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Facebook   USCITA ODIERNA 2012Last Update: 12/31/2012 7:34 PM
4/28/2012 9:03 PM
 
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Collaudo superato con successo

Oggi è stato un giorno speciale.
Ieri mattina abbiamo ritirato le nuove De Rosa Protos fiammanti.
E oggi dovevamo testarle per bene, portandole subito nel posto più alto asfaltato che potessimo raggiungere in questi giorni.
Ovvero al Bernina. La partenza è, come di consuto, al parcheggio pocco prima di Chiavenna.
Scarico l'auto e mi confermo da solo di essere un mentecatto: ho dimenticato a casa lo zainetto pronto e il casco. Non posso proprio partire perchè nello zainetto ho tutto, camere d'aria comprese.

Obbligo Vale a partire e mi fiondo a casa a recuperare il necessario (abitiamo a 1 ora di auto da Chiavenna). Vado e torno sperando di non aver incontrato autovelox. Salgo in bici e parto, pensando a Vale che sarà già al Maloja.

Appena inizia la salita cominciano le ottime sensazioni sulla bici nuova che non mi abbandoneranno più per tutto il giorno.
Aiutato anche da un leggero vento a favore, mi sembra di non fare fatica. Arrivo al Maloja in 1h 50', 8 minuti in meno del mio migliore precedente.
Sento Vale, sta salendo al Bernina, dice che fa caldo e mi aspetta su.

Faccio il piano lungo i laghi fino a Samedan pancia a terra, letteralmente volando (grazie al vento a favore e alla bici che sembra un sogno) quindi inizio la salita col vento che diventa contrario.

Spingo parecchio e arrivo al Bernina letteralmente distrutto. Vale mi sta aspettando al riparo. Mi basta uno sguardo per capire che è entusiasta del mezzo nuovo. A lei altrettanto.
Restiamo 10 minuti seduti vicino all'Ospizio anche perchè, nonostante il vento, il sole è molto caldo. il cielo è di un blu accecante, il paesaggio innevato lascia senza parole.


Prendiamo la strada del ritorno con vento a favore fino a Samedan per poi incontrare un ventaccio contro che non ci abbandona più fino a Chiavenna.


148km esatti, 2500m di dislivello in 5h 24'

Test bici : superato a pieni voti, anzi direi proprio che siamo letteralmente entusiasti.

mauro e Vale



4/28/2012 9:33 PM
 
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Per Mauro e Vale ...

Eravate già fortissimi prima e ora pure il vantaggio di una bici super ... non è giusto

Scherzo. Sono contentissimo. Come sapete era la stessa bici che il mio meccanico voleva farmi comprare, ma un pò per le spese della ristrutturazione della casa , un pò perchè per la mia età e il mio fisico il King 3 RS che ho va già benissimo, per ora ho accantonato l'idea.

E quindi Mauro (e Vale) ora non vi resta che postare il commenti di tutte le vostre uscite e farmi un pò sognare ...

Anche se è un evento raro, è bello leggervi.

Ciao

Giorgio
4/28/2012 10:11 PM
 
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Re: Collaudo superato con successo
mauro 72, 28/04/2012 21.03:


Oggi è stato un giorno speciale.



Grandissimi!!
Il vostro feeling ciclistico è fantastico...
Ciao!

Giorgio
4/28/2012 10:20 PM
 
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Re:
CiclistaperCaso@, 28/04/2012 20.15:


Per Giorgio / Vedo23: tu affermi di essere andato piano, ma confrontato con noi del gruppo del sabato sei volato.



No no, oggi non sono andato piano (tranne per parte del secondo Colle Gallo) e non mi lamento! Anzi, sono proprio contento, perchè la gamba ha reagito anche meglio del previsto. In giornata ideale, penso di essere in grado di migliorare le prestazioni dello scorso anno un po' su tutte le salite.

Poi resterebbe il "piccolo particolare" che anche oggi ho fatto 40 miseri chilometri e due piuttosto misere salite, quando certi "vecchietti" continuano a realizzare avvincenti cavalcate favolose!!


Complimenti anche ad Andrea Pala, che, finalmente non ostacolato dal meteo, è riuscito nel suo intento! (nessuno aveva dubbi sulle sue possibilità e capacità in riguardo)

Giorgio
4/29/2012 8:13 AM
 
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Il mostro domato
Sabato ritrovo a Telgate (speriamo non mettano anche nei pochi posti
liberi rimasti il limite di due ore di parcheggio).

