Sabato ritrovo a Telgate (speriamo non mettano anche nei pochi posti
liberi rimasti il limite di due ore di parcheggio).
A parte quella dell'arrivo in auto (sono rarissime le eccezioni alla
regola per cui si parte e si arriva sulle due ruote), ci sono un paio
di novità:
1) la graditissima presenza di Cristian 77, che si spupazza un po'
di chilometri per incontrare la nostra banda di matti
2) l'arrivo "a caldo" di Giorgio (viene già da tre ore di bici)
Si parte e l'intenzione è quella di un doppio San Fermo, con il
duro versante da Grone ad incombere sui nostri pensieri.
La giornata è splendida, anche se c'è sempre un po' di foschia a
rompere l'orizzonte.
Si parte e grazie alle mie capacità di negoziazione evitiamo di
salire per Collepiano... ah, ci siamo saliti lo stesso ???
E beh, io ci ho provato... Pur essendo breve, la salita per
Collepiano (fattami conoscere da Giorgio, btw) è bella tosta.
Pochi i momenti di recupero e pendenze sempre discretamente
elevate.
Si scende ad Adrara San Martino e la musica cambia per poco: infatti
fino ad Adrara San Rocco la strada è dolce e non ci sono strappi
duri. Si procede a coppie, con Giorgio e Cristian davanti e
Pigi ed il sottoscrito a smoccolare nelle retrovie.
Io sono molto preoccupato: non ho il fondo e l'allenamento degli
altri anni (non che andassi forte, tuttavia), e l'idea di non
farcela pende come una spada di Damocle sui pensieri.
Il primo tratto duro, grazie anche alle chiaccherate con Pigi,
se ne vola via e comincio a prendere fiducia. La gamba tiene e va
meno peggio del previsto.
Il resto della salita se ne vola via....oddio, proprio volare no.
Non diciamo infatto in quanto siamo saliti, senno ci scomunicano
dal forum. Diciamo che abbiamo salvato la gamba per il pezzo più
duro. A posteriori possiamo dire di aver fatto bene.
Arrivati poco prima del pezzo più duro, scorgiamo davanti a noi gli
altri due; mi scappa di dire "Non sono molto lontani" e Pigi mi
gela con la risposta "Ma per arrivare dove sono loro a noi ci
vogliono ancora minimo dieci minuti". Verissimo e la conferma
arriva immediata.
Il sole tiene, e comincia a fare caldo. La discesa per Grone scorre
senza grossi problemi. Arrivati in fondo e bastano pochi secondi
per ricomporre il gruppo (devo notare come Cristian sia migliorato
tantissimo in discesa).
Su suggerimento di Giorgio, circumnavighiamo il paese dalla
provinciale e prendiamo il bivio per Grone poco più avanti.
Qui si fermano per un attimo Giorgio e Cristian. Pigi ed io
proseguiamo. Giusto il tempo per Pigi di farmi scompisciare dalle
risate con i suoi occhi della tigre, che Giorgio e Cristian si fanno
subito sotto.
Si parte. Il primo tratto, diciamo fino al cartello che avvisa che
i frutti del bosco sono di chi li coltiva (?!?) va via tranquillo,
con forse un po' di patemi in più dovuti alla scarsa larghezza della
carreggiata. Si parte (di nuovo)!
I tornanti, come dico sempre, non solo il maggiore dei problemi. Ed
infatti anche questa volta scorrono via senza particolari problemi.
Il bello arriva subito dopo l'ultimo tornante. Gli altri sono ormai
davanti a me, ma ciononostante mi stupisco nel vedere come riesco
a tenere abbastanza bene su quelle pendenze. Finché c'è ombra,
infatti, non soffro più di tanto.
Il tratto più duro si rivelerà quello più esposto al sole. Fa già
molto caldo e gli insetti danno parecchio fastidio.
Poco prima dell'unico breve tratto di recupero, scorgo di fronte
a me Pigi. Cerco di farmi sotto, ma poco dopo scompare di nuovo dalla
vista.
Curva a destra, drittone, curva a sinistra e di nuovo curva a destra
ed ecco la tanto agognata vista del cimitero. Le difficoltà non sono
finite. Come ben ricordava Giorgio, i successivi due chilometri
si possono rivelare problematici. In effetti all'altezza di
San Antonio c'è un'impennata che può far male.
Proseguo, calo un paio di rapporti, e finalmente ad un tornante
risento la voce di Pigi. Mi aspetta e proseguiamo insieme fino alla
cima, proseguendo anche per un chilometro verso Valpiana, prima di
incontrare gli altri due soci.
La mia soddisfazione si deve leggere sul viso, e Giorgio, che mi
conosce bene, se ne accorge ed è contento per me.
La discesa, eccettuato un trattore che ingombra la maggior parte
della carreggiata, se ne va via senza problemi.
Avrei intenzione di lanciarmi a capofitto (in discesa me la cavo
piuttosto bene), ma non lascio la compagnia.
Arrivati ad Adrara, aspettiamo pochissimo prima dell'arrivo di
Cristian (il quale deve aver avuto non pochi problemi con il
trattore di cui sopra). C'è comunque la conferma dei suoi netti
miglioramenti in discesa.
Ancora l'ultima difficoltà rappresentata dalla "tangenziale" di
Adrara (hanno da poco modificato la viabilità del paese con vari
sensi unici e percorsi alternativi) se ne va via.
Rimaniamo ancora in compagnia di Cristian fino al bivio di Villongo,
e siamo tutti prodighi di consigli e suggerimenti. Leggendo stamane
le notizie viene da chiedermi se ha avuto problemi con
l'incidente mortale ad Iseo. Per tutto il percorso abbiamo "sofferto"
la compagnia delle moto (anche se pensavo decisamente peggio). Beh,
ad Iseo una moto si è scontrata con un'auto ed il motociclista è
morto sul colpo. Immagino abbiamo chiuso le strade per i
rivelamenti del caso e quindi la viabilità sarà stata nel caos.
Speriamo bene, anche perché di chilometri sulla groppa a quel
punto ne avrà avuti parecchi - aggiungo per completezza di
cronaca una nota sull'incidente fra moto e bici avvenuto in
Val Taleggio.
Rientro a Telgate con un generosissimo Pigi (Giorgio lo avevamo
salutato a Credaro.
Arrivo a casa con mezz'ora di ritardo e la mogliettina che mi
aspetta con il mattarello.
[Edited by gnaldi 4/29/2012 8:13 AM]
GNaldi
Lent e seguent