01/12/2011
ITHILBOR[*§*Sala Comune*§*] È come galleggiare, come rimanere sospesa nel vuoto, in un limbo perenne che si propone come media res tra un mondo e l’altro: tra il mondo della vita e quello della morte, tra il mondo dei vivi e quello delle ombre. In bilico tra una sorta di status onirico che si porta dietro gli echi dell’ultima conversazione avuta in questa stanza, ormai poche sere or sono; e uno status cosciente, in cui le mente ripresenta le parole lette e rilette e consumate della missiva che stringi tra le mani. Non si potrebbe dire con certezza se sia il piacere della sorpresa o la stizza per un mancato tête-à-tête a prendere il sopravvento. Non si potrebbe dire perché l’espressione sul tuo volto è immobile, come sempre. E non di quell’immobilità che gli umani possono emulare, o tentare di sfiorare senza mai raggiungerla appieno. No, questa è la fissità della Morte, la perfezione di un istante impressa su un corpo che non cede alle lusinghe del tempo, se non in termini di esperienza. L’abito bianco, ultimo acquisto presso i Maestri dei Mestieri, copre un corpo che è solo mausoleo della dannazione, che nasconde dietro la magrezza un istinto da predatrice; che cela una Bestia. Si potrebbe azzardare che al momento è appena udibile, solleticata appena da quella promessa di “compagnia” che la Faina ha annunciato. E, come sempre quando devi incontrarlo, i tuoi capelli sono raccolti in uno chignon e affidati all’abbraccio del fermaglio, la maschera di quella che ormai è solo vanità mortale cela i tratti della Morte, mostrando a chi si appresta a venire la consueta bellezza che, forse, in vita l’ha persino affascinato. Prima che il patto oscuro venisse sancito. Le mani giunte, poggiate sulle gambe. La schiena dritta, lo sguardo fiero e l’essenza in attesa. Si estenderebbero i sensi, andrebbero alla ricerca della vita, di un odore noto che possa annunciarti, ancor prima della vista, che lui è qui. Che sta giungendo da te [tenebra I; veggenza I]
ASHLAR {Ingresso}{F.u.} Guardatelo com'è contento mentre fra le mani si passa l'arma appena ricevuta, e anche pagata... Lo sguardo color del cielo non si discosta nemmeno un'attimo dalle forme precise dell'affilatissima arma che lui non vede l'ora di sfoggiare. Di certo non è che muoia dalla voglia di usarla, questo è sicuro... Eppure l'eleganza e la bellezza dell'arma non possono distogliere il cuor suo dalla fretta che lo fa battere sempre più veloce, un pò per la rabbia e molto, moltissimo, per l'ansia di quell'incontro che ha una quantità di variabili che nemmeno una mente macchinosa come la sua potrebbe calcolare con esattezza. Che cosa accadrà? Quali meravigliose scintille si libreranno nell'aria tesa della torre a seguito del connubio che lui stesso s'appresta a far addivenire? Rimette la sua bella arma al suo posto, nel fodero, prima di mettersela in spalla. Lo sguardo va alla porta che ancora esita a suonare, a gemere sotto il pugno della Dahlia che non può essere in ritardo, dato che non c'è un orario per l'incontro, ma che di certo si sta facendo attendere da questo mutaforma che non vede l'ora di farla vedere alla sua padrona, un pò come farebbe un bambino col suo progetto di scienze. E che esperimento favoloso che sono quella coppia di mancati amanti e ormai fratelli in tutto e per tutto.
DAHLIA { Esterno Torre }{ La missiva è giunta alla bettola ed è poi arrivata alla nordica; dopo una risposta acida inviata alla Faina, eccola per strada. Si è resa presentabile, come lui voleva. Per dispetto, aveva pensato di arrivare in camicia da notte, ma poi - stranamente - ha preferito far lavorare la ragione. Non sa quale sia il motivo di quella visita, e non ha nessuna intenzione di perdersi un'occasione di lavoro, soprattutto ora che la moneta scarseggia. E' da un po' che ormai, indecisa, sosta presso la porta della più alta torre della cittadina. ''Bussate e vi sarà aperto'' diceva la missiva, ma chissà perchè questa operazione, stasera, le sembra alquanto complessa. Indossa come sempre il mantello, il cappuccio cela il viso dai tratti affilati, eppur ciò che nasconde è cosa bella. I capelli rossi incorniciano un volto pallido come luna, in tutto simili ad una volubile e luminosa fiamma. Incastonati sul viso come lacrime d'argento stanno gli occhi, grigi, torbidi ed imperscrutabili. E' alta per esser donna, allenata e per nulla fiacca nel corpo. Le labbra, di solito aperte in un sorriso canzonatorio, stanno ora immobili e chiuse, arricciate solo nella loro canonica forma arricciata. Si stringe un po' di più nel mantello, celando ben bene l'abito color smeraldo che indossa, prezioso e vistoso, nel cui corsetto son peraltro nascosti veleno e pugnale. Non è sua abitudine uscire disarmata, del resto. Finalmente qualcosa nella sua algida figura sembra smuoversi. Il braccio destro si alza, la mano destra si chiude a pugno e si infrange sull'uscio. ''Toc toc toc'' tre colpi a tempo coi suoi battiti. Quel posto, tra l'altro le mette i brividi. Una maledizione viene silenziosamente rivolta ad Ashlar, e poi semplicemente attende. Le jeux sont fait.}
ITHILBOR[*§*Sala Comune*§*] Ed eccolo, finalmente. Ecco quell’odore inebriante che si porta dietro il ricordo vivido di un sapore come nessun altro. Socchiudi gli occhi, godendo appieno di quella sensazione di vicinanza che i profani chiamerebbero scioccamente e riduttivamente Amore. L’amore passa, cede al tempo, non va oltre la morte. Eppure, Sposa, una vita fa avresti affermato con sicurezza e determinazione che sì, il tuo corpo sarebbe morto, un giorno: ma l’amore per colui che era il signore incontrastato della tua vita, quello no. Ed eccoti qui, a provare sensazioni umanamente inimmaginabili, incomprensibili: e per un altro uomo. Solo un uomo, direbbe qualcuno. Semplicemente e potentemente il Tuo uomo, diresti tu. Rimani in quell’immobilità irreale, schiudendo gli occhi con una lentezza che lo è altrettanto. La tua mente andrebbe a ricercare la sua, a plasmare parole silenziose che vengono affidate all’etere, in modo che lui e lui solo possano udirle, certa che questa intrusione non gli sarà sgradita [veggenza II] oO°Finalmente…sono al piano di sopra°Oo Ma prima che tu possa pensare altro, un altro odore si impone prepotente alla tua attenzione, va a stuzzicare la Bestia, già desta. Che sia un altro regalo? Poco probabile, a dire il vero, visto che l’incontro di stasera doveva caratterizzarsi per la rivelazione di informazioni di una certa riservatezza e rilevanza. Ti godi quell’intrusione, annunciata all’udito da tre colpetti che attendono risposta. E allora anche con questa mente sconosciuta vorresti ricercare un legame, presentandole una voce che si fa forte della tua attitudine alla menzogna e che si mostra terrificante e maledetta, roca e minacciosa [sotterfugio 3] [veggenza II] oO°Chi osa disturbare le Ombre?°Oo E chissà che la Dahlia non la interpreti come puro scherzo della sua fantasia, come una suggestione dettata da un luogo che non può non terrorizzare e affascinare chi per la prima volta al suo cospetto si presenta. E poi cedi il passo ancora al silenzio, complice di un’attesa che è giunta, quasi, al suo termine [tenebra I]
ASHLAR {Ingresso}{F.u.} Ec-co-la. Il pensiero della Faina va di pari passo coi colpi battuti dalla sua collega sull'innocente legno del portone della torre. Un sorriso illumina trionfalmente il viso dell'uomo, sorriso che si avvalerà con prepotenza di una vena di dolcezza e desiderio al tempo stesso nel momento in cui nella sua mente s'imporrà la voce della sua Padrona. Non perde tempo, allora. Veloce sarà il movimento che compirà l'uomo per dischiudere l'ingresso. Lo sguardo, famelico, si butterà sulla figura esile della dama che non riconosce in tutto, se non per l'altezza e quella familiarità che ormai dovrebbe avere con le forme dell'altra. ''Muoviti.'' Non le dice altro, dalla risposta che la collega gli vomiterà addosso probabilmente il ladro sarà in grado di capire se sia davvero lei oppure no. Fa un passo indietro e attende che la compagna sia entrata prima di chiuderle alle spalle il portone. ''Sappi che ti sto portando al cospetto di una persona potentissima e per la quale io darei ogni cosa.'' Fa una breve pausa per squadrarla e per dare maggiore enfasi a ciò che poi aggiungerà ''Ogni cosa.'' Quindi s'avvia verso le scale conducenti al primo piano, senza disdegnarsi di continuare a parlare senza posa, convinto quindi che l'altra lo seguirà e soprattutto lo ascolterà. ''E' saltata fuori una cosa riguardante il furto in accademia ed è bene che tu partecipi alla conversazione. E poi comunque è giunto il momento che tu e la mia signora vi conosciate...'' Le concede uno sguardo, serio, forse volendole far capire che non sta affatto mentendo, che tutto quello non è uno scherzo né una punizione. E' un premio.
