qualcosa da mangiare, vi ringrazio''. l'attenzione sarebbe ora nuovamente rivolta agli altri ''allora, ditemi, in cosa possiamo aiutarvi per l'esattezza?'' lascerebbe la scelta ad ognuno di loro di accomodarsi dove meglio credano, prendendo posto per ultima.

RHYSE [Soglia > Interno] Lo sguardo permane sulla figura della donna, almeno sino a quando le parole del Custode non lo distraggono, inducendolo a spostare su di lui la propria attenzione, annuendo leggermente alle sue parole, confermando il tutto. Non c'è bisogno di aggiungere altro, limitandosi a scuotere la testa per quanto riguarda la precisazione sulle armi: con sè non ha assolutamente nulla. Fa il suo ingresso, dunque, cercando di precedere di qualche passo il vampiro, attendendolo comunque una volta entrato e ponendosi sempre al suo fianco; l'attenzione scivola sulla Rettrice, ora, quando sente le sue parole; attenderà in silenzio, alcuna espressione particolare ad attraversargli il volto, limitandosi a seguirla e restandosene semplicemente in piedi. Le mani vanno a arrotolare le maniche della camicia sino ai gomiti, rivelando sulla pelle chiara lividi in via di guarigione ma che, ancora, restano facilmente visibili ad occhio umano. ''Questi..'' mormorerà, muovendo un passo in direzione di Dodaiux, tendendo le braccia dinnanzi a sè, paralleli al pavimento. ''So che può sembrare strano, ma...non ho idea di come posso essermeli procurati'' ammette, increspando le labbra in una mezza smorfia. Spiega il minimo essenziale, lasciando eventualmente al Custode il compito di svelare qualche dettaglio in più.


DONATIEN [->atrio] Armi. Come potrebbe privarsi delle proprie? Sorride. Un inarcasti lieve del labbro superiore che disvelerà il profilo niveo degli incisivi in tutto umani. Un’espressione che fugace scivolerà a modellare quei tratti d’alabastro ed altrettanto rapidamente ne si dissolverà lasciando spazio solo al gelo, all’Assenza. Non depositerà alcun arma poiché ne è apparentemente privo ma procederà, al seguito del proprio succube, all’interno dell’androne, quello in cui ora ambedue le donne sostano semplicemente avanzando quanto necessario a lasciar all’inserviente, o all’ospitaliera che li ha accolti, la possibilità di serrare il portone alle loro spalle. Mantenendo ridotte distanze tanto dall’umano quanto dalle due donne. Le braccia si flettono appena all’altezza del gomito, le mani raggiungon i fianchi ed il dire di colui che il proprio stesso sangue ha reso immortale sarà accompagnato da un basso e sommesso frusciar d’aria lungo le narici. Non è irritazione, solo un modo abbastanza umano di sottolineare l’imprecisione di quei verbi che lui stesso amplierà, successivamente, a dovere – riteniamo sia un’amnesia…egli sembra aver perduto i ricordi inerenti ben più d’un paio di giorni se, come mi dicevi,- proseguirà portando l’attenzione su colui che fu apprendista venefico- il tuo più recente ricordo risale al nostro ultimo incontro.- tornerà quindi ad innalzare lo sguardo sulla rettrice – voglio solo che voi possiate assicurarmi che, oltre questi lividi e la memoria persa, egli sta bene- sembra aver perduto i ricordi inerenti ben più d’un paio di giorni se, come mi dicevi,- proseguirà portando l’attenzione su colui che fu apprendista venefico- il tuo più recente ricordo risale al nostro ultimo incontro.- tornerà quindi ad innalzare lo sguardo sulla rettrice – voglio solo che voi possiate assicurarmi che, oltre questi lividi e la memoria persa, egli sta bene- e per quanto tutto ciò potrà suonar come un ordine il tono tradirà una certa malcelata urgenza, appena percettibile, leggera e sottile ma presente a tinger di vaga emozione il gelo che perennemente attanaglia tanto il proprio volto quanto le proprie parole [tenebra I]

FARIDHA (atrio-sala)Una volta entrati spingerebbe la porta facendola combaciare con lo stipite.Lascia che Dodaiux inviti i due a seguirla nella sala e prendere posto ovunque le loro membra decidano di spalmarsi .Prosegue lei al loro seguito sulla scia dei loro passi, adocchiando Grant che sbuca dal cortile e che dritto come un perneo corre nelle cucine a preparare qualcosa,un sorriso malsano e scuote la testa incamminandosi anche lei nella sala ,una volta arrivata non potrebbe non fare scivolare quello sguardo sulle braccia efebiche di Rhyse che con ricercata flemma libera della camicia ,mostrando alla rettore quei lividi ,quei percettibili ematomi che sembrano in via di guarigione ,si mordicchia il labbro trattenendolo mentre quello sguardo serpeggia su quelle braccia lambendole con una certa preoccupazione che vela quel volto,non dice parola non parla ma rimane silente nell'attesa che Dodaiux dia una rispsota alle domande che serbano un accento di preoccupazione del vampiro ,inerme come una statua soppesa ogni cosa pronta ad intervenire se la rettore lo riterrà oppurtuno.Intanto studia quelle braccia e il fattore anmesia.Deglutisce mordicchiando quel labbro ,mani che combaciano sui fianchi ,dita che su di esso si artigliano ,non si siede ancora .

