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*§*Sapete quindi che Belsatan è stato assassinato...*§* {ok}Last Update: 3/21/2012 10:34 PM
3/21/2012 4:25 PM
 
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RIASSUNTO: Ithilbor, al ritorno del suo viaggio, contatta la mercenaria che le aveva chiesto di cercare notizie su Belsatan. Dopo i consueti saluti, convenevoli e scambi di indirizzi, la discussione si sposta sulla pubblica confessione di Alantair e la vampira rivela di essere venuta a conoscenza dei fatti ancor prima che il messaggio venisse appeso in rocca, ma di non aver avvertito Liandrin poiché presa dalla partenza. Rivela, inoltre, che un’altra donna, Krasnaja, ha chiesto in giro notizie del Duebestie (senza tuttavia spiegare come abbia scoperto ciò). Prima di lasciar la dimora delle Ombre per dirigersi verso la casa dei veleni, la vampira dona alla mercenaria la “chiave” per aprire il portone della torre, senza rivelar però la posizione delle altre trappole. Alla donna è concesso solo girar per la sua stanza ed entrare e uscire a proprio piacimento; le altre aree della torre le sono interdette.

COMMENTO: Ho giocato come se la quest iniziata con Donatien e Midnight si fosse conclusa, ma non ho ovviamente fatto riferimento a nulla poiché è ancora da finire e approvare. Grazie alla Lia per la compagnia (che fa anche rima :D)

MOTIVO ASTERISCHI:
- Liandrin porta in fortezza tutti i suoi averi;
- Prende possesso di una delle stanze laterali dell’atrio della torre;
- Apprende il nome di chi come lei cercava Belsatan, ovvero Krasnaja
- Conosce la runa (Othila) che apre il portone della torre

LIANDRIN [Esterno] Sta battendo con il pugno sulla porta con una forza e una ferocia inusitata (//potenza +1). Vorrebbe massacrarla la dannata porta. La notte buia di Barrington sembra amplificare tutto: il battito del suo cuore, la percussione sulla porta, le grida che vorrebbe liberare ma che trattiene. Non smette di battere il portone. I colpi sono ritmici come quelli del suo cuore. Le sue azioni sono assolutamente estranee alla sua mente. E la sua mente è concentrata nel ripetere come un mantra le parole di convocazione di Melanie “Sid a te, Liandrin. Un viaggio mi ha tenuto lontana da queste terre, ma adesso necessito di vederti. Vieni in Torre appena puoi, ma non tentar nemmeno di aprire il portone. Bussa e ti sarà aperto.”. Il pesante baule con tutti i suoi miseri averi e i suoidenari, giace ai suoi piedi. Piedi di cui fatica tenere il controllo e infatti anche un piede comincia a percuotere il medesimo battente allo stesso ritmo con cui lo sta malmenando il pugno. Nessuna emozione si palesa sul suo volto. Come sempre. Non che ne conosca molte di emozioni ma la rabbia si quella la conosce “Belsatan…” infine il nome di lui affiora sulle sue labbra e qualcosa si rompe dentro di lei…

ITHILBOR[*§*Atrio*§*] Casa. Ritorno in quella dimora, ritorno tra le ombre che si son raccolte tutte attorno a te, in un muto bentornato pronunciato a chi s’è proclamata signora delle stesse. I ricordi della notte appena trascorsa, cui ha seguito un riposo diurno fuori da quelle mura amiche, al riparo della dimora del sapere, aleggiano nella tua mente, ti accompagnano in quel placido passeggiare all’interno dell’atrio, lontana dalle aree coperte da trappole invisibili. Silenzio e buio, almeno fino a che il sentore di una vita conosciuta non comincia a inebriare i tuoi sensi, stuzzicando la Bestia mai sazia e mai doma. E seguono rintocchi che si presentano un tutt’uno col battito del suo cuore, intervallati da respiri e terminanti in quell’unico nome pronunciato, forse sottovoce, forse no, ma comunque percepibile da un udito che la morte vuole sopraffino. I passi si dirigono senza remore verso il portone della Torre e il dito indice della mano sinistra senza indugio alcuno andrà a vergar quella runa che ne permette l’accesso, prima di schiuder l’anta e incontrare la figura della mercenaria. Sorrideresti a lei, in un gesto convenevole, prima di proseguir l’invito a entrare con il braccio destro che si stende verso l’interno. Sul volto l’inganno di una vita ormai troppo tempo fa andata perduta, il corpo coperto da una tuta nera e un corpetto; nello stivale sinistro il pugnale di Ashlar, nel destro quello di Enyde. E al fianco destro pende e riposa nel fodero la lunga della stessa. La voce un soffio dei venti gelidi del nord, sul volto la consueta algidità *§*Bentrovata, Liandrin. Entra e placa la tua ira. Non tutto è perduto, mercenaria*§* Torneresti a chiudere il portone non appena ella avrà fatto il suo ingresso e ne condurresti il passo verso a stanza laterale dell’atrio *§*Seguimi*§* Null’altro, non ancora [tenebra I; veggenza I]

