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Facebook   Circolare a$i del 10 novembre 2011 !Last Update: 12/23/2011 10:10 AM
11/28/2011 6:10 PM
 
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Re: Re: Re: Re:
racunis, 27/11/2011 17.10:



Sì, anche io ho la netta sensazione che a partire dal prossimo Gennaio qualcosa accadrà a cura dell'ASI... è solo un'impressione, ma credo che si stiano disponendo ai 25 anni, anche perché è orientamento FIVA ed oggi va di moda seguire ciò che fanno all'estero... ma non perché non siamo capaci di partorire idee, semplicemente perché non siamo in gradi di gestire: la gestione italiana delle cose non è mai logica... una volta, applicando la fantasia si riusciva a risolvere, ma oggi le cose sono così complesse che di fantasia ce ne vorrebbe parecchia, così tanta che neanche l'italiano medio ne ha e quindi ecco perché fallisce nei tentativi: la storia della 342/2000, richiamata da LorenzMBW126, ne è un esempio, una barzelletta che è andata avanti per 10 anni senza che nessuno riuscisse a stabilire una certezza. Naturale che poi, come nel tuo caso, sopraggiungano i dubbi.



...il fine mi sembra non tutelare niente e rendere comunque più difficile a tutti il realizzare un qualsiasi cosa, da una semplice domada di pensione a la tutela di una passione come le auto storiche...
questo mi intristisce molto perché poi alla fine le persone, disincentivate dalla burocrazia o da leggi inette - non strovo altro termine - se ne starà rinchiusa nella mediocrità...
oppure è cosa voluta????

Stellapercaso


Stellapercaso

...e per caso mi ritrovai a rimirar le Stelle...
11/28/2011 7:49 PM
 
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Ma il buffo è che non ci si può nemmeno confrontare, perché pèer parlare bisogna avere una mercedes, non sto facendo allusioni, mi sto riferendo proprio a te !!!
Perché perché perché, puah...
dario di bello
11/28/2011 9:54 PM
 
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Re:
Stoccarda., 27/11/2011 22.22:

Sul sito dell'ASI viene affermato che per i veicoli dichiarati di interesse storico e collezionistico dopo il 19.03.2010 è necessario sia l'attestato di storicità che il certificato di rilevanza storica. Mi sembra, però, di capire che ad oggi la "direttiva" abbia trovato scarsa applicazione. Sbaglio?



Dichiarati da chi? Seguiamo la logica: se il veicolo non è iscritto ASI, l'interesse storico e collezionistico non è sancito dall'ASI, ma dalla legge 342/2000. E - sottolineo - in nessun punto di questa legge si parla di ASI, ergo, la detta definizione non dipende dall'ASI. Tanto più che esistono anche RFI, RL, e RIAR, nonché FMI per le due ruote.

Per veicoli iscritti ASI, quanto da te affermato sembrerebbe avere senso, ma... ma a tal punto mi sorge un dubbio: se l'Attestato ha finalità fiscali e il CRS ha finalità circolatorie, A CHE COSA SERVE LA CERTIFICAZIONE? Solo alle manifestazioni ASI? Sembrerebbe...

No, non ci credo. Sia perché così facendo l'ASI rischia di tirarsi la zappa sui piedi, visto che la stragrande maggioranza degli appassionati convergerebbe a farsi due documenti - che proteggono dal punto di vista fiscale e circolatorio - anziché la costosa (non solo per il documento, ma per tutto ciò che verte), sia perché privilegerebbe coloro che evitano la Certificazione, cosa - se vogliamo - inammissibile dato che si suppone che le vetture migliori siano proprio quelle certificate.

Tutto ciò - ribadisco - seguendo la logica. O almeno una logica naturale, perché se dovessimo considerare logiche di altra natura, allora tutto è possibile, ma deve essere dimostrato se non si vuole sia solo uno sfogo...



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11/29/2011 1:40 PM
 
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Parere vincolante per gli uffici dell'Agenzia delle Entrate


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[Edited by AngeloW109 11/29/2011 3:30 PM]

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11/29/2011 3:01 PM
 
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w115barra8, 29/11/2011 13.40:

ilsole24ore.com


Sei un GRANDE !!!
Grazie.
dario di bello



[Edited by AngeloW109 11/29/2011 3:30 PM]
11/29/2011 3:46 PM
 
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...infatti l'ASI , se non sbaglio , si guarda bene a compilare elenco autoveicoli di interesse storico ....mentre ho visto che FMI lo fa ....

