Allora proviamo a capirci...
Se io avessi detto testualmente:
"Cito la frase di Alberto Sordi, tratta dal film comico - Il Marchese del Grillo - del 1981 per la regia di Mario Monicelli ( che se mi consenti, penso di conoscere un po' più di te )...
Ebbene non avrei certo scritto, come invece ho fatto:
"frase ripresa anche dal mitico Alberto Sordi, nel film "Il Marchese del Grillo"...

il fatto che "l'irriverente interpretazione storica" del gesto di Caligola ( ovvero quello che io ho scritto e che tu puntualmente hai travisato, citando la frase del film mentre io citavo invece tutta un altra frase il cui concetto è "riconducibile" ma non vincolante a quello espresso dal personaggio Onofrio Del Grillo ). Infatti, essendo Caligola un Imperatore Romano, la frase non può che recitare:
"Io so' l'imperatore e voi un siete un cazzo"...
Ebbene, modifiche a parte, tale concetto era una battuta in uso nel medioevo, quando si narrava di questo particolare... chiamiamolo "baciadito" perché "baciamano" non mi sembra corretto. E nel succo del mio discorso iniziale, intendevo sottolineare come dall'interpretazione di un gesto possono nascere le parole ad esso collegate. Ti è chiaro fin qui, o devo provare a ri-spiegartelo un'altra volta?

Veniamo ora alla tua domanda
***
Ipotizziamo che ci sia scritto da qualche parte:
Amy disse guardando Jock:
"idiota"
come frase pronunciata da un personaggio nei confronti di un altro personaggio.
L'autore la utilizza come intro per la sua storia lasciandosi andare poi ad un lungo flashback in cui ci presenta Amy e Jock e da cui, dopo una mezza dozzina di pagine, ci fa capire che i due sono amici e che Amy si riferisce spesso, amichevolmente, a Jock con il termine idiota.
Alla fine della sesta pagina noi sapremo che quell'idiota è detto con amicizia ma prima cosa andremo a pensare?
Che Amy odia o comunque prova antipatia per Jock? Dando quindi una interpretazione errata della situazione.
Diverso sarebbe stato se quello fosse stato un testo da recitare con precise indicazioni sul tono e sull'atteggiamento.
La mia testa può anche dare una interpretazione, ma senza indicazioni, l'interpretazione potrebbe essere errata. Ed è questo quello che intendevo dire (forse non mi sono spiegato bene).
***
Robert, se io e te ci sedessimo uno di fronte all'altro, mi mostreresti cortesemente come sei abituato a leggere?

No, perché ti giuro, io leggo le tue osservazioni e mi sorprende che sia tu a farle:
Da che mondo e mondo, la gente in grado di leggere e scrivere di per sé sviluppa una sorta di "naturale abitudine alla lettura e all'analisi del testo"... Una cosa che si apprende a fare nelle antologie delle scuole: leggere tutto un testo, dall'inizio alla fine, ri-leggerlo ( in modo da assimilarne il contenuto ) e dentro di noi cercare di interpretare il contenuto di quanto si è letto. Tale interpretazione non può mai essere né assoluta né uguale per tutti, anche perché ( correggimi se sbaglio ) su un unico testo, autore o poeta, possono sussistere chiavi di lettura ed interpretazioni completamente diverse una dall'altra.
Comunque, tra parentesi, nessuno mi dice come devo leggere o interpretare in modo corretto una frase o un discorso: quella è una cosa che viene naturalmente, proprio durante la fase di lettura... O almeno, per me e per tutti quelli che conosco è sempre stato così.

Che senza saperlo, a Firenze fossimo tutti alieni ?!?
Tu dici che all'inizio hai l'impressione che una determinata frase o un discorso vogliano dire una cosa che invece, poche pagine dopo, scopri essere completamente diversa...
Benissimo, analizziamo questo punto allora

Io non penso che tu abbia aperto il libro e trovi subito scritto "Amy dice a Jock idiota"... Suppongo ci siano dietro anche un'introduzione o una descrizione, ma mettiamo tranquillamente il caso che il vaffanculo sia secco. Ebbene, almeno ti dico quello che farei io al tuo posto:
- Apro il libro ( o la pagina ) a caso
- leggo la frase "Amy dice a Jock vaffanculo!"
- ovviamente mi stupisco ma vado avanti, oppure torno indietro per rivedere dei passaggi che evidentemente mi sono sfuggiti
- una volta capito, o quantomeno compreso, di cosa parla il testo e a cosa si riferisce l'azione, la mia reazione può essere pari o meno alla tua di perplessità... Ma devo leggerlo, per sapere come reagirò in quel caso.

Prendiamo un altro esempio
"i libri di scuola"

Quanti e quante si sono rotti i cosiddetti, nel leggere un libro di storia... E allo stesso modo quanti hanno polemizzato contro Tolkien, sostenendo che la descrizione della parte "storica" della Terra di Mezzo sia "fumosa", "pesante", "noiosa" e "opprimente" ?!?

Eppure Tolkien costituisce una sorta di Bibbia per gli scrittori e i lettori del genere fantasy, e allora qual'è il problema?

Forse che, per comprendere ed apprezzare Tolkien, occorre avvicinarsi con particolare attenzione a ciò che si legge ( come per la chiave di lettura analitica di un pesante e noioso libro di scuola ) e solo dopo saremo in grado di apprezzarne o quantomeno comprenderne la reale essenza!
Il fatto che, secondo alcuni, Tolkien possa essere bellamente paragonato al piattùme e alla pallosità di un testo scolastico non vi fa girare un attimino le scatole?

Con rispetto parlando, ovviamente.
Beh, io sono dell'idea che, qualunque sia la parola scritta che abbiamo di fronte, il nostro dovere come lettori sia quello di avvicinarsi al testo da leggere con la mente sgombra da ogni altro pensiero:
- apri il libro
- non hai idea né di cosa parla né di cosa c'è scritto
- all'inizio hai solo la tua capacità di leggere quello che c'è scritto dentro e, man mano che procedi, il senso si fa via via più chiaro o meno

Il punto è che, se una persona si annoia dopo le prime venti o trenta pagine del "Signore degli Anelli" ( con tutta la parte introduttiva, le descrizioni, eccetera ), interromperà la lettura dopo un po' e dirà: "questo libro fa schifo, perché l'autore ci mette troppe descrizioni e io non mi diverto!"

Se una persona pensa veramente questo da un semplice "pezzo" di un libro come il "Signore degli Anelli", pensate che riuscirà mai a comprendere il fascino dell'opera nella sua interezza?
Tornando a noi, Robert, probabilmente è anche colpa mia che non riesco a capire a quali difficoltà di comprensione tu stia alludendo - e forse dovresti farmi leggere qualcosa di più specifico, per capire il tuo discorso - ma il mio punto di vista, purtroppo temo, non fa testo perché... avendo ipoteticamente in mano una lista della spesa, sarei capace di leggertela a mo' di filastrocca. Quando e se anche tu sarai in grado di leggere qualunque cosa, mettendoci quella naturale vivacità personale, forse sarai in grado di capire il modo in cui io sono abituato a leggere da sempre.
P.S.
Ho cercato di evitare l'uso del maiuscolo/urlato, anche se ho dovuto rileggere questa pagina venti volte, spero che apprezzerai il mio sforzo...

SALUTI TOSCANI
[Edited by telesette 2/21/2012 10:04 PM]
Madre Natura mi ha dato questa faccia, non è granché ma... Pazienza, a me va bene lo stesso!
^__^