DAHLIA { Ingresso }{Ebbene si, eccola, dalla bettola con furore. Ha piantato il povero Rhyse per colpa tua, Ashlar, questa sera. E non si apre neppure la porta che qualcosa già la turba. Una voce terribile, minacciosa e roca sembra impadronirsi della sua mente. Sbarra solo gli occhi, non grida nè altro. Si limita a guardare poi con astio la faina quando le apre la porta, gentile come sempre } Col cavolo. Io qui dentro non ci metto piede. Ho appena sentito una voce terribile { la sua, di voce, resta forte e non si spezza, ma lascia trasparire un po' di paura, giusto per fargli afferrare il concetto. Del resto, una reazione maggiore sarebbe stata in lei spropositata, poichè il sangue d'Irlanda le scorre ancora nelle vene. Non dice altro, ma si limita piuttosto ad ascoltare le parole della Faina. Forse è il suo tono, forse è la curiosità di conoscere finalmente la sua amante - o almeno questa è l'idea che Kyra si è fatta nel tempo - a spingere la donna a muovere qualche passo all'interno della Torre, Ha pochi ricordi legati a quel posto, e nessuno è piacevole. Nella sua mente figura una dama dalla chioma dorata, una serva del caos e il suo uomo. Che sia stata la giovinetta della Torre ad irretire la Faina? I passi non sentono quasi sul pavimento, silenziosi e circospetti } Va bene { la sua risposta, stranamente conciliante, arriva in ritardo } Forse l'ho solo immaginato. Questo posto mette i brividi persino a me { avanza ancora un poco, dopo aver richiuso la porta alle proprie spalle, dirigendosi al seguito del mutaforma verso le scale } La tua Signora è la nostra informatrice? { chiede, cercando di non metterci dell'ironia. Ashlar sembra essere alquanto suscettibile quando si parla di questa donna. Non aggiunge altro, limitandosi a seguirlo, i sensi all'erta e si, pronta a scappare a gambe levate se necessario [sangue freddo +3 - furtività 1 ] }
ITHILBOR[*§*Sala Comune*§*] Non sfugge nessuna parola al tuo orecchio fine. Né quelle della Faina, né tantomeno quelle di colei che si rivela essere una donna. Ci sarebbe una smorfia sul tuo viso, un moto che va a infrangere quell’immobilità che fino a poco prima lo caratterizzava. Non saresti più una bambola di porcellana seduta sul tuo trono; le mani si stringono tra loro, cercando di smorzare una rabbia che monta, che sale a irrorare tutta la tua essenza. E la bestia si fa portatrice di questa ira, urlando e cominciando a dibattersi, per avere il sopravvento, per assoggettarti al suo volere. Ma no, non è il momento di cedere. E se solo fossi vestita ancora di pura umanità, respireresti a fondo per calmare quella furia, per stabilizzare i battiti di un cuore in corsa. Ma non c’è nulla di tutto questo. Non ci sono respiri, né battiti: ci sono occhi che si piantano sulla porta, in attesa che si schiuda. Ci sono mani che si sforzano di allentare la presa l’una sull’altra, gambe che si costringono a rimanere ferme, in attesa. Ancora in attesa. Non ci sono sorrisi sul tuo volto, c’è solo una lieve sfumatura di rimprovero che non è detto che venga colta da chi si appresta a presentarsi a te. Una donna. Una donna! Osa portarti qui una donna con cui si avverte, dalle sue parole, una confidenza che non ti è mai stata annunciata. Nessuna parola su questa fatidica donna con la quale dovresti condividere le tue speciali informazioni. Però adesso la porta qui, in casa tua, non dimenticando, quantomeno, di sottolineare quanto egli sia “legato” a te. Frena, Sposa. Più di un volo pindarico potrebbe rivelarsi controproducente, come effettivamente è stato nell’ultimo incontro con la Faina, quando l’autocontrollo è andato a farsi benedire (il che è quanto dire per un’essenza dannata). Non ci sono parole, né mute, né sonore. C’è ancora il silenzio, almeno da parte tua [tenebra I; veggenza I]
ASHLAR {Sala comune}{f.u.} Liquida le lamentele della compagna con un gesto distratto della mano destra prima di risponderle, con più serietà, all'ultima domanda. ''Sì'' non si spreca più di tanto e nemmeno si sforza di comprendere il naturale timore della sorella, non ci pensa nemmeno... Lui Forse si è in qualche modo abituato a quell'ambiente, al rarefarsi dell'aria e alla costante sensazione di essere osservato, cosa che per un ladro è cento volte peggio che per un qualsiasi altro essere vivente. Ci ha fatto l'abitudine, o comunque ha accettato quell'inquietudine come il prezzo da pagare per amare la sua dannata sposa. Apre finalmente la porta d'ingresso e lo sguardo andrà subito sulla sua padrona. Le sorride non soffermandosi più di tanto sul fatto che lei è già in piedi ma godendo, egoisticamente, dell'estasi che lo coglie nell'incontrare il volto dell'altra. Entrando precederebbe la sua ospite, fregandosene delle buone maniere questa volta, ma solo perché si tratta della persona con la quale è più in confidenza su questa terra. ''Buonasera mia cara'' Ora si rivolgerebbe alla vampira ''Perdonatemi se vi ho fatto attendere ma credo che ne sia valsa la pena.'' Le sorride sinceramente contento prima di voltarsi brevemente in direzione di Kyra. ''Questa...'' Comincerebbe tornando sulla non morta ''...è una delle mie più strette colleghe, la prima probabilmente... Ve ne devo aver parlato qualche volta, si tratta di quella che qualche tempo fa è scappata, lasciandomi solo...'' Le ultime parole si tingerebbero di una sfumatura di rimprovero prima di tornare soavi. ''Di recente mi ha aiutato per quell'affare dell'accademia di cui mi accennavate via missiva, forse in questa occasione la sua presenza potrebbe tornarci utile...'' Finisce la sua spiegazione e si avvicinerebbe di qualche passo alla vampira, incapace di contenere il desiderio che gli martella in petto. ''Dahlia...'' Si rivolgerebbe quindi alla ladra senza discostare lo sguardo dall'oggetto dei suoi desideri, colei che lo rende fiero al di sopra d'ogni altra cosa. La guarda negli occhi. ''Lei è la cosa più importante che ho.'' Non sente il bisogno di giustificare la risposta generica che da alla collega, ed è certo d'altra parte che lei non voglia ascoltare altro. L'essenziale già lo sa. Ma è come un bisogno quello della Faina, il bisogno di mettere in bella mostra il suo punto di forza e la sua debolezza più grande alla sua amica più fidata.