[Edited by thepollo@ 11/29/2011 3:47 PM]


Francesco
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11/29/2011 6:06 PM
 
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Re:
thepollo@, 29/11/2011 15.46:

...infatti l'ASI , se non sbaglio , si guarda bene a compilare elenco autoveicoli di interesse storico ....mentre ho visto che FMI lo fa ....





"In assenza di specifica individuazione dei veicoli nelle suddette determinazioni, il contribuente potrà documentare con un’attestazione rilasciata dall’ASI o dalla FMI che il proprio veicolo ultraventennale è considerato di “particolare interesse storico e collezionistico” in quanto possiede i requisiti prescritti dalla norma agevolativa (articolo 63, comma 2, lettere a, b e c).".


Gira che ti rigira...

Un quesito: ma se, invece, si richiedesse il solo CRS sia per fini fiscali che circolatori?

Francesco

W124.041 Kat.
11/29/2011 6:19 PM
 
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Su Fiscooggi commentato


non mi sembra però si dica niente di nuovo, l'ASI ha SEMPRE offerto a 150 euro l'attestato di storicità ai NON soci per veicoli NON iscritti:

www.asifed.it/template_pagine/pg_11.asp?idct=82&idlv=40

Documenti a non tesserati:
€ 150,00 (anche duplicati)


[Edited by LorenzMBW126 11/29/2011 6:47 PM]
LorenzMBW126
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11/29/2011 6:20 PM
 
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Re: Re:
racunis, 28/11/2011 21.54:



Dichiarati da chi? Seguiamo la logica: se il veicolo non è iscritto ASI, l'interesse storico e collezionistico non è sancito dall'ASI, ma dalla legge 342/2000. E - sottolineo - in nessun punto di questa legge si parla di ASI, ergo, la detta definizione non dipende dall'ASI...



L'art. 63 della legge 21 novembre 2000, n. 342 parla di ASI sia al primo che al terzo comma.
Dai un'occhiata all'interpello che ha gentilmente allegato w115barra8.
Se in sede di iscrizione all'ASI anziché richiedere il rilascio dell'attestato di storicità si richiedesse direttamente il certificato di rilevanza storica, il problema non sarebbe superato?

Ciao,



Francesco

W124.041 Kat.
11/29/2011 6:45 PM
 
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Re:
dariodb, 28/11/2011 19.49:

Ma il buffo è che non ci si può nemmeno confrontare, perché pèer parlare bisogna avere una mercedes, non sto facendo allusioni, mi sto riferendo proprio a te !!!
Perché perché perché, puah...
dario di bello




non è che devi avere una mercedes per me, ma entrare come un elefante in una cristalleria il più delle volte non aiuta

basta usare toni bassi e tenere un tantinello in più in considerazione le opinioni degli altri

da quel che ho potuto notare entri, dici la tua e te ne vai, se ti contraddicono attacchi(almeno questa è la mia sensazione)

non è la camera, qui si sta tranquillini se non la si pensa alla stessa maniera


Filippo
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11/29/2011 7:39 PM
 
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@ parteguelfa

La cosa strana è che i medesimi "toni" sono utilizzati anche da altre parti e non c'è tutta questa acredine nei miei riguardi.
Io mi sono sempre limitato a fornire notizie e di rimando a dire come la penso e non ho MAI offeso nessuno se non la filantropica di Torino per quello che fa, poi se qualcuno si "picca" per queste cose, è forse colpa mia ?
Qui stiamo commentando la Lettera di Totò e Peppino, non stiamo a parlare di destra o sinistra, in politica ognuno ha le sue ideologie, qui stiamo parlando di come un club privato si arricchisce alle spalle dei cittadini con ridicole Circolari (...veicolo sostanzialmente storico ?), cosa c'è di strano a dire questo ?
Ho sempre detto che ognuno deve essere libero di poter spendere i propri soldi come gli pare, ciò non di meno l'informazione deve essere data a 360° e dire qual è la realtà in Italia.

I miei toni con tutti Voi sono sempre stati educati, di converso non sempre è stato così, ma non c'è problema.