A parte quella dell'arrivo in auto (sono rarissime le eccezioni alla
regola per cui si parte e si arriva sulle due ruote), ci sono un paio
di novità:

1) la graditissima presenza di Cristian 77, che si spupazza un po'
di chilometri per incontrare la nostra banda di matti
2) l'arrivo "a caldo" di Giorgio (viene già da tre ore di bici)

Si parte e l'intenzione è quella di un doppio San Fermo, con il
duro versante da Grone ad incombere sui nostri pensieri.

La giornata è splendida, anche se c'è sempre un po' di foschia a
rompere l'orizzonte.

Si parte e grazie alle mie capacità di negoziazione evitiamo di
salire per Collepiano... ah, ci siamo saliti lo stesso ???
E beh, io ci ho provato... Pur essendo breve, la salita per
Collepiano (fattami conoscere da Giorgio, btw) è bella tosta.
Pochi i momenti di recupero e pendenze sempre discretamente
elevate.

Si scende ad Adrara San Martino e la musica cambia per poco: infatti
fino ad Adrara San Rocco la strada è dolce e non ci sono strappi
duri. Si procede a coppie, con Giorgio e Cristian davanti e
Pigi ed il sottoscrito a smoccolare nelle retrovie.

Io sono molto preoccupato: non ho il fondo e l'allenamento degli
altri anni (non che andassi forte, tuttavia), e l'idea di non
farcela pende come una spada di Damocle sui pensieri.

Il primo tratto duro, grazie anche alle chiaccherate con Pigi,
se ne vola via e comincio a prendere fiducia. La gamba tiene e va
meno peggio del previsto.

Il resto della salita se ne vola via....oddio, proprio volare no.
Non diciamo infatto in quanto siamo saliti, senno ci scomunicano
dal forum. Diciamo che abbiamo salvato la gamba per il pezzo più
duro. A posteriori possiamo dire di aver fatto bene.

Arrivati poco prima del pezzo più duro, scorgiamo davanti a noi gli
altri due; mi scappa di dire "Non sono molto lontani" e Pigi mi
gela con la risposta "Ma per arrivare dove sono loro a noi ci
vogliono ancora minimo dieci minuti". Verissimo e la conferma
arriva immediata.

Il sole tiene, e comincia a fare caldo. La discesa per Grone scorre
senza grossi problemi. Arrivati in fondo e bastano pochi secondi
per ricomporre il gruppo (devo notare come Cristian sia migliorato
tantissimo in discesa).

Su suggerimento di Giorgio, circumnavighiamo il paese dalla
provinciale e prendiamo il bivio per Grone poco più avanti.

Qui si fermano per un attimo Giorgio e Cristian. Pigi ed io
proseguiamo. Giusto il tempo per Pigi di farmi scompisciare dalle
risate con i suoi occhi della tigre, che Giorgio e Cristian si fanno
subito sotto.

Si parte. Il primo tratto, diciamo fino al cartello che avvisa che
i frutti del bosco sono di chi li coltiva (?!?) va via tranquillo,
con forse un po' di patemi in più dovuti alla scarsa larghezza della
carreggiata. Si parte (di nuovo)!

I tornanti, come dico sempre, non solo il maggiore dei problemi. Ed
infatti anche questa volta scorrono via senza particolari problemi.
Il bello arriva subito dopo l'ultimo tornante. Gli altri sono ormai
davanti a me, ma ciononostante mi stupisco nel vedere come riesco
a tenere abbastanza bene su quelle pendenze. Finché c'è ombra,
infatti, non soffro più di tanto.

Il tratto più duro si rivelerà quello più esposto al sole. Fa già
molto caldo e gli insetti danno parecchio fastidio.
Poco prima dell'unico breve tratto di recupero, scorgo di fronte
a me Pigi. Cerco di farmi sotto, ma poco dopo scompare di nuovo dalla
vista.

Curva a destra, drittone, curva a sinistra e di nuovo curva a destra
ed ecco la tanto agognata vista del cimitero. Le difficoltà non sono
finite. Come ben ricordava Giorgio, i successivi due chilometri
si possono rivelare problematici. In effetti all'altezza di
San Antonio c'è un'impennata che può far male.

Proseguo, calo un paio di rapporti, e finalmente ad un tornante
risento la voce di Pigi. Mi aspetta e proseguiamo insieme fino alla
cima, proseguendo anche per un chilometro verso Valpiana, prima di
incontrare gli altri due soci.

La mia soddisfazione si deve leggere sul viso, e Giorgio, che mi
conosce bene, se ne accorge ed è contento per me.

La discesa, eccettuato un trattore che ingombra la maggior parte
della carreggiata, se ne va via senza problemi.
Avrei intenzione di lanciarmi a capofitto (in discesa me la cavo
piuttosto bene), ma non lascio la compagnia.