DAHLIA { Scale > Sala comune }{I gradini vengono percorsi uno dopo l'altro, e ad ognuno la nordica pare avere un tuffo al cuore, sbalzi nel petto che cela abilmente dietro una patina fredda. Il cappuccio, poi, aiuta. Le mani - entrambe - tengono sollevata appena la veste, in modo che non si sporchi e che non rappresenti un impiccio. Quando finalmente il pianerottolo viene raggiunto, gli arti le si intrecciano in grembo, non prima di aver portato la stoffa che copriva il volto sulle spalle. Se la Faina si fidalo farà anche lei, pure se con riserva. Non rivolge nessun'altra parola a quell'infame cui malgrado si sente legata, troppo impegnata a mantenere il viso avvolto in una placida (quanto finta) sicurezza. Lo segue ancora, introducendosi nella sala comune e correndo a fissare la figura della Sposa. La osserva a lungo senza fiatare, senza quasi neppure ascoltare le parole del ladro. Soltanto quando lui termina di parlare la sua voce, roca e dal timbro basso, si fa udire } Sid. Finalmente ci incontriamo { qualcosa, nella figura di Ithilbor sembra inquietarla, ma lei cerca ad ogni costo di non darlo a vedere. Un senso primordiale le suggerisce di scappare, ma rimane piantata lì, senza muoversi di un millimetro. Solo il capo si sposta di qualche centimetro, ruota per un momento verso Ashlar e un sorriso - un po' sincero e un po' canzonatorio - gli viene rivolto } Sono Dahlia, milady { afferma tornando a fissare la vampira. Non c'era bisogno di ridirlo, ma lei lo sottolinea. Non rivela il suo vero nome, non ancora. DI solito gli amici di Ashlar sono suoi amici, ma qui è di una donna che stiamo parlando, e la situazione le appare alquanto bizzarra. C'è qualcosa nel cuore di Kyra che lei non riesce a definire. Un misto di sorpresa, diffidenza, curiosità e senso di protezione. Del resto, quella carogna per lei è un fratello. Ad ogni modo nulla di tutto questo si presenta sul suo viso. un semplice sorriso lo adorna, come una vuota decorazione, mentre la mente viaggia veloce [ sotterfugio +2 - sangue freddo +3 ] }
ITHILBOR[*§*Sala Comune*§*] Eccolo, lì sull’uscio. Lui e i suoi occhi come il mare. Lui e i suoi occhi pieni di vita. Accenni un sorriso nel vederlo avanzare, nello scorgere nei suoi gesti e nelle sue parole una devozione che solo le tenebre sanno rendere così forte, così decisa e indissolubile. E arriva a te forte e chiaro ancora il suo odore, che è tortura e beatitudine al tempo stesso, che è seduzione e Sete. eppur non accenneresti nemmeno ad andargli incontro. Rimani lì, ferma, come statua che attende che il devoto venga a portare i propri omaggi. Nell’udir la presentazione della dama non vi sarebbero espressioni particolari sul tuo viso. Ci sarebbe solo un insistente squadrarla, dalla testa ai piedi, ripetutamente, senza che vi sia vergogna nel mostrare tale insolenza. I passi si dirigerebbero verso lei, calmi, misurati, eleganti e maestosi come quelli di una cacciatrice che va incontro alla propria preda. Non parli, no. Non sorridi, no. Guardi solamente. Cominceresti a girarle attorno, a studiarla con fare maniacale, come si farebbe con un oggetto raro. E quando il tuo divertimento può considerarsi soddisfatto, ti fermeresti innanzi a lei, a circa un metro di distanza, a fissarla negli occhi: e strano a dirlo con una donna, è di certo alta poco più di te. le scruti ancora il volto, lasciando che la mente corri ad afferrare quel riferimento fornito da Ashlar. La voce si presenta piatta, priva di inflessioni, rivolta ad Ashlar, seppur lo sguardo sia tutto per Dahlia *§*Biblioteca, dopo il grande sonno che ha colto tutti. Un elemento venuto meno. La mia promessa che avrei sopperito a tale mancanza. Ricordo*§* E ci sarebbe un moto, finalmente su quel volto. Un sorrisetto accennato, dalla natura che lasci all’umana discernere, se ne ha voglia. Indietreggeresti di un paio di passi e poi ti volgeresti per raggiungere il divano, dove vai a sederti. Non si direbbe proprio che fai gli onori di casa. Non c’è nessun invito a seguirti, non per la donna almeno. il braccio sinistro invece si tende verso Ashlar, indicandogli il posto accanto a te. *§*Ho incontrato una guardiana che dice di essersi fatta sfuggire dei ladri*§* Lo sguardo si sposterebbe sulla ladra *§*Vorresti dirmi, Dahlia, cosa è successo?*§* [tenebra I]
ASHLAR {Sala Comune}{F.u.} Osserva la scenetta che gli si profila dinanzi lo sguardo e cercherà di rimanere calmo, quasi temesse che da un momento all'altro le due si possano scannare a vicenda. D'altra parte, l'oggetto del contendere è proprio lui. Sorriderebbe a quel pensiero, anche se è altamente improbabile che la Dahlia si metta fare questioni di gelosia per lo smilzo ladro. Non si intromette nel discorso delle due ma si limita ad ascoltare e studiare con attenzione la situazione. All'invito della vampira non esiterà ad accomodarsi al suo fianco, come farebbe un bravo cane da guardia. Solo poi si renderebbe conto che la mancanza di educazione fin ora dimostrata sta per sfociare in una irreparabile mancanza di rispetto. Con un cenno del capo, quindi, accennerebbe alla ladra di accomodarsi pure lei presso uno dei divanetti. Silenzioso maneggerebbe la sua arma nuova e splendente sistemandosela sulle ginocchia e senza tuttavia riservarle tutta l'attenzione che si meriterebbe. Le dita comincerebbero a tamburellare senza troppa convinzione sulla liscia superficie del fodero, in attesa che il discorso si pieghi su argomenti che la Faina reputa ben più importanti delle informali presentazioni e conoscenze cui si sta dando il via. Doveva essere un incontro fra colleghi di lavoro, quello... Lo sguardo intanto s'alterna con lentezza da una femmina all'altra, curioso.
DAHLIA { Sala comune }{ L'ha studiata a lungo, l'ha guardata fino a farsi male gli occhi. Ora, può dire quasi di conoscere i suoi tratti a memoria. E quando le gira attorno, simile ad un avvoltoio che cala sulla preda, il cuore sì, le batte più forte, ma non c'è traccia di paura sul viso, nè ansia, ne angoscia. Sostiene il suo sguardo, non si muove, quasi simile ad una statua, presa da un'immobilità quasi perfetta. Le sue parole, tuttavia, generano in lei un moto di rabbia che a stento riesce a dissimulare. Sopperire alla sua mancanza? Ah! Fandonie! La brunetta sarà pure la sua amante, ma l'assassina è convinta - e forse si illude - che il suo rapporto con la Faina sia unico ed inimitabile } Non sono fuggita { nel suo tono è percepibile lo stesso rimprovero mostrato prima da Ashlar } E comunque sono tornata. Per restare { e comincia così a mettere in chiaro ruoli e posizioni. Risponde al sorrisino dell'immortale, cieca di paura ma ancora vigile e attenta, presente a se stessa. Non le darà certo la soddisfazione di andar via con la coda tra le gambe. Eppure, si rende conto di aver cominciato col piede sbagliato. Forse dovrebbe dare una possibilità a questa donna. } Con piacere. { afferma dopo un po'', ossequiosa, ferma al suo posto, all'impiedi, ritta come un fuso, mentre gli altri due si accomodano } Ci tengo tuttavia a chiarire, milady, che non siamo ladri. Almeno, io non lo sono { getta un'altra occhiataccia ad Ashlar, come se reputasse il suo ramo in qualche modo... Più nobile. Non accetta ancora l'invito della Faina, ma rimane in piedi mentre espone l'argomento } In ogni caso, spesso sono costretta ad aiutare la Faina in qualche lavoretto che non mi compete più di tanto, come per quanto riguarda il furto all'Accademia. Io, dotata di maschera e quindi irriconoscibile, presiedevo l'ingresso, occupandomi di tenere occupate eventuali guardie e il garzone degli artisti. Ashlar, dopo aver ingerito una pozione, si è trasformato in gatto e si è infilato all'interno della dimora. Ha scassinato le porte che lo ostacolavano, è penetrato in una stanza e ha trafugato tutto il possibile, gettandolo poi dalla finestra , se non vado errato , ad una piccola complice. Io stessa sono riuscita a trafugare qualcosa, ma si tratta di poche monete, niente più. Posso essere quasi sicura che la Guardiana Leia non sospetti di me. Non mi sono mai allontanata dall'ingresso, e sono stata tutto il tempo in compagnia di Felipe { sorride sotto i baffi, in ricordo del povero inserviente } Questo è quanto, spero di non aver tralasciato nulla { detto questo, coglie finalmente l'invito della Faina e prende posto, con una strana eleganza che non sembra appartenerle del tutto, su uno dei divanetti, fronteggiando i due [sangue freddo + 3 - sotterfugio +2 ] }
