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Facebook   USCITA ODIERNA 2012Last Update: 12/31/2012 7:34 PM
2/8/2012 2:27 PM
 
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Ciao Giorgio,
COMPLIMENTI per la tenacia,la costanza e la resistenza fisica.
Di ciclisti cosi "strong" non ce ne sono molti in giro,domenica mattina in zona Bergamo c'era il deserto dei tartari..
Io ti definirei(il dialetto bergamasco docet!) un vero e proprio "sciopetün" ovvero una persona che non scoppia mai!
Buone pedalate a tutti.
Vavasss


Noter a'n mola mia
Una donna senza carattere è pura virtù
2/8/2012 9:32 PM
 
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Re:
vavasss, 08/02/2012 14.27:

Ciao Giorgio,
COMPLIMENTI per la tenacia,la costanza e la resistenza fisica.
Di ciclisti cosi "strong" non ce ne sono molti in giro,domenica mattina in zona Bergamo c'era il deserto dei tartari..
Io ti definirei(il dialetto bergamasco docet!) un vero e proprio "sciopetün" ovvero una persona che non scoppia mai!
Buone pedalate a tutti.
Vavasss





Grazie Serena,
domenica mattina ovunque abbia pedalato era il deserto dei tartari , ma, "sciopetün" o no che sia, io accetto tutto (o quasi) quello che viene. Il freddo non mi piace, come non mi pace il caldo esagerato, ma questo è quello che passa il convento e mi adeguo.

P.S.: sapendo che ci sei salita da poco, domenica mattina la strada da Foresto Sparso al Colle San Giovanni delle Formiche, spolverata di neve fresca, era spettacolare e adrenalinica ... al punto che non ho saputo resistere

Ciao

Giorgio
2/9/2012 8:57 PM
 
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Una boccata di ossigeno, prima di una riunione stressante …

Mercoledì 8 febbraio 2012: oggi mi hanno piazzato una riunione alle 14,00 a Milano. Me lo hanno comunicato ieri e lo stress è subito schizzato a livelli incontenibili. Come rimediare? Beh, una soluzione c’è … una bella boccata di ossigeno prima di recarsi a Milano. Mi accordo con il collega che deve venire con me a Milano di trovarci al casello di Palazzolo per le 12,40 circa. Mi alzo con comodo e alle 7:53:18 sono fuori di casa e do il 1° colpo di pedale al mio King.

Le gambe lanciano subito sensazioni non troppo buone: evidentemente anche loro iniziano ad essere un po’ stanche di questo freddo. Parto in agilità e attraverso la Franciacorta fino a Capriolo, scendo in Val Calepio e testo la situazione salendo lo strappo che porta a Castelli Calepio spingendo un bel 50x17. Nell’ultimo tratto penso di morire, ma arrivo alla stradina dove so che torna il 34. Recupero, ma non mi faccio strane idee … fa anche freddo … ricaccio indietro l’idea del San Fermo e vado sul lago, considerando che non ne avrei nemmeno il tempo. A Tavernola Bergamasca, prendo la salita per Vigolo. Dopo 2,1 km, al bivio che chiamiamo Vigolino, sono 9 secondi sotto il miglior tempo di quest’anno (che comunque era una prestazione pessima). Decido di provare a tener duro, ma che fatica … Arrivo nella piazzetta di Vigolo in 27’ e 58”: discreto per il mio motore tenendo conto della stagione e del freddo che fa, ma certo lontano dall’anno scorso …

Piccola deviazione verso Parzanica salendo fino al primo scollinamento (è solo un km e mezzo) con il 50x16 e poi giù verso il lago a prendere un bel po’ di freddo e poi da lì a casa passando dalla Franciacorta.
Doccia calda, una mela per pranzo e via di corsa in auto verso Milano … ci vuole anche quello …

Tempo: 3h 27'
Distanza: 92,2 km
Battiti: 134/167 bpm
Cadenza: 79/111 rpm
Velocità media: 26,7 km/h
Dislivello: 850 mt
Calorie: 2.192 kcal
Temperatura: min -3°C/media +1°C

Ciao e buone pedalate a tutti
2/9/2012 9:22 PM
 
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Organizzarsi lavorando da casa …

Giovedì 9 febbraio 2012: oggi devo fare da supporter a mia figlia che esce da scuola alle 16,20 e vuole andare in piscina e poi essere riaccompagnata a casa dopo l’allenamento. Siccome mia moglie è a un corso, mi organizzo per lavorare da casa. Mi alzo alle 6,45 poco convinto di uscire subito, poco convinto se provare a fare un (quasi) lungo, poco convinto di tutto … Questo freddo prende la testa e mi toglie le iniziative. Speriamo che passi in fretta …

Comunque a sciogliere i dubbi ci pensano subito i problemi di lavoro. Assisto un cliente per una procedura appena aggiornata con una modifica, ma salta fuori il più classico dei classici: il bug … l’errore di programma. In pratica è successo un mezzo disastro e la soluzione più sicura che trovo è di cancellare la contabilità, cancellare un flusso di bonifici che stavano per andare in banca (un cifrone …) e far ripristinare un file salvato la notte prima. Mannaggia … Capito l’errore lo correggo, ma non mi hanno ancora ripristinato il file e allora chiamo Maurino: “Esci in pausa pranzo?”. No … e allora esco da solo con l’idea di un San Fermo che pian piano prende forma nella mia testa. Alle 11:22:59 esco di casa e do il 1° colpo di pedale al mio King, con un bel solettino che ispira fiducia.