Arrivati ad Adrara, aspettiamo pochissimo prima dell'arrivo di
Cristian (il quale deve aver avuto non pochi problemi con il
trattore di cui sopra). C'è comunque la conferma dei suoi netti
miglioramenti in discesa.

Ancora l'ultima difficoltà rappresentata dalla "tangenziale" di
Adrara (hanno da poco modificato la viabilità del paese con vari
sensi unici e percorsi alternativi) se ne va via.

Rimaniamo ancora in compagnia di Cristian fino al bivio di Villongo,
e siamo tutti prodighi di consigli e suggerimenti. Leggendo stamane
le notizie viene da chiedermi se ha avuto problemi con
l'incidente mortale ad Iseo. Per tutto il percorso abbiamo "sofferto"
la compagnia delle moto (anche se pensavo decisamente peggio). Beh,
ad Iseo una moto si è scontrata con un'auto ed il motociclista è
morto sul colpo. Immagino abbiamo chiuso le strade per i
rivelamenti del caso e quindi la viabilità sarà stata nel caos.
Speriamo bene, anche perché di chilometri sulla groppa a quel
punto ne avrà avuti parecchi - aggiungo per completezza di
cronaca una nota sull'incidente fra moto e bici avvenuto in
Val Taleggio.

Rientro a Telgate con un generosissimo Pigi (Giorgio lo avevamo
salutato a Credaro.

Arrivo a casa con mezz'ora di ritardo e la mogliettina che mi
aspetta con il mattarello.
[Edited by gnaldi 4/29/2012 8:13 AM]
GNaldi

Lent e seguent
4/29/2012 11:11 AM
 
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Re: Il mostro domato
gnaldi, 29/04/2012 08.13:


Arrivo a casa con mezz'ora di ritardo e la mogliettina che mi
aspetta con il mattarello.



Ahahah!!
Grande Giuseppe, direi che questo giro non può che aiutarti a ritrovare quella fiducia che, forse, ultimamente avevi perso un po' troppo. Fatica la si fa sempre, ma è la testa (e la compagnia) che possono aiutarci ad affrontare difficoltà che ci sembrano superiori alle nostre possibilità. E affrontare il San Fermo da Grone dopo aver già scalato l'altro versante (mica banale!) e dopo Collepiano nelle gambe non è mica da tutti!
Dobbiamo sempre ricordare che qui sul forum siamo appunto "scalatori" e che ci sono alcuni utenti dai numeri fenomenali, quando ci sono tantissimi ciclisti, magari che fanno anche 10000 Km all'anno, che non fanno mai un San Fermo per paura di non farcela...
Ciao!

Giorgio
4/29/2012 2:03 PM
 
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RE: Il Mostro domato

Per vincere i mostri bisogna prima di tutto affrontarli a muso duro e con determinazione.

Ci sei riuscito!!

COMPLIMENTISSIMI Giuseppe


Ciao, a presto

PS: A partire da ieri mia figlia ha terminato il corso di nuoto del sabato mattina e dal prossimo sarò finalmente libero di unirmi alla vostra graditissima compagnia.
4/29/2012 3:07 PM
 
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Alla fine.. Inaugurato il 2012 ciclistico!

Finalmente, al 29 di Aprile posso scrivere qualcosa anche io, una minuscola "uscita", se così si può chiamare, la prima assoluta per il mio 2012 ciclistico. Purtroppo quest'anno la scuola e gli impegni hanno impegnato il mio tempo molto più del previsto, e quindi la bici è rimasta in garage bella coperta.
Prima uscita stagionale quindi, e come tappa è la più facile che potessi scegliere con un minimo di salita, 15 Km andata e ritorno da casa, ma nei quali c'è spazio anche per uscire dalla città e inoltrarsi nel bosco della collina pistoiese, sotto gli Appennini.
Dalla città, in appena 3 Km si raggiunge la periferia e la collina pistoiese all'ombra dei monti appenninici, e le strade nei boschi che raggiungono paesini sopraelevati ma non ancora montani sono veramente tante. Una di queste, molto suggestiva e non proprio un cavalcavia, è la strada che porta al piccolo paesino di San Vito, talmente piccolo che non è nemmeno riportato da Google Maps.
La salita nella fattispecie è lunga circa 3 km e mezzo, con una pendenza media del 7,4 %. Un'oretta scarsa di pedalate, con tutto sommato una buona gamba, per essere la prima pedalata di stagione.

Quindi, i dati sono poveri, ma per me significativi:

KM 15.3
TEMPO 48'20"
Velocità Media 19 Km/h
Dislivello Totale 300 m

SAN VITO, da Torbecchia
KM 3,5
TEMPO 22'50"
Velocità Media 9,2 Km/h
Inizio/Fine 145/400 Dislivello 255 m
Pendenza Media 7,4 %
VAM 670

Pistoia da San Vito

Ciao e buone pedalate!
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--------------------------------------------------
4/29/2012 3:18 PM
 
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Re: Alla fine.. Inaugurato il 2012 ciclistico!
gibosimoni, 29/04/2012 15.07:


Finalmente, al 29 di Aprile posso scrivere qualcosa anche io



Bentornato in sella Lorenzo!!