ITHILBOR[*§*Sala Comune*§*] Lo sguardo freddo valuterebbe solo di sottecchi l’arma di cui la Faina fa sfoggio, ma non è ancora quello l’oggetto della tua attenzione. È sempre la donna, la sua posa statuaria, che tenta di emulare un’immobilità che non può appartenerle, non del tutto almeno. ascolti il suo dire, il suo racconto dettagliato, spostandoti con lo sguardo su Ashlar nel momento in cui verrà detto che ha preso le forme di un felino. Ci sarebbe una smorfia, improvvisa nel suo giungere come nel suo dileguarsi, mettendo da parte quell’informazione circa la pozione e riproponendoti di raccoglierla per sottoporla al vaglio del Gran Maestro. Il discorso che Dahlia va sciorinando fila liscio come l’olio, ella presenta i fatti per come si sono svolti. Attendi che ella si accomodi dietro suggerimento della Faina e poi ancora la tua voce incalza, rivolta stavolta al mutaforma *§*Leia, la guardiana, è ospite di questa terra. È bene che tu lo sappia. Mi ha detto di aver visto un uomo in volto, nessun altro, ma ha detto qualcos’altro che di certo mi ha provocato un disgusto non indifferente*§* fai una pausa, come per lasciar aleggiare nella stanza una nota di suspense, ciondolando lo sguardo da un ladro all’altro. e poi ancora la voce a loro si presenta, quasi in tono di rimprovero *§*ha fatto un patto col Ductor. Le ha promesso una ricompensa se riuscirà a trovare chi ha osato mettere un furto a segno sotto il suo naso*§* Ancora taci, per lasciar loro assaporare quella rivelazione. E poi sarebbe ira a guidare i tuoi movimenti, tanto che ti alzeresti e ti porresti in maniera mediana tra i due *§*Avete idea di cosa significa? Sapete con chi avete a che fare? Non è Raine a spaventarmi, sia mai! Bramo da tempo di incontrarla, ormai. Il conto è ancora in sospeso. Ma Leia, dannazione! Sapete di cosa è capace quella ragazzina? Sapete che grande guerriera è? Io lo so, io ho preso lezioni di spada da lei. E s’è fatta beffe di me, seppur mai con sdegno o mancanza di rispetto. Posso dire con assoluta certezza che ella è molto legata a me e per questo è ospite della Torre. E ritengo che questo possa essere sfruttato a nostro vantaggio, non credete?*§* E attendi risposta, rilassando tutto il corpo, rimanendo sempre perfettamente dritta come un fuso, ma senza tensione nei muscoli morti *§*Cosa pensate di fare?*§*[tenebra I]
ASHLAR {Sala Comune}{F.u.} Lo sguardo si fa più veloce man mano che il discorso s'intensifica nei contenuti che sono tutt'altro che confortanti. ''un uomo?'' Ripeterebbe dapprima, sconcertato, a quanto viene dichiarato dalla vampira. ''Chi potrebbe essere? Non ero io di certo e lei...'' Lo sguardo andrebbe a posarsi su Kyra ''...lei è una donna e dubito che l'abbiano vista in viso, in ogni caso... l'altra collaboratrice era solo una bambina quindi...'' Lo sguardo vaga per la stanza, senza trovare un punto d'appoggio, un sostegno a una qualsiasi teoria riguardo l'improbabile venuta di un esterno al gruppo. Sorride ''Beh, questo tale potrebbe essere un ottimo diversivo, ma io di certo non l'ho visto...'' Si lascia abbracciare dai cuscini del divano sprofondando nei cuscini. S'acciglia visibilmente nel sentir nominare il nome del ductor. Se è vero che la non morta non teme la potenza della governatrice, non si può dire lo stesso della Faina. Non gli piacerebbe affatto incontrarla a questo punto, non se rischia di essere consegnato ai guardiani. ''Beh ma... A meno ché non andiamo a dire in giro che siamo stati noi, come potrebbero beccarci?'' Lo sguardo va prima sulla nordica e poi sull'immortale, cercando uno spunto di riflessione da ognuna di loro. Si ferma su Ithilbor quando gli viene rivelato che il lupo ce l'hanno in casa ''Un vantaggio?'' Domanderebbe dapprima scettico e quasi scandalizzato da quell'affermazione. ''Avrei preferito non averci nulla a che fare e basta, se tagliamo tutti i ponti ed evitiamo chi ci da la caccia, non potranno mai trovarci!'' Salvo astuti sotterfugi. Abbassa lo sguardo, pensoso. ''Quella Raine... L'avete letto il messaggio in rocca che ha lasciato? Io stavo già programmando di andarci...'' Torna a chiudersi nel suo silenzio. Non sa proprio che fare. Ragiona ad alta voce, convinto che la sua indiscussa intelligenza possa aiutare anche le donne che gli stanno vicino ''Se uccidiamo Leia, poi, ci ritroveremmo tutti i guardiani a darle le caccia... Non conviene mica? E se lei ha già detto in giro che dorme qui?'' L'ultima domanda lascerebbe trapelare la paranoia che, naturalmente, inizierebbe ad agitare il malfattore. ''Oh, accidenti... Che le costa arrendersi? Perché venirci a cercare? Potremmo anche essercene andati per quello che sa...'' Sospira. No, non sa cosa fare.
DAHLIA { Sala comune }{ Non guarda Ithilbor mentre discorre, non fissa nessuno dei due. Si prende la radice del naso con il pollice e l'indice della mano destra, socchiude gli occhi, palesemente presa dalle sue riflessioni. Tuttavia ancora non si rilassa, e qualcosa le urla ancora di fuggire. Ignora questa sensazione - che a dirla tutta non le è nuova - e si sforza di ricordare nel dettaglio gli avvenimenti di quella sera. Al nome del Ductor getta un veloce sguardo atterrito ad entrambi. Dell'altro, comincia a farsi strada nella sua mente, un istante che all'inizio no le era sembrato degno di nota ma che ora le sembra importante. Tuttavia attende che i due si zittiscano, prima di esporsi nuovamente. Nemmeno a dirlo, si trova pienamente d'accordo con Ashlar } Non c'è da scherzare, con nessuna delle due. Raine e la sua allegra combriccola mi preoccupano particolarmente. Conosco i caotici, o almeno li conoscevo: dovremo stare molto attenti. Nasconderci per un po', lasciare che le acque si calmino, star tranquilli con i colpi. Non possono arrivare a noi, è impossibile, ma credo che tutto sarà più controllato adesso. La guardiana mi è sembrata un tipo aggressivo, un po' fanatica, ma niente che non si possa mettere a posto con una pugnalata nella schiena o una dose di veleno al momento giusto... Tuttavia, Ashlar, devo darti ragione. Non so quanto ci convenga farla fuori. Potremmo ritrovarci caos e guardiani alleati per quel che ne sappiamo, contro di noi. { fa una pausa, si umetta le labbra e si appoggia un poco allo schienale. E' agitata, ma tenta di non darlo a vedere e di continuare a ragionare } Come forse so a cosa si riferiva alla guardiana. Mentre eravamo all'ingresso, abbiamo sentito una donna urlare e chiedere aiuto. Non so cosa sia successo esattamente, ma Leia è corsa in quella direzione per controllare. Forse... Forse era in atto un altro furto. Forse qualcun altro è stato preso. Però non l'ho vista tornare con qualcuno... { Gli occhi si assottigliano mentre lei cerca di ricordare } In ogni caso, è solo relativamente importante. Spero che tu non stia pensando nemmeno lontanamente di andare dal Ductor a questo punto. Sarebbe un'ammissione di colpa, un dannato suicidio { lo guarda come fosse una madre apprensiva e severa, per poi Tornare a fissare Ithilbor [sangue freddo +3 - sotterfugio +2 ] }
ITHILBOR[*§*Sala Comune*§*] Si direbbe che è Delusione a solcare i tuoi tratti perfetti, immutabili negli anni a venire. Ci sarebbero movimenti del capo in senso di diniego alle parole dei due, poiché non vi è concordanza con quanto viene detto. Passi nervosi si alternerebbero nella stanza, fino a quando la voce di Dahlia non andrebbe a toccare un tasto che avrebbe fatto meglio a non sfiorare nemmeno *§*Eccola, la grande guerriera! Cosa sai di Leia, di quelle che sono le sue capacità? Nulla, non hai visto nulla! E osi dire che basterebbe una pugnalata? È sciocchezza o leggerezza o arroganza, Dahlia? Non riesco a capire! Se non è chiaro, Leia è la combattente più esperta che io abbia mai visto in giro. E non è cosa da poco. Di certo non permetterò che Ashlar si avvii verso questa strada. È fuori discussione*§* Quell’ultima frase sarebbe pronunciata in un tono decisamente più alto rispetto al resto del discorso. E solo adesso ti volteresti verso Ashlar per ribadire *§*È fuori discussione. Come il fatto che tu vada dal Ductor. Non senza me, almeno*§* Torneresti a sedere sul divano, accavallando nervosamente le gambe e poggiandoti allo schienale. Ti concedi al silenzio, cercando di ritrovare una calma di cui la Bestia certo non si fa fautrice. E poi riprenderesti a parlare rivolta a Dahlia *§*Avete paura dei caotici. Di quei quattro burattini capaci solo di uccidersi tra loro. Però pensare che una pugnalata possa abbattere Leia, anzi! Meglio ancora: pensate di arrivare a infliggere a Leia una pugnalata! Bene, andate pure a trovarla, fate il vostro lavoro. Ma, ripeto: Ashlar non vi sarà affianco in questa missione suicida. Della vostra vita potete fare quel che volete, della sua no. Questo penso che sia chiaro*§* Lasceresti spazio al silenzio, ancora alla ricerca di quella calma necessaria a continuare il discorso e a proporre quello che è il tuo pensiero *§*Ecco quello che propongo io. […]*§* e non c’è null’altro da aggiungere [tenebra I]
ASHLAR {Sala Comune}{F.u.} Ascolta dapprima il punto d'incontro trovato con Kyra, e poi ascolta la reazione spropositata della vampira. ''Deve avervi proprio colpito...'' Commenterebbe con un filo di voce nel sentire le sue parole così eloquenti e traboccanti di fiducia in ciò che vanno esprimendo. Abbassa lo sguardo pensoso, calmo nonostante la tempesta che si sta scatenando a uno sputo di distanza da lui. Rifletterebbe su ciò che la vampira ha voluto mettere in luce e sull'ordine, non troppo celato, di rimanere lontano da Leia, ordine che lui accoglierà volentieri. Taglierebbe corto, per non lasciare che il diverbio fra le due degeneri ''Dunque, escludiamo questa strada. Leia rimarrà viva.'' Poche parole che lasciano in ogni caso intendere che se non deve morire lui, non deve morire nemmeno Kyra, lasciando che trapeli pure, al contempo, la cieca fiducia che ripone in ogni sillaba pronunciata dalla sua padrona. Questo, nella speranza di placare entrambe {Diplomazia liv 3} su una questione che, comunque, non porta da nessuna parte. Fa un cenno d'assenso senza rivolgersi a nessuna delle due in particolare. ''Mi piace...'' Punta lo sguardo su Dahlia ''Non ti nascondo che sarebb mio desiderio trovare qualche nuovo componente per dare nuova linfa alla nostra banda, ci servono nuovi ponti, nuovi colleganti... Nuove sfaccettature.'' Abbandona la precedente posa per poggiare i gomiti sulle ginocchia […]Questa volta cerca l'appoggio di entrambe. Si sposta a guardare la vampira e le sorride, inconsapevole. Non osa chiederle di tenersi fuori dalla faccenda, ma è quasi commosso dal fatto che lei si ostini a infilarvisi dentro con tutta la cattiveria e la spregiudicatezza che solo una dannata potrebbe infilarci. Si è innamorato.
