interessante come statistica, non ci avevo mai pensato.
Il mio unico problema è che i chilometri annuali ormai sono anni che non li conto più, da quando il mio vicino di casa mi sparò una cifra da capogiro tipo 25000...aveva quasi la pancia che toccava il tubo orizzontale ma andava tutti i giorni al lavoro in bici più uscite svariate nei fine settimana, ma se gli proponevi una salita di più di 3 km. ti tacciava di eresia... mi è sempre sembrato una specie di pseudo-competizione fine a se stessa e al di fuori delle corse vere ho l'impressione che questa poliarticolazione dell'agonismo nella società contemporanea rischia di insinuarsi anche dove non dovrebbe pure contro la stessa volontà, e poi ci si trova a che fare con un orpello inutile. Cioè : il fatto di avere un tot di chilometri da fare alla fine dell'anno, o alle fine del mese perchè l'anno prima ne ho fatti così oppure il compagno di uscite ne fa cosà può togliere la libertà di scegliere un itinerario, di scegliere una compagnia....
io semplicemente conto le salite nuove che faccio e le aggiungo alla mia lista...ma...a ben pensarci anche quella poi diventa una specie di impellenza, a volte ho preferito muovermi da solo pur di andare a scoprire una salita che non conoscevo... Però ad oggi resto dell'idea che, personalmente, trovo ancora più soddisfazione nel mettere una bandierina in più su una cima piuttosto che sul macinare un tot di chilometri in più.
Però, con gli anni che passano, mi rendo conto anche che questi dati complessivi alla fine, se non instaurano forme di inutile schiavitù, diventano molto utili per aiutare a riflettere sul tipo di attività che si fa, su come si cambia, da un punto di vista sportivo e umano.
Questo dato della densità, ad esempio, a mio parere non dice molto su quanto amiamo la salita, ma piuttosto fa riflettere su quanto siamo capaci di "sopportare" la pianura. E' diverso: per "amore " della salita si può scegliere di farsi 50 km. piatti all'andata e altrettanti al ritorno perchè tutto sommato vi si trova comunque un piacere(penso agli amici milanesi o comunque di centro-pianura padana), oppure si può scegliere di non farli perchè non li si sopporta proprio, perchè ci tolgono tempo e di tempo ne abbiamo poco, ma anche la prima scelta è "amore" della salita, anzi, amore più "erotico" se mi passate il termine in senso lato, cioè che la fa desiderare, pregustare, non consumare subito insomma....
Un dato molto elevato dice soprattutto una cosa: che pur di evitare la pianura siamo disposti a sobbarcarci altro, tipo trasferte in auto, sveglie all'alba, a buttare benzina per portarci lassù ai piedi delle alpi, ad allungare la strada, ad indurire il percorso, pur di evitare un tratto pianeggiante di troppo.
Fa riflettere, adesso sto cercando di calcolare a spanne anche io mio coefficiente.
[Edited by herbie7617 1/4/2012 7:43 PM]