LIANDRIN [Atrio] E’ vestita di tutto punto. Il suo lindo e perfetto mantello nero di buona lana seppur semplice è perfettamente in ordine e nessun punto è sdrucito. Copre Liandrin completamente: il capo con i fini capelli biondo cenere fittamente intrecciati, la cotta di maglia che ricopre a sua volta la cotta di cuoio. La spada al fianco sinistro e il pugnale dentro lo stivale destro. Dentro al baule ci sono dei libri, due ricambi esattamente uguali a ciò che indossa ora e più di diecimila denari, guadagnati con incredibile onestà trattandosi di lei. E’ immobile davanti alla porta ora mentre il portone si dischiude. Le mani lungo i fianchi e il cappuccio calato fin sugli occhi. E’ un essere oscuro nella notte oscura. E il suo cuore anziché gonfio di disperazione per la consapevolezza della morte dell’amico e mentore Belsatan, trasporta invece un altrettanto oscuro passeggero: la rabbia! E seppure vede il sorriso di Melanie accoglierla e seppure si china per afferrare il maniglione del suo baule per trascinarlo all’interno seguendola, nessuna emozione compare sul suo volto. Una volta nell’atrio, aprirà la mano che trascina il baule che con uno schianto si poggerà sul pavimento e dirà altrettanto algida e immota (seppur per differenti nature) fermandosi nel mezzo dell’androne “sapete quindi che Belsatan è stato assassinato…”

ITHILBOR[*§*>stanza laterale*§*]Lo sguardo fugacemente passa sul baule che la donna si porta dietro: evidentemente ha deciso di portar lì le sue cose, poiché seppur vi sia altezzosità e vanità nel tuo essere, sei ben lungi dal pensare che sia un dono per te. L’inespressività che si porta dietro non riesce a negarti il battito concitato del suo cuore, quella rabbia che la investe e pervade. E come darle torto, del resto? Se fossi vestita ancora di pura umanità, la tua reazione sarebbe la medesima. E la stessa è stata nel momento in cui il mentore e amante che era la tua intera vita è stato condotto tra le braccia della morte. si direbbe alquanto strano da parte tua, ma ci sarebbe una sorta di malsano rispetto per quel dolore che lei non manifesta all’esterno. ci sarebbe dapprima un singolo cenno del capo in segno di assenso, ma poi la voce andrebbe a spiegare, mentre i passi raggiungerebbero la stanza laterale dell’atrio. Cercheresti di attingere alla fonte della menzogna, quell’inganno in cui si consuma l’eternità di un immortale, quell’inganno che in vita era diventata arte e che morte ha esaltato *§*Invero, Liandrin, molto prima di quell’assurda confessione l’avevo scoperto. Ma prima che in te si aggiunga rabbia su rabbia, sappi che sono partita improvvisamente e non ho avuto il tempo di avvisar nessuno di niente. Ti ho contattato non appena ho messo piede in questa dimora. E difatti sono ancora nella mia…tenuta da viaggio.*§* La mano si poggerebbe sulla spada al fianco destro come a voler dire che di solito tra quelle mura, nonostante il suggerimento della mercenaria, quell’arma non era solita accompagnarti. Ancora la guarderesti adesso, continuando il tuo discorso *§*Certo, se avessimo agito senza che i caotici si aspettassero una rappresaglia sarebbe stato meglio. Ma il Fato c’è stato avverso, stavolta Liandrin. Tuttavia, ciò non implica che tutto sia perduto, come dicevo prima. Non eri l’unica a cercar Belsatan. Un’altra donna in biblioteca desiderava avere sue notizie. I nemici proliferano e tutto questo va a nostro vantaggio*§ Ti siederesti sul letto della stanza, accavallando le gambe senza mai staccar l sguardo da lei *§*E dico nostro perché nella vendetta io esigo essere al tuo fianco*§* Non sembrerebbe un tono che lascia adito a molte obiezioni, il tuo. Ma non è detto che Liandrin ne avanzi [tenebra I; veggenza I; sotterfugio 3]