DAHLIA {Sala comune }{Subisce con freddezza le parole di Ithilbor, guardandola beffarda. Attenderà che si sia calmata, per poi ribattere con astio } E' ovvio che non manderei mai Ashlar in una missione del genere. Lui non si occupa di questo, il lavoro sporco è mio. Mi piace, lo pretendo, è mio. { ribadisce, fissandola con uno strano luccichio negli occhi. Qualcosa che la fa sembrare ancora più esaltata } Non sono una guerriera, sia ben chiaro. Sono un'assassina, e c'è una grande differenza. Io non mi batto lealmente, non affronto duelli e non ho nessuna intenzione di giocare lealmente. Credete che sia fin troppo brava per beccarsi una pugnalata? Molto bene, ci sono altri modi. Veleno, trappola, armi da tiro. In ogni caso, mi pare siamo tutti d'accordo sul lasciarla in vita. Porterebbe più danni che altro {riprende il discorso della Faina, guardandolo con aria assorta. Quindi si alza, incapace di rimanere ancora ferma, nervosa. Comincia a percorrere avanti e indietro la stanza, misurandola a grandi passi, le mani dietro la schiena. } Dal Ductor non ci andrà nessuno. Nè io, nè Ashlar, nè voi. Non corre buon sangue tra a me e i caotici, C'è una vecchia storia che non sono sicura abbiano dimenticato { si fa pensierosa, si zittisce per qualche secondo e poi continua } Se mi vedono, mi fanno fuori e basta. Se Ashlar va da Raine, lei capirà subito che è lui che stava cercando, e ci porta di nuovo ad un'infausta conclusione. { Camina ancora un po', e si ferma dinanzi alla vampira. La fissa, e sente un brivido percorrerle schiena. In ogni caso, non arretra, ma tiene duro, stringe i denti } Voi, siete la donna della Faina. E' chiaro che pende dalle vostre labbra, che siete la ''cosa più importanate che ha'' { scimmiotta quasi il collaboratore, riprendendolo } Quindi non andrete al palazzo del governatore, e non vi succederà un bel niente. Non ho nessuna intenzione di sorbire i suoi lamenti e il suo dolore { ribadisce dura, riprendendo a camminare } La vostra idea, Signora, mi pare buona. […]{ il capo ruota questa volta verso l'immortale, lo sguardo curioso e scettico al contempo [sangue freddo +3]}
ITHILBOR[*§*Sala Comune*§*] Lo sguardo severo si sposterebbe su Ashlar nel sentir le sue prime parole *§*Leia vuole quello che voglio io. Ed è uno strumento più che utile. Non me lo lascerò di certo scappare, no Ashlar. E se mi servo di lei, dovresti anche vedere come tutto sia fatto anche per il tuo bene e per la tua protezione*§* ci sarebbe una nota di quella che gli umani chiamerebbero dolcezza nella tua voce mentre un sorriso sorgerebbe dalle labbra scarlatte, un sorriso che va a infrangere quell’aria di severità che ti aveva posseduto fino a un istante prima. Ma è ancora la Dahlia a reclamare attenzione e le sue parole ti indispongono, di certo non poco *§*Non mi piace che mi si diano ordini, Dahlia. Il tuo tono non mi piace*§* e passi a quel “tu” confidenziale per il quale non è stato nemmeno chiesto il permesso. Te lo sei presa da sola *§*Sei un’assassina, bene. Non devi di certo dirmi come agisce un’assassina, perché in fronte a te ne hai una che tale è nata. E tale è. E posso assicurarti che mi basterebbe ben poco per mettere a tacere quella tua bocca e la tua voce fastidiosa. Non provocarmi, perché nemmeno io voglio vedere Ashlar piangere la morte di una sua…alleata. Per quanto potrebbe trovare ben presto consolazione. Quindi, davvero: non spingermi a staccarti la testa e a consegnarla a Leia. Raine avrà la mia visita, con o senza il tuo…permesso. Poiché io sono in grado di affrontarla. Tu, forse, no. Di certo, permettimi, ma la paura non si addice a un’assassina. Un’assassina ha sangue freddo, sfida la Morte e di essa si fa beffe, perché non le permette di afferrarla. Ricordati le mie parole, fanne tesoro. Prendile come un consiglio non del tutto spassionato. […]*§* Non ci sarebbe alcun movimento dettato dalla rabbia in te. ci sarebbe la placida e terrificante calma di chi non ha nulla da perdere, di chi è vittima del proprio delirio di onnipotenza. Ma dentro la Bestia scalcia e scalpita, pretende che il suo bisogno sia soddisfatto, la sua sete placata. Ancora cerchi di tenerla a bada e lasci tutto nelle mani della nordica. Ognuno è fautore del proprio destino [tenebra I]
ASHLAR {Sala Comune}{F.u.} Ascolta le parole della Dahlia e scuote la testa, com'è che di punto in bianco non ha più fiducia nelle capacità della Faina? ''Chi ti dice che Raine mi scoprirebbe subito? Sono bravo io, che credi? Potrò anche non essere in grado di ucciderla in un duello, ma di prenderla per i fondelli ne sarei più che capace, se questo ci servirà a cavarci fuori dai guai... Ma non credo sia questo il caso, volevo andare al palazzo del governatore per arraffarmi la ricompensa che la sgualdrinella offriva...'' Allunga la mano per poggiarla sul ginocchio della sua padrona, un gesto forse a una prima occhiata superfluo e superficiale, ma che nasconde il primo, desideratissimo, contatto fisico della serata. ''Sono riuscito a convincerti a indossare quell'abito, tempo fa, vuoi vedere che non sono in grado di portare un malcapitato qualunque qui? Non sarebbe nemmeno la prima volta, tra l'altro...'' Si prende una pausa per riflettere un pochino, dovranno agire con calma, non possono assolutamente permettersi di sbagliare, ma è contento, in ogni caso, che l'incontro a tre abbia fruttato un buon piano. Torna poi su Kyra. ''Ascolta e fidati delle sue parole, è potente. Insieme, siamo invincibili.'' O qualcosa del genere... L'importante è averne la convinzione, no? Lui ce l'ha e rivolgerà alla Dahlia uno sguardo intenso che ricerca a un tempo la calma, la fiducia ed il convincimento che, sì, si può fare. Stringe appena la presa sul ginocchio della vampira, dovrà farsi perdonare questa notte per lo sconquasso che la presenza della nordica ha recato ad entrambi.
