Titolo:
12 Marzo
Autore: Melantò
Rated: Genitori
Categorie: [CT] Omo Slash
Personaggi: Mamoru Izawa, Yuzo Morisaki / Alan Crocker
Genere: Romantico
Avvisi: Omosessualità (maschile)
Capitoli: 1
Completa: Sì
Melantò fa parte dello zoccolo duro di CT, cioè di quegli autori che dall'alba dei tempi scrivono fanfic su questa serie, senza mai abbandonare, ma portando avanti le proprie storie e i propri personaggi.
Vorrei recensire e pubblicizzare una sua fanfiction, la cui unica pecca è di essere scritta su personaggi che, persino nel manga, non hanno molto rilievo: Mamoru Izawa e Yuzo Morisaki.
Questo le fa onore, dato che in origine erano dei personaggi che potevano essere sfruttati decisamente meglio, viste le premesse della serie (disattese come spesso capita in CT, in cui si tende a inserire sempre nuovi personaggi, e a far evolvere solo quei 3 principali).
Lo stile di Melantò è molto leggero e scorrevole, la storia non ti stanca mai, nonostante parli, fondamentalmente, dei pensieri ricorrenti di un ragazzo e di tutti i suoi dubbi.
Mamoru ama Yuzo, ma Yuzo lo ricambia?
O lo caccerà via a pedate?
E accetterà il regalo che gli ha comprato, o ha sbagliato a scegliere?
E se...
E se...
Riassunto dell'autrice: A volte è inspiegabile l'istinto che muove i nostri passi verso una meta alla quale si ha una paura folle di arrivare. L'attraversamento della linea che demarca il passaggio tra l'essere ed il non essere, tra l'avere ed il non avere... tra il desiderare ed il perdere.
Nonostante queste premesse comuni a tante altre storie, Melantò ci descrive realisticamente un ragazzo alle prese con se stesso, con i suoi pensieri, senza mai risultare scontata o pesante, o - come spesso capita - retorica e sterile.
L'originalità e la non pesantezza erano ancora più difficili da raggiungere, dato che ha strutturato la narrazione come un monologo interiore.
Complimenti quindi a Melantò per averci regalato questa piccola perla ^_^
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Under construction.
Firma in ristrutturazione dopo soli 4 anni!
"Cosa mi dici di te?"
"Beh..." Logan si guardò intorno: l'acqua che inondava il pavimento, le candele, il cavo metallico annodato alla testata del letto, le carte, le bottiglie di birra, lattine di zuppa vuote, le briciole di crackers in mezzo al letto, e Victor che provava con ben poco successo a non ridere. "Sto bene", disse onestamente.
"Se il tuo odio scorre profondo, fa' che diventi la tua anima, il tuo respiro, il sangue nelle vene, il nucleo di ogni tua cellula. Quando ti avrà riempito completamente prendilo e modellalo, plasmalo, fallo diventare la tua arma e scaglialo contro il tuo nemico. Che possa morire distrutto da ciò che egli stesso ha creato." (Mark Volk)