LIANDRIN [Stanza laterale] Alla fine l’ha seguita trascinando entrambi i sui pesanti fardelli: sia il baule che l’oscuro passeggero. La ascolta avida come un assetato bramerebbe l’acqua. Non è in grado di percepire la benchè minima menzogna nella voce di colei che crede amica. Le parole di Melanie aprono una voragine cavernosa nel punto stesso in cui dovrebbe avere l’anima. Ne capisce il senso ma non aveva idea di cosa stesse succedendo. La consapevolezza l’aggredisce e il suo oscuro passeggero comincia a strisciare fino all’io cosciente e ogni momento potrebbe essere un momento probabile per far si che cerchi di aggredirlo e questa aggressione potrebbe volere dire che Liandrin perderà il controllo, senza potere porre rimedio alle conseguenze della sua rabbia, da cui ha già avuto modo di dover scappare. “Dite che non sono la sola? Chi è quest’altra donna?” la guarda seduta sul un letto e perfettamente a proprio agio “Dite che quando vi ho chiesto di lui voi eravate già a conoscenza di un’altra cerca che lo vedeva protagonista? Melanie..” la sua voce si interrompe per un istante e sembra che un ruggito sia trattenuto a stento “Quali piani? Quale vendetta? Di cosa andate vaniloquiando? Voglio una risposta da voi in cui ripongo la mia fiducia.” Il suo volto è ancora scevro di pieghe o distorsioni dovute all’oscuro passeggero ma lentamente egli sta strisciando nel suo ventre e la tempia di Liandrin comincia a pulsare pur non cambiando il consueto metallico tono di voce…

ITHILBOR[*§*Stanza laterale*§*] Le braccia si porterebbero indietro e i palmi delle mani andrebbero a posarsi sul giaciglio, così che la schiena si pieghi leggermente indietro e tu appaia come maggiormente a tuo agio. E come potrebbe essere altrimenti, del resto? In casa tua, tra le ombre, con il consueto freddo che non cede alle lusinghe della bella stagione che vuol farsi largo persino nella terraferma. Le parole della donna ti strappano una smorfia e nel farle tue lo sguardo da lei si staccherebbe per spostarsi verso il soffitto. Ponderi, cerchi di capire e infine sorridi. Torni con gli occhi ad artigliar la sua figura, indicandole con un gesto del capo la sedia posizionata accanto al letto prima di rispondere alle sue domande, non ponendoti nemmeno il problema di quel Tu che usi con lei. Del resto, la donna ha dichiarato di riporre in te fiducia e ben presto ne avrà la sua controparte poiché sarà messa al corrente de segreti che si celano nella dimora delle ombre *§*No, ho saputo che un’altra donna lo cercava sol quando ho cominciato a…chiedere in giro per accontentar la tua ricerca, Liandrin. E forse ho sbagliato io nel valutar il dolore che colpisce chi perde il proprio mentore, della rabbia che a esso si mescola soavemente tanto da dar vita a quella che comunemente si chiama Sete di Vendetta. Io l’ho perso il mio Maestro, Liandrin. E chi ha osato ha trovato allo stesso modo la morte per mano mia. Credevo che un tale desiderio albergasse anche in te, ma spesso son dimentica di quanto la natura…umana si presti a sfaccettature diverse*§* Faresti una pausa, ancora alla ricerca di espressioni su quel volto in cui non trovano fortuna, prima di riprendere a spiegare ciò che la tua mente aveva partorito *§*Ho saputo che quest’altra donna lo cercava e successivamente che era morto per mano del Caos. Non ho saputo resistere alla tentazione: la mia mente ha cominciato a dilettarsi in visioni di morte e sofferenza che in me si traducevano in gioia e godimento. Ho dato per scontato che avresti cercato vendetta e ho immaginato un élite di gente accomunate dall’odio verso coloro che sono servi del Caos – o tali dovrebbero essere – mettere in atto un’imboscata ai loro danni. Ho immaginato alleanze e vittoria, ho sognato un effetto sorpresa imprevedibile, poiché tutti loro pensavano che il segreto fosse al sicuro. Forse ho corso troppo. Forse la morte del tuo mentore non merita vendetta, Liandrin?*§* [tenebra I]