Prima parte della pedalata come ieri: Franciacorta e Val Calepio con risalita classica con un bel 50x17. Punto verso il lago, ma con l’idea di provarci e a Villongo svolta a sinistra e si inizia a salire verso i Colli di San Fermo. Rispetto alla mattina, la salita e tutta al sole … una fantasticheria, anche se la neve che si scioglie in molti tratti bagna la strada e bisogna stare all’occhio perché a scivolare basta pochissimo. Nella prima metà le gambe girano meglio e riesco a spingere il 34x21 e qualche raro 34x19. Poi, nella seconda metà, devo stare più sereno e accontentarmi di far girare quasi solo il 34x24 … e con grande fatica per giunta.
Quando scollino, pigio il lap del Polar e mi sorprendo leggendo un buon tempo per questo periodo 58’ e 32”. Ho una fame da lupo e butto giù l’unico panino con la marmellata che ho in tasca, prima di affrontare la discesa verso Grone con qualche problema di freddo e di strada in certi tratti difficile. Quando sono in Val Cavallina per scaldarmi ho solo una possibilità: menare, ma faccio fatica, inizio ad avere una mezza crisi di fame e sento che mi manca un briciolo di forza per spingere come vorrei. Quando arrivo a Palazzolo sull’Oglio, proprio in prossimità del ponte sul fiume, saluto 2 ciclisti che pedalano in senso contrario. Quello dietro mi urla un “Uehhhhhhhhhhhh” … penso sia Bruno. Rientro a casa. Doccia al volo e riprendo in mano la situazione del problema mattutino riuscendo a sistemare il tutto in breve tempo … a discapito del pranzo.

Tempo: 3h 28'
Distanza: 86,6 km
Battiti: 136/165 bpm
Cadenza: 79/121 rpm
Velocità media: 25,0 km/h
Dislivello: 1.190 mt
Calorie: 2.242 kcal
Temperatura: min +3°C/media +6°C

Ciao e buone pedalate a tutti
2/9/2012 10:04 PM
 
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certo che ero io , col mio vicino di casa ci siam fatti un centello con Pasta-Gandosso poi Sarnico Palazzolo e un giro nella bassa anche se io avrei preferito meno Km ma una salita lunga (pensavo Ganda ma il mio socio aveva timore del frdddo in discesa). Dati Garmin
2/11/2012 7:37 PM
 
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Colle dei Pasta Tour: un classico dell’inverno …

Sabato 11 febbraio 2012: con Giuseppe e Daniele presi da impegni personali, Bruno con l’obiettivo di un Ceratello in solitaria , ieri sera ci siam sentiti io e Pier Luigi alias b-bajjins per un ritrovo sul Colle dei Pasta alle 8,30 di questa mattina … salvo neve , ovviamente. Mi alzo verso le 6,10. Guardo fuori dalla finestra del bagno e non nevica. La voglia non è ai massimi livelli: questo freddo ti martella in testa, ma di stare a casa non se ne parla, quindi …
Poco prima di uscire mando un sms a Pigi e confermo: alle 8,35 sul Pasta. Poi tra una cosa e l’altra esco che son già in ritardo e il 1° classico colpo di pedale al mio King lo do solo alle 7:20:13. Fatti 300 metri sento che c’è troppo rumore nelle orecchie e l’aria filtra … mannaggia, ho dimenticato la fascia che indosso sopra la cuffia leggera, per tenere calde le orecchie. Torno indietro … fra due moccoli … e chiedo a mia figlia di recuperarla da sopra il calorifero. La indosso, ringrazio e riparto, consapevole di essere molto, molto in ritardo. 7-8 km per riscaldarsi con il 34x17 e poi passo sul 50 e inizio a cercare di recuperare sul tempo.
Arrivo a Cenate Sotto, ai piedi del Pasta, che sono le 8,22 circa … posso farcela e infatti riesco ad essere puntuale al rendez vous con Pigi. Ci salutiamo e lui mi chiarisce subito che oggi ha nelle gambe solo un Pasta Tour. “Ok – dico – dov’è il problema? Il Pasta Tour va benissimo !!!”. Ops … quasi benissimo perché la prima discesa che facciamo è quella verso la gelida valle di Gavarno (che porta in Val Seriana) e oggi è davvero polare. Arriviamo al ponte romano (quello che attraversa il fiume Serio e conduce a Nembro) e giriamo le bici perché la ciclabile è stracolma di neve. Il 2° Pasta quindi ce lo andiamo a prendere salendo da Gavarno e Tribulina … come eravamo appena scesi e ancora nel gelo.