DODAIUX (sala) “accomodatevi, stare in piedi non servirà a nulla, se non ad ostacolare una giusta ed attenta verifica del vostro stato” (persuadere 3), si volgerebbe verso Faridha, sorridendole nel chiaro intento di far si che anch’ella si avvicini al giovane. “una perdita di memoria e lividi, farebbero suppore ad una caduta, probabilmente ha sbattuto la testa…” parole in risposta al dire del vampiro, ma rivolte ad entrambi. “sentite dolore al capo? O presentate lividi anche in altre parti del corpo?” domanderebbe per poi avvicinarsi a Rhyse. “mostratemeli ancora” e se questi si sarà seduto, e acconsentirà all’ultima richiesta fatta, lascerebbe scivolare le dita della mancina lungo le braccia, tenute sul palmo ben aperto della mandritta. Le echimosi si presenterebbero nette, simili a delle linee (trattare ferite 3) “si… potrei supporre una caduta, dovreste aver sbattuto contro qualcosa… forse gradini… non posso esserne certa, ma se aveste subito un colpo, l’ampiezza del livido sarebbe diversa, più tonda, sformata… non trovate?” domanderebbe rivolta alla consorella. “i lividi andranno via con delle gocce d’arnica e impacchi di malva (conoscenze naturali 3, preparare medicamenti 3), per la memoria potrebbe esser diverso. Potrebbe tornare improvvisamente, o non tornare mai, la nostra mente resta ancora un mistero” direbbe seria, annuendo anche con cenni del capo. “quando diventeranno marroni, potreste accelerare la scomparsa poggiandovi la stoffa in cui conservate il pane… non ne ho ancora capito il motivo, ma le echimosi spariscono prima” (Trattare ferite 3, guarire 3) direbbe divertita. “controllate pure mia cara, mi allontano un momento, il tempo di tornare con i medicamenti” e dopo aver lasciato i due con l’altra donna, si dirigerebbe verso la sala degenze.

RHYSE [Sala] L'attenzione permane su Dodaiux, ma quando il Custode aggiunge particolari specifiche non può fare a meno di annuire, confermando il tutto; resta in silenzio, le braccia ancora tese, in modo tale che la donna possa controllare tutto quanto, come meglio preferisce. A quella nuova esortazione prende posto su una sedia, rivolgendo un'occhiata piuttosto impaziente alla donna. Alle sue parole iniziali scuote la testa. ''La testa non mi fa alcun male..'' informa, prima di proseguire. ''Sì, qualcuno anche sulle gambe..'' da quello che ha visto, poi, non sono troppo diversi da quelli che ha sulle braccia. Si lascia toccare, lasciandola parlare di cure e medicamenti; sembra sul punto di commentare qualcosa - forse che non v'è n'è affatto bisogno, dal momento che spariranno da soli, in poco tempo - ma sembra ripensarci; un'occhiata fugace in direzione del vampiro, prima di rivolgersi alla donna, poco prima che si allontani dalla stanza. ''Non mi fanno male..'' precisa, sottolineando come di tutte quelle cure non ve ne sia affatto bisogno. Almeno dal suo punto di vista. Si appoggia comodamente sulla sedia, lanciando successivamente un'occhiata eloquente in direzione di Donatien, su quanto reputi inutile la loro presenza in questo posto.

DONATIEN [sala] annuisce solamente. Non svela quanto sa del veleno somministrato ma è più che ovvio che ipotizzi l’amnesia sia un effetto secondario dunque i verbi della rettrice saranno più che sufficienti, il resto lo chiederà alla Sposa, se ne necessiterà. Non siederà, sia che le parole persuasive dell’ospitaliera siano indirizzate anche a lui, sia che invece siano solo volte al proprio succube poco cambierebbe la propria mente non le assimilerà nel modo in cui posson essere percepite da un qualunque umano, sulla propria fredda razionalità non avranno presa, sull’autocontrollo e la volontà d’un essere che ha appreso a dominare la bestia quest’ultime scivoleranno come piaggia su d’un vetro ed egli permarrà in piedi ad osservare, silenzioso, il resto della scena. Lo sguardo s’alternerà tra quelle braccia ed il volto della rettrice, inizialmente, e quando questa si sarà allontanata tra quello del giovine e quello dell’ospitaliera che lì sarà rimasta. Le mani ancora strette ai fianchi, le palpebre lievemente socchiuse a tradire volutamente finto rimprovero, bonaria minaccia verso quel ragazzo che, senza alcuna parola ma con estrema eloquenza, continua a rivelare la propria stizza per la corrente situazione.[tenebra I]

