La Franciacorta non ti delude mai.
Eh, sì. Uno pensa alle dolci colline della Franciacorta e pensa:
"che sarà mai ?". Niente di più sbagliato. Girare, perdersi per quelle
strade (ovviamente il discorso si riferisce al sottoscritto e non a
Giorgio, il quale ha un GPS incorporato), i continui saliscendi e
cambi di ritmo alla lunga ti stroncano e si rischia di farne le
spese sottovalutando l'impegno.
Conscio dei rischi, ho prima di tutto messo in attività il
"tracciatore" tecnologico, alias l'applicazione Strava (per questo
tipo di lavoro "sporco" la preferisco a MapMyRide). Beh, la
traccia finale penso dia
un'idea più precisa del dedalo di strade e stradine nel quale ci
siamo ficcati...
Unica "quasi" costante: la splendida vista sul Guglielmo innevato.
La giornata è davvero splendida, anche se all'inizio fa ancora un
po' freddo. Ma si sopporta più che bene: è un inverno per ora
anomalo e spero davvero sia solo un po' in ritardo perché altrimenti
questa estate la vedo male con le riserve d'acqua. Oltrettutto ci
pensa Giorgio a scaldarci per benino già con il primo strappo di
Capriolo. Era una vita che mi chiedevo come salire per il castello
e la curiosità è stata più che bene soddisfatta da una bella
rampetta (e per fortuna era quella meno dura!!!). Appena il tempo
di ammirare il bel paesaggio, con il sole da quel versante ancora
un po' reticente, ed ecco subito una seconda, piacevolissima
salitella. In cima il sole ci scalda per benino e ci prepara a
quel che ancora ci aspetta. Dei vari borghi toccati nel nostro
pellegrinare mi ricordo soprattutto Fantecolo, e per il fatto di
esserci già passato in compagnia di Sergio e (forse) Pala e per il
racconto di Giorgio su un suo allenamento in compagnia di Maurino
(riuscirò prima o poi a fare un'uscita col mitico russo?).
Altro pellegrinaggio ed ecco: affrontiamo la salita detta San Michele.
Beh, ha già detto quasi tutto Giorgio! Aggiungo solo che è davvero
una salita tosta. Per fortuna ci sono un paio di punti, fra le
vere impennate, nei quali si può rifiatare, altrimenti col cavolo che
sarei riuscito ad arrivare in cima, come sempre a notevole distanza
da Giorgio al quale il paio di chiletti messi su durante le vacanze
sembra non abbiano fatto alcun effetto... almeno dal mio punto di
vista...
Memore della saggezza di Bruno/pincopallino, mi alimento e bevo con
regolarità (afferma che con questo tipo di percorso il rischio
maggiore è non sapersi regolare con il bere ed il mangiare).
Ciononostante la salita a San Michele rimane sulle gambe per tutto il
resto del percorso. Faccio ormai fatica anche sulle pendenze minime,
anche se devo dire che lo strappo dopo il guado di Capriolo lo
affronto meglio di quanto potessi immaginare.
All'incrocio con la strada provinciale, mentre prudentemente aspetto
il passaggio di un gruppo di pedalatori, mi viene una sincope quando
vedo Giorgio immettersi velocemente e sfiorare un bel patatrac...
Beh, devo ammettere che gran parte della colpa è mia! se non
costringessi gli altri ad aspettarmi sempre...
Appena il tempo di fare le presentazioni con Serena (uè, quando vuoi
puoi unirti anche tu al gruppo brescia-bergamasco!), che Giorgio si
porta davanti per farsi perdonare.... dagli altri... beh, io invece
smoccolo... quando si porta davanti lui, l'andatura aumenta di brutto
e faccio fatica a stare in scia... non sono abituato ad uscire in
gruppo e tendo a stare troppo lontano dalla ruota di chi mi precede,
e quindi nei rilanci perdo sempre quei 40-50cm che faccio poi
fatica a recuperare. Senza contare il fatto che ai semafori ed agli
stop sono un po' troppo, diciamo così, rigido (chi vuole può
pensare prudente, chi altri troppo ligio al codice della strada!

).
A Telgate chiudiamo lo splendido giro e con CpC ci salutiamo. Un
giro come "ai vecchi tempi", coronato da un tempo meteo splendido e
da paesaggi e panorami eccezionali. Meglio di così...
Alla prossima!!!
[Edited by gnaldi 1/8/2012 9:54 AM]
GNaldi
Lent e seguent