DAHLIA { Sala comune }{ TOrna a sedersi, ora, forse le parole di Ashlar e la sua diplomazia hanno fatto effetto. Non risponde subito alla vampira, ma si limita a guardarla ancora con astio, come se desiderasse strozzarla. Probabilmente le sia avventerebbe contro se questo non significasse far gran torto al mutaforma.Rimane ancora in silenzio, tornando a a massaggiarsi la radice del naso con le dita sottili. Sembra totalmente immersa nei suoi pensieri, non troppo felici a giudicare dal viso; in effetti, è così. Dopo lungo tempo, finalmente, sospira, e da segno di essere viva. Alza entrambe le mani come in segno di resa, e si rivolge ad entrambi } Bene, mi arrendo. Non ho nomi da suggerirvi sinceramente, ma Ashlar, non azzardarti nemmeno a pensare di mandare uno dei nostri. Siamo già pochi, e tutti sono utili. La bambina magari potrebbe rappresentare una buona alternativa, ma sarebbe poco credibile. Trova un mendicante, inculcagli qualche assurdità in testa - sei bravo, è vero - e sarà fatta { non alza il tono di voce, mai, neppure una volta durante il discorso. E si fa ancora più basso quando va a rivolgersi alla Sposa, tentando di non far trapelare nè la paura che l'afferra nè la sua stizza } Non condivido. Assolutamente non condivido. I gesti eroici sono i paladini, che spesso vengono impalati. Io porto a casa la pelle, punto. E' furbizia, non paura. Ma si vede che la pensiamo in modo diverso. Quindi pace { GUarda Ashlar, l'Irlandese sta dando sfoggio di vero autocontrollo questa sera, non sei contento? Dovresti, si sta sforzando molto d'altronde } E comunque non è Raine a preoccuparmi. Non più di tanto. Dite di essere un'assassina, dite di essere pari, e vabene. Non vi conosco e posso concedere il beneficio del dubbio, ma dubito seriamente che possiate far fronte all'esercito del caos intero. Nemmeno i caotici sono leali, nè sono uomini d'onore, dovreste saperlo { termina, tornando a fissare Ashlar, con un leggero rimprovero nello sguardo [sangue freddo + 3 - sotterfugio +2 ]
ITHILBOR [*§*Sala Comune*§*] La mano scarna e pallida andrebbe a posarsi su quella del mutaforma che rimane nella medesima posizione. Una carezza verrebbe posata su essa, un gesto che potrebbe prestarsi a molteplici interpretazioni: gesto di tenerezza da parte di un’amante? Gesto di approvazione di una padrona nei confronti del proprio “animaletto”? Gesto di una donna che mira a segnare il territorio dinanzi a una – nemmeno tanto – potenziale rivale? Poco importa, alla fine. Ognuno dei presenti saprà interpretarlo a suo modo e sarà a prescindere quello giusto, poiché quel tuo semplice gesto potrebbe vantare tutte quelle sfumature. Ancora rimarresti immobile nella tua posizione, forse emulando appena un respiro controllato che porta aria in un corpo che necessita solo di sangue, e nient’altro. Non sospiri, no. Anzi, catturi quel soffio d’Eolo che spira dalle labbra della nordica, che si fa portatore di un sentore di vita che ancora la anima. Stavolta, la sua scelta è stata quella giusta, sebbene il suo tono continui a irritarti. Cercheresti di mostrare inespressività sul viso appena roseo e di infliggere lo stesso atteggiamento al tono della tua voce *§*Attenzione, Dahlia. Fai più attenzione alle mie parole. Non ho certo affermato di poter fronteggiare tutto l’esercito del caos da sola. Non ho istinti suicidi…Io*§* Ci sarebbe un rimarcar quell’ultima parola, intento sottolineato da un lieve sorriso che lo segue *§*I paladini hanno quello che chiamano onore e per questo passano per eroi. I loro gesti poco spesso sono eroici, direi piuttosto idioti. Ma non ho voglia di discutere con te della figura dell’assassina, piuttosto preferirei che tu mi dimostrassi che le tue non sono solo parole al vento, che realmente sei letale. E, giusto per rimarcar qualcosa che davo per assodato ormai, il tuo tono imperativo mi indispettisce, e non poco*§* faresti una pausa, come se volessi lasciarle il tempo di riflettere, o forse solo per provocare in lei una reazione e di questa nutrirti *§*Ancora, fai più attenzione a quel che si dice. Ashlar non ha avanzato l’ipotesi di mandare uno di “voi”, ha semplicemente chiesto che tu abbia fiducia nelle sue possibilità. Dimmi, Dahlia. Pensi che lui non sia in grado di farsi beffa di Raine? Pensi che non abbia le doti per fronteggiarla? Oppure…*§* ancor sorrideresti, concedendoti una pausa *§*Oppure c’è qualcos’altro? Timore? Paura di perderlo? Angoscia, apprensione? Dimmi, Dahlia…perché piuttosto non ti sei offerta di accompagnarlo, di essere sua spalla?*§* [tenebra I; veggenza I]
DAHLIA { Sala comune }{ Vorrebbe fermarsi, vorrebbe star zitta, vorrebbe cessare di calcolarla. Vorrebbe tante cose, in questo momento, ma non riesce ad esaudire neppure un desiderio. Tuttavia cerca in ogni modo di far fronte alla propria ira, di non lasciarla fluire tra le parole, di mostrarsi ancora calma e per nulla toccata dalle sue parole } Sono stanca, milady. Non ho nessuna intenzione di litigare con la donna della Faina, ed è l'unica cosa che mi trattiene al momento dal risultare oltremodo ingiuriosa. Se il mio tono vi indispettisce mi dispiace e non poco, tuttavia non posso davvero farci nulla. Per quanto riguarda il vostro piano, è chiaro che ci sento benissimo e che altrettanto bene intendo. Volevo solo rimarcare un punto che mi staparticolarmente a cuore, mi pareva chiaro. Tornando a parlare del caos, fate come preferite, a me interessa poco, spero soltanto che Ashlar non venga ferito a causa del vostro coraggio { se così vogliamo chiamarlo, poi } Infine, mi pare sciocco e a dir poco superfluo star qui a dirvi quanto mi dispiacerebbe se dovesse succedere qualcosa al vostro... amante? Non so come vi definiate. Inogni caso, ci tengo a mettere le cose in chiaro, in modo da non incappare in sciocchi fraintendimenti. E' un collaboratore fidato, un uomo astuto, un amico. E' un fratello, punto. Nient'altro. { come se questo fosse poi poco. Non guarda neppure per un momento Ashlar, ma si limita a fissare la Moth, con faccia tosta e accigliata, senza mostrare paura o vergogna che si, bisogna ammetterlo, prova [ sangue freddo +3 - sotterfugio +2] }
ITHILBOR [*§*Sala Comune*§*] Ti è precluso, c’è poco da fare. Ti è precluso anche solo lontanamente immaginare quelle che sono le sensazioni che le si agitano dentro. Perché all’esterno ella non mostra paura, per quanto la tua esperienza ti insegni che al cospetto di un non morto o si prova terrore, o si prova fascinazione. E non si direbbe proprio che lei sia affascinata da te. Certo, è solo un volo pindarico, ma è quel che basta a lasciar la presa sulla mano di Ashlar e a ergerti in tutta la tua nordica statura. La mente andrebbe a ricercar contatto con quella della Faina, affidando al silenzio parole che solo il mutaforma potrà sentire insinuarsi in lui, contraddistinte da un tono che vorrebbe essere duro e rassicurante al tempo stesso [veggenza II] oO°Rimani al tuo posto°Oo Un passo, poi un altro e un altro ancora. Cercheresti di coprire la distanza che ti separa dalla donna, sì da portarti a solo mezzo metro di distanza da lei. La camminata sarebbe misurata, elegante persino nella sua brevità, non contaminata dalla fretta. È lo stesso passo che ella ha potuto osservare quando le hai girato attorno come un avvoltoio. Arrivata a quella distanza che ti sei prefissata, la guarderesti ancora in volto prima di parlare *§*Vedo che la rabbia è una tua fedele compagna, Dahlia. O forse mi sto sbagliando? Sei audace, o forse sciocca. Poiché il confine tra queste due inclinazioni alle volte è così sottile che si rischia spesso e volentieri di sfociare in un atteggiamento piuttosto che in un altro. tu dici di essere stanza, io dico di aver raggiunto il mio limite*§* faresti una pausa, lasciandoti sedurre dalla Bestia che comincia a battere colpi sul suo bodhran, che intuisce che è arrivato il momento di lanciare il proprio inno di battaglia, di spingere il tuo carnyx a suonare. Musica, melodia di vita che la Morte reclama a gran voce, odore di sangue che seduce e aizza, che permea le parole che ti accingeresti a donarle *§*Ti piace giocare, è chiaro. Ma giochi con il fuoco. E sai cosa succede a chi col fuoco scherza? A chi osa troppo? Succede che si si scotta. Nel migliore dei casi, è ovvio. A un livello superiore, ci si brucia pesantemente. Sai dirmi cosa succede nella peggiore delle ipotesi?*§* ancora una pausa, condotta da un sorriso *§*Ci si incenerisce. Si diventa polvere. Si muore*§* Le doneresti ancora un sorriso che, stavolta, si allarga sulle labbra scarlatte *§*Non mi interessa il tuo falso rispetto nei miei confronti in quanto donna di chi tu chiami fratello. Io non ne ho altrettanto per te. E siamo già al livello superiore. Vogliamo arrivare al peggiore?*§* È una domanda, certo, ma palesemente retorica, almeno dal tuo punto di vista *§*Cosa fa l’assassina a questo punto? Osa o salva la pelle?*§* [tenebra I; veggenza I]