Scolliniamo e scendiamo verso Cenate Sotto, giriamo da Trescore e saliamo per il 3° versante da Cenate Sopra, con piccola deviazione dello strappo di Valpredina. Nella discesa per tornare sulla strada che sale a San Rocco, un cane lupo cerca di fare la conoscenza di Pigi … c’è mancato poco che lo assaggiasse …
Passato lo spavento, si torna a salire e anche stavolta scolliniamo. Praticamente non sono riuscito a scaldarmi del tutto, ho mani e piedi semi-congelati e ma affrontiamo la discesa dal versante di Torre de’ Roveri e siamo a Negrone di Scanzorosciate. Pigi è convinto di salire il classico versante di Tribulina (quello della GF Gimondi), ma io gli propongo … ops, lo obbligo a quello di via Serradesca: una bella variante che ci porta con grande soddisfazione alla chiesa di Tribulina e da lì a conquistare il 4° Pasta. Breve sosta per mangiare un panino con la marmellata, anche se è il bere che si rivela l’operazione più complessa: la borraccia è un blocco di ghiaccio, svitiamo il tappo e andiamo di granita … aroma sali e miele … ‘na squisitezza …
Ripartiamo e Pigi dici subito il versante di Torre che è più duretto e allora giù di nuovo verso Torre de’ Roveri, dove giriamo la bici e risaliamo a prenderci il 5° Pasta. Nuova discesa verso Cenate Sopra, un paio di su e giù e ci troviamo a Cenate Sotto da dove iniziamo e andiamo a prenderci il nostro 6° Pasta.
Pigi inizia ad essere un po’ stanco, ma tiene duro: è un grande, visto che era fermo esattamente da 3 settimane. E così scendiamo l’ennesima volta da Torre de’ Roveri per risalire dal classicissimo versante di Tribulina, così da mettere il 7° Pasta in tasca. A questo punto Pigi dice STOP, ma abbiamo ancora in sospeso un caffè che gli ho promesso. Scendiamo a Torre de’ Roveri (è la strada più breve per la casa di Pigi) ed entriamo in un bar per un meritatissimo caldo caffè. Poi ci salutiamo e ognuno per la sua strada: Pigi a sinistra e io a destra per salire da Torre all’8° e ultimo Pasta della giornata. Scollino. Oramai non ho più freddo da un po’. Mi butto giù verso Cenate Sopra e Trescore e rientro a casa dalla Val Cavallina … tanto da lì la bici conosce la strada da sola

Tempo: 5h 25'
Distanza: 128,4 km
Battiti: 124/166 bpm
Cadenza: 74/128 rpm
Velocità media: 23,7 km/h
Dislivello: 1.645 mt
Calorie: 3.073 kcal
Temperatura: min -6°C/media -3°C

Ciao e buone pedalate a tutti
2/11/2012 8:33 PM
 
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Re: Colle dei Pasta Tour: un classico dell’inverno …
CiclistaperCaso@, 11/02/2012 19.37:

Nella discesa per tornare sulla strada che sale a San Rocco, un cane lupo cerca di fare la conoscenza di Pigi … c’è mancato poco che lo assaggiasse



ma intendi il cane me o io il cane? la mia fame può tutto...

grazie della compagnia e della pazienza
io ho chiuso con 106 km e 1450 m di dislivello, anche se mi sembra che il Polar abbia sovrastimato stavolta...

ciao a tutti!

[Edited by b-baggjins 2/11/2012 8:33 PM]
2/11/2012 8:38 PM
 
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Re: Re: Colle dei Pasta Tour: un classico dell’inverno …
b-baggjins, 11/02/2012 20.33:



ma intendi il cane me o io il cane? la mia fame può tutto...

grazie della compagnia e della pazienza
io ho chiuso con 106 km e 1450 m di dislivello, anche se mi sembra che il Polar abbia sovrastimato stavolta...

ciao a tutti!




Oggi sono passato sul Pasta in auto verso le 12:30 ed ho provato a
vedere se vi trovavo. Vista la fame di Pigi mi è andata bene, se no
mi addentava un braccio. Mi siete mancati!!!
GNaldi

Lent e seguent
2/11/2012 9:21 PM
 
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Re: Re: Re: Colle dei Pasta Tour: un classico dell’inverno …
gnaldi, 11/02/2012 20.38:



Oggi sono passato sul Pasta in auto verso le 12:30 ed ho provato a
vedere se vi trovavo. Vista la fame di Pigi mi è andata bene, se no
mi addentava un braccio. Mi siete mancati!!!




Anche tu Giuseppe ... quest'anno riusciamo a vederci poco.
Speriamo che nei prossimi week-end torniate in 2: tu e un pò di caldino in più

Ciao

Giorgio

P.S.: se domani vuoi fare 3 orette assieme mandami un sms. Io ci ho pensato, poi non ho osato disturbarti
2/11/2012 9:27 PM
 
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Re: Re: Colle dei Pasta Tour: un classico dell’inverno …
b-baggjins, 11/02/2012 20.33:



ma intendi il cane me o io il cane? la mia fame può tutto...

grazie della compagnia e della pazienza
io ho chiuso con 106 km e 1450 m di dislivello, anche se mi sembra che il Polar abbia sovrastimato stavolta...

ciao a tutti!





Pigi, quando hai sentito il cane che ti rincorreva, col cavolo che pensavi di mangiartelo

Per la compagnia grazie a te e per la pazienza non ce n'è mai di bisogno: è la compagnia che muove tutto e ci dà anche la tenacia giusta. Fossi stato da solo, già dopo la prima discesa dal Pasta a Gavarno avrei girato la bici e sarei tornato a casa per il troppo freddo e invece, una parola tira l'altra e ce ne siamo fatti 8

Il tuo Polar non ha sovrastimato per nulla: conta circa 100 mt da Romano a Torre, 160-170 mt x 7 ascese + altri 100 mt per Valpredina e qualche altro su e giù. Torna tutto, compreso il fatto che dopo 3 settimane di fermo dei motori sei stato GRANDISSIMO !!!