LIANDRIN [Stanza laterale] Potrebbe persino divertisti e torcere la bocca in uno dei suoi famosi sorrisi sentendo parlare Melanie del dolore. Del suo presunto dolore. Dolore inteso come emozione e non come sintomo neurologico che colpisce il cervello quando una parte del corpo è sottoposta a qualcosa di eccessivo. Ma il suo oscuro passeggero ora le impedisce una qualsiasi azione al di fuori di cercare di tenerlo sotto controllo. E sta facendo fatica. E per questo motivo ora e solo per questo motivo, ignora la sedia che Melanie le indica con un gesto tanto aggraziato che ella ha imparato ad ossequiare obbedendo. Si inginocchia invece ai piedi conserti di lei e la guarda fissa negli occhi. La sua voce per una volta perde la consueta freddezza metallica e assume invece il calore della pece che ribolle in una fucina dimenticata dalla Dea. “Sognate spesso Melanie?” sussurra invitante piegando lievemente il capo “Dovreste prendere una tisana rilassante prima di dormire perché i sogni lacerano l’anima e immagino che voi teniate alla vostra immortale serenità”. Un filo di bava ora comincia a scendere dal lato destro della sua bocca come succederebbe ad un cane idrofobo, mentre appoggia le terga sui calcagni, portando le mani chiuse a pugno sulle cosce “Vi dico cosa farò Melanie. Vi dico cosa farò dopo avere riferito a sua grazia, la Regina Nymeria, le novità che ora voi mi raccontate” sbatte leggermente le ciglia forse solo per umidificare quegli occhi verdi e freddi come quelli di un rettile “Caccerò ogni caotico, lo perseguiterò fino a spaventarlo a morte e solo dopo che il cuore gli sarà schizzato fuori dal petto, gli taglierò i piedi cauterizzando le ferite di modo che rimanga vivo e storpio” annuisce senza mai abbandonare lo sguardo della Cainita perché vuole enfatizzare la verità delle sue intenzioni “Si vivi, li voglio vivi perché dovranno potere strisciare per servirmi dato che il mio ultimo bersaglio sarà Raine. Le staccherò la testa e la userò come trogolo per i maiali. E delle sue spade farò un trofeo mentre siederò non senza una certa soddisfazione sul trono del Caos che fu di Brandon Allen” Col dorso della mano destra cerca di asciugare il rivolo di saliva e rabbia che l’oscuro passeggero le ha servito “Quindi Melanie se volete stare al mio fianco, non vestitevi di bianco… mia madre diceva sempre che il sangue poi è difficile da togliere!”

ITHILBOR[*§*Stanza laterale*§*] La osservi accovacciarsi ai tuoi piedi e quella consueta superbia e alterigia che la morte ha solo esasperato, di certo non cancellato, vuol farti vedere solo come ella, forse ancora inconsciamente, sia al tuo servizio, come tu potresti in un sol istante assoggettarla alla tua stessa volontà. Sorridi delle sue parole, sorridi sadicamente al sentir i suoi pensieri dipanarsi con un’eccessiva sicurezza che solitamente a te appartiene. E le parole che starebbero per uscir dalla tua bocca sarebbero quantomeno assurde proprio perché da te pronunciate, da chi cede mollemente alla seduzione dell’impeto e lascia ad altri la ragione e la logica. Forse Donatien ti ha contagiato, Sposa, o forse più semplicemente con l’immortalità hai sperimentato quel piacere della caccia che non dona l’immediata soddisfazione, ma concede un godimento lungo e perpetrato, che conosce un’escalation dalla delizia, un continuo crescendo che conduce alla punta massima del diletto. La voce a lei si dirige in un sussurro, certa che col favore del silenzio non sfuggirà nemmeno una parola al suo udito dannatamente mortale e limitato *§*Condivido il tuo pensiero, Liandrin. Di certo il tuo sogno è ben più terrificante del mio per certi aspetti. La morte è la fine di ogni cosa: del dolore, dei problemi, dei guai. Una soluzione, se vogliamo, di certo più…comoda rispetto alla sofferenza reiterata, che appare come infinita. Conduce l’anima e la mente tra le braccia della Follia, rende insopportabile ogni alternarsi di giorno e notte. È…una dannazione, la tortura. E non fraintendermi: non che mi dispiaccia il destino che hai riservato a ciascun caotico, Raine in primis, ma dimmi, mercenaria: come hai intenzione di mettere in atto tutto ciò? Da sola, bussando alla porta del Palazzo? Sai quanti caotici lo abitano? Hai idea di quali siano, adesso, le precauzioni che probabilmente hanno preso, adesso che il vaso di pandora è stato aperto? O credi, forse, che la Regina Nymeria metterà soldati a tua disposizione per compire un…massacro? Io sono a favore dell’azione, Liandrin. Ma con le dovute precauzioni, con la dovuta organizzazione dell’attacco. Nessuna missione suicida, niente che non sia stato ponderato e valutato preventivamente. Non metto la mia…vita nelle mani altrui*§* La guardi, dall’alto verso il basso così come la posizione da lei assunta imporrebbe, sorridendo ancor fastidiosamente al suo cospetto *§*Non è stolta, Liandrin, credimi. Non è una che si fa cogliere alla sprovvista*§* Non specifichi il soggetto di quella frase, certa che in ella non sorgerà nemmeno il dubbio. E ripeti a lei ciò che spesso la tua Diletta a te ha proferito, mettendoti in guardia a spingendoti alla prudenza [tenebra I]