Giorgio
4/29/2012 6:18 PM
 
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Re: Alla fine.. Inaugurato il 2012 ciclistico!
gibosimoni, 29/04/2012 15.07:


Finalmente, al 29 di Aprile posso scrivere qualcosa anche io, una minuscola "uscita", se così si può chiamare, la prima assoluta per il mio 2012 ciclistico.

...





Anche da parte mia TANTISSIMI COMPLIMENTI, Lorenzo e ricorda (ma lo sai già di sicuro) che chi ben comincia è alla metà dell'opera e tu hai incominciato proprio bene !!!

Ciao

Giorgio
4/29/2012 7:03 PM
 
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Re: Re: Devofareunlungodevofareunlungodevo...
pala69, 28/04/2012 15.13:



Una media di 29km/h su 200km di montagna!!!!




Non esageriamo: sono 200 km di vallonato, la salita più lunga è di 6 km con tratti in falsopiano.
La montagna è un'altra cosa.
E poi in gruppo è un conto, da solo un altro.
[Edited by MirkoBL 4/29/2012 7:03 PM]



******************************

Ciao Moro...

4/29/2012 7:03 PM
 
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Re: Alla fine.. Inaugurato il 2012 ciclistico!
gibosimoni, 29/04/2012 15.07:


Finalmente, al 29 di Aprile posso scrivere qualcosa anche io, una minuscola "uscita", se così si può chiamare, la prima assoluta per il mio 2012 ciclistico. Purtroppo quest'anno la scuola e gli impegni hanno impegnato il mio tempo molto più del previsto, e quindi la bici è rimasta in garage bella coperta. Ciao e buone pedalate!



Buonissime pedalate a te. E goditi il sano, sanissimo divertimento
che la bici procura.


GNaldi

Lent e seguent
4/29/2012 8:47 PM
 
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Una giornata davvero speciale …

Sabato 28 aprile 2012: ieri era il compleanno di Maurino e giovedì mattina eravamo rimasti d’accordo per fare oggi un early morning con San Fermo e Buca del Corno. “Alle 5 a Cologne” cioè a 6 km da casa mia, ci siamo detti e quando la sveglia è suonata alle 3,45 non ho avuto un attimo di esitazione. Faccio tutto più veloce che posso, ma un’ora ci vuole lo stesso e alle 4:47:46 esco di casa e do il 1° colpo di pedale al mio King.

Con il faro Sigma acceso attraverso il paese e punto verso Cologne, ma dopo circa 3 km vedo un altro faro Sigma venirmi incontro … inconfondibile. Immagino subito chi possa essere anche perché mi saluta con un colpo di luce. Contraccambio e lo raggiungo. Una stretta di mano senza nemmeno fermarsi e via: ci attende un bel programmino. Attraversiamo la Franciacorta fino ad Adro, planiamo su Capriolo e scendiamo in Val Calepio per risalire a Castelli Calepio dopo aver attraversato il ponte sul fiume Oglio. A Credaro ammiriamo il giorno che sta per iniziare: siamo passati dal buio totale alle prime luci dell’alba e il profilo delle montagne dove stiamo per salire inizia a distinguersi dal cielo. Sono sensazioni SPLENDIDE che vanno provate.