Ciao

Giorgio
2/12/2012 5:41 PM
 
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Quando arriva la primavera?

Domenica 12 febbraio 2012: anche oggi tutti hanno deciso di saltare luscita in bici per il freddo. Io di stare a casa non ne ho voglia. Quando mi alzo sono le 7,10 circa, guardo fuori dalla finestra e non nevica. Faccio tutto lentamente e porto il caffè a letto a mia moglie. Alle 8:24:55 esco di casa con il mio King e parto. Noto subito che la strada è leggermente lucida. Nella testa si forma subito una parola “Pericolo”.

Catena sul 34x17 e via leggeri come piume, ma oggi le gambe dicono di no subito. Tanto ieri mi sembravano ispirate e pimpanti, tanto oggi son legnose. Non me la prendo e vado verso il lago a cercare un gruppo, con qualche minima speranza. Arrivo a Sarnico e il tabellone luminoso parla chiaro -2°C, confermati anche 5 km dopo a Predore. Son temperature mai viste qui sul lago, dove normalmente in inverno ci sono 5-6 gradi in più rispetto a casa mia. Proseguo ancora e toh … 2 km prima di Tavernola, dopo un’ora che pedalo, incrocio il primo ciclista. I gruppi della domenica??? Nemmeno l’ombra. E allora, da solo e al gelo non mi va di fare pianura, svolto e salgo per Vigolo. Salgo maluccio, però incrocio altri 3 ciclisti che scendono … una consolazione. In piazza a Vigolo, brevissima sosta per riprendere fiato e chiudere il giubbino. Poi nel ritorno i soliti 2 km di SFR verso Parzanica. Faccio pure un tentativo di arrivarci a Parzanica, ma non mi fido del ghiaccio sulla strada. Giro la bici e già penso che 10 km di discesa mi congeleranno … infatti … quando sono di nuovo sul lago, non mi resta che pedalare sperando di riscaldarmi. Incrocio pure 2 squadre che vanno verso Lovere, con tanto di ammiraglia. Poi rientro dalla Franciacorta, con passaggio al Bellavista dove, tanto per gradire, inizia di brutto a nevicare e da lì son circa 16 km di neve fitta fino a casa.

2 pensieri in testa a consolarmi: la doccia calda e un piatto fumante di spezzatino ai funghi, con polenta e patate al forno. Una sola domande, sempre in testa: quando arriva la primavera?

Tempo: 3h 25'
Distanza: 89,3 km
Battiti: 128/157 bpm
Cadenza: 81/112 rpm
Velocità media: 26,2 km/h
Dislivello: 830 mt
Calorie: 1.996 kcal
Temperatura: min -6°C/media -3°C

Ciao e buone pedalate a tutti
2/15/2012 4:56 PM
 
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Ieri, approfittando di una mia scappata in Liguria per motivi familiari, sono riuscito a rompere il mio digiuno ciclistico, che durava ormai da una ventina di giorni. Purtroppo non ho la forza di volontà del nostro Giorgio/CPC, che non si lascia intimorire nè dalla neve, nè dal ghiaccio, nè dalle temperature polari...
Una telefonata con Grigua ed ecco combinata la nostra uscita: un continuo girovagare tra la Ruta, Portofino Vetta, Santa Margherita, Portofino, Rapallo e Chiavari in una giornata di sole magnifico.
Nonostante il sole alla partenza la temperatura è abbastanza bassa per essere in Riviera (2°), ma già a mezzogiorno si sta a meraviglia, tanto che decidiamo di fermarci a mangiare in spiaggia a Chiavari!
Nel complesso una giornata rilassante, a ritmo tranquillo, ma che alla fine ci ha portato a totalizzare 80 km e 1470 m per me e 110 km e 1830 m per Elena.
Ed ecco un paio di foto che rendono comunque l'idea dell'eccezionalità climatica del periodo.



Cascata di ghiaccio lungo la salita che da Ruta porta a Portofino Vetta!



Elena /Grigua che tenta con scarso successo di apprvigionarsi...
Ciao.
Sergio
[Edited by CaSe63 2/15/2012 4:57 PM]
2/15/2012 10:50 PM
 
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CaSe63, 15/02/2012 16.56:




La pagella:
Cielo: ............................... 10
Sole: ................................ 10
Compagnia: ...................... 10
Paesaggio: ......................... 8
Sosta pranzo in spiaggia: .... 10
Fotografo: .......................... 5--

Per non parlare della Grigua travestita da rapinatore di banche...

[Edited by grigua 2/15/2012 10:53 PM]
====================================================

Un'emozione in più è terra conquistata,
non possiamo chiedere certezze a questa vita (R.Z.)

E' il tempo, sai, che ci misura,
che ci fa uomini o soltanto frenesia (R.Z.)
2/16/2012 9:25 PM
 
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A San Valentino, in Gandosso di mattino …

Martedì 14 febbraio 2012: dopo la classica giornata di riposo del lunedì, oggi è martedì e si torna ad uscire in bici. La sveglia suona alle 5,40, faccio colazione e trovo la prima sorpresa: una confezione di 4 baci Perugina sul tavolo in cucina al mio posto. Mi preparo e poi, per ricambiare il pensiero carico, preparo il caffè e lo porto a mia moglie ancora a letto. Quattro chiacchiere e poi via: alle 6:53:39 sno in strada e do il 1° colpo di pedale al mio King.