LIANDRIN [Stanza laterale] Si dondola sui calcagni in un movimento di pendolo, corto e ossessivo. Come se fosse autistica. Non lo è. Ogni parola di Melanie le giunge diretta sulla ferita che l’oscuro passeggero sta aprendo nel suo ventre e ogni ragionevole sillaba le consente di riprendere ciò che stava inesorabilmente andando perduto: il controllo di se. No, non ha mai pensato che Nymeria potesse o volesse aiutarla. Nymeria ha sempre un piano, Nymeria conosce sempre una via ma i suoi obiettivi sono insondabili ed Avalon è lontana. Si ferma rigida mantenendo solo la posizione inginocchiata che la cainita ha scambiato per sottomissione e che invece era solo un raggomitolarsi per poi balzare alla giugulare di qualcuno. L’oscuro passeggero l’aveva voluta quella posizione di difesa. Anche il rettile si ritrae su se stesso, prima di attaccare. Ma non è Melanie il bersaglio. Non si è nemmeno accorta che la Signora della Notte le da del Tu e comunque lei è un guerriero. Invero non le importa molto come viene interpellata purchè sia sempre seguito da contanti. “Belsatan era a capo di una congrega segreta chiamata la compagnia dei lupi. Ne facevo marginalmente parte e non conosco i nomi degli altri congiurati. Ma conosco il nome della donna che li conosce e sono decisa a contattarla. Questo potrebbe essere un primo aiuto. Ditemi invece chi è la donna che oltre a me cercava DueBestie…” la sua voce ha nuovamente riacquistato la consueta freddezza e l’idrofobia sembra magicamente cessata…

ITHILBOR[*§*Stanza laterale*§*] Rimarresti nella medesima posizione, osservando e lasciandoti cullare da quel suo ritmico dondolare, dal battito del suo cuore che adesso sembrerebbe conoscere un rallentamento, dall’alternarsi dei suoi respiri che appaiono misurati. Non risponde alle tue domande, la mercenaria, ma fa riferimento a qualcosa che già conosci, a quella fantomatica compagnia dei lupi di cui Leia ti ha parlato. Annuisci e ancora chiedi *§*Certo, la compagnia dei lupi. Sono venuta a conoscenza della sua esistenza, Liandrin. Se non erro, dopo Belsatan il comando fu preso da una certa…guardiana. È lei la persona a cui vorresti chiedere lumi? E a che pro, conoscere gli altri membri? Pensi possano essere interessati alla tua causa? Pensi anche loro possano aver sete di vendetta, in qualunque modo questa possa essere inflitta? Fammi pensare…dici che ne facevi marginalmente parte, ma che tu sappia c’era un modo per richiamar tutti i componenti? Un saluto, una parola chiave da lasciar alla rocca, un linguaggio segreto con cui venivano fatte girare le comunicazioni? Ammesso che questa compagnia sia arrivata a un simile status avanzato di organizzazione. Da quel che so, s’è dissolta del tutto…*§* Non fai nomi, prima vuoi sondar quanto ella sappia, non metteresti mai Leia in una simile situazione, non doneresti il suo nome a chi ha fatto solo accenno a una “donna” senza specificar altro. E corre la mente ad abbracciar la figura della Diletta, ad immaginare la sua reazione a quella pubblica confessione. Dal vostro colloquio, non sembrava ella stimasse particolarmente il Duebestie, ma è pur vero che nella sua morale quella dell’ex ductor dovrebbe essere stata un’esecuzione senza onore, quell’onore così caro al cuor di guardiana che sol di recente è stato sedotto dalle tenebre [tenebra I]