FARIDHA (sala)Allo sguardo della rettrice si avvicinerebbe con passo cadenzato e modulato fino a presenziare di fronte ai due ,per l'esattezza di fronte a Rhys che di nuovo andrebbe a riempire la sua totale attenzione ,non quanto lui quanto quell'ecchimosi che si presentano su quella pelle efebica..] ..[ tacito silenzio seguito da un' espressione perplessa e da un lieve increspare quelle labbra..Come una scolaretta ascolta con quegli occhi che si velano di quella particolare curiosità che si conface sui volti dei ragazzini ,continuerebbe a fissare il ragazzo scivolando su quelle braccia con una leggera carezza prima di poggiare quelle iridi blu sul vampiro ,catturandone le espressioni e poi scivolando di nuovo su Rhyse ,solo quando Dodaiux la interpella muoverebbe il capo per poi replicare con quel sibilo di voce..] i lividi anche definiti contusioni o ecchimosi si formano quando una parte del corpo viene colpita e le fibre muscolari ed il tessuto sottopelle vengono schiacciati senza che la pelle si laceri.Non noto escorazioni visibili.[ sentenzia avvicinandosi quasi ad azzerare le distanze con Rhyse ..] quindi se siete accidentalmente caduto dalle scale è facile che riportiate qualche bernoccolo sulla nuca..[ serra le mascelle e convalida la tesi ampliamente confermata dalle parole di Lui..] bene..[ sospira e porterebbe le dita esili sulle braccia del ragazzo percorrendole con il pollice che permea la parte alta ed le altre dita che sono sulla parte bassa..] spariranno nel giro di pochi giorni ,.di solito come vengano se ne vanno..[ sibila schioccando la lingua contro il palato lasciando le braccia di lui ,indietreggiando per colmare nuovamente la distanza e fissarne il guardo ,sorridendo appena rimembrando quel rimedio naturale di usare la pezza con cui si avvolge il pane ,un timido sorriso che varca e che muore all'istante ,poco duraturo per essere rapito.Un leggero arcuare qul ciglio mentre lo sguardo danza da Donatiene a Rhyse.

DODAIUX (sala) rapida frugherebbe nella farmacia, prendendo quanto le occorre per poi far ritorno all’altra sala. E rispondere solo allora a quanto affermato dal giovane “si, guariranno da soli, ma dar loro una mano non comporterà alcun danno” noterebbe la neo promossa vicina al ragazzo, intenta a proseguire con l’analisi della sua situazione. “tenete” direbbe offrendo la boccetta contenente il medicamento a Rhyse. “vi lascio libero di utilizzarla o meno… voi cosa suggerireste?” domanderebbe rivolgendosi a Donatien. Nel frattempo Grant farebbe il suo ingresso portando tisane, vino e dolci che lascerebbe sull’unico tavolo presente nella piccola sala.

RHYSE [Sala] Lascia che anche l'altra donna si avvicini, ascolta le sue parole ma le labbra del ragazzo rimangono ben serrate tra loro, un'espressione che lascia tradire la totale indifferenza nei confronti di questa situazione. Non replica assolutamente nulla, si limita ad un'occhiata fugace in direzione del Custode, prima che la propria attenzione venga attirata, nuovamente, dalla figura di Dodaiux, con annessa boccetta. Perplesso, inarca appena le sopracciglia, rimanendo un attimo spiazzato. Osserva Donatien, velocemente, cercando di anticiparlo per rispondere a quella domanda, dopo aver allungato la mano destra per afferrare la boccetta. ''La tengo con me, ma vedrò se è il caso di utilizzarla o meno; come ho detto, non mi fanno male e lasciare che questi lividi spariscano con il tempo, non mi crea alcun problema..'' abbassa distrattamente lo sguardo sulla boccetta, donandole una rapida occhiata, prima di alzarsi in piedi, ricercando l'attenzione del Rettore. ''Se non v'è altro..'' lascia in sospeso la frase, manifestando chiaramente l'intenzione di andarsene il prima possibile.

DONATIEN [sala] Presterà la giusta attenzione all’analisi fatta dall’ospitaliera prima di veder tornare la rettrice. Trincerato al di dietro della cortina di gelo non si lascerà sfuggir altre espressioni non per volere ma esattamente per l’impossibilità di quest’ultime di spingersi nuovamente talmente in superficie da emergere. Ascolterà quando questa riferisce al giovine così come ciò ch’egli, immancabilmente, replica. Non se ne stupirà. Eppure alzerà lentamente la mano mancina, gomito flesso, dorso rivolto al pavimento palmo a colui che fu aspirante venefico – consegnamela- e questo sì sarà un ordine, inappellabile per colui che porta dentro di sé il proprio stesso sangue. Non sarà duro il verbo, ma fermo e basso, non più ruvido del consueto. E solo quando la boccetta, senza probabilmente grosse difficoltà, giungerà nel proprio palmo distaccherà gli occhi dal ragazzo e, a mento lievemente alzato ad ostentare una certa istintiva e naturale alterigia, sospirerà dalle narici rispondendo a quanto gli fu, in principio, domandato – l’userà, se non altro per onorare il tempo che ci avete così generosamente riservato nonché le competenze ch’avete messo al nostro servizio. Madama Malaspina- sentenzierà ma volgendosi anche verso Faridha, indirizzandole un fugace inchino del capo che riesca a farla sentire compresa in quelle proprie ultime parole. – quanto al cibo, credo gradiremo un’altra sera…non vogliamo prolungar il disturbo recato, già gravato dal nostro sopraggiunger in piena notte- e qualche passo di già lo muoverà, verso l’atrio. Ancora in attesa d’una replica, propenso a fermarsi oltre se sarà necessario [tenebra I]