L’aria è fresca. Il cielo sembra sereno. Mi riscaldo puntando verso la bergamasca, con breve sosta alla chiesetta di Chiuduno. Dopo una paio di preghiere, giro la bici e a Grumello salgo al Gandosso con la strada oramai bel soleggiata. Scollino con un tempo ancora piuttosto invernale e scendo nella gelida gola che porta a Credaro, facendo molta, molta attenzione al viscido sulla strada … basta un attimo.

Va tutto bene e sono sul lago. Tratto in ombra fino a Clusane e Franciacorta nel rientro verso casa, con passaggio dal Bellavista e planata finale verso casa. Poi veloce doccia, corsa in ufficio per una giornata di lavoro piena, ma stasera mi aspetta una cenetta in compagnia delle mie 2 splendide ragazze: mia moglie e mia figlia . Sono la mia vita.

Tempo: 2h 47'
Distanza: 73,1 km
Battiti: 131/168 bpm
Cadenza: 80/113 rpm
Velocità media: 26,4 km/h
Dislivello: 645 mt
Calorie: 1.707 kcal
Temperatura: min -7°C/media -2°C

Ciao e buone pedalate a tutti
2/16/2012 10:03 PM
 
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A San Faustino, mattinata di ferie e giretto in bici a Selvino …

Mercoledì 15 febbraio 2012: oggi da noi è la festa del Patrono: Santi Faustino e Giovita. Il secondo è un po’ meno noto, mentre il primo per molti si identifica scherzosamente come la festa di single … dopo quella degli innamorati . Al pomeriggio devo lavorare, ma la mattina la posso dedicare ad un bel giro in bici. Purtroppo sono solo e, vista la pessima condizione, dovrò dosare bene le energie.

Con molta calma, alle 8:31:31 esco di casa e do il 1° colpo di pedale al mio King. Valuto velocemente dove andare e, per non rischiare che la fredda discesa verso la Val Cavallina peggiori la tosse che mi ritrovo da un po’ di giorni, opto per un Selvino. L’avvicinamento alla salita si svolge nella norma: un bel riscaldamento e andatura regolare. A Cenate Sotto affronto i 3 facili km che mi portano a scollinare il Colle dei Pasta. Poi c’è la discesa verso la Val Seriana, molto meno fredda di sabato, quando con Pigi ci siamo letteralmente congelati. Attraverso il vecchio ponte romano sul fiume Serio, uno strapetto e sono a Nembro. Alla rotonda pigio il lap per un super-classico della bergamasca: la salita a Selvino, la prima del 2012. La prima rampa dopo il tornante morde e mette un po’ in difficoltà, poi trovo un ritmo accettabile e regolare. Mi godo il sole … il bello di questa salita e nonostante l’ultima ascesa risalga al 12 novembre scorso, mi diverto scoprendo di ricordare per filo e per segno ogni metro della salita. Sarà perché lo fatta tante, tante volte …

Arrivo in paese e pigio il lap del Polar davanti alla fontana di fronte al Marcellino: 39 minuti e 22 secondi. Speravo meglio, ma poteva andare peggio … quindi ok, sono soddisfatto. Non mi fermo nemmeno. Calo il ritmo e vado verso il centro del paese osservando gli anziani che chiacchierano in bergamasco, le mamme e le nonne con i passeggini, la pista da sci dei bambini innevata, ma vuota. Decido di salire al Passo di Ganda, ma anche di passare dalla strada che ci ha insegnato Giuseppe e che prima scende alla frazione Ama, per poi risalire ad Amora. Fatta al sole è una meraviglia, come lo è la vista della Cornagera: un pezzo di Dolomiti trapiantato nella bergamasca. Nell’ultimo tratto prima del Passo di Ganda, si alza un ventaccio fastidioso che in vetta non accenna a diminuire. Brevissima sosta per ammirare il paesaggio delle Orobie innevate e poi, indossata la mantellina, inizio la discesa verso Gazzaniga. Nei tratti in ombra bisogna stare molto attenti, ma nel complesso va tutto bene.

Sono di nuovo in Val Seriana e punto a fare un salto in Val Gandino, tanto per allungare un pochetto e non pensare subito al ritorno. Salgo prima a Casnigo, qualche su e giù per arrivare a Cazzano Sant’Andrea e poi a Gandino, da dove scendo a Leffe. Ok, si rientra, ma sbaglio la strada per salire a San Rocco e anziché prendere quella più lunga e comoda, mi infilo in quella super-ripida e brevissima … sparo due moccoli, ma oramai son qui. Butto dentro il 25 e tengo duro. Sbuffo e arranco, ma arrivo a San Rocco. Breve respiro e poi tratto di facile salita fino al bivio per il Monte Croce. Altra breve discesa e sono al bivio della Valle Rossa, che imbocco svoltando a sinistra per alti 3 km di salita che mi portano ai 664 metri di quota del Colle Forcellino.

