Faccio un'aggiunta.Trovo di grande interesse,per quanto mi riguarda
Le quattro basi dell'arte di curare che aveva l'illustre Paracelso (che non possiamo certamente annoverare tra ciarlatani o stregoni che dir si voglia,essendo un medico e professore Rinascimentale).Interrogato su chi fosse un medico,egli rispondeva che era colui
che riesce a curare i malati. Certo oggi questa definizione farebbe inorridire i membri dell'OMS,e di tutte le Organizzazioni che si preoccupano di definire esattamente ruoli,funzioni,posizioni,etc.etc.oggigiorno.Se pensiamo che una volta (non andiamo molto lontano,ancora era prassi nel '700)il salasso (cioè estrarre il sangue considerato in eccesso dal sistema circolatorio,in caso di poliglobulia,ad esempio)te lo faceva il BARBIERE...capiamo come i confini tra le varie discipline scientifiche fossero 'assai sfumate'.Ma perchè sono partita da questo presupposto? Forse affascinata dal fatto che ho scelto una professione sanitaria,poi -solo per il classico 'diletto- mi sono applicata agli studi sull'Alchimia,sul simbolismo e di recente alla Filosofia-pensando che le due cose fossero veramente disgiunte.Invece dovrei fare un passo indietro e ricominciare a vedere la 'prospettiva'che i due ambiti possano ad un certo momento convogliarsi verso un'unica ragionevole sovrapposizione.
Paracelso definì 4 pilastri sui quali doveva appoggiarsi l'arte del medico, in essi si rispecchiano tutta la sua grandezza e tutti i suoi limiti:
Filosofia, che per l'epoca era tutto il sapere sull'uomo e sulla natura, dalla geografia fino all'anatomia
Astronomia, che nel '500 era essenzialmente astrologia
Alchimia, per lui la produzione il perfezionamento delle medicine soprattutto da sostanze chimiche
Virtù, l'onestà del medico, la sua integralità morale
p.s.non sonon medico,tranquillizzatevi

:

e nemmeno un barbiere
[Modificato da Marisa2003 16/03/2007 0.20]
Marisa