FARIDHA Sospira la transalpina ,lo sguardo che permea sulla figura in veste nera che fa il suo ingresso; la rettore, a lei concede un espressione stranita per la situazione che sembra crearsi ,quell'astio che intercorre fra i due che non le sfugge per i toni che vengano impartiti ,fa spallucce non mettendo bocca sulla questione ,misurando quella boccetta che finisce nelle mani di Rhyse e poi sembra finire nelle mani del vampiro. Non fiaterebbe lei ,smuovendo quelle ciocche rosse con le dita giocando con queste mentre uno sbadiglio percettibile rapisce quelle labbra atteggiandole a smorfia. Coglie l'inchino di Donatien e sorride appena, smussando quegli angoli di quel volto troppo impassibile e poco mansueto elargendo con un flebile suono di voce..] Lieta notte [ poggiando quelle iridi blu su entrambi e calcando con impertinenza che no ,non riesce a contenere i loro volti aspettando che si allonmtanino per sibilare alla rettore..] davvero strano lo trovo.. ma non voglio fasciarmi la testa per qualcosa che non mi riguarda..[ lieve inchino con tanto di mano che raccoglie l'abito per poi recare la buonanotte a Dodaiux .

DODAIUX (sala) ascolta gli altri, li guarda, poi lascia che un sorriso furbetto si dipinga sul proprio volto. ''venite qui'' (persuadere 3) direbbe con fare deciso verso il giovane, avvicinandosi allo stesso. ''credetemi, è il caso che usiate il medicamento, guarirete prima'' e se questo acconsentisse, provvederebbe a frizionare ogni livido sulle braccia e sulle gambe con il medicamento a base di arnica e malva (conoscenze naturali 3, preparare medicamenti 3, guarire 3). senza distogliere l'attenzione da quanto sta facendo, si rivolgerebbe a Donatien ''non è un disturbo, credetemi, e siamo abituate a ricevere visite in tarde ore, appena avrò terminato, potrete andare'' volgerebbe lo sguardo poi in direzione di Faridha, salutandola con un cenno del capo ed un sorriso, concedendole così la possibilità di lasciar la sala. provvederebbe a passare il medicamento anche nella parte della cute che contorna ogni singolo livido (trattare ferite 3, guarire 3), ed una volta terminato, si rivolgerebbe nuovamente agli ospiti, guardandoli negli occhi stavolta. ''avete la vostra boccetta, abbiate cura di utilizzarla almeno un'altra volta. Non vi trattengo oltre, mentis vivacitatem miei signori'' rivolgerebbe un piccolo inchino verso di loro, prima di accompagnarli verso il portone. Vorrebbe chiedere altro ad entrambi, ma li lascerebbe andar via, senza indugiare oltre.

RHYSE [Sala > Esterno] Stringe quella boccetta in mano, l'attenzione che gli riserva è piuttosto minima e solamente alle parole del vampiro, torna ad abbassare lo sguardo; una breve occhiata, prima di avvicinarsi al Custode e porgergli la boccetta, ben contento di disfarsene. Lo lascia parlare, dando comunque poca importanza alle sue parole, senza preoccuparsi del fatto che parli al posto suo e decida per lui; al momento, l'unica cosa che gli interessa è andarsene da questo posto, il prima possibile. Non replica assolutamente niente, lanciando già un'occhiata in direzione dell'uscita della sala, prima che le parole della donna lo trattengano dall'allontanarsi. Rimane in silenzio, lasciandola fare, ma tradendo una certa impazienza; si sforza di stare in silenzio, labbra serrate e sguardo che si ostina a rimanere puntato altrove, in particolar modo sulla figura del vampiro. Annuisce leggermente a quel congedo, un chiaro sospiro di sollievo, avvicinandosi maggiormente a Donatien. ''Grazie..'' un mimino di cortesia, forse più per evitare di far innervosire maggiormente il Custode, che per altri motivi. Un cenno distratto con la mano, lasciando che li accompagni in direzione del portone. Una volta fuori prenderanno la strada per fare ritorno, entrambi, alla Biblioteca.







Dodaiux Malaspina

Rettore degli Ospitalieri di Avalon

















§ Siate come la piccola supposta, che quando è chiamata a fare il suo dovere, lo fa fino in fondo, e senza mai guardare in faccia nessuno. Si mette subito in cammino, cercando la propria strada. E se qualcuno le si para davanti, dicendole con presunzione ed arroganza: "lei non sa chi sono io" intimamente sa già che non può essere altro che uno stronzo § - Proverbio cinese
4/7/2012 9:09 PM
 
Email
 
User Profile
 
Modify
 
Delete
 
Quote
Post: 519
Post: 137
Registered in: 12/28/2010
Avalonese
Senior User

Non me ne si voglia; posto quì di seguito (anche se la sezione non è quella adatta) l'inizio del role tra Rhyse e Donatien giusto per averlo in un link unico, nel caso successivamente serva, e perchè si svolge nella stessa sera.
Se il master che ha in carico il gdr preferisce io lo sposti lo cancelli e provvederò a metterlo in automastering generici ^^