Mi fermo. Mangio un panino con la marmellata e telefono a casa “Arrivo per le 14”. Riparto e resto un paio di volte incantato a vedere dall’alto il lago d’Endine completamente ghiacciato. Quando sono sulla SS42 devo fare i conti con un vento assurdo e, ovviamente, contrario. Nei circa 15 km che mi separano da Gorlago spesso fatico più che in salita e non poche volte sono costretto a tenere con forza il manubrio della bici per resistere ad improvvise folate che se la prendono con le mie ruote ad alto profilo. Fortunatamente, quando finisce la valle e svolto a sinistra cambia la musica: il vento diventa più amico e fino a casa soffia a volte da dietro e altre lateralmente. Quando metto la bici in garage, ringrazio chi dall’alto mi ha dato una mano. Sono piuttosto cotto, ma una doccia calda e una bel piatto di pasta mi ridanno le energie per dedicare il resto della giornata al lavoro.

Tempo: 5h 13'
Distanza: 133,1 km
Battiti: 136/166 bpm
Cadenza: 80/122 rpm
Velocità media: 25,5 km/h
Dislivello: 1.785 mt
Calorie: 3.474 kcal
Temperatura: min -2°C/media +7°C

Ciao e buone pedalate a tutti
2/16/2012 10:13 PM
 
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Il giorno dopo un po’ di agilità è quello che serve …

Giovedì 16 febbraio 2012: mi sveglio da solo verso le 6,15. Scendo a fare colazione indeciso “Esco o non esco?”. Alla fine, complice il caffè bevuto in compagnia di mia moglie , opto per un’uscita leggera, per scaricare la fatica di ieri e per affrontare la giornata con la giusta concentrazione.

E così, alle 7:16:04 esco di casa con il mio King. Anziché puntare verso le mie solite zone di allenamento (la bergamasca), stamattina mi prende la voglia di Franciacorta. Così, svolto a destra e con strade di campagna raggiungo Cazzago San Martino. Un paio di giri su un percorso di 5 km conosciuto a memoria e poi dritto verso Passirano. Strappo di Fantecolo … su e giù. Strappo di Provezze … su e giù. Finalmente sono a Provagli d’Iseo. Passo vicino alle torbiere e poi arrivo a Timoline, per rientrare verso casa dall’altro lato della Franciacorta.

Negli ultimi 13-14 km torna il vento a dare un po’ di fastidio: molto meno forte di ieri, in direzione contraria, ma certo che se ne stava in casa ancora per una mezz’oretta sarebbe stato molto meglio.

Tempo: 2h 29'
Distanza: 67,5 km
Battiti: 129/167 bpm
Cadenza: 85/117 rpm
Velocità media: 27,1 km/h
Dislivello: 355 mt
Calorie: 1.459 kcal
Temperatura: min -2°C/media +2°C