Il fatto che io entri, o meglio scriva quello che penso, presuppone che debba per forza controbattere a chi non la pensa come me ?
Quello che leggi non sono mie invenzioni, ma il buffo è che vengo attaccato sempre da chi in un modo o nell'altro è vicino all'asi, chissà perché !

Il buffo è che tu dici a me di stare tranquillino, ma di cosa ?

Scusa se faccio tutto queste domande, ma dovrei prendere forse per vero quello che dice la filantropica da Torino ?
Certo così non ci sarebbero misunderstanding, ma non è possibile.

Chiudo dicendoti che alcuni frequentatori di questo forum mi hanno contattato diverse volte per avere dei chiarimenti, strano no ?
Saluti
11/29/2011 7:56 PM
 
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l'educazione, questa sconosciuta.

Dario, pari il seguace di una setta, sei troppo accalorato, esprimi con meno foga i tuoi concetti.
Che poi la tua base sia voler fare danni reali in nome di un principio, rimane, comunque tu ti ponga.
11/29/2011 9:31 PM
 
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Re: Re: Re:
Stoccarda., 29/11/2011 18.20:



L'art. 63 della legge 21 novembre 2000, n. 342 parla di ASI sia al primo che al terzo comma.
Dai un'occhiata all'interpello che ha gentilmente allegato w115barra8.
Se in sede di iscrizione all'ASI anziché richiedere il rilascio dell'attestato di storicità si richiedesse direttamente il certificato di rilevanza storica, il problema non sarebbe superato?

Ciao,




Non è del tutto esatto: parla di ASI, ma in un altro contesto, quale quello del generare una lista di veicoli di interesse storico collezionistico. Una lista non è una certificazione, o attestazione, o documentazione a qualsiasi titolo. Prova ne è il fatto che l'ASI per svariati anni non ha parlato di Attestao, Certificazione o altro, ma di date e condizioni generiche. Ma procediamo con ordine.

Seguo la cosa da non meno di 25 anni: credo che molti di coloro che oggi intervengono qui all'epoca magari già non portavano più i pannolini, ma di certo non avevano l'età per seguire certe cose :-D

Fino al 1992, l'ASI certificava le vetture storiche in base esclusivamente all'esemplare, al suo stato ed alla sua anzianità: non c'erano facilitazioni fiscali, era pertanto una qualifica "onorifica". Dal 1992, sono cominciate le facilitazioni: l'ASI continuava ad usare un criterio non molto dissimile, coerente secondo un criterio logico. Criterio logico che - ad esempio - permetteva di poter omologare una Ferrari del 1972, ma non una Simca 1100 Special dello stesso anno, a parità di condizioni. Poteva dispiacermi ciò, ma accettavo il principio: perché era coerente.

Cosa è successo a valle della 342/2000? Il legislatore, come ha ricordato giustamente thepollo@, ha richiesto all'ASI di determinare una lista di veicoli: sottolineo, determinare una lista, non rilasciare documentazione di qualsiasi genere. Ovvero, L'IDENTIFICAZIONE DOVEVA ESCLUSIVAMENTE AVVENIRE IN BASE A CRITERI UNIVOCI ED UGUALI PER TUTTI I VEICOLI DI QUELLA SPECIE, INDIPENDENTE DA QUALSIASI "DOCUMENTAZIONE".

E' ciò che la FMI prontamente fece per il 2001: la moto X era nella lista, mentre la moto Y non era nella lista. INDIPENDENTEMENTE DA "DOCUMENTAZIONE". Cosa ha fatto l'ASI? Ha fatto anch'essa una lista, ma una lista "stranissima". Ti faccio un esempio, che all'epoca mi fece scrivere (ero socio ASI dal 1999, tramite il MBRI) alla Segreteria: chiedevo come mai, per il 2002, l'ASI presentava nella lista una BMW 520i E28, ma non una BMW 528i E28!! Alquanto singolare: come poteva essere? Aveva più senso il contrario!!! Qualcuno tentò di giustificare affermando che contava anche la popolarità: e la 520i in Italia lo era ben più di una rara 528i. Peccato che detto criterio veniva smentito in casi analoghi di altre Case.