LIANDRIN [Stanza laterale] Non intende nominare Leia. Non era parte integrante della compagnia dei lupi, Belsatan non aveva ancora avuto il tempo di introdurla appieno ma non tradirà un membro della compagnia per Melanie, non ora. “In questo momento ogni mia risposta potrebbe essere l’equivalente di una menzogna, quindi preferisco tacere Melanie.” Si alza in piedi con un unico fluido gesto e comincia a girare per la stanza, come se valutasse le grandezze altresì sono i suoi pensieri soggetto di valutazione “Contatterò la questa donna che ho conosciuto con DueBestie e le chiederò quale è la sua posizione. Voi però ditemi perché trattenete l’informazione sul nome della seconda persona che avete saputo cercava Belsatan? E’ una persona molto in vista? Era la sua amante? Magari era anch’ella una appartenente alla compagnia…”

ITHILBOR[*§*Stanza laterale*§*] Annuiresti al dire della mercenaria, apprezzando in fin dei conti quel suo modo di fare che si fa portatore di una certa fedeltà dovuta a qualcosa di cui ha fatto parte. Bene, molto bene: non sarebbe che un’ulteriore conferma a quella fiducia che hai deciso di riporre in lei, soprattutto perché se non l’avessi incontrata e non ti avesse chiesto del suo mentore, saresti venuta a conoscenza della verità su quel delitto nello stesso istante in cui tutta la popolazione ne veniva informata, senza quel vantaggio che, seppur apparentemente svanito, ti concede comunque un passo avanti. *§*Comprendo e apprezzo, Liandrin. Non sai nemmeno quanto. Perdonami, non volevo tacere il suo nome, ma le mie domande mi hanno portato a dimenticar di nominartela. So solo che si chiama Kransnaja, nulla di più*§* Non menti, non stavolta. Del resto quella donna nemmeno la conosci, non è tuo interesse proteggerla da alcunché e un nome è pur sempre solo un nome: nessuno meglio di te potrebbe comprendere quanto sia un’informazione del tutto irrilevante *§*La lealtà che stai dimostrando nei confronti della compagnia è degna di ricompensa, mia giovane mercenaria. Hai la mia fiducia, Liandrin: e non credere nemmeno per un istante che sia cosa da poco o che la mia mano vacillerà se dovessi tradirla in qualunque modo*§* Non proprio una minaccia, più un avvertimento, un voler mettere le cose in chiaro *§*Non è concesso entrare in questa torre a nessuno che non abbia la giusta chiave in suo possesso. E bada, non parlo di chiavi che aprono lucchetti o serrature. Parlo di protezioni magiche che sono state messe a questa dimora. E senza la conoscenza delle quali i portone potrebbe scoppiarti in faccia se solo osassi forzarne l’apertura*§* [tenebra I]

LIANDRIN [Stanza laterale] L’accenno alla deflagrazione le procura un lieve sussulto di palpebre. Le schiuderà per ben tre volte in direzione della Cainita. Non prende nemmeno in considerazione la velata minaccia che Melanie le ha propinato. E’ la stessa che le ha propinato anche Nymeria. Non dubita che il loro polso sia fermo altrettanto il suo. “E siete interessata a rendermi edotta su cosa devo fare per andare dentro e fuori dalla Torre? Necessito per gli uffici di cui finora abbiamo parlato una certa libertà di movimento!” fa una breve pausa di riflessione e il suo sguardo cade sul suo baule, cambia quindi argomento come un temporale estivo cambia la temperatura “Dentro questo baule” lo toccherà col piede “Ci sono tutti i miei averi, tra cui una piccola fortuna in denari, se dovesse succedermi qualcosa.. sono certa che saprete cosa farne! Una Dama di classe come voi avrà da nutrire un sacco di cenciosi di Barrington…”