____________________________________________________________


BIBLIOTECA

RHYSE [Esterno Biblioteca] Quanto tempo è davvero passato? Si è risvegliato nei pressi del sanitarium, un sacchetto di 500 monete accanto e, in mente, un unico pensiero: Lui. Ha percorso il più in fretta possibile le stradine della cittadella per raggiungere la Biblioteca, trovandola tuttavia chiusa; troppo stanco persino per irritarsi nel dover attendere ancora chissà quanto tempo l'incontro con il vampiro. Quei tre gradini che conducono al portone della Biblioteca l'hanno ospitato per tutto questo tempo, nella vana speranza che qualcuno aprisse la porta, nella vana speranza di incontrare il Basilisco. Si è allontanato solamente per mangiare e per dormire, qualche notte, in una stanza alla bettola, per non rischiare di morire congelato. I vestiti sono gli stessi di quando è stato buttato fuori dalla casa dei veleni: stivali robusti, pantaloni scuri ed una camicia, le maniche arrotolate sino ai gomiti; i capelli biondi scendono scomposti attorno ad un volto che reca meno tristezza di quanto ci aspetterebbe, nonostante gli occhi grigi siano spenti, le labbra sottili secche e perennemente increspate in una smorfia. E' seduto sull'ultimo gradino, le gambe larghe ed i piedi che appoggiano su quello sottostante; i gomiti sono appoggiate alle cosce, le mani intrecciate tra loro, la schiena leggermente china in avanti, così come il volto. Sta fissando a terra, qualche ciocca bionda raggiunge persino lo sguardo che tiene leggermente socchiuso: tutt'attorno, c'è silenzio e sebbene sembri sul punto di addormentarsi da un momento all'altro, è invece molto attento. Provato più da una stanchezza mentale - che si traduce in mancanza - che fisica, ha persino smesso di bussare ripetutamente al portone, rassegnandosi e limitandosi, semplicemente, ad attendere.

DONATIEN [esterno -> accesso] Troppe le notti che ha passato lontano dalla propria dimora per Servir quella della Sorella, Vigilar sulla piccola Erede della Duplice stirpe, attender il ritorno della Signora del Nero Obelisco ed Accoglier il frutto del Suo Stesso Primo Sangue. Tanti eventi che l’hanno distolto dalle proprie mansioni di Custode ch’egli ha momentaneamente serrato al di dietro di quel battente che cela una biblioteca in ristrutturazione, una dimora vuota e scarna, il seme d’una nuova rinascita…si spera. La falcata regolare, le braccia ondeggiano mollemente in risposta al passo, al rintoccar sicuro e cadenzato dei calzari sull’acciottolato e non v’è fretta nel movimento che sembra approssimarlo alla Propria Dimora, solo la fluida sicurezza del Cacciatore, l’abilità, nemmeno volutamente troppo silenziosa invero, del Figlio della Notte. A labir le membra le consuete stoffe scure, una tunica priva d’orpelli che sfoggia solamente una serie, impeccabilmente serrata sul petto, d’alamari d’argento. Braghe del medesimo colore che in basso s’inguainano nell’abbraccio rigido dei lustri calzari. Sul volto l’inganno d’una vita oramai perduta ma che ancor ritorna, secondo il volere del Sommo Predatore, quando necessario a dissimular la morte che quelle membra domina. I sensi dilatati, come sovente quando si trova ad attraversar l’oscurità d’una cittadella dormiente, lo scorgeran per primo…il succube. Sarà conosciuto aroma ed essenza, presenza prima ancor di divenir profilo e nitida certezza tra quelle ombre. Vi si approssimerà, se riuscirà, fermandosi proprio ad appena 2 metri da lui, frontale, i gomiti si fletteranno lievemente, le mani aderiranno ai fianchi ed il capo ruoterà inizialmente verso la spalla mancina e poi, lentamente, raggiungerà l’opposta in quel gesto che tanto apparirà come un’attenta, profonda e intensa valutazione dell’umano e che precederà i propri verbi sia che quest’ultimo l’abbia udito giungere sia che solo la voce lo riscuota da quell’apparente torpore d’attesa – Dove siete stato? – ed egli lo sa, ma non è una sola risposta che brama bensì spiegazioni. S’avvedrà dei lividi? Saranno quest’ultimi evidenti lì dove la cute è nuda? Allo sguardo attento dell’Eterno sicuramente nulla di percepibile sfuggirà dunque, se questi saran lì dove l’occhio del Basilisco può giungere, verranno rilevati [tenebra I – veggenza I]