Iniziamo la salita per i Colli di San Fermo e capisco subito di non essere in una giornata particolarmente favorevole. “Mi dovrò gestire bene” penso e già all’uscita di Adrara San Martino le prime progressioni di Maurino fanno male. Lo richiamo all’ordine, ma ci vogliamo troppo bene e ci conosciamo perfettamente: se oggi la sua gamba c’è, tanto vale lasciarlo andare. E infatti, dopo Adrara San Rocco, Maurino allunga mentre io proseguo con il mio passo e con prudenza. Pedalata dopo pedalata saliamo. Al cartello del km 8 (6,5 di salita) riesco quasi a rientrare su Maurino … gli arrivo a 15 metri, ma poi lui accelera di nuovo proprio quando la pendenza aumenta … meglio lasciarlo andare definitivamente. Affronto regolare il tratto duretto tra i km 10 e 11 e quando arrivo ai tornanti negli ultimi 2 km, vedo Maurino in alto: è esattamente 2 tornanti avanti a me. Lui mi saluta e io lo ricambio. Un’ultimo sforzo e sono allo scollinamento: 56’ e 56”, con circa 4 minuti di ritardo dal mio socio che mi ha aspettato in zona. Va bene così: la giornata è ancora lunga. Siamo al valico alle 6,36 e facciamo una breve sosta davanti alla chiesa per indossare la mantellina. Poi giù verso la Val Cavallina, senza esagerare … per non perdere il mio socio. Quando siamo sulla SS42 abbiamo circa 5 km di piana fino ad Entratico, dove svoltiamo a sinistra per prendere l’infida ascesa che porta al Colle San Giovanni delle Formiche passando dalla Buca del Corno. La salita non dà grossi preavvertimenti: inizia subito con rampe toste e pendenze sul 17-18%. Saliamo in modo diverso: Maurino, stando seduto, spinge di forza il 34x25, mentre io sempre sui pedali il 34x26. Tengo la ruota di Maurino fino quasi incima, ma sull’ultima rampa sono costretto a rallentare: va su troppo forte per me. Scolliniamo e con qualche su e giù arriviamo a prendere la strada nel bosco che scende, con tante buche, a Foresto Sparso. Siamo andati bene e sono contentissimo di essere riuscito a fare al mio fratellino un regalo di compleanno così. Visto che i ragazzi del forum si trovano alle 8,10 a Telgate, sono in anticipo e riesco a scendere al guado dell’Oglio, risalire a Capriolo e accompagnare Maurino fino a San Pancrazio. Lì ci salutiamo (Maurino va al lavoro) con la promessa di ripetere quanto prima questo gran matinee, magari in senso contrario.

Alle 8,10 puntualissimo sono al cimitero di Telgate e lì trovo pronti a partire Giuseppe e Pigi, con Chstian come guest star. L’idea che avevo lanciato sul forum era di fare un “Doppio San Fermo”, tanto per far vincere a Pigi la paura del versante di Grone. Partiamo, con qualche dubbio residuo, che sono sicuro sapremo fugare pedalando: l’esperienza e l’allenamento sono doti che non mancano ai miei compagni. Invece devo ricorrere a qualche trucchetto per passare da Collepiano, ma sono sicuro che alla fine quella stradina che si inerpica sul colle sfiorando il 20% sia piaciuta a tutti e soprattutto al nostro ospite Christian.
Scolliniamo e scendiamo ad Adrara San Martino, ancora su un asfalto del tipo gruviera. Svolta a sinistra e, dopo qualche su e giù, si torna definitivamente a salire prima verso Adrara San Rocco e poi verso i Colli di San Fermo. Si formano 2 gruppi: davanti io e Christian e dietro i 2 ciacoloni Giuseppe e Pier Luigi. Ogni tanto la fatica si fa sentire nelle gambe, ma tengo duro e chiacchierare con Christian è sempre piacevole.
Alla chiesina del valico ci fermiamo per attendere i nostri compagni e dopo aver riempito le borracce e mangiato qualcosa affrontiamo la discesa che precede l’impegnativa salita dal versante di Grone.

Per sgranchire le gambe dopo la discesa, suggerisco di percorre un giro appena più largo in modo da avere un km di piana sulla SS 42. Il km passa veloce e si torna a salire, ma stavolta siamo consapevoli che la fatica sarà maggiore. Anche su questo versante si formano le stesse 2 coppie. Christian sembra non faccia fatica: è il forma il ragazzo !!! Usciamo dagli 8 tornanti e affrontiamo il primo drittone al 18%. Tengo duro e ne usciamo. Poi le pendenze si assestano e recupero fino al successivo tornante a destra, oltre il quale la strada si impenna di nuovo e nel tratto appena sotto (è il caso di dirlo) il cimitero di Sant’Antonio, complice anche il sole ed il sudore che mi entra contemporaneamente in entrambi gli occhi, devo ricorrere a tutta la forza mentale che ho in me. Ma finalmente la strada spiana e permette di recuperare. Da lì al valico saliamo chiacchierando consapevoli che il tratto più duro oramai è alle spalle, salvo … salire a Valpiana. Infatti, al valico non ci fermiamo e svoltiamo a sinistra. Le pendenze tornano a salire e la fatica si fa sentire. E’ un km e mezzo e quando ai -500 metri Christian accende il turbo e se ne va non mi resta che salire del mio passo e fargli i meritati complimenti ai 1.210 mt di quota del piazzale di Valpiana. Ci fermiamo. Diamo uno sguardo intorno. Mangiucchiamo qualcosa e poi scendiamo, trovando a metà strada Pigi e Giuseppe che, guardando l’orologio, girano la bici. Veloce rabbocco delle borracce e poi giù verso Villongo, con Giuseppe che ci fa da apripista e con la rampa spaccagamve in salita per superare il senso unico di Adrara San Martino.

