riporto il testo dell'articolo segnalato da g3nny
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DIRITTO E TELEMATICA IL TAGLIO DELLE RISORSE METTE A RISCHIO INVESTIMENTI E ASSISTENZA NEI TRIBUNALI
LA GIUSTIZIA ONLINE CERCA FONDI
UNA RICHIESTA AL QUIRINALE PER SCONGIURARE IL BLOCCO DELL’ORDINARIA MANUTENZIONE DEI COMPUTER.
ROMA Il processo telematico segna il passo. Mentre il ministero della Giustizia cerca il modo per ovviare ai tagli previsti dalla Finanziaria per le spese informatiche, rivolgendosi direttamente al Presidente della Repubblica, quella che era stata la grande scommessa dell'attuale amministrazione di Via Arenula, il processo online, rischia di venire travolta dalla mancanza di risorse.
I fondi mancanti.
Nella gestione di un ministero, un' assurdità non è sempre un ostacolo.
Nel caso della Giustizia, per esempio, se il nodo è quello di trovare i fondi per non bloccare l' assistenza informatica agli uffici giudiziari, la soluzione può rasentare l'assurdo ma anche apparire l'unica praticabile: chiedere al Quirinale un sollecito diretto alla Presidenza del Consiglio perché ottenga dal ministero del Tesoro le risorse per "salvare" l'informatica. E questa infatti la strada su cui si è incamminata giovedì scorso la Conferenza dei capi dipartimento della Giustizia, cui spetta il coordinamento dell'attività della Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati dello stesso Ministero.
Un grosso problema sul fronte degli investimenti (tagli del 42% rispetto al 2005) che diventa enorme su quello dell'assistenza informatica e del la rete (-46%), vitale per l'efficienza di uffici e tribunali. Dal confronto tra dipartimenti(Affari: di giustizia Amministrazione penitenziaria, Organizzazione giudiziaria e Giustizia minorile), sottosegretario e direttore dei sistemi informativi, è venuta in effetti la conferma delle ristrettezze di bilancio. Come via d'uscita, l'idea di scrivere alla Presidenza della Repubblica (da tempo fautrice di una piena informatizzazione dei tribunali) perché interceda presso il premier, in modo da ottenere un allentamento dei cordoni della borsa del ministro all'Economia, Giulio Tremonti.
Agli sgoccioli della legislatura questo è forse l'unico modo per mettere una pezza al problema, ma anche un indizio del peso relativo del ministero della Giustizia in generale nelle questioni di bilancio. Dall'effettivo via libera alla lettera, e soprattutto dalle eventuali risorse rese disponibili dal Tesoro, dipende dunque la sopravvivenza dell'informatica ministeriale, su cui già' la magistratura associata ha lanciato l'allarme (si veda « ll'Sole-24 Ore» del 26 gennaio).
II processo telematico.
La scarsità di risorse rischia di scrivere la parola fine su quella che era stata la grande sfida di questa legislatura: il processo telematico. Per modernizzare e velocizzare la macchina giudiziaria, molto si era puntato, infatti, sull'utilizzo dell'informatica. La sperimentazione del processo online avviata nel corso del 2004 in sette sedi pilota (Bari, Bergamo, Bologna, Catania, Genova, Lametia Terme e Padova), anche sfruttando le esperienze maturate dagli avvocati nel campo del Web, non sembra aver avuto sbocchi positivi. E i tagli previsti dalla Finanziaria 2006 per l'ordinaria amministrazione non danno adito a grandi speranze sul fronte dell'innovazione.
I rischi di una paralisi
Intanto, c'è preoccupazione nella decina di società' impegnate nell'assistenza e la manutenzione informatica di via Arenula e degli applicativi usati dagli uffici giudiziari. Queste società impiegano circa mille persone e il loro lavoro è garantito solo fino al 28, febbraio vista l'attuale disponibilità di bilancio di soli 2 milioni di euro (erano 40 nel 2005). Per dopo, incombe la paralisi del settore, o meglio, lo spettro della disoccupazione. Al momento, infatti, l'assistenza avviene solo grazie alla buona volontà delle ditte come «anticipata esecuzione» di contratti già firmati. Anche per questo, il tam-tam tra gli addetti preannuncia un imminente stato di agitazione che potrebbe trasformarsi in sciopero da un giorno all'altro. Le imprese, invece, stanno lavorando all'ipotesi di definire una piattaforma comune, creando un coordinamento tra le varie realtà capace di mettere ' alle strette il ministero.
MARCO BELLINAZZO
VITTORIO NUTI
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