ITHILBOR[*§*Stanza laterale*§*] Sogghigni nel veder quel sussulto delle sue palpebre lasciando ai denti il piacere di martoriare il labbro inferiore prima di schioccar la lingua e cominciare il tuo discorso *§*Certo, Liandrin. Potrei mettertene a parte e a dire il vero rientra nelle mie intenzioni, anche se…posso davvero fidarmi di te? Sei così vicina all’isola, così in confidenza con la Regina…chi mi dice che non troverò l’armata reale a bussar alla mia porta? Nessuno, immagino. Poiché qualunque parola di promessa da parte tua adesso non riuscirebbe comunque a convincermi. Ma sai cosa? A volte l’istinto non sbaglia. A volte seguirlo giova. E il rischio è un qualcosa che ha un certo ascendente su di me. Ho modo di…tutelarmi anche da eventuali attacchi dell’isola*§* Arricceresti le labbra prima di concederti un sorriso, andando con lo sguardo a sondar il suo volto alla ricerca di un’espressione che probabilmente non cambierà e rimarrà intrappolata in quel gelo che nulla concede, men che meno a chi con le emozioni proprio non ci sa fare. E poi ti alzeresti dal letto, dirigendoti verso lei, poggiando il dito alla parete e richiamando la sua attenzione *§*Guarda qui e cerca di memorizzare il segno che andrò disegnando*§* Non appena sarai certa di aver a disposizione il suo sguardo, il dito indice della mano sinistra andrà a tracciar sul muro la runa Othila una prima volta, per poi ripeterla subito dopo. Ovviamente quel gesto non lascerebbe alcuna traccia sul muro della stanza, ma averlo tracciati fittiziamente ben due volte potrebbe essersi rivelato sufficiente per la mercenaria. E subito andresti a sondar se “la lezione” ha avuto l’effetto sperato, chiedendole di ripeterlo a sua volta *§*fammi vedere se è chiaro*§* E no, per quanto così possa sembrare, quella prova che le chiedi non sarebbe dettata dalla preoccupazione che ella possa rimanere “vittima” della rottura del sigillo, ma più che altro dalla noia che ti comporterebbe andar a chiedere ad Alexandra di incantar nuovamente quel dannato portone [tenebra I]

LIANDRIN [Stanza laterale] Il dito di Liandrin si poggerebbe con dito meccanico e ossessivamente preciso nel medesimo punto dove si è posato quello della vampira e con precisione sempre ossessiva ripercorrerebbe le stesse scie. Forse non perché abbia effettivamente fatto propria l’integrità della runa ma perché il suo cervello ragiona così. Liandrin non dimentica. Infatti eseguirà il disegno due volte esattamente come la cainita ha fatto. Se la cainita le avesse mostrato come sollevarsi le sottane, ella l’avrebbe emulata anche se porta le brache. E poi parla “Avete qualcosa da nascondere di così grave che io mi senta in dovere” se ben pagata ma questo lo omette, è completamente anaempatica, non stupida “di riferirlo a Nymeria?” finalmente sulla sua bocca compare la distorsione di quello che dovrebbe essere un sorriso “O credete forse che io potrei sposare la causa della giustizia oltre ogni limite anche non opportunamente remunerata?” nemmeno si accorge che il suo sguardo è tornato su Melanie ma il suo dito continua a tracciare la runa sul muro “Vo consiglio allora di lisciarmi abbastanza che io non mi senta mai… dimenticata da voi…”

ITHILBOR[*§*stanza laterale*§*]E stavolta non sarebbe un sogghignare, ma un esplodere di risa che non conosce educazione né contenimento. Un divertimento lasciato a briglie sciolte che, però, poco alla volta conosce un affievolirsi, fino alla sua completa sparizione che lascerebbe il passo alle parole *§*Cosa pensi ci sia qua dentro da nascondere, Liandrin? Ma non pensi che se ho messo delle protezioni magiche alla mia dimora un motivo ci sia? O credi che non avessi nulla di meglio da fare che andar a chiedere a mammina se per favore mi incantasse la dimora? Sei ospite qui, ti è stata fornita la chiave di accesso alla tua stanza. le altre aree della torre sono riservate e, di conseguenza, a te interdette. Non ti svelerò la posizione delle altre protezioni, né ti dirò di che cosa si tratta. Pensa solo che un unico simbolo crea una detonazione…apri la mente alla fantasia e immagina cos’altro potrebbe esserci qui dentro…È un tuo rischio. Corrilo, se vuoi*§* La lingua velocemente passerebbe sulle labbra prima che un nuovo sorriso di intesa verrebbe rivolto alla mercenaria *§*Molto bene. Traccia il simbolo sulla superficie del portone prima di entrare e di uscire. E bada che nessuno veda ciò che fai. Sai, se fossi stata un’assassina avrei omesso questo avvertimento, ma essendo tu una mercenaria so che a volte la cura dei dettagli lascia il posto al compimento del lavoro, in un modo o nell’altro. O forse sbaglio, Liandrin?*§* [tenebra I]