L'arcano fu svelato a forza di lettere di protesta - anche di soci ASI, come il sottoscritto - che arrivarono alla Segreteria: l'ASI aveva preparato la lista non con criteri simili alla FMI, ma con il criterio seguente "la BMW 520i, omologata dal socio Tizio, compare nella lista, mentre la 528i del socio Caio, non omologata, non compare nella lista". Bene, poteva essere un criterio, peccato che... la 520i di Tizio SI PORTAVA APPRESSO TUTTE LE 520i NON OMOLOGATE PER IL SEMPLICE FATTO CHE ERANO IN LISTA, CREANDO UNA GROSSA CONTRADDIZIONE CON LE 528i CHE NON POTEVANO ESSERE ESENTATE!!!

Questa era una grossa contraddizione: parliamoci chiaro, l'ASI dieci anni fa fece una figuraccia immane e fu in quel caso che perse molta dell'autorevolezza che aveva avuto fino a quel momento. Dario eccederà con la foga e siamo d'accordo, ma attenzione a non perdere la visione principale, che non è fatta di forma, ma di sostanza!

Comunque, cosa accadde dopo? Loi corse ai ripari: a partire dal 2003, stabilì la cosiddetta "Determinazione", che pressappoco suona così: "Tutte le auto costruite fino al 31.12.20xx sono esentabili purché abbiano meccanica conforme all'originale, interni decorosi e carrozzeria in ordine". Se vogliamo trovare un "documento" ASI, è questo: la Determinazione. Non l'Attestato, non il CRS, non la Certificazione. Almeno per ora.

Che poi, a partire dal 2005, l'ASI abbia cominciato una lenta - ma inesorabile - riconquista delle posizioni, trovando accordi con Enti dello Stato per vincolare quelle condizioni ad un certificato, è cosa degli ultimi anni, ma che di fatto è ancora controverso.

Attenzione: capisco che l'ASI voglia perseguire questo, perché una cosa è sicura, ci sono troppi furbi anche dall'altra parte, ovvero tra gli utenti. Ovvero una marea di bollaroli che puntano ad usufruire dei vantaggi fiscali immeritatamente. Immeritatamente - si badi bene! - non perché i loro veicoli non hanno CRS o Attestato, o Certificazione, ma perché non rispettano il dettame della 342/2000 e determinazione ASI, vuoi perché montano motori diversi (quante Fiat 500 con motori 126!!), vuoi perché gli interni sono tutt'altro che decorosi, vuoi perché la carrozzeria non è in ordine, modificata, "tunizzata" o quant'altro. Notare che continuo a non parlare di CRS o Attestato o Certificazione: per togliere dalla circolazione codesti falsi appassionati non serve l'ASI, serve qualcos'altro, ad esempio se ti becco ti sequestro il veicolo e te lo presso. E sarebbe ora, ASI o non ASI!

Insomma, un detto delle mie parti dice: "Se Genoveffa una volta è stata puxxxna, rimarrà puxxxna per sempre". La verginità non si ricostruisce: l'ASI - purtroppo - l'ha persa nel 2001.

P.S. - Sono socio ASI dal 1999, sia pure con 3 club diversi. La mia collezione consta di 7 auto: la più anziana del 1972, la più giovane del 1990. Tre sono di famiglia fin dalle origini (una è radiata), le altre le ho acquistate ed ho pagato i bolli fino ai 20 anni, in qualche caso fino ai 30. Solo due hanno attestato ASI, le altre no, vuoi perché over-30, vuoi per altri motivi (logistici). Quattro di esse sono in condizioni ottime, mantenute o restaurate, una è in buone condizioni, una in discrete condizioni, una da gran restauro. Nota finale: la BMW 528i di cui sopra nel 2008 è stata esposta nello stand BMW Youngtimerclub all'Expò romana. Solo dallo scorso anno ha attestao ASI. Non so se rendo l'idea... ;-)




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11/30/2011 8:52 AM
 
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Dalla Tua esperienza sto acquisendo molte informazioni utili.
Mi sembra, tuttavia, di capire che anche l'Agenzia delle Entrate riconosca valore alle attestazione dell'ASI:
"In assenza di specifica individuazione dei veicoli nelle suddette determinazioni, il contribuente potrà documentare con un’attestazione rilasciata dall’ASI o dalla FMI che il proprio veicolo ultraventennale è considerato di “particolare interesse storico e collezionistico” in quanto possiede i requisiti prescritti dalla norma agevolativa (articolo 63, comma 2, lettere a, b e c).".