ASHLAR {Sala Comune}{F.u.} Rimane estraneo al discorso delle due ancora per un pò, lascia che parlino, che si sfoghino e almeno da parte della Dahlia ci sarà un comportamento quasi lodevole, vista e considerata la sua indole. La Faina non comprende appieno, invece, la stizza della vampira. Quella donna, anzi quella ragazzina mancata, non sempre la riesce a comprendere, non sempre riesce a stare dietro ai suoi capricci. La vede alzarsi e un brivido lo percuote con violenza. Cosa vuole fare? Non può muoversi, il sangue sporco che c'è in lui gli impedisce ogni movimento, così come gli ha ordinato la sua padrona. Ciò però non gli impedisce di parlare. Serra le mani in un moto di rabbia mentre lo sguardo, che tradisce preoccupazione, si sposterebbe sulla nordica e scuote appena il capo e grana gli occhi, come a volerle dire di non andare oltre, di non replicare, di fare la cosa giusta... Torna sulla sua padrona, la sua amante che al momento è proprio al confine fra la follia e la ragione, una ragione che comunque è dettata da una sorta di odio che lui non può comprendere. ''Avanti, Melanie'' Sta piagnucolando ''Che vuoi fare? Lo sai per quanto tempo ho dovuto aspettare il suo ritorno... Non portarmela via ora che è tornata... Ora che finalmente possiamo nutrirci ognuno della potenza dell'altro...'' Una supplica che mira a far tornare su questo pianeta le mire ancora non ben definite della non morta. Ma il pezzo forte ancora se lo deve sparare, il mutaforma. Lascia che qualche istante trascorra e che il suo cuore acceleri i battiti, in preda alla rabbia che respiro dopo respiro monta. ''Vuoi che diventiamo come i caotici? Ci ammazziamo l'un l'altro?'' Proferirebbe questa volta con maggiore enfasi e decisione, per farsi ascoltare bene dalla sua adorata sposa che se commette l'errore che sta per commettere, perderà l'unico sentimento naturale che il suo servo ancora nutre per lei nonostante le paranoie e nonostante la perversione dell'immortale creatura. ''Ti prego, dimostrami che non sei come loro.'' Risoluto questa volta il suo dire, anche un pò duro nonostante il contenuto del messaggio che in principio doveva sembrare una preghiera e che ora più che altro apparirebbe come una sfida.{Diplomazia liv 3}
DAHLIA { Sala comune }{ Restare o fuggire? Combattere o abbandonare le armi? Dilemma. Può percepire il battito accelerare quando la Sposa si alza, può sentire un brivido correre lungo la schiena, l'aria farsi come rarefatta. Eppure, ancora una volta, in tutto e per tutto, cerca con tutte le sue forze di non darlo a vedere, di non mostrare alla Signora della Torre quale sia la la reale e istintiva paura, quanto sia grande il terrore che scaturisce da lei, da quella stanza maledetta. Non abbassa lo sguardo, e davvero occorre tutta la sua volontà. Cerca di non battere ciglio, di non farsi prendere dal panico, e arrischia pure un mezzo sorriso. Si alza, la fronteggia. Sono simili nel fisico, anzi, magari a prima vista l'Irlandese appare più allenata. Coglie, dietro la vampira, lo sguardo spaventato della Faina. Davvero crede che non riuscirebbe e metterla a posto? Afferra il suo cenno di diniego, per poi tornare a fissare la non-morta. La studia, si prende lungo tempo, lascia interporre tra di loro le parole della Faina e proprio non riesce a capire. Come potrebbe, del resto, anche solo minimamente immaginare gli straordinari di cui quella donnetta è dotata? } Mi piace giocare { afferma, e a quel paese l'educazione cui aveva cercato di sottoporsi fino a quel momento } Ma vedi, Melanie, ti confesso una cosa: non mi piace rischiare. Non era mio desiderio affrontarti, non lo è tuttora. Ma se proprio ci tieni, se veramente vuoi appiccare il fuoco, non aspettarti che io ora sguaini spada e scudo. Non è nel mio stile, te l'ho detto. Non sono una guerriera, sono un sicario. Se vuoi sfidarmi, non mi vedrai in volto quando calerò su di te. Desideri sul serio farmi la guerra? { il sorriso beffardo e immensamente falso si fa più ampio } Dici di disprezzare i caotici, ma diamine, ti comporti davvero come loro { si riallaccia al discorso della Faina, sembra l'unica via d'uscita. Perchè in effetti no, non desidera affrontarla. C'è qualcosa in lei che la terrorizza. E si, sebbene la stia odiando in questo momento, sebbene la stia odiando sul serio, fissandola negli occhi forse capisce un po' - o crede di farlo - quello che Ashlar può aver trovato in lei. Un fascino strano, arcano, che non saprebbe descrivere. [ sotterfugio +2 - sangue freddo +3 ] }
ITHILBOR[*§*Sala Comune*§*] Le parole di Ashlar, anzi il suo lamento, arriva al tuo orecchio quasi fosse un turbine di lance di fuoco che ti colpiscono e ti mandano, se possibile, ancora di più in Bestia. E difatti quell’animale urla, reclama punizione e quasi non concede tregua. Quasi. Ti volteresti verso lui con una lentezza estrema, spalancando occhi e bocca, mostrando uno stupore misto a rabbia e delusione. Cosa stava accadendo in quella dannata stanza che si pone a metà strada tra il mondo delle Ombre e quello dei viventi? La voce si farebbe inevitabilmente dura verso di lui, dapprima presentandosi con due sole parole, dentro le quali sarebbe racchiuso tutto quello che al momento pensi di lui *§*Sei patetico*§* Continueresti a guardarlo, come a voler ricercare sul suo volto qualcosa di più della supplica, come se nella sua voce ti aspettassi di cogliere quella nota di mortificazione che vorresti sentire. Ma non attenderai, a dire il vero, perché la Dahlia infierisce e calca la mano, priva, almeno apparentemente, di vergogna e di timore. Ma il battito accelerato del suo cuore di certo non può sfuggire ai tuoi sensi, poiché è come se si unisse all’unisono con il picchiar sul bodhran della Bestia. Ancora ti volteresti a guardare quell’insolente che osa tenerti testa, seppur con le parole solamente, e non appena ella pronuncia quella parole che associano te al presente caos, è l’istinto a dettare legge. Il braccio sinistro verrebbe portato indietro per caricare un colpo che lo vedrebbe risalire in diagonale verso l’alto a destra in uno scatto repentino [celerità I] con l’intento di colpire con la mano aperta la guancia destra dell’assassina, cercando di imprimere in quel gesto tutta la forza che il sangue dei Moth ti ha donato [vigore I]. Non appena il gesto verrebbe portato a termine, ancora la tua voce le presenteresti, sempre con un tono che non vuole sfociare nel grido, ma che non ammette repliche *§*Non osare oltre. O le parole disgustose di chi chiami fratello saranno state vane. Ed è una promessa. Chiedi scusa per avermi insultato in casa mia con la tua insolenza. Adesso*§* Ancora la tiri per le lunghe, ancora cerchi di resistere a quell’impulso che sarebbe del tutto naturale di bere da lei fino a che il suo cuore non avrà emesso il suo ultimo, trascinato battito. E probabilmente non perché le parole della Faina sono davvero andate a buon fine, ma solo perché quello del Ladro è un progetto che tu in vita e in morte hai abbracciato, che hai condiviso. E lei, volente o nolente, ne fa parte. Ma a tutto c’è un limite. E sei lì, sul bordo del precipizio, ancora in equilibrio. Sta a Dahlia, adesso, spingerti da un lato piuttosto che dall’altro [tenebra I; veggenza I]
ASHLAR {Sala comune}{F.u.} Fa una smorfia di stizza in risposta all'insulto della padrona, un insulto gratuito che la Faina per nulla al mondo potrebbe accettare e che degraderebbe ulteriormente il sentimento umano che questa sera, come la precedente in bettola, va scemando sempre più, riducendosi al semplice rapporto che deve esserci fra succube e vampiro, ossia totale asservimento e nulla più. incrocia le braccia al petto e sorride soddisfatto dello schiaffo che viene rifilato alla Dahlia che pure pecca a non ascoltarlo nemmeno un pò, a non calcolare minimamente quanto le è stato comunicato con tanta enfasi da quello che dovrebbe essere il suo superiore. Peggio per lei. ''Quando potrò muovermi?'' Domanderebbe infine alla vampira sprofondando nuovamente fra i cuscini della poltrona.