Ciao e buone pedalate a tutti
2/18/2012 6:42 PM
 
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18 Febbraio
Innanzitutto voglio rimarcare la bellezza di leggere la semplicità e l'umiltà con cui Giorgio racconta le sue continue e impegnative pedalate, unite ad un senso di serenità che mi lascia sempre con il sorriso. Sei un grande!!
E che giretto quello con cui hai percorso in lungo e in largo la mia zona!
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Oggi pomeriggio seconda pedalata del 2012!
Le premesse non erano il massimo, dato che ho dormito meno di 5h, ho dovuto viaggiare da Pavia a casa, fare un allenamento di corsa molto impegnativo (variato collinare 2x4,1 Km... distrutto!) e dopo solo 2:30h sono partito, ma era un'occasione e così ho proposto a mio fratello un giretto. C'è anche il sole e fa addirittura "caldo", quindi ottimo!
Caricato ancora dello zaino, puntiamo subito verso il Colle Gallo, lato di Albino, per la salita che avrà l'onore di iniziare il Trofeo dello Scalatore Orobico 2012. Le gambe effettivamente sono stanche, ma vabbeh, devo godermi questa possibilità e tanto il ritmo sarà relativamente tranquillo. C'è vento e ci darà fastidio nei fondovalle e in parte della seconda salita, ma la temperatura è davvero gradevole, anche in discesa (tanto che non indosso nessuna mantellina).
Il ritmo del primo tratto di falsopiano è fin troppo baldanzoso (sui 30 Km/h), tenuto alto dalla volontà di non sfigurare tra fratelli... Poi arriva la salita vera, con il tempo da far scattare al cartello "Dossello". Mio fratello mi dice di aspettarmi su, ma preferisco salire regolare cercando di tirarmelo dietro. Nei tratti più ripidi fatico parecchio e ricorro spesso al 21 e 2/3 volte anche al 24, per il resto salgo abbastanza in controllo, notando che facevo più fatica nel falsopiano col 50x17. Mio fratello, che credo fosse alla prima uscita della stagione, fatica un po' nei tratti duri, ma riesce sempre a ricucire nei tratti di rifiato in cui rallento. Baciati dal sole, senza quasi una macchina e solo con la strada spesso fradicia per lo scioglimento della neve, raggiungiamo Casale. Mio fratello perde un po' terreno e, vedendo che non rientra, decido allora di forzare un po' l'ultimo impegnativo Km, prima con una progressione sui pedali nel rettilineo che porta all'ultimo tornante a sinistra, poi stringendo i denti nel rognosissimo tratto di semicurve finali. Chiudo la salita con un discreto 20:14,5 m (975 m/h di VAM, 3,64 w/Kg) e giro subito la bici per andare incontro a mio fratello e ripercorrere l'ultimissimo tratto. Buono anche il suo tempo, 21:15, amplissimamente migliorabile in quella che sarà la sua gara di debutto (anche mio fratello è parte dell'ASD BG-Cycling!).
Un attimo di recupero e giù verso la Val Cavallina, facendo molta attenzione alla strada piena di buche e sporco (specie nel primo tratto). Breve tratto di statale, costeggiando il Lago d'Endine che ha iniziato il disgelo nei tratti più esposti al sole, e a Spinone attacchiamo la seconda salita di giornata, la "Valle Rossa" (che in realtà è la valle dell'altro versante) o "Forcellino". Nella prima parte c'è qualche tornante impegnativo, poi la pendenza molla e concede una bella tregua; non è però giornata di grandi rilanci di andatura e controllo sempre con la coda dell'occhio che mio fratello sia vicino, rallentando quando perde qualche metro. Nel tratto nuovo di tornanti di Ranzanico il vento è spesso contrario e fa precipitare la velocità, ma non c'è nessuna ansia da prestazione e saliamo regolari. A Bianzano un altro falsopiano, l'ultima rampa ripida e il drittone piuttosto dolce che porta all'ultimo tornante verso destra prima dello scollinamento. Chiudiamo in 23:43,8 m (822 m/h di VAM, 3,19 w/Kg) e, senza fermarci, ci lanciamo nella dolce e sempre ombreggiata discesa, da fare nella prima parte quasi tutta in posizione (finalmente ritocco una velocità massima decente: 68,3 Km/h). Ma è sempre scocciante vedere come chi ha più massa, vedi mio fratello, riesca a superarti pedalando la metà.
Arrivati a Cene piuttosto stanchi, anche perchè c'è spesso da pedalare e le gambe iniziano ad urlare, prendiamo gli svincoli di Gazzaniga e in poca strada siamo a Comenduno, affrontando con calma la tostissima salita di casa. Terminiamo così con 41,75 Km, pochi ma belli densi dati i 799m di dislivello superati. La media di 24,7 Km/h non è affatto male, anche considerando lo stato certo non ottimale delle strade. FC media 154, massima 180 (nel tratto finale della prima salita).
Ottima pedalata!! Le prestazioni pure delle due salite non sono eccelse, sia per la stanchezza accumulata sia perchè non era questa l'occasione per tirarle, ma sul Colle Gallo da Dossello (5,03 Km al 6,54%) e sulla Valle Rossa da Spinone (6,22 Km al 5,22%) è praticamente impossibile ottenere grandi prestazioni di vam e di wattaggio.
Questo il percorso: link Garmin
Purtroppo per qualche settimana la bici dovrà attendere, avendo molto probabilmente due cross il 4 (finale nazionale dei CdS ) e l'11 Marzo. Poi, forse, potrò finalmente iniziare ad avere maggiore regolarità con le pedalate. Speriamo!
Ciao a tutti!

Giorgio
2/18/2012 9:29 PM
 
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Re: 18 Febbraio
Vedo23, 18/02/2012 18.42:

Innanzitutto voglio rimarcare la bellezza di leggere la semplicità e l'umiltà con cui Giorgio racconta le sue continue e impegnative pedalate, unite ad un senso di serenità che mi lascia sempre con il sorriso. Sei un grande!!
E che giretto quello con cui hai percorso in lungo e in largo la mia zona!
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Grazie Giorgio, il bello della bici è che sa dare una dimensione per tutti, indipendentemente dal fisico di cui ciascuno di noi è dotato e dall'età. Il resto lo fa la passione ... che ci deve muovere in tutte le cose che facciamo nella nostra vita

Ma ora voglio gustarmi il tuo racconto (una rarità in questo periodo)

Ciao

Giorgio
2/18/2012 9:36 PM
 
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Per Giorgio alias Vedo23 ...

Non l'ho solo letto il tuo racconto, me lo sono divorato.
Sarà perchè pedali nelle zone che frequento abitualmente, sarà perchè vai come un treno (anche quando dici di andare piano), ma leggere i tuoi post sulle salite che ritengo in parte anche mie, mi dà una soddisfazione incredibile, mi sembra di esserci, di viverle.

Grazie.

Giorgio

P.S.: ho visto le bozze delle vostre divise su FB e come ti ho detto anche lì sono molto, molto belle !!!
2/18/2012 9:38 PM
 
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Le Valli Bresciane …

Sabato 18 febbraio 2012: la sveglia suona alle 5,45. Stavo proprio dormendo bene, mentre fino a notte fonda ero stato succube di pensieri cattivi. Nel finire di prepararmi riesco pure a chiacchierare dieci minuti con mia moglie … “A che ora torni?” … “Verso l’una e mezza o le due …” lasciando la frase leggermente in sospeso come a dire “Saranno le due quasi sicuramente”.

Alle 6:56:15 esco di casa e parto in direzione del casello A4 di Rovato per incontrare Pier Luigi, che ha deciso di seguirmi nel giro che gli ho proposto per oggi. Rapporto agile e strade di campagna, ascoltandone i rumori e sentendone gli odori tipici: è una cosa che mi piace tantissimo, mi dà la sensazione di essere vivo, di condividere qualcosa con la natura che mi sta intorno. In 13 km sono al luogo deputato per il rendez vous e trovo Pigi già in sella, pronto a partire. Infatti, dopo un caloroso saluto, partiamo, ma fatti 400 mt, mentre gli sto raccomandando di essere attento all’alimentazione … ops, Pigi si ricorda di aver lasciato le borracce in automobile. Risolto l’inghippo, partiamo per davvero e attraversando la Franciacorta entriamo in Val Camonica e raggiungiamo Iseo. Ieri sera avevo messo giù una crono-tabella: quando pigio il Polar ed iniziamo a salire verso il Passo Tre Termini siamo in perfetto orario. Lungo tutta la salita chiacchieriamo di vari aneddoti lavorativi e dei problemi di tutti i giorni. Gli 8,5 km di salita volano e senza accorgercene scolliniamo. Un’occhiata veloce all’orologio e alla tabella: incredibile, siamo ancora in perfetto orario.

Indossiamo la mantellina e iniziamo a scendere verso la Val Trompia. Nel primo tartto la strada è umida e usiamo molta prudenza, ma poi invito Pigi a mollare un po’ la bici e così arriviamo a Ponte Zanano belli allegri. Ora ci attendono circa 8 km di falsopiano e mi metto davanti per rendere la vita più semplice al mio compagno. A Brozzo di Marcheno, svolta a destra ed iniziamo la seconda facile salita che in 7,8 km ci porterà a scollinare a Lodrino. Il traffico è scarso e spesso viaggiamo appaiati. Ogni tanto mi scappano 2 pedalate di troppo e allora torno indietro da Pier Luigi. Siccome, in teoria, oggi sarei io la guida, cerco di dare info ciclo-geografiche al mio socio. Anche questa salita vola e quando siamo su propongo di non fermarci e di iniziare a mangiare nel primo tratto di discesa che è molto facile. Un panino alla marmellata vola in pochi secondi nel serbatoio del carburante … che brutta fine …

14 km di discesa e siamo in Val Sabbia, a Nozza di Vestine per la precisione. Poi altri 3 km a spingere sulla piana e siamo a Barghe. Svolta a sinistra e inizia la salita più impegnativa della giornata: sono solo 8,6 km, ma stavolta le pendenze sono più importanti da subito … se ne accorge anche Pier Luigi che la musica è cambiata. Io gli do le info su quello che ci aspetta. Tra queste che il tratto successivo al 2° km è bello tosto … almeno fino alla frazione Cesane. Poi si recupera per un breve tratto e poi di nuovo a spingere fino alle frazioni di Mastanico, Barnico e … finalmente … Provaglio Val Sabbia. Attraversiamo in piano la via principale, circondata da vecchie case e poi saliamo per 300 metri prima di una nuova spianata dove è posto il Santuario Madonna delle Cornelle, risalente al XVI secolo. In bici ci si passa proprio sotto. Breve discesa e poi ci aspetta la rampa finale: 500 metri over 15% con punte al 19% secondo il mio Polar. Io scollino un po’ prima e posso mollare i liquidi in eccesso con la giusta tranquillità. Poi arriva Pigi: leggermente provato, ma soddisfatto. E siamo a 3.

Tempo di buttar giù un altro panino alla marmellata e si riparte. Stavolta è una discesa impegnativa, sia per le pendenze, sia per il fondo sporco di ghiaia. Transitiamo da Teglie e da Moglia fino a scendere di nuovo in Val Sabbia a Vobarno. Altri 8-9 km di fondo valle dove ho fatto da gregario e a Sopraponte siamo pronti per iniziare l’ultima salita. Fino a Vallio Terme è una passeggiata, poi gli ultimi 4 km sono più impegnativi.
Pigi fa fatica, ma è un grande e tiene duro. Io faccio un po’ di avanti e indietro, ma alla fine scolliniamo.
Da un veloce controllo risulta che siamo ancora perfettamente in linea con la tabella di marcia. “Speriamo che non ci sia vento” dico a Pier Luigi e infatti … fortunatamente c’è discesa, ma il vento (lo conosco bene) a quest’ora qui è sempre contrario. A Nave Pigi mi fa sapere che i Campiani non ci stanno e allora, bordeggiata la tangenziale di Brescia, puntiamo verso la Franciacorta. A Cellatica, Pigi inizia a sentire qualche crampo. A Gussago i crampi continuano e allora esco dalla Franciacorta per puntare alla più trafficata ma pianeggiante SS11. Scorto il mio compagno fino alla sua macchina, dove con una pacca sulla spalla ci salutiamo.

Pigi è stato un grande. Con quasi zero allenamento si è fatto 2.000 mt di dislivello e quasi 140 km. Forse ho sbagliato a proporre questo giro un po’ fuori portata per la sua forma attuale, ma sono sicuro che una doccia calda e un bel piatto di pasta gli toglieranno la fatica (o quasi) e gli lasceranno la grande soddisfazione di averlo completato con 4 belle salite.

Tempo: 6h 44'
Distanza: 160,3 km
Battiti: 129/168 bpm
Cadenza: 75/117 rpm
Velocità media: 23,8 km/h
Dislivello: 2.235 mt
Calorie: 4.157 kcal
Temperatura: min -1°C/media +7°C

Ciao e buone pedalate a tutti
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