RHYSE [Esterno Biblioteca] A peggiorare la situazione già di per sè abbastanza complicata, v'è pure un indolenzimento generale di cui, in effetti, non ha memoria e qualche livido sparso sulle gambe e sulle braccia; in particolare questi ultimi sulle braccia dovrebbero essere visibili ad uno sguardo attento, capace di sondare la fitta oscurità della notte. E' stato facile udire l'avvicinamento del Custode, seppure il ragazzo non l'abbia ricondotto, precisamente, alla persona che da molte notti attende; forse un avventore, forse semplicemente qualcuno di cui non interessarsi. E' per questo motivo che la posizione permane sempre la stessa, non compie neanche un blando movimento del capo, sollevandolo appena per scoprire a chi appartengano quei passi: troppe volte è stato ingannato, troppe volte ha creduto di vedere, riflesso nel volto di meri sconosciuti, i lineamenti del vampiro, i capelli scuri ed il taglio degli occhi verde giada. Per questo motivo, quando quella domanda raggiunge le proprie orecchie, destandolo dall'attesa, egli subito sembra non collegarla a colui che attende: un movimento repentino del capo, gli occhi grigi che si fessurizzano appena, fissi sulla figura del Custode, mentre la consapevole si traduce in un sussurro un poco arrocchito. ''Donatien..'' si schiudono appena le labbra, tangibile sollievo mischiato ad un'improvvisa impazienza che spazza via tutta la stanchezza. Cercherebbe infatti di avvicinarsi, non alzandosi in piedi, ma bensì gattonando, scendendo quei due gradini e cercando di bruciare i metri che lo separano Apparentemente non sembra aver colto quella domanda, o forse al momento reputa che vi sia qualcosa di più importante, da fare: con le ginocchia che premono a terra, incurante dei lividi e trattenendo una smorfia di dolore, lo sguardo grigio si rialza nuovamente, impaziente, più vivo, alla ricerca di quello del Custode; la mano sinistra sarà premuta a terra, a sostenersi, mentre la destra salirebbe per cercare di posare i polpastrelli sulla guancia del non-morto, sfiorandoli appena. ''Ti ho aspettato così tanto..'' un sussurro che annulla qualsiasi genere di formalità. Ora non c'è solo il Succube che ritrova il proprio Padrone, ma un ragazzo che ritrova l'unica persona che per lui conta davvero.

DONATIEN [esterno – gradini] In principio sarà solo Osservazione. La pupilla, nel mare di giada dell’iride dell’Eterno, s’amplierà annientando quasi completamente ogni chiara sfumatura, mentre il collo si fletterà appena concedendo al volto di seguir il procedere basso del ragazzo, rasente terra, fino a lì ai propri piedi ove questo s’interrompe sfociando nella ricerca d’un contatto animato dalla stessa brama che si rinvenir ebbe nello sguardo d’un assetato che s’approssima, con desiderio e timore, all’oasi che ancor non sa esser reale o mero sogno. Si concederà a quel tocco risalendo, con lo sguardo, dal volto dell’umano lungo quel braccio ove ora scorgerà i lividi fin troppo evidenti sull’incarnato chiaro di colui che il proprio stesso sangue ha reso Eternamente Vivo. E se riuscirà l’afferrerà. Il proprio braccio mancino si fletterà all’altezza del gomito e in un movimento che risulterà più che altro parallelo al terreno tenterà di giunger a serrar il polso del ragazzo nella propria mano;se vi riuscirà si chinerà meglio ad ispezionare quella pelle estendendo i propri sensi ma concentrandoli su quel corpo vibrante di vita che sembra offrirglisi. Amore e Possesso che s’affrontano sotto il velo della notte. – cosa ti è successo Rhyse…chi ti ha fatto questo?CHI- e sarà forse la prima volta che qualcuno potrà udir il Basilisco innalzare la voce rispetto a quella tonalità bassa e roca che sempre lo contraddistingue. Le labbra si tendono sui denti nivei, in tutto umani, eppure l’espressione che ne risulterà apparirà selvaggiamente ferina nel socchiudersi minaccioso delle palpebre, nell’oscurarsi quasi completo del chiarore d’uno sguardo tagliente che tornerà ad indirizzarsi verso il volto del proprio succube [tenebra I – veggenza I]

RHYSE [Esterno Biblioteca] Può sopportare tutto, ora: crede che riuscirà a farlo, perfettamente, ora che il frutto di tanta attesa, di tanta pazienza è stato ripagato. L'attenzione è costantemente rivolta a quel volto, indugiando con lo sguardo su ogni dettaglio, appagato da quel contatto che l'altro gli concede; non s'accorge dei gesti del vampiro, li percepisce solamente quando sente quel contatto sul polso, che lo induce ad interrompere il contatto, in favore di qualcosa di diverso. Abbassa lo sguardo anch'egli sul proprio braccio, quei lividi che ha già studiato ma che non sembrano avere molta importanza per lui. Non gli sarà difficile percepire il repentino cambiamento del Custode, le sopracciglia si aggrottano appena ma non tenta minimamente di sottrarsi a quella stretta. ''Io..'' deglutisce, ma non abbassa lo sguardo. ''..non lo so. Mi sono ritrovato in una stradina nei pressi del sanitarium e..non ho idea del perchè.'' ammette, in effetti non molto allettato all'idea di affrontare ora il discorso. Molto probabilmente sperava che i convenevoli durassero più a lungo. Tace qualche secondo ma, forse anche spinto da quel tono di voce e dalla richiesta imperiosa dell'altro, si affretta a continuare, rendendolo partecipe di tutto quello di cui ha memoria. ''C'era del denaro, vicino a me: 500 monete e quando mi sono svegliato non sapevo da quanto tempo mi trovassi lì. Sono tornato qui, ti ho cercato..'' la voce si spezza appena, sul finire di quello scarno discorso che non offre granchè spiegazioni, Ma ci sono troppi buchi nei suoi ricordi e sembra esserne persino consapevole. Non aggiunge altro limitandosi ad intercettare lo sguardo dell'altro, incurante di quell'espressione, tentando persino di abbozzare un lieve sorriso, rassicurante.