DAHLIA { Sala comune }{ Non se lo aspettava, non l'aveva previsto. Semplicemente non poteva evitarlo. La velocità di quel colpo è assurda, la forza ancor di più. Lo schiaffo la colpisce in pieno viso, è il suo peso è così forte da farla ricadere all'indietro, sul divano che fino ad un attimo prima occupava. Il bruciore, terribile e vivo come fuoco, si fa sentire subito. I capelli le coprono il viso, i tratti affilati spariscono alla vista per qualche momento. Il petto si alza e si abbassa in modo frenetico, si può sentire il respiro irregolare riempire la stanza. Non fa nulla per ancora qualche momento, fino a quando le parole di Ashlar non vanno nuovamente a colmare un vuoto silenzioso. Lo sguardo grigio, torbido e infuriato della nordica si alza sbalordito su di lui, esterrefatto, incredulo. Com'è possibile che si comporti come un cane? No, assolutamente non è chiaro alla donna che non può sapere quale sia il vero rapporto tra di loro. E a dir la verità, dopo quel colpo, si sente anche un po' intontita. L mano destra sale a toccare la guancia, bruciante e indolenzita; la massaggia, ci passa sopra con lentezza esasperante mentre in bocca sente un sapore metallico. Forse, nell'impatto, si sarà creato all'interno della guancia qualche sorta di taglio. Si alza quindi, ancor più terrorizzata di prima, con il solo desiderio di andar via di lì. Il respiro è ancora affannato, il battito accelerato più di prima. La fissa, ancora, e vorrebbe incenerirla, vorrebbe davvero. Ma non può, questo è ovvio, e allora che fare? Piegarsi? Chiedere davvero scusa? Voltarsi e fuggire lontano? Scontrarsi? Non vuole riconoscere la sua superiorità, ma c'è qualcosa in lei, che le fa accapponare la pelle. Ma l'idea di ammetterlo, tuttavia, le fa venire il voltastomaco. Maledetto orgoglio! Dov'è la filosofia del fuorilegge quando serve? Abbassa la testa, fingi e non parlare mai d'onore. Perchè questa volta è così difficile? } Scu-sa { L'ha detto. Amen. L'ha sillabato, si è fatta furba. Ha intriso quell'unica parola di un disprezzo inequivocabile, eppure l'ha detto. Stavolta, fingere non l'è riuscito bene. Forse non ha proprio voluto. Non la guarda, mentre lo dice. LO sguardo, disgustato, è tutto per la Faina. Dannazione, perchè non si ribella? Ma non finisce qui [sangue freddo +3] }
ITHILBOR[*§*Sala Comune*§*] E quelle parole che provengono dalle tue spalle, la freddezza con le quali le senti arrivare a te si schianta con quella che attanaglia ogni fibra morta del tuo corpo, eppur ancor movente e potente. Lo sguardo ancora a lui si rivolgerebbe, ma non carico di stizza come prima. Semplicemente si porta seco ancora delusione, ma di certo non incomprensione. Perché chi non veste i tuoi panni, chi non deve continuamente fare i conti con la dannazione e con un animale che richiede un tributo costantemente versato non può capire: non è umanamente concepibile, persino nemmeno lontanamente immaginabile. La voce in sua direzione si farebbe fioca, quasi un sussurro rotto da quel suono solo immaginato forse, da quel rumore di qualcosa che si infrange; quel sentore che, negli ultimi due incontri, qualcosa si sia inevitabilmente rotto, spezzato. Quantomeno, quel qualcosa di umano che permaneva nella Faina. È come se lentamente tutto ciò che avevi costruito ti scivolasse via dalle mani, come sabbia che non può essere trattenuta, che inesorabile fugge dalle tue mani, quasi inorridita. E tutto per cosa, Sposa? Per qualcosa che non puoi contrastare appieno, per quella natura da cui non v’è via di scampo, per quella Dannazione che tale è e tale rimarrà *§*Quando vuoi, Ashlar. Puoi fare tutto quello che vuoi: preferirei tu restassi, ma di certo non c’è nessuna imposizione nel mio chiedere. È puro e semplice desiderio. Nulla di più*§* Ti allontaneresti da Dahlia, faresti due, tre passi indietro, avvicinandoti ad Ashlar, sedendoti nuovamente sul divano, senza che vi sia eleganza in quei movimenti; è un gettarsi lì, come fossi preda di una stregua assurda. Ed è silenzio fuori, ed è inferno dentro. Dahlia si ridurrebbe a essere mero orpello alla sala comune con la sua bellezza e le parole che riesce a sillabare ti arrivano come attutite, come appartenenti a un altro luogo e un altro tempo. La mano sinistra, quella che ha colpito la nordica, si alza verso lei, con il palmo ben spalancato, come a voler sentenziare silenziosamente che tanto basta. Ma non ci sarà nessuna parola a spiegarlo [tenebra I]
ASHLAR {Sala Comune}{F.u.} Sorride malignamente divertito dalla punizione d'orgoglio che viene imposta alla nordica, la Faina spera vivamente che le serva di lezione, in caso contrario, potrà godere di uno spargimento di sangue che entrambe le donne si saranno meritate, l'una morirà e l'altra si dovrà subire i piagnistei del ladro come d'altra parte è già accaduto in passato. Una punizione per tutti, insomma. Annuisce appena alla risposta della padrona, consapevole del fatto che non riuscirà ad andare contro un suo desiderio. Non si muove. Le cerulee si portano all'umana ''Te l'avevo detto che era potente, ma l'eccellente potenza e la celerità non sono che minima parte delle sue doti, sei una sciocca se pensi che mi sarei legato a una donna qualsiasi.'' Il volto dalla carnagione chiara, che ancora non subisce le noie che il passar degli anni portano con sé, tradirebbe adesso un piccolo sorriso saccente. ''Spero che tu ora l'abbia capito.'' Per le spiegazioni più approfondite ci sarà tempo. Si volta verso la padrona ''Siamo entrambi patetici, siamo fratelli...'' La guarda un'ultima volta negli occhi prima di tornare sull'assassina. ''Dunque, non vorrei perdere di vista ciò che ci siamo detti stanotte riguardo i nostri piani... Tu, pulce, vorrei che cercasti carne buona per il nostro gruppo, mi raccomando, mi fido di te.'' Si raddrizza sulla schiena ora che deve parlare di sé ''Dal canto mio […]e voi...'' Torna sulla vampira. ''A quanto pare questa Leia vi affascina assai, se lo riterrete opportuno, sarebbe utile capire come si sta muovendo... Dobbiamo starle dietro, noi che possiamo.'' Sorride superbo all'idea di essere diversi passi avanti rispetto a chi lo insegue. Lascia che trascorrano gli attimi di silenzio che devono passare prima di riprendere a parlare, a parlare d'altro. ''Questa sera mi dedicherò alla caccia di una specie di tesoro... Non credo sarà difficile, mi avvarrò dell'aiuto della nostra piccola amica dei boschi...'' Adesso che ci pensa, la non morta non ne sa nulla. Solo a lei quindi dedicherebbe un'ultima spiegazione ''Una fata! E' piccola, luminosa e ha i sensi di un elfo... E' perfetta.'' Il lato animale che c'è nel mutaforma ammira tantissimo la piccola terragnola, già non vede l'ora di incontrarla.
ASHLAR - //annullo l'ultima conversazione
DAHLIA { Sala comune }{ Sta ferma, immobile, come se fosse una statua. Quasi non respira più. La odia, la odia, la odia e la vorrebbe morta. Ma soprattutto, odia lui. Quella carogna che si fa comandare a bacchetta. Non dice nient'altro fino a quando non viene nuovamente interpellata, e quando lo fa è fredda, gelida, come avulsa dal contesto che s'è andato ora a creare. lo sguardo si solleva nuovamente sulla Faina, indecifrabile e grave } Come ordina la Faina { il sarcasmo traspare dalle sue parole, assieme al disgusto e alla delusione. } Sarà meglio che comici da subito allora. La notte è un terreno di caccia fecondo. Sid { non chiede permesso, semplicemente si volta. Dà le spalle ad entrambi e, a meno che non la si fermi bloccandola ed inchiodandola al suolo, prenderebbe le scale, via dalla Torre, dalla Sposa e dal mutaforma. Ma non finisce qui. }
I knew all the rules but the rules did not know me
guaranteed..