Certo, si tratta della risposta ad un singolo interpello, che non ha né la cogenza di una legge, né una portata generale. Risulta, però, senz'altro sintomatico della linea interpretativa tenuta dall'ente pubblico in argomento e del credito riconosciuto ai documenti rilasciati dall'ASI e dalla FMI.

Ti segnalo che diversi club federati all'ASI utilizzano già una modulistica nuova, richiedendo ben 14 fotografie in luogo delle vecchie 4. Ad aumentare, quindi, non sono solo i costi...

Buona giornata,
Francesco

W124.041 Kat.
11/30/2011 12:21 PM
 
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Re:
Stoccarda., 30/11/2011 08.52:

Dalla Tua esperienza sto acquisendo molte informazioni utili.
Mi sembra, tuttavia, di capire che anche l'Agenzia delle Entrate riconosca valore alle attestazione dell'ASI:
"In assenza di specifica individuazione dei veicoli nelle suddette determinazioni, il contribuente potrà documentare con un’attestazione rilasciata dall’ASI o dalla FMI che il proprio veicolo ultraventennale è considerato di “particolare interesse storico e collezionistico” in quanto possiede i requisiti prescritti dalla norma agevolativa (articolo 63, comma 2, lettere a, b e c).".

Certo, si tratta della risposta ad un singolo interpello, che non ha né la cogenza di una legge, né una portata generale. Risulta, però, senz'altro sintomatico della linea interpretativa tenuta dall'ente pubblico in argomento e del credito riconosciuto ai documenti rilasciati dall'ASI e dalla FMI.

Ti segnalo che diversi club federati all'ASI utilizzano già una modulistica nuova, richiedendo ben 14 fotografie in luogo delle vecchie 4. Ad aumentare, quindi, non sono solo i costi...

Buona giornata,



Che qualcosa stia cambiando, ne sono più che certo, come avrai evinto dai miei interventi e dal fatto che ho ricevuto degli avvisi di mancato pagamento tassa di possesso per gli anni 2008 e 2009, ai quali sto opponendo (le mie vetture, sia ASI che non ASI, hanno comunque certificazione RIVS fin dal 2006: ogni anno veniva rinnovata previa presentazione di foto).

Il fatto è che tutti coloro che hanno a cuore la vera passione per la conservazione del patrimonio auto di interesse storico e collezionistico si distinguono da altri cui sta a cuore qualcos'altro. Personalmente, come ripetutto più volte in questa sede, non sono né pro, né contro ASI: anzi, sarei stato decisamente a favore se non fosse caduto in quella caduta - non solo di stile, ma di sostanza -. Però, come tra i soci ASI ve ne sono molti che sono veri appassionati, è altrettanto vero che ve ne sono anche al di fuori dell'ASI; come pure tra chi è contro l'ASI spesso non lo fa per passione, ma per poter girare liberamen te con il suo catorcio malandato a rischio di tutti, in special modo chi ha un'auto d'epoca.

Probabilmente, dato che in Italia si è semrpe ideologicamente restii ad assumersi responsabilità, nessuno ha il coraggio di quella che dovrebbe essere l'azione risolutiva, che suona pressappoco come la seguente: "un'auto di interesse storico e collezionistico è tale se risponde ad un requisito di età e di condizioni", lascuiando ad Enti preposti il controllo. Non la certificazione, ma il controllo e le relative sanzioni: ovvero, se la Polstrada, o i Carabinieri, o il Centro Revisioni ti trova con una non conformità, sia pur lieve, l'auto va mandata alla pressa senza se e senza ma. Sembra molto rigido, in realtà non lo è: sia perché l'appassionato non aspetta che lo becchino per sistemarla, sia perché la legge - così dovrebbe sempre essere - va rispettata semrpe, non eprché c'è qualcuno che fa il cane da guardia.




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11/30/2011 5:28 PM
 
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Come non darTi ragione...

Secondo Te quell'attestazione rilasciata dall'ASI, di cui parla la citata risoluzione dell'Agenzia delle Entrate, potrebbe essere rappresentata dal certificato di rilevanza storica?

Non riesco a comprendere perché sul sito dell'ASI si parli della necessarietà dell'attestato di storicità per fini fiscali e del certificato di rilevanza storica per fini circolatori!
L'ASI sostiene che per circolare e per fare la revisione sia attualmente necessario il certificato di rilevanza storica. Pur volendo aderire a questa discutibile chiave di lettura, non comprendo perché lo stesso Ente affermi poi che per l'esenzione dalla tassa automobilistica occorra un differente documento, sostenendo che è la legge di settore ad esigere l'attestato di storicità.
Il certificato di rilevanza storica non contiene molte più informazioni dell'attestato di storicità?