DONATIEN [esterno] Annuisce. Lentamente. Mentre la presa su quel polso permane ma egli l’userà solamente per sollevare il braccio del ragazzo ed invitarlo ad alzarsi. Se quest’ultimo accennerà ad movimento necessario per ergersi anche il braccio destro del vampiro si alzerà scivolando sotto l’ascella dell’umano, la mano che, se riuscirà, s’aprirà a ventaglio sulla sua scapola sinistra per sostenerlo ed aiutarlo a trovare eretta postura. Premuroso, in fondo, per quanto l’espressione tagliente e ferina non riesca a dissolversi su quel volto d’alabastro – quindi non ricordi cos’è accaduto…- indagherà, chinando il capo di lato, verso la spalla mancina studiandone nuovamente gli sfregi violacei che marchiano la pelle e che presto, molto presto visto il suo stato di succube, se ne andranno. Mai abbastanza rapidamente da cancellar l’ira del Predatore che li osserva – qual è l’ultimo tuo ricordo rhyse?- e no, non dischiuderà il portone ma si fermerà lì in fronte a lui, ancora stretto a quel corpo vivo che l’inebria con il proprio aroma d’umanità quanto ciò che vede prepotentemente lo conduce all’ira che, non senza difficoltà, ancora controlla. – anche io ti ho cercato, mancavi da qualche giorno già prima ch’io serrassi la dimora …- gli rivela senza indugio – sei stato al sanitarium dunque?- domanderà infine, sicuro che vista la vicinanza nonché l’indolenzimento quella sia stata priorità del succube. Forse sbaglierà. [tenebra I – veggenza I]

RHYSE [Esterno Biblioteca] Questa posizione non gli pesa affatto, ma finirà per assecondare i gesti del vampiro, alzandosi in piedi ed increspando leggermente le labbra in una smorfia, avendo comunque cura di mantenere quella vicinanza, anche grazie al braccio di Donatien che passa dietro la sua schiena. Scuote leggermente la testa a quell'ipotesi avanzata da parte dell'altro, donandoci comunque troppa rilevanza; l'unica cosa che, magari, gli premere sapere è che cosa sia accaduto da farlo restare dal Custode così a lungo o, magari, chi glielo abbia impedito. Si affida unicamente al Custode, adesso, rimanendo ad osservarlo e standosene in piedi, non stancandosi mai di osservare quel volto, con espressione quasi felice; a quella domanda, tuttavia, la fronte si aggrotta appena. ''Una nottata passata in vostra compagnia, abbiamo parlato..'' annuisce, lentamente, socchiudendo appena gli occhi, nel tentativo di richiamare alla memoria l'argomento della discussione. ''Vi ho..parlato di Erwailaen, mi sembra.'' sfuma il tono di voce, inizialmente dubbioso ma, successivamente, un breve cenno con il capo confermerà tutto quanto. Sembra sul punto di aggiungere altro, ma tace dinnanzi alle parole del Custode e di quella 'rivelazione' per lui così inattesa e che, manco a dirlo, lo fa sussultare. ''Non volevo farti preoccupare, mi dispiace.. '' ammette, effettivamente amereggiato, prima di mostrarsi sorpreso all'ultima domanda. ''No, perchè?'' lo sguardo chiaro si abbassa sulle braccia, forse comprendendo. ''..non sono niente, questi.'' Scrolla le spalle, tornando a rialzare il volto. ''Poi, volevo venire da te.''

DONATIEN [esterno] Mantiene la distanza ma lascia andare il braccio del ragazzo accompagnandolo lungo il suo fianco, se riuscirà, prima di riportar anche il proprio contro il corpo – capisco- inizierà e con un volontario, probabilmente interminabilmente trattenuto durante tutto il discorso del ragazzo, sospiro l’ira parrà stemperarsi, i tratti del visto ricomporranno la maschera di gelo e il custode prenderà il totale sopravvento sulla bestia ch’ancora ringhierà e protesterà il proprio sdegno nei confronti di quanto accaduto, ma nel profondo. Celata. – so che questi non sono nulla, soprattutto per te…non dopo il nostro Patto- sentenzierà con assoluta fermezza – ma non sappiamo cosa t’è accaduto dunque, questi…- e lo sguardo scivolerà su quei lividi per l’ennesima volta – potrebbero non essere tutto quello di cui abbiamo da preoccuparci- proseguirà e se riuscirà si sposterà lateralmente tenendo il braccio destro attorno al corpo del proprio succube, ponendosi quindi al suo fianco mancino, se gli sarà concesso – e non ero preoccupato ma stizzito…prima. Ora propendo più per una sorta di preoccupazione- non si muove, non avanza. Se sarà riuscito a posizionarsi al suo fianco sinistro alzerà il braccio mancino, incrociandolo al davanti del proprio busto, accompagnandolo con una rotazione oraria della metà superiore del corpo, così da poter condurre le dita ad afferrar quel mento, attraendolo a sé per prolungare il contatto visivo che, data la posizione ultima assunta dal custode avrebbe potuto interrompersi. Se vi riuscirà parlerà – la tua vita viene prima di qualunque cosa Rhyse, la tua sopravvivenza, la Tua e la Mia, la Nostra…uccidi se dovrai farlo per preservarti, fallo senza rimorsi ne incertezze. Compi quello che Io ho deciso essere il tuo Destino. – quindi, che anche quell’ultimo contatto sia avvenuto o meno, il braccio mancino discenderà contro il proprio corpo – ora seguimi…faremo visita agli ospitalieri- concluderà [tenebra I]