LIANDRIN [Stanza laterale] Pensa che Melanie sia pazza o per lo meno molto molto eccentrica! Prima ride sguaiatamente senza motivo poi parla di incanti e madri (madri di chi, santa dea???) poi la interdice poi la blandisce. Ma Liandrin conosce senza veramente capire molte sfaccettature dell’animo femminile quindi annuisce risponde solo ho capito chiedendosi invece se la Cainita abbia compreso appieno che lei ha confessato di avere portato con se nel baule una piccola fortuna…

ITHILBOR[*§*Stanza Laterale*§*]Compiresti qualche passo indietro adesso, aumentando le distanze che ti separano dalla mercenaria per trattener quell’istinto che urlerebbe adesso di saltarle addosso e far comparire un’espressione, sia di paura o sorpresa, su quel suo volto gelido. Ti neghi il suo odore, i suoi battiti e i suoi respiri ancora arretrando, ma mai dandole le spalle. le braccia si allargherebbero verso l’esterno nel momento in cui ti ritroveresti a circa un paio di metri di distanza da lei *§*Ebbene, Liandrin. Questa stanza ti ospiterà, usala come meglio credi. Spero che lo spazio a tua disposizione sia sufficiente e risponda alle tue esigenze, mal che vada c’è l’atrio che è abbastanza grande. Sappi che non sei l’unico ospite della Torre e che chi mette piede qua dentro va trattato con rispetto. Non posso assicurarti la costante presenza di cibo, ma sono sicura che hai come soddisfare i tuoi bisogni. I miei impegni adesso mi reclamano altrove. C’è qualcos’altro che posso fare per farti sentire più a tuo agio nella nuova dimora?*§* sorridi affabilmente, attendendo la risposta della donna prima di prender congedo [tenebra I]

LIANDRIN [Stanza laterale] Le elargisce quel suo sorriso immaturo e snaturato. La guarda con occhio esperto infatti non manca di notare che la cainita si ritrae senza mai darle le spalle come ha registrato pedissequamente il fatto che a lei è precluso qualsiasi altro antro in quella dimora. Melanie ha dei segreti. Tutti abbiamo dei segreti. “Il sangue di Raine in una coppa d’argento non mi dispiacerebbe!” e con quella che crede essere una bella battuta di spirito anch’essa si congeda con il solito inchino militare.

ITHILBOR[*§*>Esterno*§*] Sorridi ferinamente a quelle sue ultime parole ed è un sorriso che nasconde più di quanto mostra, poiché proprio del tuo nutrimento e della tua ossessione si parla. *§*Provvederemo anche a quello, Liandrin. Che il tuo soggiorno qui, nella dimora delle Ombre, possa essere piacevole, mercenaria*§* Non aggiungeresti altro, ancora arretrando e mostrandole le spalle solo quando sarai a un passo dall’atrio. Recupereresti il mantello gettato su uno scranno dell’atrio, lo indosseresti e partiresti alla volta della casa dei veleni. Lì farai ritorno dopo quel viaggio nemmeno annunciato, alla ricerca della sua signora affinché nuovo sapere possa aggiungersi alla tua essenza. E i sensi nuovamente si stenderebbero, andando alla ricerca di fonti di quella vita che da te è stata strappata, ma che a tua morte va perennemente ricercando, trattenendo la scia del profumo della mercenaria fino a che non avrai aperto il portone della torre dopo aver impresso il simbolo poco prima mostrato alla guerriera. Le hai donato le Chiavi della tua dimora: confidi che sappia usarle con prudenza [tenebra I; veggenza I]


I knew all the rules but the rules did not know me
guaranteed..


3/21/2012 10:34 PM
 
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Psycho

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