Ciao,
[Edited by Stoccarda. 11/30/2011 5:30 PM]
Francesco

W124.041 Kat.
11/30/2011 5:47 PM
 
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dariodb, 29/11/2011 19.39:



I miei toni con tutti Voi sono sempre stati educati, di converso non sempre è stato così, ma non c'è problema.

Il fatto che io entri, o meglio scriva quello che penso, presuppone che debba per forza controbattere a chi non la pensa come me ?
Quello che leggi non sono mie invenzioni, ma il buffo è che vengo attaccato sempre da chi in un modo o nell'altro è vicino all'asi, chissà perché !

Il buffo è che tu dici a me di stare tranquillino, ma di cosa ?

Scusa se faccio tutto queste domande, ma dovrei prendere forse per vero quello che dice la filantropica da Torino ?
Certo così non ci sarebbero misunderstanding, ma non è possibile.

Chiudo dicendoti che alcuni frequentatori di questo forum mi hanno contattato diverse volte per avere dei chiarimenti, strano no ?
Saluti



a me continui a non sembrare troppo tranquillo...anzi, poi magari ti esprimi sempre così, che ne so...questioni di netiquette

io per esempio non ho notato la stessa esagitazione tra stoccarda e racunis, mi sembra un pacifico confronto idee divergenti

che gli altri utenti ti contattino per avere chiarimenti benvenga chi ha detto nulla

mai detto di prendere per buono quello che dice l'asi, anzi, ma non ho mai detto che lo devi fare







Filippo
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11/30/2011 10:14 PM
 
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Stoccarda., 30/11/2011 17.28:

Come non darTi ragione...

Secondo Te quell'attestazione rilasciata dall'ASI, di cui parla la citata risoluzione dell'Agenzia delle Entrate, potrebbe essere rappresentata dal certificato di rilevanza storica?

Non riesco a comprendere perché sul sito dell'ASI si parli della necessarietà dell'attestato di storicità per fini fiscali e del certificato di rilevanza storica per fini circolatori!
L'ASI sostiene che per circolare e per fare la revisione sia attualmente necessario il certificato di rilevanza storica. Pur volendo aderire a questa discutibile chiave di lettura, non comprendo perché lo stesso Ente affermi poi che per l'esenzione dalla tassa automobilistica occorra un differente documento, sostenendo che è la legge di settore ad esigere l'attestato di storicità.
Il certificato di rilevanza storica non contiene molte più informazioni dell'attestato di storicità?

Ciao,



Sulla revisione ho le mie riserve, caro Francesco. La revisione è una cosa, la circolazione un'altra. E già questo è IMHO sufficiente ad ipotizzare che quanto sia scritto sul sito ASI sia interpretazione di parte, quindi non obiettiva e non necessariamente vera.

Infatti, per fare la revisone non solo non ti chiedono se hai pagato il bollo o sei iscritto ASI: ti chiedono la carta di circolazione e controllano che numero di telaio e targhe corrispondano. Poi eseguono i test e se sono positivi rilasciano il tagliandino che attesta la conformità dell'auto. Non dimentichiamoci, poi, che le ultratrentennali non sono soggette a tassa di circolazione indipendentemente dall'ASI, per cui possono circolare come auto normali, senza alcuna iscrizione.

Quest'ultimo punto - secondo me - è la chiave di volta di tutto il discorso e che dovrebbe far finire tutte le storie e le interpretazioni. Consideriamo la mia Simca 1100 Special del 1972: essendo ultratrentennale, è esentata dal pagamento della tassa di proprietà. ASI o non ASI. Bene, ciò significa che una volta assicurata, pagando 25.12 € di tassa di circolazione, posso circolare COME UN'AUTO NORMALE. Ecco il punto: la 342/2000 NON MI OBBLIGA A "TRASFORMARE" IN STORICA LA MIA SIMCA 1100 SPECIAL: POSSO USARLA COME AUTO NORMALE.