RHYSE [Esterno] Annuisce lentamente alle prime parole del vampiro, senza ricercare nessun altro contatto e limitandosi, invece, a calar le maniche della camicia, per nascondere quei lividi; gesti lenti, che precluderanno un contatto visivo, lasciando dunque che il Custode prenda nuovamente coscienza di sè. Lo lascia parlare, tuttavia mostrando una qualche perplessità. ''Ma sto bene..'' un'obiezione debole, che non ha nessun seguito. Si morde il labbro inferiore, ascoltando il riferimento al Patto e, dopo qualche secondo, sfruttando qualche pausa del vampiro, riprendere a parlare. ''..perchè è così importante scoprirlo?'' A lui, tutto questo, non sembra preoccupare minimamente, non dona a questo fatto la stessa importanza che, invece, gli sta affidando il Custode. ''Mhm..'' un vago mormorio, senza commentare lo stato d'animo e distogliendo lo sguardo, seppur quel braccio attorno alla propria spalla rimanga ben saldo, tanto da indurlo a sfiorare con il proprio fianco quello dell'altro; non compie alcuna resistenza, al gesto successivo del Custode, lasciando che gli prenda il mento e che i loro sguardi tornino, nuovamente, ad incrociarsi. Non gli sfuggirà la fermezza di quel discorso, condividendolo in pieno, ma limitandosi ad un cenno di assenso ed uno sguardo serio e convinto, prima di aggrottare appena le sopracciglia, al seguito. ''Se pensi che sia davvero necessario..'' mormora, dubbioso, lanciando una vaga occhiata in direzione della strada, effettivamente non molto allettato all'idea di perdere così tanto tempo, inutilmente ''...faremo visita agli ospitalieri''. Si rassegna, in effetti, non volendo in nessun modo mettersi a discutere e credendo, in questo modo, di rassicurare maggiormente il vampiro.

DONATIEN [esterno -> sanitarium] quel assenso, per quanto debole e strappato, basterà. In fondo potrebbe Ordinarglielo, potrebbe piegare la sua volontà solo esprimendo, in verbi, ciò che è il suo desiderio eppure ha deciso molto tempo prima che non l’avrebbe fatto se non strettamente necessario, non con colui cui ha scelto di donare il proprio sangue per un possessivo senso di appartenenza, per legarlo indissolubilmente a sé per nessun altro secondo fine che non fosse quel sangue e quell’umana compagnia. Prenderà ad avanzare ma non per questo degnerà di minor attenzione le parole dell’umano. Alle prime non replicherà le successive, invece, gli strapperanno un vago sorriso, voluto e ricercato, modellato su quelle labbra pallide anche ora ch’è l’inganno di vita a dominarle. Il braccio permarrà attorno quel corpo per accompagnarlo, lo sguardo in fronte a sé, potente quanto il proprio oscuro sangue a guidar entrambi lungo quel reticolo di tenebre ch’è calato con la notte sulla cittadella, e solo il rumore dei loro passi ad interromper, ritmicamente, il silenzio dei sogni che saturano le menti dei comuni mortali, rinchiusi nelle proprie case – lo è…- un paio di parole. Proferite col tono nuovamente basso e roco, un sussurro udibile da qualunque orecchio umano e quindi a maggior ragione da quello di colui che l’affianca. E insieme s’allontaneranno quindi dalla biblioteca per dirigersi al sanitarium loro prossima meta [tenebra I – veggenza I]
______________________________________________________________


†.Una statua dallo splendore del marmo di luna
e una bellezza straziante
da fare desiderare anche l’Inferno per poterla vedere ancora.
L’aveva distratta per un istante,
emergendo sul terrore folle che le invadeva il cervello.
Né morto né vivo,
una creatura del sangue che cammina per l’eternità
su quella soglia che agli umani è consentito varcare una volta soltanto,
senza ritorno.†
[YOUTUBE 480]http://youtu.be/WC-KSGWvMLg[/YOUTUBE]

Grazie Serafin per lo Splendido e Divertentissimo Video *.*
4/8/2012 8:06 PM
 
Email
 
User Profile
 
Modify
 
Delete
 
Quote
Post: 451
Post: 442
Registered in: 9/29/2011
Senior User
GDR APPROVATO
Ripristino i punteggi





Psycho

"La critica è un’imposta che l’invidia percepisce sul merito"!
Admin Thread: | Close | Move | Delete | Modify | Email Notification Previous page | 1 | Next page
New Thread
Reply

Masters di Avalon | Search | Log In | Log Out | Register | Admin
Create your free community and forum! Register to FreeForumZone
FreeForumZone [v.3.4.3] - Leggendo la pagina si accettano regolamento e privacy
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 2:49 AM. : Printable | Mobile
Copyright © 2000-2013 FreeForumZone snc - www.freeforumzone.com