A Villongo, dopo avergli impartito le info stradali e geografiche, salutiamo Christian che va a prendersi il Colle San Zeno (un GRANDE) e subito dopo, essendo oramai in ritardo, mi commiato anche da Giuseppe e Pier Luigi per tagliare verso casa da Capriolo.

Alla fine che dire? Sono state 2 uscite in una: la prima con Maurino per fargli il regalo di compleanno, la seconda con i ragazzi. Una giornata da ricordare per l’ottima compagnia, per il meteo splendido, per la forza disarmante di Maurino, per il sorriso e l’ottimismo che ho rivisto in Giuseppe, per l’ilarità contagiosa di Pigi, per la tenacia di Christian e per il mio primo “Tri-San Fermo”.

Tempo: 7h 43'
Distanza: 167,7 km
Battiti: 135/171 bpm
Cadenza: 73/117 rpm
Velocità media: 21,7 km/h
Dislivello: 3.525 mt
Calorie: 5.208 kcal
Temperatura: min +12°C/media +22°C

Ciao e buone pedalate a tutti
4/29/2012 9:32 PM
 
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Re: Una giornata davvero speciale …
CiclistaperCaso@, 29/04/2012 20.47:


Una giornata davvero speciale



... Non spreco altre parole: se non ci fossi dovrebbero inventarti!!!

Giorgio
4/30/2012 10:34 AM
 
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Scortato dal Capitano sul percorso lungo della GF Tre Valli Bresciane …

Domenica 29 aprile 2012: tra le 11 e la mezzanotte di ieri sera ero in giro in macchina per recuperare mia figlia e una sua amica dopo la serata del sabato. Mi sentivo stanco dal giro in bici, dai lavori fatti a casa nel pomeriggio (per quanto una nullità rispetto a quanto fatto da mia moglie …), dalla prima botta di caldo quasi estivo e l’idea di mettere la sveglia alle 5,40 per essere alle 7 precise da Angelo mi lasciava qualche dubbio, anzi qualche grosso dubbio sulla mia tenuta.

Invece, quando la sveglia suona mi alzo senza esitazioni e, sia pur con le gambe un po’ indolenzite, consumo la colazione convinto e con la testa che trova subito la giusta carica e sintonia. Lascio il caffè per ultima cosa e alle 6:42:22 esco di casa e do il 1° colpo di pedale al mio King. Il cielo è coperto da nubi grigie e minacciose, ma non fa freddo. Quando sto per entrare a Coccaglio trovo Angiolino, il Capitano, che sta facendo avanti e indietro sulla strada da dove si aspetta che arrivi. Oggi siamo solo noi, in quanto Maurino ha impegni familiari. Una stretta di mano e via con l’obiettivo di fare il percorso lungo della GF Tre Valli Bresciane che partirà alle 9 esatte da Brescia. Nelle prime pedalate chiacchieriamo un po’. L’argomento è come è andato forte ieri mattina Maurino sulle 2 salite fatte assieme. Poi, completato il riscaldamento … eh, eh … siamo anziani se non lo facciamo rischiamo di rompere qualche pezzo, abbassiamo le mani e iniziamo a pedalare con più energia. Con cambi regolari arriviamo ad Iseo e iniziamo la prima salita che in 8,3 km ci porteà ai 701 mt di quota di Passo Tre Termini. Mi incarico di fare l’andatura, anche se i muscoli delle gambe soprattutto dove il quadricipite si attacca al ginocchio fanno parecchio male. Angelo prudente e saggio resta a ruota. Scambiamo poche parole in salita … meglio risparmiare fiato e così chiudiamo in 29’ e 30” che dice poco, ma tenendo conto di ieri e delle prossime salite ha un suo valore.

Tolto dalla testa il “peso” della prima salita, ci buttiamo giù in discesa verso la Val Trompia e soffro, soffro … l’assenza di Maurino. Di solito siamo in coda a farci compagnia, mentre oggi il Capitano mi stacca senza mai forzare, mentre io ad ogni pinzata dei freni perdo metri dalla sua ruota. Prima di Ponte Zanano, Angelo mi aspetta e ci ricongiungiamo, per poi iniziare a salire il falsopiano del fondovalle verso Brozzo di Marcheno, dove svoltiamo a destra per Lodrino. Saliamo regolari. La strada la si conosce a memoria e l’assenza di vento contrario ci consente di tenere il 50 per i primi 2,3 km fino al primo tornante a sinistra. Lì la catena scende sul 34 e andiamo via di agilità. A Lodrino, facciamo pure 2 tentativi a vuoto per riempire la borraccia, ma le fontane sono chiuse. Ciò nonostante in 24’ e 49” scolliniamo e pensiamo che quelli della GF stanno partendo ora: abbiamo 2 salite di vantaggio sulle belve scatenate. Dopo circa 5 km di discesa, svoltiamo a sinistra e ricominciamo a salire verso Auro, Posico e Mura. Dopo le ultime case la strada si infila letteralmente nel bosco e diventa affascinante: quante volte ci sono passato in bici … ma mi piace sempre moltissimo. Qualche su e giù, poi breve discesa fino al lago di Bongi per tornare a salire in direzione delle frazioni di Pertica Alta. Queste vallate laterali rispetto alla Val Trompia e alla Val Sabbia sono tutte così. Non c’è un solo metro di pianura: o si sale o si scende. Il fondo stradale spesso è messo male con buche e sabbiolina e ogni tanto il nostro pensiero va a quelli che ci passeranno in gara a tutta: che pericoli !!! Arriviamo a Noffo, un altro paio di su e giù e siamo a Lavino e raggiungiamo il bivio con la strada che arriva dal Passo del Termine, dove svoltiamo a destra verso Odeno. Altri su e giù … una costante … e attraversiamo gli abitati delle frazioni di Odeno e Livemmo, dove prendiamo la strada a sinistra che sale per un altro km prima di scollinare. Ora siamo su strada che Angelo non ha mai percorso e che invece io conosco a menadito. Siamo oramai nel comune di Pertica Bassa: in 7 km di discesa, transitando dalla frazione Avenone, giungiamo a Forno d’Ono dove svoltiamo a sinistra per affrontare gli ultimi 4 km di salita molto regolare che ci portano a Ono Degno. Breve sosta alla fontana e giù fino a Levrange e Vestone dove, dopo uno strappetto infidissimo, a Nozza ci immettiamo sulla SS del Caffaro. Nei 4 km successivi è pianura, ma si mena con le mani basse perché il cielo è sempre più minaccioso e cupo.

Alla rotonda di Barghe, svoltiamo a destra e via a salire per Preseglie. Sono solo 2 km e passano in un attimo, ma facciamo in tempo a superare parecchi ciclisti in zona per vedere quelli della gara. Altra brevissima discesa e alla successiva rotonda nuova salita per Odolo, dove inizia a piovere. Al distributore Esso, oramai sotto una pioggia convinta, saluto al volo Davide, il mio meccanico , che sta facendo assistenza tecnica ad un punto di ristoro della GF. Noi tiriamo dritti verso l’ultimo scollinamento: mancano meno di 6 km e anche questi passano senza grossi problemi. Siccome prendo un 200 mt di vantaggio su Angelo, nell’ultimo km butto dentro il 50 e penso ad alimentarmi buttando nello stomaco un meraviglioso panino con marmellata e miele. Al valico del Colle Sant’Eusebio troviamo un bell’assembramento di ciclisti, protezione civile, polizia locale … segno che quelli del percorso medio non sono troppo indietro. Ma noi non ci fermiamo: tiro su la cerniera dello smanicato e giù a mani basse verso Nave. Ora, con lo stomaco rinfrancato, le gambe girano bene e chissenefrega della pioggia. Basta essere prudenti nelle curve e nei tornanti. Siamo a Brescia e ci troviamo costretti a subire un po’ di traffico veicolare. Da dietro non arrivano ancora e quando manca un km all’arrivo della gara, noi tiriamo dritti mentre il percorso gira a destra e io dico a Angelo in dialetto “Oramai, non ci prendono più !!!”. Ci immettiamo sulla SS 11 per gli ultimi 22-23 km di pianura. Un’occhio all’orologio: per la miseria è tardi … non posso permettermi di arrivare a casa dopo le 12,30 se no … Quindi non mi resta che tornare ad abbassare le mani, tirar fuori le ultime energie e cercare di tenere un buon passo, confortato dal fatto che quasi subito smette anche di piovere.

A Coccaglio saluto Angelo. Entrambi siamo belli stanchi, ma soddisfatti ed è questo che conta.

Tempo: 5h 40'
Distanza: 156,5 km
Battiti: 131/158 bpm
Cadenza: 83/117 rpm
Velocità media: 27,6 km/h
Dislivello: 2.230 mt
Calorie: 3.365 kcal
Temperatura: min +14°C/media +17°C

Ciao e buone pedalate a tutti
4/30/2012 2:44 PM
 
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Due le cose da ricordare dell'uscita odierna.

Innanzitutto, alla faccia delle previsioni catastrofiche, siamo riusciti anche ieri a farci una pedalatina, mentre stamattina ci siamo svegliati col sole.
Sapendo di non avere a disposizione molte ore asciutte, decidiamo di dirigerci verso un consueto ma stimolante Cornizzolo.

Saliamo prima a Sirtori per scaldare le gambe e ci dirigiamo velocemente verso la base della salita.
Affrontiamo il Cornizzolo per la quattordicesima volta quest'anno, ma è la prima che saliamo con le bici nuove.
Fin dalle prime pedalate della salita sento buone sensazioni e, quando arrivo al primo cancello in poco meno di 11 minuti, capisco che posso fare una bella prestazione. Continuo a spingere bene anche nel tratto duro, senza arrivare a mettere mai il 27.

Arrivo in cima in 37'18" migliorando il mio tempo di quasi un minuto, molto soddisfatto. Per le mie possibilità è un gran bel tempo, vuol dire praticamente 1200 di Vam.

Dopo poco arriva Vale, affaticata ma entusiasta del suo nuovo biciclo.

Giusto il tempo di osservare che il cielo comincia a farsi minaccioso e riprendiamo la strada del ritorno.
Approfittando di un bel gruppone che viaggia spedito, arriviamo alla Bevera in un batter d'occhio. La saliamo a ritmo sostenuto e giunti alla rotonda dello scollinamento, decido di svoltare a sinistra per rientrare ancora da Sirtori.
Dopo 300m si immette da una strada secondaria una coppia di ciclisti ai quali ci accodiamo. Arriviamo in prossimità di un tornante a sinistra dove la strada si impenna. Mi rendo conto di aver un rapporto eccessivamente duro ma decido di alzarmi in piedi, vista la brevità della rampa, superandola di forza.
In un attimo sento la bici inchiodarsi e immediatamente mi trovo catapultato sull'asfalto. Neanche il tempo di capire cosa sia successo e d'istino tolgo me stesso e la bici dalla strada per il rischio di essere investito dalle auto che sopraggiungono senza visibilità di me steso a terra.
Verifico le condizioni mie e della bici. Per me solo qualche piccola escoriazione e una botta al gomito destro, la bici incredibilmente illesa.

Grazie anche all'aiuto dei due gentili ragazzi che ci precedevano, cerchiamo di capire cosa possa essere successo.
Basta poco per restare sbigottiti: la ruota posteriore è uscita dalla sede. Incredibile ma vero. Evidentemente non era chiusa sufficientemente stretta e la forte spinta data per superare lo strappo ha fatto ciò che mancava, cioè sfilare il carro posteriore dallo sgancio rapido. Pazzesco.
E pensare che in questi tre giorni ci avevo fatto sopra 270km.
A pensarci dopo direi che è andata assai bene che sia capitato in quel momento.

Lezione imparata : controllare sempre ciò che viene fatto da altri, se possibile.

Ripartiamo e in pochi minuti torniamo a casa.

Nonostante tutto resta la grande soddisfazione per i mezzi nuovi, pedalarci sopra è uno spettacolo (quando non si sfila la ruota )
















4/30/2012 2:56 PM
 
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Per Mauro ...

Porca miseria !!!

Ergo ne deduco che la ruota non sia stata chiusa in modo adeguato dal tuo meccanico ... Comunque, sono senza parole !!!

Consiglio preghierina di ringraziamento: quando va bene (da quel che ho capito hai solo qualche graffio) a fronte di situazioni del genere è utile ricordarsi che lassù qualcuno ci ama !!!

Ciao

Giorgio
4/30/2012 3:12 PM
 
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Re:
mauro 72, 30/04/2012 14.44:


..
Verifico le condizioni mie e della bici. Per me solo qualche piccola escoriazione e una botta al gomito destro, la bici incredibilmente illesa.
...
Nonostante tutto resta la grande soddisfazione per i mezzi nuovi, pedalarci sopra è uno spettacolo (quando non si sfila la ruota )



Accidenti, direi che ti e' andata bene!!!

GNaldi

Lent e seguent
4/30/2012 4:29 PM
 
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Re: Scortato dal Capitano sul percorso lungo della GF Tre Valli Bresciane …
CiclistaperCaso@, 30/04/2012 10.34:


Velocità media: 27,6 km/h
Dislivello: 2.230 mt



Insomma, voi due da soli vi siete lasciati alle spalle, come proporzione di tempo impiegato, buona parte degli agonisti!!

Giorgio
4/30/2012 4:31 PM
 
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Re:
mauro 72, 30/04/2012 14.44:


E pensare che in questi tre giorni ci avevo fatto sopra 270km.



In effetti a pensarci è proprio assurdo... Ma meglio così, se fosse capitato in discesa... Buon recupero dai graffi, dato che l'asfalto non è mai delicato quando colpisce!

Giorgio

PS: e, per quanto la farai passare in secondo piano, complimenti per la prestazione!!
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