Per cui, se fosse come dice l'ASI, si genererebbe un paradosso: si può circolare con un'auto ultratrentennale come fosse normale, nonostante sia ben più storica di una ultraventennale, la quale invece potrebbe - sempre secondo l'ASI - circolare solo con CRS! Questo è alquanto contraddittorio!!!

Insomma, se quanto afferma l'ASI per l'aspetto fiscale può avere un suo fondamento (interpelli a parte, ma questo è un altro discorso), questo del CRS ai fini circolatori è un qualcosa che non ha né capo né coda, in quanto la possibilità di circolare verte su parametri che di "interesse storico collezionistico" non hanno nulla: detti parametri sono veicolo targato, revisione fatta, bollo pagato. Fine.

In conclusione, non mi sento di dare torto a coloro i quali, come Dario, rimangono più che perplessi di fronte a certe argomentazioni che appaiono un po' come arrampicate sugli specchi: la gestione ASI si trova attualmente tra incudine e martello, l'incudine dei soci che sono iscritti (e che quindi pagano la quota) ed il martello delle normative (che dovrebbero loro stessi rispettare e far rispettare). Se l'ASI fosse un Ente rigoroso, dovrebbe rilasciare un solo docuemnto: il Certificato (ex omologazione). Poichè sa benissimo che assumere una posizione del genere significa perdere percentuali enormi di iscritti, esita a farlo; dall'altro lato, cerca di "istituzionalizzare" tutti i soci con vetture non certificate a dare una parvenza di storicità in un altro modo, con Attestato e CRS. In tutto questo giro, poi, non va dimenticato che ci sono anche i soldi: va notato che Attestato e CRS implicano 20 + 20 €, quasi la metà di una Certificazione (105 €) la quale - guarda caso! - se conseguita, permetterebbe di avere gratis (ecco la dimostrazione!) Attestato e CRS. Insomma, la manovra è fin troppo evidente, come il "fattaccio" di dieci anni fa!

Credo che più che l'ASI in se stesso, il problema di queste "stranezze" gestionali sia il discusso presidente Loi: questo è il suo stile e non piace a tutti i club federati, anche se poi alla fine riesce sempre a farsi rieleggere perché porta acqua al mulino dei club, facendone aumentare gli iscritti.

Certo è che non si può ridurre tutto a denaro: è ottica miope, molto miope. Perché questa non è un'Azienda, ma un associazione a scopi privi di lucro che rappresenta dei valori ed una passione, che pure molti hanno e senza venalità di sorta.

IMHO, a questo punto mi permette un suggerimento, Francesco: punterei al Certificato (ex-omologazione). Costa un po' più del doppio della somma degli altri due, ma a questo punto - pensando al futuro - potrebbe essere la cosa migliore, considerando che comunque gli altri due li hai gratis...

[Edited by racunis 11/30/2011 10:16 PM]
"Nur ein alter Stern ist ein guter Stern"

Socio 0092, dal 2005
|> 116032 del 1973, acquistata nel 2000, tunisbeige metal. 462, velour olivegrün 966
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12/1/2011 5:03 PM
 
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Sei stato esaustivo!

Certo che se annulamente venisse emanata la famosa "determinazione" con una scrupolosa individuazione dei modelli, la questione sarebbe meno complessa e, soprattutto, più consona alle tasche di tutti gli appassionati.

Ho bisogno di alcuno delucidazioni, che non riesco ad ottenere attraverso la consultazione del sito ASI. Abbiamo sinora parlato di tre distinti documenti: attestato di datazione e storicità, certificato di rilevanza storica e certificato di identità. Per ottenere ciascuno di questi i requisiti dell'auto e la documentazione da esibire rimangono gli stessi? Il certificato di identità oltre ai 105 euro esige anche altre spese antecedenti per verifiche, carteggio, ecc. da presentare?

Per la Tua W124030 hai richiesto il certificato di identità?

Grazie,
Francesco

W124.041 Kat.
12/1/2011 5:59 PM
 
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Caos totale...
...in un paese dove la burocrazia gia' "uccide" ci si doveva metere pure ASI a complicare quella che era ormai la prassi consolidata per attestato, o certificato etc etc
Oggi mio padre si e' recato dal commissario del Club locale che non ci ha capito una mazza per attestato ha accennato ad officina che deve rilasciare un pseudo nulla osta etc etc ma dai siamo seriiiiiiiiiii...
Grazie ASI, sempre piu' simile agli altri